Art. 53 Prescrizioni particolari per le trasformazioni edilizie di tipo conservativo (RC)

1. In considerazione delle caratteristiche storico-architettoniche rilevate negli edifici del territorio comunale di Nonantola e nel rispetto dei criteri indicati nelle "Linee Guida per la tutela, valorizzazione, ricostruzione del paesaggio rurale nella bassa pianura emiliana - Paesaggi da ricostruire" approvato con deliberazione della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 1520 del 28 ottobre 2013, gli interventi di restauro e risanamento conservativo (RC) dovranno rispettare le seguenti prescrizioni particolari, che devono essere declinate anche con riferimento alle prescrizioni specifiche dettate ai successivi Artt. 54, 55, 56:

a) Strutture verticali

La realizzazione di opere di consolidamento, ripristino e tamponatura delle murature esistenti deve essere eseguita nel rispetto delle caratteristiche delle strutture originarie, quando non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56.

b) Strutture orizzontali

Le opere di consolidamento e ripristino dei solai esistenti sono ammesse nel rispetto del sistema strutturale preesistente. La sostituzione di travi e solai lignei con altre strutture di uguale materiale è ammessa esclusivamente quando queste non rivestano un particolare interesse storico-artistico o quando sia dimostrata l'impossibilità del loro mantenimento per il precario stato di conservazione, qualora non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56.

c) Strutture di copertura

Gli interventi di consolidamento, ripristino e sostituzione delle coperture esistenti sono ammessi esclusivamente nel rispetto delle caratteristiche geometriche e strutturali delle coperture preesistenti, facendo salve le necessarie modifiche degli schemi statici, quando quelli esistenti non garantiscano idonee condizioni di sicurezza nei confronti degli eventi sismici, nel rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018 di cui al D.M. 17/01/2018 e ricercando soluzioni tipiche della tradizione locale.

Quando non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56, la sostituzione della struttura lignea di copertura con altri elementi di uguale materiale è ammessa esclusivamente quando questa non rivesta un particolare interesse storico-artistico o quando sia dimostrata l'impossibilità del suo mantenimento per il precario stato di conservazione.

Lo sporto di copertura dovrà, in ogni caso, mantenere o riproporre le stesse caratteristiche architettoniche, geometriche e dimensionali degli elementi dell'edificio originario, con cornicione o travetti lignei o altri materiali originariamente presenti, salvo quanto specificato ai successivi Artt. 54, 55, 56, relativamente alle misure di incentivazione in applicazione della legislazione vigente in materia energetica.

d) Manti di copertura, comignoli, abbaini e terrazzi a tasca

Quando non diversamente disposto ai successivi Artt. 54, 55, 56:

  • - è prescritta la conservazione dei manti di copertura in coppi, ove presenti,
  • - negli interventi di ripristino o rifacimento parziali del manto di copertura originario, è prescritto il reimpiego del materiale preesistente non deteriorato, utilizzando per le necessarie integrazioni, materiale dello stesso tipo e colore,
  • - nel caso di rifacimento integrale del manto di copertura, è prescritto l'uso dei coppi in laterizio.

I comignoli esistenti devono essere conservati o ripristinati utilizzando materiali tradizionali, ovvero, con esclusione per i casi di comignoli con caratteristiche storico-architettoniche-artistiche di particolare pregio e comunque con esclusione per gli edifici identificati con la sigla RCA, utilizzando una struttura leggera rivestita in rame, riproponendo fedelmente la conformazione del fusto del comignolo esistente di tipologia tradizionale, con copertura in rame, di forma tradizionale.

E' ammessa la realizzazione di nuovi comignoli purché questi siano realizzati con tipologie e materiali di tipo tradizionale o con struttura leggera rivestita in rame, riproponendo una tipologia di comignolo di tipo tradizionale.

Non è ammessa più di una antenna televisiva per ciascuna unità edilizia. Nel caso di più antenne televisive esistenti, i relativi impianti dovranno essere unificati in coincidenza con il primo intervento edilizio relativo all'intera unità edilizia ovvero alle pertinenze condominiali del fabbricato.

La realizzazione di abbaini e terrazzi a tasca:

  • - non è ammessa negli edifici soggetti a tutela del territorio rurale e del centro storico,
  • - nel territorio urbanizzato:
  • - non è ammessa negli edifici identificati con la sigla RCA,
  • - non è ammessa nelle falde affacciate su strade pubbliche degli edifici identificati con la sigla RCB e RCC.

