Art. 1. Finalità, ambito di applicazione ed efficacia

1. Il Piano Strutturale (PS) costituisce atto di governo del territorio e strumento della pianificazione territoriale comunale, ai sensi dell'art. 10 della LR 65/2014. Formato ai sensi degli artt. 92 e 93 della stessa legge, è lo strumento con il quale il Comune di Pistoia intende promuovere lo sviluppo sostenibile delle attività rispetto alle trasformazioni territoriali da esse indotte ai sensi dell'art. 1 della stessa LR 65/2014.

2. Le disposizioni del PS hanno valore prescrittivo o di indirizzo per gli strumenti di pianificazione urbanistica comunali quali il Piano Operativo (PO), i piani attuativi e i progetti unitari convenzionati, nonché per i piani ed i programmi di settore, per gli accordi di programma o altri atti della programmazione negoziata comunque denominati, destinati ad avere effetti sulle trasformazioni e sugli assetti del territorio.

3. Il PS ha efficacia a tempo indeterminato e non ha valenza conformativa della disciplina dell'uso del suolo ad eccezione dei seguenti casi:

  1. a) l'individuazione degli ambiti territoriali per la localizzazione di interventi sul territorio di competenza regionale e provinciale e relative prescrizioni ai sensi dell'art. 88, co. 7, lett. c) e dell'art. 90, co. 7, lett. b) della LR 65/2014;
  2. b) le misure di salvaguardia, che hanno natura transitoria e mantengono efficacia dal momento della pubblicazione dell'avviso di adozione del PS fino al momento della pubblicazione dell'avviso di approvazione del PO e comunque per un periodo non superiore a tre anni dalla pubblicazione dell'avviso di approvazione del PS.

4. Le finalità e gli obiettivi generali del PS sono:

  1. a) la tutela dell'integrità fisica del territorio e l'equilibrio dei sistemi idrogeomorfologici da perseguire attraverso la prevenzione dei rischi geologico, idraulico e sismico, la salvaguardia delle risorse idriche, il contenimento dell'erosione e del consumo di suolo, la protezione degli elementi geomorfologici che connotano il paesaggio;
  2. b) la salvaguardia dei valori paesaggistici ed ambientali da perseguire attraverso il miglioramento della qualità ecosistemica del territorio comunale, la tutela degli ecosistemi naturali, ed in particolare delle aree boscate e degli ambienti fluviali, la qualificazione dei rapporti fra il sistema insediativo ed il paesaggio agrario;
  3. c) l'innalzamento delle dotazioni di verde con l'individuazione di un sistema integrato di parchi, verde attrezzato e servizi connessi;
  4. d) sulla rete infrastrutturale e sulla struttura insediativa:
    • - la razionalizzazione, l'adeguamento ed il miglioramento delle infrastrutture per la mobilità di area vasta;
    • - la valorizzazione delle emergenze culturali ed architettoniche e delle diverse strutture insediative storiche che caratterizzano il territorio comunale;
    • - la valorizzazione dei nuclei e degli aggregati rurali, così come riconosciuti dal PS e la identificazione delle pertinenze paesaggistiche quali ambiti di pregio del territorio rurale che qualificano i centri e nuclei storici;
    • - il riordino dei margini tra la città e la campagna, anche con la istituzione di specifici ambiti periurbani;
    • - la riqualificazione degli insediamenti di recente formazione da perseguire con particolare attenzione alla tutela della distinta natura policentrica dei nuclei collinari e della città;
    • - la riqualificazione e contestualizzazione della campagna urbanizzata ed abitata ed il recupero del patrimonio edilizio in stato di abbandono o alla stato di rudere, quindi delle aree degradate/abbandonate e alla loro conversione in ambiti strategici;
  5. e) la difesa del territorio rurale e delle produzioni agricole con particolare attenzione alla tutela delle tradizionali sistemazioni idraulico agrarie della collina, alla conservazione delle relazioni fra paesaggio agrario e sistema insediativo, alla permanenza delle attività vivaistiche e delle residue coltivazioni storiche della pianura e collina;
  6. f) il rafforzamento dell'identità e della coesione territoriale da perseguire con una duplice azione:
    • - la valorizzazione delle specifiche vocazioni ed identità del territorio comunale ancorate alla resistente trama insediativa di nuclei ed aggregati rurali che costellano il teatro collinare e montano della città;
    • - il potenziamento delle relazioni territoriali del Comune attraverso la definizione di strategie comuni per la mitigazione del rischio idraulico, per la mobilità, per lo sviluppo economico, per un turismo sostenibile;
  7. g) l'innalzamento dell'attrattività e dell'accoglienza del territorio comunale da perseguire mediante:
    • - il miglioramento delle dotazioni di attrezzature e servizi per la popolazione insediata, con particolare attenzione all'offerta abitativa, educativa e sociale;
    • - la valorizzazione delle risorse turistiche ed ambientali del territorio quindi la creazione di una adeguata rete di strutture ricettive, la valorizzazione dei numerosi itinerari di interesse paesaggistico che si irradiano dal capoluogo verso gli insediamenti del territorio rurale ed il potenziamento del sistema di mobilità lenta, con l'implementazione in chiave turistica del potenziale dato dalla presenza della storica linea ferroviaria Porrettana;
    • - l'attivazione di centri e luoghi per la formazione e la ricerca connessi alla qualificazione dell'apparato produttivo;

