art. 8 Elementi per la valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni
1. La verifica degli effetti delle trasformazioni previste dal P.S., l'analisi di coerenza esterna e interna, il rapporto ambientale sono contenuti negli elaborati PR12, che fanno parte integrante del presente PS.
Tutti gli atti di governo del territorio dovranno tener conto delle direttive e prescrizioni contenuti nell'elaborato PR12.
2. Applicazione del PIT/PPR
In riferimento al Piano di Indirizzo Territoriale/Piano Paesistico regionale (di seguito PIT/PPR), il presente Piano strutturale, tramite lo Statuto, assolve agli obiettivi di qualità paesaggistica contenuti nelle schede degli ambiti dei paesaggi regionali:
AMBITO 19 VAL DI CHIANA
Territori appartenenti ai comuni di: Territori appartenenti ai Comuni di: Arezzo, Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Civitella in Val di Chiana, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, Monte San Savino, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena.
Le azioni prioritarie definite dalle schede degli ambiti di paesaggio regionali contenente nel PIT/PPR sono svolte dal presente PS per quanto attiene il livello della pianificazione territoriale e affidate al RU e agli altri atti di governo per quanto attiene il livello dell'urbanistica operativa e quello delle politiche di settore.
Il RU e gli atti di governo aventi effetti sul territorio e sul paesaggio dimostrano esplicitamente il loro contributo all'attuazione delle azioni del PIT/PPR, facendo riferimento alla valutazione integrata che fa parte integrante del presente Piano ed in particolare assumono come raccomandazioni al R.U. le seguenti azioni prioritarie:
ELEMENTI COSTITUTIVI NATURALI
Geomorfologia, Idrografia naturale, Vegetazione
Azioni prioritarie
- gli strumenti di pianificazione indicano specifiche regole per la tutela delle emergenze naturali di interesse paesaggistico, quali i geotopi e le forme di erosione (calanchi, balze ed impluvi), la vegetazione riparia, i pascoli e gli arbusteti dei crinali principali.
ELEMENTI COSTITUTIVI ANTROPICI
Idrografia artificiale, Paesaggio agrario e forestale storico, Paesaggio agrario e forestale moderno
Azioni prioritarie
- - Incentivare il recupero dei manufatti della bonifica, delle case coloniche e delle ville-fattoria e gli interventi di rinaturalizzazione dell'area della bonifica;
- tutelare il sistema degli oliveti terrazzati;
- individuare e tutelare le emergenze del paesaggio agrario di particolare valore, quali le tessiture agrarie a maglia fitta ed a maglia media degli ambiti montani e collinari, e le tessiture agrarie della bonifica;
- - prevedere misure tese al recupero e riqualificazione paesaggistica dei vigneti meccanizzati di grande estensione in cui vi sia stata una ristrutturazione integrale con forte alterazione della maglia agraria tradizionale;
- - valorizzazione culturale ed ambientale della Val di Chiana come museo territoriale legato alla storia della bonifica idraulica.
INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE
Insediamenti storici, Insediamenti moderni, Viabilità e infrastrutture storiche, Viabilità e infrastrutture moderne
Azioni prioritarie
- - In materia di insediamenti produttivi è da perseguire la riorganizzazione degli insediamenti produttivi esistenti, evitando la disseminazione di aree di ridotta dimensione e di capannoni isolati, massimizzando l'utilizzazione delle aree esistenti o previste meglio collocate sotto il profilo infrastrutturale e logistico;
- - i dimensionamenti e le localizzazioni dei nuovi insediamenti produttivi, la razionalizzazione e il potenziamento di quelli esistenti, si determinano attraverso un coordinamento almeno interprovinciale ed in forte correlazione con la funzionalità ed efficienza delle reti infrastrutturali e la mobilità;
- - gli strumenti di pianificazione indicano specifiche regole edilizie per le formazioni residenziali, produttive o miste, di frangia ai centri urbani e diffuse nel territorio rurale nonché per le edificazioni "lungo strada"; assicurano inoltre che la progettazione degli assetti urbani sia coerente con le regole insediative tradizionali. Deve essere specificatamente controllata la qualità progettuale dei nuovi insediamenti in rapporto al riconoscimento degli elementi "identitari locali" nonché la dimensione dell'intervento rispetto alla consistenza dell'insediamento esistente.
