Art. 15. Perimetrazione del territorio urbanizzato

1.Il Territorio Urbanizzato (TU) è individuato dal PS ai sensi di quanto disposto dall'art. 4 della LR 65/2014, come perimetrato nell'elaborato ST.05.2 - Invariante III – territorio urbanizzato, insediamenti e morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee.

2.Il perimetro del TU non determina l'identificazione di aree potenzialmente edificabili, bensì identifica il limite entro il quale, fatte salve le disposizioni di cui all'art. 25 della LR 65/2014 (Conferenza di copianificazione), si possono eventualmente localizzare gli interventi di nuova edificazione e/o di trasformazione urbanistica.

3.Il perimetro del TU include le aree non urbanizzate o parzialmente urbanizzate interessate da interventi di trasformazione in corso di attuazione, sulla base di piani e progetti pubblici e di strumenti urbanistici attuativi e progetti convenzionati che risultino in corso di validità all'adozione del presente PS. Tali aree sono rappresentate nell'elaborato S.01 – UTOE, territorio urbanizzato e insediamenti.

4. Nel perimetro del TU sono inoltre incluse alcune aree individuate in base alle strategie di riqualificazione e rigenerazione urbana ai sensi dell'art. 4 co. 4 della LR 65/2014, che contribuiscono a qualificare il disegno dei margini urbani e sono rappresentate nell'elaborato S.01.

5. Non costituiscono territorio urbanizzato le aree rurali intercluse, che qualificano il contesto paesaggistico degli insediamenti di valore storico e artistico, o che presentano potenziale continuità ambientale e paesaggistica con le aree rurali periurbane, l'edificato sparso o discontinuo e le relative aree di pertinenza.

6. Il perimetro del TU ha valore prescrittivo per il PO, che tuttavia può precisarlo in relazione a scale di rappresentazione grafica di maggiore dettaglio, senza che ciò costituisca variante al PS.

Art. 16. Il territorio rurale

1.Il PS riconosce come territorio rurale tutto ciò che ricade all'esterno del perimetro del TU, così come indicato al precedente art. 15.

2. Nel territorio rurale si riconoscono, in applicazione delle disposizioni di cui all'art. 64 della LR 65/2014:

  1. a) le aree agricole e forestali;
  2. b) i nuclei e gli aggregati rurali oltre agli insediamenti sparsi, comunque in stretta relazione morfologica, insediativa e funzionale con il contesto rurale; per i quali si rimanda al precedente art. 9.2.4;
  3. c) le aree ad elevato grado di naturalità;
  4. d) gli ambiti di pertinenza paesaggistica dei centri e nuclei storici, ai sensi dell'art. 66 della LR 65/2014 e per i quali si rimanda al precedente art. 9.3;
  5. e) gli ambiti periurbani, ai sensi dell'art. 67 della LR 65/2014 e per i quali si rimanda al successivo art. 16.1;
  6. f) le aree con funzioni non agricole, che non costituiscono territorio urbanizzato, ai sensi dell'art. 64 co. 1 l. d) della LR 65/2014.

