Titolo I Uso delle risorse nei sistemi

art. 60 Sistema della Infrastrutturazione Ecologica

1. Nel territorio del sistema ogni azione di governo deve consentire o favorire il raggiungimento dei principali obiettivi di seguito elencati:

  • - salvaguardia e sviluppo dell'attività agricola in forme compatibili con l'assetto di parco territoriale;
  • - controllo delle trasformazioni sul patrimonio edilizio esistente al fine di garantirne la tutela dei caratteri morfo-tipologici ;
  • - realizzazione di percorsi e itinerari ambientali, culturali, storico-artistici, e didattici;
  • - idonee pratiche di difesa del suolo con particolare riferimento alla funzionalità del reticolo idrografico artificiale
  • - manutenzione e presidio della continuità della rete viaria minore;

2. Riqualificazione delle piane, sia dal punto di vista paesaggistico che faunistico, con l'impianto di siepi e/o formazioni lineari alberate come divisori dei campi coltivati anche al fine di creare corridoi ecologici che colleghino la zona dei fiumi e dei borri con le prospicienti colline.
Ridurre, inoltre, il possibile impatto dell'attività agricola sul delicato assetto idrogeologico dell'area con inibizione delle lavorazioni profonde o dei movimenti terra, dell'apporto di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi nell'agro-ecosistema.
Si dovrà:

  • garantire la conservazione dei sistemi fluviali e delle zone umide, ed in particolare di tutte le fasce di vegetazione da quelle propriamente natanti a quelle riparie sia erbacee che arbustive ed arboree. Tale conservazione deve essere garantita per tutta l'area occupata dall'alveo di massima, tenendo conto delle limitazioni d'uso discendenti dalla esigenza di mantenere efficiente lo scorrimento delle acque all'interno dell'alveo;
  • - favorire la presenza di punti d'acqua.

3. Divieto alle trasformazioni di cui al punto 2 dell'art M 15 del PTCP per le emergenze geologico di interesse paesistico come definite nella tavola del Quadro conoscitivo.
Divieto di edificazione di piccoli annessi nelle proprietà non costituenti aziende agrarie; consentita l'edificazione di eventuali nuovi annessi agrari solo in prossimità degli edifici già esistenti.
Tra i possibili interventi di miglioramento ambientale (priorità nei PMAA): la realizzazione di siepi e filari alberati, la riqualificazione e rinaturalizzazione delle sponde dei fiumi e dei fossi, la manutenzione o il ripristino delle sistemazioni idraulico-agrarie tradizionali, il recupero e la manutenzione dei punti d'acqua in favore della fauna selvatica. L'intera area cartografata deve essere considerata "corridoio ecologico" per specie stanziali, da salvaguardare evitando di interrompere la loro continuità con cesure infrastrutturali (strade o manufatti).

Nel Regolamento Urbanistico dovrà essere prevista l'adozione di studi di incidenza secondo livelli congrui al grado di incidenza delle previsioni di piani attuativi e di PMAA nel territorio rurale nonché di specifiche misure di mitigazione atte ad evitare o ridurre eventuali incidenze negative. Lo studio terrà conto di eventuali effetti cumulativi di altri interventi per miglioramenti fondiari introdotti anche in assenza di PMAA. Sono comunque vietati interventi la cui conseguenza è l'aumento delle criticità interne al sito, già espresse nella specifica scheda pubblicata sul BURT (attualmente supplemento al BURT nº 32 dell'11 agosto 2004).

4.All'interno del sub-sistema sono vietate:

  • - le attività integrative, salvo quelle di cui all'art 36 comma 6 punti a e b;
  • - le bonifiche agrarie, di cui all'art 37.
  • - la edificazione degli annessi agricoli di cui all'art 38.
  • - le serre di cui all'art 44.

art. 61 Sistema della Val di Chiana - Sub-sistema delle Fornaci

1. Nel territorio del sistema ogni azione di governo deve consentire o favorire il raggiungimento dei principali obiettivi di seguito elencati:

  • - salvaguardia e sviluppo dell'attività agricola;
  • - ricostruzione del tessuto agrario della collina e della piana;
  • - mantenimento del mosaico paesaggistico;
  • - controllo delle trasformazioni sul patrimonio edilizio esistente al fine di garantirne la tutela dei caratteri morfotipologici;
  • - realizzazione di percorsi e itinerari ambientali, culturali, storico-artistici, per la realizzazione del "Parco delle fornaci";
  • - attenzione nei confronti delle attività estrattive;
  • - manutenzione e presidio della continuità della rete viaria minore;
  • - riconoscimento e potenziamento del ruolo di presidio territoriale dei centri aziendali;
  • - tutela e recupero dei centri storici;
  • - recupero delle aree degradate per effetto delle espansioni urbane;
  • - contenuti completamenti residenziali, nei limiti dimensionali del P.S.
  • - mantenimento e manutenzione del reticolo idrografico minore e dei fossi di scolo;
  • - tutela delle sistemazioni idrauliche (muri a secco, ciglionamenti,...);
  • - messa in atto di politiche di sostegno all'attività delle aziende agricole e agli allevamenti di chianina, anche attraverso strategie locali di promozione di attività integrative.

art. 62 Sistema della Val di Chiana - Sub-sistema della Bonifica

1. Nel territorio del sistema ogni azione di governo deve consentire o favorire il raggiungimento dei principali obiettivi di seguito elencati:

  • - manutenzione e presidio della continuità della rete viaria minore;
  • - messa in atto di politiche di sostegno all'attività delle aziende agricole e agli allevamenti di chianina, anche attraverso strategie locali di promozione di attività integrative.
  • - mantenimento e manutenzione del reticolo idrografico minore e dei fossi di scolo;
  • - salvaguardia e sviluppo dell'attività agricola;

art. 63 Sistema della Val di Chiana - Sub-sistema di Sinalunga

1. Nel territorio del sistema ogni azione di governo deve consentire o favorire il raggiungimento dei principali obiettivi di seguito elencati:

  • - salvaguardia e dell'attività agricola;
  • - ricostruzione del tessuto agrario della collina e della piana;
  • - controllo delle trasformazioni sul patrimonio edilizio esistente al fine di garantirne la tutela dei caratteri morfotipologici;
  • - tutela delle sistemazioni idrauliche (muri a secco, ciglionamenti,...);
  • - realizzazione di percorsi e itinerari ambientali, culturali, storico-artistici, enogastronomici, sostenuti da un'offerta ricettiva qualificata e diversificata;
  • - manutenzione e presidio della continuità della rete viaria minore;
  • - recupero delle aree degradate per effetto delle espansioni urbane;
  • - completamenti residenziali, nei limiti dimensionali del P.S.
  • - potenziamento dell'insediamento produttivo;
  • - messa in atto di politiche di sostegno all'attività delle aziende agricole e agli allevamenti di chianina, anche attraverso strategie locali di promozione di attività integrative.

art. 64 Sistema del Pian del Sentino - Sub-sistema del delle Colline

Nel territorio del sistema ogni azione di governo deve consentire o favorire il raggiungimento dei principali obiettivi di seguito elencati:

  • - salvaguardia e sviluppo dell'attività agricola;
  • - ricostruzione del tessuto agrario della collina e della piana;
  • - controllo delle trasformazioni sul patrimonio edilizio esistente al fine di garantirne la tutela dei caratteri morfotipologici;
  • - recupero e rifunzionalizzazione dei centri storici;
  • - tutela delle sistemazioni idrauliche (muri a secco, ciglionamenti,...);
  • - realizzazione di percorsi e itinerari ambientali, culturali, storico-artistici, enogastronomici, sostenuti da un'offerta ricettiva qualificata e diversificata;
  • - manutenzione e presidio della continuità della rete viaria minore;

2. La tutela della risorsa boschiva deve portare a sostituire le conifere gradatamente con latifoglie autoctone nelle formazioni miste e là dove se ne riscontra la possibilità tecnico forestali, a recuperare i vecchi castagneti da frutto mediante interventi di carattere fito-sanitario, ripulitura, potature, innesti con materiale adeguato ecc...; ricostituire le antiche testimonianze del passato quali muri a secco, fontanili, mantenere la vecchia sentieristica per finalità di controllo dei boschi, accesso turistico,

Titolo II Unità Territoriali Organiche Elementari

art. 65 Lineamenti generali / Individuazione delle U.T.O.E.

1. Le Unità Territoriali Organiche Elementari sono definite sulla base di diversità insediative, funzionali e storico morfologiche, la cui compresenza deve essere regolata attraverso strategie di intervento volte prevalentemente al riordino, riqualificazione ed integrazione degli assetti insediativi. Le UTOE sono pertanto individuate con riferimento ai centri abitati del territorio comunale in funzione di un loro ruolo di caposaldi di porzioni del territorio stesso. Nella tav.PR06 sono individuati con apposito segno grafico gli areali circostanti tali centri riconosciuti in quanto ambiti sociali e culturali di appartenenza delle comunità locali.

2. Il Piano Strutturale individua le seguenti U.T.O.E. (tav.PR08 in scala 1/20.000):

  • - Sinalunga
  • - Bettolle
  • - Pieve
  • - Guazzino
  • - Rigomagno
  • - Farnetella
  • - Scrofiano

3.Per ogni Unità Territoriale Organica Elementare sono definiti:

  • - gli indirizzi e le prescrizioni per la tutela degli aspetti idrogeologici, agronomici essenziali, ambientali;
  • - gli obiettivi e le strategie da perseguire;
  • - la valutazione integrata;
  • - le previsioni del previgente strumento urbanistico fatte salve o poste in salvaguardia;
  • - le dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni;
  • - le infrastrutture ed i servizi necessari.

4. I contenuti di cui ai comma 3 del presente articolo, sono raccolti nell'elaborato "Atlante delle U.T.O.E." (elaborato PR09), parte integrante delle presenti Norme ed avente valore prescrittivo nei confronti delle previsioni del Regolamento Urbanistico, della strumentazione urbanistica di dettaglio, dei piani e programmi di settore di competenza comunale.

5. Il Regolamento Urbanistico, con riferimento al proprio arco temporale di validità, è accompagnato da specifica certificazione sulla disponibilità complessiva delle risorse necessarie per i nuovi insediamenti e/o per gli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi, attestata dagli enti erogatori dei servizi.

art. 66 Strategie progettuali

1. All'interno delle U.T.O.E. il Piano Strutturale e il successivo Regolamento Urbanistico garantisce le Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti di cui al Regolamento di attuazione dell'art.37, comma 3 della Legge Regionale 1/2005.

2. All'interno di ciascuna U.T.O.E. sono distinti diversi ambiti di riferimento (PR09):

  • - Aree urbane e/o di interesse urbano
  • - Tessuti storici
  • - Area urbana finalizzata alla localizzazione di insediamenti per la filiera produttiva

per strategie progettuali in cui siano rispettivamente prevalenti azioni volte a:

  • - conservazione e restauro di plessi insediativi storici
  • - riqualificazione di plessi insediativi consolidati
  • - riqualificazione ed integrazione di plessi insediativi incoerenti di margine
  • - restauro e conservazione storico-paesistica
  • - riqualificazione ambientale e/o paesistica

3. Tali riferimenti costituiscono orientamento e criterio per la equilibrata collocazione e destinazione delle quantità massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni, nonché per la definizione delle infrastrutture e dei servizi necessari in ciascuna U.T.O.E..

4. Il presente Piano Strutturale fissa come parametro complessivo minimo di riferimento una dotazione di standard urbanistici pari a 24 mq/abitante, anche alla luce del livello qualitativo e quantitativo già conseguito nel territorio comunale. Tale quantità discende da:

  • - opportunità di trasformare le eventuali eccedenze quantitative rispetto ai minimi fissati dalla normativa statale in miglioramento e diversificazione qualitativa;
  • - necessità di aumentare le dotazioni relative a funzioni amplificate dai comportamenti sociali recenti, come i servizi alla collettività (ed in particolare alla popolazione anziana ed ai giovani), le attrezzature sportive, spazi per il tempo libero all'aria aperta.

Le articolazioni quantitative di riferimento assunte sono:

  • verde pubblico   12,5 mq/ab.
  • - parcheggi pubblici   3,5 mq/ab.
  • - attrezzature scolastiche   4,5 mq/ab.
  • - attrezzature collettive   3,5 mq/ab.

