Art. 12.3 Rete degli ecosistemi fluviali e palustri: descrizione e indirizzi
1. "Corridoio fluviale - reticolo idrografico"
- a) Descrizione. Il target comprende gli ecosistemi torrentizi montani e alto collinari, tratti di medio corso di fiumi con vegetazione spondale arborea, arbustiva e per lunghi tratti erbacea. Una varietà di condizioni edafiche delle sponde, di regime idrico e di assetti geomorfologici che costituiscono il presupposto per una elevata diversità degli ecosistemi fluviali e della vegetazione ripariale.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - miglioramento della qualità ecosistemica complessiva degli ambienti fluviali, degli ecosistemi ripariali e dei loro livelli di maturità, complessità strutturale e continuità longitudinale e trasversale ai corsi d'acqua. Ciò anche mediante interventi di ricostituzione della vegetazione ripariale attraverso l'utilizzo di specie arboree e arbustive autoctone ed ecotipi locali;
- IN.2 - riduzione dei processi di artificializzazione degli alvei, delle sponde e delle aree di pertinenza fluviale, con particolare riferimento alle zone classificate come aree a elevata urbanizzazione con funzione di barriera, come aree critiche per la funzionalità della rete ecologica e come corridoi ecologici fluviali da riqualificare;
- IN.3 - miglioramento della compatibilità ambientale degli interventi di gestione idraulica, delle attività di pulizia delle sponde e di gestione della vegetazione ripariale;
- IN.4 - miglioramento della qualità delle acque, con riferimento anche alle attività vivaistiche;
- IN.5 - mantenimento dei livelli di Minimo deflusso vitale e riduzione delle captazioni idriche per i corsi d'acqua caratterizzati da forti deficit idrici estivi;
- IN.6 - mitigazione degli impatti legati alla diffusione di specie aliene invasive (in particolare di Robinia pseudoacacia);
2 ."Corridoio ripariale"
- a) Descrizione. Si tratta di un elemento a sviluppo lineare, costituito dai torrenti Ombrone, Brama, Bure, Stella, dal fiume Reno e da un ricco reticolo idrografico minore, presente in tutto il territorio comunale, trasversale agli altri morfotipi, caratterizzato da un valore naturalistico e paesaggistico diversificato, nonché dalla presenza di habitat di interesse comunitario. Tra le criticità si evidenziano la scarsa qualità delle acque dei medi e bassi corsi, la presenza di specie vegetali e animali aliene, la diffusa presenza di boschi ripariali a robinia, l'artificializzazione delle aree di pertinenza fluviale, soprattutto in pianura, con consumo di suolo determinato dalla presenza di infrastrutture viarie o urbanizzazioni, nonché dalla presenza di agricoltura intensiva e vivaismo. La gestione impropria della vegetazione ripariale e i cambiamenti climatici determinano la diminuzione degli afflussi idrici; la pressione insediativa e l'attività vivaistica diffusa causano l'aumento della impermeabilizzazione del suolo, l'attenuazione delle funzioni idrogeologiche, ostacolando la ricarica delle falde acquifere e l'assorbimento delle acque meteoriche, nonché l'inquinamento delle falde.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - valorizzare l'elemento fluviale quale elemento strategico di connessione tra il territorio urbanizzato e quello rurale, promuovendo azioni che ne valorizzino il valore ecologico, ambientale e paesaggistico, la riqualificazione funzionale, la ricostituzione della vegetazione ripariale, la riconnessione ecologica tra i tratti urbani, periurbani e rurali e garantendo, soprattutto nei tratti di pianura, l'accessibilità visuale e pedonale;
- IN.2 - migliorare la qualità delle acque, in territorio rurale come in territorio urbanizzato, e garantire il minimo deflusso vitale, controllando gli scarichi nei corpi idrici e verificando la capacità depurativa;
- IN.3 - migliorare la continuità ecologica longitudinale e trasversale al corso d'acqua, anche attraverso la ricostituzione di adeguate fasce di vegetazione arborea o arbustiva ripariale autoctona, garantendo, soprattutto nei tratti di pianura, la ricostituzione di un'importante dotazione ecologica per le aree intensamente coltivate;
- IN.4 - riconoscere nei corsi d'acqua in attraversamento del territorio urbanizzato le componenti strategiche della rete ecologica urbana e di connessione tra il territorio urbanizzato e quello rurale, attraverso interventi di valorizzazione delle sponde, conservando gli spazi attigui rimasti liberi, realizzando interventi di stombamento, ove possibile;
- IN.5 - evitare tagli della vegetazione massivi, limitandoli esclusivamente ai periodi non coincidenti a quelli della riproduzione della fauna ripariale e alternando gli interventi tra le sponde;
- IN.6 - controllare e contenere la presenza di specie aliene o invasive;
- IN.7 - evitare i processi di artificializzazione degli alvei, delle sponde e delle aree di pertinenza fluviale, contenendo ulteriori processi di consumo di suolo o l'insediamento di attività agricole intensive e idroesigenti;
- IN.8 - tutelare gli habitat ripariali di interesse comunitario e relative fitocenosi..
3. "Corpi idrici superficiali/aree umide"
- a) Descrizione. Tali ecosistemi nel territorio comunale comprendono i corsi d'acqua, i laghi naturali o artificiali, gli specchi d'acqua, gli invasi per l'irrigazione e le aree umide.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - miglioramento della qualità delle acque e riduzione delle pressioni ambientali e delle fonti di inquinamento di origine industriale, civile o agricola;
- IN.2 - controllo/riduzione della presenza di specie aliene invasive;
- IN.3 - aumento della superficie interessata da boschi planiziali anche attraverso progetti di riforestazione mediante utilizzo di specie ed ecotipi forestali locali.