Gli abbaini esistenti potranno essere conservati solo qualora si accerti che sono originari.

Ove ammessi, gli abbaini ed i terrazzi a tasca dovranno avere dimensioni contenute e dovranno essere realizzati secondo criteri di ordinata composizione, in relazione alla composizione delle aperture sul fronte corrispondente dell'edificio.

E' sempre consentita la messa in opera di ancoraggi per l'aggancio di operatori tramite imbracature (linea vita).

e) Collegamenti verticali

Gli interventi di consolidamento, ripristino ed eventuale sostituzione dei corpi scala esistenti devono essere realizzati nel rispetto dell'impianto tipologico e strutturale originario, salvaguardandone le caratteristiche storico-architettoniche e gli eventuali elementi decorativi di pregio. I nuovi corpi scala, ove ammessi, potranno trovare la più idonea collocazione rispetto all'assetto distributivo proposto, nel rispetto dell'orditura delle murature principali che definiscono l'impianto tipologico e strutturale originario dell'edificio.

Negli interventi di consolidamento di corpi scala originari:

  • - è prescritta la conservazione o il ripristino dei materiali di pavimentazione delle scale e pianerottoli originali o comunque in uso nella tradizione locale,
  • - gli elementi strutturali (voltini, travi, ecc.) o sovrastrutturali (ringhiere di pregio, corrimani, ecc.) di pregio, dovranno essere conservati.

L'eventuale inserimento di ascensori e montacarichi potrà essere ammesso esclusivamente nel caso in cui questo non interferisca significativamente con le caratteristiche dell'impianto tipologico originario ovvero non interessi vani caratterizzati dalla presenza di elementi architettonico-decorativi di pregio.

Il vano dell'impianto dovrà comunque essere realizzato in modo da non fuoriuscire rispetto alle falde.

Quando l'inserimento del vano ascensore non risulti compatibile con le caratteristiche dell'impianto tipologico dell'edificio, potrà esserne prevista l'installazione in corrispondenza di cavedi o cortili interni, a condizione che esso non interferisca con le caratteristiche architettonico-compositive delle facciate e che siano impiegati materiali idonei ad un efficace inserimento, in relazione alle caratteristiche dell'edificio, del cavedio e del paramento murario.

Al fine di garantire l'accesso alle persone con disabilità motorie residenti nell'immobile di interesse, potranno essere realizzati interventi, anche in deroga al presente punto, a condizione che ne sia dimostrata dal progettista l'indispensabilità e previo il parere della CQAP.

f) Impianti tecnici e tecnologici

L'inserimento di impianti tecnici e tecnologici deve avvenire prevedendone l'integrazione nella struttura dell'edificio. Qualora sia indispensabile prevederne la realizzazione all'esterno del fabbricato, si dovrà trovare una soluzione che integri perfettamente l'impianto tecnico/tecnologico con l'edificio ospitante, verificandone l'efficacia con la CQAP, eventualmente anche tramite sopralluogo in cantiere.

g) Altezze utili

Nei casi in cui la presente Disciplina, con riferimento alle diverse categorie di RC, prescriva la conservazione dei solai esistenti oppure il mantenimento della quota degli stessi con sostituzione dei materiali deteriorati, è consentita la facoltà di derogare dalle altezze minime interne richieste per l'abitabilità dei locali, a condizione che la destinazione prevista sia compatibile con l'altezza del locale.

h) Scantinati

Per il risanamento degli ambienti parzialmente interrati possono essere previste aperture, purché compatibili con le caratteristiche compositive della facciata e nel rispetto della partitura delle aperture soprastanti.

i) Archi e volte

Ove non diversamente disposto dalla presente Disciplina, gli archi e le strutture a volta dovranno essere conservati, salvaguardando in particolare gli eventuali elementi architettonico-decorativi di pregio presenti.

l) Cornicioni

E' prescritta la conservazione dei cornicioni esistenti. In caso di rifacimento, la realizzazione dei nuovi cornicioni dovrà rispettare le caratteristiche geometriche di quelli originari, utilizzando tecniche e materiali ad essi conformi.

