Art. 26. Strategia dello sviluppo sostenibile – contenuti

1. La strategia dello sviluppo sostenibile, in coerenza con la strategia di livello regionale di cui all'art. 24 del PIT-PPR e nel rispetto dei principi generali di cui al Titolo I Capo I della LR 65/2014, persegue un assetto del territorio comunale fondato sullo sviluppo sostenibile delle trasformazioni territoriali e socio-economiche, oggetto di valutazione nell'ambito del procedimento di VAS.

2. La strategia dello sviluppo sostenibile costituisce l'insieme delle disposizioni di orientamento generale e specifico per la definizione, la traduzione e declinazione delle strategie e degli obiettivi generali espressi dal PS. Tali obiettivi dovranno essere recepiti e sviluppati in previsioni e interventi di trasformazione nell'ambito dei PO e negli altri strumenti della pianificazione urbanistica comunale, compatibilmente con il prioritario perseguimento degli obiettivi di qualità e con l'attuazione e applicazione delle corrispondenti Direttive correlate espressi dal PIT-PPR per l'Ambito di paesaggio "Scheda d'Ambito 06 - Firenze-Prato-Pistoia".

3. La disciplina della strategia dello sviluppo sostenibile è riferita all'intero territorio comunale e trova riscontro e corrispondenza cartografica con gli elaborati di quadro progettuale denominati:

  1. - S.01- UTOE, territorio urbanizzato e insediamenti
  2. - S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali;
  3. - S.02.2 - Strategia – Le infrastrutture della mobilità
  4. - S.02.3 - Strategia – La doppia cerchia dei parchi.

4. La disciplina della strategia dello sviluppo sostenibile comprende:

  • a) le Unità Territoriali Organiche Elementari (UTOE) e il dimensionamento di cui al successivo art.27;
  • b) gli obiettivi e indirizzi di carattere strategico di cui al successivo art.28, ivi comprese le localizzazioni delle trasformazioni all'esterno del territorio urbanizzato oggetto di copianificazione;
  • c) la qualità degli insediamenti, di cui al successivo art. 29.

Art. 27. UTOE- Individuazione, articolazione e criteri per il dimensionamento

1. In coerenza con i riferimenti statutari delle presenti norme e ai sensi dell'art. 92 co. 4 della LR 65/2014, il PS suddivide l'intero territorio comunale in quattro UTOE. Le aree urbane sono parte integrante del territorio, inserite nel più ampio contesto degli spazi aperti, verso il quale sono debitrici per il valore intrinseco dei luoghi, in ordine agli aspetti antropici, socio-economici, culturali e morfologici.

2. Le UTOE sono intese quali ambiti di programmazione per il perseguimento della strategia dello sviluppo sostenibile, per la determinazione delle dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni, per la distribuzione dei servizi e delle dotazioni estese al territorio comunale.

3. La Disciplina delle UTOE articola e programma azioni strategiche con riferimento al dimensionamento degli insediamenti e delle nuove funzioni e alla dotazione di spazi pubblici del territorio comunale, tenendo conto delle specificità di ciascuna unità territoriale.

4. Le UTOE come sopra definite sono le seguenti:

  1. - 1. Città
  2. - 2. Pianura produttiva
  3. - 3. Teatro collinare
  4. - 4. Montagna

Art. 27.1 Dimensionamento dei servizi e delle dotazioni territoriali pubbliche

1. Ai sensi dell'art. 3 del DM n. 1444/68 e ai fini del perseguimento della qualità degli insediamenti di cui all'art. 62 della LR 65/2014 e al DPGR 5 luglio 2017 n. 32/R, la verifica della dotazione di standard urbanistici, ovvero dei rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, alle scuole, al verde pubblico e ai parcheggi pubblici, è effettuata dal PS con riferimento all'intero territorio comunale, ferme restando le specifiche disposizioni applicative individuate a livello delle singole UTOE.

2. Per i nuovi abitanti insediabili, il PS fissa, come parametro complessivo minimo, una dotazione di standard urbanistici pari a 37 mq/abitante con riferimento alla UTOE n. 1 e pari a 34 mq/abitante con riferimento alle UTOE nn. 2, 3 e 4.

3. Gli standard per l'UTOE n. 1 sono così definiti:

  • a) Attrezzature collettive 9,50 mq/ab.
  • b) Attrezzature scolastiche 4,50 mq/ab.
  • c) Parcheggi pubblici 5,50 mq/ab.
  • d) Verde pubblico 17,50 mq/ab.

4. Gli standard per le UTOE nn. 2, 3 e 4 sono così definiti:

  • a) Attrezzature collettive 7,50 mq/ab.
  • b) Attrezzature scolastiche 4,50 mq/ab.
  • c) Parcheggi pubblici 5,00 mq/ab.
  • d) Verde pubblico 17,00 mq/ab.

5. Per gli abitanti già insediati, la dotazione di standard urbanistici è fissata nei valori assoluti (mq), con riferimento ad ogni UTOE e secondo quanto indicato nei successivi artt. 27.3, 27.4, 27.5 e 27.6.

6. In conformità al DM 1444/1968 ed alle disposizioni del PTCP, il PS prevede altresì, una dotazione di standard urbanistici pari ad almeno il 10% della Superficie territoriale (ST) nelle zone artigianali e industriali e ad almeno l' 80% della Superficie Edificabile (SE) negli insediamenti commerciali e direzionali.

7. Ai fini del rispetto degli standard urbanistici, cui dovrà attenersi anche il PO, la popolazione di nuovo insediamento viene calcolata sulla base di 1 abitante = 30 mq di SE per la destinazione residenziale.

8. Ai fini delle verifiche indicate dalla normativa vigente per il settore turistico-ricettivo, qualora non sia possibile utilizzare un parametro espresso in forma di superficie, il dimensionamento della funzione turistico-ricettiva può essere ricondotto al n. dei posti letto sulla base del rapporto 1 posto letto/ 40 mq. SE.

9. Il PO avrà facoltà di definire la collocazione delle dotazioni di standard urbanistici aggiuntive rispetto a quelle esistenti, con la possibilità di far ricorso anche a metodi perequativi, in particolare per i comparti urbani e/o territoriali interessati da significativi interventi di trasformazione.

10. Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, il PO potrà disciplinare gli incrementi di carico urbanistico e le soglie minime sulla base dei quali siano dovute dotazioni di standard urbanistici da reperirsi contestualmente, nonché i relativi quantitativi.

Art. 27.2 Dimensionamento dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni

1. In conformità alle disposizioni di cui all'art. 92 co. 4 l. c) della LR 65/2014, le previsioni con dimensionamento complessivo dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni all'interno del Perimetro del territorio urbanizzato, così come quelle esterne al Perimetro del territorio urbanizzato concernenti la localizzazione di nuovi impegni di suolo oggetto di Conferenza di copianificazione, sono verificate nell'ambito del procedimento di VAS in riferimento al grado di vulnerabilità e riproducibilità delle risorse, delle strutture e delle componenti costitutive del patrimonio territoriale.

2. Il criterio con cui è stato elaborato il dimensionamento è da riferirsi agli artt. 5 co. 5 e 6 del DPGR 5 luglio 2017 n. 32/R e in attuazione della DGR n. 682 del 26.06.2017. Le categorie funzionali assunte sono le seguenti:

  • a) residenziale;
  • b) industriale e artigianale;
  • c) commerciale al dettaglio;
  • d) turistico-ricettiva;
  • e) direzionale e di servizio;
  • f) commerciale all'ingrosso e depositi.

3. Il dimensionamento, espresso in mq di SE, comprende le previsioni esterne al perimetro del territorio urbanizzato concernenti la localizzazione di nuovi impegni di suolo oggetto di Conferenza di copianificazione in modo differenziato rispetto al dimensionamento interno al territorio Urbanizzato. La quantificazione delle previsioni oggetto di copianificazione riportata nelle tabelle di dimensionamento del PS ha valore indicativo del consumo di suolo e le superfici indicate saranno soggette ad approfondimento e verifica di sostenibilità in sede di formazione del PO.

4. Il dimensionamento del PS, non comprende le previsioni e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente. Non sono comunque da computare nei PO e negli altri strumenti della pianificazione urbanistica comunale le previsioni e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, di cui all'art. 95, co. 2, della LR 65/2014, anche quando tali interventi comportino il cambio di destinazione d'uso, il frazionamento di unità immobiliari e l'ampliamento degli edifici esistenti.

4bis. Il primo PO potrà prelevare un massimo pari al 75% del dimensionamento complessivo del PS relativo alla NE - nuova edificazione, di cui all'art. 27.7.

5. Il PO potrà trasferire tra UTOE contigue i dimensionamenti, previsti dal PS all'interno del territorio urbanizzato, nella misura massima del 30%, motivando adeguatamente tale scelta.

6.Il PO potrà redistribuire, tra UTOE, il dimensionamento esterno al perimetro del territorio urbanizzato relativo alla parte non soggetta a conferenza di copianificazione, per una quota non superiore al 50% di quanto previsto. Tale redistribuzione potrà avvenire tra parti esterne al territorio urbanizzato e nella misura massima del 50% di quanto già previsto nella UTOE che vedrà aumentare il proprio dimensionamento.

7. Il dimensionamento del PS suddiviso per UTOE è riportato nei successivi artt. 27.3, 27.4, 27.5 e 27.6.

Art. 27.3 UTOE 1 - Città

1. L'UTOE 1 comprende l'intera area urbana del capoluogo cittadino, ove è insediata oltre la metà degli abitanti e nella quale si collocano i principali servizi e attrezzature di livello comunale e sovracomunale.

2. L'innalzamento delle quantità di servizi e dotazioni pubbliche, già significativamente presenti in città, è il principale strumento per rafforzare il ruolo e l'attrattività di Pistoia. In questo senso le quantità possono diventare qualità, più generale e diffusa.

3. Nella città il PS prevede le maggiori quantità insediative, sia per quanto riguarda la destinazione residenziale che per quelle commerciali e direzionali. Più in generale, il riuso di suoli già urbanizzati prevale decisamente sulla nuova edificazione, trovandosi nella città i più estesi ambiti di ridefinizione del margine degli insediamenti ma anche le principali aree alle quali applicare strategie di riqualificazione urbana.

4. Trovano attuazione nell'UTOE1 principalmente le strategie descritte nei successivi artt. 28.1, 28.2, 28.3, 28.4 e 28.5.

