Capo I Disciplina delle politiche e delle strategie

Art. 29. Disciplina generale

1. Il P.S.I. in coerenze alle strategie dell'Agenda 2030 e del Green Deal europeo persegue una politica di valorizzazione e differenziazione socio-economica del territorio intercomunale al fine di garantire un equilibrio tra mantenimento dei servizi e presidio della popolazione residente, in coerenza al riconoscimento del patrimonio territoriale rispetto al quale configurare scenari prospettici capaci di mantenere o riattivare le regole co-evolutive del quadro territoriale durevole.

2. Il P.S.I. individua le politiche e le strategie di area vasta in coerenza con il PIT/PPR e il PTCP di Siena di seguito enumerate:

  1. a. strategie per il sistema infrastrutturale e la mobilità, finalizzate al miglioramento del livello di accessibilità dei territori, anche attraverso la promozione dell'intermodalità, funzionali e necessarie al mantenimento del presidio della popolazione residente e come supporto di un integrato e sostenibile sviluppo del turismo e delle attività produttive (di cui al successivo art. 30);
  2. b. strategie per il recupero e la riqualificazione dei sistemi insediativi fondate sul riconoscimento del patrimonio identitario storico culturale, materiale e immateriale, e sul riconoscimento del valore sociale dello spazio pubblico (di cui al successivo art. 31);
  3. c. strategie per il territorio rurale fondate sul riconoscimento del ruolo di tutela idro- geomorfologica dei versanti attraverso la produzione agroalimentare di qualità (di cui al successivo art. 32);
  4. d. strategie per la razionalizzazione e riqualificazione del sistema artigianale e industriale in relazione alla valorizzazione delle filiere corte e dei sistemi economici circolari (di cui al successivo art. 33);
  5. e. strategie per la perequazione territoriale (di cui al successivo art. 34).

Art. 30. Miglioramento del livello di accessibilità dei territori con strategie per il sistema infrastrutturale e la mobilità

1. L'obiettivo di questo asse strategico è la pianificazione dell'intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto per il miglioramento dell'accessibilità alle diverse parti del territorio (parti marginali e poli attrattori) che incentivi modalità alternative all'uso dell'autoveicolo privato.

2. Azioni

  1. a. AZ. A1 - Razionalizzare il sistema di TPL attraverso l'integrazione con sistemi privati nelle varie forme di car pooling, car sharing, servizi a chiamata, anche ai fini della copertura dei servizi ultimo miglio.
  2. b. AZ. A2 - Pianificare l'intermodalità attraverso l'integrazione con un sistema di parcheggi scambiatori auto/bici/TPL con possibilità di ricarica dei mezzi elettrici, anche in relazione ai sistemi infrastrutturali del Valdarno e della Val d'Elsa ed in particolare con le rispettive reti ferroviarie.
  3. c. AZ. A3 - Integrare la sviluppata rete ciclistica con una diffusa distribuzione capillare sul territorio anche mediante la promozione della mobilità sostenibile delle persone, attivando un sistema di nodi e reti di bike sharing anche in rafforzando gli itinerari di interesse turistico consolidati.

3. Il P.S.I. assume come percorsi accessibili fondamentali la rete del trasporto pubblico locale (TPL) e individua i percorsi accessibili fondamentali per la fruizione delle funzioni pubbliche urbane nell'elaborato ATL_SI - Atlante del sistema insediativo.

Art. 31. Le strategie per il recupero e la riqualificazione del sistema insediativo

1. La strategia progettuale del P.S.I. è orientata a consolidare e qualificare l'esistente prevalentemente attraverso interventi sullo spazio e le attività pubbliche o di interesse pubblico finalizzati al conseguimento di una maggiore diversificazione funzionale e dei ruoli.

2. Azioni

  1. a. AZ. B1 - Rispondere ad una domanda abitativa complessa, differenziando l'offerta in base ai percorsi di vita e ai bisogni specifici (giovani, anziani, studenti e lavoratori temporanei, giovani coppie, immigrati), e garantendo standard di qualità abitativa in riferimento alla mixité funzionale e sociale, alla differenziazione tipologica, alla connessione con i diversi sistemi della città.
  2. b. AZ. B2 - Confermare e sviluppare la corrispondenza tra centro storico e centralità attraverso il mantenimento e il rafforzamento delle funzioni di pregio e rappresentative dal punto di vista culturale, sociale e istituzionale, e salvaguardare tale corrispondenza tra la rilevanza funzionale, culturale e sociale delle attività insediate e insediabili nel centro e la rilevanza storico-architettonica e simbolica degli edifici e dei complessi che le ospitano è da assumere come un elemento strategico della identità della città e, contemporaneamente, un fattore di crescita economica.
  3. c. AZ. B3 - Mantenere, ripristinare e incrementare la natura sistemica dello spazio pubblico e dei servizi pubblici della città, costruiti e non, di pietra e di verde, quale valore durevole, anche individuando i percorsi accessibili fondamentali per la fruizione delle funzioni pubbliche urbane.
  4. d. AZ. B4 - Garantire la riqualificazione o la rigenerazione degli ambiti degradati attraverso specifici progetti di trasformazione ed in coerenza alle invarianti territoriali.

3. Ambiti caratterizzati da condizioni di degrado.

  1. a. Ai fini del presente comma, sono stabilite le seguenti definizioni:
    1. I. per aree caratterizzate da degrado urbanistico si intendono le aree con presenza di un patrimonio edilizio e connotate da un impianto urbano di scarsa qualità sotto il profilo architettonico e morfotipologico, associata alla carenza di attrezzature e servizi, alla carenza e al degrado degli spazi pubblici e delle aree libere, nonché le aree caratterizzate da attrezzature ed infrastrutture dismesse;
    2. II. per aree caratterizzate da degrado socio-economico si intendono le aree connotate da condizioni di abbandono, di sottoutilizzazione o sovraffollamento degli immobili, o comunque di impropria o parziale utilizzazione degli stessi, o con presenza di strutture non compatibili, dal punto di vista morfologico, paesaggistico, ambientale o funzionale, con il contesto urbano di riferimento.
  2. b. Il P.S.I. identifica tali aree all'interno della strategia del piano rappresentandoli negli elaborati STR_sce in scala 1:25.000.
  3. c. Ai fini di cui al precedente comma i P.O. dovranno garantire la riqualificazione o la rigenerazione degli ambiti di cui al presente comma attraverso specifici progetti di trasformazione ed in coerenza allo statuto del territorio di cui al Titolo II della presente disciplina.

Art. 32. Le strategie per la razionalizzazione e riqualificazione del sistema artigianale e industriale

1. Linee e opzioni strategiche devono essere correlate alle dotazioni di risorse materiali e immateriali presenti nel territorio, in modo da proiettarle in uno spazio molto ampliato di valorizzazione attraverso funzioni sistemiche, tra cui primarie sono quelle del coordinamento stabile e dinamico delle dotazioni attuali e al tempo stesso e della creazione di meccanismi propulsivi di queste ultime nell’ambiente competitivo sempre più globale.

2. Azioni

  • a. AZ. C1 - Riqualificare le zone artigianali-industriali promuovendo interventi, anche di rigenerazione urbana, indirizzati al potenziamento delle previsioni di sviluppo delle piccole industrie artigianali e produttive in prossimità delle aree esistenti e al miglioramento della compatibilità paesaggistica delle aree, attraverso il recupero di edifici poco o male utilizzati o dismessi e la ricucitura delle aree al sistema agricolo circostante.
  • b. AZ. C2 – Potenziare la dotazione nelle aree produttive di standard di qualità urbanistica: spazi e servizi di supporto alle attività e per chi opera (centri integrati per le aziende insediate, dotazioni di verde, servizi collettivi), aree da destinare alle dotazioni ambientali a titolo compensativo, sistemi integrati per la mobilità di persone e di merci, e promuovere forme integrate di gestione delle reti di servizi pubblici, con particolare riferimento al ciclo delle acque, ai rifiuti e all’energia.

Art. 33. Le strategie per la valorizzazione del territorio rurale

1. L'obiettivo principale inquadra una gestione del territorio che si adatti alle esigenze delle aziende ed alle modificate situazioni climatiche e che inquadri in un'ottica territoriale gli interventi di valorizzazione del paesaggio, che consideri il ruolo multifunzionale delle aziende agricole, proponga soluzioni e prospettive per l'introduzione degli equilibri biologici, preveda la pianificazione degli interventi di ripristino e di prevenzione dei rischi ambientali.

2. Azioni

  1. a. AZ. D1 - Tutelare e favorire tutte le attività effettivamente agricole e quelle integrative e ad esse connesse, inibendo massimamente quelle che sono di fatto antagoniste e che portano ad una devitalizzazione e all'abbandono del contesto rurale e quindi all'alterazione dei valori paesaggistici incorporati.
  2. b. AZ. D2 - Mantenere e potenziare una agricoltura economicamente vitale, in grado di produrre beni alimentari e servizi di qualità, nonché di concorrere alla generale riqualificazione agroambientale e paesaggistica del territorio aperto, in sinergia e continuità con l'insediamento urbano e con gli spazi aperti presenti al suo interno.
  3. c. AZ. D3 - Promuovere la salvaguardia attiva del territorio rurale e delle porzioni di mosaico agrario le cui regole sono rimaste inalterate nel tempo per la qualificazione del territorio dal punto di vista ambientale, paesaggistico, culturale e agroalimentare.
  4. d. AZ. D4 - Valorizzare i legami culturali e identitari con il territorio rurale attraverso nuove opportunità e servizi di fruizione (sentieri, percorsi ciclabili, ippovie, ambienti per il relax e la didattica, ricettività).
  5. e. AZ. D5 - Incentivare la qualità e la differenziazione dell'offerta del territorio (agricoltura biologica, prodotti tipici, filiera corta, ospitalità, turismo escursionistico) anche la fine di destagionalizzarne i flussi.
  6. f. AZ. D6 - Valorizzare il turismo legato alla fruizione lenta del territorio: circuiti enogastronomici, ospitalità in eccellenze dell'architettura rurale e dei complessi di matrice agricola, turismo naturalistico, turismo giovanile legato a momenti di formazione e ad ospitalità a basso costo.
  7. g. AZ. D7 - Identificazione di "sequenze" territoriali sostenute da itinerari e percorsi, in grado di offrire esperienze culturalmente complesse relative ad aspetti storici insediativi, archeologici, paesaggistici e agroambientali.
  8. h. AZ. D8 - Mantenere e creare i corridoi ecologici al fine di collegare il sistema delle aree naturali protette e dei nodi primari e secondari della rete ecologica, anche attraverso la promozione di azioni di rinaturalizzazione volti alla realizzazione di un sistema di reti ecologiche da attuarsi mediante l'allargamento delle fasce riparie, la costituzione di siepi, alberature, boschetti, ecc.
  9. i. AZ. D9 - Favorire l'utilizzazione produttiva della risorsa forestale attraverso la costituzione di forme associate di gestione dei boschi attraverso la costituzione di consorzi forestali, reti di imprese, altre forme di associazione, come elemento per superare l'abbandono produttivo.
  10. j. AZ. D10 - Favorire l'integrazione delle attività forestali con le altre attività produttive, attraverso il ripristino, la manutenzione, la realizzazione di nuovi sentieri e strade forestali anche per differenziare l'offerta escursionistica e turistica, e l'utilizzazione a fini energetici dei prodotti del bosco e la valorizzazione degli assortimenti legnosi attraverso filiere legno
    • - energia