3. Sono obiettivi del PS per il territorio rurale:

  1. OB.1 - la salvaguardia, la riqualificazione e la valorizzazione paesaggistica delle visuali e dei percorsi panoramici, mediante la conservazione dei rapporti visivi e dei coni di visuale, per la fruibilità del panorama e con la rimozione o mitigazione dei fattori di degrado visivo;
  2. OB.2 - l'incentivazione alla permanenza della struttura agraria tradizionale quale elemento qualificante dal punto di vista funzionale e percettivo;
  3. OB.3 - la valorizzazione dell'agricoltura tradizionale come presidio paesaggistico, elemento identitario e culturale, mediante la promozione delle piccole produzioni di qualità e delle attività connesse e integrative della conduzione dei fondi;
  4. OB.4 - la salvaguardia e la qualificazione delle aree rurali, delle aree boscate e dei corsi d'acqua che possono svolgere funzioni di collegamento ecologico tra la collina e il fondovalle;
  5. OB.5 - favorire, nell'ambito delle aree della frangia urbana che si distinguono per i processi di destrutturazione e commistione di funzioni e forte frammentazione fondiaria, una specifica disciplina di riqualificazione ambientale, finalizzata al recupero delle permanenze del paesaggio agrario tradizionale, al riordino degli insediamenti e delle aree di pertinenza, della viabilità e degli annessi;
  6. OB.6 - evitare i processi di frammentazione fondiaria favorendo la coesione e la partecipazione degli attori della filiera agricola a preservando l'ambito territoriale mediante uso di tecniche agronomiche condivise, con servizi e strutture centralizzati ubicati preferibilmente nelle aree edificate dei nuclei e degli aggregati rurali;
  7. OB.7 - la valorizzazione e promozione della fruizione turistico-ambientale del sistema collinare e montano;
  8. OB.8 - la tutela e la valorizzazione della rete di viabilità minore, del suo corredo arboreo, delle siepi e dei manufatti di valenza storico-testimoniale;
  9. OB.9 - il recupero dei complessi edificati in abbandono, evitando al contempo di indurre un eccessivo carico urbanistico nel territorio rurale;
  10. OB.10 - un attento uso della risorsa idrica, con l'eliminazione degli sprechi e l'introduzione di sistemi per il recupero dell'acqua nell'ambito dell'attività agricola e delle trasformazioni del patrimonio edilizio.

4. Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - classificare i vari ambiti del territorio rurale e disciplinare quindi gli interventi nelle zone agricole, tenendo conto sia dell'articolazione derivante dallo statuto del territorio che di quella operata dai sistemi territoriali individuati dal PTCP (Titoli II e III della presente Parte);
  2. IN.2 - promuovere politiche mirate al presidio residenziale con modalità adeguate al contesto e nel caso di interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, escludere tipologie riferibili a lottizzazione urbane;
  3. IN.3 - disciplinare gli interventi sul patrimonio edilizio esistente privilegiando la tutela degli edifici che mantengono un particolare valore storico-testimoniale, consentendo adeguati ampliamenti funzionali dei fabbricati sulla base delle peculiari caratteristiche architettoniche e tipologiche;
  4. IN.4 - individuare i ruderi e i fabbricati in avanzato stato di degrado e abbandono, e disciplinarne gli interventi secondo quanto disposto dalla LR n.3/2017;
  5. IN.5 - individuare per i fabbricati aventi valore storico-testimoniale, le specifiche permanenze delle aree di pertinenza e i criteri per la loro definizione quando non permanenti, abbinandole a una disciplina che consenta gli interventi in base alle caratteristiche della pertinenza stessa. Tale disciplina dovrà essere finalizzata al mantenimento di adeguati spazi correlati con il fabbricato, cercando di evitare il più possibile consumo di territorio rurale;
  6. IN.6 - specificare nel dettaglio la disciplina dei frazionamenti fondiari in territorio rurale, nel rispetto degli impatti che questi comportano sulle risorse ambientali e sul paesaggio;
  7. IN.7 - specificare nel dettaglio la disciplina di realizzazione dei manufatti e delle recinzioni, differenziandola in funzione delle diverse componenti del territorio rurale;
  8. IN.8 - incentivare il potenziamento delle strutture per l'ospitalità extra-alberghiere e perseguire la definizione di una rete di ospitalità diffusa;
  9. IN.9 - favorire la realizzazione di itinerari culturali, escursionistici, naturalistici;
  10. IN.10 - incentivare l'integrazione paesaggistico ambientale dei vigneti e oliveti attraverso la definizione di buone pratiche e indirizzi per la riqualificazione del paesaggio, nel rispetto delle regole tradizionali della composizione e conduzione dei fondi agricoli (ad esempio piantumazioni di siepi, alberi camporili ecc.) anche nell'ottica di contribuire al mantenimento e alla valorizzazione della rete ecologica;
  11. IN.11 - favorire pratiche agricole innovative e sostenibili, nel rispetto dei caratteri specifici del contesto ambientale;
  12. IN.12 - aumentare il valore aggiunto dell'attività agricola incentivando l'uso sostenibile delle energie rinnovabili sia per l'autoconsumo che per l'attività aziendale;
  13. IN.13 - favorire gli interventi prevalentemente rivolti alla bioingegneria, finalizzati al riassetto idrogeologico ed al consolidamento dei versanti al ripristino dei canali di drenaggio delle acque, alla conservazione e alla manutenzione delle sistemazioni idraulico;
  14. IN.14 - incentivare forme di vivaismo sostenibili, con basso uso di risorse idriche e di prodotti di sintesi, per attivare un processo graduale di superamento delle pratiche più impattanti;
  15. IN.15 - specificare una disciplina per le aree da destinare alla vendita di prodotti agricoli e del vivaismo (cd. Garden);
  16. IN.16 - individuare in maggior dettaglio, anche variando nel numero e nell'estensione rispetto a quanto rappresentato nell'elaborato S.01 - UTOE, territorio urbanizzato e insediamenti, le aree con funzioni non agricole (precedente co. 2 l. f)
  17. IN.17 - definire una disciplina specifica per le aree con funzioni non agricole (precedente co. 2 l. f), nella quale indicare le previsioni ammesse sui fabbricati e sulle aree pertinenziali.