UTOE N°1
CITTÀ
Superficie UTOE 18,43 Kmq. (7,78%) Superficie territoriale comune 236,77 kmq.
Popolazione UTOE 31/12/2023 51.790 ab. (57,85%) Popolazione Comune 31/12/2023 89.524 ab.
Densità media UTOE 2.810,09 ab/kmq, Densità media Comune 378,10 ab/Kmq.
UTOE N°1 - PREVISIONI DI DIMENSIONAMENTO
Categorie funzionali di cui all'art. 99 LR 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Dimensioni massime sostenibili (art. 92 c.4; Reg. Titolo V art. 5 co. 2) Previsioni esterne al perimetro del TU
SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANIFICAZIONE STRATEGIE COMUNALI (Reg. Titolo V art. 5 co. 3) NON SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANFICAZIONE
mq. di SE mq. di SE mq. di SE
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione Artt. 25 c.1; 26; 27; 64 co. 6 R - Riuso Art. 64 c.8 Tot (NE + R) NE - Nuova edificazione Art. 25 c.2
a) RESIDENZIALE 30.600 54.100 84.700 ------------- 0 0 ----------------
b) INDUSTRIALE- ARTIGIANALE 18.800 21.500 40.300 0 0 0 1.500
c) COMMERCIALE al dettaglio 9.500 10.100 19.600 0 0 0 0
b) TURISTICO - RICETTIVA 1.200 2.500 3.700 0 0 0 0
e) DIREZIONALE E DI SERVIZIO 8.000 9.100 17.100 12.000 0 12.000 0
f) COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 1.000 1.000 0 0 0 0
TOTALI 68.100 98.300 166.400 12.000 0 12.000 1.500
UTOE n.1 - DIMENSIONAMENTO SERVIZI E DOTAZIONI PUBBLICHE - STANDARD URBANISTICI
N° Abitanti Attrezzature collettive Attrezzature scolastiche Parcheggi Verde pubblico Totale
mq mq mq mq mq
Dotazioni esistenti 51.790 461.605 144.925 266.700 797.981 1.671.211
Fabbisogni ab. Attuali * 51.790 484.090 228.306 284.845 903.159 1.900.400
Fabbisogni ab. insediabili** 2.823 26.822 12.705 15.528 49.408 104.463
Fabbisogni ab. TOTALI 54.613 510.912 241.011 300.373 952.567 2.004.863

* Dei quali n. 1.583 insediati nel territorio rurale

** Abitanti insediabili: 1 abitante ogni 30 mq di SE con destinazione residenziale

Art. 27.4 UTOE 2 – Pianura produttiva

1. L'UTOE 2 interessa la zona di pianura posta a sud della città e i versanti delle prime colline sulla via Lucchese e sulla via Montalese; qui si trovano gli ambiti agricoli specializzati più importanti del territorio pistoiese e le principali infrastrutture viarie e ferroviarie di collegamento.

2. La presenza di numerosi insediamenti inclusi all'interno del territorio urbanizzato richiede l'innalzamento delle quantità di servizi e dotazioni pubbliche, per consolidare il grado di autonomia funzionale e contrastare la dispersione.

3. Nella pianura il PS prevede le maggiori quantità insediative per le categorie funzionali industriale-artigianale e per depositi. Si trovano inoltre in questa UTOE i principali elementi della rete infrastrutturale strategica di progetto.

4. Trovano attuazione nell'UTOE2 principalmente le strategie descritte nei successivi artt. 28.1, 28.2, 28.3, 28.5 e 29.

UTOE N°2
PIANURA PRODUTTIVA
Superficie UTOE 53,15 Kmq. (22,44%) Superficie territoriale comune 236,77 kmq.
Popolazione UTOE 31/12/2023 22.155 ab. (24,75%) Popolazione Comune 31/12/2023 89.524 ab.
Densità media UTOE 416,83 ab/kmq, Densità media Comune 378,10 ab/Kmq.
UTOE N°2 - PREVISIONI DI DIMENSIONAMENTO
Categorie funzionali di cui all'art. 99 LR 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Dimensioni massime sostenibili (art. 92 c.4; Reg. Titolo V art. 5 co. 2) Previsioni esterne al perimetro del TU
SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANIFICAZIONE STRATEGIE COMUNALI (Reg. Titolo V art. 5 co. 3) NON SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANFICAZIONE
mq. di SE mq. di SE mq. di SE
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione Artt. 25 c.1; 26; 27; 64 co. 6 R - Riuso Art. 64 c.8 Tot (NE + R) NE - Nuova edificazione Art. 25 c.2
a) RESIDENZIALE 18.000 8.000 26.000 ------------- 0 0 ---------------
b) INDUSTRIALE- ARTIGIANALE 13.200 17.500 30.700 126.000 0 126.000* 5.000
c) COMMERCIALE al dettaglio 1.000 4.000 5.000 1.000 0 1.000 0
b) TURISTICO - RICETTIVA 2.500 1.000 3.500 2.000 0 2.000 2.000
e) DIREZIONALE E DI SERVIZIO 4.500 1.000 5.500 2.000 0 2.000 0
f) COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 6.000 4.000 10.000 20.000 0 20.000 0
TOTALI 45.200 35.500 80.700 151.000 0 151.000 7.000

*In riferimento alla previsione Ap1, sui 90.000 mq. Di SE, una quota parte, pari ad un massimo del 10%, potrà essere destinata a funzioni accessorie e di servizio (commerciale al dettaglio con esclusione delle grandi strutture di vendita, direzionale e di servizio, commerciale all'ingrosso e depositi)

UTOE n.2 - DIMENSIONAMENTO SERVIZI E DOTAZIONI PUBBLICHE - STANDARD URBANISTICI
N° Abitanti Attrezzature collettive Attrezzature scolastiche Parcheggi Verde pubblico Totale
mq mq mq mq mq
Dotazioni esistenti 22.155 104.356 50.101 47.564 229.632 431.653
Fabbisogni ab. Attuali * 22.155 136.388 69.923 91.990 327.794 626.094
Fabbisogni ab. insediabili** 867 6.500 3.900 4.333 14.733 29.467
Fabbisogni ab. TOTALI 23.022 142.888 73.823 96.323 342.527 655.561

* Dei quali n. 9.925 insediati nel territorio rurale

** Abitanti insediabili: 1 abitante ogni 30 mq di SE con destinazione residenziale

Art. 27.5 UTOE 3 – Teatro collinare

1. L'UTOE 3 rappresenta l'arco collinare che, figurativamente come un teatro attorno al capoluogo, da ovest verso est, è costituito dalle valli del torrente Vincio di Brandeglio, del torrente Ombrone, del torrente Brana, del torrente Bure di Baggio e del torrente Bure di Santomoro.

2. L'innalzamento delle quantità di servizi e dotazioni pubbliche è funzionale a consolidare le presenze negli abitati della collina e alla valorizzazione, in chiave di promozione territoriale, della rete insediativa.

3. Nell'UTOE 3 il PS introduce modeste quantità per nuovi insediamenti in ognuna delle categorie funzionali, per la maggior parte riconducibili a riuso di suoli già urbanizzati e volte ad incentivare il mantenimento del presidio territoriale storicamente consolidato.

4. Trovano attuazione nell'UTOE3 principalmente le strategie descritte nei successivi artt. 28.1, 28.5 e 28.6.

UTOE N°3
TEATRO COLLINARE
Superficie UTOE 113,56 Kmq. (47,96%) Superficie territoriale comune 236,77 kmq.
Popolazione UTOE 31/12/2023 14.529 ab. (16,22%) Popolazione Comune 31/12/2023 89.524 ab.
Densità media UTOE 127,94 ab/kmq Densità media Comune 378,10 ab/Kmq.
UTOE N°3 - PREVISIONI DI DIMENSIONAMENTO
Categorie funzionali di cui all'art. 99 LR 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Dimensioni massime sostenibili (art. 92 c.4; Reg. Titolo V art. 5 co. 2) Previsioni esterne al perimetro del TU
SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANIFICAZIONE STRATEGIE COMUNALI (Reg. Titolo V art. 5 co. 3) NON SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANFICAZIONE
mq. di SE mq. di SE mq. di SE
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione Artt. 25 c.1; 26; 27; 64 co. 6 R - Riuso Art. 64 c.8 Tot (NE + R) NE - Nuova edificazione Art. 25 c.2
a) RESIDENZIALE 2.500 5.000 7.500 ------------- 0 0 --------------
b) INDUSTRIALE- ARTIGIANALE 2.500 3.000 5.500 0 0 0 500
c) COMMERCIALE al dettaglio 800 3.000 3.800 0 0 0 0
b) TURISTICO - RICETTIVA 1.900 1.600 3.500 1.600 0 1.600 600
e) DIREZIONALE E DI SERVIZIO 1.000 1.000 2.000 0 0 0 0
f) COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 2.600 1.000 3.600 0 0 0 0
TOTALI 11.300 14.600 25.900 1.600 0 1.600 1.100
UTOE n.3 - DIMENSIONAMENTO SERVIZI E DOTAZIONI PUBBLICHE - STANDARD URBANISTICI
N° Abitanti Attrezzature collettive Attrezzature scolastiche Parcheggi Verde pubblico Totale
mq mq mq mq mq
Dotazioni esistenti 14.529 68.142 13.307 28.325 187.520 297.294
Fabbisogni ab. Attuali * 14.529 75.164 31.577 53.682 221.709 382.131
Fabbisogni ab. insediabili** 250 1.875 1.125 1.250 4.250 8.500
Fabbisogni ab. TOTALI 14.779 77.039 32.702 54.932 225.959 390.631

* Dei quali n. 11.268 insediati nel territorio rurale

** Abitanti insediabili: 1 abitante ogni 30 mq di SE con destinazione residenziale

Art. 27.6 UTOE 4 – Montagna

1. L'UTOE 4 comprende l'ambito dell'appennino pistoiese ricadente nel territorio comunale ed in particolare la valle del Reno, la valle del torrente Orsigna e la valle del Torrente Limentra.

2. Il, pur contenuto, innalzamento delle quantità di servizi e dotazioni pubbliche è funzionale a consolidare le presenze negli abitati della montagna e alla valorizzazione dei luoghi, in chiave di promozione territoriale.

3. Nell'UTOE 4 il PS introduce modeste quantità per nuovi insediamenti, per la gran parte riconducibili a riuso di suoli già urbanizzati e volte i ad incentivare il mantenimento del presidio territoriale storicamente consolidato. Il PS non prevede nuove occupazioni di suolo all'esterno del territorio urbanizzato.