5. Le modalità con le quali si intende raggiungere le finalità e gli obiettivi generali sono specificate in obiettivi specifici in relazione alle articolazioni statutarie e strategiche. Il PS fornisce poi indirizzi per la pianificazione urbanistica, volti a conseguire gli obiettivi generali e quelli specifici.

Art. 2. Contenuti

1. Il PS è composto dal quadro conoscitivo, dallo statuto del territorio e dalla strategia dello sviluppo sostenibile.

2. Il quadro conoscitivo contiene un sistema strutturato di conoscenze capace di favorire la comprensione del territorio comunale. A tale scopo ne descrive le componenti naturali e antropiche, biotiche e abiotiche, nelle loro reciproche relazioni e analizza le dinamiche demografiche e socio-economiche in rapporto all'area in esame, costituendo il riferimento costante dello statuto del territorio e della Strategia per lo sviluppo sostenibile.

3. Lo statuto del territorio (di cui alla successiva Parte II) definisce la struttura identitaria del territorio comunale, nonché le regole per la sua tutela nell'ottica di una gestione territoriale evolutiva. A tali fini lo Statuto definisce alla scala comunale: il patrimonio territoriale, le quattro invarianti strutturali, il perimetro del territorio urbanizzato, il perimetro dei centri e dei nuclei storici ed i relativi ambiti di pertinenza. Sono inoltre declinati e recepiti gli obiettivi e le direttive discendenti dalla ricognizione delle prescrizioni del PIT-PPR e del PTCP, le regole di tutela e disciplina del patrimonio territoriale, comprensive dell'adeguamento alla disciplina paesaggistica del PIT-PPR. La disciplina dello statuto del territorio è integrata dalle regole per la prevenzione dai rischi geologico, idraulico e sismico, in osservanza all'art. 104 della LR 65/2014. Lo statuto del territorio costituisce l'insieme delle disposizioni prescrittive per le previsioni di trasformazione - degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio - contenute nei PO e negli altri strumenti della pianificazione urbanistica e per la conseguente verifica di coerenza e conformità al PS, con specifico riferimento agli aspetti paesaggistici, territoriali, economici e sociali, comprensive del recepimento delle disposizioni concernenti la disciplina dei beni paesaggistici del PIT-PPR.

4. La strategia dello sviluppo sostenibile (di cui alla successiva Parte III) definisce, in coerenza con lo Statuto, politiche territoriali integrate e ripartisce il territorio comunale in unità territoriali organiche elementari (UTOE). Per ogni UTOE, intesa come ambito di programmazione locale, vengono indicate le dimensioni massime sostenibili dei nuovi insediamenti e delle nuove funzioni e le dimensioni minime delle aree per servizi e dotazioni pubbliche. La strategia dello sviluppo sostenibile costituisce l'insieme delle disposizioni di orientamento generale e specifico per la definizione, nei PO e negli altri strumenti della pianificazione urbanistica, delle previsioni e disposizioni concernenti la "disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti" e di quelle concernenti la "disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio".

