Art. 13. Invariante III – Carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali

1. Il sistema degli insediamenti di Pistoia, rappresentato nell'elaborato ST.05.2 - Invariante III - territorio urbanizzato, insediamenti e morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee, è costituito da una rete di centri principali, dall'insieme di nuclei e aggregati rurali e da altri complessi edificati e diffusi che strutturano articolate relazioni territoriali, con specifiche qualità ambientali e storico-paesaggistiche, che il PIT-PPR riconosce in parte come Morfotipo insediativo urbano policentrico delle grandi piane alluvionali e in parte come Morfotipo a pettine delle penetranti di valico delle alte valli appenniniche.

2. Il primo Morfotipo è un sistema insediativo di tipo planiziale caratterizzato da un'elevata densità edilizia e infrastrutturale e dalla dominanza della cultura urbana su quella rurale che ha storicamente rivestito un ruolo di integrazione dell'economia urbana. La posizione strategica mediana rispetto ai principali assi di collegamento regionale ed extra-regionale colloca il sistema insediativo al centro di una rete di relazioni complesse in cui la scala locale e quella sovra-locale si sovrappongono. Si declina nelle figure componenti del sistema radiocentrico della pianura alluvionale di Pistoia, il capoluogo e il suo intorno con gli assi radiali e del Sistema reticolare della pianura centuriata di Firenze-Prato-Pistoia nella fascia est.

3. Il secondo morfotipo invece è un sistema insediativo relativamente rarefatto di alta montagna e alta collina strutturato lungo le valli incise che discendono la catena appenninica orientale. Si tratta di territori di confine e di valico che presentano una continuità morfologica e culturale anche con i territori montani delle regioni limitrofe. Esso si rappresenta nella figura componente del sistema a pettine delle penetranti di valico interregionali della montagna pistoiese.

4. Per il morfotipo insediativo urbano policentrico delle grandi piane alluvionali, in conformità con gli obiettivi di qualità attribuiti dal PIT-PPR, il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - evitare l'urbanizzazione diffusa e la proliferazione insediativa lineare ai margini degli insediamenti urbani;
  2. IN.2- preservare gli spazi agricoli residui e mantenere e valorizzare i "vuoti urbani", destinandoli in via prioritaria a verde e attrezzature pubbliche e per il rafforzamento e la creazione di centralità urbane, valorizzandone inoltre il ruolo all'interno della rete ecologica locale;
  3. IN.3 - evitare la saldatura tra gli insediamenti urbani e tutelare i varchi inedificati, in particolare nel quadrante sud-est;
  4. IN.4 - riordinare gli insediamenti lineari lungo la viabilità storica.

5. Per il morfotipo insediativo a pettine delle penetranti di valico delle alte valli appenniniche, in conformità con gli obiettivi di qualità attribuiti dal PIT-PPR, il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. IN.1 - evitare l'urbanizzazione diffusa ai margini dei centri urbani;
  2. IN.2 - contrastare la dispersione insediativa;
  3. IN.3 - consolidare la residenza stabile nei centri, nei nuclei e negli aggregati principali;
  4. IN.4 - mantenere e sviluppare collegamenti e connessioni tra centri e nuclei valorizzando le reti territoriali.

6. Il PS rispetto ai morfotipi insediativi del PIT-PPR, di cui ai precedenti commi, individua sempre nell'elaborato ST.05.2, dei sottosistemi insediativi, che alla scala comunale articolano le strutture antropiche secondo le varie peculiarità territoriali. I sottosistemi riconosciuti sono:

  1. a) il sistema radiale centrale;
  2. b) il sistema reticolare della piana;
  3. c) il sistema radiale di collina della Brana e dell'alto Ombrone;
  4. d) il sistema radiale e costellazione di collina della Bure e di Cireglio;
  5. e) il sistema vallivo di alta collina e montagna delle valli del Reno

7. Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:

  1. a) per il sistema radiale centrale, corrispondente all'insediamento del capoluogo con le prime propaggini sviluppate in continuità:
    1. IN.1 - mantenere e rafforzare le funzioni centrali e le attrezzature di riferimento a scala comunale e sovracomunale, migliorando e intensificando le connessioni tra parti di città e quartieri;
    2. IN.2 - valorizzare gli insediamenti specialistici e migliorarne l'integrazione con le parti di città e i quartieri;
    3. IN.3 - valorizzare gli ambiti qualificabili come periurbani;
    4. IN.4 - consolidare le strutture insediative pedecolinari principali (Santomato, Pontelungo-Barile-Spazzavento) quali elementi di riferimento territoriale;
  2. b) per il sistema reticolare della piana:
    1. IN.1 - ridefinire le gerarchie degli insediamenti rafforzando i centri principali, in particolare Bottegone, in un'ottica di rete di attrezzature e servizi dove vengano comunque riconosciute e valorizzate le caratteristiche identitarie dei differenti contesti;
    2. IN.2 - migliorare la compresenza negli insediamenti delle attività produttive agricole e delle funzioni propriamente urbane;
  3. c) per le strutture insediative radiali di collina, che si sviluppano lungo le valli della Bure, della Brana, dell'Ombrone e nell'area di Cireglio:
    1. IN.1 - consolidare i centri abitati principali, legati agli insediamenti di matrice storica, quali elementi di riferimento territoriale;
    2. IN.2 - tutelare l'integrità morfologica dei centri, dei nuclei, degli aggregati e dei complessi di matrice storica e dei loro intorni, nonché delle visuali panoramiche da e verso tali insediamenti;
  4. d) per i sistemi vallivi di alta collina e montagna e penetranti connesse:
    1. IN.1 - consolidare i centri urbani principali, lungo il Reno, quali Pracchia e Le Piastre, quali elementi di riferimento territoriale;
    2. IN.2 - valorizzare gli insediamenti della valle dell'Orsigna, anche quali elementi essenziali di presidio territoriale;
    3. IN.3 - recuperare il patrimonio edilizio di pregio architettonico e di valore storico-documentale, anche in un'ottica di valorizzazione turistica e di multifunzionalità dell'attività agro-forestale.