Art. 13.2.1 Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista
1. Questi tessuti connotano l'insediamento urbano del capoluogo, dove si riconosce la maggiore articolazione dei tipi, e gli altri centri abitati e le frazioni, caratterizzati invece da forme semplificate dove l'urbanizzazione recente è costituita da brani edificati giustapposti alle parti di impianto storico, senza la creazione di un nuovo disegno urbano.
2. Il tessuto ad isolati chiusi o semichiusi (T.R.1) è presente solo in rarissimi contesti a ridosso del centro storico di Pistoia, dove si può riconoscere un isolato delimitato da edifici a formare una cortina edilizia continua, o quasi continua, in stretta relazione con la strada e con uno spazio interno che non è solo la somma di pertinenze delle singole unità immobiliari che vi prospettano.
3. Il tessuto ad isolati aperti e lotti residenziali isolati (T.R.2) e Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali (T.R.3) rappresentano invece la modalità insediativa che connota la maggior parte dell'urbanizzazione contemporanea nelle fasi di principale espansione della città; questi due tipi, anche se parzialmente differenziati per densità, tipologie prevalenti e regolarità/uniformità dei lotti, di fatto danno luogo a parti di città piuttosto simili nella composizione dello spazio urbano: tessuti compatti con netta separazione tra spazio privato e spazio pubblico, corrispondente generalmente alla rete viaria, con poche dotazioni di altri spazi.
4. Le parti con maggiori attrezzature e spazi pubblici appartengono ai Tessuti ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali di edilizia pianificata (T.R.4), con i grandi quartieri dell'edilizia pubblica, con un impianto molto articolato e generalmente anche con evidenti caratteri di unitarietà.
5. Il tessuto pavillonaire (T.R.5) si riconosce principalmente negli ambiti residenziali al margine nord dell'insediamento del capoluogo, con tipologie a bassa densità (ville con ampi giardini) in ambito pedecollinare, secondo un modello di comparto autonomo rispetto al tessuto adiacente che si ritrova anche negli agglomerati isolati nel territorio rurale (classificato come T.R.12).
6. Il tessuto a tipologie miste (T.R.6) individua invece ambiti dove, oltre alla rilevante disomogeneità tipologica, anche con presenza di strutture specialistiche, si riscontra una maggiore mescolanza di funzioni, soprattutto di tipo produttivo (industriale e artigianale); molte aree appartenenti a questo tipo di tessuto sono collocate nella corona intorno al centro storico di Pistoia, ad occupare spazi interni alla struttura radiale principale.
7. Il tessuto sfrangiato di margine (T.R.7) descrive infine le aree meno strutturate, tipicamente esito di interventi singoli e non coordinati, in assenza di un disegno definito e regole comuni (allineamenti, geometrie, orientamento), frequenti soprattutto nelle espansioni intorno ai centri abitati in collina e negli sviluppi urbani retrostanti agli insediamenti di impianto storico lungo strada nella piana; il tessuto comprende attrezzature importanti, anch'esse però non appartenenti ad un chiaro disegno urbano, e edifici o piccoli aggregati di matrice storica, inglobati dall'urbanizzazione contemporanea.
8. Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - conferire una più chiara dimensione urbana creando nuove centralità, intensificando le relazioni e gli elementi di connessione tra i differenti tessuti recenti e con i tessuti di matrice storica;
- IN.2 - qualificare il margine verso il territorio rurale valorizzando le visuali verso i contesti di maggiore rilievo paesaggistico e rafforzando le connessioni con il sistema del verde urbano;
- IN.3 - delocalizzare i complessi produttivi non compatibili con il contesto urbano prevalentemente residenziale e/o in condizioni di sottoutilizzo e di degrado;
- IN.4 - riqualificare le aree residuali nell'ambito di un complessivo e compiuto disegno urbano;
- IN.5 - evitare la saturazione delle corti interne agli isolati chiusi o semichiusi;
- IN.6 - attivare prioritariamente il recupero e il riuso delle aree in condizioni di abbandono e di degrado;
- IN.7 - orientare l'eventuale completamento dei tessuti sfrangiati alla definizione di un disegno urbano chiaro, riprendendo elementi di continuità e omogeneità con il contesto, e di un margine compiuto verso la campagna; particolare attenzione dovrà essere dedicata a valutare la presenza di appropriate condizioni di accessibilità;
- IN.8 - favorire il trasferimento delle attività produttive incompatibili nelle aree specialistiche e riconvertire i siti con destinazioni urbane integrandoli con il contesto anche come occasione di individuazione di nuove centralità;
- IN.9 - tutelare i quartieri caratterizzati da unitarietà;
- IN.10 - mantenere la caratterizzazione dei differenti tessuti in termini di densità, evitando in particolare una significativa densificazione dei tessuti pavillonaire per i quali deve essere preservata la connotazione verde derivante dalla importante componente dei giardini;
- IN.11 - prevedere interventi di riordino della viabilità esistente, anche attraverso l'introduzione di una moderata gerarchizzazione che consenta anche una maggiore tutela della componenti pedonale e ciclabile;
- IN.12 - preservare e incrementare le connessioni e le emergenze verdi soprattutto nei tessuti a densità media e alta, anche attraverso il mantenimento di spazi privati inedificati e permeabili.