5. Il PS contiene, altresì, le verifiche sulla coerenza interna ed esterna delle proprie previsioni, la valutazione degli effetti attesi a livello paesaggistico, territoriale, economico e sociale, la mappatura dei percorsi accessibili per la fruizione delle funzioni pubbliche urbane, le misure di salvaguardia.

6. Il PS è assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), predisposta ai sensi della LR 10/2010 e finalizzata a valutarne preventivamente gli effetti sull'ambiente, sul patrimonio culturale e paesaggistico e sulla salute, e a promuovere uno sviluppo locale sostenibile. Il Rapporto ambientale contiene i criteri di compatibilità ambientale, le misure previste per impedire, ridurre e compensare gli eventuali impatti negativi sull'ambiente, le eventuali alternative, gli indicatori ambientali di riferimento e le modalità per il monitoraggio. Il Rapporto ambientale costituisce elemento condizionante e di riferimento per i contenuti del PS, del PO e degli altri strumenti della pianificazione urbanistica comunale, da declinare anche attraverso i successivi processi di VAS dei futuri singoli strumenti urbanistici.

Art. 3. Elaborati costitutivi

1. Il PS è costituito dalla relazione generale (REL), dagli elaborati del Quadro conoscitivo (QC), del Quadro vincolistico sovraordinato, del Quadro progettuale (QP), del Quadro valutativo (QV) e delle Indagini geologiche, sismiche e idrauliche (G).

2. Il Quadro conoscitivo (QC) del PS comprende l'insieme delle analisi necessarie a qualificare lo statuto del territorio e supportare la strategia dello sviluppo sostenibile ed è costituito dai seguenti elaborati:

  1. - QC.01 - Periodizzazione degli insediamenti e viabilità storica
  2. - QC.02 - Uso e copertura del suolo
  3. - QC.03 - Stato di attuazione delle previsione del RU
  4. - QC.04.1 - Sistema dei servizi e delle attrezzature
  5. - QC.04.2- Sistema dei servizi e delle attività
  6. - QC.05 - Standard urbanistici esistenti - DM 1444/68
  7. - QC.06 - Principali proprietà pubbliche
  8. - QC.07 - Reti Tecnologiche
  9. - QC.08 - Sistema della mobilità sovracomunale
  10. - QC.09 - Sistema della mobilità comunale
  11. - QC.10 - Aree degradate

3. Il Quadro vincolistico sovraordinato del PS comprende l'insieme delle aree di rispetto derivanti da normative di settore ed è costituito dall'elaborato grafico:

  1. - V.01 - Vincoli sovraordinati

4. Il Quadro progettuale (QP) comprende gli elaborati dello statuto del territorio (ST) e quelli della strategia dello sviluppo sostenibile (S):

  1. - P.1 - Disciplina di Piano
  2. - P.2 - Relazione di conformazione con il PIT-PPR
  3. - P.2.A - Allegato - Atlante delle aree boscate
  4. - P.2.B - Allegato - Atlante zone A e B
  5. - P.2.C - Allegato - Proposte di modifica alle perimetrazioni dei vincoli paesaggistici - art. 142 Dlgs 42/04 - stato sovrapposto
  6. - P.2.D - Allegato - Atlante dei beni culturali - Ricognizione
  7. - P.2.E - Allegato - Regesto beni culturali
  8. - P.2.F - Allegato - Regesto siti carta archeologica 2010
  9. - P.2.G. - Allegato - Verifica e aggiornamento delle aree boscate ai sensi della l.r. 39/2000