4. Trovano attuazione nell'UTOE4 principalmente le strategie descritte nei successivi artt. 28.1 e 28.6.

UTOE N°4
MONTAGNA
Superficie UTOE 51,64 Kmq. (21,81%) Superficie territoriale comune 236,77 kmq.
Popolazione UTOE 31/12/2023 1.050 ab. (1,17%) Popolazione Comune 31/12/2023 89.524 ab.
Densità media UTOE 20,33 ab/kmq Densità media Comune 378,10 ab/Kmq.
UTOE N°4 - PREVISIONI DI DIMENSIONAMENTO
Categorie funzionali di cui all'art. 99 LR 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Dimensioni massime sostenibili (art. 92 c.4; Reg. Titolo V art. 5 co. 2) Previsioni esterne al perimetro del TU
SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANIFICAZIONE STRATEGIE COMUNALI (Reg. Titolo V art. 5 co. 3) NON SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANFICAZIONE
mq. di SE mq. di SE mq. di SE
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione Artt. 25 c.1; 26; 27; 64 co. 6 R - Riuso Art. 64 c.8 Tot (NE + R) NE - Nuova edificazione Art. 25 c.2
a) RESIDENZIALE 1.000 2.000 3.000 ------------- 0 0 --------------
b) INDUSTRIALE- ARTIGIANALE 1.000 3.000 4.000 0 0 0 0
c) COMMERCIALE al dettaglio 500 2.000 2.500 0 0 0 0
b) TURISTICO - RICETTIVA 500 1.000 1.500 0 0 0 0
e) DIREZIONALE E DI SERVIZIO 500 1.000 1.500 0 0 0 0
f) COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 0 0 0 0 0 0 0
TOTALI 3.500 9.000 12.500 0 0 0 0
UTOE n.4 - DIMENSIONAMENTO SERVIZI E DOTAZIONI PUBBLICHE - STANDARD URBANISTICI
N° Abitanti Attrezzature collettive Attrezzature scolastiche Parcheggi Verde pubblico Totale
mq mq mq mq mq
Dotazioni esistenti 1.050 5.808 619 3.074 71.555 81.056
Fabbisogni ab. Attuali * 1.050 6.135 2.985 4.425 71.558 85.103
Fabbisogni ab. insediabili** 100 750 450 500 1.700 3.400
Fabbisogni ab. TOTALI 1.150 6.885 3.435 4.925 73.258 88.503

Art. 27.7 Sintesi dimensionamento

TERRITORIO COMUNALE
SINTESI DIMENSIONAMENTO
Superficie territoriale comune 236,77 kmq.
Popolazione Comune 31/12/2023 89.524 ab.
Densità media Comune 378,10 ab/Kmq.
TERRITORIO COMUNALE - PREVISIONI DI DIMENSIONAMENTO
Categorie funzionali di cui all'art. 99 LR 65/2014 Previsioni interne al perimetro del TU Dimensioni massime sostenibili (art. 92 c.4; Reg. Titolo V art. 5 co. 2) Previsioni esterne al perimetro del TU
SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANIFICAZIONE STRATEGIE COMUNALI (Reg. Titolo V art. 5 co. 3) NON SUBORDINATE A CONFERENZA DI COPIANFICAZIONE
mq. di SE mq. di SE mq. di SE
NE - Nuova edificazione R - Riuso Tot (NE+R) NE - Nuova edificazione Artt. 25 c.1; 26; 27; 64 co. 6 R - Riuso Art. 64 c.8 Tot (NE + R) NE - Nuova edificazione Art. 25 c.2
a) RESIDENZIALE 52.100 69.100 121.200 ------------- 0 0 --------------
b) INDUSTRIALE- ARTIGIANALE 35.500 45.000 80.500 126.000 0 126.000 7.000
c) COMMERCIALE al dettaglio 11.800 19.100 30.900 1.000 0 1.000 0
b) TURISTICO - RICETTIVA 6.100 6.100 12.200 3.600 0 3.600 2.600
e) DIREZIONALE E DI SERVIZIO 14.000 12.100 26.100 14.000 0 14.000 0
f) COMMERCIALE all'ingrosso e depositi 8.600 6.000 14.600 20.000 0 20.000 0
TOTALI 128.100 157.400 285.500 164.600 0 164.600 9.600
DIMENSIONAMENTO SERVIZI E DOTAZIONI PUBBLICHE - STANDARD URBANISTICI
N° Abitanti Attrezzature collettive Attrezzature scolastiche Parcheggi Verde pubblico Totale
mq mq mq mq mq
Dotazioni esistenti 89.524 639.911 208.952 345.663 1.286.688 2.481.214
Fabbisogni ab. Attuali * 89.524 701.776 332.790 434.942 1.524.220 2.993.728
Fabbisogni ab. insediabili** 4.040 35.947 18.180 21.612 70.092 145.830
Fabbisogni ab. TOTALI 93.564 737.723 350.970 456.554 1.594.311 3.139.558

Art. 28. Obiettivi e indirizzi di carattere strategico

1. Il PS di Pistoia, si prefigge l'intento generale di armonizzare l'assetto urbanistico del territorio al fine di mettere a sistema l'intero patrimonio per la creazione di una realtà territoriale più ricca, diversificata e integrata anche sotto il profilo socio-economico, per consentire lo sviluppo di sinergie inedite e favorire un'identità territoriale capace di valorizzare i caratteri persistenti che hanno determinato l'evoluzione storica del territorio e caratterizzato il paesaggio.

2. Il PS definisce le seguenti strategie di sviluppo sostenibile della città e del territorio comunale, da perseguire nel medio lungo periodo:

  • a) la città accessibile con ruolo metropolitano
  • b) la città produttiva e dei servizi
  • c) la riqualificazione urbana
  • d) la città nel verde, per il verde e dello sport: la doppia cerchia dei parchi
  • e) un territorio più sicuro
  • f) la rete dei nuclei e degli aggregati

3. Per ogni strategia il PS indica obiettivi e indirizzi, rivolti ai piani operativi e ai successivi atti di governo del territorio, che sostanziano le diverse politiche dell'Ente.

4. Gli obiettivi e indirizzi di carattere strategico trovano riferimento grafico negli elaborati S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali, S.02.2 - La mobilità e S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi.

Art. 28.1 La città accessibile con ruolo metropolitano

1. La strategia definita dal PS affronta il tema della mobilità intendendola come sostenibile ed integrata, coordinata con le strategie del PUMS, al fine di incentivare e determinare alternative efficaci al trasporto privato, promuovendo la mobilità dolce e puntando sulle nuove tecnologie. Il sistema infrastrutturale si deve riferire ad una politica di area vasta, capace di razionalizzare gli attraversamenti del territorio comunale e di interconnettere l'area pistoiese con l'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, con le altre realtà regionali (Lucca e la costa) e con l'area extra-regionale di Bologna, anche tramite l'asse della Porrettana.

2. Il PS persegue una strategia per la definizione di un modello integrato e sostenibile della mobilità che permetta una diffusa fruizione del territorio, anche in chiave turistica, e che incentivi alternative all'autoveicolo privato, quali l'uso della rete ferroviaria, del trasporto pubblico e delle piste ed itinerari ciclopedonali, differenziando la viabilità di supporto alle attività produttive da quella funzionale ai tessuti residenziali e dei servizi.

3. Nell'elaborato S.02.2 - La mobilità il tema è organizzato secondo tre sistemi, caratterizzati secondo la modalità di mobilità e per la conseguente capacità di intersecarsi tra di loro e con le altre strategie del PS: il sistema ferroviario, il sistema della viabilità e il sistema della mobilità dolce. Nell'elaborato S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi è altresì rappresentato e dettagliato il sistema della mobilità dolce quale parte integrata e sinergica al sistema del verde.

4. Il sistema ferroviario è rappresentato dalle aree, con relative fermate e stazioni, delle due linee ferroviarie pistoiesi: la linea Firenze-Viareggio e quella Pistoia-Bologna (Porrettana). Si tratta per sua natura di un sistema che interessa l'area vasta e che da lungo tempo trova a Pistoia un particolare interesse e una tradizione, con evidenti risvolti nell'economia e nelle attività produttive.

  1. a) Gli obiettivi del PS per tale sistema sono:
    1. OB.1 - rispondere alle diversificate domande di mobilità mediante l'integrazione con la rete diffusa per la mobilità dolce;
    2. OB.2 - dotare la città nel suo tratto urbano e più densamente abitato, di un tratto di linea tranviaria compatibile con il trasporto ferroviario, eliminare quindi la barriera ferroviaria che frattura l'ambito ovest del capoluogo e riqualificare a mettere a servizio della cittadinanza le aree di superficie recuperate.
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 - il potenziamento della stazione ferroviaria di Pistoia, come snodo intermodale, con servizi per la sosta, per la mobilità ciclabile e per il trasporto pubblico locale, prevedendo servizi di sharing, car-pooling, commerciali e di informazione turistica;
    2. IN.2 - il potenziamento delle stazioni ferroviarie lungo la rete ferrovia Porrettana, come snodo per la fruizione lenta del territorio collinare;
    3. IN.3 - la trasformazione del tratto urbano della linea ferroviaria Porretana, dalla stazione centrale al parco dello Scornio, in tram-treno, ovvero sostituire i binari ferroviari con binari tranviari idonei sia al trasporto ferroviario che tramviario, riqualificare quindi il tessuto cittadino con aree verdi, servizi, attrezzature e nuovi percorsi per la mobilità lenta;
    4. IN.4 - la realizzazione delle nuove fermate ferroviarie di Scornio e Sant'Agostino;
    5. IN.5 - recepire le opere attinenti il raddoppio ferroviario Pistoia - Montecatini.

