Art. 46 Articolazione del Territorio

1. Il PUG individua, con perimetro univoco, sia nello "Schema strutturale di assetto del territorio" che nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane":

  • - il Centro Storico di Nonantola,

ed articola la restante parte del territorio urbanizzato del capoluogo e delle frazioni, facendo riferimento a due macro-tipologie di tessuti urbani, individuati tramite univoca rappresentazione cartografica:

  • - tessuti urbani prevalentemente residenziali, presenti nel capoluogo e in tutte le frazioni,
  • - tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari, presenti nel capoluogo e nella frazione di Casette.

2. Sono inoltre individuati:

  • - 4 ambiti di rigenerazione urbana, in corrispondenza del capoluogo, con un perimetro cartografico indicativo, in quanto funzionale esclusivamente a definirne i contenuti, la cui estensione ed il cui effettivo perimetro dovranno più puntualmente essere definiti dai progetti che l'Amministrazione comunale dovrà attivare in attuazione delle specifiche Strategie ad essi associate, anche con il contributo dei privati, ove del caso e ove possibile, mediante Accordi Operativi ai sensi della LR 24/2017. Gli ambiti di rigenerazione urbana potranno inoltre essere oggetto di Concorsi di architettura, in applicazione dell'art. 17 della LR 24/2017, eventualmente anche in forma coordinata fra più ambiti di rigenerazione. Gli ambiti di rigenerazione urbana sono indicati sia nello "Schema strutturale di assetto del territorio" che nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane";
  • - l'Ambito urbano di impianto storico "Borgo della Riviera", in corrispondenza del capoluogo, identificato nella Tavola dei vincoli "Tutele beni culturali, storico-architettonici ed archeologici" e nella Tavola "Edifici ed aree di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale" con il perimetro dell'area soggetta a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004. L'ambito, oggetto di uno strumento urbanistico attuativo approvato con Del. C.C. n. 35 del 17.04.2008 non convenzionato, corrisponde ad un tessuto urbano di antica formazione, presente nelle mappe storiche di inizio Ottocento, caratterizzato da edifici isolati non utilizzati e da una significativa presenza di vegetazione.
  • - le Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi) e le attrezzature/infrastrutture tecnologiche, in corrispondenza del capoluogo, delle frazioni e nel territorio rurale, individuate, ove presenti, con simbologia ideogrammatica, distinte per tipologia e per servizio/attrezzatura, a cui è associato un simbolo ed un colore o una lettera. Le Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi) e le attrezzature/infrastrutture tecnologiche sono indicate nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane";
  • - le aree di verde pubblico esistenti (parchi pubblici), comprese le aree di verde pubblico previste nell'ambito dei comparti oggetto di strumento urbanistico attuativo nei casi in cui le opere a verde siano già state realizzate e cedute all'amministrazione comunale, tutte individuate cartograficamente, al fine di valutarne la consistenza in rapporto all'edificato. Le aree di verde pubblico sono indicate nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane".
  • - i Comparti oggetto di strumento urbanistico attuativo, individuati con simbologia ideogrammatica, così distinti:
  • - con un bordo colorato, che indica lo stato di vigenza degli strumenti urbanistici attuativi e in dettaglio:
  • - con il bordo di colore verde, i comparti con strumento urbanistico attuativo vigente,
  • - con il bordo di colore verde tratteggiato, il comparto con strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica (PIP),
  • - con il bordo di colore arancio, i comparti con strumento urbanistico attuativo in itinere, in attuazione della LR 24/2017,
  • - con il bordo di colore grigio, i comparti con strumento urbanistico attuativo scaduto,
  • - con una coloritura interna sfumata, la destinazione prevalente e in dettaglio:
  • - con il colore arancio sfumato, i comparti con destinazione prevalentemente residenziale,
  • - con il colore viola sfumato, i comparti con destinazione prevalentemente produttiva/commerciale/terziaria.

I comparti oggetto di strumento urbanistico attuativo di cui sopra:

  • - sono indicati sia nello "Schema strutturale di assetto del territorio" che nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane". In quest'ultima tavola è riportato, per ciascun comparto oggetto di strumento urbanistico attuativo, un asterisco in corrispondenza dei comparti convenzionati all'1/1/2018 (entrata in vigore della LR 24/2017 e un numero identificativo che rinvia alla Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina che consente di identificare gli strumenti urbanistici attuativi a cui la presente Disciplina si riferisce e la cui documentazione progettuale ed i relativi atti amministrativi sono depositati presso il Comune di Nonantola. La Tabella, riportata in Appendice alla presente Disciplina, distingue i comparti fra residenziali e produttivi/commerciali/terziari e per stato (vigente, approvato ma non convenzionato, presentato ma non approvato, scaduto);
  • - le localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie, individuate con simbologia ideogrammatica, ricadenti nei tessuti prevalentemente residenziali. Le localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie sono indicate nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane".

3. Il PUG articola le proprie strategie per "luoghi", corrispondenti ad ambiti areali, lineari o puntuali, che comprendono parti variamente distribuite nel territorio, nel capoluogo, nelle frazioni e nel territorio rurale, riconducibili alle connotazioni delle differenti "Città" che sono così articolate:

  • - la Città storica, composta:
  • - dal Centro Storico di Nonantola,
  • - dall'insediamento storico di Borgo della Riviera, fuori dalle mura, soggetto a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004,
  • - dagli edifici di interesse culturale soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, disseminati nel capoluogo, nelle frazioni e nel territorio rurale,
  • - dagli edifici riconosciuti dal PUG di interesse storico-architettonico e/o testimoniale, disseminati nel capoluogo, nelle frazioni e nel territorio rurale;
  • - la Città pubblica, costituita dall'insieme delle infrastrutture stradali e ciclabili che innervano il territorio, dal sistema delle Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi, ERP, ERS, parcheggi pubblici) e dal sistema delle attrezzature e infrastrutture tecnologiche, presenti nel territorio. La città pubblica si intreccia con la Città verde, costituita delle dotazioni di verde pubblico, delle alberature stradali e dagli spazi pubblici con presenza di alberature, delle infrastrutture verdi e blu che interessano il territorio urbanizzato ed il territorio extraurbano, sulla rete dei canali a cielo aperto e interrati;
  • - la Città da riqualificare, costituita da:
  • - i tessuti urbani prevalentemente residenziali compresi entro il perimetro del territorio urbanizzato del capoluogo e delle frazioni, caratterizzati dalla presenza di edifici che necessitano diffusamente di interventi di qualificazione energetica e sismica, costruiti entro lotti di pertinenza di piccola o media dimensione,
  • - i tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziali compresi entro il perimetro del territorio urbanizzato del capoluogo e della frazione di Casette, caratterizzati dalla presenza di edifici che necessitano diffusamente di interventi di qualificazione energetica e sismica, con opere di urbanizzazione (strade e parcheggi) prive di superfici permeabili e di alberature stradali, caratterizzati da lotti per lo più saturi sotto il profilo edificatorio e sostanzialmente privi di superfici permeabili e di verde,
  • - le localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie presenti nei tessuti prevalentemente residenziali del capoluogo e di alcune frazioni, che necessitano di una diffusa qualificazione energetica e sismica,
  • - le dotazioni territoriali che necessitano di una diffusa qualificazione energetica e sismica;
  • - la Città in trasformazione, costituita da:
  • - gli ambiti prevalentemente residenziali o produttivi, pubblici o privati, oggetto di strumento urbanistico attuativo vigente, in corso di attuazione, che necessitano di qualificazione energetica e sismica per la parte edificata precedentemente al 2008 e per i quali, relativamente alla quota di edificabilità da realizzare è necessario introdurre indirizzi normativi finalizzati a mitigare la pericolosità idraulica,
  • - gli ambiti prevalentemente residenziali o produttivi oggetto di strumento urbanistico attuativo in itinere, per i quali è necessario introdurre indirizzi normativi finalizzati a mitigare la pericolosità idraulica,
  • - gli ambiti prevalentemente residenziali oggetto di strumento urbanistico attuativo scaduto, oggetto di ripianificazione, con l'obiettivo di dare risposta alla esigenza di alloggi per le categorie più svantaggiate, in coerenza con gli obiettivi e le strategie del PUG;
  • - la Città da rigenerare, costituita dai 4 ambiti di rigenerazione urbana individuati dal PUG nel capoluogo, per i quali la Strategia indica le azioni da attivare e le politiche di supporto che l'Amministrazione comunale dovrà attivare, al fine di dare loro attuazione;
  • - la Città verde, costituita da aree verdi esistenti in corrispondenza del capoluogo, delle frazioni e del territorio extraurbano:
  • - verde pubblico,
  • - infrastrutture verdi e blu in ambito urbano,
  • - infrastrutture verdi e blu in ambito extraurbano,
  • - infrastrutture verdi (viali alberati o in cui incrementare le alberature stradali),
  • - infrastruttura verde di ingresso al centro abitato di Nonantola,
  • - aree edificate residenziali e lotti liberi in cui potenziare le dotazioni di verde privato,

al fine di migliorare le condizioni di fruizione dell'ambiente urbano e di incrementare il benessere delle persone, riconoscendo ai suoli permeabili e alle aree connotate dalla presenza di vegetazione, sia all'interno che all'esterno del Territorio Urbanizzato, un'importante funzione ecosistemica di regolazione dei cicli naturali e di mitigazione dei rischi e degli effetti causati dai cambiamenti climatici.

Art. 47 Perimetro del Territorio Urbanizzato

1. Il PUG, sulla base degli elementi del Quadro Conoscitivo, individua il Perimetro del Territorio Urbanizzato ai sensi dell'art. 32 della LR 24/201736, con riferimento alla data del 1/01/2018 di entrata in vigore della LR 24/2017. Il perimetro del Territorio Urbanizzato è indicato sia nello "Schema strutturale di assetto del territorio" che nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane".

2. Sono escluse dal perimetro del Territorio Urbanizzato, oltre alle fattispecie di cui all'art. 32, co. 3 della LR 24/2017:

  • - i nuclei e agglomerati edificati di dimensioni e caratteristiche tali da non assurgere al rango di aree urbane,
  • - le aree che, ancorché oggetto di convenzioni urbanistiche attuative già stipulate alla data di entrata in vigore della LR 24/2017, interessano contesti rurali privi di continuità con l'agglomerato urbano e risultano totalmente libere da opere di urbanizzazione e da edificazione.

36. Ai sensi dei co. 2 e 3 dell’art. 32 della LR 24/2017, il PTU comprende:

  • a) le aree edificate con continuità a prevalente destinazione residenziale, produttiva, commerciale, direzionale e di servizio, turistico ricettiva, le dotazioni territoriali, le infrastrutture, le attrezzature e i servizi pubblici comunque denominati, i parchi urbani nonché i lotti e gli spazi inedificati dotati di infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti;
  • b) le aree per le quali siano stati rilasciati o presentati titoli abilitativi edilizi per nuove costruzioni o siano state stipulate convenzioni urbanistiche attuative;
  • c) i singoli lotti di completamento individuati dal piano vigente alla data di entrata in vigore della presente legge e collocati all'interno delle aree edificate con continuità o contermini alle stesse;
  • d) i lotti residui non edificati, dotati di infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti in quanto facenti parte di un piano urbanistico attuativo, comunque denominato, attuato o in corso di completamento;

non ne fanno viceversa parte e conseguentemente non sono stati inclusi/e:

  • a) le aree rurali, comprese quelle intercluse tra più aree urbanizzate aventi anche un'elevata contiguità insediativa;
  • b) l'edificato sparso o discontinuo, collocato lungo la viabilità e le relative aree di pertinenza e di completamento;
  • c) le aree permeabili collocate all'interno delle aree edificate con continuità che non siano dotate di infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti;
  • d) le aree di pertinenza delle infrastrutture per la mobilità, collocate al di fuori delle aree edificate con continuità.”

Art. 48 Contenimento del consumo di suolo

1. Il PUG assume l'obiettivo del contenimento del consumo di suolo.

2. Non è consentito il consumo di suolo se non entro la Superficie Territoriale massima di 105.935 mq, corrispondente al 3% in valore assoluto, della superficie perimetrata come Territorio Urbanizzato di cui al precedenteArt. 47 e comunque esclusivamente per la realizzazione di:

  • a) opere pubbliche o di interesse pubblico di livello comunale, comprese le dotazioni territoriali e l'ERS,
  • b) insediamenti strategici,
  • c) nuove edificazioni residenziali che siano necessarie per attivare interventi di riuso e rigenerazione di aree già residenziali oppure per realizzare interventi di edilizia residenziale sociale.

3. La misura del consumo di suolo realizzata in base al comma precedente è periodicamente aggiornata dal Comune ed inserita tra i parametri del monitoraggio della Valsat di cui all' art. 18, co. 7 della LR 24/2017.

4. Previa valutazione che non sussistano ragionevoli alternative localizzative, possono essere realizzati senza essere computati nella superficie massima di cui al comma precedente, gli interventi elencati all'art. 6, co. 5, della LR 24/201737..

5. Nei casi di alla lett. c) del precedente co. 2, le relazioni economico-finanziarie di cui all'art. 38, co. 3, lett. c) della LR 24/2017 devono espressamente dimostrare che il suolo è consumato nella misura strettamente necessaria a consentire l'attivazione degli interventi di riuso e rigenerazione, ovvero che la quantità di edilizia libera è quella strettamente indispensabile ad assicurare la fattibilità economica-finanziaria dell'intervento. In ogni caso di nuovo consumo del suolo, la Valsat deve specificamente analizzare l'assenza di ragionevoli alternative localizzative.

6. Sono ammessi gli interventi di consumo del suolo che siano compensati da interventi di effettiva desigillazione attraverso la rimozione del materiale impermeabile e la collocazione di equipaggiamento verde in misura tale da assicurare un miglioramento complessivo delle prestazioni ecosistemiche. Ove, per straordinarie motivazioni, non risulti possibile realizzare gli interventi di desigillazione in un momento anteriore a quello del consumo di suolo, il Comune non potrà rilasciare il relativo titolo edificatorio in assenza di un'apposita garanzia, a prima richiesta, che funga da clausola penale commisurata all'eventuale perdita di capacità ecosistemica.

37. Ai sensi del co. 5 dell’art. 6 della LR 24/2017, possono realizzarsi, senza essere computate nella quota massima di consumo di suolo: “a) di opere pubbliche di rilievo sovracomunale e di opere qualificate dalla normativa vigente di interesse pubblico; b) di interventi di ampliamento e ristrutturazione di fabbricati adibiti all'esercizio di impresa ovvero di interventi di nuova costruzione di fabbricati o altri manufatti necessari per lo sviluppo e la trasformazione di attività già insediate, nell'area di pertinenza delle stesse, in lotti contigui o circostanti, ovvero in aree collocate in prossimità delle medesime attività, ad esclusione degli interventi che comportino la trasformazione di un esercizio commerciale in una struttura di vendita o insediamento commerciale di rilievo sovracomunale; c) di nuovi insediamenti produttivi di interesse strategico regionale che siano oggetto di accordi per l'insediamento e lo sviluppo, di cui all' articolo 7 della legge regionale 18 luglio 2014, n. 14 (Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna) o che presentino i requisiti di cui all' articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 14 del 2014 come specificati con apposita deliberazione dell'Assemblea legislativa, su proposta della Giunta regionale; d) di rilevanti insediamenti produttivi individuati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 12 settembre 2016, n. 194 (Regolamento recante norme per la semplificazione e l'accelerazione dei procedimenti amministrativi, a norma dell' articolo 4 della legge 7 agosto 2015, n. 124); e) di parchi urbani ed altre dotazioni ecologico ambientali; f) di fabbricati nel territorio rurale funzionali all'esercizio delle imprese agricole; g) di interventi per il parziale recupero della superficie di edifici non più funzionali all'attività agricola, demoliti ai sensi dell'articolo 36, comma 5, lettera e)”.

Art. 49 Centro Storico di Nonantola

1. Definizione

Il Centro Storico di Nonantola è costituito dal tessuto urbano di antica formazione, che ha mantenuto la riconoscibilità della struttura insediativa e della stratificazione del processo della sua formazione, dominato dalla presenza dell'antica Abbazia Nonantolana e dagli edifici contermini di valore storico-architettonico, oltre che dalla Torre dei Modenesi e dalla Torre dei Bolognesi. Il Centro Storico è costituito dal patrimonio edilizio monumentale, dal patrimonio edilizio, sia di impianto storico che di epoca recente, dalla rete viaria e dagli spazi inedificati.

Il perimetro del Centro Storico è indicato sia nello "Schema strutturale di assetto del territorio" che nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane".

2. Disciplina

In considerazione dell'unicità e strategicità del Centro Storico ai fini di migliorare l'attrattività di Nonantola:

  • - è vietato modificare i caratteri che connotano la trama viaria ed edilizia, nonché i manufatti anche isolati che costituiscono testimonianza storica o culturale e fattori identitari della comunità locale,
  • - sono escluse rilevanti modificazioni alle destinazioni d'uso in atto, in particolare di quelle residenziali, artigianali e di commercio di vicinato,
  • - non possono essere edificate le aree inedificate e le aree e gli spazi rimasti liberi destinati ad usi urbani collettivi nonché quelli di pertinenza degli edifici, con esplicita finalità anche di conservazione di suolo permeabile e per la piantumazione di alberature,
  • - gli interventi edilizi devono garantire la leggibilità del tessuto edificato secondo l'impianto storico originario,
  • - per gli edifici soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 o classificati dal PUG come edifici di interesse storico-architettonico, sono ammessi interventi di tipo conservativo, in applicazione delle categorie di intervento assegnate ai singoli edifici,
  • - negli edifici soggetti a Restauro e risanamento conservativo (RC), è ammissibile che in presenza di superfetazioni da eliminare, in quanto incongrue rispetto all'impianto originario, queste vengano demolite ma, qualora siano legittimamente edificate, sia possibile recuperarne la superficie in un nuovo corpo di fabbrica, separato rispetto all'edificio soggetto a tutela, anche accorpando più superfetazioni presenti nella stessa area,
  • - è sempre ammessa la demolizione di corpi incongrui e di superfetazioni,
  • - negli spazi pubblici del Centro Storico sono ammesse, sulla base di un progetto coordinato che ne definisca criteri uniformi, attrezzature di arredo temporanee a servizio delle attività di ristorazione e dei pubblici esercizi per favorire la sosta ed il ristoro. Per gli esercizi che già dispongono di attrezzature di arredo (dehors) temporanee, è ammessa la loro permanenza sino alla scadenza dell'autorizzazione e comunque non oltre due anni dall'entrata in vigore del PUG, al termine della quale questi dovranno adeguarsi alle previsioni del progetto coordinato di cui sopra.

3. Usi ammessi

Per gli edifici esistenti nel Centro Storico di Nonantola, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione può essere modificata, compatibilmente con l'impianto tipologico qualora l'edificio sia soggetto a tutela, verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali di seguito elencate:

a) resedienziale
U.1 Residenza
b) turistico ricettiva:
U.2 Attività ricettive
U.3b Residenza collettiva privata
c) produttivo:
U.13a Artigianato di servizio ai beni e alle persone
U.13b Piccole officine e laboratori artigianali, limitatamente all'uso: laboratori artigianali
d) direzionale:
U.10b Locali per lo spettacolo (privati) (se compatibili con le caratteristiche tipologiche degli edifici e previa verifica della compatibilità acustica)
U.11 Piccoli uffici e studi professionali
U.12 Attività terziarie e direzionali (se compatibili con le caratteristiche tipologiche degli edifici)
U.23b Attrezzature private per l'istruzione e la formazione
U.28b Attrezzature socio-sanitarie private (se compatibili con le caratteristiche tipologiche degli edifici)
e) commerciale:
U.4 Esercizi commerciali di vicinato
U.7 Pubblici esercizi
g) dotazioni di servizio e infrastrutture:
U.3a Residenza collettiva pubblica
U.10a Locali per lo spettacolo (pubblici) (se compatibili con le caratteristiche tipologiche degli edifici e previa verifica della compatibilità acustica)
U.20 Servizi e attrezzature di interesse comune
U.23a Attrezzature pubbliche per l'istruzione
U.24 Attrezzature politico-amministrative e sedi istituzionali
U.28a Attrezzature socio-sanitarie pubbliche
U.29 Attrezzature culturali

Per gli edifici di interesse storico-architettonico, l'ammissibilità delle destinazioni d'uso proposte in sede di progetto dovrà essere verificata in relazione al rispetto dell'impianto tipologico originario. Nel corso dell'istruttoria, il responsabile del procedimento acquisirà quindi il parere della "Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio" allo scopo di verificare che le destinazioni previste non comportino significative alterazioni dell'impianto tipologico originario.

Per le modifiche di destinazione d'uso negli edifici esistenti nel Centro Storico di Nonantola si dovrà fare riferimento ai seguenti criteri:

  • a) per gli edifici, o parti di essi, con originaria funzione abitativa non sono ammessi cambi di destinazione d'uso, con eccezione per il cambio d'uso verso attività ricettive, nel rispetto delle caratteristiche tipologiche dell'edificio, qualora di interesse storico-architettonico e con le eccezioni relative al primo piano di cui al successivo punto f),
  • b) per gli edifici, o parti di essi, con funzione originaria diversa da quella abitativa, potranno essere ammesse le destinazioni d'uso comprese fra quelle sopra elencate, purché il loro inserimento, qualora l'edificio presenti di interesse storico-architettonico, non comporti una alterazione dell'impianto tipologico originario dell'edificio,
  • c) il cambio d'uso verso usi residenziali è sempre ammesso, con la sola eccezione del piano terra, la cui destinazione residenziale potrà essere ammessa solo nel caso di fabbricati con aree di pertinenza asservite,
  • d) sono ammessi mutamenti di destinazioni d'uso da "commerciale" a "direzionale" solo nell'ambito di Progetti di Valorizzazione Commerciale (PVC) di cui all'art. 8 della legge regionale 5 luglio 1999, n. 14,
  • e) sono ammessi mutamenti di destinazioni d'uso in favore di attività commerciali solo al piano terra e al primo piano degli edifici,
  • f) con riferimento al primo piano degli edifici è ammessa la possibilità di insediare i seguenti usi indicati dalla tabella di cui sopra: U.1, U2, U3a, U3b, U11, U12, U.20, U23a, U23b, U.24, U.28a, U28b, U.29 purché il loro inserimento, qualora l'edificio presenti di interesse storico-architettonico, non comporti una alterazione dell'impianto tipologico originario.

I primi piani con altezza inferiore a m 2.70 possono essere recuperati per usi integrati con quelli del piano terra, quale espansione degli spazi sottostanti.

I laboratori per artigianato di servizio non devono presentare caratteri di insalubrità o molestia.

Per le unità edilizie con destinazioni d'uso difformi da quelle sopra indicate sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS), di restauro scientifico (RS) e di restauro e risanamento conservativo (RC). Non sono ammesse demolizioni a meno che non riguardino superfetazioni o edifici incongrui con il tessuto urbano storico.