I canali di gronda e i pluviali devono essere realizzati in rame, mantenendo le tipologie esistenti, ovvero riproponendo tipologie della tradizione locale.

m) Aperture

Ove prescritto dalla presente disciplina, le aperture (finestre, porte e portoni) devono essere conservate o ripristinate nella configurazione originaria.

Quando ammesse dal presente PUG, le nuove aperture dovranno essere realizzate nel rispetto delle regole compositive dei singoli fronti, nei rapporti dimensionali tradizionali ed in armonia con le aperture esistenti, nonché impiegando gli stessi materiali.

Quando ammesse dal presente PUG, le aperture sul piano di falda dovranno essere realizzate nel rispetto dei seguenti criteri:

  • - i lucernari in falda non dovranno superare la dimensione di 1 mq,
  • - i lucernari dovranno essere realizzati secondo criteri di ordinata composizione, in relazione alla composizione delle aperture sul fronte corrispondente dell'edificio.

In relazione a particolari caratteristiche compositive dei fronti dell'edificio, è ammesso un rapporto di illuminazione inferiore a quello prescritto dalle normative vigenti in materia, con un minimo di superficie illuminante = 1/16.

Sono in ogni caso esclusi terrazzi in falda e nuovi abbaini. Gli abbaini esistenti potranno essere conservati solo qualora si accerti che sono originari.

n) Paramenti esterni e intonaci

La finitura dei paramenti esterni deve essere realizzata in coerenza con quella originaria. Paramenti in mattoni a vista sono ammessi esclusivamente quando originari, impiegando, per la ricostruzione di murature crollate con paramento faccia a vista, mattoni di recupero e, possibilmente, i mattoni recuperati dall'edificio originario eventualmente crollato, adottando tecniche di sagramatura o l'impiego di intonachini pigmentati che lascino trasparire la trama della muratura. Quando non sia possibile recuperare il materiale originario e non vi siano le condizioni per utilizzare mattoni di recupero, dovrà essere prevista l'intonacatura del paramento murario.

Gli interventi di ripristino o di rifacimento degli intonaci dovranno essere realizzati impiegando tecniche e materiali della tradizione locale.

Le parti di paramento murario realizzate con la tecnica della gelosia dovranno essere conservate, prevedendo, ove necessario, strutture metalliche di rinforzo all'intradosso delle murature o tamponamenti interni ciechi o infissi a vetro, con telai di dimensione ridotta in modo da ridurne al minimo la visibilità, ubicati sul lato interno del muro, purché si mantenga la leggibilità della trama della gelosia all'esterno del fabbricato. Le parti di paramento murario originariamente realizzate con la tecnica della gelosia, quando crollate, dovranno essere riproposte in tutti i casi in cui queste fossero particolarmente connotanti il fabbricato originario, compatibilmente con le esigenze di sicurezza delle strutture ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018 di cui al D.M. 17/01/2018, ove applicabile.

Nei fienili, laddove siano presenti grandi aperture, articolate da pilastri o murature, esse potranno anche essere tamponate in muratura, prevedendo un rivestimento superficiale esterno con assi di legno oppure potranno essere chiuse da infissi a vetro che, in entrambi i casi, interessino l'intera superficie dell'apertura originaria, avendo cura che il tamponamento o l'infisso a vetro sia collocato in posizione arretrata di almeno 10 cm rispetto al profilo esterno degli elementi strutturali preesistenti (muratura o pilastro), al fine assicurare la leggibilità della struttura originaria dell'edificio. La porzione tamponata dovrà essere matericamente omogenea e non potranno essere previste finestre o porte che falserebbero la lettura del manufatto originario.

Non sono ammessi rivestimenti ad esclusione di quelli riferibili all'impianto originario dell'edificio.

o) Tinteggiature esterne

Le tinteggiature esterne dovranno essere realizzate impiegando tecniche e materiali della tradizione locale o silicati.

La scelta dei colori deve ispirarsi alle tonalità e alle relazioni cromatiche del paesaggio e ai materiali dell'architettura locale, adottando soluzioni cromatiche che riprendano i colori tipici del repertorio della tradizione locale e si armonizzino con il contesto. Nel territorio rurale è escluso l'utilizzo di tonalità sature o brillanti, che contrastano con i toni morbidi del paesaggio rurale.

Sono in ogni caso esclusi tinteggi a tempera e al quarzo.