5. il sistema della viabilità è rappresentato dalla rete delle infrastrutture per la mobilità veicolare, sia di rango sovracomunale che di rango locale, a servizio delle attività, del sistema insediativo e dei servizi.
Le principali infrastrutture che assumono un interesse sovracomunale sono:

  1. - Autostrada A11 Firenze-Mare
  2. - SS n.64 - Porrettana
  3. - SS n.66 - Pistoiese
  4. - SS7 n.16 - Raccordo di Pistoia
  5. - SS7 n.19 - Prato-Pistoia
  6. - SR n.66 - Pistoiese
  7. - SR n.435 - Lucchese
  8. - SP n.2 - Pratese
  9. - SP n.5 - Montalese
  10. - SP n.9 - Montalbano
  11. - SP n.17 - Pistoia-Femminamorta
  12. - SP n.21 - Piastre e Prunetta
  13. - SP n.24 - Acquerino (PistoiaRiola)
  14. - SP n.47 - Tangenziale Est di Pistoia
  15. - SP n.49 - Castagno-Casore del Monte.
  1. a) Gli obiettivi del PS per il sistema della viabilità sono:
    1. OB.1 - coordinare le opere della terza corsia autostradale e le connessioni con la rete infrastrutturale locale assieme alla realizzazione della nuova viabilità ad est della città, tra il nuovo casello autostradale di Pistoia est (come da progetto di Autostrade s.p.a), l'area produttiva di Sant'Agostino e il comune di Montale;
    2. OB.2 - la razionalizzazione dell'attraversamento viario delle frazioni, tramite specifici bypass;
    3. OB.3 - la realizzazione dell'asse dei vivai, come infrastruttura che possa servire sia le attività del vivaismo che gli abitanti, con la definizione dei nodi di interconnessione con la viabilità minore.
  2. b) ll PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi (le sigle alfanumeriche fanno riferimento ai nodi connettivi indicati nell'elaborato S.02.2):
    1. IN.1 - Asse dei vivai, le modalità di attuazione del nuovo sistema viario che cinge la parte est e sud della città secondo le seguenti specifiche:
      • Asse nord-sud
        • - nuovo casello autostradale Pistoia est e connesso collegamento con via Toscana: attuare il progetto approvato da autostrade s.p.a, per la realizzazione della nuova infrastruttura e della viabilità di collegamento (nodi V3-V2);
        • - raccordo Casello est: prevedere il tracciato viario (nodi V2-V1) interposto tra gli abitati di Chiazzano e le Querci, di collegamento tra il nuovo casello autostradale e la nuova viabilità a nord verso la SP n.5 Montalese. Tale previsione di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile, dovrà essere definita in modo armonico rispetto alle superfici agricole occupate dal sistema vivaistico;
      • Asse est
        • - prevedere il tracciato viario (nodi V4-V5-V6-V7) dell'anello sud dell'asse dei vivai, nella parte sud-est della città, tra la via Fiorentina e la via di Montalbano. La previsione dovrà potenziare le viabilità esistenti oltre che dettagliare i nuovi tracciati e razionalizzare i nodi di interconnessione con le viabilità esistenti intersecate. Si dovrà prevedere la realizzazione e/l'adeguamento di una carreggiata, con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile almeno sui nuovi tracciati. La definizione del tracciato dovrà inserirsi in modo armonico rispetto alle superfici agricole occupate dal sistema vivaistico;
      • Asse Ovest
        • - prevedere il tracciato viario (nodi V7-V8) dell'anello sud dell'asse dei vivai, nella parte sud-ovest della città, tra l'abitato di Case nuove di Masiano e la via Lucchese in prossimità della frazione di Bargi. La previsione dovrà potenziare le viabilità esistenti oltre che dettagliare i nuovi tracciati e razionalizzare i nodi di interconnessione con le viabilità esistenti intersecate. La definizione del tracciato, di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile almeno sui tracciati di nuovo impianto, dovrà inserirsi in modo armonico rispetto alle superfici agricole occupate dal sistema vivaistico;
    2. IN.2 - Raccordi e collegamenti
      • raccordo Sant'Agostino
        • - prevedere il tracciato viario (nodi S1-V1) di collegamento tra la piattaforma produttiva esistente e il suo previsto ampliamento, con l'asse dei vivai di cui al precedente indirizzo. Tale previsione, di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile almeno sui tracciati di nuovo impianto, dovrà essere definita in modo armonico rispetto alle superfici agricole occupate dal sistema vivaistico e riutilizzando, ove possibile, i tracciati viari esistenti;
      • collegamento Montale
        • - prevedere il tracciato viario (nodi V1-M2-M1) di collegamento con l'asse dei vivai di cui al precedente indirizzo e il Comune di Montale verso la direttrice di Montemurlo e l'area pratese. Tale previsione di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile sul tratto V1-M2, dovrà essere definita in modo armonico rispetto alle superfici agricole occupate dal sistema vivaistico;
      • collegamento Santomato
        • - prevedere il tracciato viario (nodi M2-S2) di collegamento tra la previsione viaria di cui al precedente indirizzo e la frazione di Santomato-Castel degli Agresti. Tale previsione di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile almeno sui tracciati di nuovo impianto, comprende anche con il tracciato di bypass della frazione di Santomato e dovrà inserirsi in modo armonico rispetto alle superfici agricole occupate dal sistema vivaistico;
    3. IN.3 - Varianti di attraversamento
      • variante Candeglia
        • - prevedere il tracciato viario (nodi C1-C2) di superamento del tessuto insediativo lungo via Antonelli verso Candeglia. La previsione di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile, dovrà essere coordinata con la definizione del margine urbano della frazione;
      • variante via dell'Amicizia
        • - prevedere il tracciato viario (nodi A1-A2) di superamento del tessuto insediativo dell'area delle Fornaci, tra via Antonelli e la caserma Marini a Sud. La previsione di una carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia, oltreché una pista ciclabile, almeno sui tracciati di nuovo impianto, dovrà valutare il potenziamento della viabilità esistente, in particolar modo via dell'Amicizia e dovrà essere coordinata con la ridefinizione del margine urbano;
    4. IN.4 - le modalità di attuazione dei parcheggi scambiatori, con attrezzature finalizzate all'intermodalità tra le infrastrutture per la mobilità automobilistica e quelle per la mobilità dolce e per il trasporto pubblico. Si individuano a tale scopo almeno: il nuovo parcheggio a sud della stazione ferroviaria, il parcheggio Pertini, il parcheggio Cellini, il parcheggio Fedi e il parcheggio di piazza Oplà.

6. il sistema della mobilità dolce definito dal PS si compone:

  • - dei percorsi ciclabili e ciclopedonali (esistenti, di progetto e da riqualificare);
  • - degli itinerari della mobilità lenta (urbani, periurbani, della collina e della montagna e degli argini fluviali);
  • - della mobilità dolce sovracomunale che oltre alla ciclabile di rango territoriale, evidenzia la rete tematica ed escursionistica discendente dal PTCP.
  1. a) Il PS approfondisce e fa propria la strategia di mobilità dolce, anche di quella di rango provinciale in quanto è di fondamentale importanza per la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale. Riveste poi carattere non secondario implementare ed integrare le varie modalità e promuovere l'attività motoria nel più ampio interesse generale verso la salute dei cittadini. Gli obiettivi del PS per tale sistema sono:
    • OB.1 - valorizzare e potenziare la rete ciclabile sovracomunale e il sistema ciclopedonale locale, aumentando anche l'accessibilità della città storica;
    • OB.2 - individuare e potenziare la rete di itinerari di collegamento tra la parte urbana, quella periurbana e collinare-montana, mettendo in relazione i percorsi di livello locale e quelli di livello provinciale, al fine di valorizzare la rete eco-turistica ed escursionistica;
  2. b) ll PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    • IN.1 - attuare la previsione di interesse sovracomunale della Ciclovia del Sole;
    • IN.2 - riqualificare i percorsi ciclopedonali locali, individuare puntualmente e realizzare i percorsi ciclopedonali di progetto, implementare la rete strategica del PS;
    • IN.3 - relazionare il sistema dei percorsi ciclopedonali alle polarità urbane esistenti e a quelle da riqualificare e di nuovo impianto;
    • IN.4 - precisare e implementare la rete di itinerari urbani, periurbani e collinari-montani, in modo da interconnettere maggiormente i diversi ambiti del territorio comunale;
    • IN.5 - prevedere, per il parco dell'asta dell'Ombrone (si vedano anche l'elaborato S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi ), la realizzazione e la riqualificazione dei percorsi ciclabili e pedonali lungo gli argini e le golene fluviali, in modo che siano stabili e praticabili tutto l'anno, ed accessibili anche ad anziani, bambini e famiglie. Individuare e attrezzare aree di sosta, rafforzare e realizzare le connessioni con la rete della mobilità contermine, con la città e con le nuove polarità strategiche individuate dal PS;
    • IN.6 - individuare azioni finalizzate a migliorare l'accessibilità al centro storico, tramite l'analisi e la definizione di specifici interventi volti al superamento degli elementi che costituiscono criticità per la fruibilità delle aree urbane pubbliche.

Art. 28.2 La città produttiva e dei servizi

1. La finalità generale è quella di innalzare la densità di attività per la produzione di beni e servizi. Si tratta da un lato di favorire l'attrattività per competenze avanzate e dall'altro di offrire alla cittadinanza una rete di servizi maggiormente ricca e diversificata. 2. La città produttiva e dei servizi definita dal PS, nel suo assetto complessivo trae apporto anche da altre componenti strategiche, quali la riqualificazione urbana sintetizzata nell'elaborato S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali, che, a sua volta, mediante le azioni previste, alimenta anche le dotazioni di servizi e attrezzature e le strategie, sintetizzate nell'elaborato S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi, volte a costruire e implementare alla scala del capoluogo il sistema del verde e dei parchi. 3. Gli obiettivi del PS per la città produttiva e dei servizi sono:
  1. OB.1 - accentrare le attività in aree appositamente dedicate dalla pianificazione, dotate dei servizi necessari e collegate in modo integrato con la rete della mobilità principale;
  2. OB.2 - qualificare e potenziare il sistema produttivo di tipo artigianale e industriale, in relazione alla richiesta di nuovi spazi produttivi.

