Normativa
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Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 1
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
1.1 Obiettivi generali
L'ATI 1 "Parco Scientifico Tecnologico" si colloca nell'UTOE 5, nella zona nord del centro abitato di Siena; tale quartiere presenta un tessuto tipicamente residenziale, al margine del quale si inserisce storicamente l'area produttiva e di ricerca della Novartis (un tempo Sclavo), sul versante sud della collina sul cui crinale corre la strada di Marciano.
L'area storicamente consolidata dell'insediamento produttivo della Novartis Vaccines and Diagnostic (già Sclavo) si trova in continuità con il parco privato del Park Hotel (Villa Petrucci), che di recente è stato annesso alla proprietà della società.
Tale area complessiva è quindi interessata, secondo gli obiettivi del PS, da una generale riorganizzazione dell'articolazione spaziale e funzionale del tessuto esistente ai fini di creare un "Parco Scientifico Tecnologico", qualitativamente all'avanguardia ed estremamente competitivo nel proprio campo: la verticalizzazione delle funzioni sulla ricerca e sviluppo, venendo così a creare un significativo centro direzionale di ricerca scientifica, parte da un progetto di ampio respiro che porterà nel lungo termine al totale spostamento della parte produttiva, ricollocata altrove in altro comune contermine.
Si integrano così le funzioni di eccellenza della ricerca con il polmone verde del parco della Villa Petrucci, in un miglioramento anche della qualità edilizia e una ridistribuzione del carico urbanistico su un'area fondiaria più vasta, con una funzione, quella direzionale di ricerca, che è sicuramente più congrua e potenzialmente meno critica con il tessuto residenziale confinante.
Come già espresso negli obiettivi del PS, l'interesse dell'amministrazione comunale è quello di promuovere, attraverso un accordo pubblico-privato (in linea con l'art. 81 Obiettivi generali per il Sistema Funzionale degli Insediamenti del PS), la creazione di un Parco Scientifico Tecnologico nell'UTOE 5 (art. 144 - UTOE 5 Siena Nord).
Tale intervento mira al raggiungimento dei seguenti obiettivi generali:
- - previsione di una riorganizzazione dell'intera area produttiva anche attraverso la sostituzione edilizia e lo spostamento dei volumi, con una futura utilizzazione fondiaria elevata e un impianto urbanistico denso nelle aree dedicate a stabilimenti e laboratori, ma con complessiva riduzione dell'indice di utilizzazione fondiaria per l'intera superficie dedicata alla ricerca (in linea con l'art. 84 Obiettivi per il Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto - "ricucire, completare e riqualificare i tessuti esistenti");
- - riduzione dei reparti produttivi nell'area (in linea con l'art. 84 Obiettivi per il Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto - "allontanare le funzioni incongruenti") e valorizzazione della stessa in termini di ricerca e di funzioni di eccellenza, arricchendo il mix funzionale tramite l'insediamento di funzioni pregiate ed il potenziamento di quelle esistenti (in linea con l'art. 84 Obiettivi per il Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto del PS);
- - promuovere un incremento degli addetti e dei posti di lavoro nel settore della ricerca;
- - dal punto di vista dei servizi pubblici e delle opere di urbanizzazione, rendere contestuali e propedeutici alla realizzazione del Parco Scientifico Tecnologico tutta una serie di interventi di interesse pubblico che aumentino la dotazione di standard del quartiere (scuole, parcheggi, verde pubblico), il miglioramento e la riorganizzazione della viabilità sia meccanizzata che pedonale insistente nell'area in esame.
1.2 Ambito territoriale e unità di intervento
L'intervento del "Parco Scientifico Tecnologico" riguarda l'insediamento produttivo della Novartis Vaccines and Diagnostic e l'attuale Park Hotel con relativa area di pertinenza. Nel complesso l'area - che si sviluppa per un totale di circa 14 ettari (8 della Novartis e 6 del Park Hotel, che è stato acquistato recentemente dalla grande società farmaceutica) - è situata nella zona nord di Siena ed è compresa tra via Fiorentina, la strada di Petriccio Belriguardo, via Milanesi, la strada di Marciano e via Strozzi.
L'insediamento industriale si sviluppa su un versante collinare prevalentemente orientato a nord-ovest, che presenta un dislivello di circa 30 mt: a valle, e lungo la strada di Petriccio Belriguardo la quota è di 320 mt s.l.m. per arrivare a monte, sulla strada di Marciano, a una quota di circa 350 mt s.l.
Oltre all'insediamento produttivo più antico della Novartis, l'area industriale ospita al suo interno altri centri di ricerca di livello internazionale, quali TLS (Toscana Life Science), l'Università di Siena e la Siena Biotech, che si è recentemente ri-localizzata a seguito della costruzione di un edificio contiguo all'area della Novartis sul versante della strada di Petriccio Belriguardo.
Per quanto riguarda l'insediamento industriale, l'attuale consistenza edilizia è distribuita in maniera diffusa sull'intero versante della collina fino al crinale lungo il quale corre la strada di Marciano. Percorrendo quest'ultima in direzione del Petriccio, adiacente alla strada ed in posizione dominante si trova Villa Petrucci (Park Hotel), con in relativi spazi aperti e le attrezzature sportive private.
L'immagine offerta dalle due aree urbane è profondamente diversa: l'una rappresenta una "cittadella della scienza" che si è sviluppata nell'arco di circa un secolo, e che ha assunto nel corso del tempo un ruolo di punta nella base economica locale; l'altra è invece un'emergenza architettonica con elementi di pregio (villa, giardino formale storico, muri di recinzione, ecc.) che è stata riconvertita nel secolo scorso a struttura turistico-ricettiva e che è stata dotata recentemente di un piccolo campo da golf.
Gli attuali accessi all'area della Novartis Vaccines and Diagnostic sono costituiti da via Fiorentina, che oggi assicura l'ingresso principale e di rappresentanza con un parcheggio di 125 posti auto a raso, e dalla strada di Petriccio e Belriguardo con due ingressi, su cui converge gran parte del traffico pesante e che è dotata di un parcheggio di 225 posti auto a raso.
Anche il Park Hotel presenta due accessi: il primo su via Milanesi e il secondo lungo la strada di Marciano proprio in prossimità della villa e in una posizione problematica dal punto di vista viabilistico.
Per quanto riguarda infine la situazione vincolistica,l'intera area ricade sotto il vincolo paesaggistico ex L. 1497/39 oggi art.134 comma a D.Lgs 42/2004 (Codice Urbani), mentre Villa Petrucci ed il suo giardino storico risultano altresì vincolati ai sensi della ex L. 1089/39 oggi art. 10 del D.Lgs 42/2004 (Codice Urbani).
La ATI 1 "Parco Scientifico Tecnologico" si attua tramite PCI (Piano Complesso di Interveto).
Il PCI conterrà indicazioni e prescrizioni per l'intera area, suddivisa al suo interno in più fasi realizzative, ciascuna con modalità e tempistiche differenziate, mantenendo così un certo grado di flessibilità necessario a strutture urbane complesse come il Parco Scientifico Tecnologico.
Tali fasi sono tre, corrispondenti a zone diverse a regime urbanistico differenziato, più quella che potremmo chiamare una "fase zero" di gestione del patrimonio edilizio esistente.
La "fase zero" in realtà individua quegli ambiti interni al PCI che non necessitano di una progettazione urbanistica, ma si limitano alla sola gestione del patrimonio edilizio esistente e pertanto il loro regime urbanistico risulterà vigente già dall'approvazione del RU.
Le aree di intervento denominate "0a" individuano il patrimonio edilizio esistente con valenza storica, dove gli interventi si limiteranno al restauro e risanamento conservativo ed eventualmente ala demolizione senza ricostruzione degli edifici e manufatti incongrui.
L'area di intervento individuata come "0b" invece è quella situata sulla cima del pendio e contiene gli edifici dell'attuale centro di ricerca, la biblioteca, ecc.; in questa zona non si prevedono interventi oltre la ristrutturazione edilizia con addizioni funzionali nella misura massima del 10% della SUL.
La prima fase, è a sua volta suddivisa nei successivi interventi:
- - 1a: è l'area preposta alla costruzione del nuovo Centro di Ricerca e data sua la posizione (contigua ed in continuità del 0A), l'assenza di volumi esistenti da demolire o spostare, la limitata estensione e la definizione particolareggiata dei parametri urbanistici, l'intervento edilizio di nuova costruzione risulterà diretto dall'approvazione del RU.
- - 1b: in questa area si potrà procedere con l'attività edilizia nelle quantità previste dal PCI e dall'approvazione dello stesso, ma solo previa demolizione degli elementi architettonici incongrui individuati nella "0a".
- - 1c: in questa area, in prossimità dell'ingresso di via Fiorentina, è prevista una ristrutturazione urbanistica con demolizione e spostamento delle superfici attuali, e con un incremento come stabilito in relativa tabella, e l'intervento edilizio risulterà possibile dall'approvazione del PCI.
- - 1d: anche in questa area è prevista una ristrutturazione urbanistica con demolizione e spostamento delle superfici attuali, e con un incremento come stabilito in relativa tabella, e l'intervento edilizio risulterà possibile dall'approvazione del PCI.
Le fasi rimanenti, ovvero gli interventi 2 e 3, sono previste in un arco di tempo molto più ampio, e per altro non sono necessariamente da realizzarsi nella successione numerica, ma possono essere tra loro indipendenti dal punto di vista temporale.Esse in ogni caso necessitano, per poter essere attuate, ciascuna di uno specifico Piano Attuativo che ne detti i parametri, le norme e le prescrizioni, in linea con quelli del presente Dossier e dello stesso PCI, la cui approvazione è ovviamente condizione necessaria per poter presentare gli eventuali Piani Attuativi.All'approvazione del PCI sono inoltre subordinati tutti gli interventi previsti sia nella Fascia Infrastrutturale sia nell'Area Scolastica.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
2.1 Dimensionamento complessivo e delle singole unità di intervento
Nell'ATI 1 del Parco Scientifico Tecnologico è previsto un insediamento direzionale in linea con la disciplina del PS (art. 144 delle NTA) per quanto riguarda l'UOTOE 5 Siena Nord, per la quale è stabilito un incremento massimo di 86.000 mq di SUL a destinazione commerciale, terziario, direzionale e servizi amministrativi.
Anche a seguito dell'offerta fatta dagli interessati sulla base del bando di evidenza pubblica inerente l'atto di indirizzo preliminare all'avvio del PCI "Parco Scientifico Tecnologico", l'incremento massimo di SUL a destinazione direzionale insediabile in tale ATI è pari a 43.500 mq.
A tale fine il PCI darà indirizzi e prescrizioni per una riorganizzazione dell'intera area, anche attraverso operazioni di Ristrutturazione Urbanistica, con la previsione di una futura utilizzazione fondiaria elevata e un impianto urbanistico denso nelle aree dedicate a laboratori e centri di ricerca, ma con complessiva riduzione dell'indice di utilizzazione fondiaria per l'intera superficie dedicata alla ricerca.
Proprio per la particolare natura di tale insediamento direzionale, che per le sue caratteristiche di elevata specializzazione tecnologica ed eccellenza nel campo della ricerca scientifica si distingue da qualsiasi altra area del territorio comunale, la destinazione urbanistica è indicata con una dizione speciale, ovvero:
- - Tb3 - Direzionale di ricerca
Per quanto concerne le grandezze edilizie, sempre a fronte delle caratteristiche uniche che la contraddistinguono e che comportano esigenze totalmente diverse nelle tipologie e nell'uso degli ambienti costruiti, per la destinazione Tb3 - Direzionale di ricerca è individuata una definizione specifica della Superficie Utile Lorda e dell'Altezza degli edifici, come di seguito riportate (in rosso le differenze con la SUL come individuata dal RU):
- - Superficie utile lorda (SUL): misura in mq. la somma delle superfici lorde dell'Unità edilizia, ossia quelle comprese entro il perimetro esterno delle murature, di tutti i livelli fuori ed entro terra degli edifici, qualunque sia la loro destinazione d'uso. Dal computo della SUL sono escluse le seguenti superfici:
- a) vani corsa degli ascensori, vani scala e androni;
- b) locali o volumi tecnici, per una superficie inferiore a 1/4 della SUL complessiva dell'immobile: tali ambienti devono essere destinati a funzioni tecniche;
- c) spazi non interamente chiusi anche se coperti, quali logge, balconi, terrazzi coperti, altane, porticati al piano-terra, se di superficie inferiore al 10% della SUL della unità edilizia cui appartiene;
- d) garage e posti auto coperti realizzati a servizio dell'unità edilizia;
- e) locali ricavati tra intradosso del solaio di copertura e l'estradosso del solaio dell'ultimo livello di calpestio;
- f) ingombri dei muri e delle tamponature perimetrali per le parti eccedenti i 30 cm di spessore;
- g) serre captanti, torri o camini di ventilazione, nonché altri spazi strettamente funzionali al risparmio energetico ed idrico.
- - Altezza degli edifici (H): misura la differenza in ogni punto tra la quota di sistemazione esterna e la quota della linea di gronda; la quota di sistemazione esterna è stabilita nel progetto allegato al titolo abilitativo; la linea di gronda è data dall'intersezione tra l'intradosso del solaio di copertura e il piano verticale di facciata. Possono superare l'altezza massima consentita solo i locali di cui al precedente comma 1 lettere a), b), c) ed e), nella quantità massima non superiore al 50% (fino al 65% per la sola area di intervento 1A) della superficie coperta e per un'altezza non superiore a quella dell'interpiano tipo.
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 217.340 mq Dotazioni Pubbliche min 83.205 mq Verde privato min 45.760 mq Superficie Fondiaria 88.375 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 19.695 mq Mobilità pedonale (Mh) 820 mq Parcheggio a raso di suo pubblico (Mbr) 3.290 mq Verde attrezzato (Va) 28.950 mq Servizi per l'istruzione di base (Sb) 23.250 mq Impianti sportivi all'aperto (So) 7.200 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde complementare (Vc) 45.700 mq Verde di ambientazione (Vd) 60 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Superficie Fondiaria 88.375 mq SUL attuale 55.175 mq SUL da demolire 1.822 mq SUL di recupero 1.822 mq SUL di incremento max 43.500 mq SUL Finale (attuale + incremento) PCI 98.675 mq Destinazione d'uso Tb3 TAB. 5 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: le singole aree Superficie Unità mis. Intervento 0a Superficie Area 0a 11.165 mq SUL attuale 5.561 mq SUL da demolire 1.180 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 0 mq Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Intervento Edilizio Diretto Categoria massima di intervento Restauro e Risanamento Conservativo Demolizione (solo fabbricati incongrui) Intervento 0b Superficie Area 0b 111.315 mq SUL attuale 9.065 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 906 mq SUL MAX realizzabile 9.971 mq Piani fuori terra max 3 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 15,00 ml Distanza dagli edifici 10 o in aderenza ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Intervento Edilizio Diretto Categoria massima di intervento Ristrutturazione edilizia con addizioni funzionali (max 10% della SUL) Intervento 1a Superficie Area 1° 3.935 mq SUL attuale 0 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 11.000 mq SUL MAX realizzabile 11.000 mq Piani fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 27,00 ml Distanza dagli edifici 10 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Intervento Edilizio Diretto Categoria massima di intervento Nuova Edificazione Intervento 1b Superficie Area 1b 3.440 mq SUL attuale 0 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 1.822 mq SUL di incremento max 1.000 mq SUL MAX realizzabile 2.822 mq Piani fuori terra max 3 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 15,00 ml Distanza dagli edifici 15 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Subordinato all'approvazione del PCI e previa demolizione dei fabbricati incongrui prevista nell'intervento 0A Categoria massima di intervento Nuova Edificazione Intervento 1c Superficie Area 1c 111.400 mq SUL attuale 5.391 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 1.609 mq SUL MAX realizzabile 7.000 mq Piani fuori terra max 3 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 15,00 ml Distanza dagli edifici 15 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Subordinato all'approvazione del PCI Categoria massima di intervento Ristrutturazione Urbanistica Intervento 1d Superficie Area 1d 19.370 mq SUL attuale 5.235 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 9.765 mq SUL MAX realizzabile 15.000 mq Piani fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 24,00 ml Distanza dagli edifici 15 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Subordinato all'approvazione del PCI Categoria massima di intervento Ristrutturazione Urbanistica Intervento 2 Superficie Area 2 27.695 mq SUL attuale 24.011 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 9.000 mq SUL MAX realizzabile 33.011 mq Piani fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 24,00 ml Distanza dagli edifici 15 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Piano Attuativo successivo all'approvazione del PCI Categoria massima di intervento Ristrutturazione Urbanistica Intervento 3 Superficie Area 3 10.415 mq SUL attuale 5.270 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 6.220 mq SUL MAX realizzabile 11.490 mq Piani fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 24,00 ml Distanza dagli edifici 15 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Piano Attuativo successivo all'approvazione del PCI Categoria massima di intervento Ristrutturazione Urbanistica Fascia Infrastrutturale sul Verde Complementare (Vc) SUL attuale 642 mq SUL da demolire 642 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 250 mq SUL MAX realizzabile 250 mq Piani fuori terra max 1 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 4,00 ml Distanza dagli edifici 10 ml Distanza dalla strada pubblica 5 ml Distanza dal confine del PCI 5 ml Destinazione d'uso Tb3 Tipo di Intervento Subordinato all'approvazione del PCI e previa demolizione dei fabbricati incongrui Categoria massima di intervento Nuova Edificazione
Demolizione (solo fabbricati incongrui)Area Scolastica Superficie Area Scolastica 5.495 mq SUL attuale 0 mq SUL da demolire 0 mq SUL di recupero 0 mq SUL di incremento max 3.750 mq SUL MAX realizzabile 3.750 mq Piani fuori terra max 2 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Tipologia Tetti libera Altezza max 8,00 ml Distanza dagli edifici 10 ml Distanza dalla strada pubblica 10 ml Distanza dal confine del PCI 10 ml Destinazione d'uso Servizi Scolastici Tipo di Intervento Subordinato all'approvazione del PCI Categoria massima di intervento Nuova Edificazione SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per le dotazioni pubbliche e di uso pubblico
- - Il miglioramento della viabilità di via Fiorentina dall'incrocio con via Celso Cittadini a quello con viale Achille Sclavo, con la realizzazione di un sistema di due rotonde collegate;
- - La realizzazione di una rotonda all'incrocio tra via Milanesi e strada di Petriccio e Belriguardo, nonché l'adeguamento e l'allargamento della sede stradale di via Milanesi da tale incrocio fino all'ingresso al parco della Villa Gori (uno dei futu ri ingressi del Parco Scientifico Tecnologico);
- - Sistemazione della scarpata e della sede stradale, con la realizzazione di un marciapiede, del tratto di strada di Marciano ricompresa nel confine del PCI e che divide l'area di intervento "0b" dall'area scolastica (Sb);
- - Realizzazione di un parcheggio pubblico in cima a via Piero Strozzi; data la peculiarità della destinazione d'uso dell'intervento (Tb - Direzionale di ricerca), questo è l'unico parcheggio pubblico che sarà realizzato con il PCI, ritenendo più consono alle funzioni ed esigenze specifiche del Parco Scientifico Tecnologico realizzare parcheggi privati interrati a servizio dei lavoratori, degli utenti e dei visitatori, all'interno la superficie fondiaria;
- - Realizzazione di un percorso pedonale (Mh) che dalla quota strada all'ingresso di via Fiorentina salga all'altezza dell'area a verde pubblico attrezzato (Va) soprastante la strada, e prosegua all'interno di tale area fino ad arrivare alla rotonda di viale Cavour, in modo tale da permettere una percorrenza pedonale in sicurezza di via Fiorentina attualmente costretta in un marciapiede angusto lungo strada;
- - Riqualificazione dei viali alberati assicurandone la continuità e incrementando l'arredo vegetale con essenze autoctone;
- - Riqualificazione dell'area a forte valenza pubblica a sud del parco di Villa Gori, nel quartiere del Petriccio: essa comprende il sistema piazza-verde pubblico (piazza Enrico Lachi e giardini pubblici circostanti), il plesso scolastico "F. Tozzi" e le due aree limitrofe a verde sportivo;
- - Per quanto concerne il sistema di spazi aperti costituito dalla Piazza Enrico Lachi, dal giardino adiacente la Chiesa di San Bernardino e dall'area antistante la scuola elementare Federigo Tozzi situata in strada del Petriccio e Belriguardo, le proposte progettuali dovranno pertanto avere ad oggetto la valorizzazione e riqualificazione delle seguenti aree:
- - Piazza Enrico Lachi
- - La piazza attualmente assolve la sola funzione di parcheggio pubblico costituito in prevalenza da una vasta superficie asfaltata di circa 1850 mq con circa 100 posti auto e da un'area sistemata a verde con alberature di circa 600 mq che è rialzata rispetto al piano stradale.
- - La proposta progettuale potrà prevedere la riorganizzazione generale dell'area di sosta valutando anche la possibilità di una riduzione dei posti auto a vantaggio di nuovi percorsi pedonali, di aree sistemate a verde attrezzate per il relax e per le attività ludico ricreative.
- - Si richiede lo studio di appositi spazi attrezzati per l'installazione temporanea dei banchi espositivi, circa 15, per il mercato settimanale (Lunedì mattina), la realizzazione di una nuova pensilina per la sosta degli autobus e di un percorso pedonale lungo la strada del Petriccio e Belriguardo.
- - Piazza antistante la scuola Federico Tozzi e aree verdi attrezzate esistenti
- - Questa zona è costituita attualmente da quattro aree ben distinte e fra loro non integrate: l'ingresso alla scuola con una parte centrale sistemata a verde, uno spazio funzionale che ospita la pensilina per la sosta degli autobus e la stazione ecologica e due aree sistemate a verde con attrezzature ludiche e per il tempo libero, una adiacente alla scuola e l'altra alla Chiesa.
- - La proposta progettuale dovrà prevedere una riorganizzazione generale di tutta questa superficie favorendo l'integrazione fra le rispettive parti e potenziando le attrezzature ludico, ricreative e funzionali esistenti (eventuali giochi per bambini, rampe per lo skateboard, strutture per l'arrampicata, pensilina polivalente, attesa bus e sosta ricreativa, stazione ecologica etc.).
- - La proposta dovrà contenere studio specifico per la realizzazione di uno spazio protetto e sicuro per la sosta e la manovra dei mezzi pubblici adibiti esclusivamente al trasporto dei bambini.
- - La riorganizzazione complessiva proposta dovrà prevedere lo studio di un disegno unitario delle due aree garantendo un attraversamento protetto (valutando anche interventi sulla carreggiata) e l'integrazione con il verde attrezzato esistente nonché la realizzazione di due pensiline per la sosta degli autobus.
- - Particolare attenzione dovrà essere prestata alla scelta dei materiali ed alle soluzioni tecniche adottate favorendo l'integrazione nelle strutture edilizie previste di sistemi tecnologici atti all'utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Inoltre l'intervento dovrà integrarsi con le funzioni pubbliche e commerciali che insistono sull'area e favorire le connessioni pedonali. Il progetto di riqualificazione dovrà tener conto della riorganizzazione dell'area destinata alla stazione ecologica (opportune schermature ed integrazioni con il nuovo contesto ambientale);
- - Realizzazione di un asilo nido pubblico all'interno del plesso scolastico "F. Tozzi";
- - Sempre per quanto riguarda l'area scolastica, all'interno del parco di Villa Gori e in continuità con il plesso scolastico "F. Tozzi", sarà realizzata una Scuola Internazionale a carattere privato, a servizio delle famiglie dei dipendenti delle aziende del Parco Scientifico Tecnologico, ma anche aperta agli altri cittadini senesi; all'interno di tale area dovranno essere previste le opere di urbanizzazione, quali un piazzale di accesso e relativo parcheggio di servizio.
- - Riqualificazione e miglioramento, ove necessari, dei due impianti sportivi all'aperto (So) ricompresi al'interno del PCI;
- - L'ampliamento dell'area scolastica (Sb) dell'asilo in strada di Marciano;
- - La riqualificazione ed il completamento degli arredi urbani e delle sistemazioni a terra di tutte le aree a verde pubblico attrezzato (Va) ricomprese al'interno del PCI.
- - Cessione all'Amministrazione Comunale della piccola area individuata a verde di ambientazione (Vd);
- - Il PCI stabilirà, con le proprie NTA ed eventuali convenzioni con la Pubblica Amministrazione, le modalità ed i tempi di realizzazione delle opere pubbliche e/o di interesse pubblico indicando, per ciascuna di esse, a quale fase attuativa del Piano stesso sarà obbligatoriamente legata la loro realizzazione.
- - Riqualificazione dell'asse alberato che, provenendo da Via Tegliacci, si prolunga verso la Villa Petrucci (o Gori), probabilmente antico accesso alla villa;
- - articolazione del sistema degli accessi al Parco Scientifico su due livelli (da dosare a secondo delle potenzialità e criticità eventuali dell'assetto viario): un sistema di accessi primario per i lavoratori e visitatori comuni, un sistema secondario di accessi riservati.
- - Piazza Enrico Lachi
Prescrizioni per il verde privato
- - Obbligo di mantenere a verde privato una superficie minima di mq 45.760, nelle aree individuate come verde complementare (Vc); esse vanno a comporre complessivamente il polmone verde del Parco Scientifico Tecnologico; su tali aree è obbligo di mantenere e impiantare essenze arboree autoctone e di fare uso di sistemazioni a terra tipiche del paesaggio locale. Non sono consentite realizzazioni di edifici in tali aree né esse possono essere pavimentate o rese impermeabili, così come riportato nel relativo articolo delle NTA del RU, con l'eccezione delle parti su cui insistono la Fascia Infrastrutturale, l'Area Scolastica, e l'area a parcheggio interrato P1, dove sono ammesse trasformazioni nelle quantità e nelle modalità come riportate nelle relative prescrizioni e tabelle;
- - Miglioramento del verde utilizzando e piantumando specie autoctone o comunque tipiche del paesaggio agrario (in linea con l'art. 73 c.2b, l'art. 74 c.1a e l'art. 78 c.6 del PS);
- - All'interno del Parco di Villa Gori, un tema progettuale di cui si dovrà tenere conto nell'attuazione del PCI sarà la riqualificazione dell'asse alberato in prosecuzione di via Tegliacci, antico accesso alla villa.
SEZIONE IV - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
In tutti gli interventi, in particolare in quelli di Ristrutturazione Urbanistica si dovrà tenere presenti i seguenti requisiti:
- - Scelta di una maglia insediativa che garantisca la massima disponibilità solare e minimo ombreggiamento;
- - Articolazione del sistema degli accessi al Parco Scientifico su due livelli (da dosare a secondo delle potenzialità e criticità eventuali dell'assetto viario): un sistema di accessi primario per i lavoratori e visitatori comuni, un sistema secondario di accessi riservati;
- - Posizionamento di sistemi di verde e di opportune schermature per fronteggiare il soleggiamento nel periodo estivo;
- - Realizzazione dei nuovi insediamenti con standard architettonici ed edilizi qualitativamente elevati, soprattutto in termini di tecnologie e criteri di risparmio energetico (in linea con l'art. 81 del PS), riduzione dell'inquinamento luminoso, acustico, elettromagnetico; particolare attenzione va rivolta allo smaltimento di sostanze e rifiuti potenzialmente pericolosi (chimici e batteriologici) (in linea gli art. 45, 46, 47 e 51 del PS);
- - Contenimento dell'inquinamento luminoso con la dotazione di impianti che utilizzano fonti rinnovabili di energia;
- - I percorsi pedonali interni al PCI dovranno integrare l'uso di materiali naturali e permeabili, essere opportunamente ombreggiati con essenze arboree autoctone e dotati di arredi urbani uniformi e contestualizzati.- Gli edifici dovranno rispondere ai seguenti requisiti:
- - Sviluppo prevalentemente verticale con tipologia a torre per quanto concerne le aree di intervento individuate come "1a", "1d", 2 e 3;
- - Sviluppo prevalentemente orizzontale favorendo l'articolazione volumetrica per quanto concerne le aree di intervento individuate come "1b" e "1c";
- - Le coperture potranno essere a tipologia libera e dovranno ospitare impianti per la captazione dell'energia solare;
- - Valorizzazione dei sistemi solari passivi (muro di Trombe, serre, camini, schermature etc.);
- - Dotazione di impianti che utilizzino: fonti rinnovabili di energia, tecnologie di micro e cogenerazione e reti duali (raccolta separata delle acque grigie e nere);
- - Recupero delle acque meteoriche e di quelle bianche in genere al fine del riuso in ambito privato e pubblico previa la dotazione degli opportuni impianti di depurazione;
- - Gli impianti per la captazione dell'energia solare dovranno essere integrati con la progettazione architettonica;
- - Sarà garantito l'uso di sistemi costruttivi, anche prefabbricati, basati su materiali eco-compatibili, facilmente riciclabili, su tecnologie innovative, che garantiscono il contenimento energetico, la durabilità nel tempo e ridotti tempi di esecuzione; in particolare per le opere di sostegno dovranno essere privilegiati sistemi naturali ed eco-compatibili quali terre armate a faccia verde etc..
- - Per quanto concerne i parcheggi privati interrati, essi dovranno essere realizzati nelle aree appositamente individuate e nel rispetto dei seguenti parametri:
- - P1 = SUL di 10.000 mq, 3 piani interrati, per un totale di circa 400 posti auto;
- - P2 = SUL di 3.000 mq, 1 piano interrato, per un totale di circa 120 posti auto;
- - P3a = SUL di 7.500 mq, 3 piani interrati, per un totale di circa 300 posti auto;
- - P3b = SUL di 4.500 mq, 3 piani interrati, per un totale di circa 1800 posti auto.
SEZIONE V - Gli effetti attesi
Il PCI del Parco Scientifico Tecnologico si attuerà in un contesto di "crescita della città" nella città ed i suoi effetti di dispiegheranno su una pluralità di versanti che per chiarezza espositiva sarà opportuno trattare separatamente.
5.1 Gli effetti ambientali
Sotto il profilo ambientale l'impronta urbanizzata attuale non verrà ampliata in maniera significativa, in quanto si opererà prevalentemente attraverso la sostituzione di fabbricati esistenti: al di là dei progressivi affinamenti progettuali che accompagneranno il lungo iter di realizzazione dell'intervento (PCI, successivi Piani Attuativi) è da prevedersi se e quanto la progressiva sostituzione dei fabbricati esistenti non ponga problemi dal punto di vista della stabilità geomorfologica.
5.2 Gli effetti paesaggistici
Sotto il profilo paesaggistico e percettivo in generale vanno distinti almeno due aspetti.Il primo riguarda lo spazio urbano interno all'insediamento Novartis - ovvero lo spazio di lavoro vissuto dagli addetti - che, se verrà riorganizzato con criteri unitari (i grandi viali alberati, la piazza, la gerarchizzazione dei percorsi e degli accessi) eliminando edifici precari o incongrui e recuperando l'edificio del dismesso Park Hotel e le sue pertinenze avrà tangibili effetti migliorativi.
Il secondo riguarda la percezione dell'insediamento dall'esterno, che a sua volta va considerata sotto due profili complementari, ovvero la fruibilità degli spazi verdi dell'insediamento tecnologico e la percezione di nuovi edifici.
Importante rimane la riqualificazione delle aree verdi, in primis l'ampio giardino di pertinenza del dismesso Park Hotel. Con forme ad oggi non compiutamente definite - il tema della accessibilità e della riservatezza nelle confinanti aree di laboratori e ricerca è delicato - è comunque auspicabile che almeno una parte delle aree sarà fruibile dai cittadini.5.3 Gli effetti socio-economici e insediativi
L'intervento ha natura prettamente produttiva e prefigura un incremento occupazionale, in massima parte ricercatori con elevato livello di formazione e specializzazione. Non sono stati compiuti specifici studi sull'indotto generato ma non si è lontani dalla realtà ipotizzando una crescita dei residenti variabile tra le 1.500 e le 2.000 persone.
Uno dei profili di maggiore pregio del PCI è quello di creare nuovi posti di lavoro in un'area centrale della città, ovvero in una area suscettibile di offrire opportunità insediative di vario tipo e dunque potenzialmente in grado di limitare i tempi e gli spazi degli spostamenti casa-lavoro.
Gli effetti insediativi generati dal PCI opereranno comunque in direzione di un riequilibrio del settore urbano interessato, migliorando il rapporto tra residenza e lavoro.Sotto il profilo dei possibili effetti negativi sulla mobilità e sul sistema dei servizi del quartiere del Petriccio, il PCI potrà mitigare il suo impatto attraverso un coerente sviluppo progettuale finalizzato a:- razionalizzare il sistema viario limitrofo all'insediamento (integrazioni di tracciati, nuove rotatorie, etc.);
- garantire una pluralità di accessi carrabili all'area, in modo da ripartire i flussi, garantendo sufficienti aree interne di parcheggio;
- creare nuovi percorsi pedonali e ciclabili per l'accesso dai tessuti urbani limitrofi;
- rafforzare la dotazione di attrezzature scolastiche, verde pubblico, impianti sportivi.
Da segnalare i possibili effetti negativi della lunga stagione di cantiere, che tuttavia potrà beneficiare - per quanto riguarda il traffico pesante - di un accesso relativamente agevole alla superstrada Siena-Firenze: si tratta di un aspetto che l'UdP si impegna a monitorare con attenzione, proponendo nel tempo misure atte a garantire la vivibilità del quartiere.
A questo tema il PCI dovrà prestare quindi particolare attenzione valutando i tempi delle varie fasi attuative e di cantiere, stabilendo le propedeuticità e prescrivendo le opportune misure di mitigazione di possibili effetti negativi.
Schema progettuale
Descriverà così la programmazione delle fasi temporali di realizzazione delle opere, al fine di garantire un'efficiente gestione della cantierizzazione e delle relative operazioni, e dunque il minor impatto possibile sulla rete viaria locale.SEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Idea di città All'Art.19 il PS definisce i propri principi ordinatori; tra questi risulta l'obiettivo di un'innovazione dei settori economici e delle funzioni urbane con interventi che migliorino l'accessibilità e le prestazioni che la città di Siena è in grado di assicurare; A 1.3 Politiche per le funzioni urbane di eccellenza All'Art. 23 il PS Gli indirizzi delle politiche per le funzioni urbane di eccellenza sono costituiti dalla salvaguardia e dalla valorizzazione ambientale del territorio comunale, sia prevedendo interventi di mantenimento, recupero e restauro ambientale, sia attraverso la riorganizzazione del sistema insediativo ed infrastrutturale,garantendo la complessiva sostenibilità dello sviluppo e la specifica considerazione dei valori storici,culturali e ambientali; A 1.3 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 1.4 Piano Regolatore delle cittine e dei cittini Nella progettazione delle trasformazioni inerenti il Sistema Funzionale della Città e degli Insediamenti Il PS prevede:
Art.35, il soddisfacimento delle esigenze espresse attraverso il PRC2, ed in particolare: la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali di collegamento tra i differenti plessi scolastici e tra i plessi scolastici e le aree verdi, la disponibilità di campi di gioco fruibili in maniera diretta da bambini, ragazzi ed adulti e di luoghi di aggregazione all'aperto dedicati agli adolescenti, la disponibilità di impianti sportivi e di palestre, l'attuazione di misure di moderazione del traffico veicolare in prossimità degli ingressi dei plessi scolastici, eventualmente modulate in funzione degli orari di ingresso e di uscita.A 2 Componente strategica .1 UTOE N. 5 - Siena Nord - Strategia di sviluppo territoriale A fronte della tendenza alla frammentazione che caratterizza l'intero ambito insediativo, l'obiettivo unificante indicato dal PS è costituito dalla ricucitura, dal completamento e dalla riqualificazione dei tessuti esistenti. Tale strategia punta alla creazione o alla valorizzazione di luoghi centrali non solo attraverso la progettazione degli spazi pubblici, ma anche mediante il miglioramento della qualità delle urbanizzazioni. Prima ancora del potenziamento dell'offerta abitativa, acquista un particolare rilievo l'arricchimento del mix funzionale tramite l'insediamento di nuove funzioni pregiate e il potenziamento di quelle esistenti, a cui si lega l'obiettivo di contrastare i pericoli di banalizzazione in cui incorrono sovente i più recenti processi di urbanizzazione. Sia il primo che il secondo asse strategico che abbiamo appena richiamato rischierebbero di non conseguire i risultati attesi senza un consistente impegno nel miglioramento dei livelli di accessibilità, che in questo caso si affida allo sviluppo della intermodalità e al potenziamento della rete del trasporto pubblico su ferro, anche al fine di assicurare i collegamenti tra i parcheggi scambiatori e le aree di destinazione. A 2.2 UTOE N. 5 - Siena Nord - azioni Tra le azioni più qualificanti che ricadono all'interno dell'UTOE si segnala in primo luogo la realizzazione del Parco Scientifico e Tecnologico, il cui ruolo travalica evidentemente l'ambito in oggetto, ma che avrà effetti particolarmente evidenti sui processi di riqualificazione e di riconversione funzionale. In tale area la localizzazione di funzioni di eccellenza sotto il profilo direzionale, produttivo e della ricerca costituisce un fattore propulsivo di particolare importanza in vista del "riposizionamento" dell'intero quadrante urbano in chiave non solo cittadina. A 3 Componente statutaria 3.1 Le invarianti Il PS prevede:
Art. 40. Le forme insediative di crinale e le emergenze insediative del territorio aperto
Le forme insediative di crinale e le emergenze evidenziate nella Tav. C5.01 sono da mantenersi in quanto espressive delle relazioni consolidate tra viabilità, beni storico-architettonici e tessiture agrarie del promiscuo nei paesaggi collinari senesi.Gli Statuti delle risorse ed il RU fissano gli obiettivi e la disciplina necessaria per garantire le prestazioni di cui al co. 1, curando in particolare le modalità della nuova edificazione, la integrità fisica degli edifici storici e le modalità di ripristino dei paesaggi agrari intimamente legati agli edifici stessi.A 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Art. 45, l'assunzione degli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella legge reg. Toscana 21 marzo 2000, n. 37.
Art. 151. nella redazione del Piano Comunale per l'illuminazione Pubblica (PCIP) e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico, elettromagnetico, atmosferico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000;
Art. 47. Inquinamento elettromagnetico- 1. Il PS assume come obiettivo prestazionale in materia di inquinamento elettromagnetico quello di minimizzare l'esposizione della popolazione.
- 2. L'obiettivo viene perseguito attraverso il Piano di razionalizzazione delle emissioni elettromagnetiche (PREE) approvato con delibera del Consiglio comunale n. 240 del 23 luglio 2003 ed ai suoi periodici aggiornamenti nonché garantendo un periodico diffuso controllo degli impianti esistenti e la diffusione dei risultati degli stessi.
- 1. Il PS assume l'obiettivo di contenere entro i limiti di legge i livelli di inquinamento atmosferico.