5. In sede di formazione del Regolamento Urbanistico la dotazione minima di standard stabilita dal presente articolo (24 mq/ab.) può essere raggiunta computando le quantità di due o più U.T.O.E. contigue, a condizione che sia comunque assicurata una equilibrata dotazione di attrezzature e servizi in funzione della distribuzione sul territorio della popolazione residente e del fabbisogno indotto dalla presenza quotidiana di visitatori e addetti.
L'applicazione dello standard minimo assunto a riferimento è valutata di volta in volta in rapporto alla qualità e quantità delle dotazioni esistenti, agli assetti morfotipologici degli insediamenti, alla ubicazione di ogni U.T.O.E. nel territorio comunale.

6. Il Regolamento Urbanistico, nell'ottica di una equilibrata programmazione/gestione delle risorse disponibili, si orienterà al conseguimento di un livello ottimale tendenziale delle dotazioni di standard attestato sui 30 mq/ab., indicativamente ripartiti nel modo seguente:

  • - parcheggi pubblici   5 mq/ab.
  • - verde pubblico   16 mq/ab.
  • - attrezzature scolastiche   5 mq/ab.
  • - attrezzature collettive   4 mq/ab.

7. Il Regolamento Urbanistico definisce la collocazione delle dotazioni di standard aggiuntive rispetto all'esistente facendo ricorso preferenzialmente a metodi perequativi, in particolare per i comparti urbani e/o territoriali interessati da significativi interventi di trasformazione. A tal fine è demandata al Regolamento urbanistico l'eventuale individuazione di strumenti perequativi atti ad assicurare un'equa ripartizione tra i proprietari degli oneri conseguenti al necessario reperimento di standard.
Il Regolamento Urbanistico, anche mediante specifici piani di settore di competenza comunale, predispone altresì gli strumenti per il conseguimento di adeguati livelli prestazionali per le attrezzature e i servizi pubblici o di interesse pubblico di nuova realizzazione, e definisce i criteri per il mantenimento o il miglioramento dei livelli prestazionali di quelle esistenti.

8. In coerenza con quanto previsto dai comma 2 e 3 dell'art.8 del Regolamento di attuazione nº 3/R delle disposizioni del Titolo V della legge regionale 3 gennaio 2005, nº 1 (Norme per il governo del territorio), il quale prevede che il P.S. non assume in alcun caso valenza conformativa della disciplina dei suoli, nei casi in cui il perimetro delle aree urbane e/o di influenza urbana dovesse sovrapporsi ad aree in cui vige la disciplina dei capo L e M del P.T.C.P. sono fatte salve le norme più restrittive al fine di garantire gli obiettivi dell'art. L2 e le prescrizioni del comma 5 art L8, comma 4 dell'art.L9 e dell'art. M1.

art. 67 Aree urbane e/o di interesse urbano

1. Le formazioni insediative del territorio comunale riconducibili alla caratteristica di centri e nuclei abitati di natura prevalentemente urbana, sono suddivise dal Piano strutturale, in ragione della loro caratterizzazione storica,morfologica e funzionale in:

  • - Aree urbane e/o di interesse urbano
  • - Tessuti storici
  • - Area urbana finalizzata alla localizzazione di insediamenti per la filiera produttiva

2. In attuazione della disciplina di cui agli artt. L2, L3, L4, L5, L6 e L7 del PTC della Provincia di Siena, e con riferimento alla strategie progettuali di cui all'art. 66 comma 1, il Piano Strutturale disciplina le dinamiche evolutive degli insediamenti, oltre che attraverso le presenti norme, con i criteri e le prescrizioni contenute nell'elaborato tav.PR09 "Atlante delle UTOE" avente valore normativo a tutti gli effetti.

3. Sono le parti del territorio di cui al presente articolo, comprendenti gli insediamenti anche molto recenti, nelle quali sono riconoscibili assetti insediativi coerenti che organizzano i rapporti tra edilizia prevalentemente residenziale, sistema degli spazi pubblici, attrezzature e servizi, maglia viaria, nonchè le parti degli insediamenti prive di ordinamenti morfologici intenzionali e riconoscibili, incluse parti non edificate interstiziali o marginali, in cui si registrano talora usi incongrui e/o situazioni di degrado localizzato. Gli elementi di maggior pregio della tessitura agraria devono essere salvaguardati ai sensi dell'art. M1 del PTCP.

4.All'interno di tali parti il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - residenziale
  • - industriali e artigianali
  • - commerciale
  • - turistico-ricettive
  • - ospitalità extralberghiera
  • - direzionali
  • - pubbliche o di interesse pubblico
  • - a parcheggio
  • - verde privato
  • - agricola e attività ad essa connesse
  • - tempo libero all'aperto e relativi servizi
  • - pubbliche o di interesse pubblico
  • - deposito e commercio all'ingrosso
  • - artigianali di servizio

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività.

6. Le trasformazioni ammissibili sui singoli organismi edilizi ed aree pertinenziali sono indicate con apposita disciplina dal Regolamento Urbanistico sulla base di specifica classificazione del patrimonio edilizio.

7. Il Regolamento Urbanistico individua gli eventuali ambiti che necessitano di azioni coordinate di riqualificazione e/o trasformazione, indicando lo strumento attuativo e/o di programmazione più idoneo. All'interno delle aree di cui al presente articolo il Regolamento Urbanistico individua gli ambiti da assoggettarsi a strumenti di pianificazione di dettaglio e/o di programmazione attuativa, da attuarsi di norma sulla base di metodi perequativi. Il Regolamento Urbanistico fissa inoltre limiti, modalità e parametri qualitativi e quantitativi per la nuova edificazione in riferimento alle norme di cui all'art. 24 del Regolamento nº2/r del 09/02/2007.

8. All'interno di tali parti gli elementi di maggior pregio della tessitura agraria dovranno essere salvaguardati in attuazione della disciplina più restrittiva fra quella contenuta nel capo M del PTCP e quella presente nel presente Piano Strutturale.

9. All'interno delle aree di cui al presente articolo sono sempre fatte salve le prescrizioni dello statuto del territorio del presente piano di cui all'art. 3.