3. Le trasformazioni e le azioni conseguenti agli obiettivi del presente P.S. dovranno attuare le direttive e le prescrizioni di cui all'elaborato PR12. In particolare:
SISTEMA ACQUE
Prelievi, consumi e fabbisogni
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Promuovere (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio) l'adozione, in ambito civile, industriale e commerciale, di sistemi di approvvigionamento che consentano di perseguire il massimo risparmio della risorsa attraverso:
- o Sistemi di accumulo e di riutilizzo delle acque piovane per usi non pregiati (irrigazione di orti e giardini, etc.), anche mediante la realizzazione di reti duali (impiego per usi civili non potabili: alimentazione scarichi WC, ...).
- o Sistemi di depurazione autonomi dei reflui (in zone non servite da rete fognaria) che ne consentano il riutilizzo per usi non pregiati (ad es. irrigazione), anche mediante la realizzazione di reti duali (impiego per usi civili non potabili: alimentazione scarichi WC, ...).
- o Sistemi di approvvigionamento differenziati in relazione agli usi, riservando le acque di migliore qualità agli usi idropotabili.
- - Indirizzare le attività produttive al risparmio ed al riutilizzo idrico (art.99 Dlgs. 152/06,), anche mediante l'istituzione di appositi incentivi.
- - Le trasformazioni che comportino incrementi dei prelievi idrici dovranno essere sottoposte alla preventiva verifica della disponibilità della risorsa; non saranno ammissibili le trasformazioni il cui bilancio complessivo dei consumi idrici comporti il superamento delle disponibilità reperibili o attivabili nell'ATO di riferimento, a meno della contemporanea programmazione, a livello comunale, di altri interventi di trasformazione atti a compensare il maggior consumo idrico preventivato.
- - Nell'ambito della pianificazione delle trasformazioni relative a nuovi insediamenti urbani dovrà essere valutata la fattibilità della realizzazione di una doppia rete di distribuzione idrica, per differenziare l'uso idropotabile dagli altri usi, destinando al primo le acque di migliore qualità.
- - Mettere a punto procedure che consentano l'acquisizione di una maggiore conoscenza dei consumi idrici (soprattutto autonomi), con particolare riferimento al settore produttivo, ed un maggiore controllo del livello di sfruttamento della risorsa idrica (con particolare riferimento alle acque sotterranee), intervenendo eventualmente con prescrizioni e/o vincoli alla realizzazione di nuove opere di captazione anche alla luce del recente Piano di Bacino Stralcio Bilancio Idrico.
ACQUE REFLUE E DEPURAZIONE
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Mettere a punto procedure di verifica puntuale dello stato di efficienza della rete fognaria e di risanamento dei tratti affetti da perdite.
- - Prevedere, nelle zone di nuova urbanizzazione e/o infrastrutturazione, sistemi di fognatura separata, fatto salvo giustificate motivazioni tecniche, economiche e/o ambientali.
- - Sono da ritenersi non ammissibili le trasformazioni che comportino un incremento del deficit fognario e/o depurativo, ovvero che prevedano la realizzazione di insediamenti i cui reflui non siano collettabili alla fognatura pubblica e/o non avviabili a depurazione. In deroga a quanto sopra, in caso di non fattibilità tecnico-economica dell'opera di collettamento alla rete fognaria, le trasformazioni saranno ritenute ammissibili solo se venga garantito un idoneo trattamento depurativo autonomo, e valutato preventivamente l'impatto dello scarico depurato sulla qualità del corpo idrico ricettore, escludendo altresì l'insorgenza di problemi igienico-sanitari connessi al sistema di smaltimento nonché una possibile interferenza con le risorse idriche sotterranee. L'idoneo trattamento depurativo autonomo dovrà essere individuato sulla base delle considerazioni di cui al punto seguente.
