Art. 14.4 Morfotipi frammentati della diffusione insediativa: descrizione e indirizzi
1. "Morfotipo del vivaismo (22 morfotipo dell'ortoflorovivaismo declinato)"
- a) Descrizione. Occupa l'intera porzione di pianura, a est e a sud dell'insediamento del capoluogo, sviluppandosi attorno allo stesso anche in una fascia più sottile a ovest. Si tratta di un paesaggio rurale assai semplificato e con una ridotta componente ecologica, soprattutto nella declinazione della vasetteria, comportante una forte impermeabilizzazione dei suoli con conseguenti ricadute negative sull'assetto idrogeologico dei terreni. L'attività vivaistica con le connesse attività antropiche ha determinato un aggravio sugli ecosistemi fluviali e torrentizi, con riduzione della vegetazione ripariale, l'impermeabilizzazione dei suoli e in quanto attività idroesigente, ha provocato l'emungimento della falda e l'inquinamento delle acque, con conseguente abbassamento complessivo della loro qualità ecologica, a causa dei prodotti utilizzati (diserbanti, antiparassitari, fertilizzanti...).
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - tutelare e conservare i varchi agricoli e naturali non costruiti e non impermeabilizzati per il loro valore paesaggistico, ecologico e ambientale, incentivandone la messa a rete, mediante, ad esempio, la realizzazione di fasce di vegetazione non colturale e di percorsi di fruizione lenta (pedonali, ciclabili) che ne potenzino l'accessibilità;
- IN.2 - realizzare aree o fasce di rinaturalizzazione soprattutto nei contesti più altamente artificializzati o a corredo dei corsi d'acqua che li attraversano, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
- IN.3 - tutelare le permanenze storiche della rete infrastrutturale (viabilità secondaria, rete scolante storica, vegetazione di corredo) e promuovere forme di incentivo finalizzate alla ricomposizione della sua continuità;
- IN.4 - tutelare le permanenze storiche dell'edificato rurale per conservarne il rapporto con il contesto rurale, limitando i processi di deruralizzazione dell'edilizia storica;
- IN.5 - riqualificare il margine, sia rurale sia urbano, delle aree contigue ai vivai, per creare aree cuscinetto e un passaggio graduale e sfumato tra le diverse realtà territoriali;
- IN.6 - incentivare forme di vivaismo sostenibili con basso uso di risorse idriche e di prodotti di sintesi (diserbanti, antiparassitari,ecc.), per attivare un processo graduale di sostituzione alle pratiche più impattanti.
2. "Morfotipo delle aree agricole intercluse - parchi/aree agricole (23 morfotipo delle aree agricole intercluse declinato)
- a) Descrizione. Si tratta delle aree circoscritte tra il sistema insediativo e una viabilità, talora anche di intensa percorrenza, che le separa dal resto del territorio rurale, cui il PS attribuisce una forte vocazione ecologica e fruitiva per il ruolo di interfaccia strategica tra l'area urbanizzata e il territorio rurale. Queste aree interessano in particolare la zona dell'Ospedale "S. Jacopo") , il parco di valenza territoriale contiguo all'ospedale, oltre ad alcune aree agricole presenti ad est e a nord della città di Pistoia.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - creare e rafforzare le relazioni di scambio e di reciprocità tra ambiente urbano e rurale;
- IN.2 - tutelare e conservare i varchi agricoli e naturali non costruiti e non impermeabilizzati per il loro valore paesaggistico, ecologico e ambientale, incentivandone la messa a rete, anche con la realizzazione di fasce di vegetazione non colturale e di percorsi di fruizione lenta (pedonali, ciclabili) che ne potenzino l'accessibilità;
- IN.3 - realizzare aree o fasce di rinaturalizzazione soprattutto nei contesti più altamente artificializzati o a corredo dei corsi d'acqua che li attraversano, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
- IN.4 - tutelare le permanenze storiche della rete infrastrutturale (viabilità secondaria, rete scolante storica, vegetazione di corredo) e promuovere forme di incentivazione finalizzate alla ricomposizione della sua continuità;
- IN.5 - riqualificare i margini dell'edificato, anche mediante la realizzazione di orti urbani o di aree a verde pubblico che contribuiscano alla ricomposizione morfologica dei tessuti insediativi e al graduale passaggio tra questi e il contesto rurale;
- IN.6 - mettere a sistema gli spazi versi interni ed esterni al territorio urbanizzato, attraverso la predisposizione di elementi naturali finalizzati alla ricostituzione e al rafforzamento delle reti ecologiche e la realizzazione di reti di mobilità dolce;
- c) Si vedano anche gli ulteriori indirizzi contenuti all'art. 16.1 della presente disciplina per gli ambiti periurbani.
3. "Morfotipo delle aree agricole intercluse con prevalenza di vivai (23 morfotipo delle aree agricole intercluse declinato)"
- a) Descrizione. Queste aree fanno parte del comparto vivaistico che occupa buona parte del terreno agricolo che circonda il capoluogo; trattasi di aree spesso intercalate nel sistema insediativo e nel sistema infrastrutturale che cinge la città. A queste aree i il PS. attribuisce un ruolo di interfaccia strategica tra l'area urbanizzata e il territorio rurale.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - creare e rafforzare le relazioni di scambio e di reciprocità tra ambiente urbano e rurale;
- IN.2 - tutelare e conservare i varchi agricoli e naturali non costruiti e non impermeabilizzati per il loro valore paesaggistico, ecologico e ambientale, incentivandone la messa a rete, mediante, ad esempio, la realizzazione di fasce di vegetazione non colturale e di percorsi di fruizione lenta (pedonali, ciclabili) che ne potenzino l'accessibilità;
- IN.3 - realizzare aree o fasce di rinaturalizzazione soprattutto nei contesti più altamente artificializzati o a corredo dei corsi d'acqua che li attraversano, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
- IN.4 - tutelare le permanenze storiche della rete infrastrutturale (viabilità secondaria, rete scolante storica, vegetazione di corredo) e promuovere forme di incentivazione finalizzate alla ricomposizione della sua continuità;
- IN.5 - tutelare le permanenze storiche dell'edificato rurale per conservarne il rapporto con il contesto rurale;
- IN.6 - riqualificare i margini dell'edificato, anche mediante la realizzazione di orti urbani o di aree a verde pubblico che contribuiscano alla ricomposizione morfologica dei tessuti insediativi e al graduale passaggio tra questi e il contesto rurale;
- IN.7 - incentivare forme di vivaismo sostenibili che prevedano il contenimento dell'uso di risorse idriche e di prodotti di sintesi (diserbanti, antiparassitari, ecc.);
- IN.8 - attivare un processo graduale di incentivazione verso un miglioramento della biodiversità nella pianificazione dell'attività vivaistica collettiva e di ciascun vivaio, attraverso la realizzazione di progetti integrati che riqualifichino e valorizzino il ruolo ecologico delle masse di piante presenti;
- IN.9 - mettere a sistema gli spazi aperti dell'area interclusa e quelli interni al territorio urbanizzato, attraverso la predisposizione di elementi naturali finalizzati alla ricostituzione e al rafforzamento delle reti ecologiche e la realizzazione di reti di mobilità dolce;
- IN.10 - promuovere politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità.
- c) Si vedano anche gli ulteriori indirizzi contenuti all'art. 16.1 della presente disciplina per gli ambiti periurbani.