art. 1 Finalità e contenuti
1. Il Piano Strutturale del Comune di Sinalunga quale strumento della pianificazione comunale, persegue le finalità indicate dagli artt. 1 e 3 della L.R. nº 1/05 al fine di garantire lo sviluppo sostenibile del territorio, nel rispetto dei caratteri ambientali, insediativi e paesistici che lo contraddistinguono.
2. Per il perseguimento delle proprie finalità, il Piano Strutturale, sulla base di un approfondito quadro conoscitivo ed in relazione alla ricognizione delle prescrizioni del P.T.C.P. e del P.I.T., definisce attraverso gli elaborati di cui all'art. 2:
- a) Lo statuto del territorio di cui all'art. 5 della L.R. 1/05, con i contenuti di cui al comma 1 dell'art. 53 della L.R. 1/05;
- b) La strategia dello sviluppo territoriale con i contenuti di cui ai comma 2, 3, 4 dell'art. 53 della L.R. 1/05.
3. La parte statutaria è costituita da principi durevoli di tutela del patrimonio territoriale e di criteri di uso delle risorse (Statuto del territorio) ed è contenuta nella Parte II (Titoli I - II - III - IV) delle presenti Norme.
4. La parte strategica di cui al comma 2 punto b), finalizzata a definire gli obiettivi e gli indirizzi per il governo del territorio comunale, preordinando azioni di conservazione, riqualificazione e trasformazione coerenti con i principi fissati nello Statuto del territorio e rispondenti alle esigenze di sviluppo della società locale, è contenuta nella Parte III (Titoli I - II - III) delle presenti Norme.
art. 2 Elaborati / Elementi costitutivi del Piano Strutturale
1. Sono elementi costitutivi del Quadro conoscitivo del Piano Strutturale i seguenti documenti e elaborati grafici:
| GEO01 | GEO01a | Carta geologica | 1:10.000 |
|---|---|---|---|
| GEO01b | 1:10.000 | ||
| GEO02 | Sezioni geologiche | ||
| GEO03 | GEO03a | Carta geomorfologica | 1:10.000 |
| GEO03b | 1:10.000 | ||
| GEO04 | GEO04a | Carta litologico - tecnica | 1:10.000 |
| GEO04b | 1:10.000 | ||
| GEO05 | GEO05a | Carta della vulnerabilità degli acquiferi ed idrogeologia | 1:10.000 |
| GEO05b | 1:10.000 | ||
| GEO06 | GEO06a | Carta delle aree allagabili | 1:10.000 |
| GEO06b | 1:10.000 | ||
| GEO07 | GEO07a | Carta della stabilità potenziale integrata dei versanti | 1:10.000 |
| GEO07b | 1:10.000 | ||
| GEO08 | GEO08a | Carta delle ZMPSL (Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale) | 1:10.000 |
| GEO08b | 1:10.000 | ||
| GEO09 | GEO09a | Carta delle aree a pericolosità geomorfologica | 1:10.000 |
| GEO09b | 1:10.000 | ||
| GEO10 | GEO10a | Carta delle aree a maggior pericolosità sismica locale | 1:10.000 |
| GEO10b | 1:10.000 | ||
| GEO11 | GEO11a | Carta delle aree a pericolosità idraulica | 1:10.000 |
| GEO11b | 1:10.000 | ||
| AGR01 | Carta della vegetazione | 1:20.000 | |
|---|---|---|---|
| AGR02 | Carta della struttura agronomica e produttiva | 1:20.000 | |
| AGR03 | Carta della copertura forestale | 1:20.000 | |
| AGR04 | Carta delle sistemazioni agrarie storiche | 1:20.000 | |
| AGR05 | AGR05a | Carta dell'uso del suolo al 1820 | 1:10.000 |
| AGR05b | 1:10.000 | ||
| AGR06 | AGR06a | Carta dell'uso del suolo al 1954 | 1:10.000 |
| AGR06b | 1:10.000 | ||
| AGR07 | AGR07a | Carta dell'uso del suolo al 2006 | 1:10.000 |
| AGR07b | 1:10.000 | ||
| AGR08 | Carta delle dinamiche di uso del suolo 1954-2006 | 1:20.000 | |
| AMB01 | AMB01a | Carta del suolo e del sottosuolo | 1:10.000 |
|---|---|---|---|
| AMB01b | 1:10.000 | ||
| AMB02 | AMB02a | Carta delle acque | 1:10.000 |
| AMB02b | 1:10.000 | ||
| AMB03 | AMB03a | Carta dell'energia e delle infrastrutture | 1:10.000 |
| AMB03b | 1:10.000 |
| INF01 | Viabilità | 1:20.000 |
|---|---|---|
| INF02 | Assetto infrastrutturale di sub-area vasta |
| VIN01 | Elementi del PTCP | 1:20.000 |
|---|---|---|
| VIN02 | Carta dei vincoli sovraordinati storico architettonici | 1:20.000 |
| VIN03 | Carta dei vincoli sovraordinati ambientali | 1:20.000 |
| MOR01 | MOR01a | Periodizzazione patrimonio edilizio e infrastrutture viarie | 1:10.000 |
|---|---|---|---|
| MOR01b | 1:10.000 | ||
| MOR02 | MOR02a | Attrezzature, servizi di interesse collettivo e reti tecnologiche | 1:10.000 |
| MOR02b | 1:10.000 | ||
| MOR03 | MOR03a | Catasto generale toscano di terraferma | 1:10.000 |
| MOR03b | 1:10.000 | ||
| MOR04 | Atlante delle aree urbane di rilevanza storica: Sinalunga, Bettole, Guazzino, Rigatolo, Farnetella, Rigomagno, Scrofiano) | Estratto catasto toscano | |
| Foto aerea 1954 | |||
| Foto aerea 1981 | |||
| Foto aerea 2005 | |||
| Foto aerea 2007 | |||
| Periodizzazione dell'edificato su base attuale | |||
| Servizi | |||
| MOR05 | Schede livelli prestazionali | Aree per sport | |
| Verde pubblico attrezzato | |||
| Parcheggi | |||
| Edifici scolastici | |||
| Edifici per la cultura e il tempo libero | |||
2. Sono elementi costitutivi della parte statutaria e della parte strategica del Piano Strutturale i seguenti documenti e elaborati grafici:
| PR01 | Sistemi territoriali e Unità di Paesaggio del P.T.C.P. | 1:20.000 | |
|---|---|---|---|
| PR02 | PR02a | Patrimonio territoriale | 1:10.000 |
| PR02b | 1:10.000 | ||
| PR03 | Patrimonio insediativo urbano - SINALUNGA | ||
| PR04 | Patrimonio insediativo urbano - BETTOLLE | ||
| PR05 | PR05a | Invarianti strutturali | 1:10.000 |
| PR05b | 1:10.000 | ||
| PR06 | Disciplina degli ambiti territoriali: uso e tutela delle risorse | 1:20.000 | |
| PR07 | Valorizzazione delle risorse | 1:20.000 | |
| PR08 | Unità Territoriali Organiche Elementari e sezioni censuarie | 1:20.000 | |
| PR09 | Atlante delle U.T.O.E. | ||
| PR10 | PR10a | Resoconto dello stato di attuazione dello strumento urbanistico vigente | |
| PR10b | |||
| PR11 | PR11a | Relazione Generale | |
| PR11b | Relazione Generale Aspetti fisiografici e morfo-strutturali |
||
| PR11c | Relazione Generale Aspetti del tessuto socio-economico e produttivo del comune di Sinalunga |
||
| PR11d | Relazione Generale Aspetti agro-ambientali |
||
| PR12 | PR12a | Valutazione integrata | |
| PR12b | Rapporto sullo stato dell'ambiente | ||
| PR12c | Analisi ambientale (elementi di fragilità, obiettivi, prescrizioni e vincoli) | ||
| PR13 | Norme per l'attuazione | ||
3. Il contenuto normativo dell'"Atlante delle U.T.O.E." (PR09) ha valore normativo identico a quello delle "Norme per l'attuazione" (PR13). L'apparato normativo del Piano Strutturale risulta pertanto dalla somma dei contenuti dell'elaborato PR09 e PR13.
