Art. 49bis. Aree estrattive

1. Il Piano Regionale Cave (PRC) indica due aree come giacimenti, il comprensorio 79 Inerti naturali Poggibonsi codice giacimento 09052005014001 nel comune di Castellina in Chianti ed il comprensorio 58 Sedimentarie Chianti codice giacimento 09052023060001 nel Comune di Radda in Chianti. L’uso individuato attiene ai "Materiali per usi industriali e per costruzioni".

2. Nelle cartografie del PSI sono stati riportati i perimetri dei giacimenti di cui all’art. 8 comma 2, individuati nell’elaborato PR07 – GIACIMENTI e PR08 ATLANTE DEI GIACIMENTI del PRC che costituiscono invarianti strutturali ai sensi dell’art. 5 della L.R. 65/2014 e nella carta geomorfologica sono stati riportati anche i siti inattivi (SED) di cui all’elaborato QC10 – SITI INATTIVI del PRC.

3. La stima preventiva delle potenzialità del giacimento, finalizzata alla definizione della proposta di ripartizione delle quote di produzione sostenibile, non essendo state ancora definite tra i Comuni dei due comprensori, è rimandata alla fase di redazione del Piano Operativo.

4. Castellina in Chianti 09052005014001- Gretole

L’area estrattiva, attualmente in attività interessa terreni di natura sabbioso-comglomeratica per uso industriale e costruzioni, sulla base del progetto autorizzato viene indicata una volumetria residua di 2.400.000 m3. La coltivazione della cava potrà proseguire per spianamenti orizzontali o inclinati, esauriti in ordine discendente, a formare una morfologia a gradoni con inclinazione massima di 60° rispetto all’orizzontale. Il recupero, al termine delle lavorazioni, dovrà prevedere la sistemazione dei fronti di scavo utilizzando il suolo ed il materiale sterile accantonato per il recupero morfologico. L’area potrà essere ricondotta all’uso del suolo originario, in relazione alla localizzazione ed alla morfologia finale dell’area. Il recupero dovrà prevedere la completa dismissione degli impianti di lavorazione e di tutte le infrastrutture a servizio dell’attività estrattiva, ivi compresi i bacini di sedimentazione posti a monte dell’area di cava.

5. Radda in Chianti 09052023060001 – Caparsa

Il giacimento interessa per la maggior parte terreno incolto e per una piccola parte un’area coperta da bosco, che comunque in relazione alla pendenza dei versanti, la sua asportazione non determina aumento del rischio di erosione del suolo. Considerata la limitata estensione della superficie boscata lo stesso non concorre ad una diminuzione della capacità di conservazione della biodiversità ed alla capacità di tutelare la qualità dell’acqua. Il basso grado di permeabilità delle litologie presenti nel giacimento non consentono la formazione di falde acquifere e/o di sorgenti garantendo al non interferenza dell’attività estrattiva con le stesse. L’area del giacimento come detto non presenta sistemazioni agronomiche tradizionali e colturali ne sono presenti fenomeni gravitativi attivi e/o quiescienti.

Nel giacimento sono estraibili argilliti della Formazione di Villa a Radda per uso industriale e costruzioni (laterizi), sulla base di una ricognizione planivolumetrica viene stimata una consistenza volumetrico-dimensionale di 60.000 m3. Ai fini della tutela del giacimento i terreni all’interno dello stesso, possono essere utilizzati ai soli fini agricoli.

In considerazione della morfologia dell’area interessata dal giacimento e di quelle contigue l’escavazione del materiale dovrà avvenire per sbassamenti con pendenza unica, senza la formazione di gradonature, al fine di un ripristino morfologico destinato alla riconduzione all’uso agricolo dell’area, una volta terminata l’escavazione. L’attività di escavazione dovrà essere accompagnata da una attenta gestione della rete di smaltimento delle acque in quanto per la naturale impermeabilità dei terreni oggetto di sfruttamento, il deflusso superficiale assume notevole valenza rispetto all’infiltrazione nel sottosuolo che risulta pressoché nulla. Al fine di ricondurre l’area, al termine della coltivazione, al suo uso originario del suolo (agricolo), particolare attenzione e cura dovrà essere posta nella conservazione del suolo in quanto già allo stato naturale si presenta di limitato spessore e scarsamente evoluto, e per tali motivi di notevole importanza.