- 2. L'obiettivo viene perseguito:
- a) assicurando l'operatività dei monitoraggi;
- b) attraverso misure di controllo degli scarichi in atmosfera sia delle aziende che dei sistemi di riscaldamento civili;
A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) Il PS per gli interventi che ricadono in aree sensibili di classe 2 prevede:
Art. 54, azioni volte alla limitazione delle infiltrazioni di sostanze inquinanti dovute a attività antropiche.A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità irrilevante prevede all'Art. 61 che non sono necessarie considerazioni sulla riduzione del rischio idraulico. A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, prevede:
Art. 68, indagini geognostiche di supporto alla progettazione edilizia
Nella parte a nord è localizzata un'area, non interessata da interventi di urbanizzazione, che risulta in classe 3 (media).A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose) Art. 74. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose e relativi Sottosistemi - 1. Il PS assume quali obiettivi per l'intero Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose:
- a) incrementare la consistenza della vegetazione autoctona, operando con modalità differenziate negli impluvi e nei versanti ed ove possibile in contiguità con l'attuale distribuzione delle compagini boschive;
- b) assicurare il mantenimento di un elevato livello di qualità delle relazioni percettive tra insediamenti, antichi e recenti, e contesto paesaggistico, tenendo conto della particolare rappresentatività e tipicità di questo Sistema di Paesaggio;
- c) incrementare la presenza delle colture arboree, in particolare di olivo, sui ripiani e in generale vicino agli edifici, storici e non, allineati o sparsi lungo i crinali, contrastando i fenomeni di espansione dei seminativi e delle aree incolte;
- d) tutelare i terrazzamenti e le sistemazioni agrarie tradizionali;
- e) estendere le forme di fruizione pedonale e ciclabile dei paesaggi agrari di maggiore qualità.
- 2. Nel Sottosistema dello Sperone di Siena vengono perseguiti i seguenti obiettivi specifici:
- a) promuovere un progetto unitario di riqualificazione dello spazio suburbano, inteso come area di pertinenza paesistica e basamento figurativo della cinta muraria, in una logica di complementarietà con il sistema delle aree verdi interne alle mura;
- b) prevedere nuove aree di trasformazione integrata esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti compatti esistenti, curando in particolare la qualità percettiva delle fasce di contatto con il territorio rurale;
- c) incentivare la riconversione colturale dei seminativi e dei vigneti in pendenza, la manutenzione degli assetti agricoli, la eliminazione degli incolti;
- d) promuovere attività compatibili con gli assetti edilizi e paesaggistici delle valli verdi interne alle mura;
- e) contribuire a evidenziare il passaggio dalla collina sabbiosa a quella argillosa (Malamerenda).
- 1. Nel Sistema dei Paesaggi delle Colline Sabbiose, le aree di trasformazione integrata che interessano suoli non urbanizzati sono da prevedersi esclusivamente:
- a) nel Sottosistema dei Crinali delle strade Massetana e Grossetana; le addizioni edilizie sono da realizzarsi in contiguità ad insediamenti esistenti, ed attraverso un controllo rigoroso della intervisibilità con il centro urbano di Siena;
- b) nel Sottosistema dei Crinali dell'Osservanza, Vignano e Santa Regina; le addizioni edilizie sono da realizzarsi in aree legate da debole intervisibilità con il centro urbano di Siena, prossime ad aree urbanizzate compatte già esistenti e selezionando siti che non presentino tessiture agrarie di pregio.
- 2. Le aree di trasformazione integrata sono realizzate in coerenza con le indicazioni di cui al co. 3 del precedente art. 76.
- 3. In alternativa o a completamento delle misure di compensazione ambientale di cui al precedente comma, possono essere realizzati, in misura stabilita dal RU, operazioni di manutenzione e restauro di paesaggi agrari tradizionali, da rendere fruibili al pubblico.
- 4. In considerazione della eccezionale qualità paesaggistica dei luoghi, nonché della frammentazione della struttura aziendale, nei Sottosistemi dello Sperone di Siena, dei Crinali di Belcaro, Agostoli e Monastero, nonché in quello dei Crinali dell'Osservanza, Vignano e Santa Regina è esclusa la possibilità di realizzare nuove residenze rurali attraverso i PMAA.
- 5. Nei Sottosistemi dei Crinali delle strade Massetana e Grossetana ed in quello delle Colline del Bozzone è ammessa la realizzazione di residenze rurali e annessi agricoli la cui necessità sia dimostrata attraverso un PMAA; i nuovi edifici sono da collocare in aderenza ad edifici od aggregati esistenti.
- 6. I PMAA redatti da aziende ricadenti in tutto od in parte nel sistema dei Paesaggi delle Colline Sabbiose assumono come interventi di miglioramento ambientale una o più delle seguenti tipologie:
- a) incremento della consistenza della vegetazione autoctona, in specie negli impluvi;
- b) incremento delle coltivazioni arboree, in particolare dell'olivo, nei ripiani di crinale in prossimità degli edifici;
- c) sostituzione delle recinzioni murarie con siepi ed alberature con esclusione delle recinzioni facenti parte del patrimonio storico. Gli elementi di verde dovranno essere scelti tra specie autoctone. Il RU disciplina le modalità di messa a dimora delle siepi al fine della eventuale salvaguardia della proprietà;
- d) manutenzione e risarcimento delle sistemazioni agrarie (terrazzamenti, ciglionamenti);
- e) articolazione delle superfici coltivate con vigneti a maglia larga, perseguendo una dimensione dei campi inferiore a 5 ha;
- f) riconversione colturale dei seminativi e dei vigneti in pendenza.
- 7. Gli interventi di ripristino o restauro ambientale che interessano il Sistema dei Paesaggi delle Colline Sabbiose, promossi da soggetti pubblici e privati, assumono come azioni prioritarie l'eliminazione degli incolti nelle aree limitrofe agli insediamenti storici murati, nonché gli interventi di cui al precedente co. 6.
A 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti
(Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto)Art. 84. Obiettivi per il Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto - 1. Il Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto comprende gli insediamenti nati nel dopoguerra intorno alla città consolidata, nonché le principali frazioni che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno registrato uno sviluppo incrementale delle aree urbanizzate e della popolazione.
- 2. Sono compresi in questo sottosistema i quartieri di Acquacalda, Petriccio, Vico Alto, San Miniato, Poggiarello, Scacciapensieri, viale Bracci e le frazioni di Taverne d'Arbia e Isola d'Arbia.
- 3. Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi:
- a) ricucire, completare e riqualificare i tessuti esistenti sia attraverso la progettazione delle aree libere sia con l'inserimento di nuove quote di edificato in aderenza o prossimità agli attuali perimetri urbani;
- b) perseguire l'incremento del rango urbano delle frazioni di Taverne d'Arbia e di Isola d'Arbia, utilizzando una pluralità di strumenti quali la previsione di addizioni residenziali e di nuovi servizi di base (anche in coordinamento con i comuni limitrofi), la collocazione di servizi di pregio, il rafforzamento degli insediamenti produttivi, il completamento della rete viaria, il rafforzamento del TPL e l'incremento delle connessioni basate su parchi territoriali;
- c) creare o valorizzare luoghi centrali sia attraverso la progettazione o riprogettazione degli spazi pubblici, sia attraverso il miglioramento della qualità degli arredi urbani e delle urbanizzazioni;
- d) potenziare l'offerta abitativa, con particolare ricorso a tipologie edilizie che garantiscano una maggiore articolazione della struttura sociale;
- e) arricchire il mix funzionale tramite l'insediamento di nuove funzioni pregiate e il potenziamento di quelle esistenti;
- f) allontanare le funzioni incompatibili o incongruenti;
- g) favorire la sostituzione di quote di edificato di bassa qualità;
- h) migliorare i livelli di mobilità attraverso una migliore separazione dei flussi veicolari (di attraversamento, di penetrazione) e lo sviluppo della intermodalità;
- i) potenziare la rete del trasporto pubblico assicurando i collegamenti tra i parcheggi scambiatori e le aree di destinazione, tenendo conto delle possibili forme di intensificazione e riorganizzazione del TPL su ferro;
- j) realizzare parchi territoriali con funzione di connettivo tra gli insediamenti compatti ed a servizio dell'intera comunità senese.
- 1. Il RU specifica le aree in cui sono previsti aumenti di cubatura nel caso di interventi di recupero che prevedano la demolizione e ricostruzione di fabbricati esistenti.
- 2. Nelle aree perimetrate come PIC o nelle nuove espansioni si prevedono forme di convenzionamento che assicurino la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria.
- 3. Il RU e il PGTU, nell'ambito delle loro attribuzioni, individuano le nuove fermate della metropolitana leggera, le aree per la sosta in prossimità dei nodi delle reti del TPL, i nuovi parcheggi scambiatori e le modalità di collegamento tra questi e le aree di destinazione.
- 4. Sono da istituirsi i parchi rurali di Vico Alto, con funzione di collegamento tra San Miniato e Vico Alto, di Torre Fiorentina, con funzione di collegamento tra Vico Alto e Stellino-Viale Sclavo, il Parco delle Coste, connesso al Petriccio, e il Parco dell'Arbia, con funzione di collegamento tra Isola e Taverne.
- 5. Nelle aree di trasformazione e negli insediamenti esistenti devono essere individuate aree con caratteristiche di centralità che valorizzino l'identità dell'insediamento e migliorino la qualità dei rapporti sociali, attraverso la progettazione o riprogettazione degli spazi pubblici e il miglioramento della qualità degli arredi urbani e delle urbanizzazioni.
A 4 Vincoli 4.1 Vincolo Beni paesaggistici Il PCI comprende, per la quasi totalità della sua estensione, un'area sottoposta a vincolo Beni Paesaggistici, art.134 c.1 lett.a) del D.lgs 42/2004 (ex L.1497/39), così come individuata nel:
DECRETO MINISTERIALE 14 maggio 1956
"Dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona circostante l'abitato di Siena, sita nell'ambito del comune di Siena".M 4.2 Vincolo Beni culturali Villa Gori (Park Hotel), con il suo giardino storico, è inoltre sottoposta a vincolo Beni Culturali, art.10 D.lgs 42/2004 (ex L.1089/39). A SEZIONE VII - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàL'intera area di previsione fa parte della classe 1 di pericolosità idraulica, pertanto si attribuisce I.1 a tutti gli interventi in oggetto.
Relativamente all'aspetto della vulnerabilità degli acquiferi, una piccola porzione della previsione identificata come P3a (autorimessa interrata) corrisponde alla classe 2 di sensibilità degli acquiferi, dovuta alla presenza di depositi eluvio-colluviali. In fase di Piano Attuativo occorrerà verificare per prima cosa se la superficie di concentrazione volumetrica è compresa nel perimetro suddetto. Nel caso che fosse previsto un volume interrato all'interno della classe 2 di sensibilità degli acquiferi occorrerà accertare con indagini dirette e misure piezometriche la litologia presente e l'eventuale presenza della falda e nel qual caso rispettare quanto previsto dall'Art. 164 delle NTA.
Relativamente all'aspetto della pericolosità geomorfologica la zona è compresa in gran parte nella classe 2, ad eccezione di 4 aree che, a causa della notevole pendenza, rientrano nella classe 3 (PFE). Tali zone risultano sovrapporsi a previsioni edificatorie anche di notevole entità, pertanto si attribuisce una fattibilità G.3, le cui prescrizioni sono dettagliate nelle schede che riguardano ogni singolo intervento. Solo in un caso l'area PFE corrisponde ad una destinazione d'uso a verde, per cui si ritiene adeguato attribuire una fattibilità G.1. Di seguito si riportano le prescrizioni relative alla pericolosità geomorfologica suddivise per intervento.
Intervento 1A:
Nonostante le favorevoli condizioni d'inserimento, l'entità dimensionale del fabbricato e degli scavi d'alloggiamento fondale richiedono l'esecuzione di una dettagliata ed adeguata campagna geognostica, tramite sondaggi a rotazione, atta a definire il quadro stratigrafico ed idrogeologico del sito e, tramite prove in situ e/o laboratorio la definizione delle caratteristiche geotecniche dei terreni. Uno dei sondaggi dovrà essere dedicato, in base alla norme N.T.C., alla definizione della categoria sismica del terreno di fondazione (Prova Down-Hole).
In fase progettuale e di scavo dovranno essere valutate attentamente le condizioni di stabilità dei fronti di scavo; a tal fine, considerata la vicinanza di altri fabbricati e della strada comunale di Marciano, gli sbancamenti dovranno essere preceduti dall'istallazione di adeguati sistemi di monitoraggio (apparati inclinometrici).
Intervento 1B:
Il settore in questione costituisce una stretta fascia, classificata in parte in pericolosità geomorfologica elevata (PFE), caratterizzata da condizioni di locale forte pendenza del versante riferibili alla messa in posto di terreni di riporto effettuata dal ex Proprietà per l'ampliamento del piazzale d'ingresso; altre situazioni morfologiche problematiche sono identificabili immediatamente a valle del ex campo di tennis (piccolo invaso artificiale).
Nel comparto si prevede la realizzazione di nuovi volumi (settore di valle) ed il transito del nuovo asse viario interno all'insediamento industriale. Per quanto riguarda la destinazione edificatoria si ammette la realizzazione di volumi complessivamente modesti (recupero volumi incongrui dell'intervento 0A), mentre per quanto concerne l'attraversamento del settore da parte dell'asse viario si determinerà la necessità della realizzazione di un alto rilevato con terreni di riporto.
Le suddette tipologie d'intervento determineranno nel primo caso le normali procedure d'indagine (geognostica e parametrazione dei terreni di fondazione) che dovranno valutare con attenzione la eventuale presenza di terreni riportati (molto probabile in tutto il comparto) e, nel secondo caso, verificare, tramite prove specifiche, le caratteristiche geotecniche dei terreni fondali e l'idoneità di quelli utilizzati nella costituzione dei rilevati, oltre alla verifica, in corso d'opera, della corretta effettuazione delle procedure di costipamento.
La presumibile presenza nel sottosuolo del ramo laterale ("influente di Marciano") di alimentazione del Bottino medievale di Fontegaia, ne richiede la preventiva identificazione e l'adozione di procedure d'indagine e tecniche fondali non interferenti con lo stesso e con la sua funzionalità.
Intervento 1C:
Il settore in questione, appartenente alla prima fase edificatoria, è posto nel settore di NE dell'insediamento industriale comprendente il parcheggio a raso prospiciente Via Fiorentina sull'impronta del quale si prevede la realizzazione di una autorimessa interrata monopiano (Intervento P2) e l'edificazione di nuovi volumi in regime di ristrutturazione urbanistica. I terreni coinvolti in problematiche di carattere geotecnico sono rappresentati da sabbie marine interessate da deboli coperture di terreni di riporti.
In assenza di indicazioni relative alla posizione e tipologia dei fabbricati, le indagini geognostiche e geotecniche, da effettuarsi in base alla vigente normativa di legge (D.M. 11/03/1988 e Norme Tecniche per le Costruzioni N.T.C. 14/01/2008), dovranno prendere in esame, oltre alle problematiche di carattere fondale, quelle riguardanti la stabilità degli scavi (volumi interrati) e di contenimento della spinta dei terreni (le problematiche d'inserimento dell'autorimessa sono trattate alla scheda dell'intervento P2).
Intervento 1D:
Il comparto, posto nel settore ribassato del versante collinare volto a NW, ospiterà al proprio interno l'autorimessa interrata P3a. I terreni interessati sono rappresentati da una sottile coltre di terreni sabbiosi coperta da terreni di riporto e seguiti verso il basso da limi e limi argillosi.
L'indeterminatezza dei programmi edificatori in regime di ristrutturazione urbanistica ed i rapporti strutturali con l'adiacente autorimessa non consentono l'esatta definizione delle problematiche di sito, le quali, per altro, riguarderanno gli assetti fondali (adiacenza o sovrapposizione al volume dell'autorimessa), l'interferenza con eventuali corpi idrici sotterranei e le azioni di spinta.
La tipologia e l'entità delle indagini dovranno soddisfare le prescrizioni dettate dalla normativa tecnica (D.M. 11/03/1988 e Norme Tecniche per le Costruzioni N.T.C. 14/01/2008).
Intervento comparto 2:
L'indeterminatezza dei programmi edificatori in regime di ristrutturazione urbanistica da definirsi con specifico Piano Attuativo non consentono l'esatta definizione delle problematiche di sito, le quali riguarderanno gli assetti fondali, l'interferenza con eventuali corpi idrici sotterranei e le azioni di spinta.
La presumibile presenza nel sottosuolo del ramo laterale (influente di Marciano) di alimentazione del Bottino medievale di Fontegaia, ne richiede la preventiva identificazione e l'adozione di procedure d'indagine e tecniche fondali non interferenti con lo stesso e con la sua funzionalità.
Intervento comparto 3:
L'incertezza dei programmi edificatori in regime di ristrutturazione urbanistica da definirsi con specifico Piano Attuativo ed i rapporti strutturali, con autorimessa interrata P3b non consentono l'esatta definizione delle problematiche di sito, le quali riguarderanno gli assetti fondali, l'interferenza con eventuali corpi idrici sotterranei e le azioni di spinta.
Intervento Sb1 - Nuovo asilo interno al comparto scolastico F.Tozzi:
All'interno del settore dell'attuale Scuola F. Tozzi i programmi di Piano prevedono la realizzazione di un fabbricato con destinazione ad asilo. Nella zona, già abbondantemente edificata, i dati di superficie indicano la presenza di una sottile copertura sabbiosa passante direttamente ai sottostanti depositi limoso-argillosi sui quali fonda la quasi totalità dei volumi esistenti.
L'assenza di informazioni sulla posizione e sulle caratteristiche dimensionali dell'edificato non consentono, nella presente fase, l'identificazione delle problematiche di sito, le quali, per altro, considerato l'edificato esistente, sono da ritenersi ordinarie. Le indagini, da effettuarsi con procedure standard consistenti in sondaggi, analisi di laboratorio e verifiche di carattere sismico, dovranno fornire i dati di supporto alla normale progettazione edilizia definiti dalla normativa tecnica (D.M. 11/03/1988 e Norme Tecniche per le Costruzioni N.T.C. 14/01/2008).
Intervento Sb2 - Ampliamento asilo di Marciano
Le condizione d'incertezza dovute all'assenza di indicazioni progettuali riguardanti l'ubicazione e la tipologia architettonica del fabbricato non consentono una esatta definizione delle problematiche di sito. Nonostante quanto sopra, le non semplici condizioni morfologiche d'inserimento e la destinazione stessa dell'edificio comportano l'esecuzione di una dettagliata ed adeguata campagna geognostica da attuarsi tramite sondaggi a rotazione atta in modo da definire il quadro stratigrafico ed idrogeologico del sito e, tramite prove in situ e/o laboratorio la definizione delle caratteristiche geotecniche dei terreni di supporto alla valutazione della stabilità degli scavi e alla progettazione delle opere fondali e di contenimento delle azioni di spinta derivanti dai terreni e dai sovraccarichi stradali.
Intervento Sb3 - Scuola internazionale
Il fabbricato del quale non sono note la collocazione nell'ambito del comparto e le caratteristiche architettoniche andrà ad interessare un settore di versante sabbioso dotato di pendenza del 20%. La rilevante destinazione dell'edificio richiede l'esecuzione di una specifica campagna geognostica in grado di definire l'assetto stratigrafico dei terreni e, tramite prove in situ e/o di laboratorio, le caratteristiche geotecniche dei terreni per la valutazione della tipologia fondale e delle azioni di spinta sulle opere di contenimento. La volumetria del fabbricato impone l'esecuzione di prova Down-Hole per la definizione della categoria sismica del sottosuolo.
Intervento P1 - Autorimessa interrata pluriplano
L'autorimessa in oggetto andrà a collocarsi in un settore di versante in condizioni di pendenza nell'ordine del 20%, in terreni sabbiosi marini sormontati localmente da deboli spessori di terreni di riporto
La notevole entità degli scavi per il totale interramento dei tre piani dell'autorimessa, nonostante le attese buone qualità geotecniche dei terreni, rendono indispensabile una dettagliata campagna geognostica tramite sondaggi a rotazione uno dei quali da destinarsi all'istallazione di un inclinometro per il monitoraggio nel tempo della stabilità degli scavi e delle opere di contenimento prima della realizzazione dei contrasti strutturali determinati dall'opera stessa. In fase di perforazione, considerata la presumibile difficoltà di prelievo di campioni indisturbati, dovranno essere previste anche specifiche prove in situ atte alla caratterizzazione geotecnica dei terreni.
L'entità volumetrica dell'opera impone inoltre l'esecuzione di una prova sismica a fondo foro (Down-Hole) per la definizione della categoria sismica del terreno.
La tipologia e l'entità delle indagini dovranno soddisfare la normativa tecnica (N.T.C. 2008).
Intervento P2 - Autorimessa interrata monopiano
Dell'opera, prevista nel settore d'ingresso allo stabilimento industriale di Via Fiorentina, risulta disponibile solo il presumibile ingombro a terra e l'altezza (il regime di ristrutturazione urbanistica riguardante l'intero settore 1C potrebbe consentire la possibilità di una continuazione fuori terra dell'edificio). I terreni interessati sono rappresentati da sabbie marine in posto e da coltri di terreni riportati (destinati ad essere totalmente asportati).
Le condizioni d'incertezza di cui sopra consigliano, per le complicate condizioni morfologiche del margine sud e la vicinanza a soprastanti fabbricati d'abitazione, l'esecuzione di una indagine geologico-tecnica la cui finalità , al di la delle problematiche di carattere fondale, dovrà essere quella di valutare attentamente le condizioni di stabilità nelle varie fasi progettuali della scarpata naturale e dei fronti di scavo della scarpata naturale e di quelli che verranno a determinarsi nel settore suddetto; a tal fine i lavori di sterro dovranno essere preceduti dall'istallazione di adeguati sistemi di monitoraggio.
L'entità volumetrica dell'opera impone inoltre l'esecuzione di una prova sismica a fondo foro (Down-Hole) per la definizione della categoria sismica del terreno.La tipologia e l'entità delle indagini dovranno soddisfare la normativa tecnica (N.T.C. 2008).
Intervento P3a - Autorimessa interrata pluriplano
L'autorimessa in questione, prevista al piede del versante di NW su cui insiste l'insediamento industriale, andrà ad interessare una sottile coltre di terreni sabbiosi coperta da terreni di riporto (terrazzamenti attuale parcheggio a raso) e seguiti da limi e limi argillosi.
Le caratteristiche dimensionali del fabbricato e degli scavi del settore di monte (circa 10 m), la vicinanza ai soprastanti fabbricati e le incertezze riguardanti la collocazione e le caratteristiche strutturali, impongono l'esecuzione di una particolareggiata campagna geognostica tramite sondaggi a rotazione dotati di piezometri per il controllo della falda acquifera. I parametri geotecnici di caratterizzazione dei terreni fondali ed operanti azioni di spinta dovranno essere ricavati ricorrendo ad analisi su campioni indisturbati e/o prove in situ.
In fase progettuale e di scavo dovranno essere valutate attentamente le condizioni di stabilità dei fronti di scavo che verranno a determinarsi nel settore di monte; a tal fine i lavori di sbancamento dovranno essere preceduti dall'installazione di adeguati sistemi di monitoraggio (apparati inclinometrici).
L'entità volumetrica dell'opera impone inoltre l'esecuzione di una prova sismica a fondo foro (Down-Hole) per la definizione della categoria sismica del terreno.
La tipologia e l'entità delle indagini dovranno soddisfare la normativa tecnica (N.T.C. 2008).
Intervento P3b - Autorimessa interrata pluriplano
L'autorimessa in questione, prevista al piede del versante di NW su cui insiste l'insediamento industriale in adiacenza con la 3a, andrà a collocarsi all'interno di terreni sabbiosi passanti verso il basso al substrato limoso-argilloso.
Le attuali condizioni d'incertezza riguardanti l'intervento ricadente in regime di ristrutturazione urbanistica e la tipologia dell'intervento da definirsi tramite Piano Attuativo, non consentono, nella presente fase, la definizione dell'iter delle indagini, le quali dovranno comunque attenersi alla normativa tecnica (D.M. 11/03/1988 e Norme Tecniche per le Costruzioni N.T.C. 14/01/2008
Le caratteristiche dimensionali del fabbricato e degli indispensabili scavi del settore di monte (circa 10 m), la vicinanza ai soprastanti fabbricati e le incertezze riguardanti la collocazione e le caratteristiche strutturali, impongono l'esecuzione di una particolareggiata campagna geognostica tramite sondaggi a rotazione dotati di piezometri per il controllo della falda acquifera. I parametri geotecnici di caratterizzazione dei terreni fondali ed operanti azioni di spinta dovranno essere ricavati ricorrendo ad analisi su campioni indisturbati e/o prove in situ.
In fase progettuale e di scavo dovranno essere valutate attentamente le condizioni di stabilità dei fronti di scavo che verranno a determinarsi nel settore di monte; a tal fine i lavori di scavo dovranno essere preceduti dall'installazione di adeguati sistemi di monitoraggio (apparati inclinometrici).
L'entità volumetrica dell'opera imporrà inoltre l'esecuzione di una prova sismica a fondo foro (Down-Hole) per la definizione della categoria sismica del terreno.
Settore "PFE" del percorso pedonale di collegamento tra l'ingresso Novartis di Via Fiorentina e la Strada di Marciano:
Il percorso pedonale a raso in questione, da definirsi nella tecnica costruttiva e nella tipologia dei materiali, transiterà in un settore classificato in pericolosità geomorfologica elevata (PFE). L'elemento morfologico saliente è rappresentato da un tratto della ripida scarpata morfologica in terreni sabbiosi, lungo la quale sono evidenti gli effetti di disarticolazione del materiale sabbioso-arenaceo prodotti dagli apparati radicali della vegetazione d'alto fusto e l'accumulo al piede del materiale gravitato.
La situazione sopra descritta, mentre esclude qualsivoglia problematica di carattere fondale del tracciato, impone la messa in sicurezza della parete, con rimozione delle porzioni di terreno instabili, la sistemazione della vegetazione e la previsione di opere di protezione (muri - elementi paramassi) nei riguardi del percorso.
Le indagini geognostico-geotecniche dovranno riguardare la valutazione della stabilità della parete e la progettazione delle opere di sostegno e/o salvaguardia.
Per tutti gli interventi che prevedono nuova viabilità, adeguamento della viabilità esistente, parcheggio a raso, ristrutturazione edilizia ed ampliamento degli edifici esistenti, impianti sportivi all'aperto, che hanno un medio-basso impatto sul territorio, su un'area a pericolosità geomorfologica di classe 2, si attribuisce una fattibilità G.2.
Per le previsioni a verde e per il tratto di percorso pedonale non compreso dentro la PFE, si attribuisce una fattibilità G.1.
Dal punto di vista della pericolosità sismica, tutta l'area è compresa all'interno della classe 3, pertanto per gli interventi di maggiore impatto (tutte le previsioni edificatorie comprese nella fattibilità G.3, ad eccezione del percorso pedonale) si prescrive l'esecuzione di una campagna di indagini geofisica e geotecnica che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico (S.3). Per gli interventi compresi in fattibilità geomorfologica G.2 si attribuisce fattibilità sismica S.2, mentre per gli interventi compresi in fattibilità geomorfologica G.1 si attribuisce fattibilità sismica S.1.
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Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 2
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
1.1 Obiettivi generali
L'ATI 2 è interessata da un complesso di interventi in massima parte già previsti dal PRG incentrati sul nodo della stazione ferroviaria. Si tratta per lo più di interventi realizzati o in corso di realizzazione. Le trasformazioni previste dal RU nell'ambito della ATI 2, si veda l'art. 117 NTA, sono:
- L'autostazione bus urbani ed extraurbani lungo via Lombardi a completamento del nodo multimodale della stazione (Rp6).
I temi progettuali e gli obiettivi prestazionali per l'intervento sono contenuti nell'art. 139 NTA, comma 3 lettera b. - parcheggio a raso di uso pubblico (Rp17)
- il parco urbano della Stazione (art. 137 NTA).
SEZIONE VII - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàNuovo terminal bus (Rp 06):
L'area di previsione, nel tratto di fondovalle, è classificata sensibile di classe 2 alla vulnerabilità degli acquiferi; pertanto per gli interventi previsti in questo tratto si dovrà verificare, attraverso una campagna di indagine idrogeologica e litostratigrafica, l'effettiva presenza di una falda entro profondità significative. I risultati dell'indagine dovranno essere utilizzati, in sede di progetto, per calibrare le eventuali misure precauzionali tese a limitare la possibile propagazione di elementi inquinanti entro le falde presenti, così come previsto dall'Art. 164 delle NTA.
Dal punto di vista idraulico, la zona di previsione ricade in parte nel fondovalle del Torrente Riluogo, che in tale tratto risulta sia tombato che a cielo aperto. La documentazione fotografica e topografica della Tav.1 allegata alla relazione "Elementi per la valutazione degli aspetti idraulici" dimostra che l'area di previsione è fuori dal contesto idraulico del corso d'acqua che la delimita così come descritto nella documentazione suddetta. L'area con previsione a parcheggio e la zona di riorganizzazione funzionale degli edifici esistenti, in base a quanto detto sopra, si trovano in pericolosità idraulica bassa 1, pertanto si attribuisce Fattibilità idraulica senza particolari limitazioni I1
L'individuazione delle aree interessate da allagamenti per TR < 20 anni, TR < 30 anni e per 30< TR < 200 anni, sarà eseguita nella fase che precede l'approvazione del Regolamento Urbanistico. La perimetrazione che deriverà dagli studi idrologici-idraulici potrà cambiare le attuali classificazioni di pericolosità idraulica e di conseguenza la relativa fattibilità.
Da un punto di vista geomorfologico l'area è tutta classificata a pericolosità media 3; dato il tipo di previsione relativa al parcheggio bus, per il quale sembrano necessarie opere in rilevato e di contenimento di dimensioni rilevanti, si attribuisce Fattibilità geomorfologica condizionata G3. In fase di progetto, dovrà essere realizzata una campagna di indagini geognostiche e geotecniche costituita da sondaggi geognostici spinti fino a profondità significative rispetto al volume di terreno interessato, in numero adeguato rispetto alla estensione dell'area di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio; si dovranno altresì valutare e dimensionare le eventuali opere di protezione e contenimento.
L'area destinata a riorganizzazione funzionale è classificata a Fattibilità con normali vincoli G2.
Relativamente all'aspetto sismico, tutta l'area è in classe 3 di pericolosità, pertanto tutte le previsioni edificatorie sono a Fattibilità sismica condizionata S3. Per esse, in sede di predisposizione del progetto edilizio dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisiche e geotecniche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico.
Parcheggio a raso (Rp 17):
Nell'area in oggetto e, relativamente al tipo di intervento, non sono presenti problematiche legate all'aspetto geomorfologico o idraulico. Risultano infatti di classe 2 la pericolosità geomorfologica mentre è di classe 1 la pericolosità idraulica. Stante la tipologia dell'intervento di previsione, si attribuisce una fattibilità con normali vincoli G.2 dal punto di vista geomorfologico ed una fattibilità senza particolari limitazioni I.1 dal punto di vista idraulico.
Riguardo alla vulnerabilità degli acquiferi, la zona in oggetto non è classificata come sensibile.
Per quanto riguarda l'aspetto sismico, l'area fa parte interamente della classe 3 di pericolosità, ma dato il tipo di intervento previsto, si attribuisce una fattibilità S.2.
Parco Urbano della stazione:
Nell'area in oggetto, relativamente al tipo di intervento, non sono presenti problematiche legate idraulico, quindi si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni I.1.
Relativamente all'aspetto geomorfologico si attribuisce una fattibilità con normali vincoli G.2 alle zone che rientrano in classe 3 di pericolosità geomorfologica (dovuta al fattore pendenza), qualora gli interventi di terrazzamento prevedano dei movimenti terra per un'altezza superiore a 2 m. Nella restante area a pericolosità 2 si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni G.1.
Dal punto di vista sismico, l'intera area fa parte della classe 3 di pericolosità, ma dato il tipo di intervento, si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni S.1.
- L'autostazione bus urbani ed extraurbani lungo via Lombardi a completamento del nodo multimodale della stazione (Rp6).
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Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 3
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
L'ATI N. 3 è rivolta alla riqualificazione urbana e funzionale di un'area di circa 73000 mq, posta nella parte terminale di viale Bracci, dove sono previsti 3 interventi; i primi due, il 3.1 e il 3.2 si sviluppano sul lato est e riguarda la riqualificazione e il recupero dell'intera area dell'Ex Consorzio Agrario, mediante la sostituzione dell'edificato esistente (in maggior parte, capannoni destinati a magazzino) con un nuovo tessuto edilizio, prevalentemente residenziale, caratterizzato anche dalla presenza di spazi pubblici, attività direzionali e commerciali; il terzo, il 3.3, invece è un intervento di nuova edificazione che prevede la realizzazione di residenze di tipo convenzionato, in un'area di completamento tra due zone già edificate, e di un percorso pubblico pedonale di accesso al parco territoriale di Vico Alto.
Intervento 1
L'intervento, che si riferisce al Piano Particolareggiato denominato "Quartiere Ecologico Malizia", approvato dal Comune con delibera del C.C. N. 265/2005, che riguarda l'area dell'ex "Consorzio Agrario" e la soprastante collina sino alla strada di Malizia, è attualmente in esecuzione, sono infatti in fase di avvenuta realizzazione le opere di urbanizzazione e gli edifici previsti nei lotti 1, 2, 3, 4 (si veda scheda progetto).
Si confermano tali trasformazioni e si prevede per quelle da completare quanto segue:
- 1) il mantenimento del dimensionamento complessivo dell'area, di cui si confermano le funzioni e le relative quantità;
- 2) il trasferimento delle funzioni residenziali presenti nella testata dell'intervento, lotto 12, in posizione più congrua e più protetta, in prossimità dei percorsi pedonali e del verde pubblico, nell'area lungo viale Bracci individuata dai lotti 5 e 6, che saranno dotati di attività commerciali di vicinato al piano terra; la riorganizzazione dei lotti 5 e 6 comporta il trasferimento delle attività direzionali nel lotto 12, posto in posizione più consona a tale funzione, in quanto vicino alle altre attività di servizio previste dal progetto e quelle preesistenti (il complesso le "Grondaie") e/o in fase di organizzazione;
- 3) la riorganizzazione del versante della collina con l'inserimento di percorsi e attrezzature da integrare con l'oliveta preesistente da destinare a verde pubblico-attrezzato.
Tali trasformazioni sono da attuare tramite intervento edilizio diretto.
Intervento 2
L'intervento, che si riferisce all'area del Consorzio Agrario posta a nord dell'attuale stazione di servizio, prevede la realizzazione di edilizia sovvenzionata, agevolata, convenzionata e speciale da destinare a residenza e attività socio-culturali e ricreative.
Strumento di attuazione l'intervento edilizio diretto da parte dell'amministrazione comunale.
Intervento 3
L'intervento prevede il completamento dell'area situata tra le due zone edificate, quella di via Lauro de Bosis e quella di Via Giuseppe Pietri, mediante la realizzazione di residenze da destinare ad edilizia convenzionata e le opportune opere pubbliche, in particolare un parcheggio di uso pubblico in continuità con via de Bosis e un'area di verde pubblico attrezzato nella parte nord, dotata anch'essa di un'area di sosta di uso pubblico, che costituirà uno degli accessi al Parco Territoriale di Vico Alto - San Miniato.
L'intervento è da attuare tramite intervento edilizio diretto.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 71570 mq Dotazioni Pubbliche min 43910 mq Verde privato min 4145 mq Superficie Fondiaria max 25785 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 10380 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 2830 mq Parcheggio di relazione (Mbr) 4145 mq Verde attrezzato (Va) 26555 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde complementare min (Vc) 3695 mq Verde di ambientazione (Vd) min 450 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Intervento 0a Superficie fondiaria max 17805 mq di cui già autorizzati e in fase di realizzazione 5565 mq di cui da edificare 12240 mq Lotti 17 n. di cui già autorizzati o in fase di realizzazione Lotti 1,2,3,4 (vedi schema progettuale) 4 n. di cui da edificare Lotti 5 - 17 (vedi schema progetto) 13 n. Edifici max 17 n. di cui già autorizzati o in fase di realizzazione 4 n. di cui da edificare 13 n. Superficie Utile Lorda max di recupero 17185 mq di cui già autorizzata (residenza, servizi e commercio al pt) totale 5115 mq Lotto - L1 2110 mq Lotto - L2 1040 mq Lotto - L3 1035 mq Lotto - L4 930 mq di cui da edificare (residenza) totale 7810 mq Lotto - L5 400 mq Lotto - L6 400 mq Lotto - L7 630 mq Lotto - L8 595 mq Lotto - L9 585 mq Lotto - L13 1180 mq Lotto - L14 1120 mq Lotto - L15 1060 mq Lotto - L16 980 mq Lotto - L17 860 mq di cui da edificare (direzionale, commercio, servizi alla persona) totale 4260 mq Lotto - L5 240 mq Lotto - L6 290 mq Lotto - L7 85 mq Lotto - L8 75 mq Lotto - L9 70 mq Lotto - L10 1142 mq Lotto - L11 1482 mq Lotto - L12 636 mq Lotto - L13 90 mq Lotto - L14 40 mq Lotto - L15 40 mq Lotto - L16 35 mq Lotto - L17 35 mq Superficie Utile Lorda residenziale totale 12185 mq di cui libera 10075 mq già autorizzata 2265 mq da edificare 7810 mq di cui convenzionata (autorizzata) 2110 mq Alloggi max 180 n. di cui autorizzati 65 n. di cui da edificare 115 n. di cui autorizzati a edilizia convenzionata 27 n. Piani fuori terra max (lotti 5 - 6) 4 n. piani Piani fuori terra max (lotti 7 - 10) da 2 a max di 4 n. piani Piani fuori terra max (lotto 11) 5 n. piani Piani fuori terra max (lotto 12) 4 n. piani Piani fuori terra max (lotto 13 - 17) da 4 a max di 5 n. piani Piani interrati o seminterrati max (lotti 5 - 6) 1 n. piani Piani interrati o seminterrati max (lotto 12) 2 n. piani Tipologia ammesse (previste) linea, torre e blocco Altezza max interpiano (residenza) 3,4 metri Altezza max interpiano (direzionale) 3,5 metri Altezza max interpiano (commercio) 3,7 metri Altezza max interpiano (garage) 2,9 metri Lotti 10 e 11 ammesso collegamento con struttura a ponte Tipo di intervento Intervento edilizio diretto Intevento 2 Superficie Fondiaria max 4390 mq Superficie Utile Lorda max di recupero 3050 mq di cui di edilizia sovvenzionata, agevolata, convenzionata e speciale 2450 mq di cui per attività socio-culturali 600 mq Lotti 1 n. Edifici max 1 n. Posti letto max 100 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. piani Altezza max interpiano (residenza, servizi) 3,4 metri Altezza max interpiano (garage) 2,9 metri Tipologia blocco Tipo di intervento Intervento edilizio diretto Intevento 3 Superficie Fondiaria max 3590 mq Lotti 2 n. Superficie Utile Lorda max di nuova edificazione di tipo convenzionato 2200 mq Edifici max 2 n. Alloggi max 36 n. Piani fuori terra max 2 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. piani Altezza max interpiano (residenza, servizi) 3,4 metri Altezza max a valle 9,8 metri Tipologia lina Tipo di intervento Intervento edilizio diretto SEZIONE III
SEZIONE IV - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per le dotazioni pubbliche e di uso pubblico
Intervento 1-2
- - Sistema della viabilità e della sosta. Vista la complessità e le dimensioni dell'intervento il progetto prevede una nuova viabilità di circolazione interna al comparto che attraversa longitudinalmente l'area, connettendo la rotatoria del ponte di Malizia con quella di via Verdi e allacciandosi in posizione intermedia con lo stesso viale Bracci; lungo la viabilità saranno predisposti percorsi pedonali e parcheggi di uso pubblico; sono inoltre previste specifiche aree a parcheggio, di cui una coperta nel lotto 12, privata d'uso pubblico (2269 mq), e due scoperte di uso pubblico rispettivamente (a) (265 mq) e (b) (666 mq); quest'ultima, lungo via di Malizia, oltre a garantire l'accesso al parco (d) servirà a integrare il numero dei posti auto presenti nell'area. La suddetta quota di parcheggi privati di uso pubblico risulta esaustiva ai fini della dotazione di parcheggi di relazione per gli interventi residui ATI 3.1, ed è verificata globalmente anziche per ogni singolo lotto edificatorio.