3. Azione specifica - Interventi ambientali nel territorio rurale.

  1. a. Le caratteristiche morfologiche dei terreni in relazione ai cicli ambientali, alle condizioni climatiche e alla conduzione dei suoli, in particolare nel territorio rurale, evidenziano importanti criticità in relazione ai servizi ecosistemici analizzati dal piano, quali a titolo esemplificativo la presenza di ampi terreni coltivati a rittochino su aree fortemente pendenti, con evidenti problematiche di erosione dei suoli.
  2. b. Le criticità di cui al precedente punto sono rappresentate negli elaborati del quadro conoscitivo afferenti al tema degli "Aspetti dei servizi ecosistemici" (di cui al rispettivo corpo degli elaborati cartografici del quadro conoscitivo denominato 4. Aspetti dei servizi ecosistemici) e agli aspetti vincolistici "Vincolo idrogeologico e ulteriori vincoli" in scala 1:25.000 e 1:10.000.
  3. c. Il P.S.I. riconosce le "aree di emergenza ambientale del territorio rurale" nell'elaborato STR_sce - Scenario strategico dello sviluppo sostenibile - Scala 1:25.000 e nell'elaborato della valutazione ambientale strategica VAS_cri - Criticità territoriali - Scala 1:25.000 e 1:10.000.
  4. d. Al fine di tutelare e valorizzare il territorio rurale, le trasformazioni previste nelle "aree di emergenza ambientale del territorio rurale" dovranno essere legate al miglioramento delle componenti dei servizi ecosistemici rappresentati negli elaborati cartografici di cui alla lett. b).
  5. e. Il P.O. potrà individuare e prescrivere prioritariamente gli interventi ambientali mirati a migliorare le specifiche criticità analizzate negli elaborati di cui alla lett. b), ovvero a titolo esemplificativo:
    1. I. Protezione dall'erosione e protezione da frane:
      1. - Introduzione / potenziamento / ripristino delle sistemazioni idraulico-agrarie con particolare riferimento ai terrazzamenti/ciglionamenti ed ogni altra opera utile a ridurre la pendenza dei suoli sopra al 20%;
      2. - Potenziamento della rete scolante artificiale finalizzato alla corretta gestione delle acque dei singoli campi riducendo eventuali aggravi sulle proprietà contermini e a tutela della pubblica viabilità;
      3. - Introduzione di strade fosso al fine di ridurre la lunghezza dei coltivi sui versanti;
      4. - Inerbimento dei terreni su versanti con pendenze non superiori al 20%.
    2. II. Permeabilità ecologica e sequestro del carbonio:
      1. - Introduzione / potenziamento delle formazioni lineari arboree e/o arbustive;
      2. - Mantenimento / valorizzazione e potenziamento delle formazioni arboree d'argine, di ripa, di golena.
    3. III. Redditività agroforestale:
      • - Recupero di aree incolte in abbandono;
      • - Manutenzione / potenziamento dello stato di efficienza della viabilità rurale.
  6. f. In relazione alle finalità del presente comma, non possono essere considerati interventi di miglioramento ambientale:
    1. I. gli interventi obbligatori di manutenzione ordinaria (ripulitura fossette, manutenzione e ripristino di muretti a secco o ciglionamenti esistenti);
    2. II. gli interventi obbligatori disposti dalle vigenti normative statali e regionali in materia di prevenzione incendi, difesa idrogeologica, difesa del patrimonio boschivo, della flora e della fauna.
  7. g. Gli interventi ambientali previsti alla lett. e) sono obbligatori nelle aree riconosciute "aree di emergenza ambientale del territorio rurale" e nelle aree in relazione ai BSA e agli aggregati del PTCP, nonchè nelle pertinenze dei nuclei storici e negli ambiti periurbani, e nelle aree ricadenti nel vincolo idrogeologico.
  8. h. Il P.O. per le trasformazioni sul patrimonio edilizio che comportano il mutamento della destinazione d'uso agricola previste dall'art. 83 L.R. 65/2014, c. 5, potrà individuare ulteriori interventi ambientali quali a titolo esemplificativo:
    1. I. Piantumazione di alberature segnaletiche di confine e di arredo; II. Mantenimento e valorizzazione di:
      • - piante camporili o a carattere monumentale in genere
      • - dei manufatti di rilevanza storica, culturale o testimoniale, inclusi i manufatti minori
  9. i. L'individuazione degli interventi ambientali costituisce contenuto obbligatorio, ai sensi dell'art. 74 della L.R. 65/2014, del programma aziendale (P.A.P.M.A.A.) e l'assenza di tale contenuto comporterà la mancata approvazione del programma. Sono esclusi dall'applicazione del presente comma i P.A.P.M.A.A. per frazionamento di aziende in assenza di opere e/o di impianti arborei produttivi agricoli poliennali.
  10. j. In riferimento al precedente punto, il P.O., nel rispetto dei contenuti obbligatori di cui all'art. 7 del DPGR 63/R/2016 (Regolamento di attuazione dell'articolo 84 della L.R. 65/2014 contenente disposizioni per la qualità del territorio rurale), dovrà individuare gli elaborati minimi ed i contenuti dei progetti per gli interventi ambientali, che dovranno essere corredati, almeno, dai seguenti elaborati:
    • - relazione agronomico - paesaggistica descrittiva delle opere di sistemazione ambientale;
    • - repertorio fotografico delle criticità ambientali rilevate;
    • - relazione geologica a supporto degli interventi previsti;
    • - planimetria in scala adeguata con indicazione delle criticità rilevate e degli interventi previsti;
    • - sezioni ambientali in scala adeguata;
    • - computo metrico estimativo relativo all'esecuzione e successiva manutenzione delle opere di sistemazione ambientale previste.
  11. k. L'individuazione degli interventi ambientali costituisce contenuto obbligatorio, ai sensi dell'art. 70 della L.R. 65/2014, per l'installazione dei manufatti temporanei e di ulteriori manufatti a uso agricolo in assenza di programma aziendale.
  12. l. L'individuazione degli interventi ambientali costituisce contenuto obbligatorio, ai sensi dell'art. 83 della L.R. 65/14 e ss.mm.ii., per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente che comportano il mutamento della destinazione d'uso agricola, ovvero degli edifici che hanno già perduto l'originaria destinazione agricola, e sono sottoposti ad interventi di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, di sostituzione edilizia o di ristrutturazione urbanistica, nelle aree di pertinenza di dimensioni non inferiori ad un ettaro.
  13. m. I P.O. potranno individuare specifica normativa per i contenuti dei progetti di sistemazione ambientale per gli interventi di cui al precedente comma, che dovranno garantire un assetto dei luoghi paragonabile a quello ottenibile con l'attività agricola, evitando l'introduzione di fattori estranei al territorio rurale perseguendo gli obiettivi di cui alla lett. d).
  14. n. Il rilascio e l'efficacia dei titoli abilitativi per la realizzazione degli interventi urbanistico - edilizi, individuati nei precedenti punti lett. h-o), potrà essere prevista dai P.O. in subordine alla stipula di un'apposita convenzione o atto d'obbligo, corredati da idonee garanzie, circa la corretta esecuzione e manutenzione degli interventi ambientali programmati.

Art. 34. Strategie per la perequazione territoriale

1. L'istituto della perequazione territoriale è lo strumento finalizzato a ridistribuire e compensare i vantaggi e gli oneri di natura territoriale e ambientale derivanti dalle scelte di pianificazione del P.S.I..

2. La previsione del ricorso alla perequazione territoriale disciplina:

  1. a. l'indicazione di massima della provenienza e della destinazione delle risorse attraverso la previsione di un accordo procedimentale attuativo e rinvio alle disposizioni che saranno ivi pattuite e degli atti consequenziali;
  2. b. la predisposizione e sottoscrizione di un accordo procedimentale attuativo sul modello degli accordi di cui all'art. 15 della legge n. 241 del 1990 tra i Comuni di Castellina in Chianti e di Radda in Chianti con la previsione di un fondo comune;
  3. c. il regolamento di gestione del fondo comune.

Forme della perequazione territoriale: provenienza e destinazione delle risorse.

3. Le misure di perequazione territoriale possono essere definite in ordine:

  1. a. agli effetti indotti dalla previsione comportante impegno di suolo non edificato all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato, sulla base del parere reso dalla conferenza di co- pianificazione, e gli Enti stipulano al riguardo uno specifico accordo;
  2. b. alla previsione della localizzazione delle medie strutture di vendita per cui almeno il 10 per cento degli oneri di urbanizzazione sono destinati ad interventi volti alla rivitalizzazione di aree commerciali quali centri commerciali naturali, centri storici e aree mercatali;
  3. c. alle strategie di area vasta di cui al presente Titolo.

4. L'istituto della perequazione territoriale, che costituisce parte contenutistica obbligatoria del P.S.I. si attua attraverso la formalizzazione di accordi tra gli enti locali, nella forma degli accordi procedimentali, che possono prevedere l'istituzione di apposti fondi nei quali far confluire risorse da destinare non già ad indennizzare puramente i comuni colpiti da tali scelte, bensì a realizzare interventi a carattere strategico sovracomunale e a natura compensativa.

5. Il contenuto degli accordi (quali risorse destinare, quali interventi finanziare) di cui al precedente comma è rimesso alla volontà dei sottoscrittori, a meno del limite riscontrabile nei casi di scelte progettuali sottoposte a co-pianificazione (nelle quali il parere della Conferenza è vincolante) e negli insediamenti commerciali, in cui almeno il 10% degli oneri di urbanizzazione debbono essere rivolti alla rivitalizzazione dei centri commerciali naturali, centri storici e aree mercatali.

Disciplina dell'accordo procedimentale e regolamento di gestione del fondo comune.

6. La disciplina della perequazione territoriale prevede la definizione di un fondo comune da istituirsi mediante accordo procedimentale in attuazione dell'art. 102 LR 65/14 ed avere il seguente contenuto minimo, da individuare all'esito del confronto delle volontà dei singoli comuni:

  1. a. individuazione (anche non esaustiva) delle risorse che alimenteranno il fondo (ENTRATE)
    1. Sub a) (ENTRATE)
      1. I. individuazione dell'ambito oggettivo di applicazione con specificazione degli ambiti territoriali soggetti a contribuzione.
        • - ambiti soggetti a compensazione (es. zone produttive, commerciali e terziarie localizzate negli ambiti di nuova previsione);
      2. II. Individuazione delle risorse da allocare e delle rispettive eventuali quote percentuali.
        • - oneri di urbanizzazione primaria (in quota parte);
        • - risorse derivanti contributo straordinario per gli interventi di rigenerazione urbana individuati aggiuntivi rispetto agli oneri di urbanizzazione primaria (in quota parte);
        • - oneri di urbanizzazione secondaria e contributo di costruzione (in quota parte);
        • - ulteriori risorse derivanti dalla tassazione, decise dai comuni membri;
  2. b. individuazione degli interventi cui saranno dirottate le suddette risorse (USCITE)
    1. Sub b) (USCITE)
      1. I. individuazione degli impieghi delle risorse del fondo di perequazione territoriale:
        • - realizzazione di opere di carattere infrastrutturale di interesse dei due territori comunali, previste nel P.S.I.;
        • - redistribuzione e compensazione degli effetti ambientali sui territori dei comuni.