10. Ai fini di fornire una risposta alla domanda di residenza sociale a canone di affitto e a prezzi di cessione controllato una quota pari al 20% degli interventi di trasformazione a destinazione abitativi, superiore a 1000 mq di SUL, devono essere convenzionati per le finalità di cui la presente comma. All'interno della quota complessiva su base di UTOE derivante dalla percentuale, una quota pari al 20% destinata alla cessione e il rimante 80% alla locazione.

11. Ai fini delle scelte conformative che dovrà effettuare il RU, le quantità edificabili identificate nelle singole UTOE (previsioni del PRG confermate, nuove previsioni e interventi di recupero dell'esistente) dovranno essere localizzate all'interno delle aree urbane e/ di interesse urbano così come perimetrate dal presente PS, nel rispetto dei seguenti indirizzi

  • - i nuovi impegni di suolo dovranno interessare fronti, aderenti all'edificato preesistente, evitando di interessare la tessitura agraria di maggior pregio;
  • - all'interno delle aree di pertinenza dei centri appartenenti al sistema urbano provinciale, occorrerà perseguire la manutenzione e/o il ripristino delle colture agricole tradizionali, della vegetazione non colturale, dei percorsi campestri e dei sentieri.
  • - All'interno degli L8 comma 5 non è ammessa la nuova edificazione, Sono ammessi solo annessi agricoli, se l'utilità è comprovata da PMAA.
  • - All'interno degli L8 comma 6 è ammessa l'edificazione in contiguità con i tessuti esistenti e secondo una direzione di crescita coerente con l'impianto urbanistico.
  • - Nelle aree di pertinenza dei beni storico-architettonici (L9) è consentita la nuova edificazione, limitatamente ai casi di cui ai commi 5 e 6.
  • - Non è consentito l'incremento degli agglomerati edilizi esistenti lungo le strade
  • - Le nuove previsioni edilizie dovranno privilegiare la ricucitura delle espansioni esistenti rispetto all'apertura di nuovi fronti di costruito;

art. 68 Tessuti storici

1. Sono le parti degli insediamenti interne alle aree urbane e/o di interesse urbano, in cui prevale una edificazione di epoca preindustriale (Catasto Generale Toscano) con parti fino al 1954, che esprimono qualità storiche, artistiche e testimoniali, caratterizzate dalla coerenza generale dell'impianto insediativo nelle sue configurazioni principali relative al rapporto con la trama viaria e con lo spazio pubblico e capaci di definire una forma compiuta del centro abitato.

2. All'interno di tali parti il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - residenziale
  • - direzionale
  • - artigianale di servizio
  • - commerciale, esclusa la media e la grande distribuzione
  • - turistico-ricettive
  • - ospitalità extralberghiera
  • - pubbliche o di interesse pubblico
  • - parcheggio
  • - verde privato

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività.

3. Gli interventi disciplinati dal Regolamento Urbanistico, in coerenza con gli assetti definiti nell'"Atlante delle U.T.O.E.", e dall'art. L6 delle Norme PTCP riguardano prevalentemente la conservazione e valorizzazione degli elementi caratterizzanti della trama fondiaria, degli assetti morfologici e tipologici del tessuto urbanistico-edilizio, della configurazione degli spazi non edificati.

4. Le trasformazioni ammissibili sui singoli organismi edilizi ed aree pertinenziali sono indicate con apposita disciplina dal Regolamento Urbanistico sulla base di dettagliate schede di classificazione del patrimonio edilizio. Interventi di sostituzione di singoli organismi edilizi sono ammissibili solo sulla base degli elementi conoscitivi risultanti dalle suddette schede.

5. Il Regolamento Urbanistico individua gli eventuali ambiti che necessitano di azioni coordinate di recupero e riqualificazione, da assoggettarsi a Piano di Recupero.

art. 69 Area urbana finalizzata alla localizzazione di insediamenti per la filiera produttiva

1. Sono le parti degli insediamenti destinate a ospitare aree connesse alla filiera agro-alimentare locale indipendentemente dalle superfici aziendali la cui utilizzazione è disciplinata dal Regolamento Urbanistico che stabilisce anche idonee garanzie di mantenimento della destinazione.

art. 70 Aree prevalentemente non edificate integrative degli insediamenti

1. Coerentemente con gli obiettivi contenuti nel P.I.T., nel P.T.C.P. e nel presente Piano Strutturale, Il Regolamento Urbanistico individua le parti di territorio interne alle aree urbane e/o di interesse urbano, prevalentemente inedificate, di norma caratterizzate da formazioni paesistiche o ambientali di pregio coerenti con la disciplina di cui agli artt. L5 e L8 delle Norme del PTCP.

2. All'interno di dette aree il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - agricola e attività ad essa connesse
  • - tempo libero all'aperto e relativi servizi
  • - pubbliche o di interesse pubblico
  • - a parcheggio
  • - verde privato

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività.

3. Gli interventi disciplinati dal Regolamento Urbanistico, nel rispetto dei criteri di cui agli artt. L5 e L8 del P.T.C.P., in coerenza con gli assetti definiti nell'"Atlante delle U.T.O.E.", riguardano prevalentemente il recupero e la riqualificazione ambientale e paesistica per le aree in condizioni di degrado, la tutela e la valorizzazione per le parti di pregio.

4. Le trasformazioni ammissibili sui singoli organismi edilizi ed aree pertinenziali ricadenti in tali parti sono indicate con apposita disciplina dal Regolamento Urbanistico sulla base di specifica classificazione del patrimonio edilizio.

5. Il Regolamento Urbanistico individua gli eventuali ambiti che necessitano di azioni coordinate di riqualificazione e/o trasformazione, indicando lo strumento attuativo e/o di programmazione più idoneo.

art. 71 Aree prevalentemente non edificate di tutela degli insediamenti

1. Coerentemente con gli obiettivi contenuti nel P.I.T., nel P.T.C.P. e nel presente Piano Strutturale, Il Regolamento Urbanistico individua le parti di territorio prevalentemente inedificate, di norma caratterizzate da formazioni paesistiche o ambientali di pregio destinate alla tutela dei rapporti tra insediamenti e paesaggio, coerenti con le aree di cui agli artt. L5 e L8 delle Norme del PTCP. Tali aree si individuano esterne alle aree urbane e/o di interesse urbano, ma contigue agli insediamenti, anche ricompresse all'interno dei perimetri delle persistenze di paesaggio agrario storico di corona degli insediamenti.