Quando siano rinvenibili e riconoscibili tracce dei colori originari, questi, in sede di rifacimento della tinteggiatura, dovranno essere riproposti.

Ove presenti, dovranno essere riproposte le originali partizioni cromatiche per paramenti di fondo, cornici, cornicioni, serramenti, ecc.

p) Infissi esterni (oscuranti)

E' prescritto il restauro o il ripristino degli infissi a vetro con telaio ligneo e degli scuri esterni lignei esistenti, ovvero la loro eventuale sostituzione, nel caso di degrado degli stessi, con altri analoghi di tipo tradizionale in legno.

Gli infissi interni a vetro e gli scuri esterni, sia esistenti che di nuovo inserimento, dovranno essere verniciati ad effetto opaco, nei colori del repertorio tradizionale locale.

E' escluso l'impiego di infissi in alluminio o in plastica o di avvolgibili di qualsiasi materiale, a meno che non siano originari.

Ove esistenti, le serrande avvolgibili dovranno essere sostituite con scuri lignei di tipo tradizionale, secondo quanto sopra descritto.

Per le vetrine dei negozi non è ammesso l'impiego di serramenti in alluminio anodizzato naturale, di cancelli estensibili o di serrande avvolgibili non a maglie aperte. Le serrande non potranno in ogni caso avere finitura esteriore in metallo cromato e non verniciato.

q) Elementi in ferro

Inferriate, ringhiere, cancelli di pregio dovranno essere conservati e ripristinati, ovvero, qualora non fossero recuperabili, potranno essere sostituiti con altri analoghi di tipo tradizionale, tinteggiati nei colori tradizionali del ferro-micaceo.

r) Elementi in pietra da taglio o laterizio

Quando esistenti, portali, archi, architravi, riquadrature finestre, mensole, zoccolature, bancali, capitelli, lesene, colonne, pilastri, cornici, ecc. devono essere conservati e restaurati.

La loro sostituzione, quando sia dimostrata l'impossibilità di un intervento di restauro e recupero per il precario stato di conservazione, può essere ammessa solo con l'impiego di materiali analoghi a quelli originari e utilizzando tecniche di lavorazione di tipo tradizionale.

s) Pavimentazioni

Le pavimentazioni di pregio, sia interne che esterne, devono essere conservate e ripristinate.

Le integrazioni di parti di pavimentazioni degradate ovvero il ripristino di pavimentazioni in cattivo stato di conservazione dovranno essere realizzati utilizzando materiali omogenei a quelle preesistenti ed utilizzando tecniche costruttive tradizionali.

t) Elementi decorativi

Gli elementi architettonico-decorativi originari (cornici e riquadrature di porte e/o finestre, cornicioni, cornici marcapiano, gelosie, ecc.) devono essere conservati e restaurati. In caso di crollo e distruzione degli elementi architettonico-decorativi, gli stessi dovranno essere ricomposti e/o riproposti.

Si prescrive la conservazione dei seguenti elementi artistico-decorativi: decorazioni pittoriche a parete o a soffitto, decorazioni plastiche e stucchi a parete o a soffitto, decorazioni lapidee, inferriate, edicole, statue, statuette votive, numeri civici in porcellana o in cotto, meridiane, pietre riportanti iscrizioni o datazioni, fontane, fontanelle, muri di recinzione in sasso o in mattoni, elementi decorativi e modanature in cotto, camini originari, mensole decorative, serramenti lignei di pregio, pozzi, forni e piccoli servizi agricoli di pregio ecc.. L'impossibilità di recupero degli elementi artistico-decorativi deve essere oggetto di specifica asseverazione da parte del tecnico progettista, corredata da idonea documentazione fotografica, motivando le ragioni del mancato recupero, che sarà valutata dalla CQAP mediante sopralluogo della medesima. La rimozione degli elementi artistico-decorativi non può essere effettuata senza la necessaria valutazione della CQAP e, in caso di crollo dei medesimi, non sarà possibile rimuoverne i resti prima del sopralluogo.

u) Impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

In considerazione delle caratteristiche storico-architettoniche rilevate negli edifici del territorio comunale di Nonantola, non è ammessa l'installazione di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sulla copertura o sulle pareti esterne, con le eccezioni di seguito indicate.

