Art. 37 Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo
(Tavola dei vincoli: Rischio idraulico - Pericolosità idraulica del territorio nonantolano)
1. Le disposizioni di cui al presente articolo sono finalizzate a ridurre la criticità idraulica dell'area, connessa con le condizioni di forte sofferenza idraulica del reticolo idrografico di scolo in gestione al Consorzio di Bonifica di Burana che transita in questa parte del territorio comunale.
2. Le trasformazioni soggette ad Accordo Operativo interne o esterne al TU e gli interventi di nuova costruzione (NC) e di ristrutturazione edilizia che prevedano la demolizione e ricostruzione (REC), ove ammessi, dovranno adottare misure per il conseguimento dell'invarianza idraulica e idrologica, garantendo che sia le portate sia i volumi di deflusso meteorico scaricati nei ricettori naturali non siano maggiori di quelli preesistenti all'urbanizzazione (nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia che prevedano la demolizione e ricostruzione (REC), la permeabilità di riferimento è quella preesistente all'urbanizzazione del lotto). Le trasformazioni soggette ad Accordo Operativo dovranno prevedere, quali misure di sostenibilità, un sistema di laminazione unitario, anche qualora siano previsti, nell'ambito dell'accordo, più stralci d'intervento.
3. L'invarianza idraulica e idrologica andrà conseguita attraverso l'adozione di soluzioni NBS (Natural Based Solution) e l'impiego di sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SuDS). Nel caso in cui, per il conseguimento dell'invarianza idraulica, si dovesse optare per sistemi tradizionali, per l'impossibilità di adottare i SuDS, la vasca di laminazione impermeabilizzata non dovrà essere posizionata in porzioni di suolo permeabile e, nel caso in cui ciò non sia ulteriormente possibile e debba essere impiegato suolo permeabile, la superficie corrispondente dovrà essere conteggiata come impermeabile. Dovrà in ogni caso essere sempre garantito il volume minimo di laminazione secondo la capacità stabilita dall'Autorità idraulica competente (indicativamente pari a 700 mc/Ha per ogni Ha di impermeabilizzato).
4. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 2 e 3, si applicano anche nei comparti con strumento urbanistico attuativo vigenti al momento della presentazione dell'istanza di edificazione, che ricadono nell' "Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo".
5. Gli Accordi Operativi da realizzarsi in aree esterne al perimetro del TU ricadenti all'interno dell'area di cui al comma 1, oltre al rispetto delle condizioni di cui ai precedenti commi 2 e 3 e di tutte le norme generali e di zona relative all'area di pericolosità idraulica in cui ricade l'intervento (P2a o P2b), dovranno contribuire, quale misura di sostenibilità ambientale, alla risoluzione di situazioni di criticità a carico del reticolo idraulico, con particolare riferimento al Cavo Ortigaro e al Cavo Prati di Mezzo, sulla base delle indicazioni fornite dall'Ente Gestore.
6. L'attuazione del Comparto PIP Gazzate è subordinata alla realizzazione di un sistema di laminazione a cielo aperto e delle opere idrauliche correlate, in modo tale da raccogliere e laminare le acque meteoriche a servizio dell'intero comparto e del quartiere artigianale esistente. Il dimensionamento del sistema di laminazione e delle opere idrauliche correlate e le modalità con cui verranno realizzate, dovrà essere definito di concerto con l'Autorità idraulica competente, valutando anche l'opportunità di ricorrere all'adozione di soluzioni NBS (Natural Based Solution) e all'impiego di Sistemi di Drenaggio urbano Sostenibile (SuDS). L'attuazione del comparto non dovrà inoltre comportare il tombamento di fossi di scolo esistenti.