Statuto del territorio

  1. - ST.01 - Patrimonio territoriale
  2. - ST.02.1 - Beni paesaggistici e siti natura 2000
  3. - ST.02.2 - Beni culturali e carta archeologica
  4. - ST.02.3 - Elementi del patrimonio territoriale e culturale
  5. - ST.03 - Invariante I - caratteri idrogeomorfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici
  6. - ST.04 - Invariante II - caratteri ecosistemici
  7. - ST.05.1 - Invariante III - sistema insediativo e struttura di matrice storica
  8. - ST.05.2 - Invariante III - territorio urbanizzato, insediamenti e morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
  9. - ST.06.1 - Invarianti IV - caratteri agro-ambientali
  10. - ST.06.2 - Paesaggi rurali storici
  11. - ST.06.2.A - Relazione sui paesaggi rurali storici
  12. - ST.07 - Sistemi Territoriali - PTCP

Strategia dello sviluppo sostenibile

  1. - S.01 - UTOE, territorio urbanizzato e insediamenti
  2. - S.02.1 - Gli indirizzi strategici progettuali
  3. - S.02.2 - La mobilità
  4. - S.02.3 - La doppia cerchia dei parchi

5.Le Indagini geologiche, sismiche e idrauliche (G), redatte ai sensi dell'art. 104 della LR 65/2014 e in applicazione delle disposizioni di cui al DPGR 5/R/2020, si compongono dei seguenti ulteriori elaborati:

  1. - G.0 - Relazione geologica

Aspetti geologici, geomorfologici, sismici e idrogeologici

  1. - G.1 - Carta geologica
  2. - G.2 - Carta geomorfologica
  3. - G.3 - Carta idrogeologica con indicazioni di vulnerabilità
  4. - G.4 - Carta delle indagini
  5. - G.5 - Carta geologico-tecnica
  6. - G.6 - Sezioni geologico-tecniche
  7. - G.7 - Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica
  8. - G.7.1 - Carta delle frequenze naturali dei depositi
  9. - G.8.1 - Carta della Microzonazione Sismica - FHa - 0.1-0.5 s
  10. - G.8.2 - Carta della Microzonazione Sismica - FHa - 0.5-1.0 s
  11. - G.9 - Carta di pericolosità geologica
  12. - G.10 - Carta di pericolosità sismica locale
  13. - G.11 - Carta delle aree presidiate da sistemi arginali

Aspetti idraulici

  1. - I.1 - Carta dei battenti idraulici per Tr200anni
  2. - I.2 - Carta della magnitudo idraulica
  3. - I.3 - Carta della pericolosità idraulica

6. Il Quadro valutativo (QV) integra il quadro conoscitivo e valuta il quadro propositivo in riferimento agli aspetti ambientali. Contiene in particolare una prima parte, dove sono riportati i dati di base e il quadro ambientale di riferimento e una seconda parte, con le verifiche che evidenziano la coerenza interna ed esterna e la sostenibilità del quadro propositivo e la valutazione degli effetti attesi dal PS a livello paesaggistico, territoriale ed economico-sociale. In particolare il QV è costituito dai seguenti elaborati:

  1. - QV.01 - Rapporto Ambientale (RA) di VAS
  2. - QV.02 - Studio di incidenza ambientale (SIA) per la VINCA
  3. - QV.03 - Sintesi non tecnica
  4. - QV.04 - Dichiarazione di sintesi

Art. 4. Rapporti con il PO

1. Le disposizioni normative e le indicazioni cartografiche contenute nel PS costituiscono riferimenti prescrittivi per la disciplina conformativa dei suoli e del patrimonio edilizio esistente contenuta nel PO. A tal fine esso recepisce espressamente le prescrizioni statutarie e le indicazioni strategiche del PS nelle relative norme per l'attuazione.

2. Fermo restando il puntuale rispetto delle vigenti norme regionali e dei contenuti prescrittivi del PIT-PPR, nella redazione del PO sono consentite parziali e limitate modifiche alle indicazioni cartografiche, alle elencazioni e alle perimetrazioni del PS, al fine di rettificare eventuali errori od omissioni di quest'ultimo, nonché per adeguarle ad eventuali ulteriori conoscenze di dettaglio acquisite successivamente. Alla luce degli approfondimenti conoscitivi di dettaglio posti a supporto della formazione del PO, possono altresì essere apportate integrazioni e/o rettifiche puntuali agli elaborati di quadro conoscitivo del PS. Sono inoltre consentite le variazioni conseguenti all'impiego nel PO di elaborazioni cartografiche a scala di maggior dettaglio. Tali eventuali rettifiche e variazioni sono esplicitate nella Relazione di corredo al PO, che evidenzia i profili di conformità con le prescrizioni contenute nello Statuto del territorio, nonché di coerenza sostanziale con il quadro conoscitivo e con le strategie di sviluppo sostenibile del territorio definite dal PS.