4. ll PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi (le sigle alfanumeriche fanno riferimento a quanto indicato nell'elaborato S.02.1):

  1. IN.1 - il completamento dell'area produttiva di S.Agostino (Ap1), per insediamenti industriali che consentano la collocazione di nuove aziende, in direzione est con proseguimento della via Umberto Mariotti (via Fermi). Gli interventi dovranno tener conto della struttura insediativa esistente e dovranno essere progettati adeguati corridoi ecologici in direzione nord-sud, per favorire la mitigazione degli effetti sugli insediamenti presenti nella pianura. I nuovi interventi dovranno essere progettati in modo organico e nella loro interezza, al fine di evitare realizzazioni parziali, che potrebbero confliggere con l'organicità dell'assetto complessivo dell'area;
  2. IN.2 - la realizzazione di una nuova area produttiva in loc. Chiazzano (Ap2). Le previsioni sono da ritenersi strettamente connesse al progetto del nuovo casello autostradale e alla realizzazione della direttrice specializzata di collegamento con il distretto industriale di Montale-Montemurlo, dei quali al precedente art. 28.1.
  3. IN.3 - la realizzazione di una nuova area produttiva in loc. Bottegone (Ap3), con un insieme di funzioni (commerciale all'ingrosso e per depositi, turistico-ricettiva, direzionale di servizio e commerciale al dettaglio) destinate al potenziamento delle attività connesse con quelle imprenditoriali del distretto vivaistico;
  4. IN.4 - la realizzazione del centro di ricerca sul vivaismo GEA (Pr), tramite il recupero dell'attuale parco (ex Ce.spe.vi) e l'inserimento di nuove attività da coordinare con una progettualità complessiva dell'area, che dovrà tenere conto dell'inserimento di nuovi servizi per l'accoglienza generale, per la ricerca, per servizi alle imprese, per la didattica e per attività sportive;
  5. IN.5 - la realizzazione del campeggio di Gugliano (Ca), localizzato lungo la SP 17, nel contesto boschivo che fa da corona al giardino zoologico, al fine di diversificare l'offerta ricettiva del territorio pistoiese e per mezzo di una progettazione di carattere ambientale coerente con il contesto paesaggistico di riferimento;
  6. IN.6 - prevedere specifiche azioni finalizzate a concentrare nelle aree produttive le attrezzature tecnologiche rivolte alla produzione di energia rinnovabile, da localizzare non solo sulle coperture dei fabbricati, ma anche nelle aree pertinenziali e in quelle per standard urbanistici;
  7. IN.7 - prevedere dotazioni ecologiche avanzate per la qualificazione delle nuove aree produttive e di quelle esistenti lungo la via Fermi, anche con riferimento ai criteri prestazionali definiti per le APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate), per quanto di competenza dello strumento urbanistico.
  8. IN.8 - favorire il mantenimento e il rinnovamento delle attività produttive, attraverso il recupero delle aree degradate, ogni volta che la nuova funzione sia compatibile con il contesto;
  9. IN.9 - localizzare le funzioni - industriali e artigianali, commerciali, direzionali e turistico ricettive - dotate di dimensionamento, in ambiti limitrofi e collegati alle reti dei servizi e dei trasporti esistenti.

Art. 28.3 La riqualificazione urbana

1. La strategia definita dal PS riferita alla riqualificazione dei sistemi insediativi, trova origine nella volontà di coordinare azioni per la tutela degli insediamenti di valore storico culturale e per il riordino di aree degradate presenti nel territorio comunale, per le quali occorre attivare politiche di riqualificazione e rigenerazione, rivolte anche alla trasformazione profonda di certe parti del tessuto urbanistico esistente.

2. Il PS promuove politiche finalizzate alla modernizzazione dei sistemi urbani, al superamento di modelli abitativi inadeguati sotto il profilo tipologico e prestazionale, al miglioramento e al potenziamento degli spazi verdi e alla diffusione di reti e servizi di connessione digitali capillari.

3. Il PS, considerando le peculiarità del territorio pistoiese, promuove la riqualificazione urbana, anche tramite meccanismi perequativi, che prevedano trasferimenti volumetrici, finalizzati al miglioramento e alla qualificazione del tessuto insediativo.

4. La strategia di PS, sintetizzata nell'elaborato S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali, si articola nelle seguenti componenti:

  1. a) Ambiti urbani
    • - territorio urbanizzato;
    • - tessuti storici;
  2. b) Riqualificazione del disegno del margine urbano
    • - ambiti di riqualificazione del disegno del margine urbano (art.4, co. 4, LR 65/2014);
    • - R1-R14 - azioni di riqualificazione;
  3. c) I poli ed i nodi della riqualificazione
    • - poli strategici (E1 - ex ospedale del Ceppo, E2 - ville Sbertoli, E3 - ex Breda estensione);
    • - nodi della riqualificazione.

5. In relazione agli ambiti urbani: per territorio urbanizzato si intende quanto definito all'art. 15 della presente disciplina e valgono tutti gli indirizzi contenuti nell'art. 13, per i tessuti storici vale anche la disciplina specificatamente individuata ai precedenti artt. 9.2.3 "Il centro storico di Pistoia" e 13.1 "Tessuti urbani di antica formazione e complessi di matrice storica". I poli ed i nodi della riqualificazione di cui ai successivi commi, qualora ubicati nell'ambito dei tessuti storici, sono da intendersi come ulteriore specifica aggiunta.

6. Per la riqualificazione del disegno del margine urbano, il PS individua specifiche azioni, denominate R, da applicarsi sia ai limiti delle aree urbanizzate che sugli ambiti di riqualificazione definiti ai sensi dell'art. 4, co. 4, della LR 65/2014 (da R2 a R14). Il PO, potrà implementare e precisare con maggior dettaglio le azioni di riqualificazione R, anche introducendo ulteriori funzioni per potenziarne l'efficacia. E' sempre ammesso per il PO prevedere servizi ed attrezzature pubbliche negli ambiti di riqualificazione sopra definiti ai sensi dell'art. 4, co. 4, della LR 65/2014 .

7. Per poli strategici, il PS intende quelle parti di città vocate ad avere un ruolo primario e trainante per le strategie di recupero alla scala del capoluogo, interessano contesti nei quali la rifunzionalizzazione e la valorizzazione costituisce l'occasione per innalzare la qualità dei tessuti edilizi e per il recupero del patrimonio edilizio anche di matrice storica. Per nodi della riqualificazione, il PS intende quelle singolarità dei tessuti edilizi aventi un ruolo primario per il sistema insediativo a cui afferiscono e dove concentrare le azioni di recupero, riuso e di trasformazione con il fine di ricucire e riscostituire parti significative del patrimonio edilizio ed urbano cittadino.

8. Le azioni di riqualificazione e i poli strategici, apportano componenti interagenti con il sistema del verde e contribuiscono anche alla definizione delle polarità del sistema del verde, rappresentate nell'elaborato S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi ed indicate con le sigle: PUT, VVA e PPS. Per la disciplina sul sistema del verde vale anche quanto stabilito al successivo art. 28.4 "La città nel verde, per il verde e dello sport: la doppia cerchia dei parchi".

9. Gli obiettivi del PS per la riqualificazione urbana sono:

  1. OB.1 - la valorizzazione degli insediamenti storici e la loro salvaguardia;
  2. OB.2 - la riqualificazione urbana delle aree degradate, dei complessi sottoutilizzati o in disuso;
  3. OB.3 - la messa in rete dei poli e dei nodi, per implementare la qualità urbana del patrimonio costruito e non e potenziare i servizi, anche infrastrutturali e tecnologi, correlati agli insediamenti.

10. ll PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi (le sigle alfanumeriche fanno riferimento a quanto indicato nell'elaborato S.02.1):