- - Spazi pubblici e verde attrezzato. Vista la conformazione del comparto, stretto e allungato, lungo viale Bracci, le caratteristiche morfologiche del terreno, caratterizzato da un versante con pendenza est-ovest, particolarmente accentuata nella porzione nord, e la complessità e articolazione dell'intervento, per la compresenza di funzioni residenziali e di servizio, il sistema delle aree pubbliche e di quelle a verde attrezzato risulta specializzato e articolato in spazi distinti:
- - l'area comunale (c), che chiude a nord l'intervento, costituendo una fascia cuscinetto tra il nuovo intervento e l'insediamento preesistente, verrà resa fruibile mediante percorsi pedonali, aree di sosta ed la sistemazione del verde, già dotato di folte alberature (l'intervento è in fase di realizzazione);
- - l'area collinare (d), caratterizzata dalla preesistenza dell'oliveta, dovrà essere mantenuta e integrata con percorsi pubblici e piccole aree di sosta; l'area presenterà più accessi, rispettivamente a monte dalla strada di Malizia, di cui uno provvisto di parcheggio pubblico (b) per circa 25-30 posti auto e a valle dal nuovo complesso residenziale;
- - la fascia attrezzata di ambientazione lungo Viale Bracci (e), sarà dotata di percorsi pubblici, aree di sosta, canale di raccolta delle acque a fini irrigui (sistema del verde) e sistema di collegamenti pedonali con le residenze e i servizi disposti lungo la spina centrale dell'intervento;
- - l'area in prossimità delle attività di servizio alla testata dell'intervento (f), avrà un carattere più urbano, svolgendo il ruolo di spazio centrale, di relazione.
Intervento 3
- - Sistema della viabilità e della sosta. Vista la conformazione del lotto caratterizzato da una forte pendenza verso est, si conferma l'attuale tracciato viario che conduce a 2 edifici esistenti, di cui uno "Casa Nuova", censito tra i beni storico architettonici del Comune di Siena.
- - La strada sarà opportunamente sistemata e provvista di un percorso pedonale sul lato a valle, al fine di garantire un accesso al nuovo insediamento e al parco territoriale di Vico Alto;
- - vista la pendenza sono esclusi posti auto lungo la viabilità di accesso, mentre sono previste specifiche aree a parcheggio in prossimità dei due lotti ed uno in continuità con via Lauro de Bosis, al fine di integrare i posti auto presenti nell'area. Per il dimensionamento del numero dei posti auto si veda l'art. 38 delle NTA.
- - Spazi pubblici e verde attrezzato. Si prevede la presenza di un verde pubblico (a) caratterizzato da un'area di sosta attrezzata, nonché da un'adeguata dotazione di parcheggi pubblici, che si configura come uno degli ingressi al parco territoriale di Vico Alto e di un collegamento pedonale con l'insediamento di via Pietri.
Prescrizioni per il verde privato
- - Piantumazione di essenze arboree autoctone per mitigare l'impatto del nuovo intervento sul contesto ambientale, per ridurre l'impatto acustico derivante dal traffico veicolare e per garantire la continuità con il paesaggio agrario circostante.
SEZIONE V - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
Intervento 1-2
Per l'attuazione dell'intervento si prevede quanto segue:
- - Gli edifici dovranno avere l'asse longitudinale orientato in direzione Est-Ovest, per favorire la permeabilità fisico-percettiva tra Viale Bracci, la nuova viabilità interna e il parco sulla collina e garantire un buon orientamento, privilegiando l'apertura dell'edificio verso sud (logge e schermature opportune) e la chiusura verso nord (elevata inerzia termica, riduzione delle aperture)
- - Le attività direzionali e di servizio dovranno essere concentrate nella testata in prossimità del ponte di Malizia, che costituirà l'ingresso al nuovo insediamento, e al piano terra degli edifici residenziali disposti lungo la nuova viabilità interna;
- - L'organizzazione degli edifici dovrà privilegiare l'articolazione dei volumi che dovranno essere più bassi lungo viale Bracci e progressivamente più alti lungo verso l'interno dell'intervento, al fine di ridurre l'impatto sulla strada e seguire l'andamento della collina.
Gli edifici già autorizzati e in fase di realizzazione ( Lotti 1,2,3,4), una volta ultimati, entreranno a far parte del Tessuto dell'Urbanizzato compatto di tipo 3 (UC3), la cui disciplina è definita all'art.68 delle NTA.
Intervento 3
Per l'attuazione dell'intervento si prevede quanto segue:
- - Realizzazione di 2 edifici in linea poste parallelamente alla curve di livello.
- - Realizzazione di area a parco con il mantenimento della alberature esistenti nella pendice su Viale Bracci (Vc).
- - I 36 alloggi dovranno essere destinati a residenza a carattere sociale (edilizia convenzionata) mediante apposita convenzione da stipulare con l'Amministrazione Comunale.
SEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Idea di città All'Art.19 il PS definisce i propri principi ordinatori; tra questi risulta l'obiettivo di perseguire una società urbana più inclusiva in grado di migliorare le opportunità di abitare la città e il territorio; A 1.2 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 1.3 Piano Regolatore delle cittine e dei cittini Nella progettazione delle trasformazioni inerenti il Sistema Funzionale della Città e degli Insediamenti Il PS prevede:
Art.35, il soddisfacimento delle esigenze espresse attraverso il PRC2, ed in particolare: la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali di collegamento tra i differenti plessi scolastici e tra i plessi scolastici e le aree verdi, la disponibilità di campi di gioco fruibili in maniera diretta da bambini, ragazzi ed adulti e di luoghi di aggregazione all'aperto dedicati agli adolescenti all'aperto dedicati agli adolescenti;A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N7 - strategia di sviluppo territoriale Le politiche di intervento si sviluppano intorno a tre assi strategici, che riguardano rispettivamente: La conferma e il potenziamento della vocazione residenziale, anche al fine di alimentare interventi significativi di riqualificazione edilizia ed urbana, e di bilanciare le contemporanee iniziative finalizzate alla terziarizzazione e allo sviluppo delle attività a carattere direzionale;
La realizzazione di interventi significativi di incremento dell'offerta di verde pubblico a livello urbano e territoriale, per contribuire alla "ricucitura" di episodi insediativi molto spesso autoreferenziali.A 2.2 UTOE N7 - azioni Previsione di un rilevante incremento dell'offerta residenziale. Una quota significativa della offerta aggiuntiva proviene da interventi di recupero sul patrimonio esistente, a testimonianza della centralità assunta, soprattutto in questa UTOE, dalle politiche di riqualificazione.
Per quanto riguarda invece le iniziative in tema di verde pubblico, acquista un indubbio rilievo la scelta di istituire il Parco di Vico Alto, la cui notevole estensione e la particolare configurazione a ciambella si propongono di inquadrare i molti episodi di urbanizzazione contemporanea, diminuendo il loro impatto sotto il profilo paesaggistico.A 3 Componente statutaria 3.1 Invarianti l'area in oggetto non è interessata da invarianti strutturali 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Il PS prevede:
Art. 45, l'assunzione degli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella legge reg. Toscana 21 marzo 2000, n. 37.
Art. 151, nella la redazione del Piano Comunale per l'illuminazione Pubblica (PCIP) e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000;
Art. 49, la verifica del comfort acustico nelle trasformazioni urbanistiche; in particolare le aree interessate da nuove edificazioni in attuazione dei RU sono verificate sotto il profilo del comfort acustico mediante la presentazione obbligatoria di una valutazione di clima acustico In particolare l'area di intervento rientra tra le aree in classe III e per la porzione prospiciente viale Bracci la classe IV; nella classe III, che si riferisce alle "aree di tipo misto" rientrano le aree urbane con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; nella classe IV, che si riferisce alle zone con intensa attività umana, rientrano le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) L'area interessata dalla trasformazione non è sensibile A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità 1 (pericolosità irrilevante- Tav. C.03.02) prevede:
Art. 61, non sono necessarie considerazioni sulla riduzione del rischio idraulico quando:- a) non vi sono notizie storiche di precedenti inondazioni
- b) l'area è in situazione favorevole di alto morfologico, di norma a quote altimetriche superiori di ml. 2 rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda
A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) L'area rientra prevalentemente nelle aree a pericolosità geologica bassa e per alcune porzioni in quella media (si veda Tav. C.3.2.01).
Il PS prevede:- a) per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, (Art. 68) indagini geognostiche di supporto alla progettazione edilizia;
- b) per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica media (classe 3), (Art. 67) ogni intervento edilizio è fortemente limitato e le indagini di approfondimento dovranno essere condotte a livello dell'area nel suo complesso; sono inoltre da prevedersi interventi di bonifica e miglioramento dei terreni, nonché l'adozione di opere di fondazioni particolari.
A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio Sistema di Paesaggio delle Crete) L'intervento ricade prevalentemente nel Sistema di Paesaggio delle Crete, Sottosistema delle Crete di San Miniato (Art. 70) per il quale il PS prevede:
Art. 73.- a) l'ampliamento della consistenza delle aree con presenza di boschi e cespuglieti, anche utilizzando aree marginali, residue o abbandonate;
- b) la presenza negli impluvi di elementi di vegetazione riparia in continuità con i Paesaggi del Fondovalle;
- c) la collocazione di eventuali aree di trasformazione integrata in aderenza o prossimità con nuclei urbani esistenti;
- b) la connotazione delle aree di verde pubblico attraverso la riproposizione, anche parziale, di essenze e sistemazioni tipiche del paesaggio agrario, al fine di attenuare la frammentazione delle aree agricole residue.
A 3.4.2 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose) L'intervento ricade parzialmente (in particolare l'intervento 3.3) nel Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose, Sottosistema delle dei Crinali dell'Osservanza, Vignano e Santa Regina, per il quale il PS prevede:
Art. 74. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose e relativi Sottosistemi- a) incremento della consistenza della vegetazione autoctona, ove possibile in contiguità con l'attuale distribuzione delle compagini boschive;
- c) incremento della presenza delle colture arboree, in particolare di olivo, sui ripiani e in generale vicino agli edifici, storici e non, contrastando i fenomeni di espansione dei seminativi e delle aree incolte;
- d) tutela dei terrazzamenti e le sistemazioni agrarie tradizionali;
- e) estendere le forme di fruizione pedonale e ciclabile dei paesaggi agrari di maggiore qualità.
- a) incentivare la manutenzione degli assetti agricoli e la riconversione dei seminativi, nonché la promozione dell'oliveto intorno agli edifici storici e nei versanti sabbiosi;
- c) prevedere nuove aree di trasformazione integrata esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti compatti esistenti, curando in particolare la qualità percettiva delle fasce di contatto con il territorio rurale.
- 1. Nel Sistema dei Paesaggi delle Colline Sabbiose, le aree di trasformazione integrata che interessano suoli non urbanizzati sono da prevedersi esclusivamente:
- i) nel Sottosistema dei Crinali dell'Osservanza, Vignano e Santa Regina; le addizioni edilizie sono da realizzarsi in aree legate da debole intervisibilità con il centro urbano di Siena, prossime ad aree urbanizzate compatte già esistenti e selezionando siti che non presentino tessiture agrarie di pregio.
- 2. Nelle aree di trasformazione integrata come misura di compensazione per le aree di nuova urbanizzazione previste da interventi di trasformazione integrata è da prevedersi l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RU (comma 3, art. 76).
- 3. In alternativa o a completamento delle misure di compensazione ambientale di cui al precedente comma, possono essere realizzati, in misura stabilita dal RU, operazioni di manutenzione e restauro di paesaggi agrari tradizionali, da rendere fruibili al pubblico.
A 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti (urbanizzato compatto) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto(Art.80), prevede: Art. 81, il miglioramento della vivibilità e della qualità percettiva e funzionale degli spazi pubblici, dei luoghi privilegiati di incontro, anche accogliendo le indicazioni emerse dagli esiti del Piano regolatore delle cittine e dei cittini (PRC2); la realizzazione delle addizioni residenziali con forme compatte (contenimento di consumo di suolo) e in prossimità di insediamenti esistenti per assicurare ai nuovi residenti elevati livelli di dotazioni e servizi urbani; la trasformazione, il recupero ed il riuso delle aree dismesse e degli edifici non utilizzati; nelle trasformazioni urbane l'adozione di un approccio unitario, operando affinché gli interventi di riqualificazione dispieghino i loro effetti positivi su ampie porzioni degli insediamenti; applicazione di principi perequativi, al fine di assicurare il contestuale perseguimento di interessi pubblici e privati; l'incremento e la messa in rete delle dotazioni di verde pubblico urbano e territoriale; l'incremento della produzione di alloggi a prezzi contenuti e la disponibilità di abitazioni in affitto, sia per residenti stabili che per residenti temporanei, prevedendone la presenza all'interno delle operazioni di recupero di aree dismesse ed in quelle di nuova edificazione; l'uso di tecnologie e di criteri progettuali finalizzati al risparmio energetico. A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico Il riferimento è al D.lgs.42/90. L'intervento rientra tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto ministeriale del 14-05-1956 (G.U. 26 -05-1956, n. 129) A PTC L'area rientra parzialmente (interevento 3.3) nella pertinenza paesaggistica di Vico Bello A SEZIONE VII - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàInterventi 3.1 e 3.2:
L'area di trasformazione ricade interamente nella classe 1 di pericolosità idraulica, pertanto tutte le previsioni contenute sono a fattibilità I.1.
Relativamente alla vulnerabilità degli acquiferi la zona è classificata non sensibile.
Per quanto riguarda le problematiche geomorfologiche, sono presenti 2 aree in classe di pericolosità elevata 3 (PFE), dovute alla scarpata presente ad est dell'area in oggetto. Alcuni edifici che fanno parte dell'intervento 3.1, sono già stati realizzati, così come parte della viabilità che collega Via Verdi con Strada di Malizia. Per gli edifici, la strada ed il parcheggio a raso da terminare che fanno parte dell'intervento 3.1 e che intersecano l'area di pericolosità geomorfologica di classe 3 (PFE), si attribuisce fattibilità condizionata G3. Per essi si prescrive che la relazione geologica-tecnica a corredo del progetto definitivo debba contenere un'indagine diretta costituita da sondaggi geognostici, in numero adeguato rispetto all'area di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio ed installazione di piezometri, in modo tale da valutare l'eventuale presenza di una falda freatica.
I parametri geotecnici provenienti dalle analisi di laboratorio dei provini di terreno dovranno essere utilizzati per elaborare delle considerazioni sulla stabilità dei terreni che verranno sbancati nel settore a monte e per fare una valutazione circa il tipo di opera di che sarà adeguato realizzare per la stabilità del fronte di scavo.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe di pericolosità elevata 3, nell'area di previsione dei nuovi edifici e della strada, dovrà essere eseguita una campagna indagini geofisiche e geotecniche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico (S.3). I risultati dell'indagine sismica dovranno essere riportati nella stessa relazione geologica-tecnica sopra citata.
Nella zona di previsione a verde si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni sia per l'aspetto geomorfologico G.1, che per l'aspetto sismico S.1.
Intervento 3.3:
Nell'area in oggetto e relativamente al tipo di intervento non sono presenti vincoli inerenti l'aspetto idraulico, pertanto tutte le previsioni contenute sono a fattibilità senza particolari limitazioni I.1.
Relativamente alla vulnerabilità degli acquiferi la zona è non sensibile. Per quanto riguarda le problematiche geomorfologiche, è presente un'area in classe di pericolosità elevata 3 (PFE), che occupa la gran parte della zona in esame e corrispondente al tratto finale, ad elevata pendenza, della collina che lambisce la zona ad ovest di Viale Bracci. Per gli edifici, la viabilità locale ed il parcheggio a raso compresi in pericolosità elevata 3, si esprime una fattibilità geomorfologica G.3, condizionata dai risultati delle indagini ed accertamenti geologici-geognostici che dovranno essere eseguiti per il rilascio del titolo edilizio. Pertanto si prescrive l'esecuzione di sondaggi geognostici, in numero adeguato rispetto all'area di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio ed installazione di piezometri, in modo tale da valutare l'eventuale presenza di una falda freatica.
I parametri geotecnici provenienti dalle analisi di laboratorio dovranno essere utilizzati per impostare una verifica di stabilità del versante, che sarà valutato sia nello stato attuale, che nello stato di progetto. Nella relazione geotecnica dovrà essere presente il progetto delle opere di sostegno che dovranno essere eseguite preliminarmente alla realizzazione dell'intervento.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe 3, in corrispondenza della zona a concentrazione volumetrica e della nuova viabilità, dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisiche e geotecniche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico (S.3).
I risultati dell'indagine sismica dovranno essere riportati nella stessa relazione geologica-tecnica sopra citata.
Nella zona di previsione a verde si attribuisce una fattibilità 1, sia per l'aspetto geomorfologico, che per l'aspetto sismico.
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Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 4
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
L'ATI 4 "Il nuovo assetto di viale Sardegna" si colloca nell'UTOE 6, in fregio a Viale Sardegna, segmento della cosiddetta "Strada Fiume", nell'area che costituiva lo Scalo Merci e nella quale erano previsti, dal PRG, gli interventi 1, 4, 5, 6 e 7 del P.N. 2.2. L'area storicamente utilizzata nell'ambito ferroviario è da considerarsi come produttiva. Compresa nella zona pianeggiante stretta tra il rilevato di Viale Mazzini e la linea del ferro che collega Siena con Chiusi e Grosseto, l'area dismessa dalle Ferrovie è interessata da una riorganizzazione che conferma nella sostanza le previsioni del citato P.N.
La previsione è quella di consentire l'integrazione di funzioni di uffici pubblici, residenza, commercio di base e servizi pubblici.
Come espresso anche negli obiettivi del Piano Strutturale, l'interesse dell'Amministrazione comunale è quello di promuovere "La formazione di nuovi poli attuatori .....nell'area dello scalo merci".
Tale intervento mira al raggiungimento dei seguenti obiettivi generali:
- - creare l'opportunità di realizzare, nel vuoto di grandi dimensioni creatosi per la dismissione dello scalo merci, un insieme di interventi che si appoggiano sulla cosiddetta "Strada Fiume" rispettando e rafforzandone le caratteristiche;
- - aumentare la presenza di servizi di livello sovracomunale in prossimità degli attracchi del TPL su ferro e su gomma.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 30100 mq Dotazioni Pubbliche min 9965 mq Verde privato min 3115 mq Superficie Fondiaria max 17020 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 3120 mq Mobilità pedonale (Mh) 2305 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 4540 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde di ambientazione (Vd) min 3115 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Superficie Fondiaria max 17020 mq Superficie fondiaria max lotti già autorizzati e in fase di realizzazione 12610 mq Superficie fondiaria max lotti da edificare 4410 mq Lotti già autorizzati e in fase di realizzazione 2 n. Lotti da edificare 1 n. Superficie Utile Lorda max relativa ai lotti già autorizzati e in fase di realizzazione 9910 mq Superficie Utile Lorda max relativa ai lotti da edificare 11800 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione commerciale Esercizi di vicinato (TC1) 1110 mq Edifici max 6 n. Alloggi max 78 n. TAB. 5 - Prescrizioni inerenti i singoli interventi Superficie Unità mis. Intervento 1 - (Amministrazione Prov.le) già autorizzato e in fase di realizzazione Superficie Fondiaria max 3925 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione Servizi (S) 5730 mq Tipologia libera - Edifici max 1 n. Piani fuori terra max 4 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Altezza max a valle 17,0 m Distanza dai confini vedi schema prog.le m Distanza dalla strada vedi schema prog.le m Intervento 2 - (Residenze e Commercio) già autorizzato e in fase di realizzazione Superficie Fondiaria max 8685 mq Superficie Utile Lorda max 6275 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione commerciale Esercizi di vicinato (TC1) 1720 mq Tipologia libera - Edifici max 4 n. Alloggi max 78 n. Piani fuori terra max 4 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max a valle 13,0 m Distanza dai confini vedi schema prog.le m Distanza dalla strada vedi schema prog.le m Intervento 3 - (Questura) da edificare Superficie Fondiaria max 4410 Superficie Utile Lorda max con destinazione Servizi (S) 11800 mq Tipologia libera - Edifici max 1 n. Piani fuori terra max 6 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Autorimesse interrate 6000 mq Altezza max a valle 20,0 m Alloggi di servizio in misura non superiore al 20% della SUL - - Distanza dai confini vedi prescrizioni m Distanza dalla strada vedi prescrizioni m Tipo di intervento Intervento edilizio diretto SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per le dotazioni pubbliche o di uso pubblico
- - Realizzazione di una strada di uso pubblico a servizio dell'insediamento, a senso unico di marcia. La strada, della dimensione massima di 6 mt., sarà compresa tra una fascia verde di almeno 1,20 mt. (lato ferrovia) e una fascia di almeno 3,50 mt. da destinare a parcheggio; da quest'ultima fascia è prevista una striscia verde di non meno di 1,50 mt. dall'edificato previsto. Lungo strada dovranno essere previste, in continuità con la fascia per la sosta parallela, idonee aree destinate alle stazioni ecologiche, opportunamente schermate con siepi ed alberature autoctone.
- - La viabilità locale anzidetta sarà collegata alla viabilità principale - Viale Sardegna - nella esistente rotatoria in direzione sud e con la detta viabilità in direzione nord. Questo nuovo tratto, parallelo alla recinzione ferroviaria consentirà l'accesso meccanizzato ai tre diversi Interventi, non essendo previsto alcun accesso diretto agli stessi da Viale Sardegna.
- - Realizzazione di un'area pedonale (piazza) in prossimità della esistente rotatoria, sopraelevata rispetto alla viabilità, attrezzata con arredi per la sosta ed incorniciata da zone a verde. Tale area dovrà essere integrata con le sistemazioni esterne previste nel intervento 3.
- - Realizzazione di 2 aree destinate a parcheggio di uso pubblico, localizzate alle estremità dell'ATI, a servizio degli edifici previsti ed a potenziamento delle dotazioni dell'area per complessivi 110 posti auto circa. La progettazione dovrà garantire, per tutte le aree previste, l'uso di materiali naturali e permeabili almeno per le aree di sosta (posti auto) e zone alberate per l'ombreggiamento e la mitigazione ambientale; ad integrazione delle alberature potranno essere previste delle strutture leggere (legno, metallo etc.) quale copertura degli autoveicoli e sede di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili;
- - Le dotazioni dei parcheggi per la sosta di relazione, di cui all'art. 40 delle NTA, dovranno essere soddisfatte, in considerazione delle varie destinazioni d'uso, all'interno dei singoli Interventi.
- - Le dotazioni pubbliche o di uso pubblico elencate nella presente Sezione III dovranno essere realizzate dai promotori dei singoli Interventi previa stipula di apposita convenzione con l'Amministrazione Comunale.
Prescrizioni per il verde privato:
- - Area dove si prevede la rinaturalizzazione del terreno con la piantumazione di essenze vegetali autoctone con funzione di mitigazione ambientale e di riduzione dell'impatto acustico; in particolare dovrà essere garantita una fascia alberata in filari, della profondità minima di 5 metri, lungo la strada di servizio.
- - Nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi l'impianto anticipato della vegetazione arborea di progetto (pre-verdissement) con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere;
- - Eventuali opere di sostegno, dovranno essere previste a basso impatto ambientale, (terre armate a faccia verde etc.).
SEZIONE IV - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
- - La progettazione dell'edificio destinato a Servizi, intervento 3 - Questura, dovrà rispettare il carattere tipologico, formale nonché l'allineamento del tessuto preesistente alla strada di servizio. Le colorazioni dei materiali dovranno uniformarsi ai cromatismi predominanti presenti nell'edificio principale (Amministrazione Prov.le) e le coperture potranno essere previste a falde inclinate o in piano per l'inserimento degli impianti tecnologici (pannelli solari: fotovoltaici e termici, pompe di calore etc.) opportunamente integrati alla struttura edilizia. La nuova edificazione in questo intervento dovrà rispettare la distanza di 5 metri dalla strada di servizio, di almeno 15 metri dal confine del intervento 2 e di almeno 10 metri da v.le Sardegna.
- - Gli edifici già autorizzati ed in fase di realizzazione (Interventi 1 e 2), una volta ultimati, entreranno a far parte delle Aree miste di tipo 1 (AM1), la cui disciplina è definita all'art. 72 delle NTA.
SEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Idea di città All'Art.19 il PS definisce i propri principi ordinatori; tra questi risulta l'obiettivo di perseguire una società urbana più inclusiva in grado di migliorare le opportunità di abitare la città e il territorio; A 1.2 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 1.3 Piano Regolatore delle cittine e dei cittini Nella progettazione delle trasformazioni inerenti il Sistema Funzionale della Città e degli Insediamenti Il PS prevede:
Art.35, il soddisfacimento delle esigenze espresse attraverso il PRC2, ed in particolare: la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali di collegamento tra i differenti plessi scolastici e tra i plessi scolastici e le aree verdi, la disponibilità di campi di gioco fruibili in maniera diretta da bambini, ragazzi ed adulti e di luoghi di aggregazione all'aperto dedicati agli adolescenti;A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N6 - strategia di sviluppo territoriale Il PS persegue la realizzazione di un parco urbano nella vallata interessata dal completamento della "Strada Fiume". La stazione ferroviaria è elevata a nodo di testa della metropolitana leggera.
Nei pressi della stazione si concentrano due aree strategiche di trasformazione di ampie dimensioni: quella relativa al cosiddetto "edificio lineare" (...) e l'area dello "Scalo merci", nella quale è in corso di realizzazione il nuovo palazzo sede degli uffici provinciali. Nella stessa aree si prevede l'installazione di funzioni direzionali, commerciali e di servizio alla persona.A 2.2 UTOE N7 - azioni L'incremento delle previsioni residenziali prevede anche la costruzione di alloggi per studenti. La formazione di nuovi poli attrattori si concentra nelle aree antistanti la stazione, con il completamento dell'"Edificio lineare", e nell'area dello scalo merci.
Il collegamento tra la zona della stazione e le zone industriali di Viale Toselli e Due Ponti è garantito dalla previsione di una fermata della metropolitana leggera a servizio di queste zone. Tale fermata e un'opportuna integrazione con il TPL permettono di migliorare l'accessibilità alle aree soggette a più intensa frequentazione.A 3 Componente statutaria 3.1 Invarianti l'area in oggetto non è interessata da invarianti strutturali 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Il PS prevede:
Art. 45, l'assunzione degli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella legge reg. Toscana 21 marzo 2000, n. 37.
Art. 151, nella la redazione del Piano Comunale per l'illuminazione Pubblica (PCIP) e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000;
Art. 49, la verifica del comfort acustico nelle trasformazioni urbanistiche; in particolare le aree interessate da nuove edificazioni in attuazione dei RU sono verificate sotto il profilo del comfort acustico mediante la presentazione obbligatoria di una valutazione di clima acustico In particolare l'area di intervento rientra tra le aree in classe IV; nella classe IV, che si riferisce alle zone con intensa attività umana, rientrano le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) L'area interessata dalla trasformazione non è sensibile A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità 1 (pericolosità irrilevante- Tav. C.03.02) prevede:
Art. 61, non sono necessarie considerazioni sulla riduzione del rischio idraulico quando:- a) non vi sono notizie storiche di precedenti inondazioni
- b) l'area è in situazione favorevole di alto morfologico, di norma a quote altimetriche superiori di ml. 2 rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda
A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) L'area rientra prevalentemente nelle aree a pericolosità geologica bassa (si veda Tav. C.3.2.01).
Il PS prevede:- a) per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, (Art. 68) indagini geognostiche di supporto alla progettazione edilizia;
A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio Sistema di Paesaggio delle Crete) L'intervento ricade prevalentemente nel Sistema di Paesaggio delle Crete, Sottosistema delle Crete di San Miniato (Art. 70), per il quale il PS prevede:
Art. 73. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio delle Crete e relativi sottosistemi- a) l'ampliamento della consistenza delle aree con presenza di boschi e cespuglieti, anche utilizzando aree marginali, residue o abbandonate;
- b) favorire la presenza negli impluvi di elementi di vegetazione riparia in continuità con i Paesaggi del Fondovalle;
- b) la connotazione delle aree di verde pubblico attraverso la riproposizione, anche parziale, di essenze e sistemazioni tipiche del paesaggio agrario, al fine di attenuare la frammentazione delle aree agricole residue.
- 1. Le aree di trasformazione integrata che prevedono nuove occupazioni di suolo sono individuate dal RU esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti esistenti, privilegiando il riuso di aree già urbanizzate.
A 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti (urbanizzato compatto) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sottosistema delle Aree miste, prevede:
Art. 89. Obiettivi per il Sottosistema delle Aree miste- d) riqualificare la struttura insediativa attraverso il miglioramento della dotazione di opere di urbanizzazione e il trasferimento di attività produttive non compatibili con l'attuale ubicazione;
- e) migliorare la accessibilità con il TPL e la sosta, anche in funzione di una maggiore integrazione tra attività produttive e commerciali, soprattutto nelle aree soggette a più intensa frequentazione;
- f) incrementare la separazione tra flussi veicolari e traffico merci, nonché tra flussi di attraversamento e di penetrazione, anche attraverso il potenziamento e la realizzazione di viabilità di servizio.
3. Il RU individua le aree da sottoporre a pianificazione attuativa per la riqualificazione della struttura insediativa attraverso il miglioramento della dotazione infrastrutturale e la separazione tra flussi veicolari.
4. Il RU assume, per il riassetto del sottosistema delle aree miste, in presenza di destinazione commerciale i criteri ed i requisiti della programmazione urbanistica riferiti al settore commerciale, contenuti in particolare nel d.lgs n. 114/98, nella DCR n. 233/1999 e nel Codice del commercio della Regione Toscana ex legge reg. 28/05.A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico Il riferimento è al D.lgs.42/90. L'intervento rientra tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto ministeriale del 14-05-1956 (G.U. 26 -05-1956, n. 129). A SEZIONE VI - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàINTERVENTO 1 (Amministrazione Provinciale) e INTERVENTO 2 (Residenze e commercio):
Fattibilità non assegnata in quanto opere in fase di realizzazione.
INTERVENTO 3 (Questura):
Nell'area in oggetto e relativamente al tipo di intervento non sono presenti vincoli inerenti l'aspetto idraulico, pertanto tutte le previsioni contenute sono a Fattibilità idraulica I.1.
Dal punto di vista della vulnerabilità degli acquiferi, solo una parte della viabilità in progetto rientra in classe 2 di sensibilità, pertanto, durante durante l'esecuzione delle indagini geognostiche, dovrà essere accertata la tipologia dei terreni presenti e dovranno essere eseguite misure piezometriche, al fine di verificare quanto previsto dal PTCP vigente e recepito all'art. 164 delle NTA.
L'area ricade totalmente in classe di Pericolosità geomorfologia media, pertanto le previsioni di modesto impatto ambientale e territoriale, quali parcheggi scoperti e viabilità interna, sono a Fattibilità geomorfologia con normali vincoli G2.
Relativamente all'edificio, che è previsto di altezza fuori terra fino a 4 piani, si attribuisce Fattibilità geomorfologia G3. Per esso sono necessarie le seguenti prescrizioni: la relazione geologico-tecnica a corredo del progetto definitivo dovrà essere basata su un'indagine diretta, costituita da sondaggi geognostici spinti fino a profondità significative rispetto al volume di terreno interessato dalle pressioni indotte dalla costruzione, in numero adeguato rispetto all'area di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio, ed installazione di piezometri, per valutare l'eventuale presenza di una falda freatica.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe di pericolosità 3, nella zona di previsione del nuovo edificio, si attribuisce fattibilità S3, ovvero dovrà essere eseguita una campagna di indagine geofisiche e geotecniche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico.
I risultati dell'indagine sismica dovranno essere riportati nella stessa relazione geologica-tecnica sopra citata. Ai parcheggi scoperti e alla viabilità è attribuita fattibilità sismica S2. All'area pedonale ed a quella a verde è attribuita fattibilità sismica senza particolari limitazioni S1 e Fattibilità geomorfologica senza particolari limitazioni G1.
Infine, dato che si tratta di riconversione di un sito precedentemente destinato ad attività industriale o comunque potenzialmente inquinante, con futura destinazione a servizi, in fase di predisposizione del Piano Attuativo, dovrà essere certificata l'assenza di contaminazione mediante la redazione di un Piano di indagini Ambientale e la conseguente esecuzione di accertamenti ambientali effettuati sotto controllo dell'ARPAT e della Provincia che attestino il non superamento delle Concentrazioni di soglia di contaminazione (CSC) come definite dal Dlgs n.152/2006, cosi come previsto dall'Art. 173 delle NTA.
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IL RECUPERO DELL'EX MULINO MURATORI
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
Il progetto prevede la riqualificazione e il riuso a fini prevalentemente residenziali dell'area produttiva, attualmente dismessa dell'ex Mulino Muratori, che costituisce il nucleo originario di Taverne. L'intervento, che ha la particolarità di trovarsi nella propaggine est di Taverne, in posizione baricentrica tra i due insediamenti di Taverne ed Arbia, rappresenta inoltre l'opportunità per ridisegnare l'ingresso di Taverne da sud-est (dal comune di Asciano e dalla super-strada Siena-Bettole), creando una nuova relazione fisico-percettiva con l'insediamento di Arbia.
Il recupero prevede il mantenimento del complesso originario lungo via Principale e un'ampia accessibilità pubblica all'area, fino ad oggi inaccessibile, attraverso la realizzazione di una piazza, di un'area area verde attrezzata, in parte lungo il bacino artificiale che ripropone il tema dell'antica gora, e di percorsi pedonali, di cui uno protetto di collegamento con la scuola di Presciano.
L'intero intervento è vincolato ad opere di messa in sicurezza dell'area da rischi di esondazioni del torrente Arbia. Vista la complessità della trasformazione sono previste due unità minime di intervento ATI 6.1 e 6.2 rispettivamente a sud e a nord dell'area.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 31460 mq Dotazioni Pubbliche min 14885 mq Verde privato min 7375 mq Superficie Fondiaria max 9200 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 1295 mq Mobilità pedonale (Mh) 1745 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 1980 mq Parcheggio di relazione (Mbr) 5385 mq Verde attrezzato (Va) 7520 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde di ambientazione (Vd) min 7375 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Intevento 1 Superficie fondiaria max 8035 mq Lotti 8 n. Superficie Utile Lorda max residenziale 7000 mq di cui di recupero 7000 mq Superficie Utile Lorda max di commericale (Tc) 1040 mq di cui di recupero 1040 mq Superficie Utile Lorda max di direzionale (Tb) 960 mq di cui di recupero 960 mq Edifici max 9 n. Alloggi max 96 n. di cui a carattere sociale 48 n. Piani fuori terra residenziale max 7 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Piani abitabili fuori terra direzionale - commericale max 1 n. Altezza max a valle vedi tab. 5 m Tipologia linea Distanza dai confini vedi schema prog. Distanza dalla strada vedi schema prog. Tipo di intervento Piano attutativo Intevento 2 Superficie fondiaria max 1165 mq Lotti 1 n. Superficie Utile Lorda residenziale max 900 mq di cui di recupero 900 mq Edifici max 1 n. Alloggi max 12 n. di cui a carattere sociale 6 n. Piani abitabili fuori terra max 7 (vedi tab.5) n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Tipologia linea Altezza max a valle 12,7 m Distanza dai confini vedi schema prog. Distanza dalla strada vedi schema prog. Tipo di intervento Piano attutativo TAB. 5 - Prescrizioni inerenti i singoli lotti: Intervento 1 Superficie Unità mis. LOTTO 1 Superficie Fondiaria max 870 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 960 mq Edifici max 2 n. Alloggi max 13 n. Tipologia linea Piani fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 16,1 m LOTTO 2 Superficie Fondiaria max 475 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 480 mq Edifici max 1 n. Alloggi max 7 n. Tipologia linea Piani abitabili fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 16,1 m LOTTO 3 Superficie Fondiaria max 1675 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 2060 mq Edifici max 1 n. Alloggi max 28 n. Tipologia linea /td> Piani abitabili fuori terra max 7 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 22,9 m LOTTO 4 Superficie Fondiaria max 1290 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 1450 mq Edifici max 1 n. Alloggi max 20 n. Tipologia linea Pian fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 16,1 m LOTTO 5 Superficie Fondiaria max 1540 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 1630 mq Edifici max 1 n. Alloggi max 22 n. Tipologia linea Piani abitabili fuori terra max 5 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 16,1 m LOTTO 6 Superficie Fondiaria max 500 mq Superficie Utile Lorda commerciale max (Tc) 350 mq Edifici max 1 n. Tipologia libera Piani fuori terra max 1 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 3,4 m LOTTO 7 Superficie Fondiaria max 620 mq Superficie Utile Lorda commerciale max (Tc) 240 mq Edifici max 1 n. Tipologia libera Piani fuori terra max 1 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 3,4 m LOTTO 8 Superficie Fondiaria max 1065 mq Superficie Utile Lorda di residenziale di recupero 420 mq Superficie Utile Lorda commerciale di recupero max (Tc) 450 mq Superficie Utile Lorda direzionale di recupero max (Tb) 960 mq Alloggi max 6 n. Piani abitabili fuori terra max 6 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle quella esistente SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per le dotazioni pubbliche e di uso pubblico
- Realizzazione di un percorso pedonale di uso pubblico che attraversa l'intervento residenziale, l'area verde attrezzata e prosegue verso la scuola di Presciano;
- Realizzazione di uno spazio pedonale di uso pubblico che degrada dalla strada verso l'interno dell'area residenziale; su tale corte si aprono le attività direzionali e di servizio e si prevede la realizzazione di una galleria aperta; si dovrà inoltre prevedere l'accessibilità parziale delle coperture delle attività direzionali e di servizio da destinarsi a terrazze e tetti giardino;
- Realizzazione di un'area a verde attrezzato lungo l'antica gora che viene ripristinata creando un bacino artificiale; tra gli obiettivi oltre a quello estetico ricreativo, l'opportunità di creare una riserva d'acqua a fini irrigui. Un'altra area di verde attrezzato è prevista sul limite nord dell'intervento al margine della Siena-Bettolle
- Dotazione di un sistema di parcheggi e di un numero adeguato di posti auto per contenere la funzione residenziale e quelle direzionali e di servizio; si prediligono soluzioni con pavimentazioni permeabili almeno per l'area di sosta e l'inserimento di vegetazione per l'ombreggiamento.
