Art. 15. Centri e nuclei storici e relativi ambiti di pertinenza

5. Il P.S.I. riconosce la presenza di nuclei o insediamenti, costituiti da un gruppo di edifici contigui o vicini e caratterizzati da un impianto urbanistico formatosi a partire da un edificio matrice, in stretta relazione morfologica, insediativa e funzionale con il contesto rurale, in cui la popolazione non mantiene necessariamente rapporti diretti con l'attività agricola produttiva.

6. Il P.S.I. riconosce ed individua, in relazione ai singoli comuni, i seguenti centri e nuclei storici:

  1. a. Comune di Castellina in Chianti
    1. I. Busona;
    2. II. Cagnano;
    3. III. Campalli;
    4. IV. Casale;
    5. V. C. Frassi;
    6. VI. Castagnoli;
    7. VII. Cignan Bianco;
    8. VIII. Granaio;
    9. IX. Grignanello;
    10. X. Grignano;
    11. XI. Leccia;
    12. XII. Lilliano;
    13. XIII. Piazza;
    14. XIV. Pieve di S. Agnese;
    15. XV. Poggio a Sorbo;
    16. XVI. Pomona;
    17. XVII. Quadrivio Pietrafitta;
    18. XVIII. Querceto;
    19. XIX. Quornia;
    20. XX. Rencine
    21. XXI. Ricavo;
    22. XXII. San Leonino Pieve;
    23. XXIII. San Quirico;
    24. XXIV. Santadame Capraie;
    25. XXV. S. Maria a Grignano;
    26. XXVI. Sicelle;
    27. XXVII Topina;
    28. XXVIII Torre;
    29. XXIX. Tregole;
    30. XXX. Vegi.
  2. b. Comune di Radda in Chianti
    1. I. Albola;
    2. II. Campomaggio;
    3. III. Castelvecchi;
    4. IV. Colle Petroso;
    5. V. Monteraponi;
    6. VI. Monterinaldi;
    7. VII. Palagio;
    8. VIII. Pian d'Albola;
    9. IX. San Fedele;
    10. X. Villa Pesanella.

7. Il P.S.I. riconosce gli ambiti di pertinenza dei centri e nuclei storici quali aree ad elevato valore paesaggistico il cui assetto concorre alla valorizzazione dei centri e dei nuclei storici di cui costituiscono il contesto.

8. Gli ambiti di pertinenza dei centri e nuclei storici individuati concorrono alla valorizzazione dei degli insediamenti e sono di seguito elencati per comune di appartenenza:

  1. a. Comune di Castellina in Chianti, ambito di pertinenza di:
    1. I. Busona;
    2. II. Cagnano;
    3. III. Campalli;
    4. IV. Casale;
    5. V. Castagnoli;
    6. VI. Cignan Bianco;
    7. VII. Granaio;
    8. VIII. Grignanello;
    9. IX. Grignano;
    10. X. Leccia;
    11. XI. Lilliano;
    12. XII. Piazza;
    13. XIII. Pieve di S. Agnese;
    14. XIV. Poggio a Sorbo;
    15. XV. Pomona;
    16. XVI. Quadrivio Pietrafitta;
    17. XVII. Querceto;
    18. XVIII. Quornia;
    19. XIX. Rencine
    20. XX. Ricavo;
    21. XXI. San Leonino Pieve;
    22. XXII. San Quirico;
    23. XXIII. Santadame Capraie;
    24. XXIV. S. Maria a Grignano;
    25. XXV. Sicelle;
    26. XXVI. Topina; Torre; Tregole;
    27. XXXI. Vegi;
  2. b. Comune di Radda in Chianti, ambito di pertinenza di:
    1. I. Albola;
    2. II. Campomaggio;
    3. III. Castelvecchi;
    4. IV. Colle Petroso;
    5. V. Monteraponi;
    6. VI. Monterinaldi;
    7. VII. Palagio;
    8. VIII. Pian d'Albola;
    9. IX. San Fedele;
    10. X. Villa Pesanella.

9. Il P.S.I.M. persegue la salvaguardia e valorizzazione dei nuclei storici, anche in relazione ai relativi ambiti di pertinenza, di cui all'art. 23, che svolgono insostituibili funzioni di presidio del territorio. A tal fine i P.O.:

  1. a. provvedono alla ricognizione e la classificazione degli edifici o complessi edilizi di valenza storico-testimoniale;
  2. b. dispongono la tutela e la valorizzazione dei nuclei storici, comprese quelle riferite a singoli edifici e manufatti di valore storico, architettonico o testimoniale;
  3. c. perseguono il rispetto della morfologia insediativa originaria e dei tipi edilizi originari di interesse storico testimoniale in relazione ad eventuali interventi:
    1. I. di trasformazione e di ampliamento;
    2. II. per la realizzazione dei servizi e delle infrastrutture necessarie alle popolazioni residenti.

10. Il P.S.I. assume l'identificazione e la disciplina delle strutture del territorio e delle invarianti strutturali ai fini dell'identificazione degli aspetti di valenza paesaggistica da mantenere e di cui promuovere la riproduzione. In particolare, il P.S.I. riconosce i seguenti caratteri di rilevanza paesaggistica e indica misure conseguenti che i P.O. dovranno recepire e disciplinare specificatamente:

  1. a. valore percettivo: da salvaguardare evitando, in particolare, l'intromissione di elementi tecnologici emergenti o con evidente impatto visuale;
  2. b. intervisibilità tra insediamenti storici, beni culturali e aree limitrofe: da salvaguardare, con particolare riguardo per gli scorci panoramici che, dalle strade e dagli spazi pubblici, investono le componenti storico-culturali del patrimonio territoriale e per le visuali panoramiche che ne consentono visioni di insieme;
  3. c. pratiche agricole: da sostenere soprattutto se orientate verso ordinamenti colturali tradizionali diversificati;
  4. d. sistemazioni idrauliche di impianto storico: da recuperare anche in funzione delle nuove esigenze d'uso;
  5. e. vecchie tessiture territoriali: da recuperare e valorizzare quali riferimenti ambientali e paesaggistici prioritari per i nuovi assetti strutturali e funzionali delle aree;
  6. f. caratteri architettonici: i rifacimenti delle costruzioni esistenti, così come le eventuali nuove costruzioni, devono essere coerenti per tipologia, materiali, consistenza e aspetti cromatici con i caratteri storicizzati del paesaggio;
  7. g. viabilità minore di impianto storico e relativi elementi di corredo: da conservare nei caratteri costruttivi tradizionali, ferma restando, in presenza di inderogabili esigenze tecniche e funzionali, la possibilità di adeguamenti locali compatibili.

11. I P.O. verificheranno il perimetro degli ambiti di pertinenza dei centri e dei nuclei storici, adeguandolo localmente, se del caso, alla presenza di segni riconoscibili sul territorio, senza che ciò costituisca variante al P.S.I..