2. All'interno di dette aree il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - agricola e attività ad essa connesse
  • - tempo libero all'aperto e relativi servizi
  • - verde privato

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività. E' comunque esclusa la nuova edificazione.

3. Gli interventi disciplinati dal Regolamento Urbanistico, in coerenza con gli assetti definiti nell'"Atlante delle U.T.O.E.", riguardano prevalentemente il recupero e la riqualificazione ambientale e paesistica per le aree in condizioni di degrado, la tutela e la valorizzazione per le parti di regio coerentemente con i criteri di cui agli artt. L5 e L8 delle Norme del PTCP.

4. Le trasformazioni ammissibili sui singoli organismi edilizi ed aree pertinenziali ricadenti in tali parti sono indicate con apposita disciplina dal Regolamento Urbanistico sulla base di specifica classificazione del patrimonio edilizio.

5. Il Regolamento Urbanistico individua gli eventuali ambiti che necessitano di azioni coordinate di riqualificazione e/o trasformazione, indicando lo strumento attuativo e/o di programmazione più idoneo.

6. All'interno di tali parti gli elementi di maggior pregio della tessitura agraria dovranno essere salvaguardati in attuazione della disciplina più restrittiva fra quella contenuta nel capo M del PTCP e quella presente nel presente Piano Strutturale.

art. 72 Aree a destinazione prevalentemente produttiva

1. Coerentemente con gli obiettivi contenuti nel P.I.T., nel P.T.C.P. e nel presente Piano Strutturale, Il Regolamento Urbanistico individua le parti di territorio interne alle aree urbane e/o di interesse urbano dove sussistono attività produttive nonché gli ambiti di trasformazione per la realizzazione di nuove aree.

2.All'interno di tali aree il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - deposito e commercio all'ingrosso
  • - artigianali di servizio
  • - industriali e artigianali
  • - commerciali
  • - direzionali
  • - pubbliche e di interesse pubblico
  • - a parcheggio
  • - verde privato

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività.

3. Le trasformazioni ammissibili sui singoli edifici ed aree pertinenziali sono indicate con apposita disciplina dal Regolamento Urbanistico sulla base di specifica classificazione del patrimonio edilizio.
Il Regolamento Urbanistico individua gli eventuali ambiti che necessitano di azioni coordinate di riqualificazione e/o trasformazione, indicando lo strumento attuativo e/o di programmazione più idoneo.

4. Il Piano strutturale persegue per le aree per insediamenti industriali e artigianali la qualificazione di "aree produttive ecologicamente attrezzate".
A tal fine dette aree dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • - presenza e gestione unitaria ed integrata di infrastrutture e di servizi idonei a garantire
  • - la prevenzione dall'inquinamento, la tutela della salute, la corretta gestione dei cicli delle risorse (aria, acqua, suolo, rifiuti);
  • - interventi di compensazione ambientale in grado di ridurre l'impronta ecologica dell'insediamento.
  • - Organizzazione di un sistema di gestione ambientale comune all'intera area, che gestisca unitariamente le infrastrutture, i servizi e le aree comuni e che collabori con le diverse imprese presenti nell'area per promuovere l'adozione di sistemi di gestione ambientale interni alle aziende.
  • - Salvaguardia delle aree naturali e della vegetazione autoctona presente, mantenendo gli alberi esistenti e prevedendo spazi di vegetazione locale nelle aree di nuova edificazione, al fine di creare barriere frangivento; migliorare il microclima; assorbire anidride carbonica;
  • - contenere l'erosione; limitare l'impatto sulla biodiversità; creare zone cuscinetto tra l'area produttiva e le zone limitrofe, limitandone così i diversi impatti acustici, visivi, luminosi ecc.
  • - Utilizzazione di specie e varietà che tengano in considerazione le condizioni locali, limitando la necessità di manutenzione e irrigazione.
  • - Ottimizzazione dei consumi energetici, adottando tecnologie di produzione efficienti e promuovendo sinergie tra le diverse attività (processi a cascata tra impianti diversi, ecc.) e massimizzando l'uso di energie rinnovabili.
  • - Gestione unitaria del ciclo dell'acqua all'interno dell'area, diversificando la tipologia dell'acqua utilizzata a seconda dell'uso, installando impianti comuni per il trattamento dei reflui industriali e per il recupero e gestione dell'acqua piovana.
  • - Gestione dei materiali usati, promuovendone per quanto possibile il riciclo e il trattamento (compostaggio, incenerimento con recupero d'energia ecc.) all'interno dell'area.
  • - Organizzazione di sistemi di trasporto collettivo che minimizzino il ricorso all'auto privata.
  • - Scaglionamento degli orari di lavoro e carico-scarico merci con l'obiettivo di ridurre il traffico durante le ore di punta.
  • - Qualità dell'impianto urbanistico tale da minimizzare gli impatti funzionali e paesistici,
  • - Elevare la qualità urbana complessiva e promuovere sinergie rispetto alle funzioni esercitate nelle aree contermini
  • - Localizzazione dell'area vicino a sistemi di trasporto già esistenti, in particolare a sistemi di trasporto efficienti dal punto di vista ambientale.
  • - Localizzazione delle attività che fanno maggior ricorso ai servizi di trasporto (società di deposito e distribuzione) in aree direttamente accessibili dai raccordi ferroviari e autostradali.
  • - Progettazione delle infrastrutture interne all'area che contribuisca alla razionalizzazione logistica della circolazione delle merci a livello territoriale.
  • - Localizzazione degli standard a verde in modo da garantire sia la realizzazione di zone cuscinetto rispetto alle aree limitrofe, che la loro concentrazione in spazi adeguatamente ampi e fruibili.
  • - Realizzazione dell'area per comparti unitari anziché per singoli lotti;
  • - Completo utilizzo delle aree già urbanizzate prima di ipotecarne di nuove, al fine di garantire la realizzazione e l'utilizzo ottimale di servizi e attrezzature comuni e ridurre drasticamente il consumo di suolo.
  • - Minimizzazione dell'attraversamento o interramento dei corsi d'acqua, e creazione di bacini di contenimento artificiali o zone umide per evitare che le acque piovane si riversino direttamente nei corsi d'acqua.
  • - Concentrazione della densità edilizia interna all'area, raggruppando le industrie che presentano impatti ambientali simili, promuovendo la condivisione dei trasporti e lo scambio dei surplus di risorse, e progettando infrastrutture comuni per le piccole imprese (aree per il carico-scarico delle merci, per il parcheggio e l'immagazzinamento).
  • - Organizzazione dei lotti in modo da massimizzare l'utilizzo della luce naturale all'interno degli edifici e ottimizzare l'energia solare passiva.
  • - Localizzazione delle aree a parcheggio in zone facilmente accessibili.
  • - Progettazione unitaria per l'intera area, con una chiara gerarchia degli spazi aperti (traffico operativo, percorsi pedonali, piazze, verde urbano, viali alberati) ed edificati (indicazioni planivolumetriche, localizzazione edifici di servizio).
  • - Realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali interni all'area.
  • - Progettazione dell'inserimento paesistico dell'area nel contesto territoriale, con riferimento alle connessioni visuali interne ed esterne.
  • - Realizzazioni edilizie tali da ridurre i consumi di risorse e l'impatto ambientale e paesistico
  • - sul territorio
  • - Realizzazione di opere di scavo che seguano il profilo del terreno, evitando di modificare aree di drenaggio naturale e mantenendo intatti i canali di deflusso.
  • - Predisposizione di un piano di gestione dei rifiuti derivanti dalle operazioni di costruzione (riutilizzo dei materiali, riduzione dell'uso di materiali tossici e pericolosi, separazione in loco dei rifiuti prodotti, riutilizzo dei materiali da demolizione).
  • - Limitazione delle aree impermeabilizzate e utilizzazione, ove possibile, di pavimentazioni porose.
  • - Progettazione degli edifici con specifica attenzione all'efficienza energetica, riducendone la necessità di illuminazione artificiale, le perdite di calore durante l'inverno e l'accumulo di calore durante l'estate (anche mediante azioni di piantumazione e tetti verdi).
  • - Scelta dei materiali edili in considerazione delle future esigenze di manutenzione e della loro biodegradabilità come rifiuti.
  • - Integrazione dell'aspetto esteriore degli edifici e delle strutture nell'ambiente naturale e nel contesto paesaggistico locale, sia urbano che rurale, selezionando modalità costruttive e materiali in funzione del contesto.
  • - Nel caso di preesistenze edilizie di valore storico o testimoniale, mantenimento delle tipologie e degli allineamenti stradali.