- - In caso di insediamenti non serviti da pubblica fognatura, promuovere (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio) il ricorso a sistemi di depurazione autonoma di tipo naturale (ad es. fitodepurazione), e comunque caratterizzati da bassi consumi energetici, ridotta necessità di manutenzione, flessibilità nei confronti di variazioni di carico, elevati rendimenti depurativi, incentivando il ricorso a sistemi che consentano il riutilizzo dei reflui depurati. Il sistema di smaltimento dovrà essere altresì scelto nel rispetto delle condizioni locali di vulnerabilità idrogeologica.
- - Le trasformazioni che prevedano l'allacciamento di nuovi insediamenti alla rete fognaria dovranno essere sottoposte alla preventiva verifica della compatibilità del maggior carico indotto alla residua potenzialità del sistema di depurazione esistente; l'immissione di un carico aggiuntivo eccedente la potenzialità del sistema di depurazione va condizionato all'adeguamento tecnico e dimensionale dello stesso o all'individuazione di una soluzione depurativa alternativa.
- - Mettere a punto procedure che consentano di acquisire una maggiore conoscenza del ciclo dell'acqua all'interno dell'attività produttive maggiormente impattanti, nel comprensorio, in particolar modo riferita alla qualità e quantità di refluo generato, non recapitante in pubblica fognatura ed avviato al depuratore centrale (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio in armonia con eventuali regolamenti emanati a livello provinciale).
- - Attuare le vigenti disposizioni normative relative all'obbligo di autorizzazione allo scarico di reflui domestici o assimilabili non recapitanti in pubblica fognatura (Dlgs 152/06, L.R. 20/06, D.P.G.R.T. nº 28/R del 23/05/03).
SISTEMA ARIA
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Mettere a punto, tramite il supporto di Provincia ed Arpat, una metodica sistematica ed integrata (attraverso misure, applicazione di modelli, ecc.) di monitoraggio e verifica della qualità dell'aria sul territorio comunale, approfondendo anche la conoscenza dei diversi contributi delle attività antropiche alle emissioni complessive dei principali inquinanti, con Promuovere (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio) l'impiego, in ambito civile, industriale e commerciale, di fonti energetiche alternative e di tecnologie che consentano un'elevata efficienza energetica ed un ridotto impatto ambientale in termini di emissioni inquinanti e climalteranti.
- - Programmare e realizzare interventi di razionalizzazione ed ottimizzazione della viabilità, sottoponendo le trasformazioni del sistema viario ad una preventiva valutazione della produzione di emissioni di inquinanti in atmosfera.
SISTEMA ENERGIA
Consumi energetici
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Predisporre apposita normativa (anche all'interno del regolamento edilizio) che disciplini l'attività di edificazione in funzione delle esigenze di risparmio energetico, ovvero preveda la necessità di progettare gli interventi in funzione dei fattori climatici e dei parametri meteorologici (esposizione ai venti dominanti, irraggiamento solare, condizioni microclimatiche), al fine di ottimizzare le allocazioni e le soluzioni progettuali in un'ottica di sostenibilità ambientale (massimizzazione del risparmio energetico e di risorse naturali in generale, minimizzazione dell'esposizione ad emissioni inquinanti, ecc.).
- - Subordinare le trasformazioni che comporteranno un incremento significativo dei consumi energetici, alla verifica dell'adozione di idonee misure di razionalizzazione e contenimento dei consumi stessi, nonché della possibilità di utilizzare fonti energetiche alternative.
- - Promuovere, mediante attuazione di interventi e di politiche specifiche, nonché attraverso l'istituzione di sistemi incentivanti, una maggiore efficienza nell'utilizzo delle fonti energetiche, con priorità al settore industriale e all'illuminazione pubblica (Linee).
- - Effettuare studi di fattibilità per l'utilizzo di fonti energetiche alternative nelle utenze pubbliche.
