Art. 32 P1 - Area con condizioni di pericolosità idraulica molto elevata

(Tavola dei vincoli: Rischio idraulico - Pericolosità idraulica del territorio nonantolano)

1. Le Aree "P1 - area con condizioni di pericolosità idraulica molto elevata" sono interessate dalla massima pericolosità idraulica, connessa a sormonto e/o a rottura arginale, che comporterebbe una grave compromissione del sistema insediativo, produttivo e infrastrutturale interessato. Le aree P1 sono riportate, con apposita grafia, nella Tavola dei vincoli "Rischio idraulico - Pericolosità idraulica del territorio nonantolano".

2. All'interno delle Aree P1 il PUG persegue prioritariamente obbiettivi di riduzione del rischio idraulico e di salvaguardia delle funzioni idrauliche, oltre che paesaggistiche ed ecologiche del corso d'acqua.

3. Nelle aree P1, in ragione delle condizioni di pericolosità idraulica e al fine di non incrementare sensibilmente il rischio idraulico rispetto al rischio esistente, di ridurre la vulnerabilità degli edifici e garantire le necessarie condizioni di sicurezza, non sono ammessi interventi di NC9 ed è sempre vietata la realizzazione di vani interrati o seminterrati. Gli interventi di REC non potranno comunque prevedere cambi di destinazione per usi abitativi e nei cambi di destinazione d'uso del piano terreno, non potranno essere ammessi usi residenziali al piano terreno.

4. Nelle aree P1, gli interventi sugli edifici esistenti non dovranno, in ogni caso, incrementare sensibilmente il rischio idraulico rispetto al rischio esistente e dovranno garantire le necessarie condizioni di sicurezza idraulica. In particolare:

  • a. gli interventi di REC, ove ammessi,
    - dovranno prevedere adeguate opere di difesa idraulica, che garantiscano la protezione dei fabbricati rispetto ad un'eventuale rottura locale dell'argine e rispetto al rischio idraulico derivante dagli elevati battenti idrici, connessi con un'eventuale rottura locale dell'argine. Il progetto delle opere di protezione idraulica, che dovrà essere presentato nell'ambito del procedimento relativo al titolo abilitativo all'attività edilizia, dovrà asseverare la garanzia di tenuta strutturale delle opere idrauliche che dovranno essere realizzate mediante l'esecuzione:
    - di una barriera di protezione da posizionarsi opportunamente tra l'edificio da proteggere e l'arginatura potenzialmente soggetta a rottura; tale barriera dovrà essere opportunamente progettata, sia in termini tipologici che dimensionali, in modo tale da contrastare i battenti e le spinte prodotte dalla propagazione dell'onda uscente dalla rotta arginale, così da proteggere efficacemente le strutture edificate; lo sviluppo da assegnare alla barriera potrà essere di tipo lineare o con andamento a "C" o, laddove necessario, potrà prevedere la chiusura completa dell'area da difendere. L'impossibilità a realizzare tale barriera di protezione per mancanza di spazio fisico escluderà la possibilità di procedere alla realizzazione dell'intervento edilizio;
    - di una barriera di protezione di altezza pari almeno a 1.5 m, che dovrà essere posizionata sull'intero perimetro dell'edificato, in modo da garantirne la protezione, favorendo lo scarico delle acque interne all'area arginata, mediante una valvola di non ritorno. L'impossibilità a realizzare tali barriere di protezione per mancanza di spazio fisico escluderà la possibilità di procedere alla realizzazione dell'intervento edilizio;
    - dovranno adottare misure passive di protezione rispetto agli eventi alluvionali, compatibilmente con il tipo di intervento previsto; il piano di calpestio del piano terreno dovrà sempre essere rialzato ad una quota di almeno 50 cm rispetto alla quota delle aree circostanti;
    - nelle aperture al piano terreno, andranno previste misure attive di protezione rispetto agli eventi alluvionali, qualsiasi sia la destinazione del piano terra, con esclusione dei piani terra in cui siano localizzati solo locali accessori;
    - qualora siano previste unità immobiliari ad uso residenziale al piano terra, queste dovranno svilupparsi almeno su due piani, con scala interna di collegamento tra piano terra e primo piano. Nel caso di edifici non residenziali per i quali siano ammesse attività che prevedano la presenza continuativa di persone (quindi con esclusione di attività che richiedano la presenza occasionale di persone), se sviluppati su un solo piano fuori terra, dovrà essere predisposta una zona rifugio in cui le persone possano mettersi al sicuro e tale zona dovrà essere dotata di aperture per il recupero degli occupanti e, e sviluppati su più piani, dovrà essere prevista una scala interna di collegamento tra piano terra e primo piano,
  • b. gli interventi di ampliamento (AM) sono ammessi a condizione che, qualora nella parte in ampliamento siano previste unità immobiliari residenziali, il piano terra della parte in ampliamento sia destinato esclusivamente ad autorimesse, vani scala e porticati; per gli edifici non residenziali, per i quali siano ammesse attività che prevedano la presenza continuativa di persone (quindi con esclusione di attività che richiedano la presenza occasionale di persone), qualora la parte in ampliamento si sviluppi su un solo piano fuori terra, dovrà essere predisposta una zona rifugio in cui le persone possano mettersi al sicuro e tale zona dovrà essere dotata di aperture per il recupero degli occupanti; se si sviluppa su più piani, dovrà essere prevista una scala interna di collegamento tra piano terra e primo piano. Nella progettazione della parte in ampliamento dovranno inoltre essere adottate misure attive e/o misure passive di protezione rispetto agli eventi alluvionali, compatibilmente con il tipo di intervento previsto. Nel caso di edifici non residenziali, tali misure devono riguardare l'intero edificio, anche se l'intervento edilizio in progetto riguarda solo un ampliamento dello stesso, quando si tratti di un'unica unità immobiliare, ovvero, nel caso di edifici costituiti da più unità immobiliari, tali misure devono riguardare l'intera unità immobiliare di cui si prevede l'ampliamento.
  • c. gli interventi di RE e quelli di modifica della destinazione d'uso del piano terra, ove ammessi, dovranno garantire l'adozione di misure passive di protezione rispetto agli eventi alluvionali e/o misure attive di protezione nelle aperture previste al piano terreno, compatibilmente con il tipo d'intervento previsto, qualsiasi sia la destinazione del piano terra, con esclusione dei piani terra in cui siano localizzati solo locali accessori. Qualora possibile, è sempre fortemente raccomandato che le unità immobiliari residenziali si sviluppino almeno su due piani con scala interna di collegamento tra piano terra e primo piano o, per edifici non residenziali per i quali siano ammesse attività che prevedano la presenza continuativa di persone (quindi con esclusione di attività che richiedano la presenza occasionale di persone), se sviluppati su un solo piano fuori terra, che venga predisposta una zona rifugio rialzata in cui le persone possano mettersi al sicuro o, se sviluppati su più piani, che venga prevista una scala interna di collegamento tra piano terra e primo piano.

5. Nelle aree P1 è consentita la realizzazione di nuove infrastrutture comprensive dei relativi manufatti di servizio, solo nei casi in cui esse siano riferite a servizi essenziali, la loro realizzazione non incrementi sensibilmente il rischio idraulico rispetto al rischio esistente e risultino coerenti con la pianificazione degli interventi d'emergenza di protezione civile. I progetti per la realizzazione delle infrastrutture sono ammissibili previa predisposizione di apposita indagine idraulica, da produrre a corredo del progetto, che verifichi le condizioni di rischio idraulico relative alla specifica area d'intervento e definisca le eventuali misure di mitigazione che dovranno essere previste per la messa in sicurezza degli impianti e delle cabine. I progetti dovranno preferibilmente evitare di intercettare trasversalmente la direzione di deflusso delle acque e comunque dovrà sempre essere garantita la continuità idraulica di scolo. Per le nuove infrastrutture o nel caso di ampliamento delle infrastrutture esistenti, dovrà sempre essere perseguito il soddisfacimento del principio di invarianza idraulica, da conseguire preferibilmente attraverso l'adozione di sistemi di drenaggio urbano sostenibili (SuDS).