Art. 16.1 Ambiti periurbani

1. Il PS individua il perimetro degli ambiti periurbani, ai sensi dell'art. 67 della LR 65/2014 e in conformità all'art. 10 della disciplina del PIT-PPR, al fine di:

  1. a) tutelare e valorizzare l'identità del paesaggio agricolo a trame minute che si inserisce nell'armatura urbana;
  2. b) assicurare, la permanenza degli elementi del paesaggio rurale anche attraverso iniziative di valorizzazione della connessione ecologica tra il territorio urbanizzato e quello rurale.

2. Il perimetro degli ambiti periurbani è rappresentato nell'elaborato ST.07 - Sistemi Territoriali - PTCP.

3. Il PO, tramite specifici approfondimenti analitici e conoscitivi, provvederà a dettagliare il perimetro degli ambiti periurbani e a definire per questi una specifica disciplina, assumendo i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - classificare e diversificare al loro interno gli ambiti periurbani, tenendo in considerazione le specifiche vocazioni di valore, siano esse di natura ecologica o più strettamente funzionali e ricreative; individuare quindi anche la presenza di ambiti di degrado e disciplinarne il recupero e la valorizzazione;
  2. IN.2 - creare e rafforzare le relazioni di scambio e di reciprocità tra ambiente urbano e rurale, in particolare tra produzione agricola delle aree periurbane e mercato urbano;
  3. IN.3 - tutelare e conservare i varchi agricoli e naturali non costruiti e non impermeabilizzati, per il loro valore paesaggistico, ecologico e ambientale, incentivandone la messa a rete, mediante, ad esempio, la realizzazione di fasce di vegetazione non colturale e di percorsi di fruizione lenta (pedonali, ciclabili) che ne potenzino l'accessibilità;
  4. IN.4 - realizzare aree o fasce di rinaturalizzazione soprattutto nei contesti più altamente artificializzati o a corredo dei corsi d'acqua che li attraversano, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
  5. IN.5 - tutelare le permanenze storiche della rete infrastrutturale (viabilità secondaria e minore, rete scolante storica, vegetazione di corredo) e promuovere forme di incentivo finalizzate alla ricomposizione della sua continuità;
  6. IN.6 - tutelare le permanenze storiche dell'edificato rurale per conservarne il rapporto con il contesto anch'esso rurale, limitando i processi di deruralizzazione dell'edilizia storica;
  7. IN.7 - riqualificare i margini dell'edificato, anche mediante la realizzazione di orti urbani o di aree a verde pubblico che contribuiscano alla ricomposizione morfologica dei tessuti insediativi e al graduale passaggio tra questi e il contesto rurale;
  8. IN.8 - mettere a sistema gli spazi aperti dell'area periurbana e quelli interni al territorio urbanizzato, attraverso la predisposizione di elementi naturali finalizzati alla ricostituzione e al rafforzamento delle reti ecologiche e la realizzazione di reti di mobilità dolce;
  9. IN.9 - promuovere la fruizione ricreativa e quella per lo sport;
  10. IN.10 - promuovere politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità.;
  11. IN.11 - incentivare forme di vivaismo sostenibili, con basso uso di risorse idriche e di prodotti di sintesi (diserbanti, antiparassitari,ecc.), per attivare un processo graduale di sostituzione alle pratiche più impattanti;
  12. IN.12 - promuovere forme di fruizione pubblica delle percorrenze interne alle aree destinate all'attività vivaistica, nell'ottica di una valorizzazione delle loro qualità percettive.