Emissioni di campi elettromagnetici
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Inserimento nella strumentazione urbanistica di apposita norma che preveda la subordinazione ad una preventiva valutazione della compatibilità elettromagnetica per le trasformazioni che comportino la realizzazione di edifici o strutture destinate a permanenze umane prolungate all'interno delle "zone di attenzione" individuate per gli impianti di radiocomunicazione e per le linee elettriche esistenti.
- - Attivare l'attività di monitoraggio dei campi elettromagnetici indotti dalle infrastrutture (elettrodotti e stazioni radio base) presenti sul territorio comunale, al fine di acquisire un livello di conoscenza il più dettagliato possibile circa il grado di attuale esposizione della popolazione, nonché di rilevare l'eventuale insorgenza di incompatibilità elettromagnetiche.
SISTEMA RIFIUTI
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - L'allocazione delle funzioni, con particolare riguardo alle funzioni di carattere commerciale ed industriale, dovrà essere effettuata tenendo conto delle esigenze di raccolta differenziata delle varie categorie merceologiche di rifiuti e della strutturazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e speciali; tali servizi potranno comunque essere incrementati e/o ulteriormente differenziati in base alla tipologia di azienda produttiva.
- - La progettazione degli interventi di recupero o di realizzazione di nuovi insediamenti e/o di infrastrutture stradali dovrà prevedere l'individuazione di idonei spazi per l'organizzazione del servizio di raccolta differenziata, in relazione all'attuale strutturazione del servizio.
- - Nell'ambito della progettazione e realizzazione degli interventi di trasformazione dovrà essere valutata la possibilità di separare e reimpiegare in situ i materiali di rifiuto derivanti dalla cantierizzazione edile previo idoneo trattamento così come previsto dalla normativa vigente (D.Lgs. 152/06 - DM 186/2006).
- - Indirizzare le attività produttive, anche attraverso la promozione e l'incentivazione dei sistemi di certificazione ambientale e/o di accordi volontari, all'adozione di tecnologie che riducano la produzione di rifiuti in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 152/2006 e dal Piano Regionale, e/o al riciclaggio degli stessi, sia all'interno del ciclo produttivo che mediante conferimento al servizio di raccolta differenziata. Per ridurre notevolmente la quantità di RSP prodotti potrebbero essere svolte diverse attività tra cui accordi tra l'Ente e la grande distribuzione così come con le PMI.
- - Continuare le politiche intraprese, che negli ultimi anni hanno portato, partendo dal 6,75% circa del 1998 a più del 33% del 2006 (dati ARRR) con interventi mirati per l'aumento delle diverse raccolte anche presso le aziende e tramite la piattaforma, potrà nel tempo portare i valori della raccolta ai valori richiesti dai Piani sovraordinati vigenti; un ulteriore incremento potrà venire dall'estensione a tutte le utenze di tipo civile del servizio di raccolta porta a porta.
- - Indirizzare gli uffici pubblici (uffici all'interno dell'Amministrazione, scuole) all'utilizzo di materiali derivanti da raccolta differenziata (Es. Carta riciclata) così come previsto dal Piano Regionale Rifiuti.
SISTEMA RUMORE
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Programmare e realizzare interventi di razionalizzazione ed ottimizzazione della viabilità. Le principali trasformazioni inerenti il sistema viario dovranno essere sottoposte alla preventiva valutazione dell'impatto relativo alle immissioni acustiche (con particolare riferimento ai ricettori più esposti), attraverso l'analisi complessiva dei flussi, prevedendo, se del caso, opportune misure di mitigazione. Dovrà essere valutato, più in generale, il contributo della trasformazione alla realizzazione di un sistema di mobilità più sostenibile.
- - L'attività di pianificazione riferita alla localizzazione delle funzioni dovrà essere sottoposta alla preventiva valutazione del grado di esposizione all'inquinamento acustico (in caso di funzioni residenziali) prevedendo, se del caso, opportune misure di mitigazione e garantendo l'adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché dell'impatto dovuto alle emissioni acustiche, sia dirette (macchinari, impianti, attività di movimentazione merci, e, per le funzioni di carattere ricreativo, schiamazzi e soste di persone all'aperto) che indirette (traffico indotto).