Prescrizioni per il verde privato:
- Realizzazione di ampie aree di verde di ambientazione al margine della Siena-Bettolle e della strada di Presciano, di cui sono previste delle modifiche del tracciato in previsione del nuovo ponte sul fiume Arbia, per ridurre l'impatto acustico derivante dal traffico veicolare.
SEZIONE IV A) - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
I due interventi edilizi dovranno presentare un'adeguata uniformità formale e stesse prestazioni in termini di efficienza energetica adottando soluzioni che favoriscano il corretto soleggiamento, un'adeguata inerzia termica, sistemi di ombreggiamento per il periodo estivo e l'impiego di sistemi di captazione dell'energia solare (produzione di energia elettrica e acqua sanitaria calda) opportunamente integrati con l'edificio; in tal senso possono essere previste coperture a falde o piane preferibilmente a carattere di tetto giardino (terrazze, manti erbosi, etc.).
Nell'intervento 6.1 la cortina degli edifici che racchiudono la piazza interna devono prevedere dei varchi per favorire la ventilazione naturale, opportuni coni prospettici e percorsi pedonali; tale schema dovrà essere rispettato in particolare all'interno del lotto 1, tra il lotto 3 e 4 (quest'ultimo è in aderenza con il lotto 3 al piano terra ed arretrato ai piani superiori; si veda l'allineamento nello schema grafico) e tra il 4 e il 5.
Inoltre il lotto 3 potrà presentare in prossimità della viabilità una struttura a ponte per un altezza non superiore a due piani.
All'interno della piazza nei lotti 6 e 7 sono collocate le attività di servizio e direzionale; tali edifici di un piano dovranno garantire l'accessibilità anche parziale della copertura; inoltre per favorire forme di aggregazione sociale e punti di sosta dovrà essere predisposta una sorta di galleria coperta di uso pubblico.
L'intervento prevede il recupero dell'edificio dell'ex mulino (lotto 8), per il quale è ammessa la ristrutturazione edilizia di tipo a (Ria).
SEZIONE IV B) - Prescrizioni per la perequazione urbanistica
Dei 108 alloggi realizzabili, almeno 54, dovranno essere destinati a residenza a carattere sociale (edilizia convenzionata) mediante apposita convenzione da stipulare con l'Amministrazione Comunale.
Schema progettualeSEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Idea di città All'Art.19 il PS definisce i propri principi ordinatori; tra questi risulta l'obiettivo di perseguire una società urbana più inclusiva in grado di migliorare le opportunità di abitare la città e il territorio; A 1.2 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 1.3 Piano Regolatore delle cittine e dei cittini Nella progettazione delle trasformazioni inerenti il Sistema Funzionale della Città e degli Insediamenti Il PS prevede:
Art.35, il soddisfacimento delle esigenze espresse attraverso il PRC2, ed in particolare: la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali di collegamento tra i differenti plessi scolastici e tra i plessi scolastici e le aree verdi, la disponibilità di campi di gioco fruibili in maniera diretta da bambini, ragazzi ed adulti e di luoghi di aggregazione all'aperto dedicati agli adolescenti;A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N9 - strategia di sviluppo territoriale elevazione dell'area da periferia a nucleo urbano polifunzionale; tra le strategie la riqualificazione e il recupero delle area dismessa dell'ex Mulino Muratori. In particolare si intende completare e riqualificare i tessuti esistenti attraverso l'inserimento di nuove quote di edificato, si prevede la riprogettazione degli spazi pubblici e il miglioramento della qualità degli arredi urbani e delle urbanizzazioni. L'aumento dell'offerta abitativa persegue una maggiore articolazione della struttura sociale, attraverso l'inserimento di quote di edilizia sociale, per anziani e studenti. A 2.2 UTOE N9 - azioni gli interventi nelle aree di trasformazione strategiche tra le quali, l'Ex Molino Muratori, prevedono forme di convenzionamento che assicurino la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria e la compensazione del fabbisogno pregresso di opere di urbanizzazione nelle aree esistenti. Inoltre, attraverso opportune forme perequative di tipo ambientale, contribuiscono a garantire la realizzazione dei parchi urbani e territoriali, nonché al mantenimento di superfici a verde alberato o a prato A 3 Componente statutaria 3.1 Invarianti l'area in oggetto non è interessata da invarianti strutturali 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Il PS prevede:
Art. 45, l'assunzione degli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella legge reg. Toscana 21 marzo 2000, n. 37.
Art. 151. nella la redazione del Piano Comunale per l'illuminazione Pubblica (PCIP) e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000;
Art. 49, la verifica del comfort acustico nelle trasformazioni urbanistiche; in particolare le aree interessate da nuove edificazioni in attuazione dei RU sono verificate sotto il profilo del comfort acustico mediante la presentazione obbligatoria di una valutazione di clima acustico
In particolare l'area di intervento rientra tra le aree in classe III ed per una porzione in prossimità della super-strada Siena Bettolle in Classe IV; nella classe III, che si riferisce alle "aree di tipo misto" rientrano le aree urbane con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; nella classe IV che si riferisce alle zone con intensa attività umana, rientrano le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) Il PS per gli interventi che ricadono in area sensibili di classe 2 prevede:
Art. 54, azioni volte alla limitazione delle infiltrazioni di sostanze inquinanti dovute a attività antropicheA 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità 3 (pericolosità media) prevede: Art. 59, uno studio anche a livello qualitativo da allegare al RU che illustri lo stato di efficienza e lo schema di funzionamento delle opere idrauliche ove presenti o che comunque definisca il grado di rischio. I risultati dello studio costituiranno l'elemento di base per la classificazione di fattibilità delle previsioni urbanistiche 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, prevede:
Art. 68, indagini geognostiche di supporto alla progettazione ediliziaA 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio di Fondovalle) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sistema di Paesaggio di Fondovalle, Sottosistema delle pianure alluvionali, prevede:
Art. 72, il contenimento dell'incremento dei suoli artificiali, la previsione per le nuove urbanizzazioni di densità insediative medio-alte e il recupero delle aree e degli edifici dismessi; a compensazione dei processi di trasformazione integrata la creazione di aree pubbliche o aree aperte alla fruizione pubblica;
Art. 76, come misura di compensazione per le aree interessate da interventi di trasformazione integrata l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RUA 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti (urbanizzato compatto) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto, prevede:
Art.81, il collegamento protetto tra Taverne d'Arbia e la scuola di Presciano, in attuazione del PRC2; il completamento e la riqualificazione dei tessuti esistenti, contenendo il consumo di suolo e favorendo il recupero e il riuso delle aree dismesse; la creazione di luoghi centrali e il rafforzamento delle dotazioni di verde pubblico urbano; l'applicazione di principi perequativi, al fine di assicurare il contestuale perseguimento di interessi pubblici e privati; l'uso di tecnologie e di criteri progettuali finalizzati al risparmio energetico.
Art.84, l'insediamento di nuove funzioni pregiate e il potenziamento di quelle esistenti; riprogettazione degli spazi pubblici; il potenziamento dell'offerta abitativa, garantendo una maggiore articolazione della struttura sociale;A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico Il riferimento è al Dlgs..42/90 L'intervento rientra tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento rispettivamente al Decreto ministeriale del 08-08-1985 (G.U. n 197 del 22 agosto 1985) e al Decreto ministeriale del 16-01-1974 (G.U. n 58 del 2 marzo 1974); A SEZIONE VI - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàDal punto di vista geomorfologico l'area di trasformazione ricade totalmente in Pericolosità Media (classe 2); ciò nonostante la tipologia dell'intervento di previsione si prospetta di medio-alto impatto territoriale dato che sono previsti edifici di altezza fuori terra fino a 7 piani. Pertanto si attribuisce fattibilità condizionata G3, con le seguenti prescrizioni: la relazione geologico-tecnica a corredo del Piano Attuativo dovrà essere basata su un'indagine diretta, costituita da sondaggi geognostici spinti fino a profondità significative rispetto al volume di terreno interessato dalle pressioni indotte dalla costruzione, in numero adeguato rispetto alle aree di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio, ed installazione di piezometri, per valutare l'eventuale presenza di una falda freatica.
Relativamente al parcheggio scoperto posto nella zona Ovest, a ridosso della scarpata esistente alta circa 12 m, la cui realizzazione comporterà movimenti terra consistenti sia in scavo che in riporto ed opere di contenimento sia a monte che a valle, si attribuisce una fattibilità condizionata G.3. Per esso sono necessarie le seguenti prescrizioni: la relazione geologico-tecnica a corredo del Piano Attuativo dovrà contenere, relativamente a quest'opera, un'indagine diretta costituita da sondaggi geognostici spinti fino a profondità significative rispetto al volume di terreno interessato dalle opere di contenimento e loro fondazioni, in numero adeguato rispetto alla estensione dell'area di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio. I parametri geotecnici estratti dalle analisi dovranno essere utilizzati per impostare una verifica di stabilità del versante, che sarà valutato sia nello stato attuale, che nello stato di progetto. Nella relazione geologica a supporto del Piano Attuativo dovrà essere presente il progetto delle opere di sostegno/contenimento della scarpata, che dovranno essere eseguite preliminarmente alla realizzazione dell'intervento.
Data la vicinanza di edifici esistenti a monte rispetto all'area di previsione del parcheggio scoperto, si ritiene necessario che nella relazione del Piano Attuativo siano presenti indicazioni sul monitoraggio da realizzare in fase esecutiva, relativo alla stabilità dei fronti di scavo, delle opere di sostegno e dei fabbricati circostanti.
L'edificio esistente posto lungo la strada, per il quale è previsto un intervento di ristrutturazione, e le aree a parcheggio scoperto a raso, che non prevedono movimenti terra significativi, sono classificate a fattibilità con normali vincoli G.2. Le aree a verde presenti sono classificate a fattibilità senza particolari limitazioni G1.
Relativamente alla sensibilità degli acquiferi, essendo gran parte dell'area in classe 2 di sensibilità degli acquiferi, durante l'esecuzione delle indagini geognostiche, dovrà essere accertata la tipologia dei terreni presenti e dovranno essere eseguite misure piezometriche, al fine di verificare che la presenza della falda e nel qual caso rispettare quanto previsto dall'Art.164 delle NTA. Come misura generale non sono previsti locali interrati o scavi significativi entro la porzione pianeggiante dell'area del comparto edificatorio.
Relativamente all'aspetto idraulico, l'intervento di recupero dell'ex Mulino Muratori ricade interamente in area a pericolosità elevata (classe 3), definita sulla base di uno studio idrologico-idraulico (in Allegato). L'attuazione di tale previsione è pertanto vincolata alla realizzazione di una messa in sicurezza dell'area per eventi con tempo di ritorno pari a 200 anni.
A tale riguardo l'Amministrazione Provinciale, nell'ambito di un progetto di protezione idraulica dell'abitato di Taverne d'Arbia, ha previsto dei rilevati arginali di contenimento lungo la Strada di Presciano (Art. 104 comma 3, delle NTA), il cui progetto preliminare è stato approvato dal Comitato Tecnico di Bacino con nota del 11/08/09, Prot. 217023.
Ai fabbricati e ai parcheggi scoperti ricadenti entro l'area pianeggiante classificata a Pericolosità Idraulica Elevata (PIE), si attribuisce fattibilità condizionata I.3, ovvero la loro realizzazione è subordinata alla messa in opera e collaudo delle opere di messa in sicurezza idraulica di cui sopra. Le opere poste al di fuori dell'area a rischio idraulico sono a fattibilità I.1, pertanto realizzabili senza prescrizioni.
La zona in oggetto ricade in gran parte all'interno dell'area di pertinenza fluviale del Fiume Arbia. A tale riguardo si specifica che tale previsione insiste su una superficie già completamente urbanizzata ed impermeabilizzata, in cui è previsto la riqualificazione ed il riuso, ai fini prevalentemente residenziali, dell'area produttiva, attualmente dismessa, dell'ex Mulino Muratori. In pratica la superficie fondiaria risulta essere totalmente di recupero. Inoltre, le previsioni contenute all'interno dell'ATI 6, risultano essere in sicurezza idraulica rispetto ad eventi alluvionali con Tr=200 anni, dato che la loro attuazione è vincolata alla realizzazione delle opere di protezione previste dall'Amministrazione Provinciale.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe 3 di pericolosità , nell'area di concentrazione volumetrica dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisiche e geotecniche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico.
Infine, dato che si tratta di riconversione di un sito precedentemente destinato ad attività industriale, con futura destinazione anche residenziale, ai sensi DPGR n.14/R-2004, in fase di predisposizione del Piano Attuativo, dovrà essere certificata l'assenza di contaminazione mediante la redazione di un Piano di indagini Ambientale e la conseguente esecuzione di accertamenti ambientali effettuati sotto controllo dell'ARPAT e della Provincia che attestino il non superamento delle Concentrazioni di soglia di contaminazione (CSC) come definite dal Dlgs n.152/2006. Il livello di approfondimento del Piano di indagini sarà commisurato alla tipologia effettiva delle pregresse attività condotte nel sito interessato.
- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 6 -
Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 7
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
1.1 Obiettivi generali
L'ATI 7 Parco Agricolo sportivo "Cittadella dello Sport" si pone come obiettivi: la realizzazione di un parco agricolo e di un parco agricolo-sportivo che conservando e ottimizzando le caratteristiche funzioni agricole del territorio interessato, valorizzi i percorsi storici che innervano l'area quali ad esempio la "Via Francigena", integri anche funzioni sportive adeguate all'ambiente quali il trekking, il jogging, l'attività ciclistica ed equestre nonché la realizzazione di strutture e spazi turistico - ricettivi integrati con il territorio e all'attività agricola. Infine la possibilità di dotare la città e gli insediamenti minori, presenti nel territorio comunale e nei comuni contermini di un centro sportivo polivalente, facilmente accessibile, grazie alla dotazione di nuove infrastrutture, quali la nuova Cassia la bretella di collegamento tra la Cassia, la strada provinciale Traversa Romana Aretina, la S.G.C. E78 "Bettolle - Siena" e il Servizio ferroviario metropolitano.
1.2 Ambito territoriale e unità di intervento
Il Parco Agricolo sportivo "Cittadella dello Sport" è localizzato in prossimità dell'area industriale di Isola d'Arbia. L'area è compresa tra Colle Malamerenda ad ovest e Podere di Borgo Vecchio ad est ed occupa una superficie territoriale complessiva di circa 697.910 mq. In tale sito è prevista la localizzazione di un centro sportivo polivalente - Stadio di calcio, a servizio del territorio, coronato dagli adiacenti parco agricolo e parco agricolo sportivo. Vista la complessità delle trasformazioni queste potranno essere organizzate in unità minime di intervento, rispettivamente Il "Centro Sportivo - Polivalente - Stadio di calcio" (Intervento 1), Il "Parco Agricolo Sportivo" (Intervento 2) Il "Poderuccio" (intervento 3) contempla il BSA n. 358 e si suddivide in int. 3.1 che contiene anche il BSA, int. 3.2 e int.3.3 a carattere turistico ricettivo, Il "Parco Agricolo" (intervento 4).
Considerando il tipo di funzioni e il contesto ambientale, grande attenzione sarà posta al tema dell'accessibilità e della sosta: si prevede infatti la diversificazione degli accessi e la realizzazione di viabilità pubblica e ad uso pubblico, da realizzarsi in funzione degli interventi da attuarsi che saranno oggetto di apposita convenzione. Tale convenzione dovrà regolare anche la possibilità che la strada privata, a servizio dell'attività ricettive alberghiere, possa essere destinata a servizio dell'attività sportiva e quindi ad uso pubblico, solamente nel caso in cui nell'ATI7-1 venga realizzato lo stadio di calcio, per il quale le norme in materia di sicurezza impongono percorsi separati per i tifosi ospiti.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
2.1 Dimensionamento complessivo e delle singole unità di intervento
Il dimensionamento complessivo e dei singoli impianti sarà coerente con le indicazioni presenti in tabella.
In dettaglio seguono le caratteristiche dei singoli interventi.
"Centro Sportivo Polivalente - Stadio di calcio (intervento 1)" - Gli impianti sportivi previsti potranno essere coperti o scoperti dotati di parcheggi e viabilità di accesso. I parcheggi dovranno essere realizzati nel rispetto dell'art. 40 delle NTA del RU e della normativa nazionale vigente in materia di impianti sportivi. Tale trasformazione potrà essere attuata tramite progetto unitario convenzionato, che preveda oltre alla collocazione dell'impianto sportivo la localizzazione della nuova viabilità a collegamento con le viabilità principali esistenti che dovranno mantenere l'uso pubblico, o tramite esecuzione di opera pubblica. Il manto stradale dovrà avere caratteristiche tipo fondo sterrato e realizzato con materiali a basso impatto paesaggistico. Faranno parte del progetto unitario i parcheggi, le sistemazioni a verde e quanto altro necessario per la funzionalità del centro sportivo polivalente - Stadio di calcio.
Il Centro Sportivo Polivalente - Stadio di calcio dovrà ospitare lo stadio già oggetto di un concorso di idee ed anche altre attività sportive di vario genere, coperte o scoperte.
Sono inoltre consentite attività commerciali e attività di servizio alla persona quali centri fisioterapici e riabilitativi a servizio dell'impianto sportivo, ricompresi nella superficie coperta come riportato nella tabella 5. La collocazione dell'impianto e strutture connesse dovrà essere rispettosa dell'attuale conformazione del terreno al fine di limitare gli sbancamenti e movimenti terra.
Oltre al campo di gioco e alle strutture connesse è previsto l'inserimento integrato di superfici destinate a servizi e attività economiche necessarie al funzionamento e alla gestione dell'impianto sportivo, da considerarsi comprese nella superficie coperta indicata nella tabella. La scelta tipologica dell'impianto deriva dall'esigenza di minimizzare l'impatto sul paesaggio e rinuncia alla visibilità tipica delle grandi strutture sportive.
Fra le funzioni consentite nell'intervento 1 vi è inoltre la possibilità di realizzare attrezzature ludico-didattiche e di intrattenimento alla persona.
Le trasformazioni connesse dovranno essere accompagnate da uno studio inerente l'impatto acustico previsto dalla normativa specifica vigente, che prevede in fase di progettazione e durante l'esecuzione delle opere, apposite verifiche dal punto di vista acustico.
Tutte le attività edilizie, che prevedano scavi e rimodellamenti del piano di campagna, inerenti le trasformazioni previste nell'ATI7, dovranno rispettate le disposizioni di cui all'art. 176 delle NTA del RU.
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 697.910 mq Dotazioni Pubbliche min 32.664 mq Verde privato min 409.214 mq Superficie Fondiaria max 256.032 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 25.083 mq Verde di ambientazione (Vd) 7.581 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde agricolo min 409.214 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Superficie fondiaria max 256.032 mq Interventi 4 n. Superficie coperta max (Sp e/o So) 23.050 mq Superficie Utile Lorda max di recupero ricettivo (Ta) 2.500 mq Superficie Utile Lorda max ricettivo (Ta ) 3.000 mq Superficie Utile Lorda max di commerciale (Tc) 1.100 mq TAB. 5 - Prescrizioni inerenti i singoli interventi Superficie Unità mis. Intervento 1 - Centro Sportivo polivalente - Stadio di Calcio Superficie Territoriale max 230.405 mq Superficie Fondiaria max 205.347 mq Superficie coperta max (Sp) stadio di calcio 23.000 mq Superficie Utile Lorda max di commerciale (Tc) interna allo stadio di calcio 1.100 mq Piani interrati o seminterrati max (che non eccedano la sagoma dell'impianto sportivo) 1 n. Altezza max a valle dell'impianto sportivo - stadio 15 m Tipo di intervento - progetto unitario convenzionato
- esecuzione di opera pubblicaIntervento 2 - Parco agricolo Sportivo Superficie Territoriale max 243.602 mq Superficie coperta max (Sp) 50 mq Tipo di intervento - per sistemazioni esterne e chiosco: progetto unitario convenzionato;
- per nuove volumetrie con funzione agricola: PAPMAAIntervento 3 - Il Poderuccio Superficie Territoriale max 58.291 mq Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max non superiore a quella dell'edificato rurale esistente m Superficie Fondiaria max - ricettivo (Ta -int 3.1) 25.256
di cui 4.649 BSAmq Superficie Fondiaria max - ricettivo (Ta-int 3.2) 9.490 mq Superficie Fondiaria max - ricettivo (Ta-int 3.3) 15.939 mq Superficie Utile Lorda max di recupero (Ta ) int.3.1 e int.3.2 2.500 mq Superficie Utile Lorda max - nuova edificazione (Ta) int.3.1 3.000 mq Tipo di intervento Piano attuativo Intervento 4 - Parco agricolo Superficie Territoriale max 165.612 mq Tipo di intervento - per sistemazioni esterne e chiosco: progetto unitario convenzionato;
- per nuove volumetrie con funzione agricola: PAPMAA"Parco agricolo sportivo (intervento 2)": mantenimento della funzione agricola con la previsione, tramite progetto unitario convenzionato, di un parco agricolo sportivo quale insieme di attività agricole ad attività sportive all'aperto che valorizzi percorsi storici che innervano l'area quali ad esempio la "Via Francigena", integrando anche funzioni sportive all'aperto adeguate all'ambiente quali il trekking, il jogging, l'attività ciclistica su viabilità campestre ed equestre, percorsi salute etc., oltre a piccole aree per la sosta ed il relax punti di ristoro quali piccoli chioschi in legno. I percorsi e le strade all'interno dell'intervento 2 dovranno mantenere caratteristiche tipiche delle strade bianche drenanti o a basso impatto ambientale oltre ad essere garantita la valenza e la fruibilità pubblica appositamente regolata da specifica convenzione legata ad un progetto unitario convenzionato.
Saranno elementi essenziali della progettazione del Parco Agricolo Sportivo:
- - la valorizzazione della vegetazione presente, in particolare di quella ripariale, e delle caratteristiche morfologiche e tipologiche dei terreni, in una sistema allargato di rete ecologica indirizzata a preservare e valorizzare la vocazione naturale dei luoghi;
- - la predisposizione di percorsi pedonali e ciclabili interconnessi alle altre direttrici presenti in zona. La realizzazione di tali interventi sarà eseguita adottando scelte progettuali che prediligano l'impiego di materiali di origine naturale e che siano volte al rispetto delle aree naturali limitrofe, con l'intento di minimizzare il disturbo degli habitat da parte dei fruitori di percorsi;
- - la predisposizione di una cartellonistica informativa inerente la sentieristica e le valenze naturalistiche e storiche, anche per finalità didattiche e di sensibilizzazione;.
- - la predisposizione di alcune aree di sosta ricreative e di piccoli impianti sportivi scoperti (percorsi vita per adolescenti ed adulti aree gioco per bambini) in conformità con l'indirizzo di una complessiva fruibilità naturalistica dei luoghi.
In tale intervento potranno trovare collocazione anche un parco a tema con un'area attrezzata ludico didattica di intrattenimento alla persona.
"Il Poderuccio (intervento 3)" tale previsione si suddivide in tre interventi a carattere turistico-ricettivo:
l'Intervento 3.1, dove insiste anche il BSA n.358, prevede il recupero ai fini ricettivi dei volumi esistenti del BSA oltre alla previsione di nuove superfici utili lorde con destinazione turistico ricettive alberghiere nel rispetto dell'art.49 delle NTA del RU "per le strutture ricettive alberghiere" nonché delle normative regionali in materia. La SUL di nuova edificazione indicata dal RU è riferita alla somma della superficie delle camere, degli spazi di soggiorno e dei servizi collegati e comunicanti con le camere stesse.
Si precisa che la progettazione riguardante la nuova edificazione (Ta) dovrà essere organizzata con gli edifici esistenti in termine di qualità architettonica e sistemazioni esterne per i nuovi edifici realizzati fuori dal perimetro del BSA. Nella individuazione delle nuove costruzioni dovrà essere tenuto conto degli assi stradali esistenti al fine di ricreare una definizione di borgo rurale. L'attività alberghiera svolta in edifici classificati BSA, ammette cambi di destinazione d'uso degli edifici o manufatti accessori presenti nel resede finalizzati all'ampliamento dei servizi ricettivi, senza aumento del numero delle camere e dei posti letto. Sempre ai fini del miglioramento dei servizi ricettivi, è consentita la demolizione e ricostruzione con eventuale accorpamento e comunque senza aumento di volumetria, di edifici o manufatti recenti presenti nel resede".
Intervento 3.2: saranno possibili solo cambi di destinazioni in Ta degli edifici esistenti ma non ampliamenti.
Intervento 3.3: tale zona dovrà essere adibita a parco a carattere agricolo a servizio dell'attività ricettiva dove potranno essere previste piccole strutture leggere in legno e/o metallo e specifici interventi di naturalizzazione. Sono inoltre consentiti tutti quegli interventi di supporto all'attività ricettiva che non comportino incremento della SUL.
Intervento 3.4: viabilità locale di accesso all'attività ricettiva di cui agli interventi 3.1, 3.2. Tale viabilità a collegamento con la strada provinciale 136, potrà assumere la valenza di strada privata ad uso pubblico con le caratteristiche tipiche delle strade bianche drenanti e/a basso impatto ambientale, regolamentata da apposita convenzione, solamente nel caso in cui nell'ATI7-1 venga realizzato lo Stadio di calcio, per il quale le norme in materia di sicurezza impongono percorsi separati per i tifosi ospiti.
"Parco Agricolo (intervento 4)" mantenimento della funzione agricola con la previsione, tramite progetto unitario convenzionato, di parco agricolo che valorizzi le colture che storicamente fanno parte dell'attività agricola della zona integrandole e peraltro consentendo la valorizzazione della viabilità ciclopedonale, percorsi trekking, ippovie e percorsi storici pedonali presenti come la "Via Francigena. I percorsi all'interno dell'intervento 4 dovranno mantenere caratteristiche tipiche delle strade bianche drenanti e/a basso impatto oltre ad essere garantita la valenza e la fruibilità pubblica appositamente regolata da specifica convenzione legata al progetto unitario convenzionato.
SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
3.1 Prescrizioni per dotazioni pubbliche e infrastrutturali
3.1.1 sistema del verde: l'insieme degli impianti sportivi dovrà essere connesso da un "parco" agricolo sportivo esteso all'intero ambito. Tale sistema sarà costituito da "corridoi verdi" che circoscriveranno i nuovi insediamenti sportivi. Al suo interno il parco agricolo sportivo dovrà caratterizzarsi per la presenza di una rete di percorsi ciclo-pedonali di collegamento tra le diverse attrezzature ludico-sportive, percorsi salute etc.), oltre a piccole aree per la sosta ed il relax. Particolare rispetto dovrà essere adottato nel tratto della via Francigena, dove dovrà essere mantenuta la continuità del percorso e le caratteristiche tipologiche della sede viaria storica. Date le dimensioni e il contesto rurale il parco dovrà favorire la presenza di aree diversamente strutturate per gradi di naturalità e livello di attrezzature, favorendo l'integrazione delle aree agricole esistenti. A tale proposito, andranno previste "aree verdi di filtro" tali da riequilibrare il tasso di naturalità complessivo e al tempo stesso da ricostituire il margine tra aree urbanizzate e territorio aperto e infine garantire una efficace schermatura degli interventi edilizi e infrastrutturali paesaggisticamente più rilevanti. Dovranno inoltre essere previsti appositi impianti per il recupero delle acque piovane a fine irriguo.
Il sistema delle aree verdi - alberature lungo strada, parcheggi, verde di ambientazione, verde complementare - in attuazione dell'Intervento 1 sarà oggetto di un progetto unitario di paesaggio che, sulla base delle indicazioni del DM 16.01.1974, del PIT paesaggistico e delle tavole B.8.2.04 e B.8.2.05 del PS, articoli le differenti componenti al fine di:
- - impiantare nuove superfici di bosco a integrazione del verde ripariale esistente organizzandolo sia in forme compatte che lineari (soprattutto lungo gli impluvi) anche in continuità con i boschi esistenti nel rispetto del PIT paesaggistico;
- - coordinare il disegno e la composizione delle alberature dei parcheggi con quello delle aree dotate di più elevata naturalità (boschi; prati alberati);
- - articolare le superfici che rimarranno coltivate a seminativo rafforzando il disegno dei campi con i tradizionali fossi di scolo o alberature a filari nel rispetto del PIT paesaggistico.
Il progetto di paesaggio sarà corredato da uno specifico programma di gestione da includere nei dispositivi convenzionali.
3.1.2 Accessibilità/fruibilità: la collocazione baricentrica dell'area del parco agricolo sportivo tra la via Cassia e la nuova bretella Renaccio-Isola d'Arbia consentirà di dotare il parco di tre ingressi. L'intera area sarà dotata di opportuni percorsi per favorire un accesso ciclo-pedonale in relazione allo sviluppo del servizio di metropolitana leggera, che potrà utilizzare una fermata nell'attuale stazione di Isola d'Arbia zona industriale.
3.1.3 La sosta: la progettazione e il dimensionamento delle aree destinate a parcheggio pubblico dovrà tener conto delle strutture che verranno realizzate di volta in volta sempre nel rispetto di un progetto unitario convenzionato il quale:
- - visto il valore paesaggistico dovrà contenere il consumo di suolo e garantire idonee opere di mitigazione e compensazione ambientale, oltre che ridurre al minimo la modellazione del terreno;
- - la progettazione dovrà garantire, per tutte le aree previste, l'uso di materiali naturali permeabili almeno per le aree di sosta (posti auto).
- - per il Centro Sportivo Polivalente - Stadio di calcio (intervento 1) per stadio dovranno essere garantiti un minimo di posti auto nel rispetto dell'art. 40 delle NTA del RU e della normativa nazionale vigente in materia di impianti sportivi lungo la viabilità di scorrimento e di accesso all'area.
SEZIONE IV Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
4.1 Temi progettuali specifici: prestazioni
4.1.1 Assetto insediativo: l'intervento complessivo dovrà ricercare un rapporto coerente ed armonico tra i nuovi impianti, le zone ricettive e di servizio, le relative infrastrutture per la mobilità e le circostanti aree del parco agricolo e del parco agricolo sportivo perseguendo nuove relazioni con il paesaggio circostante e le sue preesistenze (intese sia come BSA che come tessiture agrarie). L'integrazione della funzione sportiva con le altre attività di servizio servirà a garantire da un lato un maggior grado di autonomia funzionale dell'intera area e dall'altra contribuirà a una maggiore vivacità del complesso in termini sia di capacità attrattiva, che di uso continuo nel tempo.
4.1.2 Impianti sportivi del Centro Sportivo Polivalente - Stadio di calcio : gli interventi dovranno tenere nel massimo rispetto il carattere del paesaggio, senza però rinunciare alla propria caratterizzazione e valore formale.
SEZIONE V - Gli effetti attesi
5.1 Gli effetti ambientali
L'intervento interessa una ampia area, attualmente utilizzata per agricoltura (cereali) e allevamento.
L'impatto ambientale di maggiore rilevanza sarà il consumo di suolo, la cui entità può essere stabilita soltanto una volta redatto il progetto unitario convenzionato dell'intervento 1 Centro Sportivo Polivalente - Stadio di calcio.
Al di là degli accorgimenti progettuali volti a ridurre al minimo la superficie impermeabilizzata, è prevista come misura di compensazione la piantumazione di piante di alto fusto a integrazione e potenziamento del verde ripariale.
A tutela delle sensibilità degli acquiferi della zona d'interesse, si precisa che la classificazione attribuita dalla Carta della sensibilità degli acquiferi del PS e quella della sensibilità degli acquiferi del PTCP, per l'area ATI7, risulta in gran parte coincidente e solo in alcune limitate zone si discostano leggermente. Pertanto la normativa di riferimento per le parti coincidenti è quella di cui agli artt. 10.1.2 e 10.1.3 della disciplina del PTCP vigente, per le modeste porzioni di aree che differiscono si applicano le norme di salvaguardia fino al previsto adeguamento cartografico della tavola C03/04 - Carta della sensibilità degli acquiferi del P.S.
5.2 Gli effetti paesaggistici
Sotto il profilo paesaggistico, la fisionomia dell'impluvio del Fossatone e dei suoi margini avrà in parte (interventi 1 e interventi 3.1 e 3.2) una mutazione da paesaggio rurale (seminativi collinari) a paesaggio urbano. L'ATI interesserà soprattutto il Sottosistema di paesaggio delle Crete dell'Arbia e, in misura minore, quello delle Alluvioni Collinari: in entrambe le situazioni non sono presenti tessiture agrarie di pregio.
Le entità degli impatti sul paesaggio sarà funzione di tre variabili:
- - del rapporto che si instaurerà tra il complesso delle trasformazioni (nuovi edifici, viabilità di accesso, parcheggi) e la configurazione morfologica dell'area;
- - della qualità architettonica dei nuovi edifici;
- - della consistenza e distribuzione degli arredi vegetali.
Per quanto riguarda il primo aspetto può dirsi fin da ora che un obiettivo generale di compatibilità paesaggistica da garantire sarà quello di contenere il più possibile il complesso delle trasformazioni all'interno della conca del Fossatone, assegnando ai crinali di margine (che formano una sorta di ferro di cavallo) il compito di assicurare una soddisfacente transizione percettiva con il contesto.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, ovvero la qualità architettonica degli edifici il progetto dovrà cercare di contenere l'altezza complessiva, per quanto possibile e compatibilmente con le funzioni svolte.
Per quanto concerne infine la consistenza e distribuzione della componente vegetale, in assenza di un progetto unitario definitivo si può soltanto accennare alle sue principali componenti e di conseguenza alle rispettive funzioni, riconducibili a quattro tipologie:
- - bosco, con funzioni di compensazione ambientale, ricreative e climatiche;
- - aree alberate attrezzate prossime agli impianti (con funzioni ricreative e di sosta per le persone;
- - parcheggi alberati, sia per finalità climatiche (evitare l'isola di calore) che funzionali (evitare il surriscaldamento dei mezzi) e paesaggistiche;
- - filari di alberi per l'inserimento paesaggistico e per l'arredo della viabilità e potenziamento delle fasce ripariali.
5.3 Gli effetti socio-economici e insediativi
Gli effetti socio-economici consistono nella creazione di un centro sportivo polivalente - Stadio di calcio, che oltre a favorire indirettamente la probabile riqualificazione funzionale e ambientale dell'area industriale di Isola d'Arbia consentirà al territorio sud adeguati standard di attrezzature sportive e ricreative mantenendo complessivamente la funzione di parco agricolo con il tipico impianto colturale a seminativo.
L'organizzazione dell'area ed il suo sistema delle accessibilità pongono al riparo da possibili effetti negativi sul contesto.
SEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Aree di trasformazione integrata All'Art. 18. il PS specifica che le aree di trasformazione integrata sono finalizzate alla realizzazione di insediamenti caratterizzati da una molteplicità di funzioni la cui disciplina comporta il ricorso a piani attuativi o, in casi di particolare rilevanza al PCI. A 1.2 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N. 9 - Città dell'Arbia - Strategia di sviluppo territoriale La "Città dell'Arbia" è assurta a polo urbano di assoluto rilievo per l'entità degli interventi previsti, e per la qualità della progettazione integrata che si vuole sviluppare, attraverso una serie di interventi che interconnettano fisicamente e funzionalmente i centri di Taverne, Abbadia e Isola e le aree industriali di Isola e Renaccio.
Tale strategia si basa sulla realizzazione del Parco fluviale intercomunale dell'Arbia (in collaborazione con i Comuni di Monteroni d'Arbia, Asciano e Castelnuovo), come connettore fisico tra le funzioni, spazio di loisir per gli insediamenti, corridoio ecologico principale per la rinaturalizzazione.
Lungo la direttrice del fiume si prevede un aumento considerevole delle previsioni insediative che costituiscono il volano di un processo di sviluppo atto a elevare quest'area da periferia a nucleo urbano polifunzionale, attraverso una strategia mirata al rafforzamento degli insediamenti e al decentramento in questa zona di nuovi attivatori di centralità, attraverso la riqualificazione e il recupero delle aree dismesse dell'ex Mulino Muratori, dell'ex Idit e dell'ex Nannini, che si sommano alla rilocalizzazione dello Stadio e del Palazzetto dello sport.
Il livello di mobilità viene migliorato attraverso la realizzazione della metropolitana leggera, il completamento della "Nuova Cassia", che libera il centro di Isola dal traffico pesante, la separazione dei flussi veicolari nelle aree industriali e commerciali di nuova formazione, nello sviluppo dell'intermodalità nei pressi delle nuove stazioni della metropolitana di superficie e nella realizzazione della nuova strada che collegherà l'area industriale di Isola d'Arbia con la S.P. Traversa Romana-Aretina n.136.A 2.2 UTOE N. 9 - azioni Il rafforzamento delle funzioni di eccellenza è perseguito attraverso il trasferimento dello Stadio e del Palazzetto dello sport all'interno dell'area prevista per la realizzazione di un centro sportivo polivalente funzionale sia a livello sovracomunale sia alla popolazione a Sud del Comune. In tale area, per ottimizzare l'uso delle urbanizzazioni sarà prevista la collocazione di strutture temporanee legate alla cultura e allo spettacolo.
Gli interventi nelle aree di trasformazione strategiche dell'Ex Molino Muratori, del nuovo Stadio e dell'Ex Nannini sono realizzati attraverso lo strumento del Piano Complesso d'Intervento (PCI), prevedendo forme di convenzionamento che assicurino la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria e la compensazione del fabbisogno pregresso di opere di urbanizzazione nelle aree esistenti. Inoltre, attraverso opportune forme perequative di tipo ambientale, contribuiscono a garantire la realizzazione dei parchi urbani e territoriali, nonché al mantenimento di superfici a verde alberato o a prato, mantenendo le percentuali di COS vegetale minimo stabilite nel RU.
Il completamento della "Nuova Cassia", liberando il centro di Isola dal traffico pesante, richiede la riprogettazione degli spazi pubblici (marciapiedi, spazi verdi...), così come deve essere ripensato lo svincolo in uscita dal raccordo autostradale Siena-Bettolle in prossimità di Ruffolo, nell'ambito della progettazione del lotto "0" che, con quattro corsie, connetterà la Siena - Grosseto con la Siena - Bettole, dando continuità a dette viabilità ed elevandole al rango di Strade di Grande Comunicazione.
Ai fini del ripristino delle reti ecologiche, lungo le nuove infrastrutture (collegamento Isola-Renaccio e nuova Cassia) sono previste delle fasce di ambientazione sistemate con alberi e cespugli.A 3 Componente statutaria 3.1 Le invarianti L'ATI 7 confina per un breve tratto con la Cassia che il PS considera un "Percorso di interesse storico-paesistico - strada asfaltata" e che rientra (Art. 39) tra i percorsi selezionati nella Tav. C5.01 come rappresentativi della rete di fruizione storica del territorio senese, nonché espressione attuale di elevati livelli di armonia ed equilibrio con i contesti paesaggistici attraversati.
1. Le prestazioni non negoziabili sono costituite:- a) dalla intangibilità dei tracciati, da mantenersi nella configurazione attuale o da ripristinarsi in base alla documentazione storica;
- b) dalla garanzia della fruizione pubblica.
