Art. 12.2 Rete degli ecosistemi agropastorali: descrizione e indirizzi

1. "Nodo degli agroecosistemi"

  1. a) Descrizione. Essi risultano costituiti sia dalle estese colture tradizionali, a prevalenza di oliveto con le tipiche sistemazioni terrazzate e ciglionate, presenti in maniera pressoché compatta nella fascia collinare a nord e a ovest dell'insediamento di Pistoia, sia dalle parti più frammentate dalla presenza del bosco, costituite dall'alternanza di seminativi e oliveti, in alta collina e nelle zone pedemontane, spesso negli immediati intorni degli insediamenti.
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 - conservare la tipica alternanza di oliveti e seminativi in una maglia media o medio-fitta;
    2. IN.2 - mantenere l'efficienza del sistema di regimazione idraulico-agraria, a tutela della stabilità dei versanti;
    3. IN.3 - tutelare l'impianto tradizionale della maglia agraria e mantenere le dotazioni ecologiche, tutelando e preservando i filari alberati, le siepi, i boschetti, a corredo della viabilità secondaria poderale e interpoderale o a delineare i confini di proprietà;
    4. IN.4 - mantenere gli assetti agricoli tradizionali, anche attraverso la valorizzazione dello strumento del Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale;
    5. IN.5 - promuovere interventi di gestione colturale attiva, che impediscano processi di abbandono;
    6. IN.6 - recuperare gli oliveti abbandonati, ostacolandone la colonizzazione arbustiva e arborea;
    7. IN.7 - contenere azioni che determinino la semplificazione o l'alterazione delle coltivazioni tradizionali, quali ad esempio l'introduzione di coltivazioni intensive o di specie alloctone invasive;
    8. IN.8 - promuovere politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità.

2. "Agroecosistema frammentato attivo"

  1. a) Descrizione. Si tratta delle isole dei coltivi attorno agli insediamenti rurali, piccoli oliveti sparsi, praterie e pascoli, in ambiente pedemontano e montano, spesso soggetti a fenomeni di abbandono colturale rinaturalizzazione con colonizzazione di neoformazioni boschive di robinia. L'agroecosistema frammentato attivo ricade in parte all'interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Tre Limentre - Reno (codice IT5130009).
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 - tutelare gli habitat di prativi di interesse comunitario, le specie vegetali e animali a essi collegate, nonché il paesaggio rurale, attraverso azioni quali il recupero di idonei carichi pascolivi, la realizzazione di attività periodiche di decespugliamento, il mantenimento e incremento delle attività agricole e zootecniche;
    2. IN.2 - conduzione degli interventi in coerenza con i Piani di gestione e le Misure di conservazione dei Siti Natura 2000 presenti;
    3. IN.4 - conservare delle aree aperte o arbustate, ostacolando progetti di rimboschimento con finalità di compensazione ambientale;
    4. IN.5 - mantenere e recuperare gli elementi del paesaggio rurale storico, comprese le sistemazioni idraulico-agrarie.

3. "Matrice agroecosistemica di pianura urbanizzata"

  1. a) Descrizione. Si tratta della parte pianeggiante compresa tra la città di Pistoia e le colline, a nord dell'insediamento, si configura come matrice agroecosistemica di pianura urbanizzata, prevalentemente caratterizzata dalla compresenza di aree agricole con mosaicature di seminativo a maglia fitta, vigneto, oliveto, con persistenza di dotazioni ecologiche residuali (filari di siepi, alberi isolati o camporili).
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 - finalizzare gli interventi sul territorio alla conservazione attiva del paesaggio rurale e delle attività agricole, improntata al contenimento di consumo di suolo, delle colture intensive che ne determinino l'alterazione (ad esempio la semplificazione dei sistemi agricoli a maglia fitta o la frammentazione della maglia agraria), dei processi di deruralizzazione dell'edilizia storica, i processi di abbandono e di rinaturalizzazione del mosaico colturale, anche attraverso la valorizzazione dello strumento del Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale;
    2. IN.2 - valorizzare le forme di agricoltura tradizionali e le filiere agricole locali attraverso pratiche ad alta sostenibilità ambientale;
    3. IN.3 - valorizzare la trama dei percorsi poderali e vicinali come elementi per l'accessibilità e la fruizione lenta del territorio rurale;
    4. IN.4 - riqualificare le sistemazioni idrauliche, la rete scolante e i fossi campestri per valorizzare il loro valore ecologico e storico-testimoniale;
    5. IN.5 - limitare l'insediamento di attività idroesigenti suscettibili di compromettere il deflusso vitale dei corsi d'acqua, o di determinare l'inquinamento della falda;
    6. IN.6 - tutelare le aree umide esistenti, gli habitat di specie e di interesse comunitario e conservazionistico, mediante il mantenimento di sufficienti livelli idrici anche durante la stagione estiva;
    7. IN.7 - perseguire, nel caso di installazione di impianti fotovoltaici, soluzioni in grado di conciliare la loro presenza con la permanenza delle coltivazioni agricole esistenti e la permeabilità del suolo;
    8. IN.8 - promuovere politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità;
    9. IN.9 - tutelare il patrimonio edilizio rurale storico e i manufatti di interesse storico-testimoniale per il loro ruolo identitario.

4. "Agroecosistema intensivo"

  1. a) Descrizione. Si tratta della vasta porzione di pianura, a est e a sud dell'insediamento del Capoluogo, sviluppandosi attorno allo stesso anche in una fascia più sottile a ovest, occupata interamente dall'attività vivaistica. Si tratta di una attività che comporta l'impermeabilizzazione di una quota dei suoli, un forte emungimento della falda e l'inquinamento delle acque, con