- - L'attività di pianificazione territoriale e le scelte di Piano dovranno raccordarsi con il Piano di Classificazione Acustica Comunale (che dovrà essere approvato), al fine di consentire il rispetto dei limiti acustici definiti per le varie zone del territorio Comunale.
SISTEMA SUOLO E SOTTOSUOLO
Sfruttamento risorse idriche superficiali e sotterranee
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Interventi di controllo a supporto degli enti competenti in materia, sui prelievi da corpi d'acqua superficiali e sotterranei.
- - Attivare accordi con la Provincia di Arezzo per formulare pareri di compatibililità preventiva su ciascuna nuova istanza di perforazione di nuovo pozzo a qualsiasi uso adibito.
- - Mettere a punto procedure che consentano di incentivare la razionalizzazione, nell'ambito produttivo ed agricolo, dell'uso di risorse idriche (anche mediante apposite norme da inserire nel Regolamento Edilizio in armonia con eventuali regolamenti emanati a livello provinciale).
- - Acquisire dati ed informazioni sui punti di captazioni presenti sul proprio territorio per aggiornare l'archivio comunale.
Tutela e salvaguardia risorse idriche superficiali e sotterranee
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Mettere a punto procedure di periodico monitoraggio della qualità delle acque superficiali (con particolare riferimento ai corsi d'acqua, anche minori, su cui insistono scarichi fognari non depurati e/o scarichi non collettati) e delle acque sotterranee (con particolare riferimento alla caratterizzazione degli acquiferi in ambito industriale e urbano).
- - Perimetrazione ed istituzione delle fasce di tutela assoluta e di rispetto intorno ai punti di captazione e prelievo acque sotterranee destinate al consumo umano (ex DPR 236/88 così come modif. dal Dlgs.152/06)
- - Gli interventi per ampliamento o nuova allocazione di attività potenzialmente impattanti, dovranno essere subordinate alla verifica di compatibilità idrogeologica in base alle caratteristiche di vulnerabilità locali.
- - Il recupero e/o la riqualificazione delle aree produttive dismesse dovrà essere subordinato a preliminari idonee verifiche ambientali, volte ad accertare il grado di eventuale contaminazione di terreni ed acquiferi e a valutare la necessità di interventi di messa in sicurezza o bonifica ambientale (ex DM 471/99).
- - L'eventuale localizzazione di industrie a rischio di incidente rilevante dovrà essere realizzata all'esterno o a debita distanza dei centri abitati e comunque in aree che non comportino un rischio per l'ambiente, ai sensi dell'art. 14 Dlgs. 334/99 e succ. modif. e integr.
SISTEMA TERRITORIO
Direttive, prescrizioni, vincoli alla trasformabilità
- - Individuare norme di tutela per salvaguardare le formazioni boschive, il territorio aperto e la fauna presente, dalle interazioni tra queste e le infrastrutture presenti, le aree coltivate ed abitate in modo da non incrementare ulteriormente le zone di discontinuità e frattura. %u2022 Garantire una maggiore naturalità ambientale nei punti di minore dimensione delle connessioni e nei punti dove queste incontrano le infrastrutture.
- - Identificare criteri per una conduzione dell'attività agricola sostenibile, che sia in grado di svolgere una funzione di interconnessione ecologica tra aree urbanizzate e non.
- - Individuare regole e procedure per l'approvazione di progetti di trasformazione del territorio aperto in funzione delle attività antropiche (agricoltura, allevamento, attività industriali) al fine di preservare la qualità ambientale delle acque e del suolo.
- - Prevedere la realizzazione e la salvaguardia delle fasce di pertinenza fluviali e delle aree umide esistenti.
- - Individuare criteri di gestione delle aree a vocazione ambientale con particolare riferimento alla aree umide presenti e potenziali del territorio che non alterino l'assetto fisico e morfologico dei luoghi.
- - Portare a termine gli interventi previsti già nel PRG del 1998. Si hanno a tutto il 2005 ancora 90.460 mq non attuati dei 243.654 mq previsti. In particolar modo nell'area di Sinalunga e Bettolle, dove allo stato attuale la % di non realizzato è ancora molto elevata.