art. 3 Statuto del Territorio
1. Lo Statuto del territorio risponde a quanto disposto all'art. 5 della L.R.1/05 e, in particolare, contiene l'insieme coerente di regole finalizzate a tutelare l'esistenza, e, contemporaneamente, a garantire, mediante il Piano Strutturale, la permanenza e lo sviluppo della qualità dei rapporti che sono storicamente intercorsi fra attività umane di uso e trasformazione del territorio ed i caratteri fisici e naturali del territorio stesso. Lo Statuto del territorio contiene pertanto i principi che devono essere osservati ai fini di una utilizzazione durevole delle risorse presenti nel territorio comunale.
2. Ai sensi dell'art. 53 comma 1 punto e della l.r. 1/05, lo statuto del territorio contiene anche la disciplina della valorizzazione del paesaggio e le disposizioni di dettaglio per la tutela dell'ambiente, dei beni paesaggistici e dei beni culturali. Contiene altresì le aree e gli immobili di notevole interesse pubblico.
3. Lo statuto del territorio è contenuto nella parte seconda titoli I-II-III-IV delle presenti norme.
art. 4 Patrimonio Territoriale
1. Sono elementi costitutivi del patrimonio territoriale le manifestazioni visibili delle azioni di trasformazione di lungo periodo delle risorse locali da parte della società insediata, che abbiano comunque prodotto incremento di valori intrinseci e relazionali delle risorse stesse collettivamente riconosciuti e condivisi.
2. Tali elementi sono descritti nella tav. nº Pr02 (Patrimonio territoriale) che costituiscono pertanto riferimento fondamentale per la statuizione delle regole di uso e tutela delle risorse da parte dello Statuto del territorio di cui all'art.3.
art. 5 Invarianti Strutturali
1. Sono gli elementi definiti all'art. 4 della L.R.1/05. In particolare sono riconosciute invarianti strutturali del territorio comunale di Sinalunga gli elementi fisici, economici, sociali e culturali presenti, espressione del perdurare di rapporti spaziali, produttivi, sociali e culturali che, nella lunga durata, hanno determinato l'assetto del territorio costituendone gli elementi identitari. Esse sono manifestazione localizzata delle risorse naturali e delle altre risorse essenziali, come definite dalle vigenti norme regionali, presenti nel territorio comunale.
2. Le invarianti strutturali sono soggette a specifici criteri di utilizzo e limiti di trasformabilità al fine di garantirne la tutela e la valorizzazione nei processi evolutivi senza che ciò dia luogo ad alcun indennizzo.
art. 6 Sistemi e Sub-Sistemi Territoriali
1. Sono Sistemi e Sub-Sistemi Territoriali gli ambiti caratterizzati da una specifica e riconoscibile modalità di rapporto costitutivo tra gli elementi fisici naturali e le trasformazioni introdotte dal protrarsi di attività umane di lungo periodo. I Sistemi e Sub-sistemi Territoriali individuati sono coerenti con le Unità di paesaggio definite dal P.T.C.P.
2. La suddivisione del territorio comunale in sistemi e sub-sistemi è atto di contenuto progettuale e descrive assetti che derivano sia dal riconoscimento di specifici caratteri esistenti, sia da azioni di recupero, ripristino, integrazione o nuova realizzazione di elementi compatibili con i principi di costruzione del territorio e coerenti con la sua identità geostorica.
3. Per ogni Sistema e Sub-sistema Territoriale il Piano Strutturale definisce specifiche previsioni di uso e tutela delle risorse articolate in:
- - descrizione dei caratteri territoriali (parte statutaria);
- - definizione degli obiettivi di governo del territorio (parte strategica);
- - strategie di pianificazione per il loro perseguimento (parte strategica).
art. 7 Unità Territoriali Organiche Elementari
1. Le Unità Territoriali Organiche Elementari (U.T.O.E.), individuate nella tav. PR08, sono definite con riferimento ad ambiti territoriali complessi, appartenenti allo stesso Sistema, nei quali siano presenti differenti caratterizzazioni insediative, ambientali, infrastrutturali e storico-paesistiche, e nei quali debbano essere impiegate specifiche strategie progettuali al fine di conservare, integrare o riconfigurare le relazioni tra detti elementi, per il perseguimento degli obiettivi generali di governo del territorio definiti dal Piano Strutturale.
2. Ciascuna UTOE è integrata da un Ambito territoriale di influenza che ne esprime il contesto solidale sotto il profilo socio-culturale.
Le U.T.O.E. individuate dal presente Piano Strutturale sono elencate all'art. 65
art. 8 Elementi per la valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni
1. La verifica degli effetti delle trasformazioni previste dal P.S., l'analisi di coerenza esterna e interna, il rapporto ambientale sono contenuti negli elaborati PR12, che fanno parte integrante del presente PS.
Tutti gli atti di governo del territorio dovranno tener conto delle direttive e prescrizioni contenuti nell'elaborato PR12.
2. Applicazione del PIT/PPR
In riferimento al Piano di Indirizzo Territoriale/Piano Paesistico regionale (di seguito PIT/PPR), il presente Piano strutturale, tramite lo Statuto, assolve agli obiettivi di qualità paesaggistica contenuti nelle schede degli ambiti dei paesaggi regionali:
AMBITO 19 VAL DI CHIANA
Territori appartenenti ai comuni di: Territori appartenenti ai Comuni di: Arezzo, Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Civitella in Val di Chiana, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, Monte San Savino, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena.