  1. IN.1 - per le azioni di riqualificazione "R"
    • - R1 - riqualificazione dell'ambito fluviale posto sull'estremità del parco dell'asta dell'Ombrone in località Gello, alla confluenza tra il torrente Vincio e il fiume Ombrone secondo le sotto azioni R1a ed R1b. R1a: riqualificare il complesso produttivo esistente, individuare quindi le modalità per una possibile riconversione, con la previsione anche di nuove destinazioni tra cui quella commerciale, turistico ricettiva e area sosta camper. Intervenire sulle aree scoperte per qualificare paesaggisticamente il contesto fluviale e recuperare naturalità, valorizzare l'emergenza architettonica rappresentata da ponte a Teccioli. R1b: riqualificare l'area in uso agli autotrasportatori in modo da efficientarne l'utilizzo e al contempo individuare misure di mitigazione paesaggistica e per il recupero della naturalità;
    • - R2 - (PPS nell'elaborato S.02.3), ridefinizione dell'assetto del Parco dello Scornio, recuperando la sua consistenza storica e programmandone la fruizione pubblica, recuperare le emergenze storiche ed architettoniche, ammettere anche funzioni per strutture di carattere turistico-ricettivo, attrezzature commerciali di corredo e per servizi e per lo svolgimento di manifestazioni ludiche, ricreative e culturali;
    • - R3 - (VVA nell'elaborato S.02.3), completamento del margine urbano di Capostrada, finalizzato al ricollocamento di volumetrie derivanti da demolizione di complessi ex produttivi dismessi, per nuove funzioni a carattere residenziale sociale e/o privato, per impianti sportivi di natura privata e pubblica, per nuove attrezzature scolastiche;
    • - R4 - (PPS nell'elaborato S.02.3), completamento del margine urbano in località le Fornaci, con la riorganizzazione del tessuto edilizio esistente, il riammagliamento della viabilità locale, il potenziamento delle strutture sportive esistenti e la previsione di nuovi servizi di quartiere. Tale azione è da coordinare inoltre con la previsione di variante via dell'Amicizia (IN.3 art. 28.1 co. 5);
    • - R5 - (PPS nell'elaborato S.02.3), previsione di nuove attrezzature pubbliche e private, di carattere scolastico e sportivo in continuità con l'impianto sportivo di Pistoia ovest;
    • - R6 - (VVA nell'elaborato S.02.3), completamento del margine urbano, finalizzato prevalentemente all'inserimento di nuove funzioni quali l'edilizia residenziale pubblica ed impianti sportivi di natura privata e pubblica, si richiama l'indirizzo IN.5 dell'art. 12.2 co. 4;
    • - R7 - (VVA nell'elaborato S.02.3), completamento del margine urbano, finalizzato prevalentemente all'inserimento di nuove funzioni quali l'edilizia residenziale pubblica, impianti sportivi di natura privata e pubblica ed attrezzature scolastiche, si richiama l'indirizzo IN.5 dell'art. 12.2 co. 4;
    • - R8r - riassetto della testata ovest dell'abitato di Pontenuovo, da attuarsi con il recupero e la riconversione delle volumetrie incongrue, la ricucitura della viabilità ed il completamento del tessuto urbano, anche con l'implementazione di dotazioni pubbliche quali verde e parcheggio. Si prevedono funzioni residenziali, direzionali e di servizio, per il commercio al dettaglio ed il turistico-ricettivo, funzioni comunque da precisarsi e/o implementarsi nel Piano Operativo;
    • - R9 - (PPS nell'elaborato S.02.3), ridisegno del margine urbano di Pistoia est, per l'inserimento di nuovi impianti sportivi, dai volumi contenuti e commisurati all'utilizzo sportivo, da riconnettere con la viabilità esistente, parzialmente già realizzata;
    • - R10 - riorganizzazione del tessuto edilizio esistente, riammagliamento della viabilità locale, realizzazione di verde pubblico, impianti sportivi di natura privata e pubblica ed edilizia residenziale pubblica;
    • - R11 - (PUT nell'elaborato S.02.3), recupero e rifunzionalizzazione dell'emergenza architettonica rappresentata dalla villa di Montesecco per usi di interesse collettivo, per servizi e per la ricezione, con riassetto e valorizzazione delle pertinenze, storiche e recenti. Previsione di un parco integrato con nuove e diverse funzioni quali: attrezzature sportive di interesse pubblico e privato, centro ippico, attrezzature turistico ricettive, attività commerciali di servizio alle nuove funzioni ed attrezzature per lo svolgimento di manifestazioni ludiche, ricreative e culturali. Stante il riconosciuto valore patrimoniale del contesto, dato dalla rilevanza paesaggistica del sito e dalla presenza di immobili di significativo interesse storico ed architettonico, per la successiva pianificazione di livello urbanistico, si individuano le seguenti specifiche:
      • - oltre al complesso della villa di Montesecco, censire ed individuare tra il patrimonio del costruito presente nell'ambito di riqualificazione, eventuali ed ulteriori fabbricati o manufatti che abbiano interesse storico, quindi prevederne il recupero e la valorizzazione estesa anche ai connessi spazi aperti di pertinenza;
      • - la definizione del parco con il suo areale e le sue funzioni, si dovrà integrare percettivamente e paesaggisticamente con gli spazi aperti attinenti le parti costruite, siano esse di permanenza storica che afferenti le strutture aggiunte che andranno ad attrezzare il parco, limitando barriere visive e frammentazioni;
      • - anche per la definizione del centro ippico e degli spazi a parcheggio del parco, gli areali dovranno essere percettivamente e paesaggisticamente integrati con tutte le altre componenti del parco e con i circostanti ambiti periurbani definiti dal PS, rispetto ai quali andrà valorizzato il continuum tra gli spazi aperti del parco e gli spazi contigui agricoli;
      • - limitare all'essenziale la artificializzazione dei suoli e comunque prediligere soluzioni tecniche e materiche che garantiscono la permeabilità e la facile integrazione con le sistemazioni a verde del parco;
      • - per la realizzazione delle nuove strutture, adottare tipologie costruttive e materiche di facile contestualizzazione paesaggistica e di qualità architettonica, siano essere riferibili alla tradizione o all'architettura contemporanea;
    • - R12 - completamento del margine urbano in località Nespolo-Chiazzazo, con la riorganizzazione del tessuto edilizio esistente, il riammagliamento della viabilità locale, la riconnessione funzionale con i servizi locali esistenti e la implementazione di dotazioni di verde attrezzato e parcheggi pubblici;
    • - R13 - riassetto del margine urbano a nord della frazione di Case Nuove di Masiano, legato alla nuova previsione dell'asse dei vivai Ovest (IN.2 art. 28.1 co. 5). Dovrà essere definito un progetto organico che valuti l'inserimento anche di nuove funzioni quali: verde sportivo, servizi di quartiere, verde pubblico, attività commerciali, di servizio e per la ristorazione;
    • - R14 - completamento del margine urbano, con la riorganizzazione del tessuto edilizio esistente, la ridefinizione della viabilità locale con funzioni di bypass, la riqualificazione dei volumi aziendali agricoli e la previsione di edilizia residenziale pubblica e privata;
  2. IN.2 - per i poli strategici ed i nodi della riqualificazione
    1. - E1 Polo strategico Ex Ospedale del Ceppo - (PUT nell'elaborato S.02.3) aggiornare gli indirizzi facenti parte dell'accordo di programma del Febbraio 2019 "Accordo di programma per la rigenerazione urbana dell'area del Ceppo, la valorizzazione delle funzioni sanitarie e la riqualificazione delle Ville Sbertoli" predisponendo le condizioni per attuare un progetto organico di riconfigurazione dell'area e dell'ex complesso ospedaliero. Si dovranno quindi: consolidare l'attuale funzione di presidio sanitario, quella museale e culturale e perseguire la finalità di far divenire un fronte della città storica quello che adesso è un retro - lato nord - privo di caratterizzazione; prevedere, quale nuova porta di accesso alla città storica, un parco urbano pubblico, attrezzato anche per manifestazioni, eventi, spettacoli all'aperto e per ospitare servizi di accoglienza e promozione turistica del territorio. L'indirizzo in oggetto è da coordinarsi con quelli del successivo art. 28.4.
    2. - E2 Polo strategico Ville Sbertoli - aggiornare gli indirizzi facenti parte dell'accordo di programma del Febbraio 2019 "Accordo di programma per la rigenerazione urbana dell'area del Ceppo, la valorizzazione delle funzioni sanitarie e la riqualificazione delle Ville Sbertoli" predisponendo le condizioni per attuare un progetto organico di recupero dell'area e degli edifici che compongono l'ex complesso sanitario, previa l'analisi e la classificazione di tutte le consistenze edilizie, l'analisi delle possibilità di eventuali trasformazioni compatibili con la tutela degli edifici storici. Potranno essere introdotte nuove funzioni per attrezzature di interesse collettivo, legate all'istruzione, turistico-ricettive e direzionali e di servizio.
    3. - E3 Polo strategico Ex Breda Est - riconoscere lo stato di attuazione del piano di recupero e favorire il completamento dell'assetto dell'area, aggiornando le previsioni in funzione di una riduzione dell'impermeabilità dei suoli, dell'inserimento di ampi spazi a verde di fruizione pubblica e con vegetazione di dimensioni consistenti e della riduzione degli spazi di commistione tra l'uso pubblico e quello privato.
    4. - nodi della riqualificazione - riqualificare e rifunzionalizzare le aree della città che necessitano di un riordino di carattere generale, anche a scala di quartiere cittadino, tramite specifici progetti di ridisegno del contesto urbano, che potranno essere collegati anche attraverso un masterplan. Il PO potrà individuarne di ulteriori, secondo una specifica analisi delle aree e dei complessi che presentano degrado urbanistico, socio-economico e condizioni di sottoutilizzo o disuso.

Art. 28.4 La città nel verde, per il verde e dello sport: la doppia cerchia dei parchi

1. La strategia definita dal PS in riferimento alla città nel verde, per il verde e dello sport, trae origine dalla specificità del territorio pistoiese, connotato da un sistema economico specializzato nella produzione vivaistica. Occorre attivare politiche volte a valorizzare tale specificità, mettendola in relazione con il potenziamento del verde urbano, in maniera utile all'aumento di qualità della vita a Pistoia, che il PS persegue come proprio obiettivo.

2. Il PS, in attuazione dell'art. 17, co. 1, lett. b) della LR 65/2014, nonché dell'art. 17 del DPGR 32/R/2017, dell'art. 5 della Delibera 682/2017 e dell'art. 6 del D.P.G.R 25/R/2014, promuove politiche e pianifica alla scala territoriale la valorizzazione del sistema del verde, delle aree verdi urbane e periurbane, alla loro connessione territoriale, tramite una rete che definisce una "doppia cerchia di parchi".

3. La doppia cerchia dei parchi costituisce il caposaldo dello sviluppo della città. La prima cerchia, quella interna e appena all'intorno delle mura storiche, comprende le aree verdi, private e pubbliche, di maggior rilievo per una potenziale fruizione pubblica e di sistema. La seconda cerchia, più esterna e all'intorno di tutta la città capoluogo, comprende le aree verdi già facenti parte del sistema del verde pubblico, le nuove occasioni di sviluppo del verde connesse con nuove funzioni pubbliche o private e gli ambiti periurbani, di cui al precedente art. 16.1. Il PS attribuisce inoltre alla seconda cerchia una forte vocazione ecologica e fruitiva, per il ruolo di interfaccia strategica tra l'area urbanizzata e il territorio rurale.

4. Il sistema del verde, nell'ambito della strategia della doppia cerchia dei parchi, è rappresentato in sintesi nell'elaborato S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali e nell'elaborato S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi, che ne articola le varie componenti, ovvero censisce il verde pubblico esistente (parchi e giardini pubblici e verde sportivo), le alberature e le polarità esistenti e individua specifiche azioni di implementazione del sistema. E' poi individuato il sistema della mobilità dolce alla scala comunale, in analogia a quanto già disciplinato al precedente art. 28.1 "La città accessibile con ruolo metropolitano" a cui si rimanda, e individua inoltre i nodi della mobilità lenta.

5. Compongono le azioni di implementazione del sistema del verde:

  1. a) le aree verdi strategiche:
    • - concorrenti alla cerchia verde interna
    • - concorrenti alla cerchia verde esternalità
    • - concorrenti alla connettività lineare
    • - le aree verdi in carico agli enti pubblici
    • - gli ambiti periurbani
    • - gli ambiti di riqualificazione del margine urbano (art.4, co. 4, della LR 65/2014)
  2. b) le polarità del sistema del verde
    • - PUT - parchi urbani e tematici
    • - VVA - dotazioni di verde e verde attrezzato
    • - PPS - potenziamento di parchi e parchi sportivi
  3. c) il verde di connettività lineare
    • - di progetto
    • - da riqualificare e/o potenziare
    • - parco dell'asta dell'Ombrone
    • - connessioni funzionali parco San Jacopo

6. Per aree verdi strategiche il PS intende l'insieme di una selezione di aree libere (pubbliche o private) o a servizio di attrezzature collettive strategiche e rilevanti nel contesto urbano, che hanno in potenza il ruolo di poter essere messe a rete e configurare il sistema della cerchia interna e della cerchia esterna. Per aree concorrenti alla connettività ecologica lineare si intende la parte a consistenza areale del verde di connettività lineare. Sono compresi poi gli ambiti periurbani, per cui vale la disciplina individuata all'art. 16.1 "Ambiti periurbani",il cui ruolo di mediazione con la campagna è un valore aggiunto per tutto il sistema del verde e gli ambiti di riqualificazione del margine urbano di cui al precedente art. 28.3 "La riqualificazione urbana" e il cui apporto è fondamentale anche per la definizione delle polarità del sistema del verde.