2. In particolare l'inserimento dell'area urbana compresa tra il casello autostradale, lo svincolo della Siena-Bettolle ed al progetto di variante alla strada provinciale, all'interno dello strumento operativo potrà essere introdotto solo dopo un congruo monitoraggio delle attività produttive nel territorio comunale e comunque non nel primo Regolamento Urbanistico. Non meno del 60% delle aree di cui al presente comma è riservato ad attività manifatturiere tecnologicamente avanzate con particolare riguardo ai settori della produzione di energie rinnovabili. Il possesso di tali requisiti è verificato dall'amministrazione comunale a seguito di presentazione di dettagliati piani industriali.

art. 73 Tessuti consolidati prevalentemente residenziali

1. Coerentemente con gli obiettivi contenuti nel P.I.T., nel P.T.C.P. e nel presente Piano Strutturale, Il Regolamento Urbanistico individua le parti di territorio interne alle aree urbane e/o di interesse urbano nelle quali sono riconoscibili assetti insediativi coerenti che organizzano i rapporti tra edilizia prevalentemente residenziale, sistema degli spazi pubblici, attrezzature e servizi, maglia viaria.

2. Sono compresi in queste parti anche i le aree destinate a interventi unitari, indipendentemente dall'epoca di costruzione così come indicato negli elaborati PR03s e PR04b (Patrimonio insediativo urbano).

3. All'interno di tali parti il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - residenziale
  • - artigianale di servizio
  • - commerciale, esclusa la grande distribuzione
  • - turistico-ricettive
  • - ospitalità extralberghiera
  • - direzionali
  • - pubbliche o di interesse pubblico
  • - a parcheggio
  • - verde privato

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività.

6. Il Regolamento Urbanistico individua gli eventuali ambiti che necessitano di azioni coordinate di riqualificazione e/o trasformazione, indicando lo strumento attuativo e/o di programmazione più idoneo.
Per i nuovi insediamenti a destinazione residenziale o prevalentemente residenziale eventualmente previsti si richiamano le disposizioni di cui all'art. 48.

art. 74 Tessuti incoerenti e aree di frangia

1. Coerentemente con gli obiettivi contenuti nel P.I.T., nel P.T.C.P. e nel presente Piano Strutturale, Il Regolamento Urbanistico individua le parti di territorio, interne alle aree urbane e/o di interesse urbano, prive di ordinamenti morfologici intenzionali e riconoscibili, incluse parti non edificate interstiziali o marginali, in cui si registrano talora usi incongrui e/o situazioni di degrado localizzato.

2. Formano margini incompiuti in cui non risulta completamente definito il rapporto tra insediamenti e territorio aperto.

3. All'interno di tali parti il Regolamento Urbanistico può consentire le seguenti attività:

  • - residenziale
  • - artigianale
  • - commerciale
  • - turistico-ricettive
  • - ospitalità extralberghiera
  • - direzionali
  • - pubbliche o di interesse pubblico
  • - a parcheggio
  • - verde privato

Il Regolamento Urbanistico, nel rispetto degli obiettivi delineati dal Piano Strutturale, definisce altresì la disciplina delle attività esistenti diverse da quelle sopra elencate, nonché gli eventuali interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente consentiti in relazione a tali attività.

4. Gli interventi disciplinati dal Regolamento Urbanistico, in coerenza con gli assetti definiti nell'"Atlante delle U.T.O.E.", riguardano prevalentemente la riqualificazione degli elementi caratterizzanti della trama fondiaria, degli assetti morfologici e tipologici, della configurazione degli spazi non edificati, nonché la nuova edificazione, finalizzata a determinare assetti insediativi coerenti con le strategie definite dal presente Piano Strutturale, e dall' art.L4 delle Norme del P.T.C.P.

5. Le trasformazioni ammissibili sui singoli organismi edilizi ed aree pertinenziali ricadenti in tali parti sono indicate con apposita disciplina dal Regolamento Urbanistico sulla base di specifica classificazione del patrimonio edilizio.