4 Criteri per la valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni previste dal Regolamento Urbanistico e/o dagli altri atti di governo.
Ai fini della valutazione integrata degli effetti delle trasformazioni, il Regolamento Urbanistico contiene:
- a) per le azioni di trasformazione del territorio direttamente previste dal Regolamento Urbanistico e da esso non assoggettate ad ulteriore elaborazione urbanistica di dettaglio, relative a nuovi insediamenti, nuove infrastrutture ed interventi di sostituzione di tessuti insediativi o delle infrastrutture esistenti, una scheda di valutazione degli effetti, in cui si dimostri la coerenza con i contenuti del Piano Strutturale, con particolare riferimento agli obiettivi prestazionali, alle direttive, alle prescrizioni ed alla vincolistica ambientale ivi dettata, nonché agli indirizzi prioritari di tutela identificati per ogni singola U.T.O.E.
La valutazione dovrà essere effettuata attraverso le seguenti fasi:- - descrizione dell'azione di trasformazione (comprese le finalità in termini di obiettivi di piano, nonché i motivi della scelta rispetto ad altre possibili alternative);
- - individuazione delle risorse coinvolte e dell'ambito degli effetti, con particolare riferimento a quelle risorse che denotano condizioni di maggiore criticità ambientale per l'U.T.O.E. di appartenenza;
- - analisi dello stato di fatto delle risorse soggette a modificazione (sulla base del Quadro Conoscitivo di supporto al Piano Strutturale);
- - definizione degli specifici obiettivi prestazionali che si intendono perseguire con l'azione di trasformazione (sulla base degli obiettivi generali definiti dal Piano Strutturale) e dei criteri di valutazione ad essi associati;
- - stima e descrizione dei prevedibili effetti dell'azione di trasformazione, sia diretti che indiretti;
- - valutazione dell'azione, in base ai criteri identificati;
- - eventuali misure di mitigazione atte ad evitare, ridurre o compensare gli effetti negativi.
- b) per la parte del Regolamento Urbanistico in cui siano previste azioni di trasformazione del territorio da attuarsi tramite strumentazione urbanistica di dettaglio, un'apposita disciplina - inserita nelle Norme Tecniche di Attuazione - che consenta di inquadrare le valutazioni degli effetti prodotti dai nuovi insediamenti, dalle nuove infrastrutture e dagli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi e delle infrastrutture esistenti, negli ambiti delle risorse interessate, nonché di individuare i criteri di valutazione da tenere presenti nell'attuazione dell'art. 14 della L.R.1/05 in coerenza con i contenuti del Piano Strutturale, con particolare riferimento alle direttive, alle prescrizioni ed alla vincolistica ambientale ivi dettata, nonché agli indirizzi prioritari di tutela identificati per ogni singola U.T.O.E.
- c) ai fini della valutazione integrata degli effetti dei piani e programmi di settore di competenza comunale, ove tali atti di pianificazione producano effetti diretti sulle risorse del territorio, gli stessi sono integrati da uno specifico elaborato nel quale vengono evidenziate le risorse del territorio comunque interessate dalle azioni di trasformazione e le risorse territoriali di cui si prevede l'utilizzazione. Tale elaborato contiene il prevedibile bilancio complessivo delle risorse derivante dall'attuazione dello strumento di settore, in coerenza con i contenuti del Piano Strutturale. La valutazione integrata degli effetti indotti dalle azioni previste dovrà essere effettuata con metodologia analoga a quella indicata al precedente punto 1.a).
5. Condizioni generali per la trasformabilità
- a) L'attività di pianificazione riferita alla localizzazione delle funzioni è sottoposta:
- - alla valutazione dell'impatto prodotto in termini di emissioni di inquinanti in atmosfera e di immissioni acustiche, sia dirette che indirette (traffico indotto);
- - alla valutazione del grado di esposizione all'inquinamento atmosferico ed alle emissioni acustiche (in caso di funzioni residenziali) prevedendo, se del caso, opportune misure di mitigazione e garantendo l'adozione delle migliori tecnologie disponibili.
