Art. 31 Prescrizioni per la riduzione della vulnerabilità e criticità idraulica

1. Tutto il territorio comunale risulta interessato da condizioni di pericolosità idraulica con differente grado di severità. Pertanto, al fine di non incrementare sensibilmente il rischio idraulico rispetto al rischio esistente, di ridurre la vulnerabilità degli edifici e di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, in tutto il territorio comunale è vietata la realizzazione di vani interrati e/o seminterrati. In caso di interventi di Ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), qualora siano presenti vani interrati e/o seminterrati, la ricostruzione non potrà recuperarli/ripristinarli. Qualora tali vani fossero destinati a garage o cantine o lavanderie, tali locali dovranno trovare allocazione al piano terra del nuovo edificio, ammettendo, in questo caso, la realizzazione di un piano in più rispetto al limite di altezza massima indicato dalla presente Disciplina per l'ambito di intervento.

2. Al fine di ridurre la vulnerabilità degli edifici rispetto al rischio idraulico, nelle diverse parti del territorio e in relazione ai diversi interventi, andranno adottate misure attive e/o misure passive di protezione rispetto agli eventi alluvionali, da intendersi nel modo seguente:

  • - per misure attive di protezione si intendono tutte quelle azioni volte a impedire l'ingresso dell'acqua nelle strutture, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il posizionamento di barriere in apposite guide sulle soglie e davanti alle finestre, barriere gonfiabili, sacchi di sabbia, la movimentazione manuale di valvole per evitare l'ingresso delle acque di piena dai sanitari o dagli impianti, lo spostamento di beni deteriorabili ai piani alti. Costituiscono inoltre, in particolare, misure attive di protezione delle aperture del piano terreno:
  • - le paratie antiallagamento amovibili, che comprendono dispositivi di protezione removibili con guarnizioni specifiche, applicabili o attivabili al momento della necessità, a protezione delle aperture degli edifici, quali porte e cancelli antiallagamento, serrande motorizzate a tenuta d'acqua, paratie antiallagamento per la chiusura integrale degli accessi,
  • - le paratie antiallagamento automatiche, che comprendono barriere scorrevoli a tenuta stagna progettate nella struttura dell'edificio o anche dispositivi con funzionamento esclusivamente idraulico, indipendente da alimentazione esterna, che si attivano utilizzano la spinta idraulica dell'acqua di allagamento, salendo progressivamente per galleggiamento, fino a raggiungere la quota desiderata per poi ritrarsi autonomamente nel momento in cui cessa l'allagamento,
  • - le barriere protettive mobili gonfiabili o autoreggenti, adatte sia per proteggere edifici che porzioni di territorio più ampie, come barriere tubolari gonfiabili, barriere protettive autoreggenti, ecc.

Nel prevedere tali sistemi di chiusura con barriere sull'edificio, andranno attentamente valutate le caratteristiche strutturali di tenuta dell'edificio in relazione alle spinte idrostatiche e idrodinamiche;

  • - per misure passive di protezione si intendono tutte quelle misure che prevedano interventi che contribuiscano a ridurre la vulnerabilità dell'edificio quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la sopraelevazione dell'edificio (ove ammesso dalla pianificazione, da impiegare assieme ad altre misure di protezione attiva o passiva), la sua impermeabilizzazione, l'allagamento guidato, la realizzazione di barriere di protezione, quali rilevati in terra, barriere in acciaio, muri di contenimento o l'impiego di accorgimenti tecnici che riguardino la tipologia strutturale, i materiali da costruzione, le strutture fondali, il posizionamento delle aperture e la tipologia dei serramenti, le caratteristiche degli impianti, ed altro ancora.

3. Nelle aree produttive, gli interventi di NC e REC e, per gli edifici esistenti, gli interventi di RE, AM e di modifica della destinazione d'uso del piano terra, qualora siano previste attività che comportino la presenza continuativa di persone nell'immobile (quindi con esclusione di attività che richiedano la presenza occasionale di persone), dovranno prevedere l'installazione di idonei sistemi di allertamento delle piene.

4. Al fine della riduzione della vulnerabilità idraulica dell'edificio, in caso di Nuova costruzione (NC) o di Ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici esistenti (REC), in tutti gli ambiti del territorio comunale, devono rispettarsi le seguenti prescrizioni:

  • a. nella realizzazione o modifica degli impianti fognari (rete bianca e nera), dovranno essere predisposti meccanismi antireflusso delle acque, quali sistemi di non ritorno degli scarichi e delle fognature, al fine di evitare il rigurgito della fognatura in caso di alluvionamenti;
  • b. gli impianti elettrici e i relativi quadri elettrici andranno realizzati distinti per i vani potenzialmente sommergibili rispetto alle altre parti degli edifici; nelle parti potenzialmente allagabili i quadri elettrici andranno posizionati a quote superiori di 1,5 m e le prese elettriche a una quota compatibile al loro uso il più possibile in alto. Nelle zone più basse degli edifici potenzialmente allagabili, le tracce e le canaline elettriche andranno posizionate il più in alto possibile dando loro una leggera pendenza in modo da favorire l'evacuazione dell'acqua ad evento concluso;
  • c. le tubazioni e le prese d'aria, in quanto possibile veicolo di ingresso dell'acqua, vanno sigillati con tappi e chiusure ermetiche;
  • d. al di sotto del livello di massima piena si consiglia di utilizzare pareti che non presentino intercapedine inaccessibili.