L'installazione di impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sulla copertura è ammessa esclusivamente qualora siano adottate soluzioni di tipo architettonicamente integrato, e solo nei seguenti casi:

  • - negli edifici di proprietà privata soggetti ad intervento di restauro e risanamento conservativo (RC) identificati con le sigle RCB e RCC,
  • - negli edifici pubblici o di uso pubblico soggetti ad intervento di restauro e risanamento conservativo (RC) identificati con le sigle RCB o RCC,

con l'obbligo di integrarli nel manto di copertura, utilizzando una tipologia di moduli/pannelli solari e fotovoltaici colorati in assonanza con il colore del manto di copertura e non riflettenti (colore marrone sia per la cornice che per la superficie del pannello) e con il divieto di localizzarli sulla falda rivolta verso la strada. Le soluzioni in copertura dovranno in ogni caso essere realizzate con sistemi a minimo impatto visivo, definite sulla base di uno specifico approfondimento progettuale, da rappresentare con simulazioni ad alto realismo.

Per gli edifici identificati con la sigla RCA, i moduli/pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di acqua calda sanitaria o per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dovranno trovare ubicazione nelle aree di pertinenza.

v) Canne fumarie

Le canne fumarie dovranno essere realizzate internamente agli edifici, localizzandole in modo da non interferire con solai a volta o con elementi decorativi o di pregio storico-architettonico o artistico. Le canne fumarie potranno essere ammesse all'esterno, quando non interferiscano con elementi architettonico-decorativi delle facciate (cornici e riquadrature di porte e/o finestre, cornicioni, cornici marcapiano, gelosie, ecc.), adottando un rivestimento in rame e prevedendone un corretto inserimento sulle facciate, sulla base di un progetto che ne definisca dimensioni e caratteristiche geometriche, limitando tale possibilità, quando l'edificio ricada nell'ambito urbano storico, ai fronti rivolti verso corti e/o non visibili da strade e spazi pubblici.

z) Antenne paraboliche e impianti di raffrescamento

E' ammesso l'inserimento di una sola antenna parabolica centralizzata per edificio.

L'inserimento di impianti di raffrescamento è ammesso a condizione che si individui una collocazione non dissonante con il fabbricato e non a vista sulla pubblica via.

w) Pensiline, tettoie e pergolati

Non è ammessa la realizzazione di pensiline, tettoie e altre strutture aggettanti. La realizzazione di pergolati è ammessa solo per gli edifici soggetti ad intervento di restauro e risanamento conservativo (RC) identificati con le sigle RCB o RCC ed esclusivamente con strutture leggere, prive di fondazione e prive di copertura fissa e impermeabile, con superficie massima di 20 mq, che si armonizzino, anche cromaticamente, con le caratteristiche architettoniche ed i colori dell'edificio.

y) Aree di pertinenza

Nell'ambito del progetto richiesto dai successivi art. 54, 55, 56 relativamente alle aree di pertinenza degli edifici oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo (RC), dovranno essere osservati i seguenti principi:

  • - con riferimento agli edifici interni del perimetro del territorio urbanizzato:
  • - è prescritta la conservazione delle recinzioni originarie sui fronti stradali, particolarmente quando siano presenti recinzioni in ferro battuto e cancelli originari. Qualora queste siano particolarmente deteriorate ne è prescritto il rifacimento,
  • - non sono ammesse recinzioni interne che suddividano l'area di pertinenza originaria dell'edificio,
  • - con riferimento agli edifici in territorio rurale:
  • - è prescritto il mantenimento dell'unitarietà delle aree di pertinenza, senza recinzioni interne che suddividano l'area di pertinenza originaria dell'edificio o degli edifici presenti in una stessa corte, anche in presenza di proprietà diverse. E' prescritto il mantenimento dell'accesso originario all'area cortiliva, con divieto di ulteriori nuovi accessi dalla viabilità,
  • - le recinzioni esterne all'area di pertinenza potranno essere realizzate solo in siepe viva con interposta rete metallica. Il cancello di ingresso dovrà essere ubicato nella posizione originaria, recuperando le eventuali colonne di sostegno ed il cancello originario. Ove questi siano andati perduti, dovranno essere adottati manufatti in sintonia con le caratteristiche dei fabbricati e con la categoria di intervento assegnata dal PUG all'edificio e, per conseguenza, all'area di pertinenza e ai relativi manufatti.
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