7. Per polarità del sistema del verde il PS intende:

  1. a) PUT (parchi urbani e tematici) - quelle dotazioni di verde di nuovo impianto che per funzioni assegnate, anche di rango territoriale, sono i cardini di maggior peso del sistema nel delineare e qualificare il volto della città. Essi sono:
    • - il parco dell'ex ospedale del Ceppo (polo E1 di cui al precedente art. 28.3);
    • - il parco di GEA caratterizzato dalla componente di ricerca sul vivaismo, oggetto di copianificazione e disciplinato al precedente art. 28.2 "La città produttiva e dei servizi" e al successivo art. 29 "Localizzazione delle trasformazioni all'esterno del territorio urbanizzato oggetto di Conferenza di copianificazione;
    • - il parco della villa di Montesecco (azione di riqualificazione R11 di cui al precedente art. 28.3);
    • - il parco di San Jacopo, la cui peculiarità è l'essere in contiguità con il parco di GEA e cerniera di grande estensione tra l'ospedale, la città ed il parco dell'asta dell'Ombrone. Il carattere tematico sarà dato dall'integrazione paesaggistica degli assetti vegetazionali e delle percorrenze del parco, integrate con le casse di espansione dell'Ombrone, attualmente in fase di progettazione;
  2. b) VVA (dotazioni di verde e verde attrezzato) e PPS (potenziamento di parchi e parchi sportivi) - quelle dotazioni di verde rispettivamente di nuovo impianto o in ampliamento o contermini a dotazioni esistenti, il cui apporto deriva dall'attuazione delle azioni di riqualificazione R di cui al precedente art. 28.3 e che completano il sistema delle polarità della cerchia dei parchi esterna.

8. Per verde di connettività lineare (di progetto o da riqualificare e/o potenziare e parco dell'asta dell'Ombrone) il PS intende la principale struttura a sviluppo lineare con ruolo ecologico all'interno ed al contorno dell'ambito urbano, con la funzione di riconnettere tra di loro le varie componenti del sistema del verde. Essa è rappresentata dalle fasce alberate che costeggiano le arterie principali e dalla vegetazione ripariale che connota il contesto fluviale. Per connessioni funzionali al parco San Jacopo di intendono i principali varchi di accesso e di interazione tra: il parco San Jacopo con il parco dell'asta dell'Ombrone, con il bosco in città ed il tessuto cittadino, con l'ospedale ed il parco di GEA.

9. Nell'ambito del sistema della mobilità dolce comunale, il PS individua i nodi della mobilità lenta, cosi articolati:

  1. a) connessione esistente;
  2. b) connessione da realizzare;
  3. c) principali ciclostazioni e parcheggi ciclabili di progetto.

10. Per connessioni (esistenti e da realizzare) il PS intende i principali nodi di interscambio o di passaggio tra percorsi ed itinerari, essi costituiscono i capisaldi necessari al funzionamento della rete della mobilità lenta. Con le principali ciclostazioni e i parcheggi ciclabili di progetto, si intende dare attuazione a quanto stabilito all'art. 8 della L. n. 11/2018 ed all'art. 8 dell LR 27/2012, ovvero dotare la rete della mobilità di "approdi" strategici posti nei pressi delle principali polarità identificate dal PS, presso le stazioni e le fermate ferroviarie e presso le attrezzature ed i servizi pubblici.

11. Gli obiettivi del PS sono:

  1. OB.1 - ripensare la città in chiave ecologica e resiliente, incrementando le infrastrutture verdi urbane e periurbane;
  2. OB.2 - implementare/realizzare polarità del sistema del verde con spazi tematici di diverso rango, utilizzando anche le operazioni di trasformazione e riqualificazione urbana come occasione per determinare punti nodali della città pubblica, la varietà di funzioni e di paesaggi;
  3. OB.3 - valorizzare le mura urbane, attraverso un'integrazione con la cerchia verde interna, che unisca il loro mantenimento con la creazione di spazio pubblico a verde;

12. ll PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - approfondire e sviluppare il quadro delle conoscenze sul sistema del verde e ampliare le sue varie componenti individuate tra le "azioni di implementazione del sistema del verde";
  2. IN.2 - definire nella disciplina l'indice o gli indici di piantumazione da assegnare alle dotazioni verdi di nuovo impianto;
  3. IN.3- definire le modalità con cui dare attuazione alle aree verdi strategiche ed alle polarità del sistema del verde in accordo con le strategie per la riqualificazione urbana individuate all'art.28.3, valutando per le aree in carico agli enti pubblici possibili meccanismi convenzionali per la fruizione pubblica degli spazi e l'interconnessione con il più ampio sistema;
  4. IN.4 - per le aree strategiche di connettività lineare valutare la possibilità di realizzare barriere vegetali con funzione di schermatura visiva per le zone produttive ed acustica in prossimità delle infrastrutture;
  5. IN.5 - per il verde di connettività lineare prevedere la realizzazione dei nuovi impianti di filari di alberi, l'implementazione degli esemplari nei filari esistenti ed il recupero al suolo di superfici verdi, con l'asportazione impropria delle pavimentazioni talvolta estese sin sopra il colletto degli alberi;
  6. IN.6 - per il parco dell'asta dell'Ombrone, come già precisato all'art. 28.1, prevedere la realizzazione e la riqualificazione dei percorsi ciclabili e pedonali lungo gli argini e le golene fluviali, in modo che siano stabili, praticabili tutto l'anno, ed accessibili anche ad anziani, bambini e famiglie. Individuare ed attrezzare aree di sosta, rafforzare e realizzare le connessioni con la rete della mobilità contermine, con la città e con le nuove polarità strategiche individuate dal PS;
  7. IN.7 - per i nodi della mobilità lenta, definire le modalità di realizzazione delle nuove connessioni, definire tipologicamente le ciclostazioni ed i parcheggi ciclabili con connesse dotazioni in termini areali e di attrezzature, valutare l'opportunità sulla rete dei nodi di prevedere aree informative attrezzate anche per la sosta e lo svago;
  8. IN.8 - coordinare la disciplina d'uso dei suoli delle aree facenti parte del Sistema del verde con i progetti urbani già a disposizione del Comune di Pistoia in relazione al verde di connettività lineare da riqualificare e/o potenziare, alle nuove polarità del verde ed al loro sistema di connessione.

Art. 28.5 Un territorio più sicuro

1. La strategia definita dal PS in relazione al sistema idrografico, si riferisce al coordinamento degli interventi con impatto sulla sicurezza delle persone e dei beni e alla mitigazione della criticità ambientale riferita al rischio idraulico, che per sua natura non può trovare soluzione su scala locale, ma deve essere concertata sulla scala sovracomunale, possibilmente a livello dei vari bacini idrografici.

2. Il PS considera il sistema dei fiumi, torrenti e corsi d'acqua minori come una fondamentale risorsa del territorio, che non deve essere derubricata a semplice vincolo alle trasformazioni o alla sua utilizzazione ai fini antropici.

3. Nell'ambito di queste strategie gli obiettivi del PS sono:

  1. OB.1 - disciplinare il contesto fluviale, con le finalità di garantire le condizioni per cui il corso d'acqua possa esercitare al meglio le funzioni ecosistemiche (geomorfologiche, fisico-chimiche e biologiche), quelle idrauliche (contenimento delle piene, trasporto solido, risorsa idrica) quelle di asse per la fruizione paesaggistica ed ambientale del territorio;
  2. OB.2 - salvaguardare gli insediamenti e il territorio di pianura dal rischio idraulico, partecipando al coordinamento tra progetti di opere idrauliche (casse di laminazione, casse di espansione, briglie, opere arginali ecc.) accompagnate da un programma di progressiva attuazione degli interventi.

4. ll PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - contrastare il fenomeno della riconversione degli insedimenti rurali, al fine di evitare variazioni significative dell'uso del suolo e delle regimazioni idrauliche;
  2. IN.2 - evitare processi di artificializzazione degli alvei naturali e delle loro pertinenze fluviali;
  3. IN.3 - favorire il mantenimento, riqualificazione e lo sviluppo dei sistemi fluviali, delle destinazioni ad uso agricolo, a parco e ricreativo-sportive, in coerenza con la funzione idraulica e di salvaguardia ambientale dell'area e senza pregiudicare l'assetto ecologico del reticolo esistente;
  4. IN.4 - favorire processi di rinaturalizzazione e riqualificazione degli alvei artificializzati e delle loro pertinenze fluviali, con particolari riguardo ai tratti tombati o intubati, all'occupazione di fasce di rispetto che consentano la manutenzione e gestione degli alvei, all'utilizzo improprio dei corsi d'acqua per lo scarico di materiali;
  5. IN.5 - incentivare forme di intervento che assicurino l'incremento delle superfici permeabili e il mantenimento e lo sviluppo degli spazi aperti, potenziando e mettendo in rete le aree a verde pubblico pertinenti ed adiacenti ai corsi d'acqua;
  6. IN.6 - la costante manutenzione dei corsi d'acqua, degli argini e delle opere idrauliche al fine di garantirne la stabilità ed efficienza e per migliorare l'agibilità e l'adeguatezza delle opere di attraversamento dei corpi idrici;
  7. IN.7 - la promozione degli interventi di messa in sicurezza e di riapertura dei tratti tombati, mettendoli in relazione, ove possibile, con gli interventi di trasformazione urbanistica e di riqualificazione insediativa;
  8. IN.8 - perseguire l'attuazione delle opere strategiche di mitigazione del rischio idraulico, come indicate nell'elaborato S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali, da coordinare con gli enti sovraordinati.

Art. 28.6 La rete dei nuclei e degli aggregati

1. La strategia del PS riferita alla rete dei nuclei e degli aggregati rurali, così come definiti, riconosciuti e disciplinati al precedente art. 9.2.4, ha una duplice finalità: l'una incidente sulla variegata distribuzione della densità abitativa comunale, l'altra sulla promozione turistica e sul rafforzamento delle storiche e consolidate connessioni che nuclei ed aggregati hanno instaurato tra loro, con il capoluogo e con i contesti territoriali cui afferiscono - la pianura, la collina e la montagna - e dei quali sono parte integrante e qualificante anche sotto il profilo paesaggistico e percettivo.