4. Parametri urbanistici ed edilizi

Centro Storico di Nonantola:
SM Superficie minima di intervento = SF (Superficie fondiaria)
RIE Indice di Riduzione dell'Impatto Edilizio (da applicare nel caso di edifici non soggetti a tutela con aree di pertinenza private) =
  • - RIE ≥ 4 per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) di edifici esistenti,
  • - RIE ≥ 2,5 per gli interventi di ampliamento (AM) di edifici esistenti, con riferimento al sedime del fabbricato esistente,
  • - RIE_P (RIE di progetto) ≥ RIE_F (RIE di stato di fatto): per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
Ip Indice di Permeabilità (da applicare nel caso di edifici non soggetti a tutela con aree di pertinenza private) = non inferiore all'Ip esistente
SU Superficie Utile (da applicare nel caso di edifici soggetti a tutela e di edifici non soggetti a tutela privi di aree di pertinenza private) = SU massima ricavabile nell'ambito della sagoma dell'edificio esistente alla data di adozione del PUG. Nel caso di recupero ad usi abitativi potranno essere rifunzionalizzati a tali fini anche locali originariamente non destinati ad usi abitativi. Non sono ammessi ampliamenti.
R Rapporto fra SU e SA (da applicare nel caso di intervento edilizio esteso all'intero edificio) = Per gli usi residenziali, dovrà essere garantito il reperimento di una SA minima pari al 20% della SU.
H Altezza massima (n. piani compreso il PT) = Esistente.
VL Visuale libera = Esistente. Per gli interventi che prevedano una modifica della configurazione planimetrica e/o altimetrica: VL non inferiore a 0,5
Dc Distanza dai confini di proprietà = Esistente Per gli interventi che prevedano una modifica della configurazione planimetrica, la distanza non potrà essere inferiore a quella esistente o a 5 metri. Per le strutture che sostengono il verde rampicante di ombreggiamento dei parcheggi, non è imposta una distanza minima dai confini di proprietà.
De Distanze tra edifici = Esistente Per gli interventi che prevedano una modifica della configurazione planimetrica: 10 m tra pareti finestrate e comunque nel rispetto della legislazione vigente
Ds Distanza dalle strade = Esistente. Per gli interventi che prevedano una modifica della configurazione planimetrica, qualora non possa determinarsi un allineamento prevalente, è ammessa una distanza diversa da quella preesistente ma non inferiore a 5 m.
PU Parcheggi di urbanizzazione = Richiesti solo per gli interventi relativi agli edifici non soggetti a tutela dal PUG, attestati sui viali che circondano il Centro Storico: 30 mq/100 mq SU (superficie minima dei posti auto come da Codice della Strada) da realizzare con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante, monetizzabili, anche in parte, nei casi in cui non vi siano le condizioni spaziali per realizzarli in loco.
Pp Parcheggi di pertinenza = Richiesti solo per gli interventi relativi agli edifici non soggetti a tutela dal PUG, attestati sui viali che circondano il Centro Storico: 1 posto auto coperto per alloggio (superficie minima 2,70 x 5,20 m). Qualora non sia possibile ricavarli al coperto, i posti auto dovranno essere ricavati all'aperto, nell'area di pertinenza, con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.

5. Prescrizioni particolari

    • - Con riferimento alle antiche mura trecentesche dell'impianto originario del Centro Storico di Nonantola, ancorchè inglobate nelle costruzioni edificate sul loro sedime e, in particolare, al tratto potenzialmente rintracciabile in loco, la cui posizione è schematicamente indicata nella Tavola "Edifici ed aree di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale", gli interventi sugli edifici interessati o lambiti dal tracciato delle antiche mura, soggette a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, sono subordinati al preventivo nulla-osta da parte della competente "Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara" ed al rispetto delle prescrizioni da questa dettate anche relativamente ai sondaggi archeologici preliminari obbligatori e ai controlli archeologici in corso d'opera, da svolgere in accordo e coordinamento con la competente Soprintendenza. I controlli devono essere effettuati a cura di un archeologo specializzato in archeologia medievale, con profilo professionale di archeologo dotato dei requisiti di cui al D.M. 244 20/05/2019, che dovrà redigere una adeguata relazione conclusiva sui controlli svolti da consegnarsi alla competente Soprintendenza.
    • - Per gli interventi sugli edifici del Centro Storico si prescrive l'uso di:
      • - paramenti murari intonacati e tinteggiati con colori a calce o silicati, nei colori tipici dell'edilizia storica tradizionale,
      • - manti di copertura in coppi,
      • - infissi e scuretti in legno con colori e disegno coerenti con la tradizione edilizia storica locale,
      • - recinzioni e chiusure perimetrali realizzate con caratteristiche coerenti con le tipologie tipiche dell'edilizia storica tradizionale.
    • - Gli interventi di recupero delle superfetazioni, ove ammessi, devono garantire un armonico inserimento del corpo di fabbrica nel tessuto edilizio circostante, proponendo materiali e forme coerenti con i modelli compositivi tradizionali.
    • - Non &egrave ammesso l'abbattimento degli alberi esistenti nel Centro Storico, se non per comprovati motivi fito-sanitari o di pubblica sicurezza, ovvero per motivazioni disciplinate dal Regolamento del Verde, sulla base di una specifica documentazione, redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali. Gli alberi abbattuti devono essere ripristinati nell'area di intervento, eventualmente utilizzando alberi di specie diverse, da scegliere in base al Regolamento del Verde.
    • - Nell'ambito del Centro storico, le trasformazioni delle aree e degli spazi inedificati o degli spazi storicamente adibiti a giardino devono essere volte alla conservazione delle destinazioni originaria e al ripristino dell'impianto dei giardini facendo riferimento alla documentazione storica e fotografica esistente.
    • - In presenza di giardini di impianto storico, dovră essere mantenuto l'impianto originario e dovranno essere preservati gli eventuali manufatti presenti quali pozzi, forni, pilastri d'ingresso e murature di recinzione, prevedendone il recupero senza alterazione delle forme e dei materiali originali.

Art. 50 Ambito urbano di impianto storico "Borgo della Riviera"

1. Definizione

      L'ambito urbano storico di Borgo della Riviera, soggetto a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, identificato nella Tavola del PUG "Edifici ed aree di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale" e nelle relative Schede di classificazione con i nn. 101, 102, 103, 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 112, è costituito da un tessuto urbano di antica formazione, composto da edifici isolati, presenti nelle mappe storiche di inizio Ottocento del territorio comunale.

2. Disciplina

      L'ambito è stato oggetto di uno strumento urbanistico attuativo approvato con Del. C.C. n. 35 del 17.04.2008 non convenzionato. In assenza del convenzionamento, in considerazione delle caratteristiche dell'ambito urbano di impianto storico di Borgo della Riviera soggetto a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004:
  1. - non possono essere edificate le aree inedificate e le aree di pertinenza degli edifici, con esplicita finalità anche di conservazione di suolo permeabile e per la piantumazione di alberature,
  2. - gli interventi edilizi devono garantire la leggibilità dell'impianto storico originario,
  3. - per gli edifici esistenti soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, sono ammessi esclusivamente interventi di tipo conservativo, che dovranno essere autorizzati dalla competente Soprintendenza,
  4. - in presenza di superfetazioni incongrue rispetto all'impianto originario degli edifici, qualora siano legittimamente edificate, dovrà essere valutati, in accordo con la competente Soprintendenza, la possibilità di recuperarne la superficie in un nuovo corpo di fabbrica, separato rispetto all'edificio soggetto a tutela, anche accorpando più superfetazioni presenti nella stessa area,

3. Usi ammessi

  1. In assenza del convenzionamento, per gli edifici esistenti, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione può essere modificata, compatibilmente con l'impianto tipologico originario, verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali di seguito elencate, che dovranno comunque essere autorizzati dalla competente Soprintendenza:

a) residenziale:
U.1 Residenza
b) turistico ricettiva:
U.2 Attività ricettive
U.3b Residenza collettiva privata
d) direzionale:
U.11 Piccoli uffici e studi professionali
U.12 Attività terziarie e direzionali (se compatibili con le caratteristiche tipologiche degli edifici)
U.23b Attrezzature private per l'istruzione e la formazione
U.28b Attrezzature socio-sanitarie private (se compatibili con le caratteristiche tipologiche degli edifici)
g) dotazioni di servizio e infrastrutture:
U.3a Residenza collettiva pubblica
U.20 Servizi e attrezzature di interesse comune
U.23a Attrezzature pubbliche per l'istruzione
U.24 Attrezzature politico-amministrative e sedi istituzionali
U.28a Attrezzature socio-sanitarie pubbliche
U.29 Attrezzature culturali

4. Parametri urbanistici ed edilizi

    In assenza del convenzionamento, nell'ambito urbano di impianto storico di Borgo della Riviera:
SM Superficie minima di intervento = SF (Superficie fondiaria)
SU Superficie Utile = SU massima ricavabile nell'ambito della sagoma dell'edificio esistente alla data di adozione del PUG. Nel caso di recupero ad usi abitativi potranno essere rifunzionalizzati a tali fini anche locali originariamente non destinati ad usi abitativi.
R Rapporto fra SU e SA (da applicare nel caso di intervento edilizio esteso all'intero edificio) = Per gli usi residenziali, dovrà essere garantito il reperimento di una SA minima pari al 20% della SU.
RIE Indice di Riduzione dell'Impatto Edilizio = RIE_P (RIE di progetto) ≥ RIE_F (RIE di stato di fatto)
Ip Indice di Permeabilità = Non inferiore all'Ip esistente
Rc Rapporto di copertura = Esistente Nel rispetto del RIE e delle alberature esistenti, potrà essere valutata con la competente Soprintendenza la possibilità di realizzare piccoli edifici con funzione di superficie di servizio alle abitazioni per autorimesse e cantine.
H Altezza massima (n. piani compreso il PT) = Esistente
VL Visuale libera = Esistente
Dc Distanza dai confini di proprietà = Esistente Per le strutture che sostengono il verde rampicante di ombreggiamento dei parcheggi, non è imposta una distanza minima dai confini di proprietà.
De Distanze tra edifici = Esistente Per le distanze fra gli edifici esistenti ed eventuali nuovi edifici di servizio, qualora ammessi: 10 m tra pareti finestrate e comunque nel rispetto della legislazione vigente
Ds Distanza dalle strade = Esistente
PU Parcheggi di urbanizzazione = 30 mq/100 mq SU obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante, monetizzabili, anche in parte, nei casi in cui non vi siano le condizioni spaziali per realizzarli in loco. Superficie minima dei posti auto come da Codice della Strada, da realizzare con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.
Pp Parcheggi di pertinenza = 1 posto auto per alloggio da ricavare al coperto (superficie minima 2,70 x 5,20 m), nei casi in cui ciò sia compatibile con il vincolo di tutela. Qualora non sia possibile ricavarli al coperto, i posti auto dovranno essere ricavati all'aperto, nell'area di pertinenza, con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.

5. Prescrizioni particolari

Per il recupero degli edifici esistenti nell'ambito urbano di impianto storico di Borgo della Riviera si prescrive l'uso di:

  • - paramenti murari intonacati e tinteggiati con colori a calce o silicati, nei colori tipici dell'edilizia storica tradizionale,
  • - manti di copertura in coppi,
  • - infissi e scuretti in legno con colori e disegno coerenti con la tradizione edilizia storica locale,
  • - recinzioni e chiusure perimetrali realizzate con caratteristiche coerenti con le tipologie tipiche dell'edilizia storica tradizionale.

L'ambito dovrà essere oggetto di un'analisi delle caratteristiche della vegetazione esistente allo scopo di valutare le condizioni delle alberature e in generale della vegetazione presente nell'area, redatto a cura di un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali, al fine di salvaguardare le alberature di pregio, eliminare la vegetazione infestante e definire un assetto progettuale delle aree a verde compatibile con il vincolo di tutela. In assenza di tale elaborazione, non è ammesso l'abbattimento degli alberi esistenti, se non per comprovati motivi fito-sanitari o di pubblica sicurezza, risultanti da una Relazione tecnica redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali, con riferimento a casistiche che devono essere oggetto di disciplina da parte del Regolamento del Verde. Gli alberi abbattuti devono essere ripristinati nell'ambito del borgo, eventualmente utilizzando alberi di specie diverse, da scegliere in base al Regolamento del Verde.

In presenza di tracce di giardini di impianto storico, dovranno essere preservati gli eventuali manufatti presenti quali pozzi, forni, pilastri d'ingresso e murature di recinzione, prevedendone il recupero senza alterazione delle forme e dei materiali originali.

Art. 51 Edifici ed aree soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004

1. Gli edifici e le relative aree di pertinenza soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 sono indicati:

  • - nelle tavole del PUG:
  • - Tavola dei Vincoli "Tutele beni culturali, storico-architettonici ed archeologici",
  • - "Classificazione edifici di interesse culturale e storico-architettonico del Centro Storico di Nonantola",
  • - "Edifici ed aree di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale"
  • - nelle relative Schede "Classificazione edifici di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale" del PUG.

2. Sono soggetti a tutela ai sensi dell'art. 10 comma 1 del D.Lgs. 42/2004 anche i beni culturali pubblici che presentano interesse storico-artistico (vincolo ope legis) appartenenti allo Stato, alle Regioni, agli altri enti pubblici e ad ogni altro ente e istituto pubblico, ivi compresi gli enti ecclesiastici.

3. La ricognizione degli "Edifici ed aree di pertinenza soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004" e degli "Edifici ed aree soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 - ope legis", rappresentata negli elaborati richiamati al precedente comma 1, non è da considerarsi esaustiva, poiché il riconoscimento dell'interesse storico-architettonico-artistico dei beni viene costantemente aggiornato dal Ministero competente.38

4. Gli interventi ammessi sugli edifici ed aree di pertinenza soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 sono definiti dalla competente "Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia", ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. 42/2004.

5. Gli interventi sugli edifici di cui al presente articolo si attuano per intervento diretto.

6. Per gli edifici esistenti soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, nei limiti definiti dall'art. 20, co. 1, dello stesso Decreto, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione potrà essere modificata, compatibilmente con il vincolo di tutela, in accordo con la competente Soprintendenza.

7. Ove la competente Soprintendenza revocasse il vincolo di tutela sull'immobile, l'Amministrazione comunale dovrà verificare le condizioni per il riconoscimento dell'interesse storico-architettonico, al fine di attribuire una specifica categoria di intervento. Ai fini cautelativi, sino alla conclusione della verifica in parola, sull'immobile saranno ammessi solamente interventi edilizi di restauro e risanamento conservativo (RC).

38. Per maggiori informazioni visita il sito web https://www.patrimonioculturale-er.it/webgis/ dove è possibile visualizzare la mappa dei beni culturali tutelati e le relative informazioni messe a disposizione dal Segretariato Regionale per l’Emilia-Romagna del MiC. Nel sito sono presenti i beni architettonici ed archeologici tutelati da uno specifico provvedimento (decreti, notifiche…) di cui sia stato possibile rintracciare l’ubicazione e una parte del patrimonio tutelato ope legis. Il sito è in continua crescita e aggiornamento.

Art. 52 Edifici di interesse storico-architettonico e/o testimoniale (RS e RC)

1. Il PUG individua gli edifici di interesse storico-architettonico e/o testimoniale nella tavola del PUG "Edifici ed aree di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale".

  • - nelle Schede del PUG:
  • - "Classificazione edifici di interesse culturale, storico-architettonico del Centro Storico di Nonantola"
  • - "Classificazione edifici di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale"

che riportano la classificazione degli edifici, ai fini dell'applicazione della presente Disciplina.

2. Le presenti disposizioni sono finalizzate alla tutela degli edifici e dei manufatti che rivestono interesse storico-architettonico e testimoniale e che sono stati riconosciuti meritevoli di tutela, non soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

3. Gli interventi sugli edifici e manufatti di interesse storico-architettonico e testimoniale sono attuabili con riferimento alle seguenti categorie di intervento:

  • - RS - Restauro scientifico,
  • - RC - Restauro e risanamento conservativo.

Il PUG provvede a dettare la disciplina urbanistica per le due categorie di intervento sopra indicate, declinando le norme di intervento in relazione alle diverse tipologie architettoniche, al fine di salvaguardare le caratteristiche architettoniche degli edifici e le relazioni con il contesto urbanistico interessato.

4. Il PUG dispone che:

  • - gli edifici di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico e artistico, rappresentati, nel caso di Nonantola, da quattro oratori di cui uno con canonica e da una ex-ghiacciaia, non già soggetti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, siano assoggettati ad interventi di restauro scientifico (RS). Per tali edifici, gli interventi devono prevedere:
    • a. il restauro architettonico, la conservazione dei fronti esterni ed interni e il restauro degli ambienti interni, con ricostruzione filologica delle parti dell'edificio eventualmente crollate o demolite, il restauro degli elementi artistico-decorativi (affreschi, dipinti, cornici, cornicioni, riquadrature delle finestre, ecc.) eventualmente presenti, sia all'interno che all'esterno dell'edificio, la conservazione e il ripristino delle aree di pertinenza;
    • b. il consolidamento, con sostituzione delle parti non recuperabili, senza modificare la posizione, i materiali, i colori o la quota degli elementi strutturali quali murature portanti sia interne che esterne, solai e volte, scale, tetto, con obbligo di ripristino del manto di copertura originale;
    • c. l'eliminazione delle eventuali superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario dell'edificio.

    E' ammesso l'inserimento degli impianti tecnologici ed igienico-sanitari essenziali, nel rispetto delle norme di cui ai punti precedenti, con particolare cautela per la collocazione di impianti impattanti, quali antenne paraboliche e condizionatori, la cui posizione dovrà essere attentamente valutata allo scopo di evitare che restino a vista.

I progetti di restauro scientifico (RS) devono essere redatti sulla base di una accurata analisi storico-critica dell'immobile interessato dall'intervento che, nel caso della ex-ghiacciaia, potrà consentire di valutarne le caratteristiche e le possibilità di recupero.

La sistemazione delle aree di pertinenza degli immobili soggetti a restauro scientifico (RS) deve essere rivolta a mantenere e/o ripristinare la configurazione originaria di impianto, soprattutto nel caso degli oratori facenti parte di corti o di complessi architettonici che comprendono altri edifici di interesse storico-architettonico;

  • - gli edifici che rivestono interesse sotto il profilo storico-architettonico e tipologico, sia in ambito urbano che rurale, siano assoggettati ad interventi di restauro e risanamento conservativo (RC). In relazione alle diverse tipologie architettoniche degli edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo (RC) e alla particolare rilevanza nel contesto urbanistico che li ospita, il PUG detta prescrizioni specifiche per le diverse tipologie architettoniche rappresentate nella cartografia e nelle schede di classificazione, nel modo seguente:
  • - con la sigla RCA, le ville di notevole interesse storico-architettonico, le case padronali e gli edifici civili di particolare interesse storico-architettonico e artistico;
  • - con la sigla RCB, i villini urbani e gli edifici civili e gli edifici rurali di interesse storico-architettonico;
  • - con la sigla RCC, gli edifici civili e rurali di interesse storico-architettonico-testimoniale, compresi gli edifici specialistici e i fabbricati connessi a originarie funzioni produttive agricole e non agricole, ecc.

La consistenza e diffusione degli edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo (RC), articolati nelle tre categorie RCA, RCB, RCC, sopra richiamate, necessitano di una trattazione dettagliata, che viene declinata nei successivi art. 53, 54, 55, 56.

5. La destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione potrà essere modificata, compatibilmente con il vincolo di tutela, per usi compatibili con l'ambito urbano entro cui ricadono o con il territorio rurale.

6. Gli usi ammessi negli edifici di interesse storico-architettonico e testimoniale sono quelli previsti per l'ambito territoriale (Territorio urbanizzato e Territorio rurale) in cui essi ricadono, compatibilmente con il vincolo di tutela.

7. Nell'ambito del territorio urbanizzato, per gli edifici esistenti di cui al presente articolo e di cui sia previsto il recupero ad uso abitativo, il numero degli alloggi insediabili è definito in sede progettuale, nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e distributive dell'impianto originario, con una superficie destinata a locali di servizio alla residenza (superficie accessoria SA) non inferiore al 20% della SU e non superiore al 60% della SU.

8. Nel territorio rurale, per gli edifici esistenti di cui al presente articolo e di cui sia previsto il recupero ad uso abitativo, sia civile che agricolo, è ammesso l'insediamento di un numero massimo di 3 alloggi, purché l'intervento non alteri le caratteristiche tipologiche e distributive dell'impianto originario; in considerazione dei condizionamenti derivanti dal vincolo di tutela, non è fissata una SU minima per gli alloggi, confermando tuttavia la necessità di riservare una superficie destinata a locali di servizio alla residenza (superficie accessoria SA) non inferiore al 20% della SU e non superiore al 60% della SU; qualora la SU di tali edifici sia inferiore a 50 mq non è ammesso il recupero ad usi abitativi.

9. La Tavola "Edifici ed aree di interesse culturale, storico-architettonico e testimoniale" individua anche "Altre strutture di interesse storico testimoniale (tabernacoli e ponti) individuate dal PTCP", corrispondenti, in particolare ad un tabernacolo c/o Ca' Fornigoni e cinque ponticelli sul reticolo idrografico minore, per i quali valgono le disposizioni di cui all'art. 44D del PTCP.

10. Nelle aree con condizioni di pericolosità idraulica per le quali sia prescritto che le unità abitative non possano essere sviluppate al solo piano terreno ma debbano essere collegate al piano primo tramite scala interna all'unità abitativa, tale prescrizione dovrà essere rispettata anche negli edifici di interesse storico architettonico e/o testimoniale soggetti a tutela dal PUG. Qualora il tipo di vincolo imposto sull'edificio precluda la possibilità di realizzare nuovi corpi scala, la realizzazione di unità abitative al piano terreno è ammessa esclusivamente quando il corpo scale originario dell'edificio (o i corpi scala originari, se più di uno) non sia di uso esclusivo di un'unità immobiliare ma possa essere utilizzato anche dall'unità abitativa che si sviluppa al piano terreno, per raggiungere locali condominiali posti ai piani superiori.

Art. 53 Prescrizioni particolari per le trasformazioni edilizie di tipo conservativo (RC)

1. In considerazione delle caratteristiche storico-architettoniche rilevate negli edifici del territorio comunale di Nonantola e nel rispetto dei criteri indicati nelle "Linee Guida per la tutela, valorizzazione, ricostruzione del paesaggio rurale nella bassa pianura emiliana - Paesaggi da ricostruire" approvato con deliberazione della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 1520 del 28 ottobre 2013, gli interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) dovranno rispettare le seguenti prescrizioni particolari, che devono essere declinate anche con riferimento alle prescrizioni specifiche dettate ai successivi Artt. 54, 55, 56:

a) Strutture verticali

La realizzazione di opere di consolidamento, ripristino e tamponatura delle murature esistenti deve essere eseguita nel rispetto delle caratteristiche delle strutture originarie, quando non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56.

b) Strutture orizzontali

Le opere di consolidamento e ripristino dei solai esistenti sono ammesse nel rispetto del sistema strutturale preesistente. La sostituzione di travi e solai lignei con altre strutture di uguale materiale è ammessa esclusivamente quando queste non rivestano un particolare interesse storico-artistico o quando sia dimostrata l'impossibilità del loro mantenimento per il precario stato di conservazione, qualora non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56.

c) Strutture di copertura

Gli interventi di consolidamento, ripristino e sostituzione delle coperture esistenti sono ammessi esclusivamente nel rispetto delle caratteristiche geometriche e strutturali delle coperture preesistenti, facendo salve le necessarie modifiche degli schemi statici, quando quelli esistenti non garantiscano idonee condizioni di sicurezza nei confronti degli eventi sismici, nel rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018 di cui al D.M. 17/01/2018 e ricercando soluzioni tipiche della tradizione locale.