- a) per la realizzazione di aree di sosta atte a consentire la fruizione dei paesaggi circostanti;
- b) per la realizzazione di sentieri pedonali e ciclabili che, anche diramandosi dai tracciati stessi, consentano la fruizione di beni storico-architettonici, paesaggistici e ambientali.
3. Sono consentite esclusivamente le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che non alterino la sezione ed il tracciato originari.
4. Le aree di sosta sono realizzate utilizzando sedimi già esistenti, senza sbancamenti, movimenti di terra o contenimenti che alterino i rapporti esistenti tra sede viaria ed immediato contesto.
5. Le piste ciclabili sono realizzate utilizzando il sedime stradale esistente oppure sentieri complanari anch'essi esistenti.
In prossimità della Cassia l'ATI 7 confina con un insediamento che il PS all'Art. 40 riconosce tra le forme insediative storiche di crinale e le emergenze insediative del territorio aperto, per le quali prevede:- 1. Le forme insediative di crinale e le emergenze evidenziate nella Tav. C5.01 sono da mantenersi in quanto espressive delle relazioni consolidate tra viabilità, beni storico-architettonici e tessiture agrarie del promiscuo nei paesaggi collinari senesi.
- 2. Gli Statuti delle risorse ed il RU fissano gli obiettivi e la disciplina necessaria per garantire le prestazioni di cui al co. 1, curando in particolare le modalità della nuova edificazione, la integrità fisica degli edifici storici e le modalità di ripristino dei paesaggi agrari intimamente legati agli edifici stessi.
- 1. Sono invarianti strutturali i corridoi fisico-biologici costituiti dai corsi d'acqua e dalla vegetazione igrofila contigua, così come individuati nella Tav. C.5.01.
- a) il mantenimento della continuità ambientale sia nei corpi idrici che nella vegetazione e nei cigli di sponda;
- b) il mantenimento della connettività tra elementi non fisicamente contigui;
- c) il mantenimento di mosaici territoriali coerenti con l'eterogeneità potenziale e con gli aspetti determinati dalla presenza compatibile della storia umana;
- d) la tutela degli ambienti acquatici;
- e) la non trasformabilità delle aree a fini insediativi, infrastrutturali od impiantistici, con le eccezioni di cui al successivo co. 3.
4. Viene perseguita la istituzione di aree protette comprensive degli habitat fluviali, anche in coordinamento con i comuni limitrofi.A 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Art. 45. Il PS assume gli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella L.R.T. 21 marzo 2000, n. 37. Il perseguimento di questi obiettivi è affidato al Piano Comunale per l'Illuminazione Pubblica (PCIP).
Art. 151. nella la redazione del PCIP e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000 e con misure conseguenti inerenti:- - la regolamentazione delle attività in deroga ai limiti;
- - la previsione di specifici requisiti nel Regolamento Edilizio e nel Regolamento di Polizia urbana;
- - la definizione delle attività soggette a presentazione di valutazione di impatto acustico;
- - gli interventi di bonifica acustica da prevedere nell'ambito del Piano comunale di risanamento acustico.
In particolare l'area di intervento rientra per la maggior parte nella classe III (aree di tipo misto) e nell'area di confine nella classe IV (aree di intensa attività umana).
CLASSE III - aree di tipo misto: rientrano in questa classe anche le aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici.
CLASSE IV - aree di intensa attività umana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree con limitata presenza di piccole industrie.A 3.2.3 Lo statuto dell'aria (Inquinamento elettromagnetico) Art. 47. il PS assume come obiettivo prestazionale in materia di inquinamento elettromagnetico quello di minimizzare l'esposizione della popolazione. L'obiettivo viene perseguito attraverso il Piano di razionalizzazione delle emissioni elettromagnetiche (PREE) approvato con delibera del Consiglio comunale n. 240 del 23 luglio 2003 ed ai suoi periodici aggiornamenti nonché garantendo un periodico diffuso controllo degli impianti esistenti e la diffusione dei risultati degli stessi. A 3.2.4 Lo statuto dell'aria (Inquinamento atmosferico) Art. 48. il PS assume l'obiettivo di contenere entro i limiti di legge i livelli di inquinamento atmosferico: assicurando l'operatività dei monitoraggi, attraverso misure di controllo degli scarichi in atmosfera sia delle aziende che dei sistemi di riscaldamento civili, attraverso la regolamentazione del traffico, da operarsi attraverso il Piano generale dei trasporti urbani (PGTU), approvato con delibera del Consiglio comunale n. 616 del 25 ottobre 2000 e da adeguarsi in coerenza con le prescrizioni e gli indirizzi contenuti nell'art. 152 delle presenti NTA. A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) Il PS per gli interventi che ricadono in area sensibili di classe 2 prevede:
Art. 54, azioni volte alla limitazione delle infiltrazioni di sostanze inquinanti dovute a attività antropiche
La Carta della sensibilità degli acquiferi del PS e quella della sensibilità degli acquiferi del PTCP, per l'area ATI7, risulta in gran parte coincidente e solo in alcune limitate zone si discostano leggermente. Pertanto la normativa di riferimento per le parti coincidenti è quella di cui agli artt. 10.1.2 e 10.1.3 della disciplina del PTCP vigente, per le modeste porzioni di aree che differiscono si applicano le norme di salvaguardia fino al previsto adeguamento cartografico della tavola C03/04 - Carta della sensibilità degli acquiferi del P.S.A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità 3 (pericolosità media) prevede:
Art. 59, uno studio anche a livello qualitativo da allegare al RU che illustri lo stato di efficienza e lo schema di funzionamento delle opere idrauliche ove presenti o che comunque definisca il grado di rischio. I risultati dello studio costituiranno l'elemento di base per la classificazione di fattibilità delle previsioni urbanistiche.A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica media (classe 2), che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, prevede quanto riportato nell'art. 68 (indagini geognostiche a livello di progettazione edilizia).
Per le aree che fanno parte della classe 3 di pericolosità andranno eseguite indagini a livello di Piano Attuativo.A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio di Fondovalle e Sistema di Paesaggio delle Crete) L'area in esame ricade in gran parte nel Sistema di Paesaggio di Fondovalle, sottosistema delle pianure alluvionali e delle alluvioni collinari, per il quale il PS prevede:
Art. 72, l'incremento della consistenza e la continuità dei boschi igrofili ed in generale della vegetazione autoctona, il contenimento dell'incremento dei suoli artificiali, la previsione per le nuove urbanizzazioni di densità insediative medio-alte e il recupero delle aree e degli edifici dismessi, il mantenimento, ed ove possibile il ripristino, della maglia agraria originaria e della rete scolante, reintroducendo elementi vegetali, lineari di suddivisione dei campi (siepi, filari, etc.); a compensazione dei processi di trasformazione integrata la creazione di aree pubbliche o aree aperte alla fruizione pubblica, gestite con finalità di protezione ambientale e di rafforzamento della rete ecologica. Nel Sottosistema delle Pianure Alluvionali è da promuoversi la costituzione di parchi pubblici fluviali che associno finalità di protezione collegate con la conservazione della vegetazione autoctona con funzioni ricreative e di connessione tra insediamenti urbani e produttivi.
L'Art. 76 del PS detta i criteri di gestione e prescrive che, le aree di trasformazione ricadenti nei Paesaggi di Fondovalle sono individuate dal RU privilegiando, a parità di requisiti funzionali, le aree che presentano uno o più dei seguenti requisiti: collocazione nel Sottosistema delle Alluvioni Collinari, assente o moderato rischio idraulico, elevato grado di alterazione pregresso della tessitura agraria originaria.
Come misura di compensazione per le aree di nuova urbanizzazione previste da interventi di trasformazione integrata è da prevedersi l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RU.
Una parte contenuta dell'ATI ricade nel Sistema di Paesaggio delle Crete, sottosistema delle Crete dell'Arbia per la quale il PS prevede:
all'Art. 73 di ampliare la consistenza delle aree con presenza di fitocenosi autoctone (boschi e cespuglieti), anche utilizzando aree marginali, residue od abbandonate; di favorire la presenza negli impluvi di elementi di vegetazione riparia in continuità con i Paesaggi del Fondovalle; ridurre nelle fasce collinari la dimensione dei campi a seminativo, reintroducendo elementi divisori come siepi e filari, disposti in modo da garantire sia la stabilità dei versanti che la continuità della rete ecologica; di limitare l'introduzione di colture legnose previste dalla disciplina europea agli impluvi o ai versanti lontani da nuclei edilizi e non adiacenti alle colline sabbiose.
All' Art. 77 il PS prescrive: le aree di trasformazione integrata che prevedono nuove occupazioni di suolo sono individuate dal RU esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti esistenti, privilegiando il riuso di aree già urbanizzate; le aree di trasformazione integrata prevedono come misura di compensazione per le aree di nuova urbanizzazione l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RU; gli interventi di ripristino o restauro ambientale che interessano il Sistema dei Paesaggi delle Crete, promossi da soggetti pubblici e privati, assumono come azioni prioritarie il restringimento della maglia dei campi, limitandone l'estensione unitaria ad un massimo di 15 ha, ripristino delle colture arboree sui crinali in prossimità degli edifici, la creazione di boschetti autoctoni isolati in posizione di crinale, l'incremento della vegetazione naturale negli impluvi, da ottenersi arretrando le arature e le semine di almeno 5 m da ogni lato dell'impluvio e non disturbando l'affermazione dei processi evolutivi naturali.A 3.5.2 Lo statuto della città e degli insediamenti (Sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso) Art. 87. il sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso ricomprende sia insediamenti a struttura complessa, caratterizzati da forte articolazione e specializzazione tipologica e funzionale dell'edificato e degli spazi aperti, sia insediamenti elementari isolati - storici e recenti - diffusi sul territorio.
Sono compresi in questo sottosistema gli insediamenti diffusi nel territorio aperto che non formano sistemi di insediamenti riconoscibili o riconducibili ai filamenti del territorio aperto.
Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi: favorire la conservazione del patrimonio edilizio di valore storico-architettonico attraverso il recupero degli edifici; tutelare e riqualificare il patrimonio edilizio rurale - sia storico che recente - con attenzione al rapporto con il contesto ed agli insediamenti di qualità; favorire il mantenimento delle attività agricole, compatibilmente con le esigenze dei sistemi e sottosistemi di paesaggio in cui si inseriscono; recuperare gli edifici storici non utilizzati a fini agricoli per destinarli a funzioni residenziali, mantenendone o ripristinandone le caratteristiche tipologiche originarie; incentivare l'eliminazione di elementi precari o incongrui.
Art. 104. Disciplina del Sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso
Il RU disciplina il sottosistema dell'insediamento rurale diffuso, così come individuati nella Tav. C.5.0.4. sia sulla base degli obiettivi di cui all'art. 87 che , sulla base dei contenuti dello Statuto degli ecosistemi e del paesaggio, nonché in funzione della disciplina dei beni storico-architettonici del territorio aperto.A 4 Vincoli PIT/PPR Ambito 14 "Colline di Siena" del PIT/PPR scheda relativa agli "obbiettivi di qualità e direttive" 5.1;
(non si rilevano motivi di incompatibilità con gli obbiettivi della variante in oggetto);A Vincolo paesaggistico L'intervento rientra in prevalenza tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto ministeriale n.54 del 16-01-1974 (G.U. n. 58 del 2 marzo 1974) codice regionale del vincolo 58-1974 codice regionale vincolo 9052256;
prescrizioni contenute nella sez IV (non si riscontrano elementi di incompatibilità con gli obbiettivi della variante in oggetto)A SEZIONE VII - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàNell'area di variante sono presenti 3 corsi d'acqua che interessano la zona di variante: a nord, a limite con l'area di variante, scorre il Fosso Bocca di Cane, la zona centrale è interessata dal Fosso Fossatone e nella parte sud è presente il Fosso della Bandita.
Tutti i corsi d'acqua denominati risultano essere compresi nel reticolo idrografico di cui alla L.R. 79/2012, aggiornato con DCRT 9/2012 (vedi Tav.4), e pertanto ad essi si applica l'art. 1 della L.R. 21/2012, in base al quale è vietata l'edificazione e la trasformazione morfologica nell'alveo, nella golena e nella fascia di 10 m dal ciglio di sponda. La disciplina del PIT con valenza di Piano Paesaggistico, adottato con D.C.R. n.58 del 02/07/2014, all'art. 18, comma 4, relativamente alle disposizioni sul sistema idrografico, rimanda alla L.R. 21/2012.
I tre corsi d'acqua che attraversano la zona sono stati oggetto di verifiche idrologicoidrauliche in fase di elaborazione del Regolamento Urbanistico, ovvero sono state simulate le portate di piena con Tempi di ritorno di 30 anni e 200 anni, come previsto dalla normativa, e di conseguenza sono state delimitate le aree allagabili corrispondenti alla pericolosità idraulica 4 (tempo di ritorno 30 anni) e 3 (tempo di ritorno 200 anni), come visibile nella Tav.3.
Nella zona di intervento 1 "impianti sportivi coperti e scoperti" la fattibilità idraulica non è stata assegnata, in quanto incompatibile con le previsioni in oggetto, nelle aree a pericolosità idraulica 3 e 4, dato che non è prevista la preventiva o contestuale realizzazione di interventi per la riduzione del rischio idraulico finalizzati alla messa in sicurezza per eventi con tempi di ritorno di 200 anni.
Nelle restanti aree dell'intervento 1, essendo la pericolosità idraulica 1 o 2, si attribuisce fattibilità 1 o 2.
Nella zona di intervento 2 "parco agricolo sportivo" non essendo previsti volumi edilizi, si attribuisce fattibilità idraulica 2 in corrispondenza delle pericolosità 2, 3 e 4. Per quanto riguarda le aree a pericolosità 3 e 4 occorre comunque rispettare quanto previsto dal punto 3.2.2 del D.P.G.R. n.53/R del 2011 e gli artt. 1 e 2 della L.R. n.21 del 2012. Nella zona a pericolosità bassa si attribuisce fattibilità 1.
La zona di intervento 3 è interamente a pericolosità 1, pertanto la fattibilità è senza vincoli (Fi1).
Nella zona di intervento 4 "parco agricolo" non essendo previsti volumi edilizi, si attribuisce fattibilità idraulica 2 in corrispondenza delle pericolosità 2, 3 e 4. Per quanto riguarda le aree a pericolosità 3 e 4 occorre comunque rispettare quanto previsto dal punto 3.2.2 del D.P.G.R. n.53/R del 2011 e gli artt. 1 e 2 della L.R. n.21 del 2012. Nella zona a pericolosità bassa si attribuisce fattibilità 1.
Per quanto riguarda la pericolosità geologica in tutta l'area di variante non si segnalano situazione di pericolosità in atto; le uniche aree evidenziate nella cartografia di pericolosità geologica, che fa parte del Regolamento Urbanistico (vedi Tav.5), corrispondono a piccole zone a maggior pendenza. Pertanto nella gran parte dell'area di variante si attribuisce fattibilità 2 (Fg2), mentre nelle zone a pericolosità 3 si assegna fattibilità geologica 3 (Fg3). In questo caso, qualora fossero previsti interventi di edificazioni, dovranno essere eseguite adeguate indagini per accertare la stabilità dell'area.
Nella zona circostante il Fosso Fossatone, che fa parte dell'intervento 1, la fattibilità non viene assegnata, nel rispetto di quanto espresso nel paragrafo della fattibilità idraulica.
Dal punto di vista sismico sono state eseguite delle indagini vibrometriche soltanto nelle aree dove è possibile realizzare interventi edificatori, ovvero quelle denominate ATI 7-1 e ATI 7-3. In base alle considerazioni sopra espresse, nella gran parte dell'area di variante si assegna una fattibilità sismica 2, mentre nella zona circostante il Fosso Fossatone, che fa parte dell'intervento 1, la fattibilità non viene assegnata, nel rispetto di quanto espresso nel paragrafo della fattibilità idraulica.
La restante zona di variante, destinata a parco agricolo, mantiene la pericolosità sismica 3, così come assegnata in fase di Regolamento Urbanistico. In tutte le aree di intervento, sia nella zona a pericolosità 2, che in quella a pericolosità 3, in cui non ci sono previsioni edificatorie, si assegna una fattibilità sismica 2.
Per quanto riguarda l'aspetto della vulnerabilità degli acquiferi l'area di variante è attraversata da tre zone a sensibilità 2. Pertanto in sede di progetto unitario convenzionato si ritiene opportuno verificare, attraverso una campagna di indagine idrogeologica e litostratigrafica, l'effettiva presenza di una falda entro profondità significative, al fine di calibrare le eventuali misure precauzionali tese a limitare la possibile propagazione di elementi inquinanti entro le falde presenti, così come previsto dalla disciplina del PTCP.
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- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 9
Stralciato: la disciplina urbanistica continuerà ad essere quella prevista dal regime di salvaguardia, con conseguente applicazione delle disposizioni contenute nel RU adottato in conformità della disciplina del PS e al contempo nel PRG comunale.
Cartografia: le aree d'interventoSEZIONE I - Profili generali dell'intervento
L'intervento prevede il completamento, a fini residenziali, del nucleo di Scacciapensieri nella parte terminale dei due promontori di Poggio alle Capanne e Colleverde con la realizzazione di due complessi, in parte destinati ad edilizia convenzionata, e l'incremento delle dotazioni pubbliche del quartiere. E' prevista inoltre la riorganizzazione funzionale della viabilità e della sosta pubblica nell'area a valle dell'Ospedale Le Scotte con la realizzazione del primo tratto del secondo stralcio della circonvallazione e del parcheggio a servizio del nuovo Pronto Soccorso.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 131975 mq Dotazioni Pubbliche min 38205 mq Verde privato min 82670 mq Superficie Fondiaria max 11100 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 2835 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 905 mq Parcheggio di relazione (Mbr) 4500 mq Verde attrezzato (Va) 4850 mq Parcheggio di uso pubblico a servizio dell'Ospedale Le Scotte (Mbr) 15840 mq Viabilità locale, circonvallazione dell'Ospedale Le Scotte (Ma) 9275 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde complementare (Vc) min 53110 mq Verde ambientazione (Vd) min 29560 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Superficie Fondiaria max 11100 mq Interventi 2 n. Superficie Utile Lorda max 6000 mq Edifici max 4 n. Alloggi max 96 n. Piani fuori terra max 2 n. Piani interrati o seminterrati max 2, vedi prescrizioni n. Tipologia linea, vedi prescrizioni Altezza max a valle 14,0 m Distanza dai confini vedi prescrizioni m Distanza dalla strada vedi prescrizioni m TAB. 5 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: le singole aree Superficie Unità mis. Intervento 1 Superficie Fondiaria max 4895 mq Superficie Utile Lorda max 3750 mq Edifici max 2 n. Alloggi max 60 n. di cui il 35% destinato ad edilizia convenzionata 21 n. Tipologia linea, vedi prescrizioni Piani fuori terra max 2 n. Piani interrati o seminterrati max 2, vedi prescrizioni n. Altezza max a valle 14,0 m Distanza dai confini 0 m Distanza dalla strada 0 m Tipo di intervento Piano attuativo Intervento 2 Superficie Fondiaria max 6205 mq Superficie Utile Lorda max 2250 mq Edifici max 2 n. Alloggi max 36 n. di cui il 35% destinato ad edilizia convenzionata 13 n. Tipologia linea, vedi prescrizioni Piani fuori terra max 2 n. Piani interrati o seminterrati max 2, vedi prescrizioni n. Altezza max a valle 14,0 m Distanza dai confini 5 m Distanza dalla strada 5 m Tipo di intervento Piano attuativo SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per dotazioni pubbliche e infrastrutturali
- Realizzazione di un primo tratto del 2° stralcio funzionale della "Circonvallazione del Nuovo Policlinico delle Scotte", costituito da un tronco stradale di circa 650 m di lunghezza e da una rotatoria di connessione al viale Bracci. La progettazione delle opere stradali così determinate, che dovrà comprendere oltre alla sede stradale anche le necessarie opere d'arte e la risoluzione di eventuali interferenze, deve essere concordata con gli uffici tecnici del Comune di Siena e approvata in conformità al tracciato e al profilo altimetrico del tratto completo della Circonvallazione. La rotatoria di innesto su viale Bracci avrà raggio esterno di 20 m, oltre i marciapiedi di almeno 2.00m; dovrà essere garantita la continuità dei percorsi pedonali e la sicurezza degli attraversamenti in ogni direzione a da ogni lato delle strade. La piattaforma stradale sarà costituita da una sezione tipo E ai sensi del Decreto Min. Infr. Trasp. 5/11/2001, con corsie di 3.50m, banchine di 0.50m e marciapiedi di almeno 2.00m. In attesa della realizzazione del secondo tratto del 2° stralcio funzionale della Circonvallazione, nella parte terminale della strada dovrà essere realizzata un'area per l'inversione di marcia di tutti gli autoveicoli, che potrà essere localizzata anche nell'area del parcheggio.
- Realizzazione di un'area destinata a parcheggio di uso pubblico a servizio del Nuovo Policlinico delle Scotte per complessivi 600 posti auto circa con almeno 2 accessi carrabili e pedonali dalla circonvallazione.
- La progettazione dovrà garantire l'uso di materiali naturali e permeabili almeno per le aree di sosta (posti auto) e zone alberate per l'ombreggiamento e la mitigazione ambientale; ad integrazione delle alberature potranno essere previste delle strutture leggere (legno, metallo etc.) quale copertura degli autoveicoli e sede di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili.
- Eventuali opere di sostegno, dovranno essere previste a basso impatto ambientale (terre armate a faccia verde etc.) e privilegiare la sistemazione del suolo a terrazzamenti.
- Nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi l'impianto anticipato della vegetazione arborea autoctona di progetto (pre-verdissement) con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere.
Intervento 1
- Realizzazione di una strada di uso pubblico di collegamento fra le vie Gaetano Donizetti e Antonio Lombardi ed a servizio del complesso residenziale, a doppio senso di marcia della larghezza di 6,5 metri minimo che dovrà essere dotata su entrambi i lati di un'area per la sosta parallela, 2 metri per complessivi 120 posti auto circa e di un marciapiede di 1,5 metri sul lato verso valle. Lungo strada dovranno essere previste, in continuità con la fascia per la sosta parallela, idonee aree destinate alle stazioni ecologiche, opportunamente schermate con siepi ed alberature autoctone.
- Realizzazione di un'area destinata a parcheggio di uso pubblico a servizio del complesso residenziale e ad integrazione delle dotazioni presenti nel quartiere per complessivi 180 posti auto circa comprensivi delle suddette aree di sosta lungo strada.
- Realizzazione di un'area boscata destinata a parco pubblico attrezzato, a servizio del complesso residenziale e del quartiere, messa a sistema con la prevista area a parcheggio per la sosta di relazione. Tale parco dovrà essere attrezzato con arredo pubblico per la sosta pedonale ed il relax e dotato di aree verdi inerbite, dovrà inoltre essere realizzato un percorso pedonale alberato di collegamento con l'area di fondovalle e l'Intervento 2.
Intervento 2
- Realizzazione di una strada di uso pubblico del complesso residenziale, a doppio senso di marcia della larghezza di 6,5 metri minimo che dovrà essere dotata su entrambi i lati di un'area per la sosta parallela a valle e a pettine a monte, per complessivi 40 posti auto circa e di un marciapiede di 1,5 metri sul lato verso valle. Lungo strada dovranno essere previste, in continuità con la fascia per la sosta, idonee aree destinate alle stazioni ecologiche, opportunamente schermate con siepi ed alberature autoctone.
- Realizzazione di un'area destinata a parcheggio di uso pubblico a servizio del complesso residenziale e ad integrazione delle dotazioni presenti nel quartiere per complessivi 70 posti auto circa comprensivi delle suddette aree di sosta lungo strada.
- Realizzazione di un'area boscata destinata a parco pubblico attrezzato, a servizio del complesso residenziale e del quartiere, messa a sistema con la prevista area a parcheggio per la sosta di relazione. Tale parco dovrà essere attrezzato con arredo pubblico per la sosta pedonale ed il relax e dotato di aree verdi inerbite, dovrà inoltre essere realizzato un percorso pedonale alberato di collegamento con l'area di fondovalle e l'Intervento 1
Prescrizioni per il verde privato:
- Nell'area destinata a verde di ambientazione a valle dell'Intervento 1 si prevede il rafforzamento della vegetazione ripariale lungo il Fosso Acquaviva e delle dotazioni boschive di fondovalle con essenze arboree autoctone, in una logica allargata di rete ecologica; lungo la circonvallazione dovranno essere piantumate essenze arboree autoctone, ad alto fusto, per la costituzione di una fascia di mitigazione ambientale e di riduzione dell'impatto acustico derivante dal traffico veicolare.
- Nell'area destinata a verde complementare che comprende la vallecola si prevede il mantenimento della vegetazione esistente, mentre in quella compresa nell'Intervento 2 si prevede la rinaturalizzazione del terreno con la piantumazione di essenze vegetali autoctone in continuità con quelle esistenti.
- Nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi l'impianto anticipato della vegetazione arborea di progetto (pre-verdissement) con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere;
- Eventuali opere di sostegno, dovranno essere previste a basso impatto ambientale (terre armate a faccia verde etc.) e privilegiare la sistemazione del suolo a terrazzamenti.
SEZIONE IV A) - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
- La progettazione dovrà rispettare il carattere tipologico e formale del tessuto preesistente, rilevati e avvallamenti del terreno dovranno essere valorizzati e diventare elementi di progetto limitando i movimenti di terra.
- In considerazione dell'accentuata acclività del terreno la progettazione degli edifici dovrà garantire l'articolazione volumetrica digradante a valle; nel primo piano seminterrato è consentita la destinazione residenziale fatto salvo il rispetto delle specifiche normative riportate nel Regolamento Urbanistico e nel Regolamento Edilizio vigente.
Intervento 1
- Realizzazione di uno o più edifici residenziali per un totale di 60 alloggi, allineati al nuovo raccordo stradale, con accesso carrabile preferibilmente situato in prossimità dell'area destinata a parcheggio di uso pubblico. Potrà essere realizzata un'autorimessa interrata comune a uno o più edifici e le coperture potranno essere previste a falde inclinate o in piano per l'inserimento degli impianti tecnologici (pannelli solari: fotovoltaici e termici, pompe di calore etc.) opportunamente integrati alla struttura edilizia. In considerazione dell'esigua profondità del lotto è consentita l'edificazione degli edifici anche in aderenza al previsto marciapiede pubblico.
Intervento 2
- Realizzazione di uno o più edifici residenziali per un totale di 36 alloggi, allineati alla strada di servizio, con accesso carrabile preferibilmente situato nella parte ovest in prossimità dell'area destinata a verde attrezzato. Potrà essere realizzata un'autorimessa interrata comune a uno o più edifici e le coperture potranno essere previste a falde inclinate o in piano per l'inserimento degli impianti tecnologici (pannelli solari: fotovoltaici e termici, pompe di calore etc.) opportunamente integrati alla struttura edilizia.
SEZIONE IV B) - Prescrizioni per la perequazione urbanistica
- Dei 96 alloggi realizzabili, almeno 34 dovranno essere destinati a residenza a carattere sociale (edilizia convenzionata) mediante apposita convenzione da stipulare con l'Amministrazione Comunale.
Schema progettualeSEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Aree di trasformazione integrata All'Art. 18. il PS specifica che le aree di trasformazione integrata sono finalizzate alla realizzazione di insediamenti caratterizzati da una molteplicità di funzioni la cui disciplina comporta il ricorso a piani attuativi o, in casi di particolare rilevanza al PCI. A 1.3 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N.7 - strategia di sviluppo territoriale Le politiche di intervento si sviluppano intorno a tre assi strategici, che riguardano rispettivamente:
La conferma e il potenziamento della vocazione residenziale, anche al fine di alimentare interventi significativi di riqualificazione edilizia ed urbana, e di bilanciare le contemporanee iniziative finalizzate alla terziarizzazione e allo sviluppo delle attività a carattere direzionale;
Il miglioramento delle condizioni generali di accessibilità attraverso la riorganizzazione del traffico - che dovrebbe ridurre la promiscuità tra flussi di attraversamento e di penetrazione - e alcuni interventi di potenziamento infrastrutturale;
La realizzazione di interventi significativi di incremento dell'offerta di verde pubblico a livello urbano e territoriale, per contribuire alla "ricucitura" di episodi insediativi molto spesso autoreferenziali.A 2.2 UTOE N.7 - azioni Previsione di un rilevante incremento dell'offerta residenziale. Una quota significativa della offerta aggiuntiva proviene da interventi di recupero sul patrimonio esistente, a testimonianza della centralità assunta, soprattutto in questa UTOE, dalle politiche di riqualificazione.
Per quanto riguarda invece le iniziative in tema di verde pubblico, acquista un indubbio rilievo la scelta di istituire il Parco di Vico Alto, la cui notevole estensione e la particolare configurazione a ciambella si propongono di inquadrare i molti episodi di urbanizzazione contemporanea, diminuendo il loro impatto sotto il profilo paesaggistico.
Per ultimo è il caso di segnalare gli interventi sulla mobilità che puntano a completare e riorganizzare la rete infrastrutturale con interventi di portata relativamente modesta, ma probabilmente di importanza strategica nei termini della loro capacità di risolvere vere e proprie criticità. 'E questo il caso della riorganizzazione funzionale degli svincoli viari nella zona di confine con il Comune di Monteriggioni e, soprattutto, della riorganizzazione della viabilità intorno al Policlinico Le Scotte.A 3 Componente statutaria 3.1 Invarianti l'area in oggetto non è interessata da invarianti strutturali A 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Art. 45. Il PS assume gli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella L.R.T. 21 marzo 2000, n. 37. Il perseguimento di questi obiettivi è affidato al Piano Comunale per l'Illuminazione Pubblica (PCIP).
Art. 151. nella la redazione del PCIP e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000 e con misure conseguenti inerenti:- - la regolamentazione delle attività in deroga ai limiti;
- - la previsione di specifici requisiti nel Regolamento Edilizio e nel Regolamento di Polizia urbana;
- - la definizione delle attività soggette a presentazione di valutazione di impatto acustico;
- - gli interventi di bonifica acustica da prevedere nell'ambito del Piano comunale di risanamento acustico.
In particolare l'area di intervento rientra per la maggior parte nella classe V (aree prevalentemente industriali) e nella classe IV (aree di intensa attività umana) oltre ad essere interessata dalla fascia di rispetto delle reti viarie esistenti e di progetto.A 3.2.3 Lo statuto dell'aria (Inquinamento elettromagnetico) Art. 47. il PS assume come obiettivo prestazionale in materia di inquinamento elettromagnetico quello di minimizzare l'esposizione della popolazione. L'obiettivo viene perseguito attraverso il Piano di razionalizzazione delle emissioni elettromagnetiche (PREE) approvato con delibera del Consiglio comunale n. 240 del 23 luglio 2003 ed ai suoi periodici aggiornamenti nonché garantendo un periodico diffuso controllo degli impianti esistenti e la diffusione dei risultati degli stessi. A 3.2.4 Lo statuto dell'aria (Inquinamento atmosferico) Art. 48. il PS assume l'obiettivo di contenere entro i limiti di legge i livelli di inquinamento atmosferico: assicurando l'operatività dei monitoraggi, attraverso misure di controllo degli scarichi in atmosfera sia delle aziende che dei sistemi di riscaldamento civili, attraverso la regolamentazione del traffico, da operarsi attraverso il Piano generale dei trasporti urbani (PGTU), approvato con delibera del Consiglio comunale n. 616 del 25 ottobre 2000 e da adeguarsi in coerenza con le prescrizioni e gli indirizzi contenuti nell'art. 152 delle presenti NTA. A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) Dal punto di vista della vulnerabilità degli acquiferi l'area non è classificata come sensibile. A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità 3 (pericolosità media) prevede:
Art. 59, uno studio anche a livello qualitativo da allegare al RU che illustri lo stato di efficienza e lo schema di funzionamento delle opere idrauliche ove presenti o che comunque definisca il grado di rischio. I risultati dello studio costituiranno l'elemento di base per la classificazione di fattibilità delle previsioni urbanistiche.A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica media (classe 2), che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, prevede quanto riportato nell'art. 68 (indagini geognostiche a livello di progettazione edilizia).
Per le aree che fanno parte della classe 3 di pericolosità andranno eseguite indagini a livello di Piano Attuativo.A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose, Sottosistema dei Crinali dell'Osservanza, Vignano e Santa Regina, prevede all'Art. 74 di: - - incrementare la consistenza della vegetazione autoctona, operando con modalità differenziate negli impluvi e nei versanti ed ove possibile in contiguità con l'attuale distribuzione delle compagini boschive;
- - assicurare il mantenimento di un elevato livello di qualità delle relazioni percettive tra insediamenti, antichi e recenti, e contesto paesaggistico, tenendo conto della particolare rappresentatività e tipicità di questo Sistema di Paesaggio;
- - incrementare la presenza delle colture arboree, in particolare di olivo, sui ripiani e in generale vicino agli edifici, storici e non, allineati o sparsi lungo i crinali, contrastando i fenomeni di espansione dei seminativi e delle aree incolte;
- - tutelare i terrazzamenti e le sistemazioni agrarie tradizionali;
- - estendere le forme di fruizione pedonale e ciclabile dei paesaggi agrari di maggiore qualità.
- - incentivare la manutenzione degli assetti agricoli e la riconversione dei seminativi, nonché la promozione dell'oliveto intorno agli edifici storici e nei versanti sabbiosi;
- - assicurare la particolare tutela dei ripiani sabbiosi corrispondenti ai crinali e ai versanti visibili da Siena, conservando la qualità degli assetti edilizi e delle pertinenze, nonché limitando la costruzione di nuovi edifici residenziali;
- - prevedere nuove aree di trasformazione integrata esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti compatti esistenti, curando in particolare la qualità percettiva delle fasce di contatto con il territorio rurale.
- - nel Sottosistema dei Crinali delle strade Massetana e Grossetana;
- - nel Sottosistema dei Crinali dell'Osservanza, Vignano e Santa Regina; le addizioni edilizie sono da realizzarsi in aree legate da debole intervisibilità con il centro urbano di Siena, prossime ad aree urbanizzate compatte già esistenti e selezionando siti che non presentino tessiture agrarie di pregio.
In alternativa o a completamento delle misure di compensazione ambientale suddette, possono essere realizzati, in misura stabilita dal RU, operazioni di manutenzione e restauro di paesaggi agrari tradizionali, da rendere fruibili al pubblico.
Gli interventi di ripristino o restauro ambientale che interessano il Sistema dei Paesaggi delle Colline Sabbiose, promossi da soggetti pubblici e privati, assumono come azioni prioritarie l'eliminazione degli incolti nelle aree limitrofe agli insediamenti storici murati, nonché gli interventi di cui al precedente co. 6.A 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti (Sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso) Art. 87. il sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso ricomprende sia insediamenti a struttura complessa, caratterizzati da forte articolazione e specializzazione tipologica e funzionale dell'edificato e degli spazi aperti, sia insediamenti elementari isolati - storici e recenti - diffusi sul territorio.
- Sono compresi in questo sottosistema gli insediamenti diffusi nel territorio aperto che non formano sistemi di insediamenti riconoscibili o riconducibili ai filamenti del territorio aperto.
- Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi: favorire la conservazione del patrimonio edilizio di valore storico-architettonico attraverso il recupero degli edifici, tutelare e riqualificare il patrimonio edilizio rurale - sia storico che recente - con attenzione al rapporto con il contesto ed agli insediamenti di qualità, favorire il mantenimento delle attività agricole, compatibilmente con le esigenze dei sistemi e sottosistemi idi paesaggio in cui si inseriscono, recuperare gli edifici storici non utilizzati a fini agricoli, per destinarli a funzioni residenziali, mantenendone o ripristinandone le caratteristiche tipologiche originarie, incentivare l'eliminazione di elementi precari o incongrui.
Art. 104. Disciplina del Sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso
Il RU disciplina il sottosistema dell'insediamento rurale diffuso, così come individuati nella Tav. C.5.0.4. sia sulla base degli obiettivi di cui all'art. 87 che , sulla base dei contenuti dello Statuto degli ecosistemi e del paesaggio, nonché in funzione della disciplina dei beni storico-architettonici del territorio aperto.A 3.5.2 Lo statuto della città e degli insediamenti (Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto) Una esigua porzione dell'Ati in oggetto insiste anche nell'area interessata dal Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto che comprende gli insediamenti nati nel dopoguerra intorno alla città consolidata, nonché le principali frazioni che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno registrato uno sviluppo incrementale delle aree urbanizzate e della popolazione.
Sono compresi in questo sottosistema i quartieri di Acquacalda, Petriccio, Vico Alto, San Miniato, Poggiarello, Scacciapensieri, viale Bracci e le frazioni di Taverne d'Arbia e Isola d'Arbia.
Il PS all'Art. 84, assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi:- - ricucire, completare e riqualificare i tessuti esistenti sia attraverso la progettazione delle aree libere sia con l'inserimento di nuove quote di edificato in aderenza o prossimità agli attuali perimetri urbani;
- - perseguire l'incremento del rango urbano delle frazioni di Taverne d'Arbia e di Isola d'Arbia, utilizzando una pluralità di strumenti quali la previsione di addizioni residenziali e di nuovi servizi di base (anche in coordinamento con i comuni limitrofi), la collocazione di servizi di pregio, il rafforzamento degli insediamenti produttivi, il completamento della rete viaria, il rafforzamento del TPL e l'incremento delle connessioni basate su parchi territoriali;
- - creare o valorizzare luoghi centrali sia attraverso la progettazione o riprogettazione degli spazi pubblici, sia attraverso il miglioramento della qualità degli arredi urbani e delle urbanizzazioni;
- - potenziare l'offerta abitativa, con particolare ricorso a tipologie edilizie che garantiscano una maggiore articolazione della struttura sociale;
- - arricchire il mix funzionale tramite l'insediamento di nuove funzioni pregiate e il potenziamento di quelle esistenti;
- - allontanare le funzioni incompatibili o incongruenti;
- - favorire la sostituzione di quote di edificato di bassa qualità;
- - migliorare i livelli di mobilità attraverso una migliore separazione dei flussi veicolari (di attraversamento, di penetrazione) e lo sviluppo della intermodalità;
- - potenziare la rete del trasporto pubblico assicurando i collegamenti tra i parcheggi scambiatori e le aree di destinazione, tenendo conto delle possibili forme di intensificazione e riorganizzazione del TPL su ferro;
- - realizzare parchi territoriali con funzione di connettivo tra gli insediamenti compatti ed a servizio dell'intera comunità senese.
- Nelle aree perimetrate come PIC o nelle nuove espansioni si prevedono forme di convenzionamento che assicurino la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria.
- Il RU e il PGTU, nell'ambito delle loro attribuzioni, individuano le nuove fermate della metropolitana leggera, le aree per la sosta in prossimità dei nodi delle reti del TPL, i nuovi parcheggi scambiatori e le modalità di collegamento tra questi e le aree di destinazione.
- Sono da istituirsi i parchi rurali di Vico Alto, con funzione di collegamento tra San Miniato e Vico Alto, di Torre Fiorentina, con funzione di collegamento tra Vico Alto e Lo Stellino-Viale Sclavo, il Parco delle Coste, connesso al Petriccio, e il Parco dell'Arbia, con funzione di collegamento tra Isola e Taverne.