- b) I nuovi insediamenti dovranno comunque essere pianificati in coerenza con i contenuti del Piano comunale di classificazione acustica (P.C.C.A.), al fine di consentire il rispetto dei limiti acustici definiti dalla normativa vigente per le varie zone del territorio comunale. Il P.C.C.A. dovrà essere redatto coerentemente alla vigente normativa in materia di tutela dall'inquinamento acustico; a tale riguardo, ai fini del coordinamento con gli strumenti della programmazione e pianificazione territoriale, il P.C.C.A. dovrà essere approvato prima dell'approvazione del Regolamento Urbanistico.
- c) Gli strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti o modificazioni d'uso che comportino significativi incrementi dei prelievi idrici dovranno essere sottoposti alla preventiva verifica della disponibilità della risorsa. Non risultano ammissibili trasformazioni il cui bilancio complessivo dei consumi idrici comporti il superamento delle disponibilità reperibili o attivabili nell'Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.) di riferimento, a meno della contemporanea programmazione, a livello comunale, di altri interventi di trasformazione atti a compensare il maggior consumo idrico preventivato. Dovrà comunque essere garantita e verificata l'adozione di idonee misure di razionalizzazione e contenimento dei consumi idrici, perseguibile anche attraverso il riutilizzo delle acque usate, in coerenza con le finalità dettate dalle vigenti normative in materia.
- d) Per ogni nuovo insediamento o per le modifiche di destinazioni d'uso comportanti incremento di produzione di reflui, deve essere valutata preventivamente la presenza di un efficiente sistema di depurazione e smaltimento dei reflui o la possibilità di una sua realizzazione contestuale, che garantisca la tutela del corpo idrico ricettore ed il rispetto dei criteri e dei limiti stabiliti dalle vigenti normative in materia. A tale riguardo sono da ritenersi non ammissibili le trasformazioni che comportino un incremento del deficit fognario e/o depurativo, ovvero che prevedano la realizzazione di insediamenti i cui reflui non siano collettabili alla fognatura pubblica e/o non avviabili a depurazione. In deroga a quanto sopra, in caso di non fattibilità tecnico-economica dell'opera di collettamento alla rete fognaria, le trasformazioni saranno ritenute ammissibili solo se venga garantito un idoneo trattamento depurativo autonomo, e valutato preventivamente l'impatto dello scarico depurato sulla qualità del corpo idrico ricettore, escludendo altresì l'insorgenza di problemi igienico-sanitari connessi al sistema di smaltimento nonché garantendo il rispetto delle condizioni locali di vulnerabilità idrogeologica. L'idoneo trattamento depurativo autonomo dovrà essere individuato privilegiando il ricorso a sistemi di depurazione autonoma caratterizzati da bassi consumi energetici, ridotta necessità di manutenzione, flessibilità nei confronti di variazioni di carico, elevati rendimenti depurativi, possibilità di riutilizzo delle acque depurate. Le trasformazioni che prevedano l'allacciamento di nuovi insediamenti alla rete fognaria dovranno essere sottoposte alla preventiva verifica della compatibilità del maggior carico indotto alla residua potenzialità del sistema di depurazione esistente; l'immissione di un carico aggiuntivo eccedente la potenzialità del sistema di depurazione va condizionato all'adeguamento tecnico e dimensionale dello stesso o all'individuazione di una soluzione depurativa alternativa.
- e) La previsione di destinazioni urbanistiche a prolungata permanenza umana in prossimità di linee elettriche ad alta tensione esistenti deve essere subordinata alla preventiva valutazione dell'esposizione umana ai campi magnetici, al fine di ridurre le nuove esposizioni ai campi elettromagnetici a bassa frequenza al minimo livello possibile, compatibilmente con le esigenze di carattere tecnologico, e comunque di evitare l'insorgenza di incompatibilità elettromagnetiche, prescrivendo, in caso di superamento dei valori-obiettivo fissati dalla normativa vigente, idonee misure di mitigazione.