Quando non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56, la sostituzione della struttura lignea di copertura con altri elementi di uguale materiale è ammessa esclusivamente quando questa non rivesta un particolare interesse storico-artistico o quando sia dimostrata l'impossibilità del suo mantenimento per il precario stato di conservazione.

Lo sporto di copertura dovrà, in ogni caso, mantenere o riproporre le stesse caratteristiche architettoniche, geometriche e dimensionali degli elementi dell'edificio originario, con cornicione o travetti lignei o altri materiali originariamente presenti, salvo quanto specificato ai successivi Artt. 54, 55, 56, relativamente alle misure di incentivazione in applicazione della legislazione vigente in materia energetica.

d) Manti di copertura, comignoli, abbaini e terrazzi a tasca

Quando non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56:

  • - è prescritta la conservazione dei manti di copertura in coppi, ove presenti,
  • - negli interventi di ripristino o rifacimento parziali del manto di copertura originario, è prescritto il reimpiego del materiale preesistente non deteriorato, utilizzando per le necessarie integrazioni, materiale dello stesso tipo e colore,
  • - nel caso di rifacimento integrale del manto di copertura, è prescritto l'uso dei coppi in laterizio.

I comignoli esistenti devono essere conservati o ripristinati utilizzando materiali tradizionali, ovvero, con esclusione per i casi di comignoli con caratteristiche storico-architettoniche-artistiche di particolare pregio e comunque con esclusione per gli edifici identificati con la sigla RCA, utilizzando una struttura leggera rivestita in rame, riproponendo fedelmente la conformazione del fusto del comignolo esistente di tipologia tradizionale, con copertura in rame, di forma tradizionale.

E' ammessa la realizzazione di nuovi comignoli purché questi siano realizzati con tipologie e materiali di tipo tradizionale o con struttura leggera rivestita in rame, riproponendo una tipologia di comignolo di tipo tradizionale.

Non è ammessa più di una antenna televisiva per ciascuna unità edilizia. Nel caso di più antenne televisive esistenti, i relativi impianti dovranno essere unificati in coincidenza con il primo intervento edilizio relativo all'intera unità edilizia ovvero alle pertinenze condominiali del fabbricato.

La realizzazione di abbaini e terrazzi a tasca:

  • - non è ammessa negli edifici soggetti a tutela del territorio rurale e del centro storico,
  • - nel territorio urbanizzato:
  • - non è ammessa negli edifici identificati con la sigla RCA,
  • - non è ammessa nelle falde affacciate su strade pubbliche degli edifici identificati con la sigla RCB e RCC.

Gli abbaini esistenti potranno essere conservati solo qualora si accerti che sono originari.

Ove ammessi, gli abbaini ed i terrazzi a tasca dovranno avere dimensioni contenute e dovranno essere realizzati secondo criteri di ordinata composizione, in relazione alla composizione delle aperture sul fronte corrispondente dell'edificio.

E' sempre consentita la messa in opera di ancoraggi per l'aggancio di operatori tramite imbracature (linea vita).

e) Collegamenti verticali

Gli interventi di consolidamento, ripristino ed eventuale sostituzione dei corpi scala esistenti devono essere realizzati nel rispetto dell'impianto tipologico e strutturale originario, salvaguardandone le caratteristiche storico-architettoniche e gli eventuali elementi decorativi di pregio. I nuovi corpi scala, ove ammessi, potranno trovare la più idonea collocazione rispetto all'assetto distributivo proposto, nel rispetto dell'orditura delle murature principali che definiscono l'impianto tipologico e strutturale originario dell'edificio.

Negli interventi di consolidamento di corpi scala originari:

  • - è prescritta la conservazione o il ripristino dei materiali di pavimentazione delle scale e pianerottoli originali o comunque in uso nella tradizione locale,
  • - gli elementi strutturali (voltini, travi, ecc.) o sovrastrutturali (ringhiere di pregio, corrimani, ecc.) di pregio, dovranno essere conservati.

L'eventuale inserimento di ascensori e montacarichi potrà essere ammesso esclusivamente nel caso in cui questo non interferisca significativamente con le caratteristiche dell'impianto tipologico originario ovvero non interessi vani caratterizzati dalla presenza di elementi architettonico-decorativi di pregio.

Il vano dell'impianto dovrà comunque essere realizzato in modo da non fuoriuscire rispetto alle falde.

Quando l'inserimento del vano ascensore non risulti compatibile con le caratteristiche dell'impianto tipologico dell'edificio, potrà esserne prevista l'installazione in corrispondenza di cavedi o cortili interni, a condizione che esso non interferisca con le caratteristiche architettonico-compositive delle facciate e che siano impiegati materiali idonei ad un efficace inserimento, in relazione alle caratteristiche dell'edificio, del cavedio e del paramento murario.

Al fine di garantire l'accesso alle persone con disabilità motorie residenti nell'immobile di interesse, potranno essere realizzati interventi, anche in deroga al presente punto, a condizione che ne sia dimostrata dal progettista l'indispensabilità e previo il parere della CQAP.

f) Impianti tecnici e tecnologici

L'inserimento di impianti tecnici e tecnologici deve avvenire prevedendone l'integrazione nella struttura dell'edificio. Qualora sia indispensabile prevederne la realizzazione all'esterno del fabbricato, si dovrà trovare una soluzione che integri perfettamente l'impianto tecnico/tecnologico con l'edificio ospitante, verificandone l'efficacia con la CQAP, eventualmente anche tramite sopralluogo in cantiere.

g) Altezze utili

Nei casi in cui la presente Disciplina, con riferimento alle diverse categorie di RC, prescriva la conservazione dei solai esistenti oppure il mantenimento della quota degli stessi con sostituzione dei materiali deteriorati, è consentita la facoltà di derogare dalle altezze minime interne richieste per l'abitabilità dei locali, a condizione che la destinazione prevista sia compatibile con l'altezza del locale.

h) Scantinati

Per il risanamento degli ambienti parzialmente interrati possono essere previste aperture, purché compatibili con le caratteristiche compositive della facciata e nel rispetto della partitura delle aperture soprastanti.

i) Archi e volte

Ove non diversamente disposto dalla presente Disciplina, gli archi e le strutture a volta dovranno essere conservati, salvaguardando in particolare gli eventuali elementi architettonico-decorativi di pregio presenti.

l) Cornicioni

E' prescritta la conservazione dei cornicioni esistenti. In caso di rifacimento, la realizzazione dei nuovi cornicioni dovrà rispettare le caratteristiche geometriche di quelli originari, utilizzando tecniche e materiali ad essi conformi.

I canali di gronda e i pluviali devono essere realizzati in rame, mantenendo le tipologie esistenti, ovvero riproponendo tipologie della tradizione locale.

m) Aperture

Ove prescritto dalla presente disciplina, le aperture (finestre, porte e portoni) devono essere conservate o ripristinate nella configurazione originaria.

Quando ammesse dal presente PUG, le nuove aperture dovranno essere realizzate nel rispetto delle regole compositive dei singoli fronti, nei rapporti dimensionali tradizionali ed in armonia con le aperture esistenti, nonché impiegando gli stessi materiali.

Quando ammesse dal presente PUG, le aperture sul piano di falda dovranno essere realizzate nel rispetto dei seguenti criteri:

  • - i lucernari in falda non dovranno superare la dimensione di 1 mq,
  • - i lucernari dovranno essere realizzati secondo criteri di ordinata composizione, in relazione alla composizione delle aperture sul fronte corrispondente dell'edificio.

In relazione a particolari caratteristiche compositive dei fronti dell'edificio, è ammesso un rapporto di illuminazione inferiore a quello prescritto dalle normative vigenti in materia, con un minimo di superficie illuminante = 1/16.

Sono in ogni caso esclusi terrazzi in falda e nuovi abbaini. Gli abbaini esistenti potranno essere conservati solo qualora si accerti che sono originari.

n) Paramenti esterni e intonaci

La finitura dei paramenti esterni deve essere realizzata in coerenza con quella originaria. Paramenti in mattoni a vista sono ammessi esclusivamente quando originari, impiegando, per la ricostruzione di murature crollate con paramento faccia a vista, mattoni di recupero e, possibilmente, i mattoni recuperati dall'edificio originario eventualmente crollato, adottando tecniche di sagramatura o l'impiego di intonachini pigmentati che lascino trasparire la trama della muratura. Quando non sia possibile recuperare il materiale originario e non vi siano le condizioni per utilizzare mattoni di recupero, dovrà essere prevista l'intonacatura del paramento murario.

Gli interventi di ripristino o di rifacimento degli intonaci dovranno essere realizzati impiegando tecniche e materiali della tradizione locale.

Le parti di paramento murario realizzate con la tecnica della gelosia dovranno essere conservate, prevedendo, ove necessario, strutture metalliche di rinforzo all'intradosso delle murature o tamponamenti interni ciechi o infissi a vetro, con telai di dimensione ridotta in modo da ridurne al minimo la visibilità, ubicati sul lato interno del muro, purché si mantenga la leggibilità della trama della gelosia all'esterno del fabbricato. Le parti di paramento murario originariamente realizzate con la tecnica della gelosia, quando crollate, dovranno essere riproposte in tutti i casi in cui queste fossero particolarmente connotanti il fabbricato originario, compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle strutture ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018 di cui al D.M. 17/01/2018, ove applicabile.

Nei fienili, laddove siano presenti grandi aperture, articolate da pilastri o murature, esse potranno anche essere tamponate in muratura, prevedendo un rivestimento superficiale esterno con assi di legno oppure potranno essere chiuse da infissi a vetro che, in entrambi i casi, interessino l'intera superficie dell'apertura originaria, avendo cura che il tamponamento o l'infisso a vetro sia collocato in posizione arretrata di almeno 10 cm rispetto al profilo esterno degli elementi strutturali preesistenti (muratura o pilastro), al fine assicurare la leggibilità della struttura originaria dell'edificio. La porzione tamponata dovrà essere matericamente omogenea e non potranno essere previste finestre o porte che falserebbero la lettura del manufatto originario.

Non sono ammessi rivestimenti ad esclusione di quelli riferibili all'impianto originario dell'edificio.

o) Tinteggiature esterne

Le tinteggiature esterne dovranno essere realizzate impiegando tecniche e materiali della tradizione locale o silicati.

La scelta dei colori deve ispirarsi alle tonalità e alle relazioni cromatiche del paesaggio e ai materiali dell'architettura locale, adottando soluzioni cromatiche che riprendano i colori tipici del repertorio della tradizione locale e si armonizzino con il contesto. Nel territorio rurale è escluso l'utilizzo di tonalità sature o brillanti, che contrastano con i toni morbidi del paesaggio rurale.

Sono in ogni caso esclusi tinteggi a tempera e al quarzo.

Quando siano rinvenibili e riconoscibili tracce dei colori originari, questi, in sede di rifacimento della tinteggiatura, dovranno essere riproposti.

Ove presenti, dovranno essere riproposte le originali partizioni cromatiche per paramenti di fondo, cornici, cornicioni, serramenti, ecc.

p) Infissi esterni (oscuranti)

E' prescritto il restauro o il ripristino degli infissi a vetro con telaio ligneo e degli scuri esterni lignei esistenti, ovvero la loro eventuale sostituzione, nel caso di degrado degli stessi, con altri analoghi di tipo tradizionale in legno.

Gli infissi interni a vetro e gli scuri esterni, sia esistenti che di nuovo inserimento, dovranno essere verniciati ad effetto opaco, nei colori del repertorio tradizionale locale.

E' escluso l'impiego di infissi in alluminio o in plastica o di avvolgibili di qualsiasi materiale, a meno che non siano originari.

Ove esistenti, le serrande avvolgibili dovranno essere sostituite con scuri lignei di tipo tradizionale, secondo quanto sopra descritto.

Per le vetrine dei negozi non è ammesso l'impiego di serramenti in alluminio anodizzato naturale, di cancelli estensibili o di serrande avvolgibili non a maglie aperte. Le serrande non potranno in ogni caso avere finitura esteriore in metallo cromato e non verniciato.

q) Elementi in ferro

Inferriate, ringhiere, cancelli di pregio dovranno essere conservati e ripristinati, ovvero, qualora non fossero recuperabili, potranno essere sostituiti con altri analoghi di tipo tradizionale, tinteggiati nei colori tradizionali del ferro-micaceo.

r) Elementi in pietra da taglio o laterizio

Quando esistenti, portali, archi, architravi, riquadrature finestre, mensole, zoccolature, bancali, capitelli, lesene, colonne, pilastri, cornici, ecc. devono essere conservati e restaurati.

La loro sostituzione, quando sia dimostrata l'impossibilità di un intervento di restauro e recupero per il precario stato di conservazione, può essere ammessa solo con l'impiego di materiali analoghi a quelli originari e utilizzando tecniche di lavorazione di tipo tradizionale.

s) Pavimentazioni

Le pavimentazioni di pregio, sia interne che esterne, devono essere conservate e ripristinate.

Le integrazioni di parti di pavimentazioni degradate ovvero il ripristino di pavimentazioni in cattivo stato di conservazione dovranno essere realizzati utilizzando materiali omogenei a quelle preesistenti ed utilizzando tecniche costruttive tradizionali.

t) Elementi decorativi

Gli elementi architettonico-decorativi originari (cornici e riquadrature di porte e/o finestre, cornicioni, cornici marcapiano, gelosie, ecc.) devono essere conservati e restaurati. In caso di crollo e distruzione degli elementi architettonico-decorativi, gli stessi dovranno essere ricomposti e/o riproposti.

Si prescrive la conservazione dei seguenti elementi artistico-decorativi: decorazioni pittoriche a parete o a soffitto, decorazioni plastiche e stucchi a parete o a soffitto, decorazioni lapidee, inferriate, edicole, statue, statuette votive, numeri civici in porcellana o in cotto, meridiane, pietre riportanti iscrizioni o datazioni, fontane, fontanelle, muri di recinzione in sasso o in mattoni, elementi decorativi e modanature in cotto, camini originari, mensole decorative, serramenti lignei di pregio, pozzi, forni e piccoli servizi agricoli di pregio ecc.. L'impossibilità di recupero degli elementi artistico-decorativi deve essere oggetto di specifica asseverazione da parte del tecnico progettista, corredata da idonea documentazione fotografica, motivando le ragioni del mancato recupero, che sarà valutata dalla CQAP mediante sopralluogo della medesima. La rimozione degli elementi artistico-decorativi non può essere effettuata senza la necessaria valutazione della CQAP e, in caso di crollo dei medesimi, non sarà possibile rimuoverne i resti prima del sopralluogo.

u) Impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

In considerazione delle caratteristiche storico-architettoniche rilevate negli edifici del territorio comunale di Nonantola, non è ammessa l'installazione di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sulla copertura o sulle pareti esterne, con le eccezioni di seguito indicate.

L'installazione di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sulla copertura è ammessa esclusivamente qualora siano adottate soluzioni di tipo architettonicamente integrato, e solo nei seguenti casi:

  • - negli edifici di proprietà privata soggetti ad intervento di restauro e risanamento conservativo (RC) identificati con le sigle RCB e RCC,
  • - negli edifici pubblici o di uso pubblico soggetti ad intervento di restauro e risanamento conservativo (RC) identificati con le sigle RCB o RCC,

con l'obbligo di integrarli nel manto di copertura, utilizzando una tipologia di moduli/pannelli solari e fotovoltaici colorati in assonanza con il colore del manto di copertura e non riflettenti (colore marrone sia per la cornice che per la superficie del pannello) e con il divieto di localizzarli sulla falda rivolta verso la strada. Le soluzioni in copertura dovranno in ogni caso essere realizzate con sistemi a minimo impatto visivo, definite sulla base di uno specifico approfondimento progettuale, da rappresentare con simulazioni ad alto realismo.

Per gli edifici identificati con la sigla RCA, i moduli/pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dovranno trovare ubicazione nelle aree di pertinenza.

v) Canne fumarie

Le canne fumarie dovranno essere realizzate internamente agli edifici, localizzandole in modo da non interferire con solai a volta o con elementi decorativi o di pregio storico-architettonico o artistico. Le canne fumarie potranno essere ammesse all'esterno, quando non interferiscano con elementi architettonico-decorativi delle facciate (cornici e riquadrature di porte e/o finestre, cornicioni, cornici marcapiano, gelosie, ecc.), adottando un rivestimento in rame e prevedendone un corretto inserimento sulle facciate, sulla base di un progetto che ne definisca dimensioni e caratteristiche geometriche, limitando tale possibilità, quando l'edificio ricada nell'ambito urbano storico, ai fronti rivolti verso corti e/o non visibili da strade e spazi pubblici.

z) Antenne paraboliche e impianti di raffrescamento

E' ammesso l'inserimento di una sola antenna parabolica centralizzata per edificio.

L'inserimento di impianti di raffrescamento è ammesso a condizione che si individui una collocazione non dissonante con il fabbricato e non a vista sulla pubblica via.

w) Pensiline, tettoie e pergolati

Non è ammessa la realizzazione di pensiline, tettoie e altre strutture aggettanti. La realizzazione di pergolati è ammessa solo per gli edifici soggetti ad intervento di restauro e risanamento conservativo (RC) identificati con le sigle RCB o RCC ed esclusivamente con strutture leggere, prive di fondazione e prive di copertura fissa e impermeabile, con superficie massima di 20 mq, che si armonizzino, anche cromaticamente, con le caratteristiche architettoniche ed i colori dell'edificio.

y) Aree di pertinenza

Nell'ambito del progetto richiesto dai successivi art. 54, 55, 56 relativamente alle aree di pertinenza degli edifici oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo (RC), dovranno essere osservati i seguenti principi:

  • - con riferimento agli edifici interni del perimetro del territorio urbanizzato:
  • - è prescritta la conservazione delle recinzioni originarie sui fronti stradali, particolarmente quando siano presenti recinzioni in ferro battuto e cancelli originari. Qualora queste siano particolarmente deteriorate ne è prescritto il rifacimento,
  • - non sono ammesse recinzioni interne che suddividano l'area di pertinenza originaria dell'edificio,
  • - con riferimento agli edifici in territorio rurale:
  • - è prescritto il mantenimento dell'unitarietà delle aree di pertinenza, senza recinzioni interne che suddividano l'area di pertinenza originaria dell'edificio o degli edifici presenti in una stessa corte, anche in presenza di proprietà diverse. E' prescritto il mantenimento dell'accesso originario all'area cortiliva, con divieto di ulteriori nuovi accessi dalla viabilità,
  • - le recinzioni esterne all'area di pertinenza potranno essere realizzate solo in siepe viva con interposta rete metallica. Il cancello di ingresso dovrà essere ubicato nella posizione originaria, recuperando le eventuali colonne di sostegno ed il cancello originario. Ove questi siano andati perduti, dovranno essere adottati manufatti in sintonia con le caratteristiche dei fabbricati e con la categoria di intervento assegnata dal PUG all'edificio e, per conseguenza, all'area di pertinenza e ai relativi manufatti.
  • -

Art. 54 Interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) degli edifici identificati con la sigla RCA

1. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) degli edifici identificati con la sigla RCA, in considerazione delle caratteristiche storico-architettoniche e artistiche rilevate in questa tipologia di edifici, nel territorio comunale di Nonantola, debbono prevedere:

  • a) la valorizzazione, il restauro e il ripristino degli elementi architettonico-decorativi (cornici e riquadrature di porte e/o finestre, cornicioni, cornici marcapiano, ecc.); la valorizzazione e il restauro degli elementi artistico-decorativi (affreschi e decorazioni pittoriche a parete o a soffitto, decorazioni plastiche e stucchi a parete o a soffitto, ecc.), sia all'interno che all'esterno dell'edificio. L'impossibilità di recupero degli elementi artistico-decorativi deve essere oggetto di specifica asseverazione da parte del tecnico progettista, corredata da idonea documentazione fotografica, motivando le ragioni del mancato recupero;
  • b) la valorizzazione degli aspetti architettonici, con interventi di ripristino dei valori originali, mediante:
    • - il mantenimento dell'impianto tipologico originale, quando conservato,
    • - il restauro ed il ripristino dei fronti esterni ed interni; sono ammesse parziali modifiche esclusivamente finalizzate alla ricomposizione dell'assetto originario delle aperture,
    • - il restauro e il ripristino degli ambienti interni,
    • - la conservazione o il ripristino delle aree di pertinenza degli edifici, assoggettate allo stesso intervento assegnato all'edificio;
  • c) il recupero, mediante consolidamento o parziale rinnovamento e ripristino delle strutture, con tecnica di cuci-scuci, con sostituzione delle parti non recuperabili, senza modificare la posizione dei seguenti elementi strutturali originari:
    • - murature portanti sia interne che esterne,
    • - solai e volte,
    • - scale,
    • - tetto, con obbligo di ripristino del manto di copertura originale.
  • E' ammessa la realizzazione di nuovi corpi scala, in aggiunta a quelle originarie, per ragioni distributive e funzionali, nel rispetto dell'impianto tipologico e strutturale originario;
  • d) l'eliminazione delle superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo;
  • e) l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali, nel rispetto delle norme di cui ai punti precedenti, con particolare cautela per la collocazione di antenne paraboliche e condizionatori, la cui posizione dovrà essere attentamente valutata allo scopo di evitare che restino a vista;
  • f) la salvaguardia dell'assetto volumetrico originario, con esclusione per la realizzazione di elementi sporgenti dalla sagoma dell'edificio, in particolare balconi e tettoie, quando non presenti originariamente;
  • g) il mantenimento dell'altezza dei fronti dell'edificio. Non sono ammessi ampliamenti o sopraelevazioni. Eventuali cordolature, necessarie a fini strutturali e quindi ammissibili, dovranno essere realizzate senza dare luogo a modifiche della linea di gronda dell'edificio.

Le superfetazioni da eliminare, in quanto incongrue rispetto all'impianto originario, devono essere demolite ma, qualora siano legittimamente edificate, è possibile recuperarne la superficie (SU+SA) in un nuovo corpo di fabbrica separato rispetto all'edificio oggetto di tutela, anche accorpando la superficie (SU+SA) di più superfetazioni.

2. I progetti di restauro e risanamento conservativo degli edifici identificati con la sigla RCA devono essere redatti, sulla base di un accurato rilievo geometrico e fotografico e di un'approfondita analisi storica dell'immobile interessato dall'intervento, che metta in evidenza gli elementi di pregio sotto il profilo tipologico, architettonico e storico-artistico del fabbricato e il rapporto fra corpi di fabbrica originari principali e secondari e manufatti derivanti da accrescimenti successivi, estendendo la progettazione anche alle aree di pertinenza dell'immobile stesso.

3. I corpi di fabbrica edificati come ampliamento organico del fabbricato principale, non classificabili come elementi estranei all'organismo edilizio e legittimati, possono essere recuperati. Al fine di integrare armonicamente il corpo di fabbrica non originario, mantenendone la leggibilità rispetto al corpo di fabbrica principale, potranno essere proposte soluzioni progettuali con ricorso a soluzioni architettoniche e a materiali non necessariamente omogenei a quelli dell'edificio principale. La proposta verrà valutata dall'Amministrazione comunale, sottoponendo il progetto al parere della Commissione per la Qualità Architettonica e per il Paesaggio ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. b) della LR 15/2013.