2. Il principio insediativo all'origine del processo morfotipologico di aggregazione e di presidio del territorio e i rapporti con la fitta trama della viabilità storica che da sempre ha strutturato sistemi di relazione, segnato e solcato le valli, i valichi, i corsi d'acqua, le culture agrarie e l'uso del bosco, costituiscono la base per un modello dell'abitare in equilibrio con le risorse naturali e a misura d'uomo, che il PS intende preservare ed incentivare, riconoscendogli una qualità intrinseca e peculiare per il territorio pistoiese.

3. Sono obiettivi del PS :

  1. OB.1 - la promozione la conservazione ed il mantenimento in efficienza di tutta la rete delle connessioni rappresentata dalla viabilità delle colline e della montagna;
  2. OB.2 - attivare politiche insediative volte a incrementare la residenzialità della popolazione e l'accoglienza turistica diffusa nell'ambito di itinerari anche sovracomunali.

4.Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - precisare e valutare di articolare la rete dei nuclei e degli aggregati, con sottoarticolazioni per ambiti territoriali con il censimento e l'elenco organizzato dei toponimi, in modo da mettere a disposizione anche agli altri uffici comunali deputati alla conservazione e alla manutenzione della viabilità ed alla promozione turistica uno strumento che sia anche di supporto alla programmazione;
  2. IN. 2 - al fine di innalzare la densità abitativa e di mantenere il presidio del territorio, prevedere nella disciplina o demandare a norme di tipo regolamentare azioni di incentivazione al recupero del patrimonio edilizio: rimodulazione del contributo di costruzione, bandi per agevolazioni, premialità di carattere urbanistico, eventualmente associate anche agli interventi di riqualificazione di maggior consistenza.

Art. 28.7 Localizzazione delle trasformazioni all'esterno del territorio urbanizzato oggetto di Conferenza di copianificazione

1. Il PS individua le seguenti localizzazioni di previsioni di trasformazioni non residenziali comportanti impegno di suolo non edificato e poste all'esterno del territorio urbanizzato, che la Conferenza di copianificazione nella seduta del 08.06.2023 e del 05.12.2023 ha ritenuto conformi a quanto previsto dall'art.25 della LR 65/2014.

2. Le previsioni di seguito elencate trovano rappresentazione grafica nell'elaborato S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali

  1. - A - insediamenti
    1. - Ap1 - Area produttiva 1 S. Agostino [A1 - verbale del 08.06.2023]
      Superficie Edificabile (SE) : 90.000 mq
      Destinazione d'uso : Industriale - artigianale. Una quota parte pari ad un massimo del 10%, potrà essere destinata a funzioni accessorie e di servizio (commerciale al dettaglio con esclusione delle grandi strutture di vendita, direzionale e di servizio, commerciale all'ingrosso e depositi).
      Rilievi della Conferenza: La previsione è condizionata alla realizzazione della nuova rete infrastrutturale e di corridoi ecologici in direzione nord-sud.
    2. - Ap2 - Area produttiva 2 Raccordo Casello [A2 verbale del 08.06.2023]
      Superficie Edificabile (SE) : 36.000 mq
      Destinazione d'uso : Industriale - artigianale, logistica.
      Rilievi della Conferenza: La previsione dovrà essere pianificata all'interno di un contesto di area vasta, valutando le condizioni di sostenibilità degli interventi ed evitando le seguenti criticità: le possibili saldature dell'edificato, la perdita dei valori caratteristici dei nuclei esistenti, l'annullamento della necessaria separazione tra aree produttive e insediamenti residenziali. Potrà inoltre essere valutato il riordino della zona, fortemente artificializzata a causa della massiccia presenza dei vivai, a seguito della realizzazione del nuovo casello e delle infrastrutture connesse.
      Indirizzi per la pianificazione urbanistica: correlare la previsione con quella di realizzazione dell'infrastruttura nel tratto V2-V1 (si vedano art. 28.1 co. 5 l.b) IN.1 e art. 28.2 co. 4 IN.2); mantenere la separazione fisica e la riconoscibilità rispetto agli insediamenti di Chiazzano e Le Querci; inserire le previsioni in relazione ai varchi di valenza ecologica e percettiva nella direzione nord-sud (elaborato ST.01 - Patrimonio territoriale); perseguire il miglioramento della sicurezza idraulica e dell'infrastrutturazione a rete per la gestione delle acque, sia in relazione alla previsione che agli insediamenti esistenti.
    3. - Pr - Centro di ricerca vivaismo (GEA) [A3 verbale del 08.06.2023]
      Superficie Edificabile (SE) : 12.000 mq
      Destinazione d'uso : Direzionale e di servizio
    4. - Ca - Campeggio di Giugliano [A4 verbale del 08.06.2023]
      Superficie Edificabile (SE) : 1.600 mq
      Destinazione d'uso : Turistico-ricettivo
    5. - Ap3 - Area produttiva Bottegone [A5 verbale del 08.06.2023]
      Superficie Edificabile (SE) : 20.000 mq (logistica, commerciale all'ingrosso e depositi)
      2.000 mq (turistico-ricettivo)
      2.000 mq (direzionale e di servizio)
      1.000 mq (commerciale al dettaglio)
      Destinazione d'uso : Commerciale al dettaglio, turistico-ricettivo, direzionale e di servizio, logistica, commerciale all'ingrosso e depositi.
  2. - B - Infrastrutture
    1. - V2-V1 - Raccordo casello Est [B1 verbale del 08.06.2023]
    2. - S1-V1 - Raccordo Sant'Agostino [B2 verbale del 05.12.2023]
      Prescrizioni della Conferenza: Il corridoio infrastrutturale indicato dal PS è da ritenersi indicativo e dovrà essere approfondito in fase di PO e/o progetto di opera pubblica.
    3. - V1-M2-M1 - Collegamento Montale [B3 verbale del 05.12.2023]
      Prescrizioni della Conferenza: Il corridoio infrastrutturale indicato dal PS è da ritenersi indicativo e dovrà essere approfondito in fase di PO e/o progetto di opera pubblica.
    4. - M2-S2 - Collegamento Santomato [B4 verbale del 08.06.2023]
    5. - C1-C2 - Variante Candeglia [B6 verbale del 08.06.2023]
    6. - A1-A2 - Variante Via dell'Amicizia [B7 verbale del 08.06.2023]
    7. - V4-V5-V6-V7 - Asse dei Vivai Est [B8 verbale del 08.06.2023]
    8. - V7-V8 - Asse dei Vivai Ovest [B9 verbale del 08.06.2023]

Art. 29. Qualità degli insediamenti

1. Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica, ai sensi dell'art. 62 della LR 65/2014, dovranno perseguire la qualità degli insediamenti prevista dal PS in relazione a:

  • a) La riqualificazione dei margini urbani con riferimento alla qualità sia dei fronti costruiti che delle aree agricole periurbane, con particolare riguardo ai tessuti urbani ed extraurbani e ai morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee: pianificare le nuove previsioni soggette a trasformazione in stretta relazione tra insediamenti e territorio rurale, salvaguardando le connessioni visuali e fruitive; perseguire elevati standard di qualità architettonica, favorendo soluzioni progettuali integrate con l'insediamento e con l'intorno paesaggistico e ambientale.
  • b) La dotazione e continuità degli spazi pubblici, del verde urbano e del verde di connessione ecologica, dei percorsi pedonali e ciclabili e della connessione anche intermodale alle infrastrutture per la mobilità e il trasporto pubblico: prevedere un'articolazione degli spazi pubblici capace di integrare le varie funzioni urbane, in modo da favorire le connessioni urbane ciclabili e pedonali, in particolar modo negli interventi di riqualificazione urbana.
  • c) La funzionalità, il decoro e il comfort delle opere di urbanizzazione e dell'arredo urbano: promuovere iniziative progettuali rivolte a omogeneizzare su scala comunale la qualità del design urbano e ad incentivare una buona qualità architettonica per i nuovi interventi pubblici.
  • d) La dotazione di attrezzature e servizi pubblici di supporto alle aree urbane, nonché delle attività commerciali di vicinato, dell'artigianato di servizio e dei servizi essenziali alla persona: promuovere la realizzazione di dotazione di attrezzature e servizi nel capoluogo e nelle frazioni, oltre che nei centri collinari e montani e nei centri minori, in modo equilibrato e variamente distribuito sul territorio.
  • e) La qualità degli interventi realizzati per il contenimento dell'impermeabilizzazione del suolo, il risparmio idrico, la salvaguardia e la ricostituzione delle riserve idriche anche potenziali: dettare norme per la tutela ed il corretto uso della risorsa idrica, attraverso il reimpiego delle acque reflue depurate e l'utilizzo di metodi e tecniche di risparmio idrico domestico e nei settori industriale, terziario e agricolo.
  • f) La dotazione di reti differenziate (duali) per lo smaltimento e per l'adduzione idrica e per il riutilizzo delle acque reflue: individuare indicazioni o prescrizioni finalizzate all'adeguamento della rete acquedottistica e della rete fognaria, sia per gli insediamenti esistenti sia per le nuove previsioni.
  • g) Le prestazioni di contenimento energetico degli edifici e degli isolati urbani: promuovere l'eco-sostenibilità degli interventi nel rispetto della normativa nazionale e regionale vigente, favorendoanche l'efficientamento energetico degli immobili, sfruttando le possibilità che la tecnologia offre e incentivando la creazione di comunità energetiche.
  • h) L'eliminazione delle barriere architettoniche e urbanistiche in conformità con quanto previsto dalla LR n. 47/1991 (Norme sull'eliminazione delle barriere architettoniche), e in riferimento all'accessibilità delle strutture di uso pubblico e degli spazi comuni delle città: definire le modalità per l'accessibilità agli edifici pubblici e per consentire l'installazione di ascensori e piattaforme all'interno di fabbricati; definire i criteri per la progettazione delle superfici orizzontali nello spazio urbano ed in particolare dei percorsi pedonali e carrabili.

2. Il PS, persegue un assetto del territorio comunale fondato sullo sviluppo sostenibile delle trasformazioni territoriali e socio-economiche, con particolare attenzione al consumo delle risorse. Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica comunale devono promuovere ed incentivare l'edilizia sostenibile sia degli interventi di nuova previsione che riferiti al patrimonio edilizio esistente, permettendo così la sostenibilità ambientale, il risparmio e la produzione energetica nella realizzazione delle opere edilizie, pubbliche e private, ispirate ai principi di auto-sostenibilità, mediante l'uso integrato di fonti rinnovabili, la gestione razionale delle risorse e l'impiego di tecnologie bio-edilizie, in coerenza con quanto disciplinato dal Titolo VIII Capo I della LR 65/2014.