- f) Le trasformazioni urbanistiche che prevedano la realizzazione di siti destinati a permanenze umane prolungate in prossimità degli impianti di radiocomunicazione esistenti devono essere subordinate ad una preventiva valutazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici indotti da questi ultimi, al fine di ridurre le nuove esposizioni ai campi elettromagnetici a radiofrequenza al minimo livello possibile, compatibilmente con le esigenze di carattere tecnologico, e comunque di evitare l'insorgenza di incompatibilità elettromagnetiche.
- g) In sede di formazione di strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti, con particolare riguardo alle attività di carattere commerciale ed industriale, dovrà essere valutata la rispondenza alle esigenze di raccolta differenziata delle varie categorie merceologiche di rifiuti, in funzione della strutturazione del servizio locale di raccolta dei rifiuti urbani e speciali ed anche in relazione all'area ecologica in funzione in zona industriale, nel rispetto dei criteri e degli indirizzi dettati dalle vigenti norme statali e regionali in materia.
- h) In sede di formazione di strumenti di pianificazione attuativa che prevedano il recupero o di realizzazione di nuovi insediamenti e/o di infrastrutture stradali dovrà essere valutata la presenza di idonei spazi per l'organizzazione del servizio di raccolta differenziata, in relazione all'attuale strutturazione del servizio.
- i) Per le trasformazioni che prevedano il recupero e/o la riqualificazione di aree produttive dismesse dovrà essere verificata l'avvenuta programmazione di preliminari idonee verifiche ambientali, volte ad accertare il grado di eventuale contaminazione di terreni ed acquiferi e a valutare la necessità di interventi di bonifica ambientale, nel rispetto delle vigenti norme statali e regionali.
- l) L'eventuale localizzazione di industrie a rischio di incidente rilevante dovrà essere realizzata all'esterno o a debita distanza dei centri abitati e comunque in aree che non comportino un rischio per la popolazione e l'ambiente, in conformità con le norme vigenti.
- m) L'eventuale localizzazione di industrie insalubri di 1ª classe sarà ammessa anche nei centri abitati a condizione che vengano adottate efficaci misure di protezione dall'inquinamento per i residenti nelle vicinanze, secondo la migliore tecnologia disponibile.
- n) Per gli strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti o modificazioni d'uso che comportino significativi incrementi dei consumi energetici dovrà essere garantita e verificata l'adozione di idonee misure di razionalizzazione e contenimento dei consumi, nonché la possibilità di utilizzo di fonti energetiche alternative, perseguendo le finalità di risparmio energetico e di ottimizzazione dei consumi dettate dalle normative vigenti.
- o) Gli strumenti di pianificazione attuativa che prevedano la realizzazione di nuovi insediamenti dovranno tener conto, per quanto possibile, dei fattori climatici e dei parametri meteorologici (con particolare riferimento all'esposizione ai venti, all'irraggiamento solare, alle specifiche condizioni microclimatiche del sito), al fine di ottimizzare le allocazioni stesse e le soluzioni progettuali in un'ottica di sostenibilità ambientale (massimizzazione del risparmio energetico e di risorse naturali in generale, minimizzazione dell'esposizione ad emissioni di inquinanti in atmosfera, etc.).
- p) Il grado di approfondimento delle valutazioni disciplinate dal presente articolo dovrà essere commisurato alla tipologia ed all'entità dell'intervento programmato. Il Regolamento Urbanistico contiene indicazioni e prescrizioni di dettaglio in merito al tipo di valutazione da effettuare per le diverse tipologie di intervento nonché agli interventi per i quali le suddette valutazioni non sono necessarie.
- q) Le esigenze indotte dalle trasformazioni o dalle nuove realizzazioni residenziali o produttive, dovranno essere valutate in sede di Regolamento urbanistico o di strumento urbanistico attuativo ed essere accompagnate da specifica certificazione della possibilità di farvi fronte da parte dei Gestori dei servizi relativi a: approvvigionamento idropotabile, smaltimento fognario e depurazione, adduzione gas, raccolta e smaltimento rifiuti.