Art. 17. Prescrizioni e Sistemi territoriali del PTCP

1. Sono stati assunti come riferimento per l'elaborazione del PS i contenuti del PTCP (BURT n.1 del 07.01.2021) relativi ai Sistemi territoriali, alle permanenze storiche e all'evoluzione del sistema insediativo, alle infrastrutture per la mobilità.

2. La conformità del PS al PTCP è verificata nell'elaborato REL - Relazione generale.

3. In particolare, il PS recepisce gli indirizzi, i criteri e i parametri dei quali al Titolo 3.4 "Il territorio Rurale" del PTCP.

4. A integrazione e specificazione del PIT-PPR e del PTCP e a partire dalle strutture costitutive del patrimonio territoriale (struttura idrogeomorfologica, struttura ecosistemica, struttura insediativa, struttura agroforestale), il PS articola il territorio comunale nei seguenti sistemi territoriali, individuati nell'elaborato ST.07 - Sistemi Territoriali - PTCP:

  1. a) Sistema delle aree di crinale a naturalità diffusa di Libro Aperto e Doganaccia
  2. b) Sistema silvopastorale della montagna pistoiese
  3. c) Sistema agroforestale dell'appennino pistoiese
  4. d) Sistema dell'alta collina a prevalenza di bosco
  5. e) Sistema della collina arborata
  6. f) Sistema agricolo vivaistico ornamentale della piana pistoiese

5. Il PS, in riferimento all'art.64 L.R.65/2014 co. 4, articola il territorio rurale secondo i sopraelencati Sistemi territoriali, per i quali nel rispetto del Capo III del Titolo IV della stessa L.R.65/2014, trova l'applicazione della disciplina del territorio rurale.

6. Il PO, operando ad una scala di maggior dettaglio potrà perfezionare i perimetri dei Sistemi territoriali, come rappresentati nell'elaborato ST.07 e potrà definire sub-ambiti in ragione di ulteriori differenziazioni e peculiarità dei Sistemi stessi.

7. Il PO disciplina le trasformazioni ammissibili nel territorio rurale in conformità alle disposizioni dello Statuto del territorio e sulla base dei seguenti indirizzi indicati al titolo 3.2 della disciplina del PTCP vigente:

  1. a) Sistema delle aree di crinale a naturalità diffusa di Libro Aperto e Doganaccia
    • - salvaguardare e preservare da elementi intrusivi le zone umide in quota, nonché le sorgenti di quota e le origini degli impluvi;
    • - disciplinare le modalità e tipologie di accesso e di fruizione dei territori interessati, comunque compatibili con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi;
    • - individuare, con finalità di conservazione e di manutenzione, la rete dei percorsi trekking ed i Percorsi dei borghi storici, integrandoli nel circuito dei percorsi turistico-escursionistici - anche con riferimento ai contenuti dell'elaborato S.02.2 - La mobilità;
    • - disciplinare la manutenzione, l'adeguamento e la realizzazione di impianti per l'approvvigionamento idrico, energetico, per telecomunicazioni nel rispetto delle caratteristiche naturali e paesaggistiche dei luoghi;
  2. b) Sistema silvopastorale della montagna pistoiese
    • - favorire le attività, complementari alla funzione agricola, quali con particolare riferimento all'agriturismo;
    • - conservare e mantenere la copertura boschiva;
    • - favorire i ripristini , riconnessioni e riorganizzazioni delle aree aperte, invase nel processo di
    • - naturale espansione del bosco, ed aventi una essenziale funzione ecologica anche in relazione alle presenze faunistiche;
    • - non alterare i caratteri morfologici, gli assetti idrogeologici, i valori paesaggistici dei luoghi;
    • - salvaguardare le aree di particolare importanza per il ciclo biologico di specie di flora e fauna
    • - selvatica protetta, con dettaglio sulla ZSC "Tre Limentre-Reno";
    • - individuare, con finalità di conservazione e di manutenzione, la rete dei percorsi trekking, ed i Percorsi dei borghi storici, integrandoli nel circuito dei percorsi turistico-escursionistici - anche con riferimento ai contenuti dell'elaborato S.02.2 - La mobilità;
    • - disciplinare la manutenzione, l'adeguamento e la realizzazione di impianti per l'approvvigionamento idrico, energetico, per telecomunicazioni nel rispetto delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi;
    • - definire le tipologie edilizie, i caratteri architettonici e costruttivi, coerenti con la tradizione locale da applicare negli interventi di recupero e di eventuale nuova edificazione;
  3. c) Sistema agroforestale dell'appennino pistoiese
    • - favorire le attività, complementari alla funzione agricola, quali con particolare riferimento all'agriturismo;
    • - incentivare i ripristini, la riconnessione e riorganizzazione delle aree aperte, invase nel processo di naturale espansione del bosco, ed aventi una essenziale funzione di tutela e conservazione degli assetti agrari di montagna;
    • - salvaguardare le aree di particolare importanza per la fauna selvatica con particolare riferimento ai corsi d'acqua e alle aree di pertinenza fluviale (Reno e Orsigna);
    • - disciplinare la manutenzione, l'adeguamento e la realizzazione di impianti per l'approvvigionamento idrico, energetico, per telecomunicazioni nel rispetto delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi;
    • - salvaguardare le sistemazioni agrarie particolari (terrazzamenti e ciglionamenti) e gli elementiconnessi al tradizionale paesaggio agrario della montagna come: viabilità campestre, ponti, recinzioni in pietra, sistemazioni arboree, edifici rurali sparsi quali fienili, ricoveri e metati;
    • - conservare e mantenere la copertura boschiva;
    • - individuare, con finalità di tutela conservativa, i percorsi storici, inserendoli in un contesto di percorsi turistico-escursionistici - anche con riferimento ai contenuti dell'elaborato S.02.2 - La mobilità;
    • - definire le aree di pertinenza degli insediamenti urbani sulla base della loro effettiva consistenza e di eventuali prevedibili e limitati accrescimenti nel rispetto delle disposizioni del P.T.C. e comunque senza alterare contesti paesaggistici di particolare pregio e le consolidate relazioni fra i tessuti agrari e gli insediamenti - con riferimento sia al territorio urbanizzato (Pracchia, Le Piastre) che ai nuclei e agli aggregati rurali di cui agli artt. 9.2.4 e 28.6;
    • - definire le tipologie edilizie, i caratteri architettonici e costruttivi, coerenti con la tradizione locale da applicare negli interventi di recupero e di eventuale nuova edificazione. Per il recupero e la costruzione con materiali tipici locali, sono possibili le estrazioni di tali materie prime in loco, tramite l'esecuzione di piccole cave e/o estrazione dal letto dei fiumi in conformità alla vigente normativa regionale e nazionale in materia.
  4. d) Sistema dell'alta collina a prevalenza di bosco
    • - tenere conto della contiguità con il sistema dei parchi e delle aree protette della Provincia di Prato (riserva naturale statale Acquerino e riserva naturale Acquerino-Cantagallo);
    • - favorire le attività, complementari alla funzione agricola, quali con particolare riferimento all'agriturismo;
    • - incentivare i ripristini, le riconnessioni e riorganizzazioni delle aree aperte, invase nel processo di naturale espansione del bosco, ed aventi una essenziale funzione di tutela e conservazione degli assetti agrari;