Le azioni prioritarie definite dalle schede degli ambiti di paesaggio regionali contenente nel PIT/PPR sono svolte dal presente PS per quanto attiene il livello della pianificazione territoriale e affidate al RU e agli altri atti di governo per quanto attiene il livello dell'urbanistica operativa e quello delle politiche di settore.
Il RU e gli atti di governo aventi effetti sul territorio e sul paesaggio dimostrano esplicitamente il loro contributo all'attuazione delle azioni del PIT/PPR, facendo riferimento alla valutazione integrata che fa parte integrante del presente Piano ed in particolare assumono come raccomandazioni al R.U. le seguenti azioni prioritarie:
ELEMENTI COSTITUTIVI NATURALI
Geomorfologia, Idrografia naturale, Vegetazione
Azioni prioritarie
- gli strumenti di pianificazione indicano specifiche regole per la tutela delle emergenze naturali di interesse paesaggistico, quali i geotopi e le forme di erosione (calanchi, balze ed impluvi), la vegetazione riparia, i pascoli e gli arbusteti dei crinali principali.
ELEMENTI COSTITUTIVI ANTROPICI
Idrografia artificiale, Paesaggio agrario e forestale storico, Paesaggio agrario e forestale moderno
Azioni prioritarie
- - Incentivare il recupero dei manufatti della bonifica, delle case coloniche e delle ville-fattoria e gli interventi di rinaturalizzazione dell'area della bonifica;
- tutelare il sistema degli oliveti terrazzati;
- individuare e tutelare le emergenze del paesaggio agrario di particolare valore, quali le tessiture agrarie a maglia fitta ed a maglia media degli ambiti montani e collinari, e le tessiture agrarie della bonifica;
- - prevedere misure tese al recupero e riqualificazione paesaggistica dei vigneti meccanizzati di grande estensione in cui vi sia stata una ristrutturazione integrale con forte alterazione della maglia agraria tradizionale;
- - valorizzazione culturale ed ambientale della Val di Chiana come museo territoriale legato alla storia della bonifica idraulica.
INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE
Insediamenti storici, Insediamenti moderni, Viabilità e infrastrutture storiche, Viabilità e infrastrutture moderne
Azioni prioritarie
- - In materia di insediamenti produttivi è da perseguire la riorganizzazione degli insediamenti produttivi esistenti, evitando la disseminazione di aree di ridotta dimensione e di capannoni isolati, massimizzando l'utilizzazione delle aree esistenti o previste meglio collocate sotto il profilo infrastrutturale e logistico;
- - i dimensionamenti e le localizzazioni dei nuovi insediamenti produttivi, la razionalizzazione e il potenziamento di quelli esistenti, si determinano attraverso un coordinamento almeno interprovinciale ed in forte correlazione con la funzionalità ed efficienza delle reti infrastrutturali e la mobilità;
- - gli strumenti di pianificazione indicano specifiche regole edilizie per le formazioni residenziali, produttive o miste, di frangia ai centri urbani e diffuse nel territorio rurale nonché per le edificazioni "lungo strada"; assicurano inoltre che la progettazione degli assetti urbani sia coerente con le regole insediative tradizionali. Deve essere specificatamente controllata la qualità progettuale dei nuovi insediamenti in rapporto al riconoscimento degli elementi "identitari locali" nonché la dimensione dell'intervento rispetto alla consistenza dell'insediamento esistente.
3. Le trasformazioni e le azioni conseguenti agli obiettivi del presente P.S. dovranno attuare le direttive e le prescrizioni di cui all'elaborato PR12. In particolare:
SISTEMA ACQUE
Prelievi, consumi e fabbisogni
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Promuovere (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio) l'adozione, in ambito civile, industriale e commerciale, di sistemi di approvvigionamento che consentano di perseguire il massimo risparmio della risorsa attraverso:
- o Sistemi di accumulo e di riutilizzo delle acque piovane per usi non pregiati (irrigazione di orti e giardini, etc.), anche mediante la realizzazione di reti duali (impiego per usi civili non potabili: alimentazione scarichi WC, ...).
- o Sistemi di depurazione autonomi dei reflui (in zone non servite da rete fognaria) che ne consentano il riutilizzo per usi non pregiati (ad es. irrigazione), anche mediante la realizzazione di reti duali (impiego per usi civili non potabili: alimentazione scarichi WC, ...).
- o Sistemi di approvvigionamento differenziati in relazione agli usi, riservando le acque di migliore qualità agli usi idropotabili.
- - Indirizzare le attività produttive al risparmio ed al riutilizzo idrico (art.99 Dlgs. 152/06,), anche mediante l'istituzione di appositi incentivi.
- - Le trasformazioni che comportino incrementi dei prelievi idrici dovranno essere sottoposte alla preventiva verifica della disponibilità della risorsa; non saranno ammissibili le trasformazioni il cui bilancio complessivo dei consumi idrici comporti il superamento delle disponibilità reperibili o attivabili nell'ATO di riferimento, a meno della contemporanea programmazione, a livello comunale, di altri interventi di trasformazione atti a compensare il maggior consumo idrico preventivato.
- - Nell'ambito della pianificazione delle trasformazioni relative a nuovi insediamenti urbani dovrà essere valutata la fattibilità della realizzazione di una doppia rete di distribuzione idrica, per differenziare l'uso idropotabile dagli altri usi, destinando al primo le acque di migliore qualità.
- - Mettere a punto procedure che consentano l'acquisizione di una maggiore conoscenza dei consumi idrici (soprattutto autonomi), con particolare riferimento al settore produttivo, ed un maggiore controllo del livello di sfruttamento della risorsa idrica (con particolare riferimento alle acque sotterranee), intervenendo eventualmente con prescrizioni e/o vincoli alla realizzazione di nuove opere di captazione anche alla luce del recente Piano di Bacino Stralcio Bilancio Idrico.
ACQUE REFLUE E DEPURAZIONE
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Mettere a punto procedure di verifica puntuale dello stato di efficienza della rete fognaria e di risanamento dei tratti affetti da perdite.
- - Prevedere, nelle zone di nuova urbanizzazione e/o infrastrutturazione, sistemi di fognatura separata, fatto salvo giustificate motivazioni tecniche, economiche e/o ambientali.
- - Sono da ritenersi non ammissibili le trasformazioni che comportino un incremento del deficit fognario e/o depurativo, ovvero che prevedano la realizzazione di insediamenti i cui reflui non siano collettabili alla fognatura pubblica e/o non avviabili a depurazione. In deroga a quanto sopra, in caso di non fattibilità tecnico-economica dell'opera di collettamento alla rete fognaria, le trasformazioni saranno ritenute ammissibili solo se venga garantito un idoneo trattamento depurativo autonomo, e valutato preventivamente l'impatto dello scarico depurato sulla qualità del corpo idrico ricettore, escludendo altresì l'insorgenza di problemi igienico-sanitari connessi al sistema di smaltimento nonché una possibile interferenza con le risorse idriche sotterranee. L'idoneo trattamento depurativo autonomo dovrà essere individuato sulla base delle considerazioni di cui al punto seguente.