Art. 35. Previsione esterne al perimetro del territorio urbanizzato

1. La conferenza di co-pianificazione conclusa in data 04/02/2022 ha dato esito positivo per 11 previsioni di trasformazioni esterne al perimetro del territorio urbanizzato ai sensi dell'art. 25 della L.R. 64/2014, come protocollo n. 3953/2022 del 9/05/2022.

2. Le previsioni individuate dalla conferenza di copianificazione sono di seguito enumerate per destinazione d'uso:

  1. a. destinazione pubblica per servizi, attrezzature di interesse collettivo e residenza sociale I. RADDA R_PR EX CANTINE
  2. b. previsioni a destinazione turistico ricettiva
    1. I. CASTELLINA C_T TRASQUA
    2. II. RADDA R_T1 CAMPO DI MAGGIO
    3. III. RADDA R-T3 MULINO DI RADDA
  3. c. previsioni di parcheggi pubblici
    1. I. CASTELLINA C_Pa FONTERUTOLI parch
    2. II. RADDA R_Pa1 PALAGIO parch
    3. III. RADDA Pa_2 AREA parch TIR
    4. IV. RADDA R_Pa3 RADDA parch
    5. V. RADDA R_Pa4 SELVOLE parch
    6. VI. RADDA R_Pa5 VOLPAIA parch
  4. d. previsioni di viabilità pubblica
    1. I. CASTELLINA C_V1 viabilità
    2. II. CASTELLINA C_V2 viabilità

3. Le previsioni di cui al precedente comma sono soggette a perseguire le seguenti precisazioni, indicazioni e prescrizioni:

  1. a. RADDA R_PR EX CANTINE: l'area oggetto di demolizione degli edifici è destinata al ripristino ambientale in coerenza all'ambito fluviale in cui si colloca. Gli interventi ricadenti nella frazione de La Villa, da destinare alla realizzazione di attrezzature pubbliche e/o di interesse pubblico, residenza sociale, provenienti dal riutilizzo delle volumetrie derivanti dalla demolizione delle ex-cantine, dovranno essere sottoposti a VIncA in fase di redazione del P.O e/o in fase propedeutica al rilascio del titolo abilitativo. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni) di approfondimento progettuale il cui contenuto paesaggistico renda conto della declinazione degli obiettivi direttive e prescrizioni dell'elaborato 8B del PIT/PPR.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - garantire la conservazione dei territori perilacuali nelle loro componenti geomorfologiche, vegetazionali, ecosistemiche e paesaggistiche;
    • - conservare le formazioni vegetali autoctone e le loro funzioni di collegamento ecologico e paesaggistico tra l'ambiente lacustre e il territorio contermine, contrastando la diffusione di specie aliene invasive;
    • - tutelare e riqualificare i caratteri morfologici e figurativi dell'ambito fluviale della Pesa anche in relazione alla sua area di pertinenza;
    • - tutelare e valorizzare i caratteri geomorfologici della Pesa;
    • - tutelare le formazioni vegetali autoctone e individuare le fasce ripariali da sottoporre a progetti di riqualificazione, con particolare riferimento al corridoio ripariale individuato nell'elaborato STA_st2h ed in coerenza alla disciplina dell'art. 9, c. 1, lett. c).
  2. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - mantenere l'assetto idrogeologico e garantire la conservazione dei valori ecosistemici paesaggistici dell'ambito perilacuale;
    • - rispettare le caratteristiche morfologiche anche attraverso l'utilizzo di materiali e tecnologie con esse compatibili;
    • - non compromettere la vegetazione ripariale, i caratteri ecosistemici caratterizzanti il paesaggio fluviale della Pesa e i loro livelli di continuità ecologica;
    • - garantire l'accessibilità al corso d'acqua, la sua manutenzione e la possibilità di fruire delle fasce fluviali;
    • - garantire la possibilità di divagazione dell'alveo, al fine di consentire il perseguimento di condizioni di equilibrio dinamico e di configurazioni morfologiche meno vincolate e più stabili.
  3. b. CASTELLINA C_T TRASQUA: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni) di approfondimento progettuale il cui contenuto paesaggistico renda conto della declinazione degli obiettivi direttive e prescrizioni dell'elaborato 8B del PIT/PPR.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - evitare che gli interventi di trasformazione e artificializzazione delle aree e delle formazioni boschive, riducano i livelli e qualità e naturalità degli ecosistemi e alterino i rapporti figurativi consolidati dei paesaggi forestali e ne compromettano i valori, storico-culturali ed estetico percettivi, escludendo l'opzione della compensazione di parte dell'area boscata.
  4. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti storici;
    • - garantire che le nuove edificazioni siano collocate in adiacenza alle preesistenze;
    • - garantire il mantenimento, il recupero e il ripristino dei valori paesaggistici dei luoghi, anche tramite l'utilizzo di soluzioni formali, finiture esterne e cromie compatibili con i caratteri del contesto paesaggistico;
    • - vietare l'inserimento di manufatti (ivi incluse le strutture per la cartellonistica e la segnaletica non indispensabili per la sicurezza stradale) che possano interferire o limitare negativamente le visuali panoramiche.
  5. c. RADDA R_T1 CAMPO DI MAGGIO: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina, anche al fine di garantire la permanenza e l'aumento delle dotazioni ecologiche (nucleo boscato, alberature, siepi ecc.). A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni) di approfondimento progettuale il cui contenuto paesaggistico renda conto della declinazione degli obiettivi direttive e prescrizioni dell'elaborato 8B del PIT/PPR.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - evitare che gli interventi di trasformazione e artificializzazione delle aree e delle formazioni boschive, riducano i livelli e qualità e naturalità degli ecosistemi e alterino i rapporti figurativi consolidati dei paesaggi forestali e ne compromettano i valori, storico-culturali ed estetico percettivi.
  6. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti storici;
    • - garantire il mantenimento, il recupero e il ripristino dei valori paesaggistici dei luoghi, anche tramite l'utilizzo di soluzioni formali, finiture esterne e cromie compatibili con i caratteri del contesto paesaggistico;
    • - vietare l'inserimento di manufatti (ivi incluse le strutture per la cartellonistica e la segnaletica non indispensabili per la sicurezza stradale) che possano interferire o limitare negativamente le visuali panoramiche;
    • - favorire la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri e dei valori paesaggistici riconosciuti dal PSI nel patrimonio territoriale con particolare riguardo alla disciplina di cui all'art. 18 - Pertinenze degli aggregati e dei beni storico architettonici.
  7. d. RADDA R-T3 MULINO DI RADDA: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina; in particolare si prescrive che il perimetro dell'insediamento si attesti ad una adeguata distanza dal fiume Pesa al fine di perseguire gli indirizzi di riqualificazione della fascia riparia stabiliti dal PIT/PPR per il corso d'acqua. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni) di approfondimento progettuale il cui contenuto paesaggistico renda conto della declinazione degli obiettivi direttive e prescrizioni dell'elaborato 8B del PIT/PPR.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - tutelare e riqualificare i caratteri morfologici e figurativi dell'ambito fluviale della Pesa anche in relazione alla sua area di pertinenza;
    • - tutelare e valorizzare i caratteri geomorfologici della Pesa;
    • - tutelare le formazioni vegetali autoctone e individuare le fasce ripariali da sottoporre a progetti di riqualificazione, con particolare riferimento al corridoio ripariale individuato nell'elaborato STA_st2h ed in coerenza all'art. 9, c. 1, lett.
  8. c) della presente disciplina.
    Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - rispettare le caratteristiche morfologiche anche attraverso l'utilizzo di materiali e tecnologie con esse compatibili;
    • - non compromettere la vegetazione ripariale, i caratteri ecosistemici caratterizzanti il paesaggio fluviale della Pesa e i loro livelli di continuità ecologica;
    • - garantire l'accessibilità al corso d'acqua, la sua manutenzione e la possibilità di fruire delle fasce fluviali;
    • - garantire la possibilità di divagazione dell'alveo, al fine di consentire il perseguimento di condizioni di equilibrio dinamico e di configurazioni morfologiche meno vincolate e più stabili;
    • - favorire la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri e dei valori paesaggistici riconosciuti dal PSI nel patrimonio territoriale con particolare riguardo all'art. 18
    • - Pertinenze degli aggregati e dei beni storico architettonici della presente disciplina.
  9. e. CASTELLINA C_Pa FONTERUTOLI parch: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II (artt. 8, c. 1, lett. b), 17 e 18) e al Titolo III (art. 20) della presente disciplina. A tal fine si prescrive che la soluzione progettuale garantisca il corretto inserimento paesaggistico della previsione, il mantenimento della funzionalità ecologica dell'area, evitando l'impermeabilizzazione del suolo e prevedendo il mantenimento e il miglioramento delle dotazioni ecologiche (alberature, fasce boscate ecc.). Il P.O. dovrà altresì approfondire il tema del Rischio archeologico.
  10. f. RADDA R_Pa1 PALAGIO parch: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II (in particolare art. 9, c.1, lett. a), punto IV) della presente disciplina. A tal fine si prescrive che la soluzione progettuale garantisca il corretto inserimento paesaggistico della previsione, il mantenimento della funzionalità ecologica dell'area, evitando l'impermeabilizzazione del suolo e prevedendo il mantenimento e il miglioramento delle dotazioni ecologiche (alberature, fasce boscate ecc.).
  11. g. RADDA Pa_2 AREA parch TIR: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni) di approfondimento progettuale il cui contenuto paesaggistico renda conto della declinazione degli obiettivi direttive e prescrizioni dell'elaborato 8B del PIT/PPR
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - tutelare e riqualificare i caratteri morfologici e figurativi dell'ambito fluviale della Pesa anche in relazione alla sua area di pertinenza;
    • - tutelare e valorizzare i caratteri geomorfologici della Pesa;
    • - tutelare le formazioni vegetali autoctone e individuare le fasce ripariali da sottoporre a progetti di riqualificazione, con particolare attenzione al corridoio ripariale individuato nell'elaborato STA_st2h ed in coerenza all'art. 9, c. 1, lett. c) della presente disciplina.
  12. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - garantire una distanza dal corso d'acqua di almeno 20-30 m, da destinare alla libera evoluzione della vegetazione riparia;
    • - garantire la permeabilità del suolo attraverso l'utilizzo di tecniche e materiali ecocompatibili ed evitando l'utilizzo di nuove strutture in muratura;
    • - prevedere tutti gli accorgimenti atti ad evitare inquinamento diretto e indiretto dell'ecosistema fluviale, ciò anche tramite un congruo ridimensionamento dell'area di intervento;
    • - rispettare le caratteristiche morfologiche anche attraverso l'utilizzo di materiali e tecnologie con esse compatibili;
    • - non compromettere la vegetazione ripariale, i caratteri ecosistemici caratterizzanti il paesaggio fluviale della Pesa e i loro livelli di continuità ecologica;
    • - garantire l'accessibilità al corso d'acqua, la sua manutenzione e la possibilità di fruire delle fasce fluviali;
    • - garantire la possibilità di divagazione dell'alveo, al fine di consentire il perseguimento di condizioni di equilibrio dinamico e di configurazioni morfologiche meno vincolate e più stabili;
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti storici;
    • - garantire il mantenimento, il recupero e il ripristino dei valori paesaggistici dei luoghi, anche tramite l'utilizzo di soluzioni formali, finiture esterne e cromie compatibili con i caratteri del contesto paesaggistico.
  13. h. RADDA R_Pa3 RADDA parch: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni, restituzioni grafiche relative a sezioni ambientali e livelli di intervisibilità) di approfondimento progettuale in relazione al tematismo della corretta configurazione del margine urbano e che:
    1. I. nella definizione della strategia di dotazione di parcheggi pubblici sia perseguita e disciplinata la contestuale migliore integrazione paesaggistica di entrambi i parcheggi a servizio del centro abitato di Radda in Chianti, parcheggio esistente e di nuova previsione;
    2. II. la progettazione non dovrà alterare la qualità morfologica e percettiva del contesto, dovrà tenere conto delle visuali e degli scorci paesistici, mantenere la funzionalità ecologica dell'area evitando l'impermeabilizzazione del suolo e prevedendo il mantenimento e il miglioramento delle dotazioni ecologiche esistenti.
  14. i. RADDA R_Pa4 SELVOLE parch: l'intervento dovrà porsi l'obiettivo di tutelare la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri naturalistici, storico-identitari ed estetico percettivi delle sponde e delle relative fasce di tutela salvaguardando il rapporto tra il margine urbano e il contesto fluviale da un punto di vista percettivo, fruitivo ed ecosistemico, evitando artificializzazione degli ambiti fluviali. Si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina, al rispetto della disciplina della scheda del DM 23/05/1972 G.U. 15 del 1973dec e dell'Elaborato 8B. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni, restituzioni grafiche relative a sezioni ambientali e livelli di intervisibilità) di approfondimento progettuale di contenuto paesaggistico. Si prescrive inoltre che il progetto sia sottoposto a VIncA in fase di redazione del P.O e/o in fase propedeutica al rilascio del titolo abilitativo.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - tutelare e riqualificare i caratteri morfologici e figurativi dell'ambito fluviale dell'affluente della Pesa anche in relazione alla sua area di pertinenza;
    • - tutelare e valorizzare i caratteri geomorfologici del reticolo idrografico;
    • - tutelare le formazioni vegetali autoctone e individuare le fasce ripariali da sottoporre a progetti di riqualificazione, con particolare riferimento al corridoio ripariale individuato nell'elaborato STA_st2h ed in coerenza all'art. 9, c. 1, lett. c) della presente disciplina;
    • - favorire la creazione di punti di sosta, itinerari, percorsi di mobilità dolce, e incentivare iniziative volte al recupero di manufatti e opere di valore storico- culturale, comprese le opere idrauliche storicamente legate al corso d'acqua, al fine di valorizzare e ricostituire le relazioni tra comunità e fiume;
    • - promuovere interventi che assicurino l'incremento delle superfici permeabili e degli spazi aperti incentivandone la fruizione collettiva anche attraverso interventi finalizzati alla rimozione di elementi artificiali che compromettono le visuali connotate da un elevato valore estetico-percettivo.
  15. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - non compromettere la vegetazione ripariale, i caratteri ecosistemici caratterizzanti il paesaggio fluviale della Pesa e i loro livelli di continuità ecologica;
    • - garantire l'accessibilità al corso d'acqua, la sua manutenzione e la possibilità di fruire delle fasce fluviali;
    • - garantire la possibilità di divagazione dell'alveo, al fine di consentire il perseguimento di condizioni di equilibrio dinamico e di configurazioni morfologiche meno vincolate e più stabili;
    • - garantire la permeabilità del suolo e la realizzazione degli interventi con tecniche e materiali ecocompatibili evitando l'utilizzo di nuove strutture in muratura;
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti storici;
    • - favorire la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri e dei valori paesaggistici riconosciuti dal PSI nel patrimonio territoriale;
    • - perseguire le misure di conservazione di cui alle specifiche norme in materia definite per il SIR/SIC 88 "Monti del Chianti";
    • - garantire che la previsione assicuri i coni e i bersagli visivi (fondali, panorami e skylines);
    • - garantire che la previsione sia armonica per forma, dimensioni, orientamento, con le caratteristiche morfologiche proprie del contesto territoriale ed in relazione allo spazio pubblico della centralità urbana posta ad un livello più alto rispetto a quello dell'intervento.
  16. j. RADDA R_Pa5 VOLPAIA parch: si prescrive lo sviluppo di un progetto in un quadro di coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina e di rispetto della disciplina della scheda del DM 23/05/1972 G.U. 15 del 1973dec. A tal fine si prescrive che il Piano operativo definisca la scheda norma (indicazioni e prescrizioni, restituzioni grafiche relative a sezioni ambientali e livelli di intervisibilità) di approfondimento progettuale di contenuto paesaggistico.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - in coerenza alla disciplina degli ambiti periurbani di cui all'art. 17, gli interventi dovranno promuovere un progetto capace di integrarsi paesaggisticamente con il parcheggio esistente a servizio del centro abitato di Volpaia;
    • - promuovere interventi che assicurino il mantenimento delle superfici permeabili e degli spazi aperti incentivandone la fruizione collettiva anche attraverso interventi finalizzati alla rimozione di elementi artificiali che compromettono le visuali connotate da un elevato valore estetico-percettivo.
  17. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - garantire, sulla base di progetti di integrazione paesaggistica, la non compromissione dell'integrità della percezione visiva da e verso la città storica e le emergenze;
    • - garantire la permeabilità del suolo e la realizzazione degli interventi con tecniche e materiali ecocompatibili;
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti storici;
    • - favorire la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri e dei valori paesaggistici riconosciuti dal PSI nel patrimonio territoriale;
    • - garantire che la previsione assicuri i coni e i bersagli visivi (fondali, panorami e skylines);
    • - garantire che la previsione sia armonica per forma, dimensioni, orientamento, con le caratteristiche morfologiche proprie del contesto territoriale ed in relazione all'esistente area a parcheggio posta lungo il versante ad un livello più alto rispetto a quello dell'intervento;
    • - garantire il mantenimento dell'accessibilità ai luoghi da cui è possibile godere delle visuali a maggiore panoramicità;
    • - garantire il mantenimento dell'unitarietà delle aree libere;
    • - garantire una stretta relazione morfologica con le forme del versante in cui si colloca al fine di mantenere l'integrità percettiva delle visuali panoramiche.
  18. k. CASTELLINA C_V1 viabilità: individuazione di una viabilità di collegamento tra l'area a parcheggio pubblico e sosta camper posta a nord dell'abitato con l'area a parcheggio adiacente al centro storico, attraverso l'adeguamento di una viabilità poderale esistente in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina. L'intervento dovrà essere sviluppato nel rispetto delle disposizioni della scheda di vincolo DM 01/02/1971 - G.U. n. 56 / 1971 "Zona circostante l'antico centro sita in comune di Castellina in Chianti" e dovrà essere condiviso con la competente Soprintendenza. Il PO dovrà effettuare i dovuti approfondimenti utili a valutare innesti, interferenze o correlazioni con la S.R.222 Chiantigiana.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - in coerenza alla disciplina degli ambiti periurbani di cui all'art. 17, gli interventi dovranno promuovere un progetto capace di integrarsi paesaggisticamente con il parcheggio esistente, adiacente agli edifici commerciali del capoluogo, a servizio del centro storico di Castellina in Chianti rispetto al versante collinare in cui si colloca;
    • - promuovere interventi che prediligano il mantenimento delle superfici permeabili incentivandone un progetto finalizzato alla valorizzazione della viabilità minore anche interpoderale in relazione agli assetti figurativi del paesaggio agrario in cui si colloca.
  19. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - garantire, sulla base di progetti di integrazione paesaggistica, la non compromissione dell'integrità della percezione visiva da e verso la città storica e le emergenze;
    • - favorire la permeabilità del suolo e la realizzazione degli interventi con tecniche e materiali ecocompatibili;
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti storici;
    • - favorire la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri e dei valori paesaggistici riconosciuti dal PSI nel patrimonio territoriale in coerenza alla disciplina delle invarianti di cui agli artt. 8-11;
    • - garantire che la previsione assicuri i coni e i bersagli visivi (fondali, panorami e skylines);
    • - garantire che la previsione sia armonica per forma, dimensioni, orientamento, con le caratteristiche morfologiche proprie del contesto territoriale ed in relazione all'esistente area a parcheggio posta lungo il versante ad un livello più alto rispetto a quello dell'intervento;
    • - garantire il mantenimento dell'accessibilità ai luoghi da cui è possibile godere delle visuali a maggiore panoramicità;
    • - garantire il mantenimento dell'unitarietà delle aree libere;
    • - garantire una stretta relazione morfologica con le forme del versante in cui si colloca al fine di mantenere l'integrità percettiva delle visuali panoramiche da e verso la città storica.
  20. l. CASTELLINA C_V2 viabilità: riqualificazione di una viabilità esistente di collegamento tra l'area sportiva del campo da calcio e quella della piscina a sud dell'abitato di Castellina in Chianti, attraverso l'adeguamento di una viabilità minore in un quadro di conformità al PIT/PPR e coerenza alle disposizioni di cui al Titolo II e al Titolo III della presente disciplina. L'intervento dovrà essere sviluppato nel rispetto delle disposizioni della scheda di vincolo DM 01/02/1971 - G.U. n. 56 / 1971 "Zona circostante l'antico centro sita in comune di Castellina in Chianti" e dovrà essere condiviso con la competente Soprintendenza. Il PO dovrà effettuare i dovuti approfondimenti utili a valutare innesti, interferenze o correlazioni con la S.R.222 Chiantigiana.
    Gli interventi dovranno applicare le seguenti direttive:
    • - promuovere interventi che predilagano il mantenimento delle superfici permeabili incentivando un progetto finalizzato alla valorizzazione della viabilità esistente in relazione agli assetti figurativi del paesaggio agrario in cui si colloca.
  21. Gli interventi dovranno rispettare le seguenti prescrizioni:
    • - garantire, sulla base di progetti di integrazione paesaggistica, la non compromissione dell'integrità della percezione visiva da e verso il crinale;
    • - favorire la permeabilità del suolo e la realizzazione degli interventi con tecniche e materiali ecocompatibili;
    • - escludere l'alterazione significativa permanente, in termini qualitativi e quantitativi, dei valori ecosistemici e paesaggistici, e del rapporto storico e percettivo tra ecosistemi forestali, agroecosistemi e insediamenti;
    • - favorire la permanenza e la riconoscibilità dei caratteri e dei valori paesaggistici riconosciuti dal PSI nel patrimonio territoriale in coerenza alla disciplina delle invarianti di cui agli artt. 8-11;
    • - garantire che la previsione assicuri i coni e i bersagli visivi (fondali, panorami e skylines);
    • - garantire che la previsione sia armonica per forma, dimensioni, orientamento, con le caratteristiche morfologiche proprie del contesto territoriale ed in relazione alle esistenti aree sportive poste lungo il versante a monte e a valle rispetto alla localizzazione dell'intervento;
    • - garantire il mantenimento dell'accessibilità ai luoghi da cui è possibile godere delle visuali a maggiore panoramicità;
    • - garantire il mantenimento dell'unitarietà delle aree libere;
    • - garantire una stretta relazione morfologica con le forme del versante in cui si colloca al fine di mantenere l'integrità percettiva delle visuali panoramiche da e verso la città.