6. Eventuali Accordi Operativi che dovessero interessare porzioni di territorio ricadenti all'interno dell'area di cui al comma 1, non potranno in ogni caso prevedere locali interrati o seminterrati e il piano terreno potrà essere utilizzato solamente per la realizzazione di garage e/o cantine, con adozione di misure passive di protezione rispetto agli eventi alluvionali e misure attive di protezione delle aperture.

7. In ragione della pericolosità idraulica molto elevata connessa al fiume Panaro, evidenziata nello studio di "Valutazione del rischio di allagamento del territorio del Comune di Nonantola" commissionato dall'Amministrazione Comunale all'Università di Parma10, che costituisce parte integrante del QC del PUG e che ha portato a classificare tale area come "P1- Area con condizioni di pericolosità idraulica molto elevata", in ragione anche della compartimentazione morfologica definita dalla tangenziale, l'attuazione del Comparto Consolata11, approvato con Del. C.C. n. 71 del 22/04/2010 e successivamente oggetto di Variante al PP approvata con Del. C.C. n. 37 del 27/07/20212 (da convenzionare), è subordinata alla predisposizione di uno specifico Studio Idraulico che definisca le necessarie opere di difesa idraulica, la cui garanzia di tenuta dovrà essere asseverata dal progettista; le opere di difesa dovranno in particolare garantire la protezione delle strutture edificate del comparto sia rispetto alle spinte prodotte dalla propagazione dell'onda uscente dall'eventuale rottura locale dell'argine, che rispetto al rischio idraulico derivante dagli elevati battenti idrici, connessi con un'eventuale rottura locale dell'argine, definendo pertanto anche misure di protezione rispetto alle spinte prodotte dalla propagazione dell'onda uscente dall'eventuale rottura locale dell'argine che dovesse occorrere nel tratto di corso d'acqua prossimo al comparto, che in alcune zone si verrebbe a trovare a meno di 200 m dall'arginatura fluviale. In difetto della predisposizione di detto Studio Idraulico è precluso il rilascio di ogni titolo abilitativo in attuazione dello strumento urbanistico attuativo.

In considerazione della pericolosità idraulica molto elevata connessa al fiume Panaro, non potranno essere realizzati vani interrati o seminterrati. Gli edifici dovranno sempre prevedere misure per facilitare l'evacuazione di persone e beni in caso di inondazione. La progettazione degli edifici dovrà prevedere misure di protezione passiva atte a garantire la stabilità delle fondazioni e a evitare il danneggiamento dei beni e delle strutture; in presenza di attività produttive dovranno essere previste misure che riducano il rischio di dispersione di materiali potenzialmente inquinanti in caso di eventi alluvionali, quali a titolo esemplificativo camere a tenuta stagna o locali sopraelevati.

9. Con esclusione per il Comparto Consolata approvato e convenzionato e successivamente oggetto di Variante al PP approvato con DCC n. 37 del 27/07/2023 e in corso di convenzionamento, identificato nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina che riporta, oltre ai riferimenti relativi allo stato dei comparti, le condizioni di pericolosità idraulica dell’area in cui ricade.

10. Valutazione del rischio di allagamento del territorio del Comune di Nonantola a cura di Università di Parma – Dipartimento di Ingegneria e architettura (resp. Scientifico Prof. P. Mignosa) – Giugno 2020

11. Il Comparto Consolata è identificato nella Tabella riportata in Appendice alla presente Disciplina che riporta, oltre ai riferimenti relativi allo stato dei comparti, le condizioni di pericolosità idraulica dell’area in cui ricadono.

12.La variante al PP approvata con DCC n. 37 del 27/07/2023 risolve l’interferenza, presente nel Piano Particolareggiato approvato con DCC n. 71 del 22/04/2010, modificato dalla Variante approvata, rappresentata dalla sovrapposizione fra le previsioni edificatorie e l’area forestale che, alla data dell’approvazione del PP in Consiglio Comunale, era soggetta a tutela da parte del PTCP e soggetta a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004.