Art. 38 Riduzione del Rischio sismico

(Tavola dei vincoli: Rischio sismico - Microzonazione sismica - carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica)

(Tavola dei vincoli: Rischio sismico - Microzonazione sismica - carta di microzonazione sismica - livello 3 - F.a. P.G.A.)

(Tavola dei vincoli: Rischio sismico - Analisi della condizione limite per l'emergenza (CLE))

1. Il PUG persegue l'obiettivo di riduzione del rischio sismico entro il territorio comunale. Sono elementi di riferimento per la riduzione del rischio sismico gli Studi di Microzonazione Sismica (MS) e quelli di analisi della Condizione Limite per l'Emergenza (CLE).

2. Sono elaborati di riferimento per l'applicazione delle presenti norme, le Tavola dei Vincoli e le seguenti cartografie di Microzonazione Sismica (MS):

  • a) Carta dei Fattori di amplificazione F.A. (accelerazione);
  • b) Carta dei Fattori di amplificazione dell'accelerazione di gravità al suolo F.V. (velocità);
  • c) Carta dei Fattori di amplificazione - F.A.-P.G.A.;
  • d) Carte dei Fattori di amplificazione di Intensità spettrale di Housner nei periodi compresi tra: 0,1-0,3s; 0,1-0,5s; 0,3-0,5s; 0,5-1s; 1,0-2,0s.

Le suddette tavole oltre all'amplificazione per effetti della stratigrafia, identificano le porzioni di territorio in cui sono possibili conseguenze sulle opere per potenziale liquefazione, cedimenti differenziali, zone di sovrapposizione degli stessi.

3. Costituisce inoltre riferimento per l'applicazione delle presenti norme, la Tavola dei Vincoli "Rischio sismico - Analisi della condizione limite per l'emergenza (CLE)" in cui sono identificati gli edifici strategici, le aree di emergenza (ricovero e ammassamento), le infrastrutture viarie di connessione e di accessibilità al sistema insediativo urbano e la carta della Analisi della condizione limite per l'emergenza in scala 1:15.000 in cui sono identificati , oltre agli elementi riportati nelle Tavola dei Vincoli anche gli edifici e gli aggregati strutturali interferenti.

4. Disposizioni per la riduzione del rischio sismico: Microzonazione Sismica

  • a) Nelle zone stabili suscettibili di amplificazione per effetti della stratigrafia (zona 1 e zona 2, MOPS) utilizzando i parametri identificati nelle cartografie elencate al precedente comma 2, non sono richiesti ulteriori approfondimenti in sede di formazione di Accordi Operativi o PAIP. In queste aree per il calcolo dell'azione sismica nella progettazione di opere di classe d'uso 3 e 4, sono fortemente raccomandate specifiche analisi di risposta sismica locale.
  • b) Le porzioni di territorio in cui sono possibili fenomeni di amplificazione per le condizioni stratigrafiche e di potenziale liquefazione, potenziali cedimenti differenziali, sovrapposizione degli stessi, sono soggette ad approfondimenti di III livello per la valutazione della suscettività alla liquefazione e la stima dei cedimenti differenziali. In tali aree, preventivamente ad ogni trasformazione urbanistico - edilizia da realizzarsi negli ambiti urbani consolidati e nel territorio rurale, deve essere effettuata l'analisi di suscettività alla liquefazione il cui esito si riterrà negativo se l'indice di liquefazione IL risulterà inferiore a 3. Se l'indice di liquefazione IL risulterà pari o superiore a 3, per il calcolo dell'azione di sismica ai fini della progettazione non è ammesso l'approccio semplificato e dovranno essere valutati i potenziali cedimenti. Per opere di particolare interesse pubblico o strategico, classi d'uso 3 e 4, sono raccomandati interventi di mitigazione del rischio di liquefazione (consolidamento del terreno di fondazione, interventi per la riduzione delle pressioni interstiziali, ecc.). Dopo la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio di liquefazione può essere ritenuto idoneo l'utilizzo del sito se l'indice di liquefazione IL risulterà inferiore a 2.
  • c) Nelle porzioni di territorio corrispondenti alle aree soggette ad approfondimenti di terzo livello per la valutazione di cedimenti e densificazione, rappresentati sempre sulla serie delle carte di Microzonazione Sismica elencate al comma 2, ogni trasformazione urbanistico-edilizia deve essere accompagnata da una preventiva valutazione dei potenziali cedimenti (sia in condizioni statiche che dinamiche), effettuata con riferimento alle tipologie edilizie più gravose previste nell'area e la relativa valutazione delle tipologie di fondazione adottabili .

