Art. 24. Prevenzione del rischio dovuto alle problematiche sismiche
1. La carta della pericolosità sismica (elaborato G.10) elaborata sulla base delle carte di Microzonazione Sismica di Secondo Livello, riporta l'articolazione delle classi di pericolosità sismica per i principali centri abitati del territorio comunale:
- a) Pericolosità sismica locale bassa (S1): zone stabili caratterizzate dalla presenza di litotipi assimilabili al substrato rigido in affioramento con morfologia pianeggiante o poco inclinata e dove non si ritengono probabili fenomeni di amplificazione o instabilità indotta dalla sollecitazione sismica.
- b) Pericolosità sismica locale media (S2):
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali connessi con contrasti di impedenza sismica attesa oltre alcune decine di metri dal piano campagna e con frequenza fondamentale del terreno indicativamente inferiore a 1hz;
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione (Fx) < 1.4 nell'intervallo 0.1-0.5s dello spettro;
- - zone stabili suscettibili di amplificazione topografica (pendii con inclinazione superiore a 15 gradi);
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali, non rientranti tra quelli previsti nelle classi di pericolosità sismica S.3.
- c) Pericolosità sismica locale media (S2*): zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione (Fx) < 1.4 nell'intervallo 0.1-0.5s dello spesttro, ma in cui (Fx) > 1.4 nell'intervallo 0.5-1s.
- d) Pericolosità sismica locale elevata (S3):
- - zone di contatto tra litotipi con caratteristiche fisico-meccaniche significativamente diverse;
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali, connesse con un alto contrasto di impedenza sismica atteso entro alcune decine di metri dal piano di campagna;
- - zone stabili suscettibili di amplificazioni locali con fattore di amplificazione (Fx) > 1.4;
- - aree interessate da instabilità di versante quiescente, relative aree di evoluzione, nonché aree potenzialmente franose, di seguito, denominate "APF", e, come tali, suscettibili di riattivazione del movimento in occasione di eventi sismici.
- e) Pericolosità sismica locale molto elevata (S4): aree interessate da instabilità di versante attive e relativa area di evoluzione, tali da subire un'accentuazione del movimento in occasione di eventi sismici.
2. Il PO dovrà definire le condizioni di fattibilità per tutti gli interventi ammessi dal PO sulla base del rapporto tra grado di pericolosità dell'area di intervento e la vulnerabilità delle realizzazioni previste tenendo conto degli indirizzi previsti nel DPGR n. 5/R/20 al punto 3.6.