Art. 69 Criteri di articolazione del territorio rurale
1. Il territorio rurale è articolato sulla base dell'insieme degli elementi caratterizzanti riconosciuti attraverso la lettura delle Invarianti del PIT-PPR, come recepite ed approfondite dal Piano Strutturale. Tale articolazione fa in particolare riferimento all'individuazione della struttura agraria e della struttura ecosistemica, distinguendo quindi, ai fini dell'applicazione delle discipline del presente Titolo, i seguenti ambiti:
- - fascia collinare dei grandi boschi continui (R1)
- - ambiti collinari dei boschi con presenza di coltivazioni (R2)
- - ambiti del mosaico colturale boscato e degli ecosistemi ripariali (R3)
- - ambiti collinari dei mosaici di macchie e boschi e coltivazioni (R4)
- - ambito collinare coltivato e della viticoltura con mosaici di macchie e boschi (R5)
- - ambito del mosaico colturale complesso a maglia fitta (R6)
- - ambito dei campi chiusi (R7)
- - ambiti dell'associazione tra seminativo e vigneto (R8)
- - ambito collinare dei seminativi semplificati (R9)
- - ambiti di fondovalle dei seminativi semplificati (R10)
- - ambito dell'ecosistema fluviale dell'Elsa (parco fluviale) (R11) con il sotto-ambito R11.1, riferito al tratto centrale, con più dirette relazioni con l'insediamento urbano.
Gli ambiti sono riportati nelle Tavole di progetto del P.O. attraverso perimetrazione e sigla di colore nero (la sigla dell'ambito è posizionata in alto a sinistra rispetto al simbolo a forma di croce di colore rosso).
2. L'ambito R1 comprende l'ampia fascia ovest caratterizzata dalle formazioni forestali di maggiore maturità e qualità che con continuità si sviluppano da Monte Pilleri verso Quartaia, insieme a mosaici di macchia e bosco e mosaici agrari complessi dove il bosco si insinua diffusamente nei coltivi; significativa è la presenza di aree agricole relittuali tendenti alla rinaturalizzazione e ex coltivi in abbandono e ricolonizzati da vegetazione arbustiva/arborea.
3. L'ambito R2 individua gli altri contesti (Poggio di Caio e il versante a nord di Querceto, la zona di Casa Faeto, il versante collinare nord tra Quartaia e Pian dell'Olmino), meno estesi e tra loro non continui, con prevalente prevalenza di boschi ai quali si inframmezza, dai margini, il mosaico colturale complesso a maglia fitta di pianura e delle prime pendici collinari e i seminativi semplificati di pianura.
4. L'ambito R3 individua la grande corona a nord, dominata dagli ecosistemi fluviali, ripariali e planiziali a prevalenza di boschi e dal mosaico colturale boscato, che comprende la fascia incisa dal fondovalle stretto lungo il confine comunale, il corso del torrente Foci e Pian del Bottino fino a Coneo e la serie di rilievi che da Bibbiano raggiungono la città caratterizzando l'intorno di Colle Alta e poi il bordo ovest fino all'Agrestone.
5. L'ambito R4 corrisponde all'area della Montagnola, con il Monte Vasone, con Collalto, e il poggio con Paurano e le Ville, dove al bosco a ai mosaici di macchie, arbusteti e garighe si alternano i paesaggi collinari tradizionali con prevalenza di seminativo e oliveto e seminativi semplificati in aree a bassa pressione insediativa.
6. L'ambito R5 comprende la collina a sud della Volterrana da Castel San Gimignano verso Coneo, composta in prevalenza da seminativi semplificati in aree a bassa pressione insediativa, con fasce di formazioni forestali o di macchie e boschi ed aree agricole con i caratteristici mosaici di seminativo e oliveto, oltre all'area connotata dalla viticoltura specializzata.
7. L'ambito R6 comprende il quadrante delle aree dell'altopiano e della pianura da Borgatello e Campiglia fino a Onci, caratterizzato dal mosaico colturale complesso a maglia fitta, con forte impronta tradizionale e generalmente alto grado di diversificazione e infrastrutturazione ecologica.
8. L'ambito R7 identifica la zona di Quartaia ed è caratterizzato dalla presenza di seminativi e prati permanenti ad elevata densità di siepi e filari alberati, una delle tipologie agroforestali di maggiore valore ecologico e paesaggistico.
9. L'ambito R8 comprende tutto il territorio a est del corso dell'Elsa e la zona intorno a Mensanello, connotati dal paesaggio agrario dell'associazione tra seminativo e vigneto, con colture più o meno intensive, dove permangono relittuali nuclei forestali, elementi vegetali lineari, piccoli nuclei di coltivi in abbandono ed arbusteti.
10. L'ambito R9 comprende le pendici collinari con gli insediamenti rurali di matrice antica quali Santinovo, Lano e Motrena e i fondovalle interclusi del Botro degli Strulli e del Botro ai Colli e ed è caratterizzato dalla presenza di un paesaggio rurale a maglia larga e a dominanza di seminativi, con sporadiche dotazioni ecologiche, perlopiù costituite da esigua vegetazione arborea o arbustiva presente lungo il reticolo idrografico minore.
11. L'ambito R10 individua il tratto meridionale del fiume Elsa, completamente esterno ai contesti urbani, e il fondovalle del torrente Senna, un territorio a bassa densità insediativa anch'esso connotato dalla presenza di un paesaggio rurale di pianura a maglia larga e a dominanza di seminativi, con dotazioni ecologiche generalmente scarse ma con presenza di vegetazione spondale lineare di tipo arboreo, arbustivo o erbaceo.
12. L'ambito R11 infine è costituito dal tratto settentrionale e centrale dell'Elsa, che comprende il il Parco fluviale dell'Alta Valdelsa e i contesti fluviali collegati al corso dell'Elsa; si tratta di un ambito largamente caratterizzato da valenza paesaggistica, naturalistica ed ecologica ma anche storica ed identitaria e allo stesso tempo strettamente integrato all'ambiente urbano, in particolare nelle parti che attraversano la città e che con questa si relazionano, individuate dal sotto-ambito R11.1, principalmente vocato a ospitare, compatibilmente con la tutela del fiume, anche funzioni a carattere ricreativo e per il tempo libero, attività didattiche, scientifiche e di educazione ambientale.