Capo II Disciplina delle unità territoriali organiche elementari

Art. 36. Unità territoriali organiche elementari

1. In ragione dello statuto del territorio di cui al Titolo II, il P.S.I. individua le seguenti unità territoriali organiche elementari (di seguito indicate con l'acronimo U.T.O.E.) e nelle relative sub U.T.O.E.:

  1. a. U.T.O.E. 1 - I rilievi ripidi delle arenarie della Val di Pesa
  2. b. U.T.O.E. 2 - Le colline drenanti calcaree
    1. I. Sub U.T.O.E. 2a - Le colline drenanti calcaree della vallecola del Cerchiaio;
    2. II. Sub U.T.O.E. 2b - della Valle dell'Arbia;
  3. c. U.T.O.E. 3 - Le colline morbide dei depositi e delle sabbie della Valle dell'Elsa.

2. Le U.T.O.E. individuate al comma 1 sono rappresentate nell'elaborato STR_sce - Scenario strategico dello sviluppo sostenibile in scala 1:25.000.

3. Il P.S.I. individua gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio intercomunale per le U.T.O.E. e per le sub U.T.O.E. definendo:

  1. a. la descrizione;
  2. b. gli obiettivi e azioni in coerenza alle strutture statutarie riconosciute;
  3. c. le dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni;
  4. d. i servizi e le dotazioni territoriali pubbliche;
  5. e. gli indirizzi e le prescrizioni per la definizione degli assetti territoriali e per la qualità degli insediamenti.

4. Il P.S.I. assume la dotazione di standard urbanistici pari a 24 mq/abitante, quale parametro complessivo minimo di riferimento, anche alla luce del livello qualitativo e quantitativo già conseguito nel territorio comunale.

5. Tale quantità discende da:

  1. a. opportunità di trasformare le eventuali eccedenze quantitative rispetto ai minimi fissati dalla normativa statale in miglioramento e diversificazione qualitativa;
  2. b. necessità di aumentare le dotazioni relative a funzioni amplificate dai comportamenti sociali recenti, come i servizi alla collettività (ed in particolare alla popolazione anziana ed ai giovani), le attrezzature sportive ed il tempo libero.

6. In relazione agli standard di cui al precedente comma le articolazioni quantitative di riferimento assunte sono:

  1. a. verde pubblico: 12 mq/ab
  2. b. parcheggi pubblici: 5 mq/ab
  3. c. istruzione: 4,5 mq/ab
  4. d. attrezzature collettive: 2,5 mq/ab.

Art. 37. U.T.O.E. 1 – I rilievi ripidi delle arenarie della Val di Pesa

1. Il territorio della U.T.O.E. 1 interessa un ambito territoriale con andamento est-ovest rispetto all'asse di scorrimento, in destra e sinistra, delle acque del fiume Pesa, fino ai crinali dei Monti del Chianti al confine verso il Valdarno ad est. Il fondovalle è caratterizzato dal corso del fiume Pesa e dalla strada provinciale 2 bis, che attraversa l'abitato di Lucarelli sul confine a nord- ovest. Le due pendici collinari sono caratterizzate da insediamenti di crinale che si fronteggiano nella vallata: sistema insediativo di Radda in Chianti, La Croce, La Villa in sinistra idrografica e Volpaia e Badia a Montemuro in destra idrografica. Un sistema di poderi e ville si distribuiscono lungo le viabilità collinari in particolare di crinale e spesso rappresentano i nodi del sistema agricolo produttivo delle colture intensive prevalentemente a vite. La vallata assume presenta un sistema dei rilievi verso est con acclività importanti ed una copertura dei suoli prevalentemente boscata.

2. L'interpretazione delle regole statutarie relative all'U.T.O.E. 1 ha consentito di individuare il seguente sistema di obiettivi e azioni specifico, in coerenza al Titolo II, Capo II della presente disciplina:

la struttura idro-geomorfologica

  1. a. Contenimento del dissesto idrogeologico:
    1. I. definire e incentivare pratiche agricole e forestali virtuose con particolare attenzione alla realizzazione, al mantenimento e al recupero della microrete di strutture e opere di regimazione delle acque superficiali;
    2. II. incentivare le sistemazioni ambientali, con particolare riguardo ai versanti collinari delle colture arboree intensive per garantire la stabilità e la sicurezza dei bacini idrografici, evitando alterazioni negative dei regimi di deflusso e trasporto solido e minimizzando le interferenze tra corsi d'acqua, insediamenti e infrastrutture;
    3. III. incentivare il recupero delle aree agricole abbandonate promuovendo politiche colturali non idroesigenti e che recuperino le opere di regimazione delle acque dei versanti soggetti a colonizzazione della vegetazione arbustiva.
  2. b. Protezione e salvaguardia della risorsa idrica:
    1. I. proteggere la risorsa idrica mediante una riduzione anche drastica degli emungimenti agricoli, introducendo colture a bassa esigenza idrica e applicando opportunamente le norme di prevenzione e salvaguardia demandate alla pianificazione operativa;
    2. II. ridurre e controllare l'inquinamento delle falde mediante una realistica riduzione e attenuazione delle sorgenti di inquinamento attraverso una campagna di informazione sul corretto uso di prodotti, specialmente da parte di utilizzatori dilettanti;
    3. III. adeguare gli impianti di trattamento dei reflui negli insediamenti sparsi non serviti da fognatura pubblica;
    4. IV. sensibilizzare gli utilizzatori di pozzi per uso potabile al controllo chimico delle acque mediante analisi periodiche;
    5. V. adottare norme contenenti metodologie costruttive corrette per le captazioni (p. es. ubicazione in sicurezza rispetto a fonti di inquinamento, cementazione dei primi metri di perforazione);
    6. VI. promuovere progetti e azioni di carattere territoriale che migliorino la funzionalità del sistema di regimazione idraulico-agraria e di contenimento dei fenomeni erosivi, anche attraverso la realizzazione di invasi collinari, con sistemazioni coerenti con il contesto paesaggistico e soluzioni che prevedano adeguate dotazioni ecologiche (siepi, filari alberati) in grado di migliorarne i livelli di permeabilità ecologica;
    7. VII. proteggere e tutelare le aree di ricarica degli acquiferi presenti sulla dorsale dei Monti del Chianti.

la struttura ecosistemica

  1. a. Tutela dei valori ecologici e paesaggistici dei sistemi agricoli collinari:
    1. I. promuovere interventi di mitigazione degli effetti di frammentazione degli ecosistemi forestali;
    2. II. promuovere programmi e azioni volti a favorire, ove possibile, soluzioni che prevedano adeguate dotazioni ecologiche (cespuglieti, siepi, filari alberati) in grado di migliorarne i livelli di permeabilità ecologica ed il mantenimento della continuità della rete di infrastrutturazione paesaggistica, data da viabilità minore, rete scolante, vegetazione di corredo;
    3. III. promuovere l'inserimento di coltivazioni e metodologie diversificate verso nuovi scenari produttivi che comportino una riduzione degli input energetici, un minor fabbisogno idrico;
    4. IV. valorizzare il sistema delle aree naturali protette dei Monti del Chianti.
  2. b. Tutela dei valori ecologici e paesaggistici dei sistemi di fondovalle:
    1. I. riprogettare le aree di verde fluviale e le aree golenali con interventi di riforestazione e di sistemazione idraulica compatibili con la prevenzione del rischio idraulico, con particolare riguardo alle aree produttive dismesse da riqualificare;
    2. II. promuovere politiche volte alla definizione di un Parco Fluviale del Fiume Pesa, quale volano della riconnessione ecologica e fruitiva della valle verso le pendici montuose del Chianti.

la struttura insediativa

  1. a. Riorganizzazione della struttura morfologica e della qualità dei sistemi urbani:
    1. I. salvaguardare i valori storico-testimoniali, percettivi ed ecologici delle porzioni di territorio di crinale attraverso il mantenimento delle relazioni paesaggistiche tra sistemi insediativi maggiori, nuclei storici e mosaici agricoli tradizionali e i tracciati di valore culturale;
    2. II. ridefinire i margini urbani, anche attraverso l'incremento dell'offerta di edilizia sociale (housing sociale, ecc);
    3. III. riqualificare/recuperare l'abitato di La Villa a partire dal sistema infrastrutturale inadeguato e dalla ridefinizione della città pubblica;
    4. IV. creare e potenziare la centralità simbolica e funzionale dell'abitato di Radda in Chianti mediante una riorganizzazione/riqualificazione di spazi/edifici pubblici qualificati all'uso sociale, a partire da quelli del sistema scolastico;
    5. V. ridefinire il tema della città pubblica, con particolare considerazione del ruolo e della qualità dello spazio pubblico in sinergia con la promozione di politiche di rilancio delle attività commerciali nei centri minori anche attraverso forme di incentivazione;
    6. VI. valorizzare i tessuti edilizi storici e identitari;
    7. VII. riqualificare gli insediamenti a prevalente specializzazione turistica anche mediante la promozione di un uso 'destagionalizzato' delle strutture residenziali.
  2. b. Sviluppo di un sistema industriale artigianale sostenibile:
    1. I. riorganizzare, riqualificare e rigenerare le aree produttive/artigianali con particolare riguardo a quelle esistenti a La Croce, Radda in Chianti e La Villa, anche attraverso l'individuazione di nuove aree di trasformazione, in prossimità di quelle esistenti;
    2. II. rafforzare la dotazione di standard di qualità urbanistica quali: spazi e servizi di supporto alle attività e per chi opera (centri integrati per le aziende insediate, dotazioni di verde, servizi collettivi), aree da destinare alle dotazioni ambientali a titolo compensativo, sistemi integrati per la mobilità di persone e di merci. In particolare riqualificare l'area industriale artigianale di La Villa in coerenza alle azioni già in atto, legate al recupero delle aree dismesse o sottoutilizzate;
    3. III. promuovere forme integrate di gestione delle reti di servizi pubblici, con particolare riferimento al ciclo delle acque, ai rifiuti e all'energia;
    4. IV. promuovere sistemi artigianali legati a strategie di filiere corte agroalimentari e/o di economia circolare.
  3. c. Pianificazione dell'intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto per il miglioramento dell'accessibilità alle diverse parti del territorio:
    1. I. valorizzare la rete locale delle infrastrutture ed in particolare delle strade vicinali;
    2. II. razionalizzare il sistema di TPL anche mediante la predisposizione di un sistema di parcheggi scambiatori auto/bici/TPL;
    3. III. potenziare e mettere in sicurezza i percorsi pedonali per gli spostamenti fermata TPL/lavoro e fermata TPL/scuola, a partire dalla riqualificazione dell'accessibilità pedonale all'area produttiva a La Villa in via di sviluppo;
    4. IV. sviluppare una rete ciclistica diffusa capillarmente sul territorio anche mediante la promozione della mobilità sostenibile delle persone, attivando un sistema di nodi e reti di bike sharing;
    5. V. valorizzare e potenziare la rete degli itinerari di connessione con la direttrice della Francigena, anche in relazione a diverticoli tematici su elementi patrimoniali di interesse paesaggistico, ambientale ed enogastronomico, anche al fine di promuovere una destagionalizzazione del turismo.
  4. d. Incremento della sostenibilità ambientale dei sistemi urbani:
    1. I. promuovere la riqualificazione energetica degli edifici con l'introduzione di nuove politiche come quelle legate alle comunità energetiche in cui identificare prosumer in sinergia tra sistema residenziale e produttivo;
    2. II. recuperare la stabilità idraulica ed idrogeologica del sistema insediativo, con particolare riguardo al versante nord dell'abitato di Radda in Chianti e di La Villa;
    3. III. promuovere politiche per il controllo dello sfruttamento della risorsa idrica per un uso corretto, incentivando il risparmio idrico, la raccolta ed il reimpiego di acque meteoriche e reflue ed il miglioramento della capacità depurativa degli impianti esistenti.