Art. 5. Aggiornamento del quadro conoscitivo e rettifica di errori materiali

1. Il PS può essere variato, in tutto o in parte, nel rispetto delle procedure previste dalla vigente legislazione, per effetto della modifica di parti sostanziali del quadro conoscitivo o dei contenuti dello statuto del territorio e per l'adeguamento e l'implementazione degli obiettivi strategici.

2. Non danno luogo a varianti al PS, gli aggiornamenti del quadro conoscitivo e le correzioni di errori materiali, secondo i procedimenti disposti dalla vigente legislazione.

Art. 6. Obiettivi, obiettivi di qualità, direttive e indirizzi per le politiche discendenti dal PIT-PPR

1. Con riferimento al PIT-PPR e segnatamente alla Disciplina di Piano, all'elaborato di livello regionale, all'elaborato di livello d'ambito ed alla Disciplina dei beni paesaggistici e connesse schede analitiche, il PS persegue gli obiettivi, applica gli indirizzi per le politiche e le direttive e rispetta le prescrizioni d'uso, ivi contenute.

2. Il PS da atto della coerenza con i contenuti del PIT-PPR sopra richiamati in uno specifico documento denominato: P.2- Relazione di conformazione con il PIT-PPR.

3. Gli obiettivi di qualità di cui alla "Scheda d'Ambito 06 - Firenze-Prato-Pistoia" del PIT-PPR riferiti al territorio comunale di Pistoia, cui corrispondono direttive correlate da perseguire e applicare nel PO e negli altri strumenti di pianificazione urbanistica, sono i seguenti:

  1. a) Obiettivo 1 del PIT-PPR. Tutelare e riqualificare il carattere policentrico del sistema insediativo della piana Firenze-Prato-Pistoia, preservandone gli spazi agricoli e recuperando la riconoscibilità delle relazioni territoriali tra la città di Firenze, i centri urbani principali e i sistemi agro-ambientali residui, nonché con i sistemi vallivi e i rilievi montani collinari.
    Direttive correlate:
    1. 1.1 - salvaguardare la continuità delle relazioni territoriali tra pianura e sistemi collinari circostanti al fine di garantire il miglioramento dei residuali livelli di permeabilità ecologica della piana, impedendo la saldatura delle aree urbanizzate
      Orientamenti:
      • - mantenere e riqualificare i varchi esistenti;
      • - promuovere progetti di ricostituzione dei varchi e delle relazioni visuali e territoriali con i contesti contermini, laddove assenti o compromesse;
      • - evitare ulteriori frammentazioni a opera di infrastrutture anche per gli effetti di marginalizzazione che possono indurre sulle superfici agricole;
      • - evitare volumi e attrezzature fuori scala rispetto alla maglia territoriale e al tessuto insediativo consolidato;
      • - ricostituire una rete polifunzionale integrata fondata sul reticolo idrografico, sui nodi del sistema insediativo di valore storico-identitario e sulla viabilità minore;
    2. 1.2 - assicurare che eventuali nuove espansioni e nuovi carichi insediativi siano coerenti per tipi edilizi, materiali, colori ed altezze, e opportunamente inseriti nel contesto paesaggistico senza alterarne la qualità morfologica e percettiva;
    3. 1.3 - specificare le direttrici di connettività ecologica da mantenere o ricostruire;
    4. 1.4 - evitare ulteriori processi di dispersione insediativa, preservare e valorizzare gli spazi aperti inedificati assicurandone la multifunzionalità, definire e qualificare i margini degli insediamenti
      all'interno della grande conurbazione della Piana e gli assi stradali di impianto storico;
      Orientamenti:
      • - valorizzare l'attività agricola come esternalità positiva per la città, potenziando il legame tra mercato urbano e produzione agricola della cintura periurbana e le caratteristiche di multifunzionalità dei mosaici agricoli periurbani; anche sulla base delle aree individuate nella carta di morfotipi rurali;
      • - ricostituire le relazioni tra i margini delle aree urbanizzate e la trama agraria storica di pianura, anche attraverso progetti di integrazione con il tessuto agricolo periurbano, di riqualificazione dell'intorno degli assi stradali di impianto storico (sistemazione e gestione delle fasce di rispetto, dei manufatti accessori, dei terrapieni, delle scarpate, dei muri di contenimento, delle recinzioni, delle alberature e della segnaletica), e di miglioramento degli ingressi e dei fronti urbani storici;
      • - conferire nuova centralità ai nodi insediativi storici e salvaguardando gli elementi e le relazioni ancora riconoscibili del sistema insediativo rurale sviluppatosi sulla maglia della centuriazione (viabilità minore,gore e canali, borghi, poderi, manufatti religiosi) evitando l'erosione incrementale del territorio aperto ad opera di nuove urbanizzazioni;
    5. 1.5 -salvaguardare il sistema insediativo di valore storico e identitario della Piana, la qualità e complessità delle relazioni funzionali, visive e simboliche che la legano al territorio contermine;
      Orientamenti:
      • - tutelare la riconoscibilità e la gerarchia simbolica dei profili urbani storici;
      • - recuperare le aree produttive che rappresentano i capisaldi storici dell'industria manifatturiera toscana, garantendone la riconoscibilità morfotipologica e favorendo destinazioni d'uso compatibili con i valori culturali e identitari dei manufatti
    6. 1.6 - Per l'attività vivaistica garantire una progettazione rivolta alla riduzione degli impatti favorendo scelte paesaggisticamente integrate per volumi tecnici e viabilità di servizio, in coerenza con la LR 41/2012 "Disposizioni per il sostegno all'attività vivaistica e per la qualificazione e valorizzazione del sistema del verde urbano" e suo Regolamento di attuazione.
