Art. 146 Ampliamento della struttura ricettiva alla Badia di Spugna (AT05.01)
1. Il progetto prevede l'ampliamento della struttura alberghiera, con l'inserimento di nuovi volumi ipogei, sfruttando anche l'andamento del terreno, in modo da salvaguardare e valorizzare il complesso antico e il parco.
L'intervento è stato sottoposto alla procedura concertativa preventiva prevista ai sensi dell'art. 13.14 della disciplina del PTCP di Siena relativa alle trasformazioni previste all'interno delle aree di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici, che si è conclusa con parere favorevole espresso dalla Commissione Provinciale preposta (prot. 47543 del 24/03/2014).
2. Dimensionamento:
area di intervento (ST): 14.365 mq.
Superficie edificabile (SE) massima in aggiunta: 1.000 mq.
numero alloggi massimo: -
numero piani fuori terra massimo: 0 (volumi da realizzare interrati o seminterrati)
Indice di Copertura massimo: -
opere ed attrezzature pubbliche:
- - opere pubbliche a supporto del Parco fluviale che saranno stabilite dalla convenzione.
3. Modalità di attuazione: intervento diretto convenzionato.
4. Vincoli e tutele:
- - vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 142 del D.lgs. n. 42/2004, comma 1 lett. c (acque), in parte;
- - area di pertinenza dei Beni Storico-Architettonici;
- - aree sensibili di classe 1 per le quali valgono le norme di tutela degli acquiferi del PTCP;
- - fascia di rispetto degli elettrodotti, in parte.
Il complesso - Villa Badia a Spugna, ex Sagrestia e Abbazia di S. Salvatore - è bene culturale tutelato ai sensi della Parte II del D.lgs. 42/2004 con il seguente quadro vincolistico:
- - Villa Badia a Spugna - D.M. 24/05/1991 - riferimenti catastali foglio 35 particella 92;
- - Villa Badia di Spugna e Ex Sacrestia e Abbazia di S. Salvatore a Spugna - riferimenti catastali foglio 35 particelle 92, 93 e 476 (tutte in parte).
5. Disposizioni specifiche:
L'ampliamento è previsto attraverso la realizzazione di due nuovi volumi interrati, uno in prossimità dell'immobile principale (area A nello schema seguente), uno adiacente alla struttura ipogea esistente destinata ad attività convegnistica (area B), oltre al recupero e riuso del volume della cisterna di raccolta delle acque piovane, salvaguardando il parco e le alberature che delimitano il viale di accesso.
I nuovi edifici saranno ipogei, totalmente interrati con affaccio su patii interni (area A) oppure seminterrati con un unico fronte aperto nel pendio verso l'Elsa (area B); la copertura sarà a verde per integrarsi completamente con il parco e configurare l'intervento come vera e propria "Land Art", dove il verde dovrà essere uno dei materiali da costruzione fondamentali e il disegno complessivo del parco dovrà costituire la trama che lega tutte le varie parti, emergenti e non, dell'area.
Tutti i nuovi interventi dovranno assicurare la tutela delle visuali da e verso i beni culturali sopra richiamati.
I materiali costruttivi dovranno essere scelti per le loro caratteristiche d'integrazione nel paesaggio circostante, con attenzione anche alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. Per le finiture esterne sono ammessi: pietra naturale, legno, rame naturale, corten o similari e vetro.
Il viale di accesso originario posto lungo il pendio verso il fiume dovrà essere valorizzato nella sua funzione "monumentale".
Agli edifici esistenti è attribuita la disciplina di intervento di tipo 1 (t1).