la struttura agro-forestale

  1. a. Favorire l'integrazione delle attività forestali con le altre attività produttive:
    1. I. promuovere l'utilizzazione a fini energetici dei prodotti del bosco e la valorizzazione degli assortimenti legnosi attraverso filiere legno - energia.
    2. II. promuovere il ripristino, la manutenzione, la realizzazione di nuovi sentieri e strade forestali anche per differenziare l'offerta escursionistica e turistica.
  2. b. Valorizzare il sistema agro-forestale e favorire una filiera agroalimentare locale:
    1. I. rinnovare e differenziare l'offerta ricettiva a partire dal recupero di situazioni quali i borghi-fattoria e i nuclei rurali volti all'integrazione tra produzione agricola di qualità e turismo e sua connessione con le risorse patrimoniali (naturalistiche, culturali e storico-architettoniche);
    2. II. incentivare lo sviluppo di un'agricoltura multifunzionale per la fornitura di servizi ecosistemici, ovvero di un'agricoltura che affianchi alla propria funzione produttiva, la produzione di paesaggio (tutela e gestione dei paesaggi agrari, mitigazione del rischio idrogeologico) e la fornitura di servizi culturali, sociale e ricreativi, legata al sistema agrituristico e strutturata sulla rete della viabilità dolce (sentieri, ippovie, ciclabili), anche attraverso il riconoscimento di forme di sgravio fiscale;
    3. III. potenziare la rete di mobilità dolce (sentieri, ciclovie) volta ad integrare e connettere le principali risorse locali in termini di paesaggio, ambiente, agricoltura, archeologia, architettura, cultura e sistema ricettivo.

3. Le dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni, comprensive delle previsioni esito della conferenza di copianificazione, sono di seguito individuate:

CATEGORIE FUNZIONALI
di cui all'art.99 della L.R. 64/2014
Previsioni interne al perimetro del TU Previsioni esterne al perimetro del TU
Dimensioni massime sostenibili (mq SE) Subordinate a conferenza di copianificazione Non subordinate a conferenza di copianificazione (mq SE)
(art. 92 c.4; Reg. Titolo V art. 5, c. 2)(mq SE) (Reg. Titolo V art. 5, c.3)
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c.1; art. 26-27 art. 64, c.6) R - Riuso (art. 64, c.8) Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c.2)
RESIDENZIALE (*) 6200 260 6460 0 0
INDUSTRIALE - ARTIGIANALE 800 1600 2300 0 0 0 500
COMMERICALE al dettaglio 700 200 900 0 0 0 0
TURISTICO - RICETTIVA 800 800 1600 950 4489 5439 800
DIREZIONALE E DI SERVIZIO 800 500 1300 0 0 0 0
COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 0 0 0 0 0 0
TOTALE 9300 3260 12560 950 4489 5439 1300
ALTRO Parcheggio TIR (**) 0 0 0 6200 0 6200
Viabilità (***)
STANDARD URBANISTICI Parcheggio (**) 4550
Parcheggio e verde pubblico attrezzato(**) 2770
Instruzione 2000

(*) Comprensivo del recupero dele ex Cantine Estaf in TR in ordine alla conferenza di copianificazione

(**) superficie territoriale

(***) lunghezza in metri

4. In relazione agli standard urbanistici e ai servizi sono individuati i seguenti obiettivi finalizzati ad una valorizzazione della qualità degli esistenti:

  1. a. potenziare l'area sportiva di Radda in Chianti con servizi di supporto e percorsi adeguati di collegamento tra il parcheggio e il campo sportivo;
  2. b. valorizzare/potenziare il sistema delle attrezzature per l'istruzione a Radda in Chianti;
  3. c. realizzare un sistema di parcheggi nei punti di accesso agli insediamenti (Volpaia, Radda in Chianti, La Villa, Selvole) per favorire la rete di intermodalità e l'accessibilità pedonale ai medesimi.

5. In relazione agli indirizzi e prescrizioni per la definizione degli assetti territoriali e per la qualità degli insediamenti, per quanto non contemplato al presente Titolo, si demanda alla specifica disciplina di cui al Titolo II, Titolo III, Titolo V e Titolo VI.

Art. 38. U.T.O.E. 2 – Le colline drenanti calcaree

1. Il territorio della U.T.O.E. 2 interessa un ambito territoriale con andamento nord-ovest sud-est rispetto alla dorsale collinare che definisce non solo il confine tra le due amministrazioni comunali, ma anche lo spartiacque tra il bacino della Pesa e quello dell'Elsa. La dorsale collinare è caratterizzata da un insediamento puntuale sparso e da alcuni nuclei di origine agricola. La particolare struttura idro-geomorfologica definisce una importante area di ricarica degli acquiferi in cui insistono pozzi ad uso potabile e la definizione dei due bacini del Cerchiaio e dell'Arbia. Il complesso collinare è caratterizzato da una copertura dei suoli prevalentemente boscata.

2. L'interpretazione delle regole statutarie relative all'U.T.O.E. 2 ha consentito di individuare le seguenti due sub U.T.O.E. in relazione ai due bacini idrografici:

  1. a. Sub U.T.O.E. 2a - Le colline drenanti calcaree della vallecola del Cerchiaio;
  2. b. Sub U.T.O.E. 2b - della Valle dell'Arbia.

3. L'interpretazione delle regole statutarie relative all'U.T.O.E. 2 ha consentito di individuare il seguente sistema di obiettivi e azioni specifico, rispetto alle due sub U.T.O.E., e in coerenza al Titolo II, Capo II della presente disciplina:

la struttura idro-geomorfologica

  1. a. Contenimento del dissesto idrogeologico:
    1. I. incentivare il recupero delle aree agricole abbandonate promuovendo politiche colturali non idroesigenti e che recuperino le opere di regimazione delle acque dei versanti soggetti a colonizzazione della vegetazione arbustiva.
  2. b. Protezione e salvaguardia della risorsa idrica:
    1. I. proteggere la risorsa idrica mediante una riduzione anche drastica degli emungimenti agricoli, introducendo colture a bassa esigenza idrica e applicando opportunamente le norme di prevenzione e salvaguardia demandate alla pianificazione operativa;
    2. II. ridurre e controllare l'inquinamento delle falde mediante una realistica riduzione e attenuazione delle sorgenti di inquinamento attraverso una campagna di informazione sul corretto uso di prodotti, specialmente da parte di utilizzatori dilettanti;
    3. III. adeguare gli impianti di trattamento dei reflui negli insediamenti sparsi non serviti da fognatura pubblica;
    4. IV. sensibilizzare gli utilizzatori di pozzi per uso potabile al controllo chimico delle acque mediante analisi periodiche;
    5. V. adottare di norme contenenti metodologie costruttive corrette per le captazioni (p. es. ubicazione in sicurezza rispetto a fonti di inquinamento, cementazione dei primi metri di perforazione);
    6. VI. promuovere progetti e azioni di carattere territoriale che migliorino la funzionalità del sistema di regimazione idraulico-agraria e di contenimento dei fenomeni erosivi, anche attraverso la realizzazione di invasi collinari, con sistemazioni coerenti con il contesto paesaggistico e soluzioni che prevedano adeguate dotazioni ecologiche (siepi, filari alberati) in grado di migliorarne i livelli di permeabilità ecologica
    7. VII. proteggere e tutelare le aree di ricarica degli acquiferi presenti sullo spartiacque tra il Cerchiaio e l'Arbia.

la struttura ecosistemica

  1. a. Tutela dei valori ecologici e paesaggistici dei sistemi agricoli collinari:
    1. I. promuovere interventi di tutela dei nodi primari e secondari della rete ecologica;
    2. II. promuovere azioni volte al miglioramento della gestione complessiva degli habitat forestali;
    3. III. promuovere l'inserimento di coltivazioni e metodologie diversificate verso nuovi scenari produttivi che comportino una riduzione degli input energetici e un minor fabbisogno idrico.
  2. b. Tutela dei valori ecologici e paesaggistici dei sistemi di fondovalle:
    1. I. promuovere azioni di rinaturalizzazione volti alla realizzazione di un sistema di reti ecologiche da attuarsi mediante l'allargamento delle fasce riparie, la costituzione di siepi, alberature, boschetti, ecc.