6. Le parti di cui al presente articolo costituiscono di norma ambiti da assoggettarsi a strumenti di pianificazione di dettaglio e/o di programmazione attuativa, da attuarsi preferibilmente sulla base di metodi perequativi. Il Regolamento Urbanistico fissa inoltre limiti, modalità e parametri qualitativi e quantitativi per la nuova edificazione. Per i nuovi insediamenti a destinazione residenziale o prevalentemente residenziale si richiamano le disposizioni di cui all'art. 48.

Titolo III Disposizioni transitorie e finali

art. 75 Salvaguardie

1. Fino all'approvazione del Regolamento Urbanistico, e comunque nel rispetto del termine massimo è sospesa l'attuazione delle seguenti previsioni in quanto contrastano con i principi fondamentali del presente piano:

UTOE 3:

IU 02
Estratto cartografico di IU02

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: nucleo di cinque palazzine di due piani abitabili a due alloggi per piano
Volume: 8000 mc
Alloggi: 20
Interventi del privato: ratto di viale ricadente nell'IU e la piazza verde con parcheggi.
Aree da cedere parte di verde pubblico, antistante il viale, che fa parte dell'IU. Il verde sarà attrezzato dal Comune per attività di gioco, sport e tempo libero.
IU 03
Estratto cartografico di IU 03

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: due palazzine di due piani abitabili, a due alloggi per piano
Volume: 3200 mc
Alloggi: 8
Interventi del privato: realizzazione del tratto di viale ricadente entro l'IU
Aree da cedere parte di verde pubblico, antistante il viale e facente parte dell'IU. Il Comune la attrezzerà per attività di gioco, sportive e di tempo libero.
IU 04
Estratto cartografico di IU 04

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: 3 palazzine di due piani abitabili, due alloggi per piano,
Volume: 4800mc
Alloggi: 12
Interventi del privato: realizzazione del tratto di viale, un parcheggio
Aree da cedere la parte di verde sul lato opposto del viale, che il Comune attrezzerà per attività ricreative e sportive.
IU 05
Estratto cartografico di IU 05

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: 3 palazzine di due piani abitabili, due alloggi per piano,
Volume: 4800mc
Alloggi: 12
Interventi del privato: prolungamento di via Che Guevara fino al viale
Aree da cedere  
Note Al fine della determinazione dei parcheggi pubblici l'intervento unitario è considerato di espansione.
IU 06
Estratto cartografico di IU 06

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: alloggi a gruppi di due
Volume: 2400 mc
Alloggi: 6
Interventi del privato: la strada di servizio, il parcheggio e l'area di verde pubblico
Aree da cedere la strada di servizio, il parcheggio e l'area di verde pubblico
Note Al fine della determinazione dei parcheggi pubblici l'intervento unitario è considerato di espansione.
IU 07
Estratto cartografico di IU 07

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: quattro palazzine di due piani abitabili, a due alloggi per piano,
Volume: 6.400 mc
Alloggi: 16
Interventi del privato: un parcheggio e una retrostante area di verde pubblico, da realizzarsi da parte degli attuatori dell'intervento, assieme al tratto di viale ricadente nell'IU.
Aree da cedere  
Note Al fine della determinazione dei parcheggi pubblici l'intervento unitario è considerato di espansione. 
IU 09
Estratto cartografico di IU 09

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: un fabbricato in linea di tre piani (il piano terreno è destinato a garages, cantine e commercio) due alloggi abbinati, per 800 mc
Volume: 2.800 mc 800 mc
Alloggi: 8 2 =10
Interventi del privato: un ampio parcheggio in prossimità del centro storico: Il parcheggio avrà le caratteristiche dei parcheggi pubbl. (art. 9), su indicazioni tecniche del Comune
Aree da cedere  
Note Al fine della determinazione dei parcheggi pubblici l'intervento è considerato di saturazione.

Prustt Terre Senesi - Scheda 2

Estratto cartografico di Prustt Terre Senesi - Scheda 2

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Ubicazione: in prossimità del casello autostradale Bettole
Uso dell'area: parte ricettiva e parte agricola
Dest uso: commerciale D9 - grande distribuzione
Intervento Subordinato a strumento urbanistico preventivo
Volume: 8000 mq
Alloggi: 4

UTOE 6:

2 X i800 di Farnetella
Estratto cartografico di Farnetella

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: 2 X i800
Volume: 1600 mc
Alloggi: 2
Interventi del privato:  
Aree da cedere  
Note  

UTOE 7: -

4 X i800 di Rigomagno
Estratto cartografico di Rigomagno

Estratto cartografico

Dati di sintesi
Edifici: 4 X i800
Volume: 3200 mc
Alloggi: 4
Interventi del privato: parcheggio alberatura
Aree da cedere  
Note  

2. Fino al Regolamento Urbanistico sono vietati:

  • - interventi finalizzati alla realizzazione di annessi agricoli per autoconsumo di cui alla Delibera C.C. 53/98 e successive modifiche, e quindi si applica quanto previsto dal precedente art. 42.
  • - interventi finalizzati al cambio di destinazione d'uso a fini abitativi di annessi per autoconsumo realizzati in forza della citata Delibera C.C. 53/98 e successive modifiche e quindi si applica quanto previsto dal precedente art. 34 comma 5.

art. 76 Aree sottoposte a piani attuativi , adottati, in corso di formazione

1. Sono fatte salve - e possono pertanto trovare attuazione - le previsioni degli strumenti urbanistici di dettaglio previsti dal vigente P.R.G.C. la cui valutazione integrata è contenuta nell'elaborato "PR12".