4. La sistemazione delle aree di pertinenza degli edifici identificati con la sigla RCA deve essere rivolta a mantenere e/o ripristinare la configurazione originaria di impianto. In tali aree, in presenza di giardini di impianto storico, è vietata l'alterazione dell'architettura dei giardini e l'inserimento di elementi di arredo che comportino una modificazione dello stato originario dei luoghi.

5. In relazione alle possibilità di recupero dei locali in sottotetto, sono ammesse nuove aperture con lucernari sul piano di falda, da realizzarsi secondo criteri di ordinata composizione delle aperture stesse, ricercando soluzioni di allineamento con le aperture dei fronti corrispondenti e nel rispetto delle altre prescrizioni della presente Disciplina e della legislazione vigente in materia.

6. Nell'area di pertinenza degli edifici identificati con la sigla RCA, in presenza di attività ristorative nell'ambito del fabbricato principale, è ammessa la realizzazione di piccole strutture, in legno o ferro (non addossate all'edificio), funzionali allo svolgimento dell'attività principale, anche di tipo stagionale, occupando una superficie massima di 50 mq. Tali strutture dovranno essere progettate in modo da risultare integrate con le aree di pertinenza, con specifico parere della Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio.

7. Per gli edifici identificati con la sigla RCA, le misure di incentivazione relative ai maggiori spessori delle murature, dei solai e delle coperture o alle deroghe relative alle distanze, previste dalla legislazione vigente in materia energetica, potranno essere applicate nei limiti imposti dal presente articolo relativamente alla tutela delle caratteristiche storico-architettoniche e artistico-decorative dell'edificio oggetto di intervento. La proposta verrà valutata dall'Amministrazione comunale, in relazione alla compatibilità con le caratteristiche storico-architettoniche e artistico-decorative del fabbricato, sottoponendo il progetto al parere della Commissione per la Qualità Architettonica e per il Paesaggio ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. b) della LR 15/2013.

Art. 55 Interventi di restauro e risanamento conservativo (RC)

degli edifici identificati con la sigla RCB

1. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) degli edifici identificati con la sigla RCB, in considerazione delle caratteristiche storico-architettoniche rilevate in questa tipologia di edifici, nel territorio comunale di Nonantola, debbono prevedere:

  • a) la valorizzazione degli aspetti architettonici, mediante:
    • - il mantenimento dell'impianto tipologico originario, quando conservato,
    • - il restauro ed il ripristino dei fronti esterni ed interni. Sono ammesse modifiche all'assetto compositivo dei fronti finalizzate alla ricomposizione dell'assetto originario delle aperture o a una loro organica rivisitazione, in relazione ad esigenze di illuminazione/areazione dei locali interni, purché ispirata ai criteri compositivi tipici dell'epoca di costruzione del fabbricato. Con specifico riferimento all'assetto delle aperture, è ammessa la possibilità di realizzare nuove aperture o di tamponare aperture esistenti, purché venga salvaguardata l'unitarietà dei prospetti, ovvero di realizzare aperture più grandi di quelle originarie, al piano terreno, per favorire una migliore e più diretta relazione con l'area di pertinenza del fabbricato, ricercando un armonico rapporto proporzionale fra larghezza ed altezza delle finestre e nel rispetto degli allineamenti verticali, centrati con le finestre dei piani superiori. Quando l'andamento della copertura sia volumetricamente discontinuo, è ammesso prevedere la modifica dei volumi di copertura, al fine di armonizzare le falde di copertura;
    • - il recupero degli ambienti interni, garantendo la riconoscibilità degli ambienti maggiormente significativi, evidenziando, ove del caso, la continuità delle strutture verticali tramite la realizzazione di doppi volumi, anche soppalcati, evitando di tagliare eventuali volte esistenti; sono consentiti adeguamenti dell'altezza interna degli ambienti mantenendo fisse le quote dei davanzali delle finestre, di eventuali cornici e della linea di gronda. In presenza di elementi di particolare valore architettonico o artistico posti all'interno dei fabbricati, tali elementi dovranno essere mantenuti e restaurati. E' ammessa la realizzazione di ulteriori corpi scala, per ragioni distributive e funzionali, nel rispetto dell'impianto tipologico e strutturale originario,
    • - la conservazione o il ripristino delle aree di pertinenza degli edifici, assoggettate allo stesso intervento assegnato all'edificio;
      • b) il consolidamento degli elementi strutturali esistenti e nuovi interventi strutturali, anche estesi a consistenti porzioni dell'edificio; sono ammessi interventi di sostituzione della copertura, con ripristino del manto di copertura originale;
      • c) l'eliminazione delle superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo;
      • d) l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali, nel rispetto delle norme di cui ai punti precedenti;
      • e) la salvaguardia dell'assetto volumetrico originario, con esclusione per la realizzazione di elementi sporgenti dalla sagoma dell'edificio, in particolare balconi e tettoie, quando non presenti originariamente,
      • f) il mantenimento dell'altezza dei fronti dell'edificio, con riferimento alla definizione di cui alla DAL 279/2010. Non sono ammessi ampliamenti o sopraelevazioni. Eventuali cordolature necessarie a fini strutturali e quindi ammissibili, dovranno essere realizzate senza dar luogo a modifiche della linea di gronda dell'edificio.

      Gli interventi dovranno in ogni caso salvaguardare gli elementi che rivestano particolare interesse sotto il profilo architettonico o tipologico o artistico, eventualmente presenti.

    Con riferimento agli edifici identificati con la sigla RCB, le superfetazioni da eliminare, in quanto incongrue rispetto all'impianto originario, devono essere demolite ma, qualora siano legittimamente edificate, è possibile recuperarne la superficie (SU+SA) in un nuovo corpo di fabbrica separato rispetto all'edificio oggetto di tutela, anche accorpando la superficie (SU+SA) di più superfetazioni.

Nel territorio rurale, in presenza di superfetazioni legittimamente in essere che non sia possibile spostare in un nuovo corpo di fabbrica, per ragioni distributive o spaziali relative all'assetto della corte aziendale o per non danneggiare colture frutticole o viticole in atto, è possibile prevederne una integrazione, il più possibile armonica, con l'edificio tutelato, allegando al progetto una specifica dichiarazione del proprietario e del progettista con la quale si dimostri l'impossibilità di spostarle.

2. I progetti di restauro e risanamento conservativo degli edifici identificati con la sigla RCB devono essere redatti sulla base del rilievo geometrico e fotografico e dell'analisi storica dell'immobile che metta in evidenza gli elementi di pregio sotto il profilo tipologico, architettonico e storico-artistico del fabbricato e il rapporto fra corpi di fabbrica originari principali e secondari e manufatti derivanti da accrescimenti successivi, estendendo la progettazione anche alle aree di pertinenza dell'immobile stesso.

3. I corpi di fabbrica edificati come ampliamento organico del fabbricato principale, non classificabili come elementi estranei all'organismo edilizio e legittimati, possono essere recuperati. Al fine di integrare armonicamente il corpo di fabbrica non originario, mantenendone la leggibilità rispetto al corpo di fabbrica principale, potranno essere proposte soluzioni progettuali con ricorso a soluzioni architettoniche e a materiali non necessariamente omogenei a quelli dell'edificio principale. La proposta verrà valutata dall'Amministrazione comunale, sottoponendo il progetto al parere della Commissione per la Qualità Architettonica e per il Paesaggio ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. b) della LR 15/2013.

4. La sistemazione delle aree di pertinenza degli edifici identificati con la sigla RCB deve essere rivolta a mantenere e/o ripristinare la configurazione originaria di impianto, ove leggibile.

5. In relazione alle possibilità di recupero dei locali in sottotetto, sono ammesse nuove aperture con lucernari sul piano di falda, da realizzarsi secondo criteri di ordinata composizione delle aperture stesse, ricercando soluzioni di allineamento con le aperture dei fronti corrispondenti e nel rispetto delle altre prescrizioni del presente PUG e della legislazione vigente in materia.

6. Nell'area di pertinenza degli edifici identificati con la sigla RCB, in presenza di attività ristorative nell'ambito del fabbricato principale, è ammessa la realizzazione di piccole strutture, in legno o ferro, funzionali allo svolgimento dell'attività principale, anche di tipo stagionale, occupando una superficie massima di 50 mq. Tali strutture dovranno essere progettate in modo da risultare coerenti con le caratteristiche dell'edificio e con le aree di pertinenza, con specifico parere della Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio.

7. Nei fienili identificati con la sigla RCB, è ammessa l'eliminazione dell'originaria partizione interna, sia in orizzontale che in verticale, al fine di poter ospitare mezzi agricoli, anche di grandi dimensioni, foraggio imballato o altri materiali di stoccaggio o prodotti dell'attività agricola o al fine di essere utilizzati per attività complementari all'agricoltura (essiccatoi per cereali, attività di stagionatura di prodotti agro-alimentari, acetaie, sfruttando la naturale ventilazione consentita dalle gelosie, impianti di conservazione di frutta e verdura, ecc.) compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle strutture ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018 di cui al D.M. 17/01/2018,ove applicabile. Ove necessario, per accedere con i mezzi agricoli, sono ammesse aperture di dimensione idonee, avendo cura di ricavarle sul lato corto dell'edificio e con infisso arretrato rispetto alla muratura, oppure sul lato lungo, in armonia con l'assetto delle aperture esistenti; ove siano presenti aperture caratterizzate dalla presenza di pilastri o paraste, esse potranno essere anche tamponate ovvero chiuse da infissi, avendo cura che il nuovo tamponamento sia riconoscibile ed assicurando la leggibilità della struttura originaria dell'edificio. Il tamponamento dovrà in ogni caso essere collocato in posizione arretrata rispetto al profilo esterno degli elementi strutturali preesistenti (muratura o pilastro).

8. Per gli edifici identificati con la sigla RCB, le misure di incentivazione relative ai maggiori spessori delle murature, dei solai e delle coperture o alle deroghe relative alle distanze, previste dalla legislazione vigente in materia energetica, potranno essere applicate nei limiti imposti dal presente articolo relativamente alla tutela delle caratteristiche storico-architettoniche e artistico-decorative dell'edificio oggetto di intervento. In particolare, ove siano presenti apparati decorativi (cornici, cornici marcapiano, cornicioni, riquadrature di porte e finestre, ecc.) in corrispondenza delle facciate, le misure di incentivazione relative alla possibilità di realizzare cappotti esterni, sono ammissibili solo nei casi di cui al precedente comma 1, lettera b1) con l'obbligo di riproporli nelle medesime forme e dimensioni. Negli altri casi, in presenza di apparati decorativi o architettonici, potranno essere adottati isolamenti posti nella parte interna delle pareti perimetrali o all'interno delle murature. Le proposte verranno valutate dall'Amministrazione comunale, in relazione alla compatibilità con le caratteristiche storico-architettoniche e artistico-decorative del fabbricato, sottoponendo il progetto al parere della Commissione per la Qualità Architettonica e per il Paesaggio ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. b) della LR 15/2013. Quando siano previsti coibentazioni o tetti ventilati, finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio, gli interventi dovranno essere realizzati mantenendo fissa l'altezza corrispondente alla intersezione fra la parete esterna e l'intradosso del solaio di copertura, anche con modifica della linea di gronda, avendo cura di mitigare l'impatto visivo determinato dal maggiore spessore di copertura, con l'adozione di accorgimenti tecnici che riproducano, in gronda, uno spessore simile a quello originario.

Art. 56 Interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) degli edifici identificati con la sigla RCC

1. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) degli edifici identificati con la sigla RCC, in considerazione delle caratteristiche storico-architettonico-tipologico-testimoniale rilevate in questa tipologia di edifici, nel territorio comunale di Nonantola, debbono prevedere:

  • - il mantenimento dell'impianto tipologico originario, quando conservato,
  • - il consolidamento degli elementi strutturali esistenti, ovvero la realizzazione di nuovi interventi strutturali,
  • - il consolidamento della copertura esistente ovvero la sostituzione della stessa, con ripristino del manto di copertura originale,
  • - il recupero dei fronti esterni ed interni. Sono ammesse modifiche all'assetto compositivo dei fronti finalizzate alla ricomposizione dell'assetto originario delle aperture o a una loro organica rivisitazione, purché ispirata ai criteri compositivi tipici dell'epoca di costruzione del fabbricato. Con specifico riferimento all'assetto delle aperture, è ammessa la possibilità di realizzare nuove aperture o di tamponare aperture esistenti, purché venga salvaguardata l'unitarietà dei prospetti, ovvero di realizzare aperture più grandi di quelle originarie, al piano terreno, per favorire una migliore e più diretta relazione con l'area di pertinenza del fabbricato, ricercando un armonico rapporto proporzionale fra larghezza ed altezza delle finestre e nel rispetto degli allineamenti verticali, centrati con le finestre dei piani superiori. Quando il fronte edificato sia composto da più unità edilizie o da più corpi di fabbrica, è inoltre ammesso prevedere l'allineamento delle linee di gronda dei vari fronti, anche con modeste sopraelevazioni non superiori a 1 metro, al fine di armonizzare la quota della copertura. Quando l'andamento della copertura sia volumetricamente discontinuo, è ammesso prevedere la modifica dei volumi di copertura, al fine di armonizzare le falde di copertura;
  • - il riordino funzionale e compositivo delle relative aree di pertinenza;
  • - il recupero degli ambienti interni; sono consentiti adeguamenti dell'altezza interna degli ambienti; è ammessa la modifica dei corpi scala esistenti e la realizzazione di nuovi corpi scala, nel rispetto dell'impianto tipologico e strutturale originario;
  • - l'eliminazione delle superfetazioni come parti incongrue all'impianto originario e agli ampliamenti organici del medesimo;
  • - l'inserimento degli impianti tecnologici e igienico-sanitari essenziali, nel rispetto delle norme di cui ai punti precedenti;
  • - la salvaguardia dell'assetto volumetrico originario, con esclusione per la realizzazione di elementi sporgenti dalla sagoma dell'edificio, in particolare balconi e tettoie, quando non presenti originariamente,
  • - il mantenimento dell'altezza dei fronti dell'edificio, con riferimento alla definizione di cui alla DAL 279/2010. Non sono ammessi ampliamenti o sopraelevazioni se non ne caso del precedente punto linea che ammette la modifica dei volumi di copertura, al fine di armonizzare le falde di copertura, quando l'andamento della copertura stessa sia volumetricamente discontinuo (nei casi, ad es., in cui il fronte sia composto da più unità edilizie o da più corpi di fabbrica). Le sopraelevazioni necessarie per armonizzare le falde di copertura non potranno comunque superare i 50 cm. Eventuali cordolature necessarie a fini strutturali e quindi ammissibili, dovranno essere realizzate senza dar luogo a modifiche della linea di gronda dell'edificio, ovvero alla linea di gronda ridefinita dal riassetto dei volumi di copertura necessario per armonizzare le falde di copertura.

Gli interventi dovranno in ogni caso salvaguardare gli elementi che rivestano particolare interesse sotto il profilo architettonico o tipologico o artistico, eventualmente presenti.

Le superfetazioni da eliminare, in quanto incongrue rispetto all'impianto originario, devono essere demolite ma, qualora siano legittimamente edificate, è possibile recuperarne la superficie (SU+SA) in un nuovo corpo di fabbrica separato rispetto all'edificio oggetto di tutela, anche accorpando la superficie (SU+SA) di più superfetazioni.

Nel territorio rurale, in presenza di superfetazioni legittimamente in essere che non sia possibile spostare in un nuovo corpo di fabbrica, per ragioni distributive o spaziali relative all'assetto della corte aziendale o per non danneggiare colture frutticole o viticole in atto, è possibile prevederne una integrazione, il più possibile armonica, con l'edificio tutelato, allegando al progetto una specifica dichiarazione del proprietario e del progettista con la quale si dimostri l'impossibilità di spostarle.

2. In relazione alle possibilità di recupero dei locali in sottotetto, sono ammesse nuove aperture con lucernari sul piano di falda, da realizzarsi secondo criteri di ordinata composizione delle aperture stesse, ricercando soluzioni di allineamento con le aperture dei fronti corrispondenti e nel rispetto delle altre prescrizioni del presente PUG e della legislazione vigente in materia.

3. Nell'area di pertinenza degli edifici identificati con la sigla RCC, in presenza di attività ristorative nell'ambito del fabbricato principale, è ammessa la realizzazione di piccole strutture, in legno o ferro, funzionali allo svolgimento dell'attività principale, anche di tipo stagionale, occupando una superficie massima di 50 mq. Tali strutture dovranno essere progettate in modo da risultare coerenti con le caratteristiche dell'edificio e con le aree di pertinenza, con specifico parere della Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio.

4. Nei fienili identificati con la sigla RCC, è ammessa l'eliminazione dell'originaria partizione interna, sia in orizzontale che in verticale, al fine di poter ospitare mezzi agricoli, anche di grandi dimensioni, foraggio imballato o altri materiali di stoccaggio o prodotti dell'attività agricola o al fine di essere utilizzati per attività complementari all'agricoltura (essiccatoi per cereali, attività di stagionatura di prodotti agro-alimentari, acetaie, sfruttando la naturale ventilazione consentita dalle gelosie, impianti di conservazione di frutta e verdura, ecc.) compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle strutture ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018 di cui al D.M. 17/01/2018, ove applicabile. Ove necessario, per accedere con i mezzi agricoli, sono ammesse aperture di dimensione idonee, avendo cura di ricavarle sul lato corto dell'edificio e con infisso arretrato rispetto alla muratura, oppure sul lato lungo, in armonia con l'assetto delle aperture esistenti; ove siano presenti aperture caratterizzate dalla presenza di pilastri o paraste, esse potranno essere anche tamponate ovvero chiuse da infissi, avendo cura che il nuovo tamponamento sia riconoscibile ed assicurando la leggibilità della struttura originaria dell'edificio. Il tamponamento dovrà in ogni caso essere collocato in posizione arretrata rispetto al profilo esterno degli elementi strutturali preesistenti (muratura o pilastro).

5. Per gli edifici identificati con la sigla RCC, le misure di incentivazione relative ai maggiori spessori delle murature, dei solai e delle coperture o alle deroghe relative alle distanze, previste dalla legislazione vigente in materia energetica, potranno essere applicate nei limiti imposti dal presente articolo relativamente alla tutela delle caratteristiche storico-architettoniche e artistico-decorative dell'edificio oggetto di intervento. In particolare, ove siano presenti apparati decorativi (cornici, cornici marcapiano, cornicioni, riquadrature di porte e finestre, ecc.) in corrispondenza delle facciate, le misure di incentivazione relative alla possibilità di realizzare cappotti esterni, sono ammissibili solo nei casi di cui al precedente comma 1, lettera b) con l'obbligo di riproporli nelle medesime forme e dimensioni. Negli altri casi, in presenza di apparati decorativi o architettonici, potranno essere adottati isolamenti posti nella parte interna delle pareti perimetrali o all'interno delle murature. Le proposte verranno valutate dall'Amministrazione comunale, in relazione alla compatibilità con le caratteristiche storico-architettoniche e artistico-decorative del fabbricato, sottoponendo il progetto al parere della Commissione per la Qualità Architettonica e per il Paesaggio ai sensi dell'art. 6, comma 2, lett. b) della LR 15/2013. Quando siano previsti coibentazioni o tetti ventilati, finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio, gli interventi dovranno essere realizzati mantenendo fissa l'altezza corrispondente alla intersezione fra la parete esterna e l'intradosso del solaio di copertura, anche con modifica della linea di gronda, avendo cura di mitigare l'impatto visivo determinato dal maggiore spessore di copertura, con l'adozione di accorgimenti tecnici che riproducano, in gronda, uno spessore simile a quello originario.

6. I progetti di restauro e risanamento conservativo degli edifici identificati con la sigla RCC devono essere redatti sulla base del rilievo geometrico e fotografico e dell'analisi storica dell'immobile che metta in evidenza gli elementi di pregio sotto il profilo tipologico, architettonico e storico-artistico del fabbricato e il rapporto fra corpi di fabbrica originari principali e secondari e manufatti derivanti da accrescimenti successivi, estendendo la progettazione anche alle aree di pertinenza dell'immobile stesso.

Art. 57 Composizione della città pubblica

1. La Città pubblica è costituita dall'insieme:

  • - delle infrastrutture stradali e ciclabili che innervano il territorio urbanizzato,
  • - del sistema delle Dotazioni territoriali che comprendono le attrezzature di servizio e spazi collettivi, l'Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), l'Edilizia Residenziale Sociale (ERS),
  • - del sistema del verde pubblico, delle alberature stradali e dagli spazi pubblici interessati da alberature,
  • - delle infrastrutture verdi e blu che interessano il territorio urbanizzato,
  • - delle dotazioni ecologiche e ambientali,
  • - della rete dei canali interrati e a cielo aperto,
  • - delle attrezzature e infrastrutture tecnologiche.

Art. 58 Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi)

1. Definizione

    Lo "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG individua, con grafia ideogrammatica, le Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi), ricadenti per la maggior parte nel Territorio Urbanizzato e, in minima parte, nel Territorio Extraurbano. Le Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi) sono distinte per tipologia e per servizio/attrezzatura, a cui è associato un simbolo identificativo della tipologia di servizio/attrezzatura ed un colore, funzionale solo ad evidenziarli oppure una lettera (P per i parcheggi pubblici).

2. Disciplina

    Con riferimento alle Dotazioni territoriali esistenti, l'indicazione ideogrammatica è funzionale ad identificarne la localizzazione, nel contesto urbano o extraurbano in cui si collocano. Gli interventi sugli edifici che ospitano Dotazioni territoriali esistenti sono realizzabili con intervento diretto. E' altresì ammessa la presentazione di AO e PAIP includenti Dotazioni territoriali. Nel rispetto di eventuali vincoli storico-architettonici, gli interventi ammessi sugli edifici che ospitano le Dotazioni territoriali sono tutti quelli necessari al miglioramento e all'efficientamento degli edifici che le ospitano sia in termini energetici che sismici, ma anche funzionali, compatibilmente con lo spazio a disposizione nell'area di impianto dell'attrezzatura, al fine di rispettare il relativo Indice RIE. Quando la Strategia abbia indicato la necessità di ampliare o delocalizzare le Dotazioni territoriali, la simbologia indica:
  1. - con una raggera di frecce rosse che puntano verso l'esterno le dotazioni che necessitano di rilocalizzazione o di ampliamento,
  2. - con una raggera di frecce rosse che puntano verso l'interno la possibile localizzazione delle dotazioni per le quali è stata indicata la necessità di rilocalizzazione,
  3. - con una raggera di frecce rosse che puntano all'esterno ma orientate in una direzione laterale, le dotazioni che necessitano di ampliamento verso l'esterno del Territorio Urbanizzato, per garantire continuità d'uso alla dotazione.
  4. Gli interventi di ampliamento (AM) degli edifici che ospitano le Dotazioni territoriali dovranno contemplare il contestuale miglioramento ed efficientamento sia dell'edificio esistente che della parte in ampliamento, sia in termini energetici che sismici. L'ampliamento sarà ammissibile compatibilmente con lo spazio a disposizione nell'area di impianto dell'attrezzatura al fine di rispettare il relativo Indice RIE. In presenza di eventuali vincoli storico-architettonici, l'ampliamento non è ammesso.