la struttura insediativa

  1. a. Riorganizzazione della struttura morfologica e della qualità dei sistemi urbani:
    1. I. salvaguardare i valori storico-testimoniali, percettivi ed ecologici delle porzioni di territorio di crinale attraverso il mantenimento delle relazioni paesaggistiche tra sistemi insediativi maggiori, nuclei storici e mosaici agricoli tradizionali e infrastrutture di valore culturale come la via Francigena e il tracciato dell'Eroica;
    2. II. riqualificare gli insediamenti a prevalente specializzazione turistica anche mediante la promozione di un uso 'destagionalizzato' delle strutture residenziali.
  2. b. Sviluppo di un sistema industriale artigianale sostenibile:
    1. I. riqualificare la relazione tra le aree produttive/artigianali con particolare riguardo a quelle esistenti a Castellina in Chianti e il paesaggio rurale;
    2. II. promuovere forme integrate di gestione delle reti di servizi pubblici, con particolare riferimento al ciclo delle acque, ai rifiuti e all'energia.
  3. c. Pianificazione dell'intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto per il miglioramento dell'accessibilità alle diverse parti del territorio:
    1. I. mantenere la rete locale delle infrastrutture;
    2. II. sviluppare una rete ciclistica diffusa capillarmente sul territorio anche mediante la promozione della mobilità sostenibile delle persone, attivando un sistema di nodi e reti di bike sharing;
    3. III. valorizzare e potenziare la rete degli itinerari di connessione con la direttrice della Francigena, anche in relazione a diverticoli tematici su elementi patrimoniali di interesse paesaggistico, ambientale ed enogastronomico, anche al fine di promuovere una destagionalizzazione del turismo.
  4. d. Incremento della sostenibilità ambientale dei sistemi urbani:
    1. I. controllo dello sfruttamento della risorsa idrica per un uso corretto, incentivando il risparmio idrico, la raccolta ed il reimpiego di acque meteoriche e reflue ed il miglioramento della capacità depurativa degli impianti esistenti.

la struttura agro-forestale

  1. a. Favorire l'integrazione delle attività forestali con le altre attività produttive:
    1. I. promuovere l'utilizzazione a fini energetici dei prodotti del bosco e la valorizzazione degli assortimenti legnosi attraverso filiere legno - energia;
    2. II. promuovere il ripristino, la manutenzione, la realizzazione di nuovi sentieri e strade forestali anche per differenziare l'offerta escursionistica e turistica.
  2. b. Valorizzare il sistema agro-forestale e favorire una filiera agroalimentare locale:
    1. I. rinnovare e differenziare l'offerta ricettiva a partire dal recupero di situazioni quali i borghi-fattoria e i nuclei rurali volti all'integrazione tra produzione agricola di qualità e turismo e sua connessione con le risorse patrimoniali (naturalistiche, culturali e storico-architettoniche);
    2. II. incentivare lo sviluppo di un'agricoltura multifunzionale per la fornitura di servizi ecosistemici, ovvero di un'agricoltura che affianchi alla propria funzione produttiva, la produzione di paesaggio (tutela e gestione dei paesaggi agrari, mitigazione del rischio idrogeologico) e la fornitura di servizi culturali, sociale e ricreativi, legata al sistema agrituristico e strutturata sulla rete della viabilità dolce (sentieri, ciclabili), anche attraverso il riconoscimento di forme di sgravio fiscale;
    3. III. potenziare la rete di mobilità dolce (sentieri, ciclovie) volta ad integrare e connettere le principali risorse locali in termini di paesaggio, ambiente, agricoltura, archeologia, architettura, cultura e sistema ricettivo.

4. Le dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni, comprensive delle previsioni esito della conferenza di copianificazione, sono di seguito individuate in relazione alla sub U.T.O.E. 2a e alla sub U.T.O.E. 2b:

CATEGORIE FUNZIONALI / di cui all'art.99 della L.R. 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Previsioni esterne al perimetro del TU
Dimensioni massime sostenibili (mq SE) Subordinate a conferenza di copianificazione Non subordinate a conferenza di copianificazione (mq SE)
(art.. 92 c. 4; Reg. Titolo V art. 5, c. 2) (mq SE) (Reg. Titolo V art. 5, c. 3)
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 1; art. 26-27, art. / 64, c. 6) R - Riuso (art. / 64, c.8) Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 2)
RESIDENZIALE 0 0 0 0 0
INDUSTRIALE - ARTIGIANALE 0 0 0 0 0 0 0
COMMERCIALE al dettaglio 0 0 0 0 0 0
TURISTICO - RICETTIVA 0 0 0 0 0 0 300
DIREZIONALE E DI SERVIZIO 0 0 0 0 0 0 0
COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 0 0 0 0 0 0
TOTALE 0 0 0 0 0 0 300
ALTRO Parcheggio TIR (**) 0 0 0 0 0 0
Viabilità (***)
STANDARD URBANISTICI Parcheggio (**) 0
Parcheggio e verde pubblico attrezzato (**) 0

(**) superficie territoriale

(***) lunghezza in metri

CATEGORIE FUNZIONALI / di cui all'art.99 della L.R. 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Previsioni esterne al perimetro del TU
Dimensioni massime sostenibili (mq SE) Subordinate a conferenza di copianificazione Non subordinate a conferenza di copianificazione (mq SE)
(art.. 92 c. 4; Reg. Titolo V art. 5, c. 2) (mq SE) (Reg. Titolo V art. 5, c. 3)
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 1; art. 26-27, art. / 64, c. 6) R - Riuso (art. / 64, c.8) Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 2)
RESIDENZIALE 0 0 0 0 0
INDUSTRIALE - ARTIGIANALE 0 0 0 0 0 0 0
COMMERCIALE al dettaglio 0 0 0 0 0 0
TURISTICO - RICETTIVA 0 0 0 0 0 0 300
DIREZIONALE E DI SERVIZIO 0 0 0 0 0 0 0
COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 0 0 0 0 0 0
TOTALE 0 0 0 0 0 0 300
ALTRO Parcheggio TIR (**) 0 0 0 0 0 0
Viabilità (***)
STANDARD URBANISTICI Parcheggio (**) 225
Parcheggio e verde pubblico attrezzato (**) 0

(**) superficie territoriale

(***) lunghezza in metri

5. In relazione agli standard urbanistici e ai servizi sono individuati i seguenti obiettivi finalizzati ad una valorizzazione della qualità degli esistenti:

  1. c. valorizzare/riqualificare il sistema delle attrezzature collettive esistenti e sparse nel territorio rurale;
  2. d. realizzare un sistema di parcheggi nei punti di accesso agli insediamenti (Palagio) per favorire la rete di intermodalità e l'accessibilità pedonale ai medesimi.

6. In relazione agli indirizzi e prescrizioni per la definizione degli assetti territoriali e per la qualità degli insediamenti, per quanto non contemplato al presente Titolo, si demanda alla specifica disciplina di cui al Titolo II, Titolo III, Titolo V e Titolo VI.

Art. 39. U.T.O.E. 3 – Le colline morbide dei depositi e delle sabbie della Valle dell’Elsa

1. Il territorio della U.T.O.E. 3 interessa un ambito territoriale che, con andamento nord est, sud ovest, dai rilievi collinari in cui predomina l'insediamento di crinale di Castellina in Chianti e quello di mezzacosta di Fonterutoli, scende digradano con i dolci versanti collinari verso la Valle dell'Elsa. Le colline caratterizzate da depositi e sabbie presentano un sistema di coltivi intensivi arborati a vite e di seminativi in cui appare critica la mancanza di una rete minima ecosistemica. L'insediamento è organizzato e distribuito lungo la rete infrastrutturale di crinale ed è caratterizzato da nuclei rurali e storici intervallati da case sparse.

2. L'interpretazione delle regole statutarie relative all'U.T.O.E. 3 ha consentito di individuare il seguente sistema di obiettivi e azioni specifico, in coerenza al Titolo II, Capo II della presente disciplina:

la struttura idro-geomorfologica

  1. a. Contenimento del dissesto idrogeologico:
    1. I. definire e incentivare pratiche agricole e forestali virtuose con particolare attenzione alla realizzazione, al mantenimento e al recupero della microrete di strutture e opere di regimazione delle acque superficiali;
    2. II. incentivare le sistemazioni ambientali, con particolare riguardo ai versanti collinari delle colture arboree intensive per garantire la stabilità e la sicurezza dei bacini idrografici, evitando alterazioni negative dei regimi di deflusso e trasporto solido e minimizzando le interferenze tra corsi d'acqua, insediamenti e infrastrutture;
    3. III. incentivare il recupero delle aree agricole abbandonate promuovendo politiche colturali non idroesigenti e che recuperino le opere di regimazione delle acque dei versanti soggetti a colonizzazione della vegetazione arbustiva.
  2. b. Protezione e salvaguardia della risorsa idrica:
    1. I. proteggere la risorsa idrica mediante una riduzione anche drastica degli emungimenti agricoli, introducendo colture a bassa esigenza idrica e applicando opportunamente le norme di prevenzione e salvaguardia demandate alla pianificazione operativa;
    2. II. ridurre e controllare l'inquinamento delle falde mediante una realistica riduzione e attenuazione delle sorgenti di inquinamento attraverso una campagna di informazione sul corretto uso di prodotti, specialmente da parte di utilizzatori dilettanti;
    3. III. adeguare gli impianti di trattamento dei reflui negli insediamenti sparsi non serviti da fognatura pubblica;
    4. IV. sensibilizzare gli utilizzatori di pozzi per uso potabile al controllo chimico delle acque mediante analisi periodiche;
    5. V. adottare norme contenenti metodologie costruttive corrette per le captazioni (p. es. ubicazione in sicurezza rispetto a fonti di inquinamento, cementazione dei primi metri di perforazione);
    6. VI. promuovere progetti e azioni di carattere territoriale che migliorino la funzionalità del sistema di regimazione idraulico-agraria e di contenimento dei fenomeni erosivi, anche attraverso la realizzazione di invasi collinari, con sistemazioni coerenti con il contesto paesaggistico e soluzioni che prevedano adeguate dotazioni ecologiche (siepi, filari alberati) in grado di migliorarne i livelli di permeabilità ecologica.

la struttura ecosistemica

  1. a. Tutela dei valori ecologici e paesaggistici dei sistemi agricoli collinari:
    1. I. ricostruire la direttrice di connettività ecosistemica tra la parte sud-ovest del territorio e le pendici collinari a confine con l'U.T.O.E. 2;
    2. II. promuovere interventi di mitigazione degli effetti di frammentazione degli ecosistemi forestali;
    3. III. promuovere programmi e azioni volti a favorire, ove possibile, soluzioni che prevedano adeguate dotazioni ecologiche (cespuglieti, siepi, filari alberati) in grado di migliorarne i livelli di permeabilità ecologica ed il mantenimento della continuità della rete di infrastrutturazione paesaggistica, data da viabilità minore, rete scolante, vegetazione di corredo;
    4. IV. promuovere l'inserimento di coltivazioni e metodologie diversificate verso nuovi scenari produttivi che comportino una riduzione degli input energetici, un minor fabbisogno idrico.
  2. b. Tutela dei valori ecologici e paesaggistici dei sistemi di fondovalle:
    1. I. promuovere azioni di rinaturalizzazione volti alla realizzazione di un sistema di reti ecologiche da attuarsi mediante l'allargamento delle fasce riparie, la costituzione di siepi, alberature, boschetti, ecc.