- - In caso di insediamenti non serviti da pubblica fognatura, promuovere (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio) il ricorso a sistemi di depurazione autonoma di tipo naturale (ad es. fitodepurazione), e comunque caratterizzati da bassi consumi energetici, ridotta necessità di manutenzione, flessibilità nei confronti di variazioni di carico, elevati rendimenti depurativi, incentivando il ricorso a sistemi che consentano il riutilizzo dei reflui depurati. Il sistema di smaltimento dovrà essere altresì scelto nel rispetto delle condizioni locali di vulnerabilità idrogeologica.
- - Le trasformazioni che prevedano l'allacciamento di nuovi insediamenti alla rete fognaria dovranno essere sottoposte alla preventiva verifica della compatibilità del maggior carico indotto alla residua potenzialità del sistema di depurazione esistente; l'immissione di un carico aggiuntivo eccedente la potenzialità del sistema di depurazione va condizionato all'adeguamento tecnico e dimensionale dello stesso o all'individuazione di una soluzione depurativa alternativa.
- - Mettere a punto procedure che consentano di acquisire una maggiore conoscenza del ciclo dell'acqua all'interno dell'attività produttive maggiormente impattanti, nel comprensorio, in particolar modo riferita alla qualità e quantità di refluo generato, non recapitante in pubblica fognatura ed avviato al depuratore centrale (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio in armonia con eventuali regolamenti emanati a livello provinciale).
- - Attuare le vigenti disposizioni normative relative all'obbligo di autorizzazione allo scarico di reflui domestici o assimilabili non recapitanti in pubblica fognatura (Dlgs 152/06, L.R. 20/06, D.P.G.R.T. nº 28/R del 23/05/03).
SISTEMA ARIA
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Mettere a punto, tramite il supporto di Provincia ed Arpat, una metodica sistematica ed integrata (attraverso misure, applicazione di modelli, ecc.) di monitoraggio e verifica della qualità dell'aria sul territorio comunale, approfondendo anche la conoscenza dei diversi contributi delle attività antropiche alle emissioni complessive dei principali inquinanti, con Promuovere (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio) l'impiego, in ambito civile, industriale e commerciale, di fonti energetiche alternative e di tecnologie che consentano un'elevata efficienza energetica ed un ridotto impatto ambientale in termini di emissioni inquinanti e climalteranti.
- - Programmare e realizzare interventi di razionalizzazione ed ottimizzazione della viabilità, sottoponendo le trasformazioni del sistema viario ad una preventiva valutazione della produzione di emissioni di inquinanti in atmosfera.
SISTEMA ENERGIA
Consumi energetici
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Predisporre apposita normativa (anche all'interno del regolamento edilizio) che disciplini l'attività di edificazione in funzione delle esigenze di risparmio energetico, ovvero preveda la necessità di progettare gli interventi in funzione dei fattori climatici e dei parametri meteorologici (esposizione ai venti dominanti, irraggiamento solare, condizioni microclimatiche), al fine di ottimizzare le allocazioni e le soluzioni progettuali in un'ottica di sostenibilità ambientale (massimizzazione del risparmio energetico e di risorse naturali in generale, minimizzazione dell'esposizione ad emissioni inquinanti, ecc.).
- - Subordinare le trasformazioni che comporteranno un incremento significativo dei consumi energetici, alla verifica dell'adozione di idonee misure di razionalizzazione e contenimento dei consumi stessi, nonché della possibilità di utilizzare fonti energetiche alternative.
- - Promuovere, mediante attuazione di interventi e di politiche specifiche, nonché attraverso l'istituzione di sistemi incentivanti, una maggiore efficienza nell'utilizzo delle fonti energetiche, con priorità al settore industriale e all'illuminazione pubblica (Linee).
- - Effettuare studi di fattibilità per l'utilizzo di fonti energetiche alternative nelle utenze pubbliche.
Emissioni di campi elettromagnetici
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Inserimento nella strumentazione urbanistica di apposita norma che preveda la subordinazione ad una preventiva valutazione della compatibilità elettromagnetica per le trasformazioni che comportino la realizzazione di edifici o strutture destinate a permanenze umane prolungate all'interno delle "zone di attenzione" individuate per gli impianti di radiocomunicazione e per le linee elettriche esistenti.
- - Attivare l'attività di monitoraggio dei campi elettromagnetici indotti dalle infrastrutture (elettrodotti e stazioni radio base) presenti sul territorio comunale, al fine di acquisire un livello di conoscenza il più dettagliato possibile circa il grado di attuale esposizione della popolazione, nonché di rilevare l'eventuale insorgenza di incompatibilità elettromagnetiche.
SISTEMA RIFIUTI
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - L'allocazione delle funzioni, con particolare riguardo alle funzioni di carattere commerciale ed industriale, dovrà essere effettuata tenendo conto delle esigenze di raccolta differenziata delle varie categorie merceologiche di rifiuti e della strutturazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e speciali; tali servizi potranno comunque essere incrementati e/o ulteriormente differenziati in base alla tipologia di azienda produttiva.
- - La progettazione degli interventi di recupero o di realizzazione di nuovi insediamenti e/o di infrastrutture stradali dovrà prevedere l'individuazione di idonei spazi per l'organizzazione del servizio di raccolta differenziata, in relazione all'attuale strutturazione del servizio.
- - Nell'ambito della progettazione e realizzazione degli interventi di trasformazione dovrà essere valutata la possibilità di separare e reimpiegare in situ i materiali di rifiuto derivanti dalla cantierizzazione edile previo idoneo trattamento così come previsto dalla normativa vigente (D.Lgs. 152/06 - DM 186/2006).
- - Indirizzare le attività produttive, anche attraverso la promozione e l'incentivazione dei sistemi di certificazione ambientale e/o di accordi volontari, all'adozione di tecnologie che riducano la produzione di rifiuti in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 152/2006 e dal Piano Regionale, e/o al riciclaggio degli stessi, sia all'interno del ciclo produttivo che mediante conferimento al servizio di raccolta differenziata. Per ridurre notevolmente la quantità di RSP prodotti potrebbero essere svolte diverse attività tra cui accordi tra l'Ente e la grande distribuzione così come con le PMI.
- - Continuare le politiche intraprese, che negli ultimi anni hanno portato, partendo dal 6,75% circa del 1998 a più del 33% del 2006 (dati ARRR) con interventi mirati per l'aumento delle diverse raccolte anche presso le aziende e tramite la piattaforma, potrà nel tempo portare i valori della raccolta ai valori richiesti dai Piani sovraordinati vigenti; un ulteriore incremento potrà venire dall'estensione a tutte le utenze di tipo civile del servizio di raccolta porta a porta.
- - Indirizzare gli uffici pubblici (uffici all'interno dell'Amministrazione, scuole) all'utilizzo di materiali derivanti da raccolta differenziata (Es. Carta riciclata) così come previsto dal Piano Regionale Rifiuti.
SISTEMA RUMORE
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Programmare e realizzare interventi di razionalizzazione ed ottimizzazione della viabilità. Le principali trasformazioni inerenti il sistema viario dovranno essere sottoposte alla preventiva valutazione dell'impatto relativo alle immissioni acustiche (con particolare riferimento ai ricettori più esposti), attraverso l'analisi complessiva dei flussi, prevedendo, se del caso, opportune misure di mitigazione. Dovrà essere valutato, più in generale, il contributo della trasformazione alla realizzazione di un sistema di mobilità più sostenibile.
- - L'attività di pianificazione riferita alla localizzazione delle funzioni dovrà essere sottoposta alla preventiva valutazione del grado di esposizione all'inquinamento acustico (in caso di funzioni residenziali) prevedendo, se del caso, opportune misure di mitigazione e garantendo l'adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché dell'impatto dovuto alle emissioni acustiche, sia dirette (macchinari, impianti, attività di movimentazione merci, e, per le funzioni di carattere ricreativo, schiamazzi e soste di persone all'aperto) che indirette (traffico indotto).
- - L'attività di pianificazione territoriale e le scelte di Piano dovranno raccordarsi con il Piano di Classificazione Acustica Comunale (che dovrà essere approvato), al fine di consentire il rispetto dei limiti acustici definiti per le varie zone del territorio Comunale.
SISTEMA SUOLO E SOTTOSUOLO
Sfruttamento risorse idriche superficiali e sotterranee
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Interventi di controllo a supporto degli enti competenti in materia, sui prelievi da corpi d'acqua superficiali e sotterranei.
- - Attivare accordi con la Provincia di Arezzo per formulare pareri di compatibililità preventiva su ciascuna nuova istanza di perforazione di nuovo pozzo a qualsiasi uso adibito.
- - Mettere a punto procedure che consentano di incentivare la razionalizzazione, nell'ambito produttivo ed agricolo, dell'uso di risorse idriche (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio in armonia con eventuali regolamenti emanati a livello provinciale).
- - Acquisire dati ed informazioni sui punti di captazioni presenti sul proprio territorio per aggiornare l'archivio comunale.
Tutela e salvaguardia risorse idriche superficiali e sotterranee
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Mettere a punto procedure di periodico monitoraggio della qualità delle acque superficiali (con particolare riferimento ai corsi d'acqua, anche minori, su cui insistono scarichi fognari non depurati e/o scarichi non collettati) e delle acque sotterranee (con particolare riferimento alla caratterizzazione degli acquiferi in ambito industriale e urbano).
- - Perimetrazione ed istituzione delle fasce di tutela assoluta e di rispetto intorno ai punti di captazione e prelievo acque sotterranee destinate al consumo umano (ex DPR 236/88 così come modif. dal Dlgs.152/06)
- - Gli interventi per ampliamento o nuova allocazione di attività potenzialmente impattanti, dovranno essere subordinate alla verifica di compatibilità idrogeologica in base alle caratteristiche di vulnerabilità locali.
- - Il recupero e/o la riqualificazione delle aree produttive dismesse dovrà essere subordinato a preliminari idonee verifiche ambientali, volte ad accertare il grado di eventuale contaminazione di terreni ed acquiferi e a valutare la necessità di interventi di messa in sicurezza o bonifica ambientale (ex DM 471/99).
- - L'eventuale localizzazione di industrie a rischio di incidente rilevante dovrà essere realizzata all'esterno o a debita distanza dei centri abitati e comunque in aree che non comportino un rischio per l'ambiente, ai sensi dell'art. 14 Dlgs. 334/99 e succ. modif. e integr.
SISTEMA TERRITORIO
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Individuare norme di tutela per salvaguardare le formazioni boschive, il territorio aperto e la fauna presente, dalle interazioni tra queste e le infrastrutture presenti, le aree coltivate ed abitate in modo da non incrementare ulteriormente le zone di discontinuità e frattura. %u2022 Garantire una maggiore naturalità ambientale nei punti di minore dimensione delle connessioni e nei punti dove queste incontrano le infrastrutture.
- - Identificare criteri per una conduzione dell'attività agricola sostenibile, che sia in grado di svolgere una funzione di interconnessione ecologica tra aree urbanizzate e non.
- - Individuare regole e procedure per l'approvazione di progetti di trasformazione del territorio aperto in funzione delle attività antropiche (agricoltura, allevamento, attività industriali) al fine di preservare la qualità ambientale delle acque e del suolo.
- - Prevedere la realizzazione e la salvaguardia delle fasce di pertinenza fluviali e delle aree umide esistenti.
- - Individuare criteri di gestione delle aree a vocazione ambientale con particolare riferimento alla aree umide presenti e potenziali del territorio che non alterino l'assetto fisico e morfologico dei luoghi.
- - Portare a termine gli interventi previsti già nel PRG del 1998. Si hanno a tutto il 2005 ancora 90.460 mq non attuati dei 243.654 mq previsti. In particolar modo nell'area di Sinalunga e Bettolle, dove allo stato attuale la % di non realizzato è ancora molto elevata.
4 Criteri per la valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni previste dal Regolamento Urbanistico e/o dagli altri atti di governo.
Ai fini della valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni, il Regolamento Urbanistico contiene:
- a) per le azioni di trasformazione del territorio direttamente previste dal Regolamento Urbanistico e da esso non assoggettate ad ulteriore elaborazione urbanistica di dettaglio, relative a nuovi insediamenti, nuove infrastrutture ed interventi di sostituzione di tessuti insediativi o delle infrastrutture esistenti, una scheda di valutazione degli effetti, in cui si dimostri la coerenza con i contenuti del Piano Strutturale, con particolare riferimento agli obiettivi prestazionali, alle direttive, alle prescrizioni ed alla vincolistica ambientale ivi dettata, nonché agli indirizzi prioritari di tutela identificati per ogni singola U.T.O.E.
La valutazione dovrà essere effettuata attraverso le seguenti fasi:- - descrizione dell'azione di trasformazione (comprese le finalità in termini di obiettivi di piano, nonché i motivi della scelta rispetto ad altre possibili alternative);
- - individuazione delle risorse coinvolte e dell'ambito degli effetti, con particolare riferimento a quelle risorse che denotano condizioni di maggiore criticità ambientale per l'U.T.O.E. di appartenenza;
- - analisi dello stato di fatto delle risorse soggette a modificazione (sulla base del Quadro Conoscitivo di supporto al Piano Strutturale);
- - definizione degli specifici obiettivi prestazionali che si intendono perseguire con l'azione di trasformazione (sulla base degli obiettivi generali definiti dal Piano Strutturale) e dei criteri di valutazione ad essi associati;
- - stima e descrizione dei prevedibili effetti dell'azione di trasformazione, sia diretti che indiretti;
- - valutazione dell'azione, in base ai criteri identificati;
- - eventuali misure di mitigazione atte ad evitare, ridurre o compensare gli effetti negativi.
- b) per la parte del Regolamento Urbanistico in cui siano previste azioni di trasformazione del territorio da attuarsi tramite strumentazione urbanistica di dettaglio, un'apposita disciplina - inserita nelle Norme Tecniche di Attuazione - che consenta di inquadrare le valutazioni degli effetti prodotti dai nuovi insediamenti, dalle nuove infrastrutture e dagli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi e delle infrastrutture esistenti, negli ambiti delle risorse interessate, nonché di individuare i criteri di valutazione da tenere presenti nell'attuazione dell'art. 14 della L.R.1/05 in coerenza con i contenuti del Piano Strutturale, con particolare riferimento alle direttive, alle prescrizioni ed alla vincolistica ambientale ivi dettata, nonché agli indirizzi prioritari di tutela identificati per ogni singola U.T.O.E.
- c) ai fini della valutazione integrata degli effetti dei piani e programmi di settore di competenza comunale, ove tali atti di pianificazione producano effetti diretti sulle risorse del territorio, gli stessi sono integrati da uno specifico elaborato nel quale vengono evidenziate le risorse del territorio comunque interessate dalle azioni di trasformazione e le risorse territoriali di cui si prevede l'utilizzazione. Tale elaborato contiene il prevedibile bilancio complessivo delle risorse derivante dall'attuazione dello strumento di settore, in coerenza con i contenuti del Piano Strutturale. La valutazione integrata degli effetti indotti dalle azioni previste dovrà essere effettuata con metodologia analoga a quella indicata al precedente punto 1.a).
5. Condizioni generali per la trasformabilità
- a) L'attività di pianificazione riferita alla localizzazione delle funzioni è sottoposta:
- - alla valutazione dell'impatto prodotto in termini di emissioni di inquinanti in atmosfera e di immissioni acustiche, sia dirette che indirette (traffico indotto);
- - alla valutazione del grado di esposizione all'inquinamento atmosferico ed alle emissioni acustiche (in caso di funzioni residenziali) prevedendo, se del caso, opportune misure di mitigazione e garantendo l'adozione delle migliori tecnologie disponibili.
- b) I nuovi insediamenti dovranno comunque essere pianificati in coerenza con i contenuti del Piano comunale di classificazione acustica (P.C.C.A.), al fine di consentire il rispetto dei limiti acustici definiti dalla normativa vigente per le varie zone del territorio comunale. Il P.C.C.A. dovrà essere redatto coerentemente alla vigente normativa in materia di tutela dall'inquinamento acustico; a tale riguardo, ai fini del coordinamento con gli strumenti della programmazione e pianificazione territoriale, il P.C.C.A. dovrà essere approvato prima dell'approvazione del Regolamento Urbanistico.
- c) Gli strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti o modificazioni d'uso che comportino significativi incrementi dei prelievi idrici dovranno essere sottoposti alla preventiva verifica della disponibilità della risorsa. Non risultano ammissibili trasformazioni il cui bilancio complessivo dei consumi idrici comporti il superamento delle disponibilità reperibili o attivabili nell'Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.) di riferimento, a meno della contemporanea programmazione, a livello comunale, di altri interventi di trasformazione atti a compensare il maggior consumo idrico preventivato. Dovrà comunque essere garantita e verificata l'adozione di idonee misure di razionalizzazione e contenimento dei consumi idrici, perseguibile anche attraverso il riutilizzo delle acque usate, in coerenza con le finalità dettate dalle vigenti normative in materia.
- d) Per ogni nuovo insediamento o per le modifiche di destinazioni d'uso comportanti incremento di produzione di reflui, deve essere valutata preventivamente la presenza di un efficiente sistema di depurazione e smaltimento dei reflui o la possibilità di una sua realizzazione contestuale, che garantisca la tutela del corpo idrico ricettore ed il rispetto dei criteri e dei limiti stabiliti dalle vigenti normative in materia. A tale riguardo sono da ritenersi non ammissibili le trasformazioni che comportino un incremento del deficit fognario e/o depurativo, ovvero che prevedano la realizzazione di insediamenti i cui reflui non siano collettabili alla fognatura pubblica e/o non avviabili a depurazione. In deroga a quanto sopra, in caso di non fattibilità tecnico-economica dell'opera di collettamento alla rete fognaria, le trasformazioni saranno ritenute ammissibili solo se venga garantito un idoneo trattamento depurativo autonomo, e valutato preventivamente l'impatto dello scarico depurato sulla qualità del corpo idrico ricettore, escludendo altresì l'insorgenza di problemi igienico-sanitari connessi al sistema di smaltimento nonché garantendo il rispetto delle condizioni locali di vulnerabilità idrogeologica. L'idoneo trattamento depurativo autonomo dovrà essere individuato privilegiando il ricorso a sistemi di depurazione autonoma caratterizzati da bassi consumi energetici, ridotta necessità di manutenzione, flessibilità nei confronti di variazioni di carico, elevati rendimenti depurativi, possibilità di riutilizzo delle acque depurate. Le trasformazioni che prevedano l'allacciamento di nuovi insediamenti alla rete fognaria dovranno essere sottoposte alla preventiva verifica della compatibilità del maggior carico indotto alla residua potenzialità del sistema di depurazione esistente; l'immissione di un carico aggiuntivo eccedente la potenzialità del sistema di depurazione va condizionato all'adeguamento tecnico e dimensionale dello stesso o all'individuazione di una soluzione depurativa alternativa.
- e) La previsione di destinazioni urbanistiche a prolungata permanenza umana in prossimità di linee elettriche ad alta tensione esistenti deve essere subordinata alla preventiva valutazione dell'esposizione umana ai campi magnetici, al fine di ridurre le nuove esposizioni ai campi elettromagnetici a bassa frequenza al minimo livello possibile, compatibilmente con le esigenze di carattere tecnologico, e comunque di evitare l'insorgenza di incompatibilità elettromagnetiche, prescrivendo, in caso di superamento dei valori-obiettivo fissati dalla normativa vigente, idonee misure di mitigazione.
- f) Le trasformazioni urbanistiche che prevedano la realizzazione di siti destinati a permanenze umane prolungate in prossimità degli impianti di radiocomunicazione esistenti devono essere subordinate ad una preventiva valutazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici indotti da questi ultimi, al fine di ridurre le nuove esposizioni ai campi elettromagnetici a radiofrequenza al minimo livello possibile, compatibilmente con le esigenze di carattere tecnologico, e comunque di evitare l'insorgenza di incompatibilità elettromagnetiche.
- g) In sede di formazione di strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti, con particolare riguardo alle attività di carattere commerciale ed industriale, dovrà essere valutata la rispondenza alle esigenze di raccolta differenziata delle varie categorie merceologiche di rifiuti, in funzione della strutturazione del servizio locale di raccolta dei rifiuti urbani e speciali ed anche in relazione all'area ecologica in funzione in zona industriale, nel rispetto dei criteri e degli indirizzi dettati dalle vigenti norme statali e regionali in materia.
- h) In sede di formazione di strumenti di pianificazione attuativa che prevedano il recupero o di realizzazione di nuovi insediamenti e/o di infrastrutture stradali dovrà essere valutata la presenza di idonei spazi per l'organizzazione del servizio di raccolta differenziata, in relazione all'attuale strutturazione del servizio.
- i) Per le trasformazioni che prevedano il recupero e/o la riqualificazione di aree produttive dismesse dovrà essere verificata l'avvenuta programmazione di preliminari idonee verifiche ambientali, volte ad accertare il grado di eventuale contaminazione di terreni ed acquiferi e a valutare la necessità di interventi di bonifica ambientale, nel rispetto delle vigenti norme statali e regionali.
- l) L'eventuale localizzazione di industrie a rischio di incidente rilevante dovrà essere realizzata all'esterno o a debita distanza dei centri abitati e comunque in aree che non comportino un rischio per la popolazione e l'ambiente, in conformità con le norme vigenti.
- m) L'eventuale localizzazione di industrie insalubri di 1ª classe sarà ammessa anche nei centri abitati a condizione che vengano adottate efficaci misure di protezione dall'inquinamento per i residenti nelle vicinanze, secondo la migliore tecnologia disponibile.
- n) Per gli strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti o modificazioni d'uso che comportino significativi incrementi dei consumi energetici dovrà essere garantita e verificata l'adozione di idonee misure di razionalizzazione e contenimento dei consumi, nonché la possibilità di utilizzo di fonti energetiche alternative, perseguendo le finalità di risparmio energetico e di ottimizzazione dei consumi dettate dalle normative vigenti.
- o) Gli strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti dovranno tener conto, per quanto possibile, dei fattori climatici e dei parametri meteorologici (con particolare riferimento all'esposizione ai venti, all'irraggiamento solare, alle specifiche condizioni microclimatiche del sito), al fine di ottimizzare le allocazioni stesse e le soluzioni progettuali in un'ottica di sostenibilità ambientale (massimizzazione del risparmio energetico e di risorse naturali in generale, minimizzazione dell'esposizione ad emissioni di inquinanti in atmosfera, etc.).
- p) Il grado di approfondimento delle valutazioni disciplinate dal presente articolo dovrà essere commisurato alla tipologia ed all'entità dell'intervento programmato. Il Regolamento Urbanistico contiene indicazioni e prescrizioni di dettaglio in merito al tipo di valutazione da effettuare per le diverse tipologie di intervento nonché agli interventi per i quali le suddette valutazioni non sono necessarie.
- q) Le esigenze indotte dalle trasformazioni o dalle nuove realizzazioni residenziali o produttive, dovranno essere valutate in sede di Regolamento urbanistico o di strumento urbanistico attuativo ed essere accompagnate da specifica certificazione della possibilità di farvi fronte da parte dei Gestori dei servizi relativi a: approvvigionamento idropotabile, smaltimento fognario e depurazione, adduzione gas, raccolta e smaltimento rifiuti.
art. 9 Rapporti del Piano Strutturale con il Regolamento Urbanistico e con Piani e Programmi di Settore Comunali
1. Le indicazioni normative e cartografiche contenute nel Piano Strutturale sono precisate e dettagliate dal Regolamento Urbanistico, che ne recepisce le prescrizioni nelle Norme Tecniche di Attuazione (elaborato PR11), dandone esplicito conto nella Relazione (elaborato PR13).
2. Nella redazione del Regolamento Urbanistico sono consentite parziali e limitate modifiche alle indicazioni cartografiche, alle elencazioni e perimetrazioni del Piano Strutturale, al fine di rettificare eventuali errori od omissioni di quest'ultimo, nonché per adeguarle ad eventuali ulteriori conoscenze di dettaglio acquisite successivamente. Sono inoltre consentite le variazioni conseguenti all'impiego nel Regolamento Urbanistico di basi cartografiche a scala maggiore. Tali variazioni sono esplicitate nella Relazione del Regolamento Urbanistico che evidenzia i profili di coerenza sostanziale con il quadro conoscitivo e con le strategie definite dal Piano Strutturale.
3. Il Piano Strutturale (P.S.) si attua mediante Regolamento Urbanistico (R.U.), eventualmente mediante Piani Complessi d'intervento (P.C.I.) e Piani operativi e attuativi, nonché altri strumenti previsti dalla legislazione vigente:
- a) Le previsioni del Piano Strutturale vengono attuate dal Regolamento Urbanistico mediante un'attuazione programmata delle nuove quantità insediative sostenibili così come definite in base alle valutazioni di fabbisogno contenute nel quadro conoscitivo del Regolamento Urbanistico e come determinate dal presente Piano, al fine di orientare la gestione urbanistica comunale in coerenza con le esigenze di recupero del patrimonio edilizio esistente, di completamento, riordino e qualificazione degli insediamenti urbani.
- b) Il R.U. e i P.C.I., pertanto, definiscono e regolano preliminarmente le condizioni di fattibilità delle trasformazioni del territorio e degli immobili su di esso ricadenti in relazione alle condizioni di sostenibilità indicate dal presente Piano, con particolare riferimento alla compatibilità con i sistemi di approvvigionamento idrico, di smaltimento e trattamento dei liquami e dei rifiuti solidi, di accessibilità meccanizzata di spazi pubblici o di uso comune e collettivo, di impianti ed attrezzature. In caso di assenza o carenza di tali sistemi gli interventi saranno programmati tenendo conto dei piani triennali per le opere di investimento riferite ai sistemi suddetti.
- c) Il primo R.U. sarà orientato a soddisfare le esigenze di edilizia residenziale prioritariamente attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, di ristrutturazione urbanistica, di sostituzione, di riuso e di completamento urbanistico di aree interstiziali e di frangia, con particolare attenzione alla creazione di una offerta di abitazioni in affitto controllato.
- d) Il R.U. verificherà la disponibilità dei servizi e dei finanziamenti per la realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione necessarie per gli insediamenti esistenti e di previsione, con priorità al completamento ed all'organizzazione degli insediamenti esistenti.
- e) Il R.U. darà attuazione agli obiettivi indicati come prioritari dal P.S., concretizzando l'opportunità di sviluppo sostenibile anche in relazione alle reali esigenze che vengano manifestate dagli operatori, dando omogeneità e coerenza agli interventi pubblici e privati e di tutela del territorio.
- f) Il primo Regolamento Urbanistico non deve superare il 35% delle previsioni totali con priorità ai recuperi e alla realizzazione delle previsioni confermate pregresse e i successivi Regolamenti Urbanistici si dovranno comunque impegnare a stabilire le quote di nuove previsioni da impegnare a seguito di una dettagliata analisi delle dinamiche in atto.
- g) Il R.U. procede alla realizzazione della schedatura puntuale del patrimonio edilizio presente al 1954 e detta norme specifiche sulle categorie di intervento e sulle destinazioni d'uso ammissibili. Fino all'adozione del R.U. è in vigore la classificazione degli interventi del P.R.G. vigente.
4. Criteri per la valutazione di piani e programmi comunali di settore:
In relazione a quanto previsto dalla L.R. 1/05, i piani ed i programmi di settore di competenza comunale, concertati con Regione Toscana e Provincia di Siena, previsti dalla legge, ed aventi effetti sull'uso e la tutela delle risorse del territorio devono seguire i criteri di seguito indicati per la loro definizione e valutazione.
- a). Regole unificanti:
I piani di settore devono:- - essere fondati su obiettivi prestazionali definiti e raffrontabili con quelli del P.S., del PIT e del PTC e con le relative normative;
- - avere come ambiti di riferimento i sistemi territoriali e le U.T.O.E.;
- - essere coerenti con le norme generali per la tutela e l'uso del territorio di cui alla LR 1/05 indicando in particolare:
- - la relazione con le aree di interesse ambientale;
- - l'incidenza sull'utilizzo delle risorse naturali e le eventuali azioni di trasformazione da valutare preventivamente;
- - gli effetti indotti sulle risorse essenziali.
- b). Piano urbano del traffico
Tale piano deve prevedere:- - il riordino sistematico della circolazione in tutte le sue componenti (pedonale, ciclabile, veicolare);
- - il riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle risorse infrastrutturali pedonali, ciclabili, viarie come l'intervento prioritario per soddisfare le esigenze di mobilità;
- - l'integrazione con altri tipi di infrastrutture per la mobilità e con il sistema di trasporto pubblico;
- - garantire una prestazione adeguata in relazione alla tipologia dell'infrastruttura differenziandone i diversi livelli (strade di scorrimento, di quartiere, ecc.);
- - garantire l'accessibilità ai sistemi insediativi esistenti e di previsione;
- - consentire adeguati livelli di sosta dei veicoli in particolare al servizio dei centri e delle aree più congestionate.
- c). Piani complessi d'intervento
Il PCI definisce:- - le risorse del territorio utilizzate;
- - a valutazione integrata e il monitoraggio degli effetti del governo del territorio ai sensi del regolamento urbanistico;
- - la fattibilità economico-finanziaria delle trasformazioni in esso previste con particolare riferimento alla programmazione delle risorse finanziarie del comune;
- - le aree e gli ambiti sui quali operare la riqualificazione insediativa;
- - la disciplina della perequazione di cui all'articolo 78;
- - i beni eventualmente da espropriare;
- - gli impegni giuridicamente vincolanti che dovranno essere assunti dai soggetti privati che in tendono partecipare alla realizzazione del piano.
- d). Programmazione urbanistica commerciale e regolamento del commercio in sede fissa
Questo tipo di atti di programmazione devono contenere:- - il quadro conoscitivo delle risorse e della struttura commerciale;
- - la valutazione delle esigenze di mobilità indotte nei vari aspetti veicolare, ciclabile, pedonale;
- - la definizione delle esigenze di parcheggi pubblici e privati;
- - la verifica delle situazioni pregresse di carenze di spazi di parcheggio e di accessibilità.
- e). Piani della mobilità, piste ciclabili, sentieristica, parcheggi
Tali piani devono:- - valutare le esigenze di mobilità all'interno dei centri abitati, tra gli stessi ed in relazione al territorio comunale e sovracomunale, di concerto con l'Amministrazione Provinciale;
- - individuare le aree carenti di spazi di sosta in particolare nelle aree maggiormente interessate da attività commerciali e terziarie ed in quelle attraversate da mobilità di utenze sovracomunali;
- - individuare le reti già esistenti di viabilità agricole da rifunzionalizzare per collegamenti ciclabili;
- - definire percorsi alternativi alla mobilità veicolare, in particolare per collegamenti all'interno dei centri abitati;
- - favorire la partecipazione di operatori privati alla realizzazione di aree di sosta;
- - definire l'utilizzo di materiali adeguati al contesto ambientale ed alle fragilità del territorio in particolare per limitare le superfici impermeabili.
- f). Piano triennale delle opere comunali
Tale piano deve:- - definire le esigenze di opere pubbliche in riferimento alle previsioni del R.U. per il periodo considerato;
- - determinare un ottimale utilizzo delle risorse economiche in relazione alle esigenze ed alle priorità definite negli atti di pianificazione;
- - verificare le opere da realizzare con il contributo di operatori privati.
- g). Piano di protezione civile
Tale piano deve:- - valutare i rischi connessi con le risorse essenziali del territorio ed il loro utilizzo;
- - valutare i rischi derivanti dagli insediamenti produttivi;
- - valutare le fragilità del territorio e dell'ambiente già indicate nelle norme;
- - definire la classificazione complessiva dei rischi e delle aree interessate dagli stessi;
- - individuare un monitoraggio in sintonia con quanto indicato dal P.S.;
- - definire le direttive integrate con quelle relative alla trasformazione ed alla tutela del territorio.
- h). Piano di distribuzione delle funzioni
In relazione a quanto previsto dalla LR 1/05 art. 58 dovrà essere predisposto il Piano di distribuzione delle funzioni che potrà essere contestuale al R.U.:
Tale Piano deve prevedere una misurata distribuzione spaziale delle funzioni terziarie direzionali, turistiche, commerciali, produttive nelle diverse parti del territorio, in relazione ai seguenti criteri:- - tutelare gli insediamenti storici;
- - consentire l'integrazione delle destinazioni residenziali con attività compatibili con la stessa per evitare la monofunzionalità;
- - considerare le esigenze di riordino del traffico veicolare e del trasporto pubblico;
- - riqualificare i tessuti insediativi degradati e gli immobili dismessi;
- - valutare l'accessibilità pedonale, ciclabile, veicolare del trasporto pubblico;
- - verificare la dotazione di opere di urbanizzazione.
5. Le previsioni del Piano Strutturale saranno attuate dal Regolamento Urbanistico tenendo conto di quanto prescritto dal parere dell'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale 4 - Alto Valdarno (decreto del Direttore nº 356 del 18.12.2008). Inoltre il Regolamento Urbanistico ed i successivi atti di governo del territorio dovranno documentare la possibilità di far fronte alle esigenze indotte dalle previsioni insediative attraverso la certificazione dei gestori dei servizi relativi alle seguenti reti: acquedottistica, fognaria e depurativa, adduzione gas, raccolta e smaltimento rifiuti.