  2. b) Obiettivo 2 del PIT-PPR. Tutelare e valorizzare l'identità agro paesaggistica della fascia collinare che circonda la Piana e il significativo patrimonio insediativo, connotato da nuclei storici, ville-fattoria ed edilizia colonica sparsa, storicamente legato all'intenso utilizzo agricolo del territorio
    Direttive correlate:
    1. 2.3 -salvaguardare il sistema delle ville medicee e delle ville storiche, anche attraverso il mantenimento dell'unitarietà morfologica e percettiva rispetto al tessuto dei coltivi di pertinenza, tutelando e riqualificando le relazioni figurative e gerarchiche fra queste, i manufatti rurali del sistema insediativo di impianto storico e il territorio circostante;
    2. 2.4 -salvaguardare il sistema dei nuclei e dei centri storici di collina attraverso la tutela dell'integrità morfologica degli insediamenti storici e la conservazione dell'intorno di coltivi tradizionali, della viabilità e degli altri elementi testimoniali di antica formazione
      Orientamenti:
      • - contrastare il deterioramento del patrimonio edilizio tradizionale e la perdita dei caratteri propri dell'edilizia storico produttiva connessa alle attività agricole
    3. 2.5 -escludere nuovi consumi di suolo che alterino l'integrità dei nuclei e centri storici di collina evitando nuove espansioni e urbanizzazioni diffuse lungo i crinali;
    4. 2.6 -nella progettazione di infrastrutture e altri manufatti permanenti di servizio alla produzione anche agricola, perseguire la migliore integrazione paesaggistica valutando la compatibilità con la morfologia dei luoghi e con gli assetti idrogeologici ed evitando soluzioni progettuali che interferiscano visivamente con gli elementi del sistema insediativo storico.
  3. c) Obiettivo 3 del PIT-PPR. Salvaguardare il paesaggio montano che si estende dai rilievi della Montagna Pistoiese fino a quelli della Calvana e di Monte Morello,caratterizzato dalla predominanza del bosco, interrotto da isole di coltivi e pascolo, e da un sistema insediativo di borghi e castelli murati, collocati in posizione elevata a dominio delle valli
    Direttive correlate:
    1. 3.1 -salvaguardare e valorizzare il patrimonio insediativo storico della montagna costituito da castelli, villaggi fortificati metati e altri manufatti legati alla filiera del castagno e da edifici preindustriali (cartiere, ferriere, fornaci, ghiacciaie, mulini,seccatoi, segherie), anche attraverso la messa in valore delle connessioni di valore paesaggistico (viabilità matrice e ferrovie storiche) tra centri maggiori di pianura e sistemi insediativi di montagna;
    2. 3.2 -salvaguardare le aree a destinazione agricola attorno ai nuclei e agli insediamenti storici montani promuovendo inoltre il controllo dell'espansione degli arbusteti sui terreni in stato di abbandono;
    3. 3.4 -nella progettazione di infrastrutture e altri manufatti permanenti di servizio alla produzione agricola, perseguire la migliore integrazione paesaggistica valutando la compatibilità con la morfologia dei luoghi e con gli assetti idrogeologici ed evitando soluzioni progettuali che interferiscano visivamente con gli elementi del sistema insediativo storico;
    4. 3.6 - promuovere il recupero paesaggistico delle cave dismesse.
  4. d) Obiettivo 4 del PIT-PPR. Salvaguardare e riqualificare il sistema fluviale dell'Arno e dei suoi affluenti, il reticolo idrografico minore e i relativi paesaggi nonché le relazioni territoriali capillari con i tessuti urbani, le componenti naturalistiche e la piana agricola
    Direttive correlate:
    1. 4.1 - tutelare la permanenza dei caratteri paesaggistici dei contesti fluviali, quali fasce di territorio che costituiscono una continuità fisica, morfologica e percettiva con il corpo idrico, anche in considerazione della presenza di elementi storicamente e funzionalmente interrelati al bene medesimo
      Orientamenti:
      • - evitare processi di urbanizzazione che aumentano l'impermeabilizzazione;
      • - promuovere interventi di riqualificazione paesaggistica delle aree compromesse, anche attraverso la delocalizzazione dei volumi incongrui.
    2. 4.3 -tutelare e riqualificare il reticolo idrografico minore, le zone umide e gli ecosistemi torrentizi e fluviali (corridoi ecologici fluviali da riqualificare individuati nella Carta della rete ecologica)

Art. 7. Vincoli sovraordinati

1. Il PS, nell'elaborato V.01 - Vincoli sovraordinati, censisce i principali vincoli ricadenti sul proprio territorio comunale e discendenti da provvedimenti legislativi sovraordinati agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica e comunque riferiti all'attività edilizia o antropica in genere, incidente sulla modificazione dello stato dei luoghi.

2. La ricognizione cartografica delle reti, degli impianti, delle fasce e zone di rispetto e delle delimitazioni in genere è da intendersi indicativa e dovrà essere preventivamente accertata in sede di programmazione e progettazione di tutti gli interventi che propria natura incidono sulle misure di tutela che il vincolo dispone. Il riscontro sui limiti e sulle delimitazioni dovrà avvenire secondo l'effettivo stato dei luoghi e secondo le definizioni e le modalità contenute nei singoli provvedimenti di vincolo.

3. L'aggiornamento e la rettifica dell'elaborato V.01 - Vincoli sovraordinati, sono da considerarsi aggiornamento del quadro conoscitivo e rettifica di errori materiali ai sensi dell'art. 21 della LR 65/2014.

4. Sono censiti:

  • a) gli elettrodotti delle rete Terna con tensione 132 Kv e relativa distanza di prima approssimazione (DPA);
  • b) il reticolo idrografico di cui alla LR 79/2012 e successivi aggiornamenti;
  • c) gli impianti di depurazione e relativa fascia di rispetto;
  • d) pozzi sorgenti ed acque superficiali e relative zone di tutela e rispetto;
  • e) pozzi e sorgenti di acque minerali e relative zone di rispetto;
  • f) le reti ferroviaria e la relativa fascia di rispetto;
  • g) la classificazione della viabilità con connesse fasce di rispetto;
  • h) i cimiteri e le relative zone di rispetto;
  • i) il vincolo idrogeologico;
  • j) le zone di protezione dall'inquinamento luminoso di cui all'art. 35 della LR 35/2005 (non cartografate in quanto estese all'intero territorio comunale).

5. Per gli elettrodotti la DPA rappresentata è quella calcolata sulla base del procedimento di cui all'allegato al DM 29 maggio 2008, l'effettiva ampiezza della fascia di rispetto in caso di interventi anche parzialmente ricadenti nella DPA e tenendo conto dell'approssimazione al metro, dovrà essere determinata dall'ente proprietario/gestore in riferimento all'art. 6 del DPCM 8 luglio 2003.

5bis. Con riferimento agli elettrodotti, nei "casi complessi" contemplati dall'art. 5.1.4 del DM 29 maggio 2008, dovrà essere acquisita da Terna S.p.A. la rappresentazione puntuale dell'Area di Prima Approssimazione, al fine di stabilire la compatibilità dell'intervento dal punto di vista dell'impatto elettromagnetico.

6. In riferimento al reticolo idrografico e alla tutela delle acque, non sono riportate in cartografia le relative fasce di rispetto di m. 10, di cui all'art. 3 della LR n. 41/2014 e le altre disposizioni di tutela di cui al RD n. 523/1904 al RD n. 368/1904, nonché quelle di rango regolamentare di cui al Regolamento Consortile per la conservazione e la polizia delle opere di bonifica e loro pertinenze del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.

7. Per gli impianti di depurazione come da Delibera dei Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento del 4 febbraio 1977, la fascia è determinata in m. 100.

8. Per la tutela delle acque destinate al consumo umano, sono definite in riferimento all'art. 94 del Dlgs n. 152/2006, le aree di salvaguardia e quindi le zone di tutela assoluta per m. 10 e le zone di rispetto per m. 200. Per la captazione dal fiume Reno è stabilita una zona di rispetto di m.10.

9. Per la tutela di pozzi e sorgenti di acque minerali, sono definite specifiche zone di rispetto, desunte in riferimento all'art. 18 della LR 38/2004, dai provvedimenti di concessione o di rinnovo della concessione.

10. Per la rete ferroviaria è stabilità una fascia di rispetto di m. 30, nel rispetto dell'art. 49 del DPR n. 753/1980.

11. Per le fasce di rispetto stradale, tenuto conto della delimitazione del centro abitato di cui alla Delibera di Giunta Comunale n. 64/2021, vale quanto disposto dagli artt. 26 e 28 del DPR n. 495/1992 e sono determinate le fasce di rispetto autostradale per m. 60 e m. 30 e quelle di rispetto per le strade extraurbane principali di m. 40 e secondarie di m. 30.

12. Per le aree cimiteriali sono determinate le zone di rispetto con riferimento all'art. 338 del RD n. 1265/1934 ed all'art. 57 del DPR n.285/1990.

13. Per il vincolo idrogeologico in riferimento al RD n. 3267/1923 e all'art. 38 della LR 39/2000, l'elaborato riporta le delimitazioni pubblicate dalla Regione Toscana sul geoportale GEOscopio.

14. Le zone di protezione dall'inquinamento luminoso, di cui all'art. 35 della LR 35/2005, sono originate dalla presenza di due stazioni astronomiche, ovvero:

  • a) l'Osservatorio astronomico della montagna pistoiese di cui art. 34 co. 1 l. a) della LR 35/2005 (posto in Loc. San Marcello Piteglio), nel cui raggio di 25 km ricade l'intero territorio comunale;
  • b) l'Osservatorio astronomico di Galceti di cui art. 34 co. 1 l. b) della LR 35/2005 (posto in Prato Loc. Galceti), nel cui raggio di 10 km ricade parte del territorio comunale.