la struttura insediativa

  1. a. Riorganizzazione della struttura morfologica e della qualità dei sistemi urbani:
    1. I. salvaguardare i valori storico-testimoniali, percettivi ed ecologici delle porzioni di territorio di crinale attraverso il mantenimento delle relazioni paesaggistiche tra sistemi insediativi maggiori, nuclei storici e mosaici agricoli tradizionali in relazione ai tracciati di valore culturale come la via Francigena;
    2. II. ridefinire i margini urbani, anche attraverso l'incremento dell'offerta di edilizia sociale (housing sociale, ecc);
    3. III. valorizzare i tessuti edilizi storici e identitari;
    4. IV. riqualificazione degli insediamenti a prevalente specializzazione turistica anche mediante la promozione di un uso 'destagionalizzato' delle strutture residenziali.
  2. a. Sviluppo di un sistema industriale artigianale sostenibile:
    1. I. riorganizzare, riqualificare e rigenerare delle aree produttive/artigianali con particolare riguardo a quelle esistenti a Castellina in Chianti, anche attraverso l'individuazione di nuove aree di trasformazione, in prossimità di quelle esistenti;
    2. II. rafforzare la dotazione di standard di qualità urbanistica quali: spazi e servizi di supporto alle attività e per chi opera (centri integrati per le aziende insediate, dotazioni di verde, servizi collettivi), aree da destinare alle dotazioni ambientali a titolo compensativo, sistemi integrati per la mobilità di persone e di merci. In particolare riqualificare l'area industriale artigianale di Castellina in Chianti in relazione al recupero delle aree dismesse o sottoutilizzate;
    3. III. promuovere forme integrate di gestione delle reti di servizi pubblici, con particolare riferimento al ciclo delle acque, ai rifiuti e all'energia;
    4. IV. promuovere sistemi artigianali legati a strategie di filiere corte agroalimentari e/o di economia circolare.
  3. b. Pianificazione dell'intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto per il miglioramento dell'accessibilità alle diverse parti del territorio:
    1. I. mantenere la rete locale delle infrastrutture;
    2. II. valorizzare la rete delle vicinali;
    3. III. razionalizzare il sistema di TPL anche mediante la predisposizione di un sistema di parcheggi scambiatori auto/bici/TPL;
    4. IV. potenziare e mettere in sicurezza i percorsi pedonali per gli spostamenti fermata TPL/lavoro e fermata TPL/scuola;
    5. V. sviluppare una rete ciclistica diffusa capillarmente sul territorio anche mediante la promozione della mobilità sostenibile delle persone, attivando un sistema di nodi e reti di bike sharing;
    6. VI. valorizzare e potenziare la rete degli itinerari di connessione con la direttrice della Francigena, anche in relazione a diverticoli tematici su elementi patrimoniali di interesse paesaggistico, ambientale ed enogastronomico, anche al fine di promuovere una destagionalizzazione del turismo.
  4. c. Incremento della sostenibilità ambientale dei sistemi urbani:
    1. I. promozione della riqualificazione energetica degli edifici con l'introduzione di nuove politiche come quelle legate alle comunità energetiche in cui identificare prosumer in sinergia tra sistema residenziale e produttivo;
    2. II. controllo dello sfruttamento della risorsa idrica per un uso corretto, incentivando il risparmio idrico, la raccolta ed il reimpiego di acque meteoriche e reflue ed il miglioramento della capacità depurativa degli impianti esistenti.

la struttura agro-forestale

  1. a. Favorire l'integrazione delle attività forestali con le altre attività produttive:
    1. I. promuovere il ripristino, la manutenzione, la realizzazione di nuovi sentieri e strade forestali anche per differenziare l'offerta escursionistica e turistica.
  2. b. Valorizzare il sistema agro-forestale e favorire una filiera agroalimentare locale:
    1. I. rinnovare e differenziare l'offerta ricettiva a partire dal recupero di situazioni quali i borghi-fattoria e i nuclei rurali volti all'integrazione tra produzione agricola di qualità e turismo e sua connessione con le risorse patrimoniali (naturalistiche, culturali e storico-architettoniche);
    2. II. incentivare lo sviluppo di un'agricoltura multifunzionale per la fornitura di servizi ecosistemici, ovvero di un'agricoltura che affianchi alla propria funzione produttiva, la produzione di paesaggio (tutela e gestione dei paesaggi agrari, mitigazione del rischio idrogeologico) e la fornitura di servizi culturali, sociale e ricreativi, legata al sistema agrituristico e strutturata sulla rete della viabilità dolce (sentieri, ippovie, ciclabili), anche attraverso il riconoscimento di forme di sgravio fiscale;
    3. III. potenziare la rete di mobilità dolce (sentieri, ciclovie) volta ad integrare e connettere le principali risorse locali in termini di paesaggio, ambiente, agricoltura, archeologia, architettura, cultura e sistema ricettivo.

3. Le dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni, comprensive delle previsioni esito della conferenza di copianificazione, sono di seguito individuate:

CATEGORIE FUNZIONALI / di cui all'art.99 della L.R. 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Previsioni esterne al perimetro del TU
Dimensioni massime sostenibili (mq SE) Subordinate a conferenza di copianificazione Non subordinate a conferenza di copianificazione (mq SE)
(art.. 92 c. 4; Reg. Titolo V art. 5, c. 2) (mq SE) (Reg. Titolo V art. 5, c. 3)
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 1; art. 26-27, art. / 64, c. 6) R - Riuso (art. / 64, c.8) Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 2)
RESIDENZIALE (*) 2000 2420 4420 0 0
INDUSTRIALE - ARTIGIANALE 1500 800 2300 0 0 0 500
COMMERCIALE al dettaglio 700 200 900 0 0 0 0
TURISTICO - RICETTIVA 800 800 1600 2700 2700 800
DIREZIONALE E DI SERVIZIO 800 500 1300 0 0 0 0
COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 0 0 0 0 0 0
TOTALE 5800 4720 10520 2700 0 2700 1300
ALTRO Parcheggio TIR (**) 0 0 0 0 0
Viabilità (***) 475
STANDARD URBANISTICI Parcheggio (**) 2370
Parcheggio e verde pubblico attrezzato (**) 0

(**) superficie territoriale

(***) lunghezza in metri

4. In relazione agli standard urbanistici e ai servizi sono individuati i seguenti obiettivi finalizzati ad una valorizzazione della qualità degli esistenti:

  1. c. potenziare l'area sportiva di Castellina in Chianti con servizi di supporto e percorsi adeguati di collegamento tra le diverse aree sportive distribuite lungo il versante collinare;
  2. d. realizzare un sistema di parcheggi nei punti di accesso agli insediamenti (Castellina in Chianti, Fonterutoli) per favorire la rete di intermodalità e l'accessibilità pedonale ai medesimi.

5. In relazione agli indirizzi e prescrizioni per la definizione degli assetti territoriali e per la qualità degli insediamenti, per quanto non contemplato al presente Titolo, si demanda alla specifica disciplina di cui al Titolo II, Titolo III, Titolo V e Titolo VI.

Art. 40. Dimensionamento del P.S.I.

1. In coerenza agli obiettivi e alle azioni individuati nel presente Titolo, il P.S.I. in relazione alle strategie da perseguire riconosce il seguente dimensionamento:

CATEGORIE FUNZIONALI / di cui all'art.99 della L.R. 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Previsioni esterne al perimetro del TU
Dimensioni massime sostenibili (mq SE) Subordinate a conferenza di copianificazione Non subordinate a conferenza di copianificazione (mq SE)
(art.. 92 c. 4; Reg. Titolo V art. 5, c. 2) (mq SE) (Reg. Titolo V art. 5, c. 3)
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 1; art. 26-27, art. / 64, c. 6) R - Riuso (art. / 64, c.8) Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione (art. 25, c. 2)
RESIDENZIALE (*) 8200 2680 10880 0 0
INDUSTRIALE - ARTIGIANALE 2300 2300 4600 0 (-9500 demolizione ex cantine Estaf e trasferimento in TU) 0 1000
COMMERCIALE al dettaglio 1400 400 1800 0 0 0 0
TURISTICO - RICETTIVA 1600 1600 3200 3650 4489 8139 2200
DIREZIONALE E DI SERVIZIO (*) 1600 1000 2600 0 0 0 0
COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 0 0 0 0 0 0
TOTALE 15100 7980 23080 3650 4489 8139 3200
ALTRO Parcheggio TIR (**) 0 0 0 6200 0 6200
Viabilità (***) 475
STANDARD URBANISTICI Parcheggio (**) 7145
Parcheggio e verde pubblico attrezzato (**) 2700

(**) superficie territoriale

(***) lunghezza in metri

2. In relazione agli standard urbanistici parametrati a 24 mq/ab e ai servizi, ed in coerenza delle strategie del P.S.I. sono individuati i seguenti dimensionamenti:

Istruzione (mq)
UTOE abitanti Nuovi abitanti teorici di previsione Totale superficie esistente Minimo di previsione Superficie totale necessaria per rispetto del DM 1444/68 DIFFERENZA
Utoe 1 1529 190 6.331 4,50 3,68 7.736 -1405
Utoe 2a 335 10 0 4,50 0,00 1.553 -1.553
Utoe 2b 164 10 0 4,50 0,00 783 -783
Utoe 2 499 20 0 4,50 0,00 2.336 -2.336
Utoe 3 2528 130 8.767 4,50 3,30 11.961 -3.194
Totale 4556 340 15.098 4,50 3,08 22.032 -6.934
Attrezzature di interesse comune (mq)
UTOE abitanti Nuovi abitanti teorici di previsione Totale superficie esistente Minimo di previsione Superficie totale necessaria per rispetto del DM 1444/68 DIFFERENZA
Utoe 1 1529 190 24219,00 3,50 14,09 6.017 18.203
Utoe 2a 335 10 2392,00 3,50 6,93 1.208 1.185
Utoe 2b 164 10 375,00 3,50 2,16 609 -234
Utoe 2 499 20 2767,00 3,50 5,33 1.817 951
Utoe 3 2528 130 22503,00 3,50 8,47 9.303 13.200
Totale 4556 340 49489,00 3,50 10,11 17.136 32.353
Spazi pubblicitari attrezzati verde e sport (mq)
UTOE abitanti Nuovi abitanti teorici di previsione Totale superficie esistente Minimo di previsione Superficie totale necessaria per rispetto del DM 1444/68 DIFFERENZA
Utoe 1 1529 190 30692,00 12,50 17,85 21.488 9.205
Utoe 2a 335 10 0,00 12,50 0,00 4.313 -4.313
Utoe 2b 164 10 0,00 12,50 0,00 2.175 -2.175
Utoe 2 499 20 0,00 12,50 0,00 6.488 -6.488
Utoe 3 2528 130 85121,00 12,50 32,02 33.225 51.896
Totale 4556 340 115813,00 12,50 23,65 61.200 54.613
Parcheggi (mq)
UTOE abitanti Nuovi abitanti teorici di previsione Totale superficie esistente Minimo di previsione Superficie totale necessaria per rispetto del DM 1444/68 DIFFERENZA
Utoe 1 1529 190 9235,00 3,50 5,37 6.017 3.219
Utoe 2a 335 10 0,00 3,50 0,00 1.208 -1.208
Utoe 2b 164 10 0,00 3,50 0,00 609 -609
Utoe 2 499 20 0,00 3,50 0,00 1.817 -1.817
Utoe 3 2528 130 16313,00 3,50 6,14 9.303 7.010
Totale 4556 340 25548,00 3,50 5,22 17.136 8.412