Art. 16 Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo Area di Riequilibrio Ecologico Torrazzuolo (ARE)
(Tavola dei vincoli: Tutele naturalistiche e tutele idrauliche)
1. Il PUG individua nella Tavola dei vincoli "Tutele naturalistiche e tutele idrauliche" il sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo, che ha il medesimo perimetro dell'Area di Riequilibrio Ecologico (ARE) Torrazzuolo.
2. Si richiamano di seguito le misure da applicare:
- - l'Area di Riequilibrio Ecologico (ARE) Torrazzuolo è soggetta alle Norme di attuazione e tutela contenute nella Proposta di Atto istitutivo dell'Area di Riequilibrio Ecologico - Provincia di Modena, Allegato specifico alla Determinazione del Consiglio Provinciale n.178 del 15/06/2011 e all'art.31 del PTCP;
- - il sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo, è soggetto alle Misure Specifiche di Conservazione dei Siti ZSC/ZPS, approvate dalla Regione Emilia-Romagna con la DGR n. 1147 del 16.7.2018 "Modifiche alle Misure Generali di Conservazione, alle Misure specifiche e ai Piani di Gestione dei Siti Natura 2000, di cui alla DGR n.79/2018" ed in particolare alle misure riportate nell'allegato 3 - Regolamentazioni cogenti contenute delle Misure Specifiche di Conservazione delle ZSC e delle ZPS dell'Emilia-Romagna. Le Misure Specifiche di Conservazione definiscono nel dettaglio l'insieme organico delle tutele necessarie per garantire il mantenimento in un soddisfacente stato di conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali di cui alle Direttive n.92/43/CEE e n. 2009/147/CE (ex 79/409/CEE), nonché il loro risanamento e, possibilmente, il loro miglioramento. Nell'ambito delle Misure Specifiche rimangono vigenti le misure regolamentari che riguardano il comparto agricolo, stabilite con la DGR n.112 del 6.2.2017.
3. Il sito del Torrazzuolo (ZSC-ZPS e ARE) costituisce parte integrante e strutturante della rete ecologica di livello provinciale e locale, come indicato nelle NTA del PTCP, all'art. 30 per il Sito Rete Natura 2000 e all'art. 31 per l'Area di Riequilibrio Ecologico. Il sito Rete Natura 2000 - IT4040010 - ZSC-ZPS - Torrazzuolo fa inoltre parte della rete ecologica europea, come riportato allo stesso art. 30 del PTCP.
4. Al fine di salvaguardare lo svolgimento delle funzioni ecosistemiche, di riserva della biodiversità e di tutela di habitat e specie di interesse, limitando così potenziali interferenze esterne, il PUG individua una fascia di protezione di 150 metri lungo l'intero perimetro del sito, in considerazione del fatto che i punti più delicati di una compagine boschiva, di un habitat delicato, di un'area naturale poco spessa, come ad esempio le ramificazioni del sito tutelato, sono proprio i loro margini.
5. Nell'ambito della fascia di protezione di cui al precedente comma 4, in parte ricadente sul territorio perimetrato dal PUG come "Partecipanza Agraria" e in parte ricadente sul Territorio rurale, non sono ammesse nuove costruzioni e gli interventi sugli edifici esistenti, disciplinati dal successivoArt. 78 relativo al Territorio rurale, dovranno prevedere obbligatoriamente interventi di mitigazione nei confronti del Sito ZSC-ZPS e ARE, mediante il nuovo impianto di vegetazione arboreo/arbustiva o il potenziamento della vegetazione esistente.
6. Nell'ambito del ZSC-ZPS - Torrazzuolo e dell'Area di Riequilibrio Ecologico (ARE) Torrazzuolo si applicano le prescrizioni di cui all'art. 3, comma 3 della Delibera di Giunta regionale 12/11/2015 n.1732 come modificata dalla DGR 1514/2022 "Modifiche alla deliberazione di Giunta regionale 12 novembre 2015, n. 1732 recante la "Terza Direttiva per l'applicazione dell'art.2 della legge regionale n.19 del 29 settembre 2003 "Norme in materia di riduzione dell'inquinamento luminoso e di risparmio energetico". In applicazione del comma 2 del medesimo articolo, entro l'ambito del ZSC-ZPS - Torrazzuolo e dell'Area di Riequilibrio Ecologico (ARE) Torrazzuolo è necessario:
- - limitare il più possibile i nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata;
- - adeguare gli impianti realizzati prima del 14 ottobre 2003 e le fonti di rilevante inquinamento luminoso, entro due anni dall'emanazione della direttiva sopra citata;
- - ridurre il più possibile i tempi di accensione degli impianti e massimizzare l'uso di sistemi passivi di segnalazione (es. catarifrangenti, ecc.) nel maggiore rispetto dell'ecosistema.