    • - salvaguardare le aree di particolare importanza per la fauna selvatica;
    • - conservare, mantenere e consolidare la copertura boschiva
    • - impedire l'alterazione dei caratteri morfologici, degli assetti idrogeologici, dei valori paesaggistici dei luoghi ed in particolare del sistema dei crinali;
    • - individuare, con finalità di tutela conservativa e manutentiva, la rete dei percorsi trekking e integrarli nel circuito dei percorsi turistico-escursionistici - anche con riferimento ai contenuti dell'elaborato S.02.2 - La mobilità;
    • - disciplinare la manutenzione, l'adeguamento e la realizzazione di impianti per l'approvvigionamento idrico, energetico, per telecomunicazioni nel rispetto delle caratteristiche visuali e paesaggistiche dei luoghi;
    • - evitare intrusioni visuali sui profili collinari aventi manufatti di valore storico e architettonico;
    • - definire le tipologie, i caratteri costruttivi ed i materiali da impiegare per gli interventi di recupero e di eventuale nuova costruzione nel rispetto della tradizionale edilizia rurale;
    • - definire gli interventi di nuova edificazione rurale una volta accertata l'impossibilità di interventi alternativi di recupero edilizio e comunque per finalità non abitative.
  5. e) Sistema della collina arborata
    • - sostenere le attività agricole anche a conduzione part-time e le attività integrative all'agricoltura, con particolare riferimento all'agriturismo;
    • - gli atti di governo del territorio possono individuare, nell'ambito della collina arborata, ristrette aree di transizione dal paesaggio tipico collinare al paesaggio agricolo ed insediativo della pianura, le quali richiedono una specifica disciplina in ragione della diversa morfologia ed uso del suolo, degli effetti della destrutturazione dei tessuti agrari per la vicinanza e l'influenza degli insediamenti urbani;
    • - conservare, mantenere, consolidare e trasformare le aree boscate;
    • - impedire le alterazioni dei caratteri morfologici degli assetti idrogeologici, dei valori paesaggistici dei luoghi - anche in riferimento alla struttura percettiva e paesaggistica di cui all'art. 9.3.;
    • - salvaguardare le sistemazioni agrarie (terrazzamenti, ciglionamenti) nonché i tipici elementi del paesaggio collinare agricolo legato alla coltivazione dell'olivo ed all'insediamento poderale - anche in riferimento alle componenti identitarie del patrimonio territoriale di cui al Titolo I;
    • - tutelare le aree ed i corsi d'acqua di particolare importanza per la fauna selvatica;
    • - individuare, con finalità di conservazione e di manutenzione, la rete dei percorsi trekking integrandoli nel circuito dei percorsi turistico-escursionistici - anche con riferimento ai contenuti dell'elaborato S.02.2 - La mobilità;
    • - disciplinare la manutenzione, l'adeguamento e la realizzazione di impianti per l'approvvigionamento idrico, energetico, per telecomunicazioni nel rispetto delle caratteristiche visuali e paesaggistiche dei luoghi;
    • - definire le aree di pertinenza dei centri storici, nuclei ed aggregati edilizi in base alla loro effettiva consistenza senza alterare i rapporti consolidati fra struttura insediativa e tessitura agraria - con riferimento sia al territorio urbanizzato (Gello, San Felice, Piteccio, Valdibrana) che ai nuclei e agli aggregati rurali di cui agli artt. 9.2.4 e 28.6;
    • - evitare intrusioni visuali sui profili collinari aventi manufatti di valore storico e architettonico;
    • - definire gli interventi di nuova edificazione rurale una volta accertata l'impossibilità di interventi alternativi di recupero e comunque per finalità non abitative.
  6. f) Sistema agricolo vivaistico ornamentale della piana pistoiese
    • - prevedere la riorganizzazione ed il potenziamento della viabilità a servizio delle aree produttive vivaistiche e floricole mediante l'individuazione di collettori viari principali connessi alla grande viabilità, che fungono da supporti della rete viaria minore a servizio delle aziende;
    • - salvaguardare i corsi d'acqua e le formazioni arboree d'argine e di ripa e preservare i varchi di connessione ecologica, dando maggiore incisività al problema delle risorse idriche anche
    • - attraverso iniziative volte al recupero delle acque reflue ad uso agricolo e industriale;
    • - tutelare le aree a rischio di deficit freatico con forte vulnerabilità degli acquiferi e favorire modalità di approvvigionamento idrico alternativo al prelievo delle falde;
    • - individuare il perimetro degli insediamenti urbani, sulla base della loro effettiva consistenza e dei prevedibili sviluppi, con la finalità di contenere il consumo di suolo agricolo produttivo e di impedire la dispersione degli insediamenti sul territorio;
    • - individuare, con finalità di conservazione e di manutenzione, la rete dei Percorsi del verde , ed i Percorsi dei borghi storici, integrandoli nel circuito dei percorsi turistico-escursionistici - anche con riferimento ai contenuti dell'elaborato S.02.2 - La mobilità;
    • - disciplinare le nuove edificazioni rurali con l'obiettivo di favorire l'accorpamento sui fondi di nuovi manufatti edilizi.