- Nelle aree di trasformazione e negli insediamenti esistenti devono essere individuate aree con caratteristiche di centralità che valorizzino l'identità dell'insediamento e migliorino la qualità dei rapporti sociali, attraverso la progettazione o riprogettazione degli spazi pubblici e il miglioramento della qualità e degli arredi urbani e delle urbanizzazioni.A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico L'intervento rientra tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto Ministeriale del 29-10-1965 (G.U. 14-01-1966, n. 10) A SEZIONE VI - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàNella zona di previsione non ci sono vincoli inerenti l'aspetto della vulnerabilità degli acquiferi, in quanto l'area è classificata non sensibile.
Relativamente all'aspetto geomorfologico, le aree classificate in pericolosità elevata 3 (PFE) che ricadono all'interno delle previsioni a verde hanno una fattibilità geomorfologia senza limitazioni G.1, mentre quelle che si sovrappongono, anche in parte, all'area destina a superficie fondiaria, hanno una fattibilità geomorfologia condizionata G.3. Per la strada ed il parcheggio a raso si attribuisce fattibilità G.3, laddove si sovrappongono alla classe 3 di pericolosità, mentre la restante area è in fattibilità G.2. Nelle previsioni comprese in fattibilità G.3, in fase di Piano Attuativo, dovrà essere realizzata una campagna di indagini geognostica e geotecnica che permetta di verificare la stabilità dell'area e programmare, qualora necessario, le eventuali opere di protezione e contenimento del versante in relazione alle opere di scavo previste. Le aree destinate a verde hanno sempre una fattibilità G.1.
Per quanto riguarda l'aspetto idraulico l'area in oggetto si trova nel fondovalle del Fosso Acquaviva, a quote differenziate che vanno dall'area immediatamente prossima al corso d'acqua (destinazione d'uso a verde) fino ad una quota di circa 12 m superiore al ciglio di sponda (zona circostante l'intervento 9.2). La pericolosità idraulica elevata (PIE) interseca una parte della previsione a verde, a parcheggio a raso e a viabilità locale, la restante area di intervento si trova in classe 1 di pericolosità idraulica.
Questa definizione delle aree a pericolosità idraulica attraverso criteri geometrico-orografici e storico-statistici permette una preliminare attribuzione di fattibilità idraulica alle varie previsioni: per l'area a verde si attribuisce fattibilità I.1, per le aree a parcheggio scoperto e la nuova viabilità, si attribuisce fattibilità idraulica condizionata I.3. Nelle previsioni comprese in fattibilità I.3, la realizzazione degli interventi previsti, comprensivi delle opere accessorie, dovrà essere in sicurezza idraulica per eventi di piena con TR 200 anni e la loro realizzazione non dovrà aumentare il rischio idraulico a monte o a valle degli stessi. Pertanto in fase di Piano Attuativo, sarà necessario eseguire uno studio idrologico-idraulico del tratto di corso d'acqua prossimo alla previsione urbanistica. L'individuazione delle aree interessate da allagamenti per TR < 20 anni, TR < 30 anni e per 30< TR < 200 anni, che deriverà dagli studi idrologici-idraulici potrà cambiare le attuali classificazioni di pericolosità idraulica e di conseguenza la relativa fattibilità.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe di pericolosità elevata 3, in sede di predisposizione del piano attuativo, nell'area di concentrazione volumetrica e nella zona di realizzazione della circonvallazione dell'Ospedale Le Scotte, dovrà essere realizzata una campagna di indagini geofisiche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico. Nella zona destinata a parcheggio scoperto la fattibilità è S.2, mentre nella zona a verde è S.1.
Estratto dal Piano Regolatore Generale -
Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 10
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
1.1 Obiettivi generali
L'ATI Abbadia-Renaccio, rappresenta un perno fondamentale della Città dell'Arbia, collocandosi come elemento di snodo tra gli agglomerati di Taverne d'Arbia e di Abbadia, in prevalenza a carattere residenziale, e l'area produttiva di Renaccio. Questa scelta insediativa si affida in misura significativa alla realizzazione di alcuni interventi infrastrutturali di rilevanti dimensioni, che fanno leva da un lato sulla possibilità di valorizzare, con una nuova stazione, l'incrocio delle linee ferroviarie Siena-Chiusi e Siena Grosseto, e dall'altro sul completamento di alcuni interventi di potenziamento della viabilità (collegamento con Taverne d'Arbia).
Gli obiettivi "qualitativi" del nuovo insediamento dovranno assicurare non solo la creazione di aree di aggregazione di tipo urbano, ma anche la configurazione di una forma urbana che consente di coniugare l'inserimento armonioso in un paesaggio agrario di buona qualità e l'ottenimento di prestazioni insediative in grado di competere con l'offerta abitativa presente in contesti territoriali meno periferici. Punti di forza dovranno essere pertanto:
- - l'inserimento in una rete efficiente di trasporti pubblici e privati, centrato sulla nuova stazione;
- - la ricca dotazione di percorsi pedonali e ciclabili, adeguatamente separati dalla mobilità veicolare, e in grado di garantire un contatto diretto degli abitanti con la natura;
- - la presenza di una centralità di livello urbano, e di dotazioni urbanistiche adeguate sotto il profilo quantitativo e qualitativo;
- - la previsione di fasce di ambientazione atte a garantire l'abbattimento delle principali forme di inquinamento acustico, atmosferico e paesaggistico;
- - l'individuazione di una matrice insediativa in grado di garantire elevate prestazioni energetiche e ambientali (soleggiamento, ventilazione, recupero delle acque meteoriche, ecc.).
Coerentemente con questi obiettivi di carattere generale l'intervento sarà attuato tramite PCI che consentirà all'Amministrazione comunale di adottare una formula attuativa tale da assicurare una efficace regia al percorso che si svilupperà negli anni a venire, e che consentirà di gestire efficacemente e in modo trasparente l'esecuzione programmata e contestuale di interventi pubblici e privati. Inoltre la procedura negoziale e integrata che in questo modo verrà promossa servirà ad assicurare il controllo degli esiti percettivi, sia "interni" che "esterni", in particolare sul fronte verso Asciano, ricorrendo ad una progettazione a grande scala che prima di concentrarsi sulle singole componenti provveda ad assicurare la qualità urbana dell'intero organismo.
Seguendo questa strategia sarà possibile garantire altresì che la Città dell'Arbia non venga interpretata come un episodio estemporaneo di diffusione insediativa, ma come un insieme unitario e formalmente compiuto di urbanizzazione contemporanea.
1.2 Ambito territoriale e unità di intervento
Sotto il profilo territoriale, l'intervento complesso di Abbadia-Renaccio sarà concepito non come un insediamento isolato e chiuso in sé, bensì in una logica di integrazione con gli insediamenti limitrofi, ed in particolare con il nucleo di Abbadia, con Taverne d'Arbia e con Arbia (Asciano).
Gli assetti finali da perseguire garantiranno, oltre alla complementarietà tra il nuovo e l'esistente, un rafforzamento qualitativo e quantitativo di quello che diverrà il polo settentrionale della città dell'Arbia, con conseguente incremento generalizzato della dotazione di servizi, di effetto urbano, di accessibilità a Siena.
La diversa conformazione dell'area, più accidentata ed elevata nella porzione a nord, dove si concentra il tessuto preesistente e più pianeggiante nella parte meridionale, dove insistono invece preesistenze puntuali di pregio, quali la fattoria di Renaccio, evidenzia le diverse vocazioni territoriali e la necessità di prevedere diverse modalità e approcci progettuali. Pertanto se il PCI e l'insieme delle opere di carattere pubblico sono da considerarsi in modo unitario per i suddetti motivi l'intero ambito è suddiviso in 3 unità minime di intervento, rispettivamente "l'Abbadia" a nord (Intervento 1), "la Stazione" (Intervento 2), nella parte centrale (suddivisa in 2 comparti rispettivamente 2.1 e 2.2) e "Renaccio" (Intervento 3), per le quali saranno perseguiti obiettivi e garantite prestazioni specifiche. Per quanto riguarda l'unità minima di intervento "la Stazione" (2), nel comparto 2.1 è consentito l'intervento edilizio diretto per la realizzazione di residenze a carattere sociale, ed attività commerciali e servizi (Tc ed S) solo nel caso in cui l'area possa beneficiare di finanziamenti pubblici derivanti dalla partecipazione a procedure concorsuali riguardanti previsioni del RU inerenti le aree ricomprese nel PCI.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
2.1 Dimensionamento complessivo e delle singole unità di intervento
Nell'ATI di Abbadia-Renaccio è da realizzarsi un insediamento prevalentemente residenziale per circa 404 alloggi (abitanti virtuali 939) comprensivo di esercizi di vicinato e di terziario (uffici, studi professionali, servizi alla persona) nella misura massima dell'8% della SUL residenziale proposta. Tale ultima quantità dovrà essere distribuita all'interno dei singoli Interventi in modo proporzionale alla SUL. Nell'intervento 2 tale percentuale è stata localizzata in un lotto specifico in continuità con quello della scuola, mentre negli altri interventi la stessa potrà essere reperita al piano terra degli edifici, in prossimità delle aree di uso pubblico.
Si rammenta che l'art. 134 c. 2 delle NTA del PS riserva non meno del 50% della produzione di nuove residenze ad alloggi con finalità sociali, da suddividere secondo i criteri generali definiti dalle seguenti quote:
- - 20% della capacità edificatoria globale alla residenza in locazione a canone concertato per la durata di almeno 20 anni;
- - 20% della capacità edificatoria globale all'edilizia residenziale convenzionata;
- - 10% della capacità edificatoria globale all'edilizia residenziale sovvenzionata.
La progettazione dell'insediamento dovrà garantire l'integrazione delle diverse forme edilizie - quella libera e quella con finalità sociale - al fine di favorire processi e fenomeni di inclusione. A tal fine sarà necessario porre particolare attenzione alla progettazione del sistema degli spazi pubblici e all'uso di tipologie compatibili.
Il dimensionamento dovrà tener conto delle indicazioni contenute nella seguenti tabelle, che sono da considerarsi prescrittive.
La Superficie Fondiaria max espressa nelle seguenti tabelle, attiene esclusivamente alle aree di Concentrazione volumetrica; sono escluse da tale valore, le superfici, pur di pertinenza degli immobili, necessarie per strade, parcheggi e verde.
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 263.120 mq Dotazioni Pubbliche min 99.290 mq Verde privato min 102.315 mq Superficie Fondiaria max 61.515 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità principale (Mz) (compresa pista ciclabile) 13.390 mq Viabilità locale (Ma) 2.825 mq Mobilità pedonale (Mh) 15.810 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 4.695 mq Parcheggio di relazione (Mbr) 17.050 mq Verde attrezzato (Va) 33.315 mq Servizi ed attrezzature di uso pubblico (S) 935 mq Servizi per l'istruzione di base (Sb) 2.410 mq Servizi tecnici e tecnologici (Sm) 65 mq Impianti sportivi all'aperto (So) 8.425 mq Stazione passeggeri (Me) 370 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde complementare (Vc) 5.205 mq Verde di ambientazione (Vd) 32.840 mq Verde agricolo in ambito urbano (Ve) 64.270 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Superficie Fondiaria max 61.515 mq Macro lotti max 26 n. Superficie Utile Lorda residenziale max 30.990 mq di cui libera 15.495 mq di cui a carattere sociale 15.495 mq Edifici max 40 n. Alloggi max 404 n. di cui a carattere sociale min 202 n. Superficie Utile Lorda direzionale, commerciale e/o esercizio pubblico max 8% della SUL residenziale 2.480 mq Piani fuori terra max 4 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. TAB. 5 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: le singole aree Superficie Unità mis. Intervento 1 - "L'ABBADIA" Superficie Fondiaria max 11.015 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 3.725 mq Edifici max 11 n. Alloggi max 48 n. di cui a carattere sociale min 23 n. Tipologia bi e tri-familiari linea, blocco e linea Piani fuori terra max 3 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max 10,7 m Tipo di intervento Subordinato all'approvazione del PCI Intervento 2.1 - "LA STAZIONE" Superficie Fondiaria max 15.560 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 10.205 mq Alloggi max 136 n. di cui a carattere sociale min 152 n. Superficie Utile Lorda servizi per l'istruzione di base (Sb) 1.000 mq Superficie Utile Lorda servizi/centro civico polivalente (S) 300 mq Edifici max 9 n. Tipologia linea e blocco Piani fuori terra max 4 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max a valle 14,7 m Tipo di intervento Intervento edilizio diretto Intervento 2.2 - "LA STAZIONE" Superficie Fondiaria max 22.260 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 10.205 mq Edifici max 13 n. Alloggi max 131 n. Tipologia linea, blocco, tri e quadri-familiari Piani fuori terra max 4 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max a valle 14,7 m Tipo di intervento Subordinato all'approvazione del PCI Intervento 3 - "RENACCIO" Superficie Fondiaria max 12.680 mq Superficie Utile Lorda residenziale max 6.855 mq Edifici max 7 n. Alloggi max 89 n. di cui a carattere sociale min 43 n. Tipologia linea e blocco Piani fuori terra max 4 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max a valle 14,7 m Tipo di intervento Subordinato all'approvazione del PCI SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
3.1 Prescrizioni per dotazioni pubbliche e infrastrutturali
L'intervento comprenderà la realizzazione di:
- - L'accesso al nuovo insediamento, in particolare quello della "Stazione" e di "Renaccio" sarà garantito dalla rotatoria esistente a nord e da quella di progetto a sud, in prossimità del BSA Fattoria Renaccio, che distribuirà il traffico veicolare sia della zona artigianale esistente che del nuovo insediamento residenziale; nella progettazione della nuova rotatoria dovrà essere preservata l'ingresso storico alla Fattoria e il relativo sistema vegetazionale (presenza di lecci storici);
- - Una connessione viaria con Taverne d'Arbia, con innesto nella rotatoria esistente, prevedendo il sottopasso della linea ferroviaria Siena-Buonconvento ed il ponte sul torrente Bozzone; la connessione sarà affiancata da un collegamento ciclo pedonale protetto;
- - Un sistema della viabilità dotato di una fascia attrezzata con alberature, adeguato al sistema della sosta, ai percorsi ciclo-pedonali, agli spazi per le stazioni ecologiche opportunamente mitigati e alle pensiline del sistema del TPL integrate con l'insieme dell'arredo urbano e dotate di sistemi di captazione dell'energia solare. La viabilità locale (Ma) ed il sistema della sosta (Mbr), che si dirama da quella principale (Mz), privata di uso pubblico, potrà essere conteggiata ai fini della permeabilità dei suoli, di cui al D.C.R.T N. 230/1994, per una quota non superiore al 50% della quantità da garantire in ciascun lotto edificabile;
- - Un sistema della sosta di superficie che dovrà prevedere soluzioni lungo strada e aree specifiche destinate a parcheggio per le quali si richiedono soluzioni atte a mitigare la visibilità e l'impatto degli auto-veicoli nel contesto; è opportuno prevedere l'uso di tecnologie che garantiscano la permeabilità dei suoli e l'uso integrato di essenze vegetali; ad integrazione delle alberature potranno essere previste delle strutture leggere (legno metallo etc.) quale copertura degli autoveicoli e sede di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili;
- - Un sistema parco esteso all'intero ambito, caratterizzato da una rete di percorsi, piccole aree di sosta/relax in relazione con le residenze, da spazi aperti per attività ludico-sportive (campi polivalenti, bocciodromo, rampa skateboard, percorsi salute etc.) dotati anche di idonee strutture destinate a spogliatoi etc..(queste dovranno costituire elemento di arredo favorendo l'uso di strutture leggere parzialmente prefabbricate in legno vetro e metallo e l'integrazione di sistemi di captazione dell'energia solare) e da un'area più ampia in relazione con la centralità pubblica;
- - Nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi, con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere, l'impianto anticipato della vegetazione arborea di progetto (pre-verdissement);
- - Una stazione ferroviaria su due livelli in relazione alla contestuale attivazione della Metropolitana leggera. L'edificio, di piccole dimensioni dovrà garantire il collegamento tra le 2 linee ferroviarie (Siena - Buonconvento - Monte Antico e Siena - Chiusi) e prevedere una passerella/banchina; la struttura sarà dotata di sala d'attesa chiusa e di spazi coperti;
- - Una centralità da localizzare in prossimità della stazione ferroviaria dove dovranno essere collocate le principali funzioni pubbliche e di servizio. Tra le funzioni si prevede: attività commerciali di vicinato, servizi alla persona e un complesso integrato di edifici pubblici da destinarsi ad Asilo nido, Scuola d'infanzia (da valutare in relazione alla struttura esistente "la Pimpa") e a Centro civico polivalente; quest'ultimo dovrà garantire un'accessibilità e connessione pubblica tra la piazza interna e il sistema di spazi di ingresso all'insediamento (area di sosta e piazzale) rispettando l'allineamento con il sovrappasso pedonale. È preferibile una soluzione architettonica che preveda porticati al piano terra, in aderenza ai confini del lotto, che garantisca un ampliamento della piazza ed un'adeguata permeabilità dello spazio pubblico.
3.2 Temi progettuali specifici: prestazioni
3.2.1 L'inserimento nel contesto paesaggistico
Sarà oggetto di particolare attenzione l'inserimento nel contesto paesaggistico, ed in particolare nell'ambito percettivo delle valli dell'Arbia e del Bozzone, anche attraverso la concezione di un assetto insediativo che garantisca:
- - la permeabilità fisico-percettiva trasversale al crinale (direzione est-ovest) mediante fasce di verde pubblico, privato e di percorsi di attraversamento prevalentemente pedonali che rappresentano la continuità tra paesaggio urbano e rurale e che divengono nuovi elementi di paesaggio;
- - il corretto equilibrio in termini dimensionali tra il costruito ed il paesaggio, ponendo attenzione ai fronti che si affacciano sul crinale ad ovest e sul versante est; in particolare si dovrà realizzare rispettivamente un fronte più compatto, costruito ed omogeneo lungo strada interna, dove saranno collocati gli edifici più alti, creando un "effetto città", e un fronte più articolato, aperto e meno denso verso valle, riducendo l'impatto del costruito sul contesto ambientale e favorendo l'integrazione tra il paesaggio rurale preesistente e quello urbano di nuova realizzazione;
- - la presenza di un sistema integrato di aree verdi con un diverso grado di naturalità, con differente fruibilità e vari livelli di attrezzature evitando la percezione di una saldatura urbana e mantenendo i caratteri di ruralità del contesto ambientale di riferimento; è preferibile limitare l'inserimento di elementi tipici dell'arredo urbano;
- - le aree a Verde agricolo in ambito urbano (Ve) dovranno prevedere l'impianto di filari di essenze arboree autoctone (in particolare ulivi) a compensazione della superficie di nuova urbanizzazione; in particolare nell'intervento dell'"Abbadia" il nuovo impianto dovrà integrare quello esistente di ulivi, preservando il più possibile quelle esistenti.
Il sistema delle aree verdi – alberature lungo strada, parcheggi, verde pubblico, verde di ambientazione, verde complementare – sarà oggetto di un progetto unitario di paesaggio che, sulla base delle indicazioni del DM 16.01.1974 e del PIT paesaggistico (sub ambito 33c, sezione 3 e 4) e delle tavole B.8.2.04 e B.8.2.05 del PS, articoli le differenti componenti al fine di:
- ripristinare nell'area di fondovalle tra la ferrovia e il corso del Bozzone un lembo di bosco ripariale ai fini specifici di rinaturalizzazione e conservazione della biodiversità (obiettivi 14.5. e 19.5. scheda paesaggio ambito 33c PIT);
- ampliare le superfici a bosco, in una logica di connessione con i boschi esistenti;
- dotare di alberi di alto fusto le aree di verde pubblico e le aree più accessibili di verde di ambientazione;
- valorizzare le aree di verde pubblico come elementi di discontinuità evitando l'effetto di delimitazione del contesto costruito ed ambientale mantenendo i caratteri di ruralità;
- progettare i margini degli insediamenti in modo da raccordarli al contesto, alternando piccole aree di bosco, uliveti, spazi aperti in corrispondenza di visuali significative (obiettivi 6.1., 6.2. e 6.4. scheda paesaggio ambito 33c sez. 3 PIT);
- coordinare il disegno e la composizione della vegetazione urbana (viali, parcheggi) al disegno dei margini (obiettivo 19.4 scheda paesaggio ambito 33c sez. 3 PIT).
Il progetto di paesaggio sarà corredato da uno specifico programma di gestione da includere nei dispositivi convenzionali.
3.2.2 Gli spazi di relazione
Attraverso gli spazi di relazione ed aggregazione si dovrà garantire un sistema complesso di connessioni tra la centralità di quartiere -dove saranno organizzate le attività di servizio e le funzioni pubbliche- ed il tessuto insediativo, da concepire in una logica di integrazione diffusa tra spazi pubblici e privati, valorizzando la dimensione di vicinato (percorsi ciclo-pedonali, aree di relax, etc.) e garantendo una ampia accessibilità pedonale.
3.2.3 Il sistema dei percorsi
Particolare attenzione deve essere posta al sistema integrato dei percorsi carrabili e ciclo-pedonali garantendo la circolarità dei flussi ed il collegamento tra le parti nord e sud dell'insediamento, in particolare nella parte nord nell'intervento 2.2 sono previsti 3 percorsi pedonali di uso pubblico, il primo lungo strada da ricavare nella fascia di verde di ambientazione o all'interno dei lotti, uno a valle in prossimità del verde pubblico attrezzato e l'ultimo lungo la ferrovia in continuità con quello proveniente dall'intervento 1. Inoltre dovrà essere previsto un adeguato collegamento con il sistema dei percorsi ciclabili di ambito provinciale, quali la Poggibonsi-Buonconvento, la valorizzazione dei percorsi storici esistenti (cfr tav. C.5/01 Invarianti Strutturali del PS) e la realizzazione della connessione con l'abitato di Taverne d'Arbia.
3.2.4 Il rapporto con l'insediamento esistente
Particolare attenzione sarà posta al dialogo con l'edificato esistente e precisamente con la presenza puntuale di alcuni nuclei storici (Fattoria e Podere Renaccio) nella parte sud dell'ambito (Interventi 2 e 3) e con il tessuto preesistente di recente formazione nella parte nord dove emergono alcuni beni storici (Villa Andreina e l'Abbadia) che dovranno essere valorizzati migliorandone il rapporto con lo spazio pubblico e le relazioni con l'insediamento in termini di percorsi ed accessibilità. In tal senso l'intervento nella parte a nord dovrà tener conto della consistenza planivolumetrica e della trama dell'edificato esistente, dare spessore e continuità al tessuto attualmente frammentato e garantire prestazioni di tipo urbano, quali l'illuminazione e i percorsi pedonali protetti che vadano a ricucire l'intera area.
SEZIONE IV - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
4.1 Temi progettuali specifici: prescrizioni
4.1.1 Prescrizioni progettuali dell'impianto urbano
Il disegno del nuovo impianto urbano dovrà rispondere ai seguenti requisiti:
- - Scelta di una maglia insediativa che garantisca la massima disponibilità solare e minimo ombreggiamento;
- - Gli edifici dovranno avere esposizione Sud, Sud-Est e Sud-Ovest e comunque la migliore esposizione calcolata in situ;
- - Il tessuto dovrà essere opportunamente arretrato rispetto alla viabilità, in particolare nell'intervento 2.1 dovrà essere rispettata la distanza di 30 m dal binario prevedendo in tale fascia, all'interno dei lotti, un'ampia area boscata ad integrazione di quella prevista lungo la linea ferroviaria;
- - Contenimento dell'inquinamento luminoso con la dotazione di impianti che utilizzano fonti rinnovabili di energia;
- - Posizionamento di sistemi di verde e di opportune schermature per fronteggiare il soleggiamento nel periodo estivo;
- - E' opportuno sfruttare la morfologia del terreno esistente per ridurre lo sviluppo delle rampe di accesso alle auto-rimesse interrate e garantire la relativa aerazione; in tal senso è necessario prevedere piastre funzionali per garage, cantine e locali tecnici; sono preferibili piastre unitarie per più blocchi residenziali, al fine di ridurre gli ingressi, le rampe di accesso, ottimizzare e massimizzare gli spazi di servizio e quelli annessi alle abitazioni;
- - I parcheggi per la sosta stanziale di cui all'art. 40 delle NTA relativi all'edilizia convenzionata potranno essere reperiti per una quota non superiore al 25% nelle aree a parcheggio a raso di uso pubblico (Mbr).
- - Gli spazi di relazione che sono previsti nell'area della "Stazione" (Intervento 2) e dell'"Abbadia" (Intervento 1) dovranno prevedere zone permeabili attrezzate con essenze vegetali, siepi, alberature, aree a prato per una quota non inferiore al 20% della superficie totale; l'obiettivo è infatti quello di arricchire l'articolazione degli spazi pubblici e di favorire l'inserimento di elementi naturali all'interno dello spazio costruito delimitando piccole aree di sosta di relazione e percorsi pedonali;
- - I percorsi pedonali protetti dovranno integrare l'uso di materiali naturali e permeabili, essere opportunamente ombreggiati con essenze arboree autoctone e dotati di arredi urbani uniformi e contestualizzati; in particolare il sovrappasso pedonale previsto sulla viabilità di collegamento con Taverne dovrà privilegiare l'uso di strutture leggere, anche parzialmente prefabbricate, in metallo e legno.
4.1.2 Prescrizioni progettuali tipologiche e costruttive
Gli edifici dovranno rispondere ai seguenti requisiti:
- - Sviluppo prevalentemente orizzontale con tipologie in linea di dimensioni contenute, favorendo l'articolazione volumetrica (min. 2, max 4 piani) e una discontinuità dei fabbricati mirata a favorire la permeabilità fisico-percettiva trasversale nord-sud;
- - Le coperture potranno essere sia a falda che in piano, in questo ultimo caso dovranno ospitare un manto erboso praticabile (tetto giardino) che potrà essere comunque parzialmente pavimentato (terrazzo) ed ospitare impianti per la captazione dell'energia solare;
- - Valorizzazione dei sistemi solari passivi (muro di Trombe, serre, camini, schermature etc.);
- - Dotazione di impianti che utilizzino: fonti rinnovabili di energia, tecnologie di micro e cogenerazione e reti duali (raccolta separata delle acque grigie e nere);
- - Recupero delle acque meteoriche e di quelle bianche in genere al fine del riuso in ambito privato e pubblico previa la dotazione degli opportuni impianti di depurazione;
- - Gli impianti per la captazione dell'energia solare dovranno essere integrati con la progettazione architettonica;
- - La dotazione di spazi terrazzati abitabili (aperti e/o semi aperti, logge etc.) funzionali all'articolazione volumetrica e ai sistemi di schermatura e ombreggiamento estivo;
- - Nell'unità di intervento 1 "l'Abbadia", considerato il tessuto circostante, caratterizzato da piccole unità residenziali, sono consentite anche tipologie a blocco e unità bi-familiari e tri-familiari;
- Nell'unità di intervento 2.2 "la stazione", considerata la morfologia del terreno lungo la strada dell'Abbadia, caratterizzata da elevata acclività e discontinuità, sono consentite anche tipologie tri-familiari e quadri-familiari;
- - Sarà garantito l'uso di sistemi costruttivi, anche prefabbricati, basati su materiali eco-compatibili, facilmente riciclabili, su tecnologie innovative, che garantiscono il contenimento energetico, la durabilità nel tempo e ridotti tempi di esecuzione;
- - In particolare per le opere di sostegno dovranno essere privilegiati sistemi naturali ed eco-compatibili quali terre armate a faccia verde etc.
SEZIONE V - Gli effetti attesi
5.1 Gli effetti ambientali
L'intervento prevede l'edificazione di un numero consistente di alloggi e di servizi nonché di infrastrutture lineari (la strada di collegamento con Taverne d'Arbia) e puntuali (la nuova stazione multilivello) e dunque comporterà un consistente consumo di suolo, comunque in massima parte a fini abitativi (l'intervento si avvantaggia di infrastrutture già realizzate, essendo dotato di buona accessibilità)
Come previsto dal PS per tutti gli interventi che comportano l'artificializzazione dei suoli, sono previste misure compensative tese ad incrementare la naturalità di determinati luoghi (aree di bosco di nuovo impianto).
Lo sviluppo coerente delle indicazioni progettuali contenute nel precedente par. 2 indirizza comunque verso un uso oculato dei suoli da urbanizzare, evitando la realizzazione di ampie aree di urbanizzato continuo.
5.2 Gli effetti paesaggistici
I nuovi insediamenti ricadono in massima parte nel sottosistema dei Paesaggi collinari delle Crete d'Arbia e avranno una matrice di crinale/versante: non saranno comunque investite da trasformazioni edilizie ed urbanistiche parti significative di tessiture agrarie di pregio.
Sotto il profilo di inserimento nel paesaggio, l'obiettivo principale posto dai requisiti progettuali -atteso che vi sarà comunque una consistente sostituzione di paesaggi rurali con paesaggi prettamente urbani - è quello di evitare la formazione di un fronte costruito eccessivamente compatto, che avrebbe un impatto paesaggistico elevato soprattutto per le visuali dai versanti in sinistra idrografica dell'Arbia verso Siena.
La infrastruttura di collegamento con Taverne d'Arbia e una parte delle compensazioni ambientali (realizzazione del nuovo bosco) interesseranno anche il sistema dei Paesaggi di fondovalle, ma in questo caso sarà più agevole perseguire un equilibrio soddisfacente tra trasformazione e riqualificazione, a patto di utilizzare convenientemente i materiali progettuali.
5.3 Gli effetti socio-economici e insediativi
L'intervento di Abbadia-Renaccio si propone di soddisfare la domanda di abitazioni sia di costo medio che di costo contenuto, proponendone un mix integrato.
Rispetto agli interventi insediativi condotti nel recente passato, prevalentemente collocati nelle immediate vicinanze del centro abitato di Siena, l'insediamento di Abbadia-Renaccio offrirà condizioni abitative maggiormente integrate con il contesto rurale, garantendo comunque una agevole accessibilità al capoluogo ed una dotazione di servizi elevata, risultante dalle sinergie attivabili con Taverne d'Arbia e Arbia.
Per i nuovi insediamenti non appaiono dunque consistenti i rischi di isolamento di carenza di servizi essenziali, mentre effetti positivi di incremento dell'effetto città sono da attendersi per gli insediamenti limitrofi.
Le attenzioni progettuali suggerite (orientamento degli edifici, risparmio energetico, abbondanza di spazi verdi, attenzione alla mobilità ciclopedonale) sono suscettibili di proporre un nuovo modo di abitare che si ritiene possa essere particolarmente attrattivo per le fasce giovanili.
Schema progettuale
SEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Idea di città All'Art. 19 il PS definisce i propri principi ordinatori; tra questi risulta l'obiettivo di perseguire una società urbana più inclusiva in grado di migliorare le opportunità di abitare la città e il territorio; A 1.2 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 1.3 Piano Regolatore delle cittine e dei cittini Nella progettazione delle trasformazioni inerenti il Sistema Funzionale della Città e degli Insediamenti Il PS prevede:
Art.35, il soddisfacimento delle esigenze espresse attraverso il PRC2, ed in particolare: la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali di collegamento tra i differenti plessi scolastici e tra i plessi scolastici e le aree verdi, la disponibilità di campi di gioco fruibili in maniera diretta da bambini, ragazzi ed adulti e di luoghi di aggregazione all'aperto dedicati agli adolescenti, la disponibilità di impianti sportivi e di palestre, l'attuazione di misure di moderazione del traffico veicolare in prossimità degli ingressi dei plessi scolastici, eventualmente modulate in funzione degli orari di ingresso e di uscita.A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N. 9 - Città dell'Arbia - Strategia di sviluppo territoriale La "Città dell'Arbia" è assurta a polo urbano di assoluto rilievo per l'entità degli interventi previsti, e per la qualità della progettazione integrata che si vuole sviluppare, attraverso una serie di interventi che interconnettano fisicamente e funzionalmente i centri di Taverne, Abbadia e Isola e le aree industriali di Isola e Renaccio.
In particolare, nei centri di Taverne, Abbadia, il PS intende completare e riqualificare i tessuti esistenti attraverso l'inserimento di nuove quote di edificato in aderenza o prossimità agli attuali perimetri urbani, la riprogettazione degli spazi pubblici e il miglioramento della qualità degli arredi urbani e delle urbanizzazioni. L'aumento dell'offerta abitativa persegue una maggiore articolazione della struttura sociale, attraverso l'inserimento di quote di edilizia sociale, per anziani e studenti.
Il livello di mobilità viene migliorato attraverso la realizzazione della metropolitana leggera, lo sviluppo dell'intermodalità nei pressi delle nuove stazioni della metropolitana di superficie. Il parco fluviale dell'Arbia diventa invece il luogo privilegiato della mobilità leggera, attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili che interconnettono gli insediamenti. Tra questi, assume particolare rilievo la pista ciclabile Poggibonsi-Buonconvento, che attraversa tutta l'UTOE.
Infine, il PS persegue l'adeguamento del sistema della depurazione a Isola, al confine con il nucleo di Ponte a Tressa.A 2.2 UTOE N 9 - azioni L'incremento residenziale nel quadrante sud-est del comune di Siena, in particolare nelle frazioni di Taverne e Isola, viene perseguito attraverso la realizzazione di circa 1270 alloggi, distribuiti principalmente tra le frazioni di Isola e Taverne e nell'ambito del nuovo polo multifunzionale gravitante attorno alla stazione di Isola Scalo.
Il RU e il PGTU, nell'ambito delle loro attribuzioni, individuano le nuove fermate della metropolitana leggera nelle zone di Ruffolo e Taverne, nel punto di incrocio tra le linee Siena-Chiusi e Siena-Buonconvento, ad Isola. In prossimità di tali fermate sono previste aree per la sosta e nuovi parcheggi scambiatori, oltre all'integrazione con il sistema del TPL.A 3 Componente statutaria 3.1 Invarianti Il PS prevede:
Art. 39. La via Francigena ed i percorsi storici
1. I percorsi selezionati nella Tav. C5.01, sono rappresentativi della rete di fruizione storica del territorio senese, nonché espressione attuale di elevati livelli di armonia ed equilibrio con i contesti paesaggistici attraversati.
2. Le prestazioni non negoziabili sono costituite:- a) dalla intangibilità dei tracciati, da mantenersi nella configurazione attuale o da ripristinarsi in base alla documentazione storica;
- b) dalla garanzia della fruizione pubblica.
- a) per la realizzazione di aree di sosta atte a consentire la fruizione dei paesaggi circostanti;
- b) per la realizzazione di sentieri pedonali e ciclabili che, anche diramandosi dai tracciati stessi, consentano la fruizione di beni storico-architettonici, paesaggistici e ambientali.
4. Le aree di sosta sono realizzate utilizzando sedimi già esistenti, senza sbancamenti, movimenti di terra o contenimenti che alterino i rapporti esistenti tra sede viaria ed immediato contesto.
5. Le piste ciclabili sono realizzate utilizzando il sedime stradale esistente oppure sentieri complanari anch'essi esistenti.
Art. 40. Le forme insediative di crinale e le emergenze insediative del territorio aperto
1. Le forme insediative di crinale e le emergenze evidenziate nella Tav. C5.01 sono da mantenersi in quanto espressive delle relazioni consolidate tra viabilità, beni storico-architettonici e tessiture agrarie del promiscuo nei paesaggi collinari senesi.
Gli Statuti delle risorse ed il RU fissano gli obiettivi e la disciplina necessaria per garantire le prestazioni di cui al co. 1, curando in particolare le modalità della nuova edificazione, la integrità fisica degli edifici storici e le modalità di ripristino dei paesaggi agrari intimamente legati agli edifici stessi.A 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Il PS prevede:
Art. 45, l'assunzione degli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella legge reg. Toscana 21 marzo 2000, n. 37.
Art. 151. nella la redazione del Piano Comunale per l'illuminazione Pubblica (PCIP) e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000;
Art. 49, la verifica del comfort acustico nelle trasformazioni urbanistiche; in particolare le aree interessate da nuove edificazioni in attuazione dei RU sono verificate sotto il profilo del comfort acustico mediante la presentazione obbligatoria di una valutazione di clima acustico
In particolare l'area di intervento rientra per la maggior parte nella classe IV (aree di intensa attività umana) e per una porzione a sud in prossimità dell'insediamento produttivo nella classe V (aree prevalentemente industriali).A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) Il PS per gli interventi che ricadono in aree sensibili di classe 2 prevede:
Art. 54, azioni volte alla limitazione delle infiltrazioni di sostanze inquinanti dovute a attività antropiche.A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità irrilevante prevede all'Art. 61 che non sono necessarie considerazioni sulla riduzione del rischio idraulico. A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, prevede:
Art. 68, indagini geognostiche di supporto alla progettazione edilizia
Nella parte a nord è localizzata un'area, non interessata da interventi di urbanizzazione, che risulta in classe 3 (media).A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio di Fondovalle) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sistema di Paesaggio di Fondovalle, Sottosistema delle pianure alluvionali, prevede:
Art. 72, il contenimento dell'incremento dei suoli artificiali, la previsione per le nuove urbanizzazioni di densità insediative medio-alte e il recupero delle aree e degli edifici dismessi; a compensazione dei processi di trasformazione integrata la creazione di aree pubbliche o aree aperte alla fruizione pubblica; Art. 76, come misura di compensazione per le aree interessate da interventi di trasformazione integrata l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RU.A 3.5.1.a Lo statuto della città e degli insediamenti (Sistema di Paesaggio delle Crete) Art. 73. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio delle Crete e relativi sottosistemi
1. Il PS assume quali obiettivi per l'intero sistema di Paesaggio delle Crete:
- a) ampliare la consistenza delle aree con presenza di fitocenosi autoctone (boschi e cespuglieti), anche utilizzando aree marginali, residue od abbandonate;
- b) favorire la presenza negli impluvi di elementi di vegetazione riparia in continuità con i Paesaggi del Fondovalle;
- c) mantenere il pattern insediativo di crinale, evitando la saldatura edilizia tra edifici oggi isolati - in specie se di elevato valore storico-architettonico - e collocando eventuali aree di trasformazione integrata in aderenza o prossimità con nuclei urbani esistenti;
- d) migliorare la qualità percettiva degli insediamenti di crinale, sia attraverso la tutela della maglia fitta del promiscuo sui ripiani sia attraverso la modifica delle alterazioni indicate nella Tav. C.5.03;
- e) ridurre nelle fasce collinari la dimensione dei campi a seminativo, reintroducendo elementi divisori come siepi e filari, disposti in modo da garantire sia la stabilità dei versanti che la continuità della rete ecologica;
- f) segnalare, anche con opportune piantumazioni colturali e non, la presenza di anomalie del suolo come lenti sabbiose, paleofrane, detriti;
- g) limitare l'introduzione di colture legnose previste dalla disciplina europea agli impluvi o ai versanti lontani da nuclei edilizi e non adiacenti alle colline sabbiose.
Le aree di trasformazione integrata che prevedono nuove occupazioni di suolo sono individuate dal RU esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti esistenti, privilegiando il riuso di aree già urbanizzate.