3. Usi ammessi

    Per gli edifici esistenti che ospitano Dotazioni territoriali, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione può essere modificata, compatibilmente con l'impianto tipologico qualora l'edificio sia soggetto a tutela, verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali di seguito elencate:

d) direzionale
U.23b Attrezzature private per l'istruzione e la formazione
U.28b Attrezzature socio-sanitarie private
e) commerciale
U.4 Esercizi commerciali di vicinato
U.7 Pubblici esercizi
U.13a Artigianato di servizio ai beni e alle persone
g) dotazioni di servizio e infrastrutture:
U.3a Residenza collettiva pubblica
U.10b Locali per lo spettacolo (pubblici)
U.20 Servizi e attrezzature di interesse comune
U.21a Attrezzature sportive pubbliche
U.22 Attrezzature per il verde
U.23a Attrezzature pubbliche per l'istruzione
U.24 Attrezzature politico-amministrative e sedi istituzionali
U.28a Attrezzature socio-sanitarie pubbliche
U.29 Attrezzature culturali
    In caso di dismissione della Dotazione territoriale, per suo trasferimento in altra area o per esaurimento della tipologia di servizio, gli usi ammessi sono riconducibili a quelli ammessi nel contesto urbano circostante.
    le nuove Dotazioni territoriali gli usi ammessi sono indicati nella tabella che precede, valutandone la compatibilità con il contesto del nuovo insediamento.

4. Parametri urbanistici ed edilizi

    Per gli edifici che ospitano Dotazioni territoriali, gli interventi edilizi dovranno rispettare i parametri riportati nella tabella seguente:
SM Superficie minima di intervento = SF (Superficie fondiaria)
SU SU per gli edifici soggetti a tutela = SU massima ricavabile nell'ambito della sagoma dell'edificio esistente alla data di adozione del PUG.
RIE Indice di Riduzione dell'Impatto Edilizio = - RIE ≥ 4 per gli interventi di nuova costruzione (NC) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) di edifici esistenti,
- RIE ≥ 2,5 per gli interventi di ampliamento (AM) di edifici esistenti, con riferimento al sedime totale del fabbricato (esistente + ampliamento),
- RIE_P (RIE di progetto) ≥ RIE_F (RIE di stato di fatto): per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
Ip Indice di Permeabilità = - 40% della Superficie Fondiaria, per gli interventi di nuova costruzione (NC) o di ampliamento (AM) (con riferimento al sedime totale del fabbricato: esistente + ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC)
- non inferiore all'Ip esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti
MRI Misure di risparmio idrico = Gli interventi di NC, REC, RE, AM sono soggetti agli obblighi di cui al precedente art. 7 comma 4
H Altezza massima (n. piani compreso il PT) = - 3 piani per gli interventi di nuova costruzione (NC) o di ampliamento (AM) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) incrementabili se gli edifici contermini sui due lati dell'edificio, lungo strada, hanno un numero superiore di piani o qualora si operi su un edificio esistente che già dispone di un numero superiore di piani.
- Esistente
VL Visuale libera = 0,5
Dc Distanza dai confini di proprietà = - Esistente
- 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC).
Per le strutture che sostengono il verde rampicante di ombreggiamento dei parcheggi, non è imposta una distanza minima dai confini di proprietà.
De Distanze tra edifici = 10 m tra pareti finestrate e comunque nel rispetto della legislazione vigente
Ds Distanza dalle strade = - Esistente
- 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC), ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC)
PU Parcheggi di urbanizzazione = Da definire in sede progettuale, in relazione alle specifiche esigenze. I nuovi parcheggi (superficie minima dei posti auto come da Codice della Strada) dovranno essere realizzati con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.
Pp Parcheggi di pertinenza = Da definire in sede progettuale, in relazione alle specifiche esigenze. Qualora realizzati all'aperto, i nuovi parcheggi dovranno essere realizzati con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.

Le nuove Dotazioni territoriali dovranno preferibilmente interessare ambiti del territorio urbanizzato, in lotti singoli o nell'ambito degli interventi di rigenerazione urbana. In considerazione delle condizioni di pericolosità idraulica del territorio comunale, qualora non sia praticabile operare nell'ambito del Territorio Urbanizzato, l'eventuale consumo di suolo per dotazioni territoriali potrà interessare esclusivamente ambiti a pericolosità idraulica media (P3a) e bassa (P3b), al fine di evitare l'esposizione di edifici nei confronti del rischio idraulico e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza.

In entrambi i casi, per le nuove Dotazioni territoriali non è predefinita una superficie edificabile massima, il cui limite viene determinato dall'applicazione dell'Indice RIE e dal rispetto degli altri parametri indicati nella tabella che precede.

Art. 59 Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) ed Edilizia Residenziale Sociale (ERS)

1. Definizione

Gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) sono gestiti dal Comune ai sensi della LR 24/2001. Il PUG concorre alla realizzazione delle politiche pubbliche per la casa, per rispondere al fabbisogno abitativo delle famiglie meno abbienti e a quello di particolari categorie sociali, attraverso l'incremento e la rigenerazione del patrimonio pubblico di alloggi.

Per gli alloggi di Edilizia Residenziale Sociale (ERS), il PUG recepisce la definizione di "alloggio sociale" contenuta nel D.M. 22.4.2008:

"E' definito "alloggio sociale" l'unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. L'alloggio sociale si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall'insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento delle esigenze primarie.".

Lo sviluppo dell'Edilizia Residenziale Sociale (ERS) è finalizzato a rispondere alla domanda di alloggi a canone convenzionato tramite azioni di partenariato pubblico-privato attivate grazie a politiche urbanistiche; esso risulta particolarmente dedicato a quei cittadini che, seppur non aventi titolo per accedere all'edilizia residenziale pubblica, non presentino adeguate capacità economico-finanziarie per soddisfare la propria domanda di alloggio tramite gli ordinari meccanismi di mercato.

Possono rientrare nella definizione di ERS anche gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati tramite ricorso a contributi od agevolazioni pubbliche.

La realizzazione di alloggi ERS, in quanto servizio di interesse economico generale, costituisce standard urbanistico (Dotazione territoriale), ai sensi dell'art. A-6-bis dell'Allegato A della LR 20/200039 da cedersi gratuitamente al Comune oppure da locarsi a condizioni economiche stabilite dal Comune; in tale ultimo caso potranno essere considerati quali alloggi ERS esclusivamente immobili destinati alla locazione temporanea per almeno 14 anni, con la possibilità di alienarli in proprietà ai conduttori solo al termine di tale periodo, ed i cui inquilini siano individuati dal Comune.

2. Disciplina

Con riferimento agli alloggi ERP:

Al fine di concorrere alla realizzazione delle politiche pubbliche per la casa dirette a soddisfare il fabbisogno di alloggi per le famiglie meno abbienti, operando, secondo i principi di contenimento del consumo di suolo, il PUG prevede, in sede di ripianificazione di comparti decaduti, la realizzazione di idonee, proporzionate e sostenibili quantità di alloggi ERP, da cedersi al Comune.

La convenzione di cui all'art. 38, co. 3, lett. b) della LR 24/2017 disciplina compiutamente tale realizzazione e cessione degli alloggi ERP prevedendo, tra l'altro i termini, la superficie e le caratteristiche degli alloggi, la classe energetica, le garanzie e le clausole di tutela per il Comune. La relazione di cui all'art. 38, co. 3, lett. c) è integrata con la specifica dimostrazione della sostenibilità della fattibilità e sostenibilità dell'intervento con riferimento alla quota di alloggi ERP da realizzare.

Con riferimento agli alloggi ERS:

Il PUG, in attuazione della LR 24/2001, assume la necessità di incrementare la disponibilità di alloggi di Edilizia Residenziale Sociale prioritariamente attraverso la riqualificazione urbana, la rigenerazione sostenibile e l'acquisto del patrimonio edilizio esistente e contrastando il consumo di suolo.

Il Comune inserisce nelle convenzioni urbanistiche apposite clausole di prelazione in caso di cessione degli alloggi ERS ed altre clausole di tutela delle proprie ragioni al fine di rendere efficaci le politiche abitative.

In caso di realizzazione di nuova edificazione residenziale all'esterno del territorio urbanizzato per la realizzazione di interventi di ERS, ai sensi dell'art. 5, co. 3, lett. b) della LR 25/2017, la relazione di cui all'art. 38, co. 3, lett. c) deve fornire specifica dimostrazione della fattibilità e sostenibilità dell'intervento con riferimento alla quota di edilizia libera indispensabile per assicurare la fattibilità economico finanziaria dell'intervento nonché giustificazione del consumo di suolo. In tali casi, in considerazione delle condizioni di pericolosità idraulica del territorio comunale, al fine di ridurre l'esposizione di edifici nei confronti del rischio idraulico e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, le nuove aree per la realizzazione di ERS, compresa la quota di edilizia libera necessaria per assicurare la fattibilità economico finanziaria dell'intervento, non potranno ricadere in ambiti a pericolosità idraulica molto elevata (P.1), elevata (P2a) e alta (P2b).

Gli AO ed i PAIP aventi ad oggetto interventi di addensamento o sostituzione urbana, comprensivi anche di quelli di rigenerazione urbana, prevedono la realizzazione di una quantità di alloggi ERS nella misura minima del 10% degli alloggi complessivi; la convenzione urbanistica definisce le caratteristiche edilizie degli alloggi ERS e contiene apposite clausole di prelazione a favore del Comune in caso di cessione degli alloggi ed altre clausole di tutela delle proprie ragioni al fine di rendere efficaci le politiche abitative.

39. Le definizioni uniformi contenute nell’Allegato A della LR 20/2000 restano vigenti sino all’emanazione dell’Atto di coordinamento tecnico previsto dall’art. 29, co. 2, della LR 24/2017

Art. 60 Attrezzature e infrastrutture tecnologiche

1. Definizione

Lo "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG individua, con grafia ideogrammatica, le Attrezzature tecnologiche, ricadenti parte nel Territorio Urbanizzato e parte nel Territorio Extraurbano.

Le Attrezzature tecnologiche sono distinte per tipologia:

  • - Cimiteri,
  • - Depuratori,
  • - Centri di raccolta (CDR).

Le fasce di rispetto dei Cimiteri e dei Depuratori sono riportate nella Tavola dei vincoli "Limiti e rispetti" e sono disciplinate agli Artt. 40 e 41.

La Tavola dei vincoli "Limiti e rispetti" riporta l'indicazione delle Infrastrutture tecnologiche e delle relative fasce di rispetto di:

  • - Elettrodotti,
  • - Gasdotti,

che sono disciplinate agli Artt. 42 e 43.

2. Disciplina

Nelle aree ove sono insediate Attrezzature tecnologiche, è ammesso l'insediamento degli usi riconducibili alla seguente categoria funzionale:

g) dotazioni di servizio e infrastrutture
U.25 Infrastrutture tecniche e tecnologiche.
U.26 Impianti di trasmissione via etere
U.27 Attrezzature per la mobilità
U.30 Cimiteri

La realizzazione di nuove attrezzature tecnologiche potrà essere effettuata mediante la procedura di realizzazione delle opere pubbliche ovvero mediante quella prevista dalla disciplina di settore.

Art. 61 Tessuti urbani prevalentemente residenziali

1. Definizione

Il PUG individua, tramite univoca rappresentazione cartografica, i tessuti urbani prevalentemente residenziali sia in corrispondenza del capoluogo che in corrispondenza delle frazioni.

I Tessuti urbani prevalentemente residenziali sono caratterizzati dalla presenza di edifici che necessitano diffusamente di interventi di qualificazione energetica e sismica, costruiti entro lotti di pertinenza di piccola o media dimensione con presenza di alberature o piccoli giardini.

2. Disciplina

Nel rispetto di eventuali vincoli storico-architettonici, gli interventi ammessi sugli edifici residenziali esistenti sono tutti quelli necessari al miglioramento e all'efficientamento degli edifici, sia in termini energetici che sismici, ma anche funzionali, compatibilmente con lo spazio a disposizione nell'area di impianto dell'edificio, al fine di rispettare il relativo Indice RIE.

Gli interventi sugli edifici esistenti nei Tessuti urbani prevalentemente residenziali sono realizzabili con intervento diretto. E' altresì ammessa la presentazione di AO e PAIP includenti Tessuti urbani prevalentemente residenziali.

Gli interventi di ampliamento (AM) degli edifici esistenti dovranno contemplare il contestuale miglioramento ed efficientamento sia dell'edificio esistente che della parte in ampliamento, sia in termini energetici che sismici. L'ampliamento sarà ammissibile compatibilmente con lo spazio a disposizione nell'area di impianto dell'edificio al fine di rispettare il relativo Indice RIE.

In presenza di eventuali vincoli storico-architettonici, l'ampliamento non è ammesso.

Per gli interventi di nuova costruzione (NC) nei lotti liberi e per gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), si applicano i parametri indicati ai commi riportati di seguito.

3. Usi ammessi

Per gli edifici esistenti nei tessuti urbani prevalentemente residenziali, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione può essere modificata, compatibilmente con l'impianto tipologico qualora l'edificio sia soggetto a tutela, verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali elencate di seguito. Qualora si confermi l'attività produttiva esistente, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS).

Gli ampliamenti (AM), gli interventi di ristrutturazione edilizia (RE) e gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC) sono ammessi esclusivamente nel caso di dismissione dell'attività produttiva con modifica della destinazione d'uso verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali di seguito elencate:

a) residenziale:
U.1 Residenza
b) turistico ricettiva:
U.2 Attività ricettive
U.3b Residenza collettiva privata
c) produttivo:
U.13a Artigianato di servizio ai beni e alle persone
U.13b Piccole officine e laboratori artigianali
d) direzionale:
U.11 Piccoli uffici e studi professionali
U.12 Attività terziarie e direzionali
U.21b Attrezzature sportive private
U.23b Attrezzature private per l'istruzione e la formazione
U.28b Attrezzature socio-sanitarie private
e) commerciale:
U.4 Esercizi commerciali di vicinato
U.5.1 Medio-piccole strutture di vendita:
(attività di commercio al dettaglio svolte in esercizi singoli di SV compresa fra 251 mq e 1.500 mq).
Si distinguono in:
- U.5.1a - Medio-piccole strutture di vendita alimentari
- U.5.1b - Medio-piccole strutture di vendita non alimentari
U.7 Pubblici esercizi
U.31 Distributori di carburante (solo se esistenti)
U.34 Commercio al dettaglio all'aperto
g) dotazioni di servizio e infrastrutture:
U.3a Residenza collettiva pubblica
U.20 Servizi e attrezzature di interesse comune
U.21a Attrezzature sportive pubbliche
U.22 Attrezzature per il verde
U.23a Attrezzature pubbliche per l'istruzione
U.24 Attrezzature politico-amministrative e sedi istituzionali
U.28a Attrezzature socio-sanitarie pubbliche
U.29 Attrezzature culturali

Per gli edifici esistenti ove siano già insediate attività produttive non compatibili con l'uso prevalentemente residenziale del tessuto urbano che li ospita, qualora si preveda la conferma dell'attività produttiva, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS).

Per gli edifici esistenti ove siano già insediate attività commerciali o terziarie, sono ammessi tutti gli interventi edilizi.

Per gli edifici di nuova costruzione gli usi ammessi sono indicati nella tabella che precede, valutandone la compatibilità con il contesto del nuovo insediamento.

4. Parametri urbanistici ed edilizi

Nei tessuti urbani prevalentemente residenziali non è predefinita una superficie edificabile massima, il cui limite viene determinato dall'applicazione dell'Indice RIE e dal rispetto dei parametri indicati di seguito.

Per gli interventi di nuova costruzione (NC) nei lotti liberi e per gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) e di ampliamento (AM), si applicano i parametri indicati ai commi riportati di seguito.

Nei tessuti urbani prevalentemente residenziali sono ammessi gli interventi edilizi nel rispetto dei seguenti parametri:

SM Superficie minima di intervento = SF (Superficie fondiaria)
RIE Indice di Riduzione dell'Impatto Edilizio = - RIE ≥ 4 per gli interventi di nuova costruzione (NC) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) di edifici esistenti,
- RIE ≥ 2,5 per gli interventi di ampliamento (AM) di edifici esistenti, con riferimento al sedime totale del fabbricato (esistente + ampliamento),
- RIE_P (RIE di progetto) ≥ RIE_F (RIE di stato di fatto) per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
Ip Indice di Permeabilità = - ≥ 40% (corrispondente ad una superficie permeabile minima del 40% della Superficie Fondiaria), per gli interventi di nuova costruzione (NC) o di ampliamento (AM) (con riferimento al sedime totale del fabbricato: esistente + ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC)
- non inferiore all'Ip esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
Rc Rapporto di copertura = - ≤30% (corrispondente ad una superficie coperta massima del 30% della Superficie Fondiaria), per gli interventi di nuova costruzione (NC), di ampliamento (AM) (con riferimento al sedime totale del fabbricato: esistente + ampliamento) e di demolizione e ricostruzione (REC),
- non superiore al Rc esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
MRI Misure di risparmio idrico = Gli interventi di NC, REC, RE, AM sono soggetti agli obblighi di cui al precedente art. 7 comma 4
Dc Distanza dai confini di proprietà = - Esistente
- 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) con riferimento alla porzione in ampliamento e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC).
Per le strutture che sostengono il verde rampicante di ombreggiamento dei parcheggi, non è imposta una distanza minima dai confini di proprietà.
De Distanze tra edifici = 10 m tra pareti finestrate e comunque nel rispetto della legislazione vigente
Ds Distanza dalle strade = - Esistente
- 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC)
VL Visuale libera = 0,5
Vpc Quota condominiale di verde privato = 20% della SF al netto della superficie coperta
H Altezza massima (n. piani compreso il PT) = - Esistente
- 3 piani per gli interventi di nuova costruzione (NC) o di ampliamento (AM) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) incrementabili se gli edifici contermini su tutti e quattro i lati hanno un numero superiore di piani o qualora si operi su un edificio esistente che già dispone di un numero superiore di piani.
PU Parcheggi di urbanizzazione = Richiesti per gli interventi di NC, AM, REC e per le modifiche di destinazione d'uso che determinino un incremento di carico urbanistico, con riferimento alle porzioni di SU interessate dall'intervento: 30 mq/100 mq SU (superficie minima dei posti auto come da Codice della Strada) da realizzare con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante, monetizzabili, anche in parte, nei casi in cui non vi siano le condizioni spaziali per realizzarli in loco.
Pp Parcheggi di pertinenza = 1 posto auto coperto per alloggio (superficie minima 2,70 x 5,20 m). Qualora non sia possibile ricavarli al coperto, i posti auto dovranno essere ricavati all'aperto, nell'area di pertinenza, con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.

5. Prescrizioni particolari

Il rilascio del permesso di costruire per interventi da realizzarsi nei tessuti urbani prevalentemente residenziali, comportano la corresponsione di un contributo di sostenibilità ambientale finalizzato all'attuazione della Strategia "Rigenerare la città esistente" di cui all'Obiettivo n. 2 del PUG "Migliorare la qualità dell'ambiente urbano", attraverso l'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4 "Zona produttiva di Nonantola" che prevede di attuare gli interventi di desigillazione delle superfici impermeabilizzate, l'incremento delle superfici permeabili e l'impianto di nuove alberature, con interventi da attuarsi in corrispondenza dei parcheggi non alberati e delle strade dell'ambito produttivo di Nonantola, destinando una quota delle entrate derivanti dagli interventi edilizi ammessi negli ambiti residenziali e produttivi esistenti, prevedendo un apposito contributo aggiuntivo destinato a tale finalità di interesse generale e con l'istituzione di un apposito capitolo di spesa.

L'importo del contributo di sostenibilità ambientale, nonché le sue concrete modalità attuative, ad integrazione di quanto qui disposto, è stabilito dal Comune con apposita delibera della Giunta comunale e viene aggiornato periodicamente. Questo è determinato in misura direttamente proporzionale alla superficie dell'intervento realizzato ed inversamente proporzionale all'incremento del RIE; la delibera stabilisce altresì una soglia di incremento del RIE oltre la quale il contributo non è dovuto. Le entrate derivanti dal contributo di sostenibilità ambientale sono espressamente vincolate al finanziamento dell'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4 "Zona produttiva di Nonantola" ed il loro impiego deve essere espressamente documentato, assieme allo stato di realizzazione dell'Azione, nell'ambito del monitoraggio del PUG. Decorsi 5 anni dalla corresponsione senza che la quota di contributo versato sia stata impegnata per l'attuazione dell'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4, il privato può chiederne la ripetizione (restituzione).

Art. 62 Tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari

1. Definizione

Il PUG individua, tramite univoca rappresentazione cartografica, i tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari sia in corrispondenza del capoluogo di Nonantola che in corrispondenza della frazione di Casette. Non sono presenti tessuti urbani produttivi/commerciali/terziari nelle altre frazioni del Comune di Nonantola.

I Tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari sono caratterizzati dalla presenza di edifici che necessitano diffusamente di interventi di qualificazione energetica e sismica, costruiti entro lotti di pertinenza sostanzialmente saturi, con rapporti di copertura molto elevati e modestissima presenza di alberature e aree a prato.

2. Disciplina

Gli interventi ammessi sugli edifici produttivi/commerciali/terziari esistenti sono tutti quelli necessari al miglioramento e all'efficientamento degli edifici, sia in termini energetici che sismici, ma anche funzionali, compatibilmente con lo spazio a disposizione nell'area di impianto dell'edificio, al fine di rispettare il relativo Indice RIE.

Gli interventi sugli edifici esistenti nei Tessuti urbani produttivi/commerciali/terziari sono realizzabili con intervento diretto. E' altresì ammessa la presentazione di AO e PAIP includenti Tessuti urbani produttivi/commerciali/terziari.

Per gli edifici esistenti ove siano già insediati usi residenziali, in edifici totalmente residenziali o in edifici prevalentemente non residenziali, non necessariamente in forma correlata alle attività produttive/commerciali/terziarie, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS) e di ristrutturazione edilizia conservativa (RE). Non sono ammessi interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC) se non con cambio d'uso verso gli usi della tabella che segue.

Per gli edifici esistenti ove siano già insediate attività commerciali o terziarie, sono ammessi tutti gli interventi edilizi.