5. Al fine di perseguire il riequilibrio progressivo del regime idrologico e idraulico naturale, la riduzione quantitativa dei deflussi, l'attenuazione del rischio idraulico e la riduzione dell'impatto inquinante sui corpi idrici ricettori tramite la separazione e gestione locale delle acque meteoriche non suscettibili di inquinamento,

  • - su tutto il territorio comunale, gli interventi di NC, AM8 e quelli di REC dovranno adottare misure per il conseguimento dell'invarianza idraulica, garantendo che le portate massime di deflusso meteorico scaricate nei ricettori naturali o artificiali di valle, dalle aree di nuova urbanizzazione o dalle aree urbanizzate, non siano maggiori di quelle preesistenti all'urbanizzazione stessa; tale disposizione trova applicazione anche nel caso di tunnel agricoli realizzati in ambito rurale. Per gli interventi di AM, nel calcolo per il conseguimento dell'invarianza idraulica, si dovrà considerare l'intero edificio oggetto di intervento e non solo la parte in ampliamento.
  • - gli interventi di NC e di REC da realizzarsi, con esclusione per gli interventi di AM, all'interno dell'"Area interessata da condizioni di forte criticità idraulica del reticolo idrografico di scolo" di cui al successivoArt. 37, tutte le trasformazioni soggette ad Accordo Operativo interne o esterne al TU, dovranno adottare misure per il conseguimento dell'invarianza idraulica e idrologica, garantendo che sia le portate sia i volumi di deflusso meteorico scaricati nei ricettori naturali, non siano maggiori di quelli preesistenti all'urbanizzazione.

L'invarianza idraulica e l'invarianza idraulica e idrologica andranno conseguite attraverso l'adozione soluzioni NBS (Natural Based Solution) e l'impiego di sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SuDS). Nel caso in cui, per il conseguimento dell'invarianza idraulica, si dovesse optare per sistemi tradizionali, per l'impossibilità di adottare i SuDS, la vasca di laminazione impermeabilizzata non dovrà essere posizionata in porzioni di suolo permeabile e, nel caso in cui ciò non sia ulteriormente possibile e debba essere impiegato suolo permeabile, la superficie corrispondente dovrà essere conteggiata come impermeabile. Dovrà in ogni caso essere sempre garantito il volume minimo di laminazione secondo la capacità stabilita dall'Autorità idraulica competente (indicativamente pari a 700 mc/Ha per ogni Ha di impermeabilizzato).

Le trasformazioni soggette ad Accordo Operativo dovranno prevedere, quali misure di sostenibilità, un sistema di laminazione unitario, anche qualora siano previsti, nell'ambito dell'accordo, più stralci d'intervento.

6. Nelle aree del territorio rurale l'adozione di nuovi sistemi di drenaggio superficiale che riducano sensibilmente il volume specifico d'invaso, modificando quindi i regimi idraulici, è subordinata all'attuazione di interventi finalizzati all'invarianza idraulica, consistenti nella realizzazione di un volume d'invaso compensativo, il cui calcolo sia fornito sulla base di un'idonea documentazione. L'invarianza idraulica dovrà essere conseguita attraverso l'adozione di sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SuDS).

7 Nelle aree interessate da pericolosità idraulica è vietato realizzare depositi di materiali inquinanti senza l'adozione di particolari cautele; in particolare nelle aree P 1 e P2a ne è consentito il mantenimento solo se in camere stagne, mentre in tutte le altre aree, devono sempre essere previste modalità di stoccaggio che permettano di ridurre al minimo il rischio di dispersione di tali materiali in caso di eventi alluvionali. Tale prescrizione si applica anche nel caso di interventi di AM o RE di edifici esistenti che già non abbiano previsto tali accorgimenti. La valutazione sulla efficacia delle modalità di stoccaggio di tali materiali è affidata ad ARPAE, alla quale il progetto andrà sottoposto per il parere di competenza.

8. Si rammenta come nell’intervento di NC - Nuova Costruzione sia compreso anche l’ampliamento degli edifici esistenti, ai sensi dell’ All. 1 LR 15/2013, pt. Interventi di nuova costruzione: “ ..Sono comunque da considerarsi tali: … g.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente”.