Le aree di trasformazione integrata sono realizzate nel rispetto della misura di compensazione per le aree di nuova urbanizzazione nelle quali è da prevedersi l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RU.
Gli interventi di ripristino o restauro ambientale che interessano il Sistema dei Paesaggi delle Crete, promossi da soggetti pubblici e privati, assumono come azioni prioritarie gli interventi di:
- restringimento della maglia dei campi, limitandone l'estensione unitaria ad un massimo di 15 ha;
- ripristino delle colture arboree sui crinali in prossimità degli edifici;
- creazione di boschetti autoctoni isolati in posizione di crinale;
- incremento della vegetazione naturale negli impluvi, da ottenersi arretrando le arature e le semine di almeno 5 m da ogni lato dell'impluvio e non disturbando l'affermazione dei processi evolutivi naturali.A 3.5.1.b Lo statuto della città e degli insediamenti (Sistema di Paesaggio di Fondovalle e relativi Sottosistemi) Art. 72. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio di Fondovalle e relativi Sottosistemi
1. Il PS assume quali obiettivi prestazionali per l'intero Sistema del Paesaggio di Fondovalle:- a) incrementare la consistenza e la continuità dei boschi igrofili ed in generale della vegetazione autoctona, anche utilizzando aree marginali, residue od abbandonate;
- b) contenere l'incremento dei suoli artificiali, prevedendo per le nuove urbanizzazioni densità insediative medio-alte e massimizzando il recupero delle aree e degli edifici dismessi;
- c) compensare la realizzazione di aree di trasformazione integrata) con la creazione di aree pubbliche o aperte alla fruizione pubblica, ove possibile limitrofe ai corsi d'acqua principali, gestite con finalità di protezione ambientale e di rafforzamento della rete ecologica;
- d) mantenere, ed ove possibile ripristinare, la maglia agraria originaria della bonifica (struttura gerarchizzata dei canali perpendicolari od ortogonali al corso d'acqua principale) o comunque la rete scolante, reintroducendo elementi vegetali, lineari di suddivisione dei campi (siepi, filari, etc.).
Art. 76. La disciplina per il Sistema dei Paesaggi di Fondovalle
1. Le aree di trasformazione ricadenti nei Paesaggi di Fondovalle sono individuate dal RU privilegiando, a parità di requisiti funzionali, le aree che presentano uno o più dei seguenti requisiti:- a) collocazione nel Sottosistema delle Alluvioni Collinari;
- b) assente o moderato rischio idraulico;
- c) elevato grado di alterazione pregresso della tessitura agraria originaria.
6. Gli interventi di restauro e recupero ambientale che interessano il Sistema dei Paesaggi di Fondovalle, promossi da soggetti pubblici o privati, assumono come azioni prioritarie il miglioramento della continuità ambientale e l'incremento della consistenza della vegetazione igrofila, nonché l'aumento della consistenza boschiva e della vegetazione autoctona lungo le divisioni dei campi.
7. Il RU definisce nello specifico le tipologie, i materiali e le dimensioni delle strutture precarie o degli annessi suscettibili di riqualificazione o di eliminazione.A 3.5.2.a Lo statuto della città e degli insediamenti (Filamenti del Territorio Aperto) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sottosistema dei Filamenti del Territorio Aperto, prevede:
Art. 86. Obiettivi per il Sottosistema dei Filamenti del Territorio Aperto
1. Il Sottosistema dei Filamenti del Territorio Aperto comprende insediamenti a bassa densità sviluppatisi lungo i percorsi storici di crinale con funzioni originarie di organizzazione e gestione dell'attività agricola, così come indicati dalla Tav. C.5.04.
2. Il PS assume per questo sottosistema i seguenti obiettivi:- a) favorire la conservazione del patrimonio edilizio di valore storico architettonico attraverso il recupero degli edifici;
- b) assicurare sia la tutela della integrità fisica dei beni storico architettonici, che la persistenza od il ripristino della qualità dei loro rapporti con il contesto;
- d) stabilire un equilibro tra il soddisfacimento di una domanda di servizi e infrastrutture di tipo urbano, ancorché elementare, e l'esigenza di preservare la qualità di un contesto insediativo a carattere rurale;
- e) integrare i percorsi di crinale all'interno di circuiti turistici e ambientali sostenibili (trekking, cicloturismo etc.).
1. Il RU disciplina le differenti componenti del sottosistema dei filamenti di territorio aperto, così come individuati nella Tav. C.5.04. sulla base dei contenuti dello Statuto degli ecosistemi e del paesaggio, nonché in funzione della disciplina dei beni storico-architettonici del territorio aperto, curando che la eventuale previsione di addizioni edilizie non comporti estesi fenomeni di saldaturaA 3.5.2.b Lo statuto della città e degli insediamenti (Insediamento Rurale Diffuso) Art. 87. Obiettivi per il sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso
1. Il sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso ricomprende sia insediamenti a struttura complessa, caratterizzati da forte articolazione e specializzazione tipologica e funzionale dell'edificato e degli spazi aperti (Monteliscai), sia insediamenti elementari isolati - storici e recenti - diffusi sul territorio.
2. Sono compresi in questo sottosistema gli insediamenti diffusi nel territorio aperto che non formano sistemi di insediamenti riconoscibili o riconducibili ai filamenti del territorio aperto di cui al precedente art. 86.
3. Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi:- a) favorire la conservazione del patrimonio edilizio di valore storico-architettonico attraverso il recupero degli edifici;
- b) tutelare e riqualificare il patrimonio edilizio rurale - sia storico che recente - con attenzione al rapporto con il contesto ed agli insediamenti di qualità;
- c) favorire il mantenimento delle attività agricole, compatibilmente con le esigenze dei sistemi e sottosistemi di paesaggio in cui si inseriscono;
- d) recuperare gli edifici storici non utilizzati a fini agricoli, per destinarli a funzioni residenziali, mantenendone o ripristinandone le caratteristiche tipologiche originarie;
- e) incentivare l'eliminazione di elementi precari o incongrui.
1. Il RU disciplina il sottosistema dell'insediamento rurale diffuso, così come individuati nella Tav. C.5.0.4. sia sulla base degli obiettivi di cui all'art. 87 delle NTA che, sulla base dei contenuti dello Statuto degli ecosistemi e del paesaggio, nonché in funzione della disciplina dei beni storico-architettonici del territorio aperto.
2. L'eventuale concessione di aumenti di volumetria in edifici di valore storico nullo è subordinata alla eliminazione di eventuali elementi in contrasto con le caratteristiche paesaggistiche dei luoghi (annessi precari, recinzioni) o comunque alla previsione di interventi di miglioramento ambientale coerenti con le indicazioni dello Statuto degli ecosistemi del paesaggio.A 3.5.2.c Lo statuto della città e degli insediamenti Sezione II. I criteri di gestione generali Art. 94. Disciplina per i beni storico architettonici del territorio aperto - trasformazioni ammesse nelle aree di pertinenza e nei resede: prescrizioni per il RU
1. Il RU disciplina le trasformazioni ammesse nelle aree di pertinenza e nei resede dei BSA sulla base delle seguenti prescrizioni:- a) esplicitare i criteri di selezione per l'individuazione dei BSA ove le esigenze di tutela paesaggistica rendono necessaria l'individuazione di una area di pertinenza paesistica, procedendo successivamente alla loro perimetrazione, assumendo come riferimento le aree di pertinenza segnalate nella Tav. C.5.02 derivate dal PTC di Siena;
- b) limitare le trasformazioni nelle aree di pertinenza dei BSA articolando, specificando e graduando la disciplina di cui all'art. 132 delle presenti NTA;
- c) prevedere, per le trasformazioni edilizie sui BSA, che comportino o meno variazioni della destinazione d'uso, specifici interventi di riqualificazione del resede - inteso come area libera intimamente connessa al bene - e degli eventuali manufatti di antica formazione o giardini disegnati presenti, con contestuale eliminazione di edifici od annessi recenti fatiscenti o comunque non congruenti con gli aspetti originali del resede stesso
A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico L'intervento rientra tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto ministeriale del 16-01-1974 (G.U. n. 58 del 2 marzo 1974). A SEZIONE VII - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàDal punto di vista idraulico l'intervento in oggetto ricade quasi totalmente in classe di pericolosità 1, pertanto si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni I.1 a tutti gli interventi ricadenti in essa.
La zona in prossimità del Torrente Bozzone ricade in classi di pericolosità 3 e 4, ma dato che la destinazione di tale superficie sarà a verde si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni I.1.
Il settore settentrionale della zona di intervento ricade in parte in area sensibile di classe 2 relativamente alla vulnerabilità degli acquiferi. Pertanto si ritiene opportuno verificare, attraverso una campagna di indagine idrogeologica e litostratigrafica, l'effettiva presenza di una falda entro profondità significative. I risultati dell'indagine dovranno essere utilizzati, in sede di Piano Attuativo, per calibrare le eventuali misure precauzionali tese a limitare la possibile propagazione di elementi inquinanti entro le falde presenti, così come previsto dall'Art. 164 delle NTA.
Dal punto di vista geomorfologico, nella parte centrale dell'area di trasformazione, denominata 10.2, è presente una zona perimetrata in classe 3 (PFE), dovuta sia alla presenza di terreni argillosi in una zona a maggiore pendenza del versante. Pertanto per le aree con previsione a superficie fondiaria che intersecano la classe 3 di pericolosità geomorfologica, si attribuisce una fattibilità condizionata G.3. Ciò significa che in fase di predisposizione del Piano Attuativo dovranno essere acquisiti dei parametri stratigrafici e geotecnici dei terreni interessati dall'intervento e dovrà essere eseguita una verifica di stabilità del versante interessato da pericolosità elevata.
Ai percorsi pedonali ed alle aree con destinazione a verde che rientrano in classe 3 di pericolosità si attribuisce una fattibilità senza particolari limitazioni G.1.
La restante superficie dell'ATI 10 ricade in classe di pericolosità geomorfologica 2, quindi si attribuisce una fattibilità con normali vincoli G.2 nelle zone di previsione degli edifici, dei parcheggi a raso e della viabilità locale. Alle aree a verde ed ai percorsi pedonali si attribuisce una fattibilità G.1.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe di pericolosità 3, nella zona di previsione degli edifici e della viabilità locale, si attribuisce fattibilità S3, ovvero dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisiche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico. Ai parcheggi scoperti è attribuita fattibilità sismica S2, mentre alla mobilità pedonale è attribuita fattibilità sismica S1.
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Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 11
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
L'intervento prevede il completamento della zona industriale esistente, al di là della linea ferroviaria Buonconvento - Monteantico, in un'area pressoché pianeggiante compresa tra la Cassia ed il fiume Arbia.
L'impianto urbanistico dovrà ricalcare quello attuale con la disposizione dei lotti in continuità con quelli esistenti. La viabilità locale sarà garantita da una nuova strada di servizio interna all'area, pressoché parallela al v.le N. Mengozzi, mentre la viabilità principale sarà garantita da un nuovo raccordo collegato a sud al nucleo di Isola d'Arbia e ad ovest al tratto esistente della Cassia in prossimità della rotatoria, tratto previsto, in larga parte, su viadotto per il sovrappasso della linea ferroviaria Buonconvento - Monteantico.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 263740 mq Dotazioni Pubbliche min 73730 mq Verde privato min 105725 mq Superficie Fondiaria max 80465 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 28125 mq Mobilità pedonale (Mh) 4725 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 11150 mq Percorso ciclo pedonale (Mg) 5070 mq Verde attrezzato (Va) 14100 mq Impianti sportivi all'aperto (So) 9810 mq Stazione passeggeri (Me) 750 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde di ambientazione (Vd) min 105725 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Lotti 22 n. Superficie Coperta max 14000 mq Edifici max 22 n. TAB. 5 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: le singole aree Superficie Unità mis. LOTTI da 9 a 20 Superficie Fondiaria max 41647 mq Superficie Coperta max con destinazione Industria e artigianato produttivo (I1) e commerciale (Tc2) 12060 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione Industria e artigianato produttivo (I1) di cui: 24120 mq 20% con destinazione commerciale, per esercizi specializzati nella vendita esclusiva di merci ingombranti ed a consegna differita (Tc2) 4824 mq Tipologia edificio industriale/commerciale - Edifici max 12 n. Piani fuori terra max 2 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 9,0 m Distanza dai confini 10 (vedi prescrizioni) m Distanza dalla strada 10 (vedi prescrizioni) m Tipo di intervento Piano attuativo LOTTI da 1 a 8 e 21 - 22 Superficie Fondiaria max 38818 mq Superficie Coperta max con destinazione Industria e artigianato produttivo (I2) 1940 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione Industria e artigianato produttivo (I2) 1940 mq Tipologia edificio industriale - Edifici max 10 n. Piani fuori terra max 1 n. Piani interrati o seminterrati max 0 n. Altezza max a valle 5,0 m Distanza dai confini 10 (vedi prescrizioni) m Distanza dalla strada 10 (vedi prescrizioni) m Tipo di intervento Piano attuativo SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per dotazioni pubbliche o di uso pubblico
- Realizzazione di una strada di uso pubblico a servizio della zona industriale, a doppio senso di marcia di 8 metri minimo che dovrà essere dotata su entrambi i lati di un'area per la sosta parallela, 2 metri per complessivi 250 posti auto circa, di un marciapiede di 1,5 metri, di una fascia piantumata con essenze vegetali autoctone di 1,5 metri sul lato ovest e di 4 metri su quello est. Lungo strada dovranno essere previste, in continuità con la fascia per la sosta parallela, idonee aree destinate alle stazioni ecologiche, opportunamente schermate con siepi ed alberature autoctone. Nella parte terminale a nord è prevista altresì la realizzazione di una rotatoria per l'inversione della marcia, di raggio min. 20 metri, e di un sottopasso ferroviario ciclo-pedonale, di larghezza min. di 5 metri, di collegamento con le nuove attrezzature sportive e con la pista ciclabile prevista lungo il raccordo Isola d'Arbia - Renaccio.
- La viabilità locale anzidetta sarà collegata alla viabilità principale, nuova Cassia, mediante la realizzazione di un raccordo collegato a sud al nucleo di Isola d'Arbia e ad ovest al tratto esistente della Cassia in prossimità della rotatoria. Questo nuovo tratto è previsto per la maggior parte su viadotto per il sovrappasso della linea ferroviaria Buonconvento - Monteantico. La piattaforma stradale sarà costituita da una sezione tipo C1 ai sensi del Decreto Min. Infr. Trasp. 5/11/2001, con corsie di 3.75m, banchine di 1.50m e marciapiedi di almeno 0.75m.
- Realizzazione di quattro aree destinate a parcheggio di uso pubblico a servizio della zona industriale ed all'occorrenza anche dei nuovi impianti sportivi di Borgovecchio per complessivi 400 posti auto circa. Una di queste aree è localizzata nella parte sud dell'ATI ed è prevista a servizio degli Impianti sportivi all'aperto previsti, nonché del nucleo di Isola d'Arbia, delle attività commerciali esistenti e della nuova pista ciclabile, per complessivi 50 posti auto circa. Tale parcheggio dovrà essere messo a sistema con il sovrappasso pedonale della linea ferroviaria Buonconvento - Monteantico. La progettazione dovrà garantire, per tutte le aree previste, l'uso di materiali naturali e permeabili almeno per le aree di sosta (posti auto) e zone alberate per l'ombreggiamento e la mitigazione ambientale; ad integrazione delle alberature potranno essere previste delle strutture leggere (legno, metallo etc.) quale copertura degli autoveicoli e sede di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili;
- Realizzazione di un'area pedonale (piazza), antistante la stazione ferroviaria, attrezzata con arredo pubblico per la sosta pedonale ed il relax e dotata di aree verdi alberate;
- Riqualificazione del manufatto della stazione ferroviaria e valorizzazione del percorso ciclo-pedonale esistente (sottopasso) di collegamento fra la nuova area industriale e v.le N. Mengozzi;
- Realizzazione di un sovrappasso pedonale della linea ferroviaria Buonconvento - Monteantico nella parte sud dell'ATI a margine del previsto parcheggio di uso pubblico. La progettazione dovrà garantire l'impiego di materiali naturali quali ad es. il legno ed il metallo e l'utilizzo di strutture leggere parzialmente prefabbricate.
- Realizzazione di un tratto, di circa 1100 metri, della pista ciclabile Poggibonsi - Buonconvento, lungo il margine est della nuova area industriale; dovrà inoltre essere realizzato un percorso ciclo - pedonale di collegamento fra questa pista e quella prevista lungo il raccordo Isola d'Arbia - Renaccio della lunghezza di circa 700 metri;
- Realizzazione di un'area boscata destinata a parco pubblico attrezzato messa a sistema con la piazza antistante la stazione ferroviaria;
- Realizzazione di un campo sportivo scoperto comprensivo degli edifici destinati ad ospitare spogliatoi, locali, servizi connessi e parcheggi di servizio; per il relativo dimensionamento e per le prescrizioni inerenti questo specifico intervento si fa riferimento all'art. 98 c. 3 delle NTA;
- Le dotazioni dei parcheggi per la sosta di relazione, di cui all'art. 40 delle NTA, dovranno essere soddisfatte, in considerazione delle varie destinazioni d'uso, all'interno dei singoli lotti.
Progettazione unitaria delle aree verdi.
Il sistema delle aree verdi – alberature lungo strada, parcheggi, verde pubblico, verde di ambientazione, verde complementare – sarà oggetto di un progetto unitario di paesaggio che, sulla base delle indicazioni del DM 16.01.1974 e del PIT paesaggistico (sub ambito 33c, sezione 3 e 4) e delle tavole B.8.2.04 e B.8.2.05 del PS articoli le differenze componenti al fine di:
- - assicurare l'impianto di almeno 7 ha di nuove formazioni boschive ai fini specifici di rinaturalizzazione e conservazione della biodiversità, addensate lungo il corso dell'Arbia e dei fossi affluenti, in continuità con le formazioni boschive esistenti e mantenendo l'efficienza delle reti scolanti (obiettivi 6.1., 6.2. e 6.4. scheda paesaggio ambito 33c sez. 3 PIT);
- - progettare i margini dell'insediamento in funzione dei diversi contesti (linea ferroviaria, strade in viadotto, altra viabilità, pista ciclabile) anche al fine di attenuare l'impianto paesaggistico delle strutture più elevate (obiettivi 14.5. e 19.5. scheda paesaggio ambito 33c PIT);
- - dotare di alberi di alto fusto le aree di verde pubblico e le aree più accessibili di verde di ambientazione;
- - coordinare il disegno e la composizione della vegetazione urbana (viali, parcheggi) al disegno dei margini e a quello delle aree boscate (obiettivo 19.4 scheda paesaggio ambito 33c sez. 3 PIT).
Il progetto di paesaggio sarà corredato da uno specifico programma di gestione da includere nei dispositivi convenzionali.
Prescrizioni per il verde privato:
- Aree dove si prevede la rinaturalizzazione del terreno con la piantumazione di essenze vegetali autoctone per la costituzione di un'ampia area boscata di mitigazione ambientale e di riduzione dell'impatto del costruito sull'ambiente naturale circostante; in particolare dovrà essere garantita una fascia alberata in filari, della profondità minima di 10 metri, lungo i confini che delimitano l'area industriale per la schermatura dei capannoni.
- Realizzazione di percorsi pedonali alberati di uso pubblico (larghezza minima 5 metri) di separazione fra i vari lotti e di collegamento fisico con i marciapiedi e percettivo con l'area di ambientazione e con il contesto costruito e naturale; dovrà inoltre essere realizzato un percorso pedonale alberato di collegamento con il Parco fluviale lungo il fiume Arbia;
- Nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi l'impianto anticipato della vegetazione arborea di progetto (pre-verdissement) con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere;
- Eventuali opere di sostegno, dovranno essere previste a basso impatto ambientale, (terre armate a faccia verde etc.).
SEZIONE IV - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
- La progettazione dovrà rispettare il carattere tipologico e formale del tessuto preesistente, rilevati e avvallamenti del terreno dovranno essere valorizzati e diventare elementi di progetto limitando i movimenti di terra. In particolare dovranno essere previsti capannoni isolati, allineati lungo la nuova strada di servizio, rivestiti con materiali naturali di colorazione tipica della tradizione locale (terra di Siena etc.). Le coperture dovranno essere previste in piano e dotate di un manto erboso praticabile (tetto giardino) e/o di impianti tecnologici per lo sfruttamento delle energie rinnovabili (pannelli solari: fotovoltaici e termici, pompe di calore etc.) opportunamente integrati alla struttura edilizia. Ogni lotto dovrà essere delimitato verso l'interno da una fascia alberata, della profondità minima di 3 metri, per la piantumazione di essenze vegetali autoctone (alberature e siepi).
- I lotti dal n. 1 al n. 8 compresi ed il n. 21 e 22 saranno destinati allo stoccaggio di materiali e quindi caratterizzati da ampi spazi non costruiti; eventuali tettoie dovranno essere realizzate in continuità con il manufatto principale con materiali prefabbricati e facilmente smontabili (legno, metallo etc.) coperti con falde in piano o inclinate opportunamente integrate agli impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Le colorazioni dei materiali dovranno rispettare i cromatismi predominanti presenti nel manufatto principale e/o nel contesto costruito.
- In considerazione della fascia di rispetto di 30 metri dal binario della linea ferroviaria, la nuova edificazione nei lotti n. 9, 11 e 13 dovrà garantire la distanza di 12 metri dal confine est.
- La nuova edificazione nei lotti n. 15, 16, 17 e 18 dovrà invece rispettare la distanza di 5 metri dai confini nord e sud; in considerazione di questa distanza la fascia alberata sopra citata viene ridotta alla profondità minima di 1 metro.
Schema progettualeSEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Aree di trasformazione integrata All'Art. 18. il PS specifica che le aree di trasformazione integrata sono finalizzate alla realizzazione di insediamenti caratterizzati da una molteplicità di funzioni la cui disciplina comporta il ricorso a piani attuativi o, in casi di particolare rilevanza al PCI. A 1.2 Politiche per gli insediamenti produttivi ed il turismo Gli indirizzi delle politiche per gli insediamenti produttivi ed il turismo sono costituiti dal rafforzamento del ruolo di Siena nel contesto provinciale, attraverso una riorganizzazione e riqualificazione dei servizi ed il potenziamento delle comunicazione, anche mediante la promozione del pieno utilizzo delle aree produttive esistenti. 1.3 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare.; A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N. 9 – Città dell’Arbia - Strategia di sviluppo territoriale La "Città dell'Arbia" è assurta a polo urbano di assoluto rilievo per l'entità degli interventi previsti, e per la qualità della progettazione integrata che si vuole sviluppare, attraverso una serie di interventi che interconnettano fisicamente e funzionalmente i centri di Taverne, Abbadia e Isola e le aree industriali di Isola e Renaccio.
Tale strategia si basa sulla realizzazione del Parco fluviale intercomunale dell'Arbia (in collaborazione con i Comuni di Monteroni d'Arbia, Asciano e Castelnuovo), come connettore fisico tra le funzioni, spazio di loisir per gli insediamenti, corridoio ecologico principale per la rinaturalizzazione.
L'incremento del rango urbano delle frazioni di Taverne d'Arbia e di Isola d'Arbia avviene attraverso la previsione di addizioni residenziali e di nuovi servizi di base (anche in coordinamento con i comuni limitrofi), la collocazione di servizi di pregio, il rafforzamento degli insediamenti produttivi, il completamento della rete viaria (Nuova Cassia e collegamento tra le aree industriali di Isola e Renaccio), il rafforzamento del TPL e l'incremento delle connessioni basate su parchi territoriali.
Al rafforzamento degli insediamenti produttivi corrisponde anche una maggiore articolazione funzionale, in consonanza con la tendenza già in atto, attraverso l'inserimento di superfici per il terziario commerciale, direzionale e di servizio alla persona e l'allontanamento delle funzioni incompatibili o incongruenti.
Il livello di mobilità viene migliorato attraverso la realizzazione della metropolitana leggera, il completamento della "Nuova Cassia", che libera il centro di Isola dal traffico pesante, la separazione dei flussi veicolari nelle aree industriali e commerciali di nuova formazione, nello sviluppo dell'intermodalità nei pressi delle nuove stazioni della metropolitana di superficie e nella realizzazione della nuova strada che collegherà l'area industriale di Isola d'Arbia con la S.P. Traversa Romana-Aretina n.136. Il parco fluviale dell'Arbia diventa invece il luogo privilegiato della mobilità leggera, attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili che interconnettono gli insediamenti. Tra questi, assume particolare rilievo la pista ciclabile Poggibonsi-Buonconvento, che attraversa tutta l'UTOE.A 2.2 UTOE N. 9 - azioni L'incremento residenziale nel quadrante sud-est del comune di Siena, in particolare nelle frazioni di Taverne e Isola, viene perseguito attraverso la realizzazione di circa 1270 alloggi, distribuiti principalmente tra le frazioni di Isola e Taverne e nell'ambito del nuovo polo multifunzionale gravitante attorno alla stazione di Isola Scalo.
Il rafforzamento delle funzioni di eccellenza è perseguito attraverso il trasferimento dello Stadio e del Palazzetto dello sport all'interno dell'area prevista per la realizzazione di un centro sportivo polivalente funzionale sia a livello sovracomunale sia alla popolazione a Sud del Comune. In tale area, per ottimizzare l'uso delle urbanizzazioni sarà prevista la collocazione di strutture temporanee legate alla cultura e allo spettacolo. La realizzazione di servizi per la cultura e lo spettacolo nell'edificio dell'Ex Idit, insediamento di nuove funzioni commerciali e di funzioni maggiormente compatibili con l'area industriale di Isola.
Gli interventi nelle aree di trasformazione strategiche dell'Ex Molino Muratori, del nuovo Stadio e dell'Ex Nannini sono realizzati attraverso lo strumento del Piano Complesso d'Intervento (PCI), prevedendo forme di convenzionamento che assicurino la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria e la compensazione del fabbisogno pregresso di opere di urbanizzazione nelle aree esistenti. Inoltre, attraverso opportune forme perequative di tipo ambientale, contribuiscono a garantire la realizzazione dei parchi urbani e territoriali, nonché al mantenimento di superfici a verde alberato o a prato, mantenendo le percentuali di COS vegetale minimo stabilite nel RU.
Il PS istituisce il Parco dell'Arbia, con funzione di collegamento tra Taverne e Isola e di connettore ecologico in continuità con il Parco del Bozzone. A questo scopo, le forme di perequazione atte a perseguire i livelli di Coefficiente di Occupazione dello Spazio del verde previsti dal RU possono prevedere trasferimenti di superfici a vegetazione arborea nell'ambito del Parco Fluviale. Nell'ambito del parco urbano viene completata la Pista ciclabile Poggibonsi-Buonconvento e si prevede la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali che garantiscono sia il collegamento interno (Taverne-Isola), sia quello con le frazioni dei comuni confinanti (Arbia e Ponte a Tressa). Tali percorsi sono attrezzati e segnalati anche ai fini dell'escursionismo naturalistico.
Il RU e il PGTU, nell'ambito delle loro attribuzioni, individuano le nuove fermate della metropolitana leggera nelle zone di Ruffolo e Taverne, nel punto di incrocio tra le linee Siena-Chiusi e Siena-Buonconvento, ad Isola. In prossimità di tali fermate sono previste aree per la sosta e nuovi parcheggi scambiatori, oltre all'integrazione con il sistema del TPL.
Il completamento della "Nuova Cassia", liberando il centro di Isola dal traffico pesante, richiede la riprogettazione degli spazi pubblici (marciapiedi, spazi verdi...), così come deve essere ripensato lo svincolo in uscita dal raccordo autostradale Siena-Bettolle in prossimità di Ruffolo, nell'ambito della progettazione del lotto "0" che, con quattro corsie, connetterà la Siena - Grosseto con la Siena - Bettole, dando continuità a dette viabilità ed elevandole al rango di Strade di Grande Comunicazione.
Ai fini del ripristino delle reti ecologiche, lungo le nuove infrastrutture (collegamento Isola-Renaccio e nuova Cassia) sono previste delle fasce di ambientazione sistemate con alberi e cespugli.
Nelle aree industriali e commerciali di nuova formazione si prevede la separazione dei flussi veicolari di attraversamento da quelli di penetrazione.A 3 Componente statutaria 3.1 Le invarianti Il PS considera la Cassia un "Percorso di interesse storico-paesistico - strada asfaltata" e all'Art. 39 definisce i percorsi selezionati nella Tav. C5.01 rappresentativi della rete di fruizione storica del territorio senese, nonché espressione attuale di elevati livelli di armonia ed equilibrio con i contesti paesaggistici attraversati.
1. Le prestazioni non negoziabili sono costituite:- a) dalla intangibilità dei tracciati, da mantenersi nella configurazione attuale o da ripristinarsi in base alla documentazione storica;
- b) dalla garanzia della fruizione pubblica.
- a) per la realizzazione di aree di sosta atte a consentire la fruizione dei paesaggi circostanti;
- b) per la realizzazione di sentieri pedonali e ciclabili che, anche diramandosi dai tracciati stessi, consentano la fruizione di beni storico-architettonici, paesaggistici e ambientali.
3. Sono consentite esclusivamente le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che non alterino la sezione ed il tracciato originari.
4. Le aree di sosta sono realizzate utilizzando sedimi già esistenti, senza sbancamenti, movimenti di terra o contenimenti che alterino i rapporti esistenti tra sede viaria ed immediato contesto.
5. Le piste ciclabili sono realizzate utilizzando il sedime stradale esistente oppure sentieri complanari anch'essi esistenti.
Art. 44. La tutela della biodiversità: le reti ecologiche 1. Sono invarianti strutturali i corridoi fisico-biologici costituiti dai corsi d'acqua e dalla vegetazione igrofila contigua, così come individuati nella Tav. C.5.01.
2. Le prestazioni assegnate riguardano:- a) il mantenimento della continuità ambientale sia nei corpi idrici che nella vegetazione e nei cigli di sponda;
- b) il mantenimento della connettività tra elementi non fisicamente contigui;
- c) il mantenimento di mosaici territoriali coerenti con l'eterogeneità potenziale e con gli aspetti determinati dalla presenza compatibile della storia umana;
- d) la tutela degli ambienti acquatici;
- e) la non trasformabilità delle aree a fini insediativi, infrastrutturali od impiantistici, con le eccezioni di cui al successivo co. 3.
4. Viene perseguita la istituzione di aree protette comprensive degli habitat fluviali, anche in coordinamento con i comuni limitrofi.A 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Art. 45. Il PS assume gli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella L.R.T. 21 marzo 2000, n. 37. Il perseguimento di questi obiettivi è affidato al Piano Comunale per l'Illuminazione Pubblica (PCIP).
Art. 151. nella la redazione del PCIP e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000 e con misure conseguenti inerenti:- - la regolamentazione delle attività in deroga ai limiti;
- - la previsione di specifici requisiti nel Regolamento Edilizio e nel Regolamento di Polizia urbana;
- - la definizione delle attività soggette a presentazione di valutazione di impatto acustico;
- - gli interventi di bonifica acustica da prevedere nell'ambito del Piano comunale di risanamento acustico.
In particolare l'area di intervento rientra per la maggior parte nella classe V (aree prevalentemente industriali) e nella classe IV (aree di intensa attività umana) oltre ad essere interessata dalla fascia di rispetto delle reti viarie esistenti e di progetto.A 3.2.3 Lo statuto dell'aria (Inquinamento elettromagnetico) Art. 47. il PS assume come obiettivo prestazionale in materia di inquinamento elettromagnetico quello di minimizzare l'esposizione della popolazione. L'obiettivo viene perseguito attraverso il Piano di razionalizzazione delle emissioni elettromagnetiche (PREE) approvato con delibera del Consiglio comunale n. 240 del 23 luglio 2003 ed ai suoi periodici aggiornamenti nonché garantendo un periodico diffuso controllo degli impianti esistenti e la diffusione dei risultati degli stessi. A 3.2.4 Lo statuto dell'aria (Inquinamento atmosferico) Art. 48. il PS assume l'obiettivo di contenere entro i limiti di legge i livelli di inquinamento atmosferico: assicurando l'operatività dei monitoraggi, attraverso misure di controllo degli scarichi in atmosfera sia delle aziende che dei sistemi di riscaldamento civili, attraverso la regolamentazione del traffico, da operarsi attraverso il Piano generale dei trasporti urbani (PGTU), approvato con delibera del Consiglio comunale n. 616 del 25 ottobre 2000 e da adeguarsi in coerenza con le prescrizioni e gli indirizzi contenuti nell'art. 152 delle presenti NTA. A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) L'intervento previsto ricade in un'area priva di vincoli. A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Relativamente all'aspetto idraulico le carte di pericolosità del PS sono state aggiornate in seguito ai risultati degli studi idraulici eseguiti nell'area in oggetto, pertanto si rimanda alle nuove perimetrazioni di pericolosità idraulica ed alle relative prescrizioni presenti nella Fattibilità idraulica allegata. A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, prevede:
Art. 68, indagini geognostiche di supporto alla progettazione ediliziaA 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio di Fondovalle) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sistema di Paesaggio di Fondovalle, Sottosistema delle pianure alluvionali, prevede:
Art. 72, l'incremento della consistenza e la continuità dei boschi igrofili ed in generale della vegetazione autoctona, il contenimento dell'incremento dei suoli artificiali, la previsione per le nuove urbanizzazioni di densità insediative medio-alte e il recupero delle aree e degli edifici dismessi, il mantenimento, ed ove possibile il ripristino, della maglia agraria originaria e della rete scolante, reintroducendo elementi vegetali, lineari di suddivisione dei campi (siepi, filari, etc.); a compensazione dei processi di trasformazione integrata la creazione di aree pubbliche o aree aperte alla fruizione pubblica, gestite con finalità di protezione ambientale e di rafforzamento della rete ecologica. Nel Sottosistema delle Pianure Alluvionali è da promuoversi la costituzione di parchi pubblici fluviali che associno finalità di protezione collegate con la conservazione della vegetazione autoctona con funzioni ricreative e di connessione tra insediamenti urbani e produttivi.
Il PS all'Art. 76 detta i criteri di gestione e prescrive che, le aree di trasformazione ricadenti nei Paesaggi di Fondovalle sono individuate dal RU privilegiando, a parità di requisiti funzionali, le aree che presentano uno o più dei seguenti requisiti: collocazione nel Sottosistema delle Alluvioni Collinari, assente o moderato rischio idraulico, elevato grado di alterazione pregresso della tessitura agraria originaria.
Come misura di compensazione per le aree di nuova urbanizzazione previste da interventi di trasformazione integrata è da prevedersi l'impianto di una superficie a bosco la cui estensione è stabilita dal RU.A 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti (Sottosistema delle Aree miste) Art. 89. il Sottosistema delle Aree Miste comprende l'insieme delle aree che ospitano funzioni commerciali, artigianali e dei servizi, sviluppatesi generalmente nelle aree di fondovalle.
Sono comprese in questo sottosistema le aree di Massetana, Cerchiaia, Toselli-Due Ponti, Renaccio, Isola d'Arbia.
Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi:- promuovere il rafforzamento del sistema produttivo locale anche mediante la realizzazione di accordi con i comuni contermini, finalizzati a conseguire più efficienti livelli di specializzazione a scala territoriale;
- promuovere il pieno utilizzo ed il rafforzamento delle aree produttive di Isola, Renaccio e Cerchiaia;
- riqualificare la struttura insediativa attraverso il miglioramento della dotazione di opere di urbanizzazione e il trasferimento di attività produttive non compatibili con l'attuale ubicazione;
- migliorare la accessibilità con il TPL e la sosta, anche in funzione di una maggiore integrazione tra attività produttive e commerciali, soprattutto nelle aree soggette a più intensa frequentazione;
- incrementare la separazione tra flussi veicolari e traffico merci, nonché tra flussi di attraversamento e di penetrazione, anche attraverso il potenziamento e la realizzazione di viabilità di servizio.
- - Nelle zone industriali e artigianali, commerciali e direzionali esistenti, il RU favorisce la formazione di percorsi interni attraverso la realizzazione di una continuità tra i singoli lotti.
- - Il RU individua le aree ove sviluppare il sistema produttivo con una limitata offerta aggiuntiva di nuovi insediamenti.
- - Il RU individua le aree da sottoporre a pianificazione attuativa per la riqualificazione della struttura insediativa attraverso il miglioramento della dotazione infrastrutturale e la separazione tra flussi veicolari.
- - Il RU assume, per il riassetto del sottosistema delle aree miste, in presenza di destinazione commerciale i criteri ed i requisiti della programmazione urbanistica riferiti al settore commerciale, contenuti in particolare nel d.lgs n. 114/98, nella D.C.R. n. 233/1999 e nel Codice del commercio della Regione Toscana ex LR 28/05.
A 3.5.2 Lo statuto della città e degli insediamenti (Sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso) Art. 87. il sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso ricomprende sia insediamenti a struttura complessa, caratterizzati da forte articolazione e specializzazione tipologica e funzionale dell'edificato e degli spazi aperti, sia insediamenti elementari isolati - storici e recenti - diffusi sul territorio.
- Sono compresi in questo sottosistema gli insediamenti diffusi nel territorio aperto che non formano sistemi di insediamenti riconoscibili o riconducibili ai filamenti del territorio aperto.
- Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi: favorire la conservazione del patrimonio edilizio di valore storico-architettonico attraverso il recupero degli edifici, tutelare e riqualificare il patrimonio edilizio rurale - sia storico che recente - con attenzione al rapporto con il contesto ed agli insediamenti di qualità, favorire il mantenimento delle attività agricole, compatibilmente con le esigenze dei sistemi e sottosistemi idi paesaggio in cui si inseriscono, recuperare gli edifici storici non utilizzati a fini agricoli, per destinarli a funzioni residenziali, mantenendone o ripristinandone le caratteristiche tipologiche originarie, incentivare l'eliminazione di elementi precari o incongrui.
Art. 104. Disciplina del Sottosistema dell'Insediamento Rurale Diffuso
Il RU disciplina il sottosistema dell'insediamento rurale diffuso, così come individuati nella Tav. C.5.0.4. sia sulla base degli obiettivi di cui all'art. 87 che , sulla base dei contenuti dello Statuto degli ecosistemi e del paesaggio, nonché in funzione della disciplina dei beni storico-architettonici del territorio aperto.A 3.5.3 Lo statuto della città e degli insediamenti (Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto) Art. 84. il Sottosistema dell'Urbanizzato Compatto comprende gli insediamenti nati nel dopoguerra intorno alla città consolidata, nonché le principali frazioni che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno registrato uno sviluppo incrementale delle aree urbanizzate e della popolazione. Sono compresi in questo sottosistema i quartieri di Acquacalda, Petriccio, Vico Alto, San Miniato, Poggiarello, Scacciapensieri, viale Bracci e le frazioni di Taverne d'Arbia e Isola d'Arbia.
Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi:- - ricucire, completare e riqualificare i tessuti esistenti sia attraverso la progettazione delle aree libere sia con l'inserimento di nuove quote di edificato in aderenza o prossimità agli attuali perimetri urbani;
- - perseguire l'incremento del rango urbano delle frazioni di Taverne d'Arbia e di Isola d'Arbia, utilizzando una pluralità di strumenti quali la previsione di addizioni residenziali e di nuovi servizi di base (anche in coordinamento con i comuni limitrofi), la collocazione di servizi di pregio, il rafforzamento degli insediamenti produttivi, il completamento della rete viaria, il rafforzamento del TPL e l'incremento delle connessioni basate su parchi territoriali;
- - creare o valorizzare luoghi centrali sia attraverso la progettazione o riprogettazione degli spazi pubblici, sia attraverso il miglioramento della qualità degli arredi urbani e delle urbanizzazioni;
- - potenziare l'offerta abitativa, con particolare ricorso a tipologie edilizie che garantiscano una maggiore articolazione della struttura sociale;
- - arricchire il mix funzionale tramite l'insediamento di nuove funzioni pregiate e il potenziamento di quelle esistenti;
- - allontanare le funzioni incompatibili o incongruenti;
- - favorire la sostituzione di quote di edificato di bassa qualità;
- - migliorare i livelli di mobilità attraverso una migliore separazione dei flussi veicolari (di attraversamento, di penetrazione) e lo sviluppo della intermodalità;
- - potenziare la rete del trasporto pubblico assicurando i collegamenti tra i parcheggi scambiatori e le aree di destinazione, tenendo conto delle possibili forme di intensificazione e riorganizzazione del TPL su ferro;
- - realizzare parchi territoriali con funzione di connettivo tra gli insediamenti compatti ed a servizio dell'intera comunità senese.
- Nelle aree perimetrate come PIC o nelle nuove espansioni si prevedono forme di convenzionamento che assicurino la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria.
- Il RU e il PGTU, nell'ambito delle loro attribuzioni, individuano le nuove fermate della metropolitana leggera, le aree per la sosta in prossimità dei nodi delle reti del TPL, i nuovi parcheggi scambiatori e le modalità di collegamento tra questi e le aree di destinazione.
- Sono da istituirsi i parchi rurali di Vico Alto, con funzione di collegamento tra San Miniato e Vico Alto, di Torre Fiorentina, con funzione di collegamento tra Vico Alto e Lo Stellino-Viale Sclavo, il Parco delle Coste, connesso al Petriccio, e il Parco dell'Arbia, con funzione di collegamento tra Isola e Taverne.
- Nelle aree di trasformazione e negli insediamenti esistenti devono essere individuate aree con caratteristiche di centralità che valorizzino l'identità dell'insediamento e migliorino la qualità dei rapporti sociali, attraverso la progettazione o riprogettazione degli spazi pubblici e il miglioramento della qualità e degli arredi urbani e delle urbanizzazioni.A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico L'intervento rientra in prevalenza tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto ministeriale del 16-01-1974 (G.U. n. 58 del 2 marzo 1974); A SEZIONE VI - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàRelativamente alla vulnerabilità degli acquiferi, la zona di trasformazione non è classificata come sensibile.
Dal punto di vista geomorfologico, l'area in oggetto ricade totalmente in classe di pericolosità geomorfologica 2. Pertanto si attribuisce fattibilità con normali vincoli G.2 alle previsioni comprendenti gli edifici industriali, alla viabilità locale ed ai parcheggi, mentre si attribuisce fattibilità G.1 al percorso ciclabile ed alle aree a verde.
Relativamente all'aspetto idraulico i perimetri di allagabilità inerenti il Fiume Arbia sono definiti con studi idrologici-idraulici già approvati dall'Autorità di Bacino. Nella fase del Regolamento Urbanistico tali verifiche sono state integrate tenendo conto dei fossi in destra idraulica che attraversano l'area di previsione e che sono il Fosso Fossatone e il Fosso Santa Lucia (Studi idraulici in allegato).
Gli interventi di nuova edificazione dei fabbricati e la realizzazione dei parcheggi a raso sono previsti in area appartenente alla classe 1 di pericolosità idraulica, pertanto la fattibilità idraulica di tali interventi e senza particolari limitazioni I.1. La viabilità in progetto attraversa i due fossi sopra citati, pertanto, in parte, ricade in aree classificate a pericolosità idraulica 3 e 4. In relazione a tale intervento si assegna una fattibilità condizionata I.3, ovvero in fase di Piano Attuativo la progettazione della viabilità in corrispondenza degli attraversamenti di tali corsi d'acqua, dovra tener conto delle verifiche idrauliche nello stato di progetto e dimensionare le opere d'arte in sicurezza idraulica e senza aumentare il rischio idraulico a monte e a valle delle opere stesse. In tale fase occorre specificare che le opere dovranno avere una franco in altezza di almeno 1 m rispetto al livello di piena con Tr pari a 200 anni e l'ingombro delle spalle dovrà essere esterno alle aree alluvionabili per Tr pari a 200 anni. In ogni caso gli attraversamenti della viabilità in progetto in corrispondenza del Fosso Fossatone e del Fosso Santa Lucia saranno soggetti al nulla osta da parte dell'ufficio provinciale competente. La restante viabilità locale si trova in classe 1 di pericolosità idraulica, pertanto si assegna una fattibilità senza limitazioni I.1.
Sul lato est dell'area industriale in progetto sono presenti delle aree in classe 3 e 4 di pericolosità idraulica, in cui è prevista la realizzazione di un'area a verde e di una pista ciclabile. Per quanto riguarda la zona a verde non si prevedono prescrizioni e si attribuisce una fattibilità I.1, mentre relativamente al percorso ciclabile la fattibilità idraulica e condizionata I.3, con prescrizioni differenziate in base al tipo di progetto che verrà presentato in fase di Piano Attuativo. Nel caso che la quota della pista ciclabile sia superiore al battente idraulico della piena con tempo di ritorno pari a 200 anni (ovvero sia superiore alla quota di 171,29 m s.l.m a monte e superiore a 170,06 a valle, come evidenzia lo studio effettuato sul F.Arbia da Ing. L.Castellani) non sono necessari studi idraulici ma dovrà essere dimostrato che l'ingombro della nuova viabilità ciclabile (che in questo caso sarebbe eseguita su rilevato) non crei una aumento di rischio idraulico nella zona immediatamente a valle; in tale caso la fattibilità della pista ciclabile è I.3. Nel caso che il suddetto percorso sia realizzato a livello del piano di campagna attuale (quota di progetto ≤ a 170 m s.l.m.) dovrà essere dimostrato che tale intervento non crei un aumento di pericolosità nell'area a valle e sarà necessario adottare misure idonee a ridurre la vulnerabilità idraulica
In ogni caso gli attraversamenti della pista ciclabile in corrispondenza del Fosso Fossatone e del Fosso Santa Lucia saranno soggetti al nulla osta da parte dell'ufficio provinciale competente.
L'area di trasformazione ricade in parte all'interno dell'area di pertinenza fluviale del Fiume Arbia, anche se corrisponde perlopiù alla zona di previsione a verde e quindi non andrà ad influenzare la permeabilità dell'area. Relativamente alle previsioni edificatorie, solo una piccola fascia in corrispondenza del Fosso Fossatone, dove è prevista la viabilità locale della nuova zona industriale, rientra in questo ambito. Data l'esiguità della superficie interessata si considera ininfluente sulla naturale esondabilità del corso d'acqua. Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe 3 di pericolosità, nell'area destinata ai nuovi edifici industriali ed alla viabilità locale, in sede di predisposizione del progetto edilizio dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisiche e geotecniche che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra terreni alluvionali e bedrock sismico (S.3). Si attribuisce fattibilità S.2 alle previsioni comprendenti i parcheggi a raso, mentre si attribuisce fattibilità S.1 al percorso ciclabile ed alle aree a verde.
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Cartografia: le aree d'intervento- DOSSIER PROGETTUALE VALUTATIVO - ATI N. 12
SEZIONE I - Profili generali dell'intervento
L'ATI 12 si colloca nell'UTOE n. 6 - Stazione - Toselli, al margine di un importante asse viario, viale Achille Sclavo, e in un'area che negli ultimi anni è stata interessata da rilevanti trasformazioni urbanistiche ed edilizie.
Sono previsti due Interventi, caratterizzati da molteplici funzioni e servizi, che si attueranno, nel complesso, in modo differito.
L'intervento 1 intende potenziare la dotazione dei servizi, presenti in questo ambito, con la realizzazione di un complesso polifunzionale da destinare a direzionale, esercizi di vicinato ed artigianato di servizio. L'intervento 2 riguarda invece una riorganizzazione degli impianti sportivi che presuppone il trasferimento del nuovo Palazzo dello Sport nell'ATI 7 - La cittadella dello sport, e quindi si prevede la sua completa definizione ed attuazione nel prossimo RU. Allo stato attuale è prevista la realizzazione di due campi di basket all'aperto e dei relativi locali di servizio comprensivi di una palestra (lotto 2). Nelle restanti aree è previsto il mantenimento delle funzioni esistenti (Impianti sportivi al coperto – lotto 1), e mentre per gli edifici esistenti la categoria massima di intervento applicabile è il Risanamento conservativo.
SEZIONE II - Riferimenti quantitativi
TAB. 1 - Dimensionamento complessivo Superficie Unità mis. Superficie Territoriale 72240 mq Dotazioni Pubbliche min 13250 mq Verde privato min 32095 mq Superficie Fondiaria max 26895 mq TAB. 2 - Dotazioni pubbliche o di uso pubblico minime da garantire Superficie Unità mis. Viabilità locale (Ma) 390 mq Parcheggio di cui al D.M. 1444/'68 (Mbr) 12255 mq Verde pubblico (Va) 605 mq TAB. 3 - Prescrizioni inerenti il verde privato Superficie Unità mis. Verde di ambientazione (Vd) min 7085 mq Verde complementare (Vc) min 25010 mq TAB. 4 - Prescrizioni inerenti le trasformazioni edilizie: aspetti generali Superficie Unità mis. Superficie Fondiaria max 26895 mq Lotti da edificare 2 n. Superficie Utile Lorda max (Tb1, Tb2, IS e Tc1) 1800 mq Superficie Utile Lorda max (Sp)- Palestra e spogliatoi – lotto 2 1000 mq Impianti sportivi all'aperto (So) – 2 campi di basket – lotto 2 3885 mq TAB. 5 - Prescrizioni inerenti i singoli interventi Superficie Unità mis. Intervento 1 - Direzionale, Esercizi di vicinato ed Artigianato di servizio Superficie Fondiaria max 2805 mq Superficie Utile Lorda maxcon destinazione Direzionale (Tb1) e (Tb2) 900 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione Artigianato di servizio (IS) 450 mq Superficie Utile Lorda maxcon destinazione Esercizi di vicinato (TC1) 450 mq Tipologia Edificio direzionale/commerciale - Edifici max 1 n. Piani fuori terra max 1 n. Piani interrati o seminterrati max 2 n. Altezza max a valle 9,8 m Distanza dai confini vedi prescrizioni m Distanza dalla strada vedi prescrizioni m Tipo di intervento Piano Attuativo Intervento 2 - Impianti sportivi al coperto ed all'aperto Superficie Fondiaria max (Sp) con destinazione Impianti sportivi al coperto (Sp) - Edifici esistenti – lotto 1 18.975 mq Superficie Fondiaria max (Sp) con destinazione Impianti sportivi al coperto (Sp) - Palestra e spogliatoi – lotto 2 1.230 mq Superficie Utile Lorda max con destinazione Impianti sportivi al coperto (Sp) - Palestra e spogliatoi – lotto 2 1000 mq Impianti sportivi all'aperto (So) - 2 campi di basket – lotto 2 3.885 mq Tipologia Edificio per lo sport Edifici max 1 n. Piani fuori terra max 0 n. Piani interrati o seminterrati max 1 n. Altezza max a valle 10 m Distanza dai confini vedi prescrizioni m Distanza dalla strada vedi prescrizioni m Tipo di intervento Piano Attuativo SEZIONE III - Dotazioni pubbliche e di verde privato da garantire: prescrizioni
Prescrizioni per dotazioni pubbliche o di uso pubblico
Intervento 1
- Realizzazione di una strada di uso pubblico a servizio del complesso direzionale e commerciale, a senso unico di marcia, della dimensione massima di 6 metri, con accesso ed uscita da viale Achille Sclavo;
- Realizzazione, lungo viale Achille Sclavo, di una fascia di verde di uso pubblico della profondità di almeno 3 metri piantumata con essenze arboree autoctone, ad integrazione di quelle esistenti, messa a sistema con il marciapiede attuale; nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi l'impianto anticipato della vegetazione arborea di progetto (pre-verdissement) con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere;
- Realizzazione di un'area destinata a parcheggio di uso pubblico, a servizio del complesso polifunzionale previsto ed a potenziamento delle dotazioni dell'area per complessivi 30 posti auto circa (1230 mq.). La progettazione dovrà garantire l'uso di materiali naturali e permeabili almeno per le aree di sosta (posti auto) e zone alberate per l'ombreggiamento e la mitigazione ambientale; ad integrazione delle alberature potranno essere previste delle strutture leggere (legno, metallo etc.) quale copertura degli autoveicoli e sede di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili;
- Le dotazioni dei parcheggi per la sosta di relazione, di cui all'art. 40 delle NTA, dovranno essere soddisfatte, in considerazione delle varie destinazioni d'uso, all'interno del lotto;
- Realizzazione di un sistema di percorsi ciclopedonali ad integrazione di quelli esistenti (percorso salute Mens Sana) e di quelli previsti lungo la strada Fiume e come valorizzazione di testimonianze con valore documentario quale la sede del binario della vecchia linea ferroviaria.
Intervento 2 - lotto 2
- In considerazione della funzione sportiva del nuovo impianto e della grande disponibilità in loco di aree di sosta, la dotazione dei parcheggi, di cui agli artt. 98 e 99 delle NTA, è garantita dalle aree esistenti.
- Realizzazione di un sistema di percorsi ciclopedonali ad integrazione di quelli esistenti (percorso salute Mens Sana) e di quelli previsti lungo la strada Fiume privilegiando i collegamenti dal viale Achille Sclavo e dalle aree di sosta localizzate a valle.
Prescrizioni per il verde privato:
Intervento 1 e 2
- Aree dove si prevede la rinaturalizzazione del terreno con la piantumazione di essenze vegetali autoctone, ad integrazione di quelle esistenti, con funzione di mitigazione ambientale e di riduzione dell'impatto acustico;
- Nella realizzazione delle trasformazioni è da prevedersi l'impianto anticipato della vegetazione arborea di progetto (pre-verdissement) con modalità compatibili con lo svolgimento delle attività di cantiere;
- Eventuali opere di sostegno, dovranno essere previste a basso impatto ambientale, (terre armate a faccia verde etc.).
SEZIONE IV - Prescrizioni e indicazioni progettuali per gli interventi edilizi
Intervento 1
- Realizzazione di un complesso polifunzionale con destinazione direzionale, esercizi di vicinato ed artigianato di servizio distribuito ed articolato volumetricamente nel lotto in modo da valorizzare il collegamento percettivo con la villa Vicobello. La progettazione dovrà infatti garantire la creazione di un'area aperta al pubblico con funzione di belvedere e quale interruzione fra le volumetrie previste. La localizzazione degli esercizi di vicinato dovrà avvenire esclusivamente al piano terra prospiciente viale Achille Sclavo, mentre le altre funzioni saranno distribuite al piano seminterrato. Il rivestimento dei manufatti dovrà essere previsto con materiali naturali di colorazione tipica della tradizione locale (gamma dei colori della terra di Siena) uniformandosi comunque ai cromatismi predominanti presenti nel contesto costruito. Le coperture potranno essere previste a falde inclinate o in piano per l'inserimento degli impianti tecnologici (pannelli solari: fotovoltaici e termici, pompe di calore etc.) opportunamente integrati alla struttura edilizia. Dovrà inoltre essere previsto un accesso ed un'autorimessa interrata/seminterrata comune al complesso polifunzionale.
La nuova edificazione in questo lotto dovrà rispettare la distanza di almeno 14,5 metri dal confine con l'Intervento 2 (lato ovest), di almeno 12 metri dalla sede del binario della vecchia linea ferroviaria e di almeno 16 metri da viale Achille Sclavo.
Intervento 2 – lotto 2
- Realizzazione di un edificio con destinazione Impianti sportivi che dovrà ospitare una palestra e gli spogliatoi a servizio anche dei due campi da basket scoperti previsti. La progettazione dovrà privilegiare la scelta di una tipologia lineare seminterrata con affaccio sull'area sportiva all'aperto ed un sistema di rivestimento con materiali naturali di colorazione tipica della tradizione locale (gamma dei colori della terra di Siena) uniformandosi comunque ai cromatismi predominanti presenti nel contesto costruito. Le coperture dovranno essere previste in piano e dotate di un manto erboso praticabile (tetto giardino). Una porzione di tale copertura potrà comunque ospitare gli impianti tecnologici per l'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia (pannelli solari: fotovoltaici e termici, pompe di calore ecc.) opportunamente integrati alla struttura edilizia. La nuova edificazione potrà essere realizzata sul perimetro del lotto ad eccezione del confine con l'area di sosta (lato est) nel quale dovrà essere rispettata la distanza di almeno 5 metri. Dovrà comunque essere garantita un'ampia area pedonale, di filtro, tra l'impianto sportivo al coperto e quello all'aperto.
- Realizzazione di un'area sportiva all'aperto che ospiterà 2 campi di basket o similare con pavimentazione sintetica o a piastrelle. In parziale deroga all'art.98 delle NTA in questa area non trova applicazione il comma 3 del suddetto articolo, ad eccezione del minimo del 30% della SF sistemata a prato e/o prato arborato, potranno comunque essere previste delle gradinate per gli spettatori o strutture a servizio dei giudici di gara o dei media.
Schema progettualeSEZIONE VI la valutazione: livelli di coerenza della trasformazione con i riferimenti vigenti (PS, PTC, Codice dei Beni Culturali)
Prestazioni richieste Valutazione di coerenza 1 Caratteri del Piano 1.1 Idea di città All'Art. 19 il PS definisce i propri principi ordinatori; tra questi risulta l'obiettivo di perseguire una società urbana più inclusiva in grado di migliorare le opportunità di abitare la città e il territorio; A 1.2 Compensazione ambientale Per gli interventi di trasformazione urbanistica soggetti a piani attuativi o a PCI, che prevedono nuovi consumi di suolo il PS prevede all'Art. 32 interventi di compensazione ambientale. Il RU definisce gli aspetti quantitativi e qualitativi delle compensazioni stesse, assicurando una equivalenza tra superfici da urbanizzare e superfici da rinaturalizzare. A 1.3 Piano Regolatore delle cittine e dei cittini Nella progettazione delle trasformazioni inerenti il Sistema Funzionale della Città e degli Insediamenti Il PS prevede:
Art. 35, il soddisfacimento delle esigenze espresse attraverso il PRC2, ed in particolare: la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali di collegamento tra i differenti plessi scolastici e tra i plessi scolastici e le aree verdi, la disponibilità di campi di gioco fruibili in maniera diretta da bambini, ragazzi ed adulti e di luoghi di aggregazione all'aperto dedicati agli adolescenti;A 2 Componente strategica 2.1 UTOE N. 6 - strategia di sviluppo territoriale Il PS in questo sistema persegue la realizzazione di un parco urbano nella vallata interessata dal completamento della "Strada Fiume".
La stazione ferroviaria è elevata a nodo di testa della metropolitana leggera; a tale scopo occorre massimizzare l'utilizzo del parcheggi interrato antistante e della risalita meccanizzata verso il centro, attualmente in corso di costruzione.
Nei pressi della stazione si concentrano due aree strategiche di trasformazione di ampie dimensioni: quella relativa al cosiddetto "edificio lineare", per il quale occorre definire un equilibrato rapporto tra le funzioni che può contenere, e l'area dello "Scalo merci", nella quale è in corso di realizzazione il nuovo palazzo sede degli uffici provinciali. Nella stessa aree si prevede l'installazione di funzioni direzionali, commerciali e di servizio alla persona.
Al fine di garantire l'accessibilità a questi nuovi centri attrattori occorre orientare la regolazione della mobilità privata e l'offerta di mobilità pubblica. Inoltre, la metropolitana leggera può rappresentare il trait d'union tra i suddetti centri del terziario commerciale e direzionale e le aree già esistenti in Viale Toselli-Due Ponti.
Nelle aree industriali, inoltre, il PS persegue una revisione del sistema della sosta e la separazione tra flussi veicolari e traffico merci, nonché tra flussi di attraversamento e di penetrazione, anche attraverso il potenziamento e la realizzazione di viabilità di servizio, in funzione di una maggiore integrazione tra attività produttive e commerciali.A 2.2 UTOE N. 6 - azioni Nella valle tra Vico Alto e Torre Fiorentina-Stellino viene istituito il parco urbano di Vico Alto.
L'incremento delle previsioni residenziali prevede anche la costruzione di alloggi per studenti. La formazione di nuovi poli attrattori si concentra nelle aree antistanti la stazione, con il completamento dell' "Edificio lineare", e nell'area dello scalo merci. Il collegamento tra la zona della stazione e le zone industriali di Viale Toselli e Due Ponti è garantito dalla previsione di una fermata della metropolitana leggera a servizio di queste zone.
Tale fermata e un'opportuna integrazione con il TPL permettono di migliorare l'accessibilità alle aree soggette a più intensa frequentazione. Inoltre, il RU favorisce la formazione di percorsi interni attraverso la realizzazione di punti continuità tra i singoli lotti e la separazione tra flussi veicolari.A 3 Componente statutaria 3.1 Invarianti L'area in oggetto non è interessata da invarianti strutturali 3.2.1 Lo statuto dell'aria (Inquinamento luminoso) Il PS prevede:
Art. 45, l'assunzione degli obiettivi del risparmio energetico nella illuminazione esterna e del contenimento delle emissioni luminose verso l'alto contenuti nella legge reg. Toscana 21 marzo 2000, n. 37.
Art. 151, nella la redazione del Piano Comunale per l'illuminazione Pubblica (PCIP) e del contenimento dell'inquinamento luminoso nelle ATI vengono applicati i criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna contenuti nella legge reg. Toscana n. 39/2005 recante "Disposizioni in materia di energia". Seguono le principali prescrizioni.- - l'impiego di sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione o comunque di apparecchi illuminanti che consentano un risparmio energetico analogo o superiore;
- - scelta, per le strade con traffico motorizzato, dei livelli minimi di luminanza e illuminamento consentiti dalle normative UNI 10439;
- - esclusione per i nuovi impianti l'adozione di sistemi di illuminazione a diffusione libera o diffondenti, o comunque che emettano un flusso luminoso nell'emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso;
- - limitazione dell'uso dei proiettori ai casi di reale necessità;
- - adozione di sistemi automatici di controllo e riduzione o spegnimento dei flussi luminosi in determinate fasce orarie, tenendo conto delle esigenze di sicurezza.
A 3.2.2 Lo statuto dell'aria (Inquinamento acustico) Il PS prevede:
Art. 46, il mantenimento delle soglie di attenzione all'interno dei limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riferimento alla Classificazione acustica del territorio comunale approvata con delibera del Consiglio comunale n. 121 del 30 maggio 2000;
Art. 49, la verifica del comfort acustico nelle trasformazioni urbanistiche; in particolare le aree interessate da nuove edificazioni in attuazione dei RU sono verificate sotto il profilo del comfort acustico mediante la presentazione obbligatoria di una valutazione di clima acustico
In particolare l'area di intervento rientra tra le aree in classe III e per la porzione interessata dall'Intervento 1 (Complesso direzionale e commerciale) in classe IV; nella classe III, che si riferisce alle "aree di tipo misto" rientrano le aree urbane con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; nella classe IV, che si riferisce alle zone con intensa attività umana, rientrano le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie.A 3.3.1 Lo statuto dell'acqua (Vulnerabilità degli acquiferi) L'area interessata dalla trasformazione non è sensibile ad eccezione di porzioni marginali localizzate lungo la sede della linea ferroviaria interessate in prevalenza dalla classe I e dalla classe II A 3.3.2 Lo statuto dell'acqua (Pericolosità idraulica) Il PS per gli interventi che ricadono in area con classe di pericolosità 2 (pericolosità bassa - Tav. C.03.02) prevede:
Art. 60. Disciplina del rischio idraulico: Classe di pericolosità 2 (pericolosità bassa)
1. Comprende le aree di fondovalle, indicate nella Tav. C.03.02, per le quali ricorrono le seguenti condizioni:- a) non vi sono notizie storiche di precedenti inondazioni;
- b) sono in situazione di alto morfologico rispetto alla piana alluvionale adiacente, di norma a quote altimetriche superiori a ml. 2 rispetto al piede esterno dell'argine o, in mancanza, al ciglio di sponda.
A 3.3.3 Lo statuto del suolo (pericolosità geologica) L'area rientra prevalentemente nelle aree a pericolosità geologica bassa e per alcune porzioni in quella media (si veda Tav. C.3.2.01).
Il PS prevede:- c) per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica bassa, che definisce come situazioni geologico-tecniche apparentemente stabili, (Art. 68) indagini geognostiche di supporto alla progettazione edilizia;
- d) per gli interventi che ricadono in area con pericolosità geologica media (classe 3), (Art. 67) ogni intervento edilizio è fortemente limitato e le indagini di approfondimento dovranno essere condotte a livello dell'area nel suo complesso; sono inoltre da prevedersi interventi di bonifica e miglioramento dei terreni, nonché l'adozione di opere di fondazioni particolari.
A 3.4.1 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio Sistema di Paesaggio delle Crete) L'intervento ricade in un'area caratterizzata da tre Sistemi di Paesaggio: delle Crete, di Fondovalle e delle Colline Sabbiose.
Sistema di Paesaggio delle Crete, Sottosistema delle Crete di San Miniato (Art. 70) per il quale il PS prevede:
Art. 73. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio delle Crete e relativi Sottosistemi
1. Il PS assume quali obiettivi per l'intero sistema di Paesaggio delle Crete:- a) ampliare la consistenza delle aree con presenza di fitocenosi autoctone (boschi e cespuglieti),anche utilizzando aree marginali, residue od abbandonate;
- b) favorire la presenza negli impluvi di elementi di vegetazione riparia in continuità con i Paesaggi del Fondovalle;
- c) mantenere il pattern insediativo di crinale, evitando la saldatura edilizia tra edifici oggi isolati - in specie se di elevato valore storico-architettonico - e collocando eventuali aree di trasformazione integrata in aderenza o prossimità con nuclei urbani esistenti;
- d) migliorare la qualità percettiva degli insediamenti di crinale, sia attraverso la tutela della maglia fitta del promiscuo sui ripiani sia attraverso la modifica delle alterazioni indicate nella Tav. C.5.03;
- e) ridurre nelle fasce collinari la dimensione dei campi a seminativo, reintroducendo elementi divisori come siepi e filari, disposti in modo da garantire sia la stabilità dei versanti che la continuità della rete ecologica;
- f) segnalare, anche con opportune piantumazioni colturali e non, la presenza di anomalie del suolo come lenti sabbiose, paleofrane, detriti;
- g) limitare l'introduzione di colture legnose previste dalla disciplina europea agli impluvi o ai versanti lontani da nuclei edilizi e non adiacenti alle colline sabbiose.
- a) attenuare la presenza degli incolti attraverso la ripresa delle attività colturali, oppure, in alternativa facilitarne l'evoluzione in aree boscate;
- b) connotare le aree di verde pubblico attraverso la riproposizione, anche parziale, di essenze e sistemazioni tipiche del paesaggio agrario, al fine di attenuare la frammentazione delle aree agricole residue.
A 3.4.2 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio di Fondovalle) Sistema di Paesaggio di Fondovalle, Sottosistema delle Alluvioni Collinari (Art. 70) per il quale il PS prevede:
Art. 72. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio di Fondovalle e relativi Sottosistemi
1. Il PS assume quali obiettivi prestazionali per l'intero Sistema del Paesaggio di Fondovalle:- a) incrementare la consistenza e la continuità dei boschi igrofili ed in generale della vegetazione autoctona, anche utilizzando aree marginali, residue od abbandonate;
- b) contenere l'incremento dei suoli artificiali, prevedendo per le nuove urbanizzazioni densità insediative medio-alte e massimizzando il recupero delle aree e degli edifici dismessi;
- c) compensare la realizzazione di aree di trasformazione integrata con la creazione di aree pubbliche o aperte alla fruizione pubblica, ove possibile limitrofe ai corsi d'acqua principali, gestite con finalità di protezione ambientale e di rafforzamento della rete ecologica;
- d) mantenere, ed ove possibile ripristinare, la maglia agraria originaria della bonifica (struttura gerarchizzata dei canali perpendicolari od ortogonali al corso d'acqua principale) o comunque la rete scolante, reintroducendo elementi vegetali, lineari di suddivisione dei campi (siepi, filari, etc.).
A 3.4.3 Lo statuto degli ecosistemi e del paesaggio (Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose) Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose, Sottosistema dello Sperone di Siena;
(Art. 70) per il quale il PS prevede:
Art. 74. Obiettivi specifici per il Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose e relativi Sottosistemi
1. Il PS assume quali obiettivi per l'intero Sistema di Paesaggio delle Colline Sabbiose:- a) incrementare la consistenza della vegetazione autoctona, operando con modalità differenziate negli impluvi e nei versanti ed ove possibile in contiguità con l'attuale distribuzione delle compagini boschive;
- b) assicurare il mantenimento di un elevato livello di qualità delle relazioni percettive tra insediamenti, antichi e recenti, e contesto paesaggistico, tenendo conto della particolare rappresentatività e tipicità di questo Sistema di Paesaggio;
- c) incrementare la presenza delle colture arboree, in particolare di olivo, sui ripiani e in generale vicino agli edifici, storici e non, allineati o sparsi lungo i crinali, contrastando i fenomeni di espansione dei seminativi e delle aree incolte;
- d) tutelare i terrazzamenti e le sistemazioni agrarie tradizionali;
- e) estendere le forme di fruizione pedonale e ciclabile dei paesaggi agrari di maggiore qualità.
- a) promuovere un progetto unitario di riqualificazione dello spazio suburbano, inteso come area di pertinenza paesistica e basamento figurativo della cinta muraria, in una logica di complementarietà con il sistema delle aree verdi interne alle mura;
- b) prevedere nuove aree di trasformazione integrata esclusivamente in aderenza o prossimità di insediamenti compatti esistenti, curando in particolare la qualità percettiva delle fasce di contatto con il territorio rurale;
- c) incentivare la riconversione colturale dei seminativi e dei vigneti in pendenza, la manutenzione degli assetti agricoli, la eliminazione degli incolti;
- d) promuovere attività compatibili con gli assetti edilizi e paesaggistici delle valli verdi interne alle mura;
- e) contribuire a evidenziare il passaggio dalla collina sabbiosa a quella argillosa (Malamerenda).
A 3.5.1 Lo statuto della città e degli insediamenti (Aree miste (commerciali, artigianali e dei servizi)) Il PS per gli interventi, che ricadono nel Sottosistema delle Aree miste (Art.80), prevede:
Art. 81, il miglioramento della vivibilità e della qualità percettiva e funzionale degli spazi pubblici, dei luoghi privilegiati di incontro, anche accogliendo le indicazioni emerse dagli esiti del Piano regolatore delle cittine e dei cittini (PRC2); la realizzazione delle addizioni residenziali con forme compatte (contenimento di consumo di suolo) e in prossimità di insediamenti esistenti per assicurare ai nuovi residenti elevati livelli di dotazioni e servizi urbani; la trasformazione, il recupero ed il riuso delle aree dismesse e degli edifici non utilizzati; nelle trasformazioni urbane l'adozione di un approccio unitario, operando affinché gli interventi di riqualificazione dispieghino i loro effetti positivi su ampie porzioni degli insediamenti; applicazione di principi perequativi, al fine di assicurare il contestuale perseguimento di interessi pubblici e privati; l'incremento e la messa in rete delle dotazioni di verde pubblico urbano e territoriale; l'incremento della produzione di alloggi a prezzi contenuti e la disponibilità di abitazioni in affitto, sia per residenti stabili che per residenti temporanei, prevedendone la presenza all'interno delle operazioni di recupero di aree dismesse ed in quelle di nuova edificazione; l'uso di tecnologie e di criteri progettuali finalizzati al risparmio energetico.
Art. 89. Obiettivi per il Sottosistema delle Aree miste
1. Il Sottosistema delle Aree Miste comprende l'insieme delle aree che ospitano funzioni commerciali, artigianali e dei servizi, sviluppatesi generalmente nelle aree di fondovalle.
2. Sono comprese in questo sottosistema le aree di Massetana, Cerchiaia, Tosellvi - Due Ponti, Renaccio, Isola d'Arbia.
3. Il PS assume per questo Sottosistema i seguenti obiettivi:- a) promuovere il rafforzamento del sistema produttivo locale anche mediante la realizzazione di accordi con i comuni contermini, finalizzati a conseguire più efficienti livelli di specializzazione a scala territoriale;
- b) promuovere il riassetto funzionale delle aree prossime alla saturazione di Massetana e Toselli - Due Ponti;
- c) promuovere il pieno utilizzo ed il rafforzamento delle aree produttive di Isola, Renaccio e Cerchiaia;
- d) riqualificare la struttura insediativa attraverso il miglioramento della dotazione di opere di urbanizzazione e il trasferimento di attività produttive non compatibili con l'attuale ubicazione;
- e) migliorare la accessibilità con il TPL e la sosta, anche in funzione di una maggiore integrazione tra attività produttive e commerciali, soprattutto nelle aree soggette a più intensa frequentazione;
- f) incrementare la separazione tra flussi veicolari e traffico merci, nonché tra flussi di attraversamento e di penetrazione, anche attraverso il potenziamento e la realizzazione di viabilità di servizio.
1. Il RU disciplina le trasformazioni urbanistiche ed edilizie del sistema funzionale degli insediamenti in applicazione degli obiettivi di cui agli artt. da 81 a 90 e sulla base dei criteri di gestione generali e specifici di cui agli artt. da 91 a 107.
2. Il RU verifica la coerenza della sua disciplina con il complesso degli obiettivi e delle prestazioni contenute nell'intera Componente Statutaria del PS.
Art. 106. Disciplina del Sottosistema delle Aree Miste
1. Nelle zone industriali e artigianali, commerciali e direzionali esistenti, il RU favorisce la formazione di percorsi interni attraverso la realizzazione di una continuità tra i singoli lotti.
2. Il RU individua le aree ove sviluppare il sistema produttivo con una limitata offerta aggiuntiva di nuovi insediamenti.
3. Il RU individua le aree da sottoporre a pianificazione attuativa per la riqualificazione della struttura insediativa attraverso il miglioramento della dotazione infrastrutturale e la separazione tra flussi veicolari.
4. Il RU assume, per il riassetto del sottosistema delle aree miste, in presenza di destinazione commerciale i criteri ed i requisiti della programmazione urbanistica riferiti al settore commerciale, contenuti in particolare nel d.lgs n. 114/98, nella DCR n. 233/1999 e nel Codice del commercio della Regione Toscana ex legge reg. 28/05.A 4 Vincoli Vincolo paesaggistico L'intervento rientra tra le aree di notevole interesse pubblico soggette a particolari procedure di controllo, gestione e tutela, così come definito dal D.lgs 42 anno 2004, art 136, Parte III; in particolare si fa riferimento al Decreto Ministeriale del 14-05-1956 (G.U. 26-05-1956, n. 129) A SEZIONE VI - Fattibilità
Scheda grafica della fattibilitàINTERVENTO 1:
Nell'area in oggetto e relativamente al tipo di intervento non sono presenti vincoli inerenti l'aspetto idraulico, pertanto tutte le previsioni contenute sono a fattibilità I.1 o I.2.
Non sono presenti vincoli relativi alla sensibilità degli acquiferi, in quanto l'area è classificata non sensibile.
L'area ricade totalmente in classe di pericolosità geomorfologia media, pertanto le previsioni di modesto impatto ambientale e territoriale, quali parcheggi scoperti e viabilità locale, sono a fattibilità con normali vincoli G2. La previsione a verde risulta a fattibilità senza particolari limitazioni G.1.
Relativamente al complesso polifunzionale in progetto, che è previsto con un piano fuori terra e due piani interrati o seminterrati, si attribuisce fattibilità condizionata G3. Per esso sono necessarie le seguenti prescrizioni: la relazione geologico-tecnica a corredo del progetto definitivo dovrà essere basata su un'indagine diretta, costituita da sondaggi geognostici spinti fino a profondità significative rispetto al volume di terreno interessato dalle pressioni indotte dalla costruzione, in numero adeguato rispetto all'area di edificazione, con prelievo di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio, ed installazione di piezometri, per valutare l'eventuale presenza di una falda freatica.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe di pericolosità 3, nella zona di previsione del nuovo edificio, si attribuisce fattibilità S3, ovvero dovrà essere eseguita una campagna di indagine geofisica e geotecnica che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra i terreni di copertura e bedrock sismico.
I risultati dell'indagine sismica dovranno essere riportati nella stessa relazione geologica-tecnica sopra citata. Ai parcheggi scoperti e alla viabilità locale è attribuita fattibilità sismica S2, mentre all'area a verde è attribuita fattibilità sismica S1.
Relativamente all'aspetto geologico si segnala la presenza, al di sotto dell'area in oggetto, di una diramazione del Bottino di Fontebranda. A tale riguardo durante la campagna di indagini ed i rilievi preliminari all'esecuzione dell'opera occorrerà verificare che l'intervento non interferisca con il cunicolo sotterraneo.
INTERVENTO 2:
Dal punto di vista geomorfologico, nell'area di previsione degli impianti sportivi, sia coperti che all'aperto, dato che si ricade in classe 2 di pericolosita, si assegna Fattibilita con normali vincoli G.2. Nell'area degli impianti sportivi coperti, qualora il risanamento conservativo riguardi la struttura fondale o preveda un aumento di carico, si attribuisce una fattibilità geomorfologica con normali vincoli G.2, dato che gli edifici ricadono in classe 2 di pericolosità.
Dal punto di vista idraulico, l'area rientra totalmente in classe di pericolosità 1, e 2 trattandosi di zona pedecollinare; al margine nord l'area di previsione e prossima al F.so Riluogo, nel tratto iniziale di un tombamento che a partire da tale zona passa sotto la Linea Ferroviaria Siena-Empoli. Pertanto l'area, visto il dislivello esistente con il fosso, di almeno 4 m , è da considerare al di fuori dal contesto idraulico di tale corso d'acqua. In considerazione di ciò si attribuisce Fattibilità Idraulica I.1 alle previsioni in oggetto.
Relativamente all'aspetto sismico, essendo l'area in classe 3 di pericolosità sismica, relativamente agli interventi di nuova edificazione si attribuisce Fattibilità sismica S.3; pertanto in sede di predisposizione del progetto edilizio dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisica e geotecnica che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra copertura e bedrock sismico (S.3). Per gli impianti sportivi scoperti si assegna fattibilità con normali vincoli S.2. Qualora l'intervento il risanamento conservativo preveda un aumento dei carichi o un intervento sulle fondazioni esistenti, in sede di predisposizione del progetto edilizio dovrà essere eseguita una campagna di indagini geofisica e geotecnica che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche al fine di valutare il contrasto di rigidità sismica tra copertura e bedrock sismico (S.3).