Art. 16.1 Ambiti periurbani
1. Il PS individua il perimetro degli ambiti periurbani, ai sensi dell'art. 67 della LR 65/2014 e in conformità all'art. 10 della disciplina del PIT-PPR, al fine di:
- a) tutelare e valorizzare l'identità del paesaggio agricolo a trame minute che si inserisce nell'armatura urbana;
- b) assicurare, la permanenza degli elementi del paesaggio rurale anche attraverso iniziative di valorizzazione della connessione ecologica tra il territorio urbanizzato e quello rurale.
2. Il perimetro degli ambiti periurbani è rappresentato nell'elaborato ST.07 - Sistemi Territoriali - PTCP.
3. Il PO, tramite specifici approfondimenti analitici e conoscitivi, provvederà a dettagliare il perimetro degli ambiti periurbani e a definire per questi una specifica disciplina, assumendo i seguenti indirizzi:
- IN.1 - classificare e diversificare al loro interno gli ambiti periurbani, tenendo in considerazione le specifiche vocazioni di valore, siano esse di natura ecologica o più strettamente funzionali e ricreative; individuare quindi anche la presenza di ambiti di degrado e disciplinarne il recupero e la valorizzazione;
- IN.2 - creare e rafforzare le relazioni di scambio e di reciprocità tra ambiente urbano e rurale, in particolare tra produzione agricola delle aree periurbane e mercato urbano;
- IN.3 - tutelare e conservare i varchi agricoli e naturali non costruiti e non impermeabilizzati, per il loro valore paesaggistico, ecologico e ambientale, incentivandone la messa a rete, mediante, ad esempio, la realizzazione di fasce di vegetazione non colturale e di percorsi di fruizione lenta (pedonali, ciclabili) che ne potenzino l'accessibilità;
- IN.4 - realizzare aree o fasce di rinaturalizzazione soprattutto nei contesti più altamente artificializzati o a corredo dei corsi d'acqua che li attraversano, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
- IN.5 - tutelare le permanenze storiche della rete infrastrutturale (viabilità secondaria e minore, rete scolante storica, vegetazione di corredo) e promuovere forme di incentivo finalizzate alla ricomposizione della sua continuità;
- IN.6 - tutelare le permanenze storiche dell'edificato rurale per conservarne il rapporto con il contesto anch'esso rurale, limitando i processi di deruralizzazione dell'edilizia storica;
- IN.7 - riqualificare i margini dell'edificato, anche mediante la realizzazione di orti urbani o di aree a verde pubblico che contribuiscano alla ricomposizione morfologica dei tessuti insediativi e al graduale passaggio tra questi e il contesto rurale;
- IN.8 - mettere a sistema gli spazi aperti dell'area periurbana e quelli interni al territorio urbanizzato, attraverso la predisposizione di elementi naturali finalizzati alla ricostituzione e al rafforzamento delle reti ecologiche e la realizzazione di reti di mobilità dolce;
- IN.9 - promuovere la fruizione ricreativa e quella per lo sport;
- IN.10 - promuovere politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità.;
- IN.11 - incentivare forme di vivaismo sostenibili, con basso uso di risorse idriche e di prodotti di sintesi (diserbanti, antiparassitari,ecc.), per attivare un processo graduale di sostituzione alle pratiche più impattanti;
- IN.12 - promuovere forme di fruizione pubblica delle percorrenze interne alle aree destinate all'attività vivaistica, nell'ottica di una valorizzazione delle loro qualità percettive.