Art. 24 Rete ecologica
(Tavola dei vincoli: Tutele naturalistiche e tutele idrauliche)
1. La rete ecologica provinciale definita nell'art. 28 del PTCP è costituita da:
- - nodi ecologici complessi: costituiti da unità areali naturali e semi-naturali di specifica valenza ecologica o che offrono prospettive di evoluzione in tal senso con funzione di capisaldi della rete. Costituisce nodo ecologico complesso il sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo (core area), soggetto alle Misure Specifiche di Conservazione;
- - corridoi ecologici primari e secondari: costituiti da unità lineari naturali e semi-naturali, terrestri e/o acquatici, con andamento ed ampiezza variabili in grado di svolgere, anche a seguito di azioni di riqualificazione, la funzione di collegamento tra nodi, garantendo la continuità della rete ecologica. I corridoi esistenti coincidono prevalentemente con i principali corsi d'acqua superficiali e le relative fasce di tutela e pertinenza e con il reticolo idrografico principale di bonifica. Il corridoio ecologico principale è costituito dal fiume Panaro; il corridoio ecologico secondario è composto da porzioni del Collettore Bosca, Cavo Fossa Signora e Cavo Ortigaro;
- - varchi ecologici.
I corridoi primari e secondari e i varchi ecologici sono soggetti alla disciplina di cui all'art. 28 del PTCP.
2. All'interno dei nodi complessi e dei corridoi primari e secondari della rete ecologica di livello provinciale e locale, sono ammessi, oltre agli interventi sugli edifici esistenti e alle previsioni degli strumenti urbanistici attuativi in corso di attuazione, interventi volti all'educazione, alla valorizzazione ambientale e alla sicurezza del territorio e interventi a sostegno delle attività agricole.
3. Nelle zone in cui l'edificazione corre il rischio di assumere il carattere di continuità, i varchi ecologici costituiscono le porzioni residuali di territorio non urbanizzato da preservare. Il varco ecologico individuato dalla Tavola PUG/S.SS.U fra l'abitato di Nonantola e l'abitato di Casette, attraversato dalla Tangenziale, ha il compito di garantire la continuità percettiva in senso est-ovest, a nord e a sud della Tangenziale e il collegamento funzionale in termini ecologici. In corrispondenza di tale varco ecologico non è ammessa la nuova edificazione.
4. La conservazione della zona umida presente all'interno del sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo è finalizzata alla salvaguardia degli ecosistemi naturali e acquatici che si sono sviluppati, in tempi recenti, su cui sono presenti cenosi arboree, formazioni arbustive ed erbacee, boschi ripariali che, in area planiziale, costituiscono le uniche formazioni forestali di un certo rilievo.
5. I corridoi ecologici locali sono unità lineari naturali e semi-naturali che contribuiscono alla continuità della rete ecologica. Con riferimento ai corridoi ecologici individuati dal PTCP, il PUG:
- - conferma la posizione del corridoio ecologico locale indicato dal PTCP sul Canale Torbido, a nord del Torrazzuolo,
- - indica una posizione più coerente con la realtà dei luoghi per il corridoio ecologico locale che il PTCP indica trasversalmente sulle aree coltivate, non corrispondente ad alcun elemento classificabile come corridoio ecologico, individuando un corridoio ecologico che ricalca, a partire dal Collettore Bosca, un braccio del sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo e prosegue verso nord, andando ad intercettare canali irrigui, siepi e filari alberati, incrementando significativamente il valore ecologico della rete nella porzione nord del territorio.
6. In corrispondenza della rete ecologica locale sono ammesse tutte le funzioni e le azioni che concorrono al miglioramento della funzionalità ecologica degli habitat, alla promozione della fruizione per attività ricreative ecocompatibili, allo sviluppo di attività economiche ecocompatibili. Non è consentita la nuova edificazione. Sono ammessi esclusivamente interventi sugli edifici esistenti, con le modalità previste per il territorio rurale (cfr. successivoArt. 78), che dovranno essere accompagnati da un potenziamento quali e quantitativa della componente arboreo-arbustiva con specie autoctone. Sono inoltre ammessi gli interventi funzionali a progetti di valorizzazione ambientale, alla sicurezza territoriale ed alla realizzazione di opere, non edificatorie, di pubblico interesse.
7. In corrispondenza dei nodi ecologici complessi e dei corridoi ecologici primari si applicano le prescrizioni di cui all'art. 3, comma 3 della Delibera di Giunta regionale 12/11/2015 n.1732 come modificata dalla DGR 1514/2022 "Modifiche alla deliberazione di Giunta regionale 12 novembre 2015, n. 1732 recante la "Terza Direttiva per l'applicazione dell'art.2 della legge regionale n.19 del 29 settembre 2003 "Norme in materia di riduzione dell'inquinamento luminoso e di risparmio energetico". In applicazione del comma 2 del medesimo articolo, in corrispondenza dei nodi ecologici complessi e dei corridoi ecologici primari e secondari è necessario:
- - limitare il più possibile i nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata;
- - adeguare gli impianti realizzati prima del 14 ottobre 2003 e le fonti di rilevante inquinamento luminoso, entro due anni dall'emanazione della direttiva sopra citata;
- - ridurre il più possibile i tempi di accensione degli impianti e massimizzare l'uso di sistemi passivi di segnalazione (es. catarifrangenti, ecc.) nel maggiore rispetto dell'ecosistema.