Art. 17 Invariante Strutturale idro-geomorfologica del patrimonio territoriale

1. Il Piano Strutturale Intercomunale definisce le regole di tutela e disciplina della Invariante Strutturale idrogeomorfologica del patrimonio territoriale come individuata nella Tav. STA1 - Invariante Strutturale idrogeomorfologica, in coerenza ed in applicazione della disciplina del PIT con valore di Piano Paesaggistico. In particolare, all'art. 8 della Disciplina del Territorio, indica le seguenti azioni, distinte per ciascun sistema morfogenetico, da declinare nei successivi atti di governo del territorio:

  1. a. Sistema delle colline a bassa permeabilità:
    • - evitare interventi di trasformazione e di recupero che comportino alterazioni del deflusso superficiale e della stabilità dei versanti, al fine della prevenzione del rischio geomorfologico;
    • - favorire interventi di recupero delle opere di sistemazione idraulico-agraria, con particolare riferimento alle aree caratterizzate da abbandono rurale.
  2. b. Sistema delle colline a media permeabilità:
    • - limitare gli interventi che riducono l'infiltrazione dell'acqua, in particolare l'impermeabilizzazione del suolo, e che comportano la riduzione prolungata della copertura forestale;
    • - evitare che la viabilità minore destabilizzi i versanti;
  3. c. Sistema delle colline calcaree ad alta permeabilità:
    • - conservare i caratteri geomorfologici del sistema che sostiene paesaggi di elevata naturalità e valore paesaggistico, sia epigei che ipogei;
    • - salvaguardare i caratteri qualitativi e quantitativi delle risorse idriche, limitando l'impermeabilizzazione del suolo e l'espansione degli insediamenti.
  4. d. Sistema delle colline morbide su argille a bassa permeabilità:
    • - evitare interventi di trasformazione e di recupero che comportino aumento della velocità di deflusso delle acque superficiali con conseguente aumento dell'azione erosiva in terreni (argille) caratterizzati da fenomeni erosivi areali anche intensi;
    • - favorire tecniche di impianto e gestione delle colture indirizzate alla prevenzione dell'erosione del suolo e dell'aumento dei deflussi superficiali.
  5. e. Sistema delle colline morbide su depositi ad alta permeabilità:
    • - coniugare l'attitudine all'attività agricola con la protezione del suolo e delle falde acquifere;
    • - favorire tecniche di impianto e gestione delle colture indirizzate alla prevenzione dell'erosione del suolo e dell'aumento dei deflussi superficiali.
  6. f. Sistema delle montagne e colline a versanti ripidi a medio alta permeabilità:
    • - limitare gli interventi che riducono l'infiltrazione dell'acqua, in particolare l'impermeabilizzazione del suolo, e che comportano la riduzione prolungata della copertura forestale;
    • - evitare gli interventi di trasformazione che comportano aumento del deflusso superficiale e alterazione della stabilità dei versanti al fine della prevenzione del rischio geomorfologico; - evitare che interventi relativi alla viabilità minore destabilizzino i versanti.

2. In coerenza con il Piano Strutturale Intercomunale, il Piano Operativo assicura, per gli aspetti di propria competenza, la tutela delle componenti identitarie del patrimonio territoriale, attraverso regole di gestione che ne favoriscano la qualificazione, la valorizzazione delle potenzialità d'uso e di prestazione, nonché di superamento delle criticità esistenti. In particolare, le disposizioni di cui all'art. 43 commi 2, 3 e 4 (Indirizzi e prescrizioni di tutela, di valorizzazione e riqualificazione paesaggistica del territorio rurale) nonché del Titolo VIII (Condizioni alle trasformazioni), artt. 53, 54 e 55, recepiscono e declinano le azioni di cui al comma 1.

3. Lo studio geologico ed idraulico di supporto al Piano Operativo, al quale si rinvia, definisce le condizioni di fattibilità degli interventi in relazione alle situazioni di fragilità e vulnerabilità del patrimonio territoriale.

4. Il Piano Regionale Cave individua, all'interno del territorio comunale, l'area di giacimento codice 09052023060001- Caparsa, appartenente al comprensorio 58 Sedimentarie Chianti. L'uso individuato attiene ai "Materiali per usi industriali e per costruzioni". Nelle cartografie del PSI sono riportati i perimetri dei giacimenti di cui all'art. 8 comma 2, individuati nell'elaborato PR07 - GIACIMENTI e PR08 ATLANTE DEI GIACIMENTI del PRC che costituiscono invarianti strutturali ai sensi dell'art. 5 della L.R. 65/2014.
L'eventuale attività estrattiva potrà essere autorizzata attraverso specifica variante al PO ai sensi art. 9 L.R. 35/15, previa definizione della ripartizione delle quote di produzione sostenibile tra i comuni del comprensorio, ai sensi della normativa regionale vigente. Nelle more di quanto sopra sono ammessi esclusivamente interventi di sistemazione ambientale.