2. Quanto previsto al comma precedente potrà avere attuazione solo a seguito dell' integrazione della Valutazione Integrata e del Sistema di monitoraggio degli effetti degli strumenti e degli atti di governo del territorio, secondo la specifica disciplina disposta dal Regolamento di attuazione dell'art. 11, comma 5 della LR n.1/2005.
Sono pertanto confermate dal Piano Strutturale i seguenti interventi:

Sinalunga:

Intervento unitario 4 (IU4)
  • Tipologia intervento Intervento diretto con concessione convenzionata
  • Descrizione Saturazione edilizia residenziale (4 alloggi in villini bifamiliari) con realizzazione di spazio alberato e parcheggio pubblico
  • Classificazione PRG Intervento unitario IU4 Sinalunga
Piano di Recupero Fassati
  • Tipologia intervento Piano di Recupero
  • Descrizione Recupero edilizio a fini residenziali, direzionali e commerciali
  • Classificazione PRG Piano di Recupero LR 59/80

Bettolle:

Piano di Lottizzazione la Ceppa (stralcio III)
Intervento PRUSST - scheda 2
  • Tipologia intervento Ampliamento alberghiero
  • Descrizione Ampliamento della struttura alberghiera esistente per una sup. coperta di 750 mq, pari al volume di 5500 mc
  • Classificazione PRG Zona D7 - turistico ricettivo - con categoria "e 2.3"
Intervento PRUSST - scheda 4
Intervento unitario 11 (IU11)
  • Tipologia intervento Intervento unitario
  • Descrizione Saturazione edilizia residenziale (4 alloggi in villini bifamiliari) con realizzazione di slargo alberato e parcheggio pubblico
  • Classificazione PRG - Intervento Unitario IU11 Bettolle
Area Variante organica Bisciano Porticciolo
Area Variante organica Bisciano Alto
Area Variante organica "Chouette"
  • Tipologia intervento Piano Urbanistico Attuativo
  • Descrizione Realizzazione di attrezzature di distribuzione commerciale
  • Classificazione PRG PRG 93 - Zona G1b

Guazzino:

Intervento PRUSST - scheda 10
  • Tipologia intervento Intervento diretto
  • Descrizione Ampliamento di edificio esistente con nuova perimetrazione di area D3
  • Classificazione PRG D3 - E1

Scrofiano:

Intervento PRUSST - scheda 13
  • Tipologia intervento
  • Descrizione Ampliamento di edificio con attività artigianali esistente e riperimetrazione dell'area D3
  • Classificazione PRG D3

Rigomagno:

Piano di Recupero Lotteringhi
  • Tipologia intervento Piano di Recupero
  • Descrizione Ristrutturazione edilizia di due fabbricati urbani per realizzazione di 4 alloggi
  • Classificazione PRG -
Intervento PRUSST - scheda 5
  • Tipologia intervento Piano di Recupero
  • Descrizione Recupero a fini turistici-ricettivi e commerciali
  • Classificazione PRG D7

art. 77 Razionalizzazione e integrazione degli assetti infrastrutturali

1. La definizione e il dimensionamento di massima dei principali interventi di riorganizzazione e integrazione della rete viaria comunale è affidata alla fase di elaborazione del Regolamento Urbanistico. Quest'ultimo può contenere altresì ulteriori previsioni viabilistiche di carattere secondario, finalizzate alla soluzione di problematiche localizzate.

2. Coerentemente agli indirizzi di cui all'art. 9 comma 11 del PIT, la realizzazione di nuove infrastrutture dovrà essere attuata in coerenza con gli obiettivi strategici regionali compresi nel Quadro aggiornato delle previsioni del Piano Regionale per la mobilità e la logistica allegato al P.I.T. approvato con D.C.P. n.72 del 24/07/2007.

art. 78 Perequazione urbanistica

1. Per le aree di trasformazione complessa si attuano i principi della perequazione urbanistica, di cui all'art. 16 del Regolamento di attuazione delle disposizioni del Titolo V della Legge Regionale n.1/2005.
Sono individuati gli ambiti urbani o territoriali soggetti alla disciplina della perequazione urbanistica con il regolamento urbanistico o con i piani complessi di intervento, nel rispetto degli indirizzi dettati dal piano strutturale.

2. Per ciascun ambito soggetto alla disciplina della perequazione urbanistica il Regolamento urbanistico, o il piano complesso di intervento, individuano specifici parametri di riferimento dettando disposizioni volte a garantire una equa distribuzione dei diritti edificatori per tutte le proprietà immobiliari ricomprese nell'ambito medesimo. Nella stessa misura proporzionale dei diritti edificatori sono ripartiti, salvo diverso accordo tra gli aventi titolo:

  1. a) i quantitativi di superficie utile lorda o di volume edificabile relativi alle singole funzioni previste nell'ambito soggetto a perequazione;
  2. b) gli oneri economici per realizzare le opere di urbanizzazione e gli interventi di interesse pubblico che il regolamento urbanistico o il piano complesso di intervento prescrivano come condizione obbligatoria per la trasformazione degli assetti insediativi nell'ambito soggetto a perequazione;
  3. c) gli oneri relativi alla cessione gratuita al comune di aree a destinazione pubblica quali sedi stradali, verde pubblico, parcheggi pubblici, attrezzature pubbliche o di interesse pubblico;
  4. d) gli obblighi relativi alle eventuali quote obbligatorie di edilizia residenziale con finalità sociali;
  5. e) gli eventuali ulteriori benefici pubblici che il regolamento urbanistico o il piano complesso di intervento prescrivano come condizione obbligatoria per la trasformazione degli assetti insediativi nell'ambito soggetto a perequazione.

3. La realizzazione degli interventi previsti nell'ambito soggetto a perequazione urbanistica presuppone la redazione di un piano di ricomposizione fondiaria comprendente le permute o cessioni immobiliari tra tutti i soggetti aventi titolo, definito sulla base del progetto di dettaglio a fini esecutivi riferito all'intero ambito. Il rilascio o l'efficacia dei titoli abilitativi è subordinata alla sottoscrizione di atti con i quali sono effettuate le permute o cessioni immobiliari tra i soggetti aventi titolo in applicazione dei criteri perequativi di cui al comma 2.

art. 79 Disposizioni in materia di energia

1. Ai sensi dell'art. 8 della L.R. 39/2005 il Piano Strutturale recepisce le prescrizioni e gli indirizzi del Piano di Indirizzo Energetico Regionale (P.I.E.R.), approvato con D.C.R. 08/07/2008 n.47.

2. Coerentemente con le prescrizioni a tutela del paesaggio in funzione di quanto potranno prevedere PIT e PTCP in materia, il Regolamento Urbanistico provvederà ad individuare le parti di territorio adatte alla corretta localizzazione e realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e a disciplinare l'installazione di impianti solari termici e fotovoltaici e di impianti alimentati da biomasse.