5. Fattori di Amplificazione Stratigrafica

  • a) Le Carte di Microzonazione Sismica di III livello di cui al precedente comma 2, rappresentano la stima dei fattori di amplificazione del moto sismico, in termini di Intensità di Housner (IS), nei periodi compresi tra: 0,1-0,3s; 0,1-0,5s; 0,3-0,5s; 0,5-1s; 1,0-2,0s. Detta suddivisione di intervalli è funzione del periodo fondamentale di vibrazione dei fabbricati schematizzabile come di seguito indicato:
    - Fabbricati aventi periodo di vibrazione compreso nell'intervallo 0,1 - 0,3 sec: ricadono in questo intervallo le tipologie edilizie prevalenti nel settore "civile" realizzate con qualsiasi tipologia costruttiva, aventi max 3 ÷ 4 piani16;
    - Fabbricati aventi periodo di vibrazione compreso nell'intervallo 0,3 - 0,5 sec: ricadono in questo intervallo la più comuni strutture a telaio in CA, e per estensione anche le strutture tipiche del settore produttivo-manifatturiero commerciale/industriale aventi altezza sottotrave inferiore a sette metri;
    - Fabbricati aventi periodo di vibrazione compreso nell'intervallo 0,5 -1,0 sec: ricadono in questo intervallo le tipologie edilizie a torre tipicamente realizzate a telaio in cls aventi oltre i 5 ÷ 6 piani, e per estensione magazzini verticali e manufatti alti e stretti quali silos, torri dell'acquedotto, ecc.
  • b) Con riferimento alla distinzione sopra esposta ed al fine di contenere gli effetti del sisma gli interventi edificatori devono prevedere che si determini l'interferenza minore tra fattori di amplificazione e periodo di vibrazione principale delle opere.
  • c) Per interventi che prevedano opere con periodo di vibrazione superiore a 1.0 sec. e per le classi di terreno che non consentono l'utilizzo del metodo semplificato, sono da sviluppare approfondimenti mediante specifiche analisi della risposta sismica locale.
  • d) In relazione al periodo fondamentale di vibrazione delle strutture, al fine di evitare il fenomeno della doppia risonanza e contenere gli effetti del sisma, gli strumenti attuativi/esecutivi comunque denominati, devono prevedere che gli interventi edilizi realizzano la minore interferenza tra peridio di vibrazione del terreno e periodo di vibrazione delle strutture. Considerando che le indagini effettuate indicano generalmente frequenze fondamentali di terreni F0 comprese tra 0.6 e 1.1 Hz, particolare attenzione dovrà essere posta in caso di progettazione e realizzazione di opere con periodo di vibrazione T compreso tra 0.9 e 1.7 s.
  • e) Nelle verifiche per potenziale liquefazione e quando siano previste profondità di scavo che richiedono le verifiche di stabilità dei fronti di sbancamento, sono da utilizzare valori di FA.PGA non inferiori a quelli visualizzati nella carta dei fattori di amplificazione della PGA.

6. Disposizioni per la riduzione del rischio sismico: Condizione Limite per l'Emergenza (CLE):

Al fine di salvaguardare l'accessibilità alle funzioni strategiche nel contesto urbano e territoriale in caso di emergenza sismica, con riferimento alla viabilità individuata quale infrastruttura di connessione o di accesso alle funzioni strategiche sugli elaborati costitutivi la CLE, si dispone che:

  • a) gli interventi edilizi sui fabbricati esistenti e gli interventi di NC non siano tali da rendere/realizzare fabbricati interferenti su Edifici Strategici, sulle Aree di Emergenza e sulla viabilità di connessione o di accesso individuati nella Tavola dei Vincoli "Rischio sismico - Analisi della condizione limite per l'emergenza (CLE)";
  • b) sui fabbricati già individuati come interferenti dagli elaborati della CLE, non è ammessa la sopraelevazione né ampliamenti verso il fronte stradale e/o prospettanti su questo e gli interventi edilizi devono tendere di minima alla riduzione della condizione di interferenza e, in funzione della tipologia di intervento edilizio, alla sua eliminazione.

Si intendono interferenti sulla viabilità o rispetto alle aree di emergenza,17 quei fabbricati o aggregati, o singoli manufatti isolati, che ricadono nella condizione H>L o, per le aree, H>d; ossia l'altezza (H) sia maggiore della distanza tra l'aggregato e il limite opposto della strada (L) o rispetto al limite più vicino dell'area (d).

7. Per tutti gli interventi sulle costruzioni esistenti realizzate o il cui progetto sia stato presentato in data precedente all'entrata in vigore delle NTC 2008 (01.07.2009), ad esclusione di quelli di manutenzione ordinaria (MO), di manutenzione straordinaria (MS) per i quali non siano previsti interventi che interferiscano o riguardino elementi strutturali, di interventi di adeguamento igienico-sanitario, o altri interventi obbligatori di settore, dovrà essere prodotta un'apposita "Relazione di Valutazione della sicurezza sismica dell'edificio", che permetta di stabilire, anche in ragione delle opere in previsione, se l'utilizzo della costruzione possa continuare senza interventi o sia necessario aumentarne la sicurezza sismica mediante azioni di miglioramento o adeguamento sismico, in linea e secondo i criteri stabiliti dalle vigenti NTC.

16. Si fa riferimento al metodo di Analisi lineare e statica previsto dalle vigenti NTC punto 7.3.3.2.

17. Linee Guida per l’Analisi della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE) – Roma, giugno 2012. Commissione tecnica per la microzonazione sismica (articolo 5, comma 7 dell’OPCM 13 novembre 2010, n. 3907.