3. Usi ammessi

Per gli edifici esistenti nei tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione può essere modificata, verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali elencate di seguito. Lo stesso vale per gli ampliamenti (AM), gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC) e per la nuova costruzione (NC), ove sono ammessi gli usi riconducibili alle categorie funzionali di seguito elencate:

b) turistico ricettiva:
U.2 Attività ricettive
c) produttivo:
U.13a Artigianato di servizio ai beni e alle persone
U.13b Piccole officine e laboratori artigianali
U.14 Artigianato di servizio agli automezzi
U.15 Attività artigianali e industriali
U.16 Attività artigianali e industriali del settore agro-alimentare e conserviero
U.18a Attività di rottamazione e lavorazione inerti
U.18b Attività operanti nel settore dei rifiuti
U.32 Impianti fotovoltaici
d) direzionale:
U.10b Locali per lo spettacolo (privati)
U.11 Piccoli uffici e studi professionali
U.12 Attività terziarie e direzionali
U.21b Attrezzature sportive private
U.23b Attrezzature private per l'istruzione e la formazione
e) commerciale:
U.4 Esercizi commerciali di vicinato
U.5.1 Medio-piccole strutture di vendita: (attività di commercio al dettaglio svolte in esercizi singoli di SV compresa fra 251 mq e 1.500 mq). Si distinguono in: - U.5.1a - Medio-piccole strutture di vendita alimentari - U.5.1b - Medio-piccole strutture di vendita non alimentari
U.7 Pubblici esercizi
U.8 Esposizioni, mostre, fiere, mercati ambulanti
U.9 Attività commerciali all'ingrosso, magazzini, depositi
U.19 Attività di rimessaggio veicoli
U.31 Distributori di carburante (solo se esistenti)
U.34 Commercio al dettaglio all'aperto
g) dotazioni di servizio e infrastrutture:
U.10b Locali per lo spettacolo (pubblici)
U.20 Servizi e attrezzature di interesse comune
U.21a Attrezzature sportive pubbliche
U.25 Infrastrutture tecniche e tecnologiche
U.26 Impianti di trasmissione via etere
U.27 Attrezzature per la mobilità

Per gli edifici di nuova costruzione gli usi ammessi sono indicati nella tabella che precede, valutandone la compatibilità con il contesto del nuovo insediamento.

4. Parametri urbanistici ed edilizi

Nei tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari non è predefinita una superficie edificabile massima, il cui limite viene determinato dall'applicazione dell'Indice RIE e dal rispetto dei parametri indicati di seguito.

Per gli interventi di nuova costruzione (NC) nei lotti liberi e per gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) e di ampliamento (AM), si applicano i parametri indicati ai commi riportati di seguito.

Nei tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari sono ammessi gli interventi edilizi nel rispetto dei seguenti parametri:

SM Superficie minima di intervento = SF (Superficie fondiaria)
RIE Indice di Riduzione dell'Impatto Edilizio = - RIE ≥ 2,5 per gli interventi di nuova costruzione (NC) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) di edifici esistenti, - RIE ≥ 1,5: per gli interventi di ampliamento (AM) di edifici esistenti, con riferimento al sedime totale del fabbricato (esistente + ampliamento), - RIE_P (RIE di progetto) ≥ RIE_F (RIE di stato di fatto) per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
Ip Indice di Permeabilità = - ≥ 25% (corrispondente ad una superficie permeabile minima del 25% della Superficie Fondiaria), per gli interventi di nuova costruzione (NC) o di ampliamento (AM) (con riferimento al sedime totale del fabbricato: esistente + ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC), - non inferiore all'Ip esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
MRI Misure di risparmio idrico = Gli interventi di NC, REC, RE, AM sono soggetti agli obblighi di cui al precedente art. 7 comma 4
H Altezza massima (n. piani compreso il PT) = - Esistente, - 12 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) o di ampliamento (AM) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) o, per quest'ultimo caso, pari all'altezza dell'edificio esistente, qualora si operi su un edificio esistente che già presenta un'altezza superiore.
VL Visuale libera = 0,5
Dc Distanza dai confini di proprietà = - Esistente, - 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC). Per le strutture che sostengono il verde rampicante di ombreggiamento dei parcheggi, non è imposta una distanza minima dai confini di proprietà.
De Distanze tra edifici = 10 m tra pareti finestrate e comunque nel rispetto della legislazione vigente
Ds Distanza dalle strade = - Esistente, - 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione REC).
PU Parcheggi di urbanizzazione = Richiesti per gli interventi di NC, AM, REC e per le modifiche di destinazione d'uso che determinino un incremento di carico urbanistico, con riferimento alle porzioni di SU interessate dall'intervento: 30 mq/100 mq di SU (superficie minima dei posti auto come da Codice della Strada) da realizzare con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante, monetizzabili, anche in parte, nei casi in cui non vi siano le condizioni spaziali per realizzarli in loco.
Pp Parcheggi di pertinenza = 30 mq/100 mq di SU (superficie minima 2,70 x 5,20 m). Qualora non sia possibile ricavarli al coperto, i posti auto potranno essere realizzati all'aperto, nell'area di pertinenza, con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.

5. Prescrizioni particolari

Il rilascio del permesso di costruire per interventi da realizzarsi nei tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari, comportano la corresponsione di un contributo di sostenibilità ambientale finalizzato all'attuazione della Strategia "Rigenerare la città esistente" di cui all'Obiettivo n. 2 del PUG "Migliorare la qualità dell'ambiente urbano", attraverso l'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4 "Zona produttiva di Nonantola" che prevede di attuare gli interventi di desigillazione delle superfici impermeabilizzate, l'incremento delle superfici permeabili e l'impianto di nuove alberature, con interventi da attuarsi in corrispondenza dei parcheggi non alberati e delle strade dell'ambito produttivo di Nonantola, destinando una quota delle entrate derivanti dagli interventi edilizi ammessi negli ambiti residenziali e produttivi esistenti, prevedendo un apposito contributo aggiuntivo destinato a tale finalità di interesse generale e con l'istituzione di un apposito capitolo di spesa.

L'importo del contributo di sostenibilità ambientale, nonché le sue concrete modalità attuative, ad integrazione di quanto qui disposto, è stabilito dal Comune con apposita delibera della Giunta comunale e viene aggiornato periodicamente. Questo è determinato in misura direttamente proporzionale alla superficie dell'intervento realizzato ed inversamente proporzionale all'incremento del RIE; la delibera stabilisce altresì una soglia di incremento del RIE oltre la quale il contributo non è dovuto. Le entrate derivanti dal contributo di sostenibilità ambientale sono espressamente vincolate al finanziamento dell'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4 "Zona produttiva di Nonantola" ed il loro impiego deve essere espressamente documentato, assieme allo stato di realizzazione dell'Azione, nell'ambito del monitoraggio del PUG. Decorsi 5 anni dalla corresponsione senza che la quota di contributo versato sia stata impegnata per l'attuazione dell'Azione n. 4, il privato può chiederne la ripetizione (restituzione).

Art. 63 Localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie

1. Definizione

    Lo "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG individua, con grafia ideogrammatica, le localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie, ricadenti nei Tessuti urbani prevalentemente residenziali del Territorio Urbanizzato di Nonantola. Le localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie sono rappresentate con un simbolo identificativo del tipo di attività presente. Sono altresì da considerare localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie, ancorché non identificate nella cartografia del PUG, le situazioni in cui, alla data di adozione del PUG, nell'ambito dei Tessuti urbani prevalentemente residenziali del Territorio Urbanizzato di Nonantola, sia documentabile la presenza di edifici totalmente destinati ad attività produttive/commerciali/terziarie o di attività produttive/ commerciali/terziarie ospitate in una parte di un edificio residenziale. Le localizzazioni puntuali delle attività produttive/commerciali/terziarie nei tessuti urbani prevalentemente residenziali, rappresentate da edifici totalmente destinati ad attività produttive/commerciali/terziarie o da edifici residenziali che ospitano anche attività produttive/commerciali/terziarie in una parte dell'edificio, necessitano diffusamente di interventi di qualificazione energetica e sismica.

2. Disciplina

    La Disciplina (non anche la cartografia) distingue le situazioni di edifici residenziali che ospitano attività produttive dalle situazioni di edifici che ospitano attività commerciali/terziarie, che dovranno essere documentate in sede progettuale, considerando le prime (a differenza dalle seconde) non compatibili con i tessuti urbani prevalentemente residenziali. Per tale ragione, negli edifici totalmente o parzialmente utilizzati per attività produttive non sono ammessi ampliamenti (AM) né interventi di Ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione (REC), né interventi di Ristrutturazione edilizia (RE) che sono invece ammessi negli edifici totalmente o parzialmente utilizzati per attività commerciali/terziarie. Gli interventi ammessi sugli edifici totalmente o parzialmente utilizzati per attività produttive sono la Manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS) e quelli necessari al miglioramento e all'efficientamento degli edifici, sia in termini energetici che sismici, ammessi ovviamente anche negli edifici totalmente o parzialmente utilizzati per attività commerciali/terziarie. Gli interventi sugli edifici esistenti che ospitano attività produttive/commerciali/terziarie nei Tessuti urbani prevalentemente residenziali sono realizzabili con intervento diretto. E' altresì ammessa la presentazione di AO e PAIP includenti edifici che ospitano attività produttive/commerciali/terziarie nei Tessuti urbani prevalentemente residenziali.

3. Usi ammessi

    Per gli edifici esistenti nei tessuti urbani prevalentemente residenziali interessati da localizzazioni puntuali di attività produttive/commerciali/terziarie, la destinazione d'uso corrente dell'immobile o dell'unità immobiliare oggetto di intervento è quella definita all'art. 28, co. 6, della LR 15/2013; tale destinazione può essere modificata, verso gli usi riconducibili alle categorie funzionali elencate di seguito. Lo stesso vale per gli ampliamenti (AM) e gli interventi di ristrutturazione edilizia (RE) o di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), ove sono ammessi gli usi riconducibili alle categorie funzionali di seguito elencate:
a) residenziale:
U.1 Residenza
b) turistico ricettiva:
U.2 Attività ricettive
U.3b Residenza collettiva privata
c) produttivo:
U.13a Artigianato di servizio ai beni e alle persone
d) direzionale:
U.11 Piccoli uffici e studi professionali
U.12 Attività terziarie e direzionali
U.21b Attrezzature sportive private
U.23b Attrezzature private per l'istruzione e la formazione
U.28b Attrezzature socio-sanitarie private
e) commerciale:
U.4 Esercizi commerciali di vicinato
U.5.1 Medio-piccole strutture di vendita: (attività di commercio al dettaglio svolte in esercizi singoli di SV compresa fra 251 mq e 1.500 mq). Si distinguono in: - U.5.1a - Medio-piccole strutture di vendita alimentari - U.5.1b - Medio-piccole strutture di vendita non alimentari
U.7 Pubblici esercizi
U.31 Distributori di carburante (solo se esistenti)
U.34 Commercio al dettaglio all'aperto
g) dotazioni di servizio e infrastrutture:
U.3a Residenza collettiva pubblica
U.20 Servizi e attrezzature di interesse comune
U.21a Attrezzature sportive pubbliche
U.22 Attrezzature per il verde
U.23a Attrezzature pubbliche per l'istruzione
U.24 Attrezzature politico-amministrative e sedi istituzionali
U.28a Attrezzature socio-sanitarie pubbliche
U.29 Attrezzature culturali
    Per gli edifici esistenti ove siano già insediate attività produttive non compatibili con l'uso prevalentemente residenziale del tessuto urbano residenziale che li ospita, qualora si preveda la conferma dell'attività produttiva, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS). Per gli edifici esistenti ove siano già insediate attività commerciali o terziarie, sono ammessi tutti gli interventi edilizi.

4. Parametri urbanistici ed edilizi

    Per gli interventi su edifici interessati da localizzazioni puntuali di attività commerciali/terziarie ricadenti nei tessuti urbani prevalentemente residenziali non è predefinita una superficie edificabile massima, il cui limite viene determinato dall'applicazione dell'Indice RIE e dal rispetto dei parametri indicati di seguito. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) e di ampliamento (AM) su edifici interessati da localizzazioni puntuali di attività commerciali/terziarie, non ammissibili qualora si preveda la conferma delle attività produttive insediate, si applicano i parametri indicati ai commi riportati di seguito.
SM Superficie minima di intervento = SF (Superficie fondiaria)
RIE Indice di Riduzione dell'Impatto Edilizio = - RIE ≥ 4 per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) di edifici residenziali esistenti che ospitano localizzazioni puntuali di attività commerciali/terziarie, - RIE ≥ 2,5 per gli interventi di ampliamento (AM) di edifici residenziali esistenti che ospitano localizzazioni puntuali di attività commerciali/terziarie, con riferimento al sedime totale del fabbricato (esistente + ampliamento), - RIE ≥ 1,5 per gli interventi di ampliamento (AM) di edifici esistenti, non residenziali, che ospitano localizzazioni puntuali di attività commerciali/terziarie, con riferimento al sedime totale del fabbricato (esistente + ampliamento), - RIE_P (RIE di progetto) ≥ RIE_F (RIE di stato di fatto), per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
Ip Indice di Permeabilità = - per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC): - ≥ 40% (corrispondente ad una superficie permeabile minima del 40% della Superficie Fondiaria) e comunque non inferiore all'Ip esistente, nel caso di edifici residenziali che ospitano attività commerciali/terziarie in una parte dell'edificio, - ≥ 25% (corrispondente ad una superficie permeabile minima del 25% della Superficie Fondiaria), nel caso di edifici che ospitano esclusivamente attività commerciali/terziarie, - non inferiore all'Ip esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti che ospitano attività commerciali/terziarie
Rc Rapporto di copertura = - ≤ 30% (corrispondente ad una superficie coperta massima del 30% della Superficie Fondiaria) per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC) e di ampliamento (AM) (con riferimento al sedime totale del fabbricato: esistente + ampliamento) - non superiore al Rc esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia conservativa (RE) di edifici esistenti.
MRI Misure di risparmio idrico = Gli interventi di NC, REC, RE, AM sono soggetti agli obblighi di cui al precedente art. 7 comma 4
H Altezza massima (n. piani compreso il PT) = Esistente
VL Visuale libera = 0,5
Dc Distanza dai confini di proprietà = - Esistente, - 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC). Per le strutture che sostengono il verde rampicante di ombreggiamento dei parcheggi, non è imposta una distanza minima dai confini di proprietà.
De Distanze tra edifici = 10 m tra pareti finestrate e comunque nel rispetto della legislazione vigente
Ds Distanza dalle strade = - Esistente, - 5 m per gli interventi di nuova costruzione (NC) e ampliamento (AM) (con riferimento alla porzione in ampliamento) e per gli interventi di demolizione e ricostruzione (REC).
PU Parcheggi di urbanizzazione = Richiesti per gli interventi di NC, AM, REC e per le modifiche di destinazione d'uso che determinino un incremento di carico urbanistico, con riferimento alle porzioni di SU interessate dall'intervento: 30 mq/100 mq SU (superficie minima dei posti auto come da Codice della Strada) da realizzare con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante, monetizzabili, anche in parte, nei casi in cui non vi siano le condizioni spaziali per realizzarli in loco.
Pp Parcheggi di pertinenza = Per la residenza: 1 posto auto coperto per alloggio, ove presenti (superficie minima 2,70 x 5,20 m). Per la quota di attività non residenziali, 30 mq/100 mq di SU (superficie minima 2,70 x 5,20 m). Qualora non sia possibile realizzarli al coperto, i posti auto potranno essere realizzati all'aperto, nell'area di pertinenza, con pavimentazioni permeabili e obbligatoriamente alberati o ombreggiati con verde rampicante.

5. Prescrizioni particolari

    Il rilascio del permesso di costruire per interventi da realizzarsi nelle localizzazioni puntuali di attività commerciali/terziarie, comportano la corresponsione di un contributo di sostenibilità ambientale finalizzato all'attuazione della Strategia "Rigenerare la città esistente" di cui all'Obiettivo n. 2 del PUG "Migliorare la qualità dell'ambiente urbano", attraverso l'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4 "Zona produttiva di Nonantola" che prevede di attuare gli interventi di desigillazione delle superfici impermeabilizzate, l'incremento delle superfici permeabili e l'impianto di nuove alberature, con interventi da attuarsi in corrispondenza dei parcheggi non alberati e delle strade dell'ambito produttivo di Nonantola, destinando una quota delle entrate derivanti dagli interventi edilizi ammessi negli ambiti residenziali e produttivi esistenti, prevedendo un apposito contributo aggiuntivo destinato a tale finalità di interesse generale e con l'istituzione di un apposito capitolo di spesa. L'importo del contributo di sostenibilità ambientale, nonché le sue concrete modalità attuative, ad integrazione di quanto qui disposto, è stabilito dal Comune con apposita delibera della Giunta comunale e viene aggiornato periodicamente. Questo è determinato in misura direttamente proporzionale alla superficie dell'intervento realizzato ed inversamente proporzionale all'incremento del RIE; la delibera stabilisce altresì una soglia di incremento del RIE oltre la quale il contributo non è dovuto. Le entrate derivanti dal contributo di sostenibilità ambientale sono espressamente vincolate al finanziamento dell'Azione relativa all'Ambito di rigenerazione urbana n. 4 "Zona produttiva di Nonantola" ed il loro impiego deve essere espressamente documentata, assieme allo stato di realizzazione dell'Azione, nell'ambito del monitoraggio del PUG. Decorsi 5 anni dalla corresponsione senza che la quota di contributo versato sia stata impegnata per l'attuazione dell'Azione sopra citata, il privato può chiederne la ripetizione (restituzione).

Art. 64 Ambiti residenziali in corso di attuazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi vigenti

1. Definizione

Gli ambiti residenziali in corso di attuazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi vigenti corrispondono ai comparti che sono stati attivati sulla base del PRG previgente. Essi sono indicati, nello "Schema strutturale di assetto del territorio" del PUG, con una grafia ideogrammatica che, nel caso specifico, è rappresentata da una forma ovale con bordo di colore verde e coloritura interna sfumata di colore arancio. Nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG, alla grafia ideogrammatica di cui sopra, è aggiunto un numero identificativo che consente di individuare, nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina, il comparto in corso di attuazione a cui la presente Disciplina necessariamente rimanda per i contenuti attuativi, la cui documentazione è depositata presso il Comune di Nonantola.

2. Disciplina

Gli interventi e gli usi ammessi negli ambiti residenziali in corso di attuazione sono stabiliti dai relativi strumenti urbanistici attuativi vigenti depositati presso il Comune di Nonantola, a cui si aggiungono le prescrizioni indicate di seguito, alla luce della LR 24/2017 e del Quadro Conoscitivo del PUG.

I comparti con strumenti urbanistici attuativi vigenti che vengano completati nei termini stabiliti dalla LR 24/2017 e dagli atti di coordinamento che ne sono conseguiti, devono adeguarsi anche a quanto stabilito dalla Disciplina particolare che segue al comma 3.

In caso di decadenza per esaurimento dei termini previsti dalla convenzione, la disciplina attuativa dovrà essere ridefinita tramite apposito AO o PAIP che ridefinisca le potenzialità edificatorie in misura comunque non superiore a quelle previste dallo strumento urbanistico decaduto e prevedendo la realizzazione di una quota di alloggi ERP, ai sensi dell'art. 59, la cui quantificazione dovrà essere definita con specifica dimostrazione della fattibilità e sostenibilità dell'intervento nella relazione di cui all'art. 38, co. 3, lett. c) integrata con riferimento alla quota di alloggi ERP da realizzare.

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale e quindi, anche negli ambiti residenziali in corso di attuazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi vigenti, è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano40:

  • - per gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica alta (P2b), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34,
  • - per gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti nell'Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 del precedenteArt. 37.

Non sono presenti ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti in altre aree di pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano.

40. La Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina indica, oltre alla destinazione prevalente (comparti residenziali o produttivi/commerciali/terziari), lo stato dei comparti (approvato e convenzionato, approvato ma non convenzionato, approvato con convenzione scaduta, strumento urbanistico attuativo presentato/ripresentato/ integrato entro il 31/12/2021), anche le condizioni di pericolosità e criticità idraulica dell’area in cui i comparti ricadono.

Art. 65 Ambiti produttivi in corso di attuazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi vigenti

1. Definizione

Gli ambiti produttivi in corso di attuazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi vigenti corrispondono ai comparti che sono stati attivati sulla base del PRG previgente. Essi sono indicati, nello "Schema strutturale di assetto del territorio" del PUG, con una grafia ideogrammatica che, nel caso specifico, è rappresentata da una forma ovale con bordo di colore verde e coloritura interna sfumata di colore viola. L'ambito soggetto a Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica (PIP) è indicato, nello "Schema strutturale di assetto del territorio" del PUG, con una grafia ideogrammatica che, nel caso specifico, è rappresentata da una forma ovale con bordo di colore verde tratteggiato e coloritura interna sfumata di colore viola.

Nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG, alla grafia ideogrammatica di cui sopra, è aggiunto un numero identificativo che consente di individuare, nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina, il comparto in corso di attuazione a cui la presente Disciplina necessariamente rimanda per i contenuti attuativi, la cui documentazione è depositata presso il Comune di Nonantola.

2. Disciplina

Gli interventi e gli usi ammessi negli ambiti produttivi in corso di attuazione sono stabiliti dai relativi strumenti urbanistici attuativi vigenti depositati presso il Comune di Nonantola, a cui si aggiungono le prescrizioni indicate di seguito, alla luce della LR 24/2017 e del Quadro Conoscitivo del PUG.

I comparti con strumenti urbanistici attuativi vigenti che vengano completati nei termini stabiliti dalla LR 24/2017 e dagli atti di coordinamento che ne sono conseguiti, e devono adeguarsi anche a quanto stabilito dalla Disciplina particolare che segue al comma 3.

In caso di decadenza per esaurimento dei termini previsti dalla convenzione, la disciplina attuativa dovrà essere ridefinita tramite apposito AO o PAIP che ridefinisca le potenzialità edificatorie in misura comunque non superiore a quelle previste dallo strumento urbanistico decaduto e prevedendo la cessione gratuita al Comune di appositi spazi per attività produttive che questo potrà utilizzare per attività quali co-working, spazi per start-up ed altre iniziative di promozione dell'imprenditoria, in particolare quella giovanile, la cui quantificazione è definita con specifica dimostrazione della sostenibilità della fattibilità e sostenibilità dell'intervento nella relazione di cui all'art. 38, co. 3, lett. c) integrata con riferimento alla quota di spazi per le attività rivolte all'imprenditoria giovanile da realizzare.

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale e quindi, anche negli ambiti produttivi/commerciali/terziari in corso di attuazione sulla base di strumenti urbanistici attuativi vigenti, è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano41

  • - per gli ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica molto elevata (P1), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 7 del precedenteArt. 32,
  • - per gli ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica alta (P2b), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34),
  • - per gli ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica media (P3b), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 36,
  • - per gli ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti nell'Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 del precedenteArt. 37.

Non sono presenti ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo vigente ricadenti in altre aree di pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano.

41. La Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina indica, oltre alla destinazione prevalente (comparti residenziali o produttivi/commerciali/terziari), lo stato dei comparti (approvato e convenzionato, approvato ma non convenzionato, approvato con convenzione scaduta, strumento urbanistico attuativo presentato/ripresentato/ integrato entro il 31/12/2021), anche le condizioni di pericolosità e criticità idraulica dell’area in cui i comparti ricadono.

Art. 66 Ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo scaduto

1. Definizione

Gli ambiti residenziali nei quali sia decorso il termine stabilito per la esecuzione dello strumento urbanistico attuativo, stabilito ai sensi dell'art. 17 della L. 1150/1942, sono definiti "scaduti". Questi sono indicati, nello "Schema strutturale di assetto del territorio" del PUG, con una grafia ideogrammatica che, nel caso specifico, è rappresentata da una forma ovale con bordo di colore grigio e coloritura interna sfumata di colore arancio. Nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG, alla grafia ideogrammatica di cui sopra, è aggiunto un numero identificativo che consente di individuare, nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina, il comparto con strumento urbanistico attuativo scaduto a cui la presente Disciplina necessariamente rimanda per i contenuti attuativi, la cui documentazione è depositata presso il Comune di Nonantola.

Oltre agli ambiti indicati nello "Schema strutturale di assetto del territorio" e nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG, sono soggetti alla disciplina di cui al presente articolo anche i comparti i cui termini per la realizzazione delle opere risultino progressivamente scaduti dopo l'adozione del PUG.

2. Disciplina

Le previsioni urbanistiche stabilite da strumenti urbanistici scaduti sono inefficaci; i relativi comparti sono ripianificati dal PUG secondo le disposizioni seguenti.

La nuova disciplina attuativa dovrà essere ridefinita tramite apposito AO o PAIP che ridefiniscano le potenzialità edificatorie, in misura comunque non superiore a quelle previste dallo strumento urbanistico decaduto, e prevedendo la realizzazione di una quota di alloggi ERP, ai sensi dell'art. 59, la cui quantificazione, nella misura minima del 10% degli alloggi complessivi, è definita con specifica dimostrazione della sostenibilità della fattibilità e sostenibilità dell'intervento nella relazione di cui all'art. 38, co. 3, lett. c) integrata con riferimento alla quota di alloggi ERP da realizzare.

Nelle more della ridefinizione, tramite apposito AO o PAIP, della disciplina relativa ai comparti oggetto di strumenti urbanistici scaduti, non potranno essere rilasciati titoli edilizi relativi a nuove costruzioni.

Per i comparti i cui termini per la realizzazione delle opere risultino progressivamente scaduti dopo l'adozione del PUG, di cui all'ultimo capoverso del precedente comma 1, oltre ad alloggi ERP, si potrà prevedere la possibilità di realizzare Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi).

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale e quindi, anche negli ambiti residenziali scaduti per i quali vengano stipulati Accordi Operativi finalizzati alla realizzazione di alloggi ERP, è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano42:

  • - per gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo scaduto ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica alta (P2b), per i quali vengano stipulati Accordi Operativi finalizzati alla realizzazione di alloggi ERP, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34,
  • - per gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo scaduto ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica media (P3a), per i quali vengano stipulati Accordi Operativi finalizzati alla realizzazione di alloggi ERP, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 35,
  • - per gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo scaduto ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica media (P3b), per i quali vengano stipulati Accordi Operativi finalizzati alla realizzazione di alloggi ERP, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 36,
  • - per gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo scaduto ricadenti nell'Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo, per i quali vengano stipulati Accordi Operativi finalizzati alla realizzazione di alloggi ERP, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 del precedenteArt. 37.

Non sono presenti ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo scaduto ricadenti in altre aree di pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano.

42. La Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina indica, oltre alla destinazione prevalente (comparti residenziali o produttivi/commerciali/terziari), lo stato dei comparti (approvato e convenzionato, approvato ma non convenzionato, approvato con convenzione scaduta, strumento urbanistico attuativo presentato/ripresentato/ integrato entro il 31/12/2021), anche le condizioni di pericolosità e criticità idraulica dell’area in cui i comparti ricadono.

Art. 67 Ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo scaduto

1. Definizione

  • - L'ambito produttivo "D.2GB" ubicato al limite nord dell'area produttiva di Casette, essendo decorso il termine stabilito per la esecuzione del suo strumento urbanistico attuativo, stabilito ai sensi dell'art. 17 della L. 1150/1942, viene definito "scaduto".
  • - L'ambito produttivo "D.2 Ortigaro", ubicato nell'area produttiva di Nonantola, essendo decorso il termine stabilito per la esecuzione del suo strumento urbanistico attuativo, stabilito ai sensi dell'art. 17 della L. 1150/1942, viene definito "scaduto".

Oltre agli ambiti sopra richiamati, sono soggetti alla disciplina di cui al presente articolo anche i comparti i cui termini per la realizzazione delle opere risultino progressivamente scaduti dopo l'adozione del PUG.

2. Disciplina

  • - L'ambito produttivo "D.2GB", scaduto ai sensi dell'art. 17 della L. 1150/1942, il cui strumento urbanistico attuativo prevedeva originariamente due stralci, è ripianificato dal PUG nel modo seguente:
  • - la parte a sud, attuata sulla base del primo stralcio dello strumento urbanistico attuativo, già edificata e con opere di urbanizzazione completate, è riclassificata nell'ambito dei "Tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari" ed è assoggettata alle disposizioni di cui al precedente art. 62,
  • - per la parte a nord, originariamente corrispondente al secondo stralcio dello strumento urbanistico attuativo ma non attuata, considerato:
  • - che l'area è delimitata, a nord e ad ovest dall'infrastruttura verde/blu del Cavo Fossa Signora, particolarmente significativa in quanto facente parte del sistema di canali che innervano il territorio nonantolano in direzione nord-sud e in direzione est-ovest, a cui il piano assegna una particolare rilevanza per il miglioramento delle condizioni microclimatiche dei tessuti urbani contermini (Casette),
  • - che l'area ricade in un ambito caratterizzato da pericolosità e criticità idraulica ricadendo nell' "Area con condizioni di pericolosità idraulica alta P2b" e nell'"Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo",

la Strategia del PUG ne stabilisce la riclassificazione a Territorio rurale.

  • - L'ambito produttivo "D.2 Ortigaro" scaduto ai sensi dell'art. 17 della L. 1150/1942, del cui strumento urbanistico attuativo è rimasto inedificato un unico lotto, è ripianificato dal PUG nell'ambito dei "Tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari" ed è assoggettato alle disposizioni di cui al precedente art. 62.
  • - Per i comparti i cui termini per la realizzazione delle opere risultino progressivamente scaduti dopo l'adozione del PUG, nelle more della ridefinizione, tramite apposito AO o PAIP, della disciplina relativa ai comparti stessi, non potranno essere rilasciati titoli edilizi relativi a nuove costruzioni. In tali comparti, gli AO o PAIP dovranno ridefinire le potenzialità edificatorie, in misura comunque non superiore a quelle previste dallo strumento urbanistico decaduto, prevedendo la realizzazione di una quota di alloggi ERP nella misura minima del 10% degli alloggi complessivi, la cui quantificazione sarà definita con specifica dimostrazione della sostenibilità della fattibilità e sostenibilità dell'intervento. In luogo degli alloggi ERP, si potrà prevedere la realizzazione di Dotazioni territoriali (attrezzature di servizio e spazi collettivi) o di Attrezzature e infrastrutture tecnologiche.

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale e quindi, anche tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano43:

  • - per il lotto non edificato ricadente nei tessuti urbani prevalentemente produttivi/commerciali/terziari originariamente interessato dal comparto produttivo scaduto "D.2 Ortigaro" ricadente nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica alta (P2b), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34.

43. La Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina indica, oltre alla destinazione prevalente (comparti residenziali o produttivi/commerciali/terziari), lo stato dei comparti (approvato e convenzionato, approvato ma non convenzionato, approvato con convenzione scaduta, strumento urbanistico attuativo presentato/ripresentato/ integrato entro il 31/12/2021), anche le condizioni di pericolosità e criticità idraulica dell’area in cui i comparti ricadono.

Art. 68 Ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo in itinere

1. Definizione

Gli ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo in itinere comprendono i comparti che sono stati attivati sulla base del PRG previgente ma che risultano non approvati e non convenzionati oppure approvati ma non convenzionati oppure ancora presentati nei termini previsti dalla LR 24/2017 e per i quali la stessa legge prevede la possibilità di completare l'iter al fine della loro attuazione. Essi sono indicati, nello "Schema strutturale di assetto del territorio" del PUG, con una grafia ideogrammatica che, nel caso specifico, è rappresentata da una forma ovale con bordo di colore arancio e coloritura interna sfumata di colore arancio. Nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG, alla grafia ideogrammatica di cui sopra, è aggiunto un numero identificativo che consente di individuare, nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina, il comparto in itinere a cui la presente Disciplina necessariamente rimanda per i contenuti attuativi, la cui documentazione è depositata presso il Comune di Nonantola.

2. Disciplina

Gli interventi e gli usi ammessi negli ambiti residenziali in itinere sono stabiliti dai relativi strumenti urbanistici attuativi depositati presso il Comune di Nonantola, a cui si aggiungono le prescrizioni indicate di seguito, alla luce della LR 24/2017 e del Quadro Conoscitivo del PUG.

I comparti con strumenti urbanistici attuativi in itinere sono tenuti a stipulare le convenzioni urbanistiche nei termini stabiliti dalla LR 24/2017 e dagli atti di coordinamento che ne sono conseguiti; adeguandosi anche a quanto stabilito dalla Disciplina particolare che segue al comma 3.

Qualora gli ambiti residenziali in itinere non completino l'iter di approvazione e convenzionamento nei termini fissati dalla legislazione vigente e in attuazione della presente Disciplina, essi dovranno essere considerati, a tutti gli effetti, Territorio Rurale.

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale e quindi, anche negli ambiti residenziali in itinere, è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano44:

  • - per gli ambiti residenziali in itinere ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica alta (P2b), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34,
  • - per gli ambiti residenziali in itinere ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica media (P3a), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 35,
  • - per gli ambiti residenziali in itinere ricadenti nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica media (P3b), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 36,
  • - per gli ambiti residenziali in itinere ricadenti nell'Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 del precedenteArt. 37.

Non sono presenti ambiti residenziali con strumento urbanistico attuativo in itinere ricadenti in altre aree di pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano.

44. La Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina indica, oltre alla destinazione prevalente (comparti residenziali o produttivi/commerciali/terziari), lo stato dei comparti (approvato e convenzionato, approvato ma non convenzionato, approvato con convenzione scaduta, strumento urbanistico attuativo presentato/ripresentato/ integrato entro il 31/12/2021), anche le condizioni di pericolosità e criticità idraulica dell’area in cui i comparti ricadono.

Art. 69 Ambito produttivo con strumento urbanistico attuativo in itinere

1. Definizione

L'ambito produttivo con strumento urbanistico attuativo in itinere corrisponde ad un comparto che è stato attivato sulla base del PRG previgente ma che risulta presentato nei termini previsti dalla LR 24/2017 e per il quale la stessa legge prevede la possibilità di completare l'iter al fine della sua attuazione. Tale comparto è indicato, nello "Schema strutturale di assetto del territorio" del PUG, con una grafia ideogrammatica che, nel caso specifico, è rappresentata da una forma ovale con bordo di colore arancio e coloritura interna sfumata di colore viola. Nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane" del PUG, alla grafia ideogrammatica di cui sopra, è aggiunto un numero identificativo che consente di individuare, nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina, il comparto in itinere a cui la presente Disciplina necessariamente rimanda per i contenuti attuativi, la cui documentazione è depositata presso il Comune di Nonantola.

2. Disciplina

Gli interventi e gli usi ammessi nell'ambito produttivo in itinere è stabilito dallo strumento urbanistico attuativo depositato presso il Comune di Nonantola, a cui si aggiungono le prescrizioni indicate di seguito, alla luce della LR 24/2017 e del Quadro Conoscitivo del PUG.

Il comparto con strumento urbanistico attuativo in itinere è tenuto è tenuto a stipulare convenzione urbanistica nei termini stabiliti dalla LR 24/2017 e dagli atti di coordinamento che ne sono conseguiti adeguandosi anche a quanto stabilito dalla Disciplina particolare che segue al comma 3.

Qualora gli ambiti produttivi in itinere non completino l'iter di approvazione e convenzionamento nei termini fissati dalla legislazione vigente e in attuazione della presente Disciplina, essi dovranno essere considerati, a tutti gli effetti, Territorio Rurale.

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale e quindi, anche negli ambiti produttivi in itinere, è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano45, per l'ambito produttivo in itinere ricadente:

  • - nelle Aree con condizioni di pericolosità idraulica alta (P2b),
  • - nell'Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo,

dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34 e le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 del precedenteArt. 37.

Non sono presenti ambiti produttivi con strumento urbanistico attuativo in itinere ricadenti in altre aree di pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano.

45. La Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina indica, oltre alla destinazione prevalente (comparti residenziali o produttivi/commerciali/terziari), lo stato dei comparti (approvato e convenzionato, approvato ma non convenzionato, approvato con convenzione scaduta, strumento urbanistico attuativo presentato/ripresentato/ integrato entro il 31/12/2021), anche le condizioni di pericolosità e criticità idraulica dell’area in cui i comparti ricadono.

Art. 70 Trasferimento diritti edificatori

1. Definizione

Con riferimento agli Accordi precedenti alla redazione del PUG, stipulati dall'Amministrazione comune ai fini della realizzazione della Tangenziale di Nonantola e di una Dotazione Territoriale, il PUG assume i contenuti degli Accordi stessi, richiamandone i contenuti essenziali ai fini della localizzazione, rinviando per la loro attuazione agli Accordi stessi.

Si richiamano di seguito, ai fini di mantenerne memoria, gli Accordi di cui sopra con gli estremi di approvazione e con i riferimenti per la localizzazione degli interventi edilizi previsti dagli Accordi stessi, utilizzando una numerazione progressiva funzionale esclusivamente alla identificazione dei singoli Accordi nella documentazione originaria:

1. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 59 del 14.04.2011
Identificato nel PRG previgente su un'area di circa 1.750 mq (Zona B.7 n. 3)
Rif. catastali: Fg. 32, mapp. 686parte e 687parte
Volume massimo realizzabile per usi residenziali = 1.565 mc

2. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 76 del 2.08.2007 Identificato nel PRG previgente su un'area di circa 3.610 mq (Zona B.7 n. 5) Rif. catastali: Fg. 31 map. 88parte
Volume massimo realizzabile per usi residenziali = 2.253 mc

3. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 164 del 4.10.2013
Identificato nel PRG previgente su un'area di 3.600 mq (Zona B.7 n. 6)
Rif. catastali: Fg. 56 mapp. 53, 420
Superficie Complessiva massima realizzabile per usi residenziali = 750 mq

4. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 60 del 4.04.2014
Identificato nel PRG previgente su un'area di 4.225 mq (Zona B.7 n. 7)
Rif. catastali: Fg. 49 mapp. 6, 244 parte, 342 parte
Volume massimo realizzabile per usi residenziali = 690 mc

5. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 129 del 27.12.2007 e Delib. C.C. N. 59 del 20.04.2009
Identificato nel PRG previgente su un'area di circa 27.000 mq (Zona D.2)
Rif. catastali: Fg. 39 mapp. 82, 83, 110, 112
Superficie Utile massima realizzabile per usi produttivi = 7.200 mq.

6. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 127 del 17.11.2004
Identificato nel PRG previgente su un'area di circa 4.800 mq compresa la viabilità (Zona B2 n. 2)
Rif. catastali: Fg. 32 mapp. 631p, 836p, 1012p
Superficie Utile massima realizzabile per usi residenziali = 1.233 mq

7. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 130 del 27.12.2007 Identificato nel PRG previgente su un'area di circa 855 mq (Zona B2 n. 5)
Rif. catastali: Fg. 43 mapp. 385, 386
Superficie Utile massima realizzabile per usi residenziali = 142 mq

8. Accordo approvato con Delib. C.C. N. 50 del 8.04.2009
Identificato nel PRG previgente come Zona B3 Rif. catastali: Fg. 32 mapp. 293
Superficie Utile massima realizzabile per usi residenziali = 250 mq

Si precisa che le indicazioni di cui sopra non costituiscono assegnazione di potenzialità edificatorie da parte del PUG, dovendosi considerare, ai fini della loro attuazione, la documentazione oggetto degli Accordi richiamati e gli atti sottoscritti, oltre alla Delibera che li ha approvati.

2. Disciplina

Gli accordi sopra richiamati sono confermati nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - gli interventi edilizi previsti dagli accordi dovranno rispettare la Disciplina del PUG, in particolare le norme relative al rischio idraulico di cui agli artt. 31 ss., richiamate in sintesi nel successivo punto 3 del presente articolo;
  • - è ammessa la realizzazione esclusivamente delle capacità edificatorie indicate da tali accordi, senza possibilità di incrementare le stesse;
  • - ove le localizzazioni degli interventi previste dagli accordi siano meramente indicative, o comunque non univoche, il rilascio del titolo abilitativo sarà condizionato alla previa approvazione da parte del Comune della proposta di frazionamento, da successivamente presentare all'amministrazione pubblica competente; tale ipotesi di localizzazione e conseguente frazionamento dovrà rispettare l'originaria previsione dello strumento urbanistico generale (PRG) che ha recepito gli accordi in questione, la cui efficacia, limitatamente a tale previsione, si considera permanere.

3. Prescrizioni particolari

Le presenti Prescrizioni particolari sono dettate per superiori esigenze di sicurezza pubblica e di tutela dei beni della vita e del patrimonio e sono immediatamente cogenti per ogni intervento edilizio ed urbanistico.

Al fine di non incrementare ulteriormente l'attuale rischio idraulico rispetto al rischio esistente, nonché di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale, è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati.

In considerazione della pericolosità e criticità idraulica del territorio nonantolano:

  • - per gli interventi di cui al n. 1, al n. 2 e al n. 5 ricadenti sia nelle Area a pericolosità idraulica alta (P2b) che nell'Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo, dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34 e di cui ai commi 2 e 3 del precedenteArt. 37, con riferimento alle nuove costruzioni (NC),
  • - per l'intervento di cui al n. 4 ricadente parte nell'Area a pericolosità idraulica alta (P2b) e parte nell'Area a pericolosità idraulica media (P3a), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 34 e di cui a comma 2 del precedenteArt. 35, con riferimento alle nuove costruzioni (NC),
  • - per l'intervento di cui al n. 3 ricadente nell'Area a pericolosità idraulica media (P3a), dovranno essere applicate le prescrizioni di cui al comma 2 del precedenteArt. 35, con riferimento alle nuove costruzioni (NC).

Art. 71 Ambiti di rigenerazione urbana

1. Definizione

Gli ambiti di rigenerazione urbana sono previsti dal PUG in attuazione dell'Obiettivo n. 2 "Migliorare la qualità dell'ambiente urbano" e in attuazione della Strategia "Rigenerare la città esistente".

Il PUG individua 4 Ambiti di rigenerazione urbana, in corrispondenza del capoluogo, a cui risulta prioritario dare attuazione, alla luce del Quadro Conoscitivo Diagnostico:

  • - 1. Ambito di rigenerazione urbana: Centro Storico di Nonantola
  • - 2. Ambito di rigenerazione urbana: VOX
  • - 3. Ambito di rigenerazione urbana: Ex Stazione Ferroviaria
  • - 4. Ambito di rigenerazione urbana: Zona produttiva di Nonantola.

Gli ambiti di rigenerazione urbana sono individuati, nella cartografia del PUG e nelle schede relative, con un perimetro cartografico indicativo, in quanto funzionale esclusivamente a definirne i contenuti, la cui estensione ed il cui effettivo perimetro dovranno più puntualmente essere definiti dai progetti di iniziativa pubblica, che l'Amministrazione comunale dovrà attivare in attuazione delle specifiche Strategie ad essi associate, anche con il contributo dei privati, ove del caso e ove possibile, mediante Accordi Operativi ai sensi della LR 24/2017. Gli ambiti di rigenerazione urbana potranno inoltre essere oggetto di Concorsi di architettura, in applicazione dell'art. 17 della LR 24/2017, eventualmente anche in forma coordinata fra più ambiti di rigenerazione. Gli ambiti di rigenerazione urbana sono indicati sia nello "Schema strutturale di assetto del territorio" che nello "Schema strutturale di assetto delle aree urbane".

2. Disciplina

- 1. Ambito di rigenerazione urbana: Centro Storico di Nonantola

L'intervento di rigenerazione urbana relativo al Centro Storico di Nonantola dovrà essere oggetto di un progetto pubblico partecipato che coinvolga gli abitanti e gli operatori del Centro Storico finalizzato ad attivare e promuovere:

  • - interventi pubblici e privati finalizzati al decoro urbano, a sostegno delle politiche di valorizzazione turistica del territorio nonantolano. Gli interventi dovranno avere attenzione ai temi di miglioramento delle condizioni di comfort termico e conseguentemente di benessere per i frequentatori, riducendo le superfici pavimentate con materiali che assorbono le radiazioni solari e le restituiscono creando l'effetto "isola di calore" e incrementando la presenza di vegetazione;
  • - incentivi per il recupero degli edifici del Centro Storico, per funzioni ricettive e per l'utilizzo dei piani terra, particolarmente di quelli affacciati su Piazza Liberazione, per attività di ristorazione, informazioni turistiche, attività commerciali, pubblici esercizi, ecc., promuovendo/favorendo l'insediamento o il trasferimento di attività esistenti, al fine di razionalizzare o ampliare gli spazi dedicati a tali attività, anche coinvolgendo, a tal fine, l'area della piazza;
  • - interventi di miglioramento delle condizioni di ombreggiamento del parcheggio su Viale delle Rimembranze, a servizio del Giardino Perla Verde, rivedendo l'organizzazione dei posti auto e prevedendo l'impianto di nuove alberature, con desigillazione di una parte dell'area asfaltata;
  • - la riqualificazione, in coordinamento con ACER, dei due edifici delle case popolari attestati su Viale delle Rimembranze.
  • - 2. Ambito di rigenerazione urbana: VOX

L'intervento di rigenerazione urbana relativo all'ambito che comprende l'edificio che ospita attualmente il VOX di proprietà privata, l'area del Parco della Resistenza, il piccolo edificio ex stazione autocorriere, di proprietà pubblica, dovrà essere oggetto di un progetto finalizzato ad attivare e promuovere un intervento di rigenerazione urbana particolarmente significativo, in considerazione della contiguità con il Centro Storico e della particolare notorietà del VOX in ambito regionale e non solo, che può candidarsi, non solo nell'ipotesi di una eventuale dismissione dell'attività di discoteca, ad una rivisitazione dei volumi e delle aree, al fine di insediare una struttura leggera, multifunzionale, dedicata al mondo dei giovani, non solo nonantolani, che possa ospitare spazi per la musica, spazi di co-working, spazi per usi temporanei di cui all'art. 16 della LR 24/2017, usi complementari all'adiacente edificio scolastico, spazi per l'ospitalità, spazi di lettura, spazi per dibattiti e per il confronto delle opinioni, attività ristorative e per aperitivi (nuovi luoghi della socialità giovanile) a supporto di eventi musicali, di teatro sperimentale, ecc., escludendo, a tal fine, anche nelle more dell'attivazione dell'ambito di rigenerazione, attività produttive o commerciali, come di seguito elencate, che possano "banalizzare" un'area di così rilevante interesse per la valorizzazione dell'area urbana centrale di Nonantola. La contiguità con l'ambito di rigenerazione urbana n. 3 suggerisce la possibilità di un progetto coordinato che prenda in considerazione entrambi gli ambiti di rigenerazione urbana.

Nelle more dell'attivazione dell'intervento di rigenerazione, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS) e di riqualificazione energetica e sismica dell'edificio esistente, escludendo la possibilità di insediare nell'area e negli edifici esistenti, attività produttive e tipologie commerciali quali grandi magazzini, supermercati, ipermercati, minimercati, discount e simili, al fine di non "banalizzare" un'area di così rilevante interesse per la valorizzazione dell'area urbana centrale di Nonantola.

La complessità degli spazi e delle situazioni candida l'Ambito di rigenerazione urbana n. 2 ad essere oggetto di un Concorso di Architettura e progettazione partecipata, in applicazione dell'art. 17 della LR 24/2017, eventualmente in forma coordinata con l'Ambito di rigenerazione urbana n. 3.

- 3. Ambito di rigenerazione urbana: Ex Stazione Ferroviaria

L'intervento di rigenerazione urbana relativo all'ambito che comprende l'edificio dell'Ex Stazione Ferroviaria e alcuni edifici esistenti, parte dei quali fatiscenti ed altri già recuperati, che dovrà essere oggetto di un progetto finalizzato ad attivare e promuovere un intervento di rigenerazione urbana per riqualificare e rifunzionalizzare parti abbandonate o dequalificate dell'area urbana centrale, realizzando una nuova palestra a servizio dell'edificio scolastico esistente nell'area, valorizzando alcune emergenze storiche e architettoniche presenti, migliorando le condizioni di comfort termico mediante un intervento di impianto di alberature per l'ombreggiamento dei parcheggi del centro commerciale, rivedendo l'organizzazione dei posti auto e desigillando una parte dell'area asfaltata. La contiguità con l'ambito di rigenerazione urbana n. 2 suggerisce la possibilità di un progetto coordinato che prenda in considerazione entrambi gli ambiti di rigenerazione urbana.

Nelle more dell'attivazione dell'intervento di rigenerazione, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria (MO) e straordinaria (MS) e di riqualificazione energetica e sismica degli edifici esistenti, escludendo la possibilità di insediare nell'area e negli edifici esistenti, attività produttive e tipologie commerciali quali grandi magazzini, supermercati, ipermercati, minimercati, discount e simili, al fine di non "banalizzare" un'area di così rilevante interesse per la valorizzazione dell'area urbana centrale di Nonantola. Ogni intervento edilizio che non sia di mera manutenzione ordinaria (MO) o straordinaria (MS) dovrà necessariamente realizzare una desigillazione, anche parziale, della superficie del parcheggio esistente.

La complessità degli spazi e delle situazioni candida l'Ambito di rigenerazione urbana n. 3 ad essere oggetto di un Concorso di Architettura e progettazione partecipata, in applicazione dell'art. 17 della LR 24/2017, eventualmente in forma coordinata con l'Ambito di rigenerazione urbana n. 2.

- 4. Ambito di rigenerazione urbana: Zona produttiva di Nonantola.

L'intervento di rigenerazione urbana relativo all'intera zona industriale di Nonantola dovrà essere oggetto di un progetto pubblico partecipato che coinvolga varie porzioni dell'area produttiva che il PUG propone indicativamente in corrispondenza di alcuni ampi parcheggi esistenti e in corrispondenza di ampie strade esistenti, in quanto idonee alla realizzazione degli interventi prospettati, ma che potranno essere più puntualmente identificate sulla base di uno specifico approfondimento conoscitivo preliminare ad un progetto finalizzato ad attivare e promuovere:

  • - interventi di riqualificazione urbana, al fine di migliorare:
  • - le condizioni di benessere per i pedoni, per i ciclisti e per gli utenti dei parcheggi, intervenendo con l'impianto di alberature,
  • - la "qualità" delle opere di urbanizzazione al fine di contribuire a mitigare i fenomeni connessi ai cambiamenti climatici e ad aumentare la resilienza climatica e idraulica e che riguardano:
  • - l'incremento delle superfici permeabili, per favorire l'infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo, riducendo il run-off in caso di pioggia intensa,
  • - l'incremento delle alberature nelle aree di parcheggio e nelle strade di maggiore ampiezza per migliorare il benessere dei fruitori e la qualità dell'aria, regolando il microclima urbano, contenendo il fenomeno dell'isola di calore e l'assorbimento di gas climalteranti nell'intera area produttiva,
  • - il decoro urbano dell'area produttiva.

La Strategia prevede di attuare gli interventi di desigillazione, incremento delle superfici permeabili e impianto di nuove alberature operando, sulla scorta di un progetto pubblico articolato per ambiti omogenei, secondo una programmazione articolata anche per micro-interventi, utilizzando le entrate derivanti dagli interventi edilizi ammessi negli ambiti residenziali e produttivi esistenti, in base a quanto previsto dalla presente Disciplina;

  • - interventi di riqualificazione delle aree pertinenziali degli edifici industriali, mediante interventi che incrementino la permeabilità e l'impianto delle alberature, quale condizione di sostenibilità degli interventi edilizi sugli edifici;
  • - interventi di riqualificazione energetica degli edifici, con la partecipazione degli operatori che intendano mettere in gioco le coperture dei propri edifici, attivando un intervento sperimentale di Comunità Energetica;
  • - riqualificazione del fronte strada lungo la via Provinciale Ovest con la finalità di realizzare un ingresso più decoroso all'abitato di Nonantola, prevedendo il coinvolgimento delle aree pertinenziali degli edifici produttivi attestati sulla provinciale, per l'impianto di alberi e arbusti a ridosso della siepe che delimita la proprietà, quale condizione di sostenibilità degli interventi edilizi.

Art. 72 Verde pubblico

1. Il PUG riconosce ai suoli permeabili e alle aree connotate dalla presenza di vegetazione, all'interno del Territorio Urbanizzato, un'importante funzione ecosistemica di regolazione dei cicli naturali e di mitigazione dei rischi e degli effetti causati dai cambiamenti climatici.

2. Il verde pubblico dell'abitato di Nonantola rappresenta un patrimonio di dimensioni rilevanti e riveste un ruolo strategico nel disegno del paesaggio urbano, soprattutto in relazione alla sua diversificazione e ai servizi socio-culturali che svolge.

3. Il Comune, con la finalità di migliorare l bilancio arboreo urbano, promuove:

  • - l'incremento del patrimonio arboreo negli spazi pubblici attraverso la messa a dimora di masse arboree nei nuovi parchi pubblici e l'incremento della vegetazione di quelli esistenti;
  • - la realizzazione di filari e fasce arboree polifunzionali a mitigazione di infrastrutture;
  • - l'incremento della presenza di alberature stradali.

4. L'abbattimento degli alberi è vietato anche nelle aree di verde pubblico, se non per comprovati motivi fito-sanitari o di pubblica sicurezza, ovvero per motivazioni disciplinate dal Regolamento del Verde, sulla base di una specifica documentazione, redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali. Gli alberi abbattuti devono essere ripristinati, eventualmente utilizzando alberi di specie diverse, da scegliere in base al Regolamento del Verde. Sono altresì vietati gli interventi drastici sulla chioma come la capitozzatura, che prevedono la totale o parziale asportazione delle branche e di conseguenza l'eliminazione della chioma. Qualora in situazioni singolari si ravvisi la necessità di intervenire con tale modalità, la capitozzatura potrà essere effettuata sulla base di una relazione tecnica redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali, che argomenti tale intervento come unica soluzione efficacemente possibile.

Art. 73 Infrastrutture verdi e blu

1. Il PUG individua le infrastrutture verdi e blu al fine di accrescere la qualità ecologico-ambientale del territorio, di incrementare gli effetti di mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento atmosferico e di promuovere la valorizzazione e l'attrattività del territorio. Il sistema delle infrastrutture verdi e blu indicato dal PUG è composto da una rete di aree, dai contenuti naturali e seminaturali, capace di fornire efficacemente molteplici servizi ecosistemici, sia nel territorio urbano che nel territorio extraurbano.

2. Le infrastrutture verdi e blu urbane ed extraurbane individuate dal PUG sono costituite da un insieme di elementi areali e lineari, in parte esistenti e in parte da realizzare/potenziare, interconnesse tra loro. Le infrastrutture verdi e blu innervano il territorio comunale e hanno, come core area, il sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo.

3. Le infrastrutture verdi e blu, indicate ideogrammaticamente dal PUG, comprendono una fascia strutturale costituita dal corso d'acqua (sia a cielo aperto che interrato) e da una fascia di protezione di aree verdi esistenti o potenziali, da preservare o da realizzare, con la finalità di garantire nel tempo lo svolgimento efficace delle funzioni dei servizi ecosistemici. Gli interventi che riguardano le aree contermini alle infrastrutture verdi e blu, entro una fascia di protezione di 150 metri per lato, dovranno comprendere una valutazione, da parte di un professionista con competenze ecologico-ambientali, delle effettive pertinenze, anche potenziali, dell'infrastruttura verde e blu, delle condizioni di interferenza e delle condizioni di potenziale valorizzazione dell'infrastruttura, mediante il mantenimento, il potenziamento e il completamento delle dotazioni arboree e arbustive.

4. I principali assi delle infrastrutture verdi e blu individuate dal PUG sono:

  • a) in ambito urbano:
    • - l'Infrastruttura verde/blu del Canale Torbido, che dal territorio rurale entra, da sud, nell'ambito urbano, lo attraversa, per poi uscire a nord, verso il sito Rete natura 2000 del Torrazzuolo,
    • - l'Infrastruttura verde/blu della Fossetta di Rubbiara e Cavo Fossa Signora che dal territorio rurale entra, da sud (Fossetta di Rubbiara), nell'ambito urbano, lo attraversa, per poi uscire a nord (Fossa Signora), confluendo in un'altra infrastruttura verde/blu che attraversa il territorio in direzione ovest-est (Cavo Bibbiana/Collettore Bosca).

    Il PUG promuove la valorizzazione delle infrastrutture verde e blu presenti in ambito urbano, sia nella parte dove il corso d'acqua è a cielo aperto che nella parte in cui è tombato, da attuare mediante interventi pubblici e privati:

    • - potenziando la vegetazione esistente negli spazi pubblici (parchi urbani e, soprattutto, alberature stradali),
    • - mantenendo e potenziando la vegetazione presente nelle aree private, con l'introduzione dell'indice RIE;
      • b) in ambito extraurbano:

      è presente l'Infrastruttura verde/blu del Fiume Panaro, dal confine sud con il comune di Castelfranco Emilia fino al confine nord con Ravarino, che delimita il territorio sul confine ovest, dominandolo con un'imponente arginatura. Il PUG individua, inoltre, le seguenti infrastrutture verdi e blu del reticolo idrografico secondario:

    • - l'Infrastruttura verde/blu del Canale Torbido, sia nel tratto posto a sud dell'ambito urbano di Nonantola fino al confine comunale con Castelfranco Emilia che nel tratto posto a nord dell'ambito urbano di Nonantola fino il sito Rete natura 2000 del Torrazzuolo,
    • - l'Infrastruttura verde/blu del Fossetta di Rubbiara e Canaletta Nosadella - Cavo Fossa Signora, sia nel tratto posto a sud (Fossetta di Rubbiara e Canaletta Nosadella) dell'ambito urbano di Nonantola fino a Rubbiara in prossimità del confine comunale con Castelfranco Emilia, che nel tratto posto a nord (Cavo Fossa Signora) dell'ambito urbano di Nonantola fino a confluire in un'altra infrastruttura verde/blu in senso ovest-est caratterizzata dal Collettore Bosca e Cavo Bibbiana,
    • - l'Infrastruttura verde/blu del Collettore Bosca, Cavo Bibbiana e Canaletta Piccinini, lungo il corso d'acqua orientato est-ovest che collega il Fiume Panaro al sito Rete natura 2000 del Torrazzuolo,
    • - l'Infrastruttura verde/blu dello Scolo Muzza e Canale Torbido, sia nel tratto posto a sud (Scolo Muzza abbandonata) dell'impianto del Consorzio di Bonifica detto il Torrazzuolo, che nel tratto posto a nord (Canale Torbido) del sito Rete natura 2000 del Torrazzuolo fino al confine comunale con Ravarino,

    per le quali il PUG promuove il potenziamento dell'impianto di vegetazione arborea ed arbustiva a margine del corso d'acqua, nel rispetto delle distanze necessarie per la manutenzione dei canali da parte dell'ente gestore, prescrivendo che gli interventi edilizi sugli edifici esistenti debbano contribuire al potenziamento della vegetazione arboreo-arbustiva. A tal fine:

    • - per una fascia di 150 metri dal profilo superiore della scarpata dei corsi d'acqua che innervano le infrastrutture verdi e blu, all'esterno del perimetro del Territorio Urbanizzato, non sono ammesse nuove costruzioni,
    • - nel rispetto di ulteriori specifiche prescrizioni idrauliche, sono ammessi interventi sugli edifici esistenti, con le modalità previste per il territorio rurale, che dovranno essere accompagnati da un potenziamento della componente arboreo-arbustiva esistente, con specie autoctone.

Art. 74 Ambiti urbani in cui incrementare le infrastrutture verdi

1. Al fine di incrementare, in ambito urbano, gli effetti di mitigazione dei cambiamenti climatici (miglioramento del microclima, riduzione della temperatura a terra, riduzione della temperatura delle facciate degli edifici con conseguente riduzione delle temperature interne, incremento delle superfici di smaltimento delle acque superficiali in eccesso, ecc.) e dell'inquinamento atmosferico (riduzione del particolato e dei gas tossici), di accrescere la qualità dei servizi ecosistemici offerti dalle alberature (miglioramento delle condizioni ecologico-ambientali), di migliorare il comfort termico urbano (incremento dell'ombreggiamento), il PUG promuove il potenziamento delle infrastrutture verdi, rappresentate da sistemi integrati di alberature stradali, superfici permeabili adeguate alla grandezza degli alberi, ove ospitare arbusti, giardini della pioggia, ecc..

2. Negli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici di pertinenza stradale (es: strade, piazze, parcheggi) dovrà essere prevista la messa a dimora di alberi di I, II o III grandezza, in funzione della disponibilità di spazio per il regolare sviluppo a maturità delle piante, garantendo uno spazio permeabile adeguato, in funzione della grandezza dell'albero, che tenga conto dell'unità di suolo necessario allo sviluppo dell'apparato radicale e a salvaguardare l'area di pertinenza della pianta. Nei casi eccezionali in cui le superfici a disposizione degli alberi non siano sufficienti ad ospitare delle alberature, sarà necessario prevedere la messa a dimora di arbusti.

3. Al fine di aumentare lo spazio al suolo destinato ad ospitare l'apparato radicale dell'albero (superfici permeabili all'aria e all'acqua) e allo stesso tempo ad aumentare le superfici permeabili, gli interventi dovranno prevedere la rimozione delle superfici asfaltate o impermeabili, de-sigillando la superficie all'uopo necessaria, incrementando le superfici permeabili attraverso l'uso di superfici a prato o pavimentazioni o materiali permeabili.

4. Al fine di aumentare il benessere delle persone che utilizzano i percorsi pedonali e ciclabili, tali percorsi dovranno essere corredati da vegetazione, arborea o arbustiva, in funzione della disponibilità di spazio, sulla base di progetti volti a garantire sia la sicurezza dei percorsi, sia il confort ambientale nel percorrerli.

5. La scelta delle specie botaniche da utilizzare nelle alberature stradali dovrà essere effettuata nell'ambito di un progetto che tenga conto delle effettive necessità della pianta e delle reali disponibilità di spazio per la messa a dimora di alberi di I, II o III grandezza, in relazione agli spazi disponibili, privilegiando le piante che offrono le migliori prestazioni ambientali in termini di fissazioni delle polveri, assorbimento dei gas tossici, ombreggiamento, nonché di cura e gestione. Nel caso in cui, nel luogo oggetto d'intervento, siano presenti specie botaniche non idonee a svolgere compiutamente le prestazioni ambientali più idonee a quel luogo, potrà essere prevista la sostituzione delle stesse, sulla base di un progetto di riqualificazione delle alberature, privilegiando specie maggiormente performanti. Nel caso in cui siano gli spazi a disposizione delle piante ad essere non idonei, potrà essere redatto un progetto di ridefinizione e organizzazione degli spazi capace di garantire maggiore permeabilità del suolo, migliore deflusso delle acque superficiali e incremento della superficie a disposizione dell'apparato radicale delle piante. Per qualsiasi intervento progettuale relativo ad ambiti stradali (es: strade, piazze, parcheggi) che interessi alberature presenti o di nuovo impianto, il progetto dovrà contenere una relazione tecnica redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali, finalizzata alla salvaguardia e al regolare sviluppo delle piante presenti o di progetto. Nell'ambito della scelta delle specie botaniche da utilizzare si rimanda prioritariamente al Regolamento del Verde.

6. In presenza di spazi pubblici contigui agli ambiti stradali, il progetto dovrà considerare l'opportunità di impiegare sistemi di drenaggio urbano sostenibili (SuDS) e/o la realizzazione di "Rain garden" ("giardino della pioggia") per la gestione delle acque meteoriche.

7. Nell'affidamento degli interventi di potatura delle alberature urbane dovranno essere esclusi esplicitamente gli interventi di capitozzatura che prevedono la totale o parziale asportazione delle branche e di conseguenza l'eliminazione della chioma. La capitozzatura deve essere considerato un intervento eccezionale e mirato a specifiche situazioni da documentare. Sono fatte salve situazioni singolari in cui si ravvisi la necessità di intervenire con tale modalità sulla base di una relazione tecnica redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali, che argomenti tale intervento come unica soluzione efficacemente possibile.

Art. 75 Infrastruttura verde di ingresso all'abitato di Nonantola

1. Al fine di incrementare, in ambito urbano, gli effetti di mitigazione dei cambiamenti climatici (miglioramento del microclima, riduzione della temperatura a terra, riduzione della temperatura delle facciate degli edifici con conseguente riduzione delle temperature interne, incremento delle superfici di smaltimento delle acque superficiali in eccesso, ecc.) e dell'inquinamento atmosferico (riduzione del particolato e dei gas tossici), di accrescere la qualità dei servizi ecosistemici offerti dalle alberature (miglioramento delle condizioni ecologico-ambientali), di migliorare il comfort termico urbano (incremento dell'ombreggiamento), migliorando al contempo la qualità dell'ingresso al centro abitato di Nonantola, il PUG promuove l'incremento della dotazione di alberature nell'ambito di un progetto pubblico finalizzato a riqualificare la via Provinciale Ovest che dalla rotatoria verso Modena si estende fino al Centro Storico di Nonantola. Per il tratto fra la rotatoria e la via Newton, il progetto pubblico, ove necessario, dovrà necessariamente essere sviluppato con il coinvolgimento dei proprietari delle aree private confinanti con la Strada.

2. Il progetto dovrà prendere in considerazione tre fattispecie, corrispondenti alle caratteristiche dei diversi tratti della via Provinciale Ovest:

  • - un primo tratto che parte dalla rotatoria verso Modena, lambito a nord dall'area produttiva e a sud, per un primo tratto, dal territorio rurale e, a seguire, da un'area produttiva,
  • - un secondo tratto, affiancato, sia a nord che a sud, dall'edificato, parte residenziale e parte produttivo, con fasce laterali ampie ma prive di alberature,
  • - un terzo tratto che termina all'ingresso del Centro Storico di Nonantola, costituito da un asse stradale che ha strutturato l'abitato nelle prime espansioni urbane e che ancora riveste un particolare interesse storico-identitario e connota il paesaggio urbano, essendo caratterizzato dalla presenza di alberature stradali affiancate da percorsi pedonali/ciclabili, rendendolo riconoscibile.

3. Il progetto relativo al primo tratto dovrà prevedere il potenziamento della vegetazione arborea e arbustiva nel tratto coincidente con la zona produttiva del capoluogo, operando, nel tratto più vicino alla rotatoria, sul lato nord della via Provinciale Ovest, e a seguire su entrambi i lati della strada, coinvolgendo anche le aree di pertinenza dei fabbricati produttivi esistenti con l'impianto di alberature, valutando la possibile ottimizzazione delle superfici edificate/necessarie in relazione al miglior risultato finalizzato alla riqualificazione dell'ingresso all'abitato.

4. Il progetto relativo al secondo tratto dovrà prevedere la riqualificazione delle fasce poste al margine della via Provinciale Ovest, su entrambi i lati, con interventi che associno alla messa a dimora delle alberature, l'incremento della permeabilità del suolo con impiego di sistemi di drenaggio urbano sostenibili (SuDS), soluzioni basate sulla natura (NBS - Nature Based Solution) e/o la realizzazione di "Rain garden" ("giardino della pioggia") per la gestione delle acque meteoriche.

5. Il progetto relativo al terzo tratto, già in parte caratterizzato dalla presenza di alberature stradali affiancate da percorsi pedonali/ciclabili, dovrà prevedere una rivisitazione della dimensione e delle caratteristiche delle superfici a ridosso delle alberature al fine di incrementare la permeabilità del suolo.

Art. 76 Ambiti urbani in cui incrementare le dotazioni di verde privato

1. Il PUG riconosce ai suoli permeabili e alle aree connotate dalla presenza di vegetazione all'interno del territorio urbanizzato un'importante funzione ecosistemica di regolazione dei cicli naturali e di mitigazione dei rischi e degli effetti causati dai cambiamenti climatici.

2. Il verde privato rappresenta quantitativamente un elemento importante del territorio urbano e, nonostante la fruibilità sia limitata ai privati che ne detengono la proprietà, che possono fruire di uno spazio aperto collegato all'abitazione o all'ambiente di lavoro capace di contribuire al benessere di chi lo abita o di chi lo frequenta, esso garantisce efficaci prestazioni ambientali per la collettività, contribuendo positivamente al microclima e all'attenuazione dell'inquinamento, svolgendo un'efficace azione di miglioramento dell'aria, del suolo e delle condizioni di permeabilità dell'acqua.

3. Il PUG prevede che ogni intervento urbanistico ed edilizio contribuisca al miglioramento della qualità ambientale in termini di permeabilità dei suoli e di presenza di vegetazione, adottando misure di compensazione e riequilibrio ambientale, realizzando dotazioni ecologiche e ambientali e mettendo a dimora nuove alberature ad alto fusto nelle aree verdi private di pertinenza, in base alle indicazioni riportate nel Regolamento del Verde.

4. Gli interventi urbanistici ed edilizi devono migliorare il valore dell'indice di riduzione dell'impatto edilizio (RIE) rispetto allo stato di fatto, intervenendo sulla permeabilità delle superfici e sulla presenza di vegetazione, garantendo un valore dell'Indice RIE di progetto non inferiore al livello prestazionale individuato dalla presente Disciplina, con riferimento ai diversi tessuti urbani.

5. In tutti i casi in cui sia possibile l'intervento dovrà prevedere l'impiego di sistemi di drenaggio urbano sostenibili (SuDS), soluzioni basate sulla natura (NBS - Nature Based Solution) e/o la realizzazione di "Rain garden" ("giardino della pioggia") per la gestione delle acque meteoriche.

6. L'abbattimento degli alberi è vietato, se non per comprovati motivi fito-sanitari o di pubblica sicurezza, ovvero per motivazioni disciplinate dal Regolamento del Verde, sulla base di una specifica documentazione, redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali. Gli alberi abbattuti devono essere ripristinati nel lotto, eventualmente utilizzando alberi di specie diverse, da scegliere in base al Regolamento del Verde.

7. Sono altresì vietati gli interventi drastici sulla chioma come la capitozzatura, che prevedono la totale o parziale asportazione delle branche e di conseguenza l'eliminazione della chioma. Qualora in situazioni singolari si ravvisi la necessità di intervenire con tale modalità, la capitozzatura deve essere specificatamente autorizzata dal Comune, come indicato nel Regolamento del Verde, sulla base di una relazione tecnica redatta e firmata da un tecnico abilitato e iscritto al relativo Ordine e/o Collegio professionale, con competenze nel settore delle scienze agrarie o forestali, che argomenti tale intervento come unica soluzione efficacemente possibile.