art. 9 Rapporti del Piano Strutturale con il Regolamento Urbanistico e con Piani e Programmi di Settore Comunali
1. Le indicazioni normative e cartografiche contenute nel Piano Strutturale sono precisate e dettagliate dal Regolamento Urbanistico, che ne recepisce le prescrizioni nelle Norme Tecniche di Attuazione (elaborato PR11), dandone esplicito conto nella Relazione (elaborato PR13).
2. Nella redazione del Regolamento Urbanistico sono consentite parziali e limitate modifiche alle indicazioni cartografiche, alle elencazioni e perimetrazioni del Piano Strutturale, al fine di rettificare eventuali errori od omissioni di quest'ultimo, nonché per adeguarle ad eventuali ulteriori conoscenze di dettaglio acquisite successivamente. Sono inoltre consentite le variazioni conseguenti all'impiego nel Regolamento Urbanistico di basi cartografiche a scala maggiore. Tali variazioni sono esplicitate nella Relazione del Regolamento Urbanistico che evidenzia i profili di coerenza sostanziale con il quadro conoscitivo e con le strategie definite dal Piano Strutturale.
3. Il Piano Strutturale (P.S.) si attua mediante Regolamento Urbanistico (R.U.), eventualmente mediante Piani Complessi d'intervento (P.C.I.) e Piani operativi e attuativi, nonché altri strumenti previsti dalla legislazione vigente:
- a) Le previsioni del Piano Strutturale vengono attuate dal Regolamento Urbanistico mediante un'attuazione programmata delle nuove quantità insediative sostenibili così come definite in base alle valutazioni di fabbisogno contenute nel quadro conoscitivo del Regolamento Urbanistico e come determinate dal presente Piano, al fine di orientare la gestione urbanistica comunale in coerenza con le esigenze di recupero del patrimonio edilizio esistente, di completamento, riordino e qualificazione degli insediamenti urbani.
- b) Il R.U. e i P.C.I., pertanto, definiscono e regolano preliminarmente le condizioni di fattibilità delle trasformazioni del territorio e degli immobili su di esso ricadenti in relazione alle condizioni di sostenibilità indicate dal presente Piano, con particolare riferimento alla compatibilità con i sistemi di approvvigionamento idrico, di smaltimento e trattamento dei liquami e dei rifiuti solidi, di accessibilità meccanizzata di spazi pubblici o di uso comune e collettivo, di impianti ed attrezzature. In caso di assenza o carenza di tali sistemi gli interventi saranno programmati tenendo conto dei piani triennali per le opere di investimento riferite ai sistemi suddetti.
- c) Il primo R.U. sarà orientato a soddisfare le esigenze di edilizia residenziale prioritariamente attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, di ristrutturazione urbanistica, di sostituzione, di riuso e di completamento urbanistico di aree interstiziali e di frangia, con particolare attenzione alla creazione di una offerta di abitazioni in affitto controllato.
- d) Il R.U. verificherà la disponibilità dei servizi e dei finanziamenti per la realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione necessarie per gli insediamenti esistenti e di previsione, con priorità al completamento ed all'organizzazione degli insediamenti esistenti.
- e) Il R.U. darà attuazione agli obiettivi indicati come prioritari dal P.S., concretizzando l'opportunità di sviluppo sostenibile anche in relazione alle reali esigenze che vengano manifestate dagli operatori, dando omogeneità e coerenza agli interventi pubblici e privati e di tutela del territorio.
- f) Il primo Regolamento Urbanistico non deve superare il 35% delle previsioni totali con priorità ai recuperi e alla realizzazione delle previsioni confermate pregresse e i successivi Regolamenti Urbanistici si dovranno comunque impegnare a stabilire le quote di nuove previsioni da impegnare a seguito di una dettagliata analisi delle dinamiche in atto.
- g) Il R.U. procede alla realizzazione della schedatura puntuale del patrimonio edilizio presente al 1954 e detta norme specifiche sulle categorie di intervento e sulle destinazioni d'uso ammissibili. Fino all'adozione del R.U. è in vigore la classificazione degli interventi del P.R.G. vigente.
4. Criteri per la valutazione di piani e programmi comunali di settore:
In relazione a quanto previsto dalla L.R. 1/05, i piani ed i programmi di settore di competenza comunale, concertati con Regione Toscana e Provincia di Siena, previsti dalla legge, ed aventi effetti sull'uso e la tutela delle risorse del territorio devono seguire i criteri di seguito indicati per la loro definizione e valutazione.
- a). Regole unificanti:
I piani di settore devono:- - essere fondati su obiettivi prestazionali definiti e raffrontabili con quelli del P.S., del PIT e del PTC e con le relative normative;
- - avere come ambiti di riferimento i sistemi territoriali e le U.T.O.E.;
- - essere coerenti con le norme generali per la tutela e l'uso del territorio di cui alla LR 1/05 indicando in particolare:
- - la relazione con le aree di interesse ambientale;
- - l'incidenza sull'utilizzo delle risorse naturali e le eventuali azioni di trasformazione da valutare preventivamente;
- - gli effetti indotti sulle risorse essenziali.
- b). Piano urbano del traffico
Tale piano deve prevedere:- - il riordino sistematico della circolazione in tutte le sue componenti (pedonale, ciclabile, veicolare);
- - il riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle risorse infrastrutturali pedonali, ciclabili, viarie come l'intervento prioritario per soddisfare le esigenze di mobilità;
- - l'integrazione con altri tipi di infrastrutture per la mobilità e con il sistema di trasporto pubblico;
- - garantire una prestazione adeguata in relazione alla tipologia dell'infrastruttura differenziandone i diversi livelli (strade di scorrimento, di quartiere, ecc.);
- - garantire l'accessibilità ai sistemi insediativi esistenti e di previsione;
- - consentire adeguati livelli di sosta dei veicoli in particolare al servizio dei centri e delle aree più congestionate.
- c). Piani complessi d'intervento
Il PCI definisce:- - le risorse del territorio utilizzate;
- - a valutazione integrata e il monitoraggio degli effetti del governo del territorio ai sensi del regolamento urbanistico;
- - la fattibilità economico-finanziaria delle trasformazioni in esso previste con particolare riferimento alla programmazione delle risorse finanziarie del comune;
- - le aree e gli ambiti sui quali operare la riqualificazione insediativa;
- - la disciplina della perequazione di cui all'articolo 78;
- - i beni eventualmente da espropriare;
- - gli impegni giuridicamente vincolanti che dovranno essere assunti dai soggetti privati che in tendono partecipare alla realizzazione del piano.
- d). Programmazione urbanistica commerciale e regolamento del commercio in sede fissa
Questo tipo di atti di programmazione devono contenere:- - il quadro conoscitivo delle risorse e della struttura commerciale;
- - la valutazione delle esigenze di mobilità indotte nei vari aspetti veicolare, ciclabile, pedonale;
- - la definizione delle esigenze di parcheggi pubblici e privati;
- - la verifica delle situazioni pregresse di carenze di spazi di parcheggio e di accessibilità.
- e). Piani della mobilità, piste ciclabili, sentieristica, parcheggi
Tali piani devono:- - valutare le esigenze di mobilità all'interno dei centri abitati, tra gli stessi ed in relazione al territorio comunale e sovracomunale, di concerto con l'Amministrazione Provinciale;
- - individuare le aree carenti di spazi di sosta in particolare nelle aree maggiormente interessate da attività commerciali e terziarie ed in quelle attraversate da mobilità di utenze sovracomunali;
- - individuare le reti già esistenti di viabilità agricole da rifunzionalizzare per collegamenti ciclabili;
- - definire percorsi alternativi alla mobilità veicolare, in particolare per collegamenti all'interno dei centri abitati;
- - favorire la partecipazione di operatori privati alla realizzazione di aree di sosta;
- - definire l'utilizzo di materiali adeguati al contesto ambientale ed alle fragilità del territorio in particolare per limitare le superfici impermeabili.
- f). Piano triennale delle opere comunali
Tale piano deve:- - definire le esigenze di opere pubbliche in riferimento alle previsioni del R.U. per il periodo considerato;
- - determinare un ottimale utilizzo delle risorse economiche in relazione alle esigenze ed alle priorità definite negli atti di pianificazione;
- - verificare le opere da realizzare con il contributo di operatori privati.
- g). Piano di protezione civile
Tale piano deve:- - valutare i rischi connessi con le risorse essenziali del territorio ed il loro utilizzo;
- - valutare i rischi derivanti dagli insediamenti produttivi;
- - valutare le fragilità del territorio e dell'ambiente già indicate nelle norme;
- - definire la classificazione complessiva dei rischi e delle aree interessate dagli stessi;
- - individuare un monitoraggio in sintonia con quanto indicato dal P.S.;
- - definire le direttive integrate con quelle relative alla trasformazione ed alla tutela del territorio.
- h). Piano di distribuzione delle funzioni
In relazione a quanto previsto dalla LR 1/05 art. 58 dovrà essere predisposto il Piano di distribuzione delle funzioni che potrà essere contestuale al R.U.:
Tale Piano deve prevedere una misurata distribuzione spaziale delle funzioni terziarie direzionali, turistiche, commerciali, produttive nelle diverse parti del territorio, in relazione ai seguenti criteri:- - tutelare gli insediamenti storici;
- - consentire l'integrazione delle destinazioni residenziali con attività compatibili con la stessa per evitare la monofunzionalità;
- - considerare le esigenze di riordino del traffico veicolare e del trasporto pubblico;
- - riqualificare i tessuti insediativi degradati e gli immobili dismessi;
- - valutare l'accessibilità pedonale, ciclabile, veicolare del trasporto pubblico;
- - verificare la dotazione di opere di urbanizzazione.
5. Le previsioni del Piano Strutturale saranno attuate dal Regolamento Urbanistico tenendo conto di quanto prescritto dal parere dell'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale 4 - Alto Valdarno (decreto del Direttore nº 356 del 18.12.2008). Inoltre il Regolamento Urbanistico ed i successivi atti di governo del territorio dovranno documentare la possibilità di far fronte alle esigenze indotte dalle previsioni insediative attraverso la certificazione dei gestori dei servizi relativi alle seguenti reti: acquedottistica, fognaria e depurativa, adduzione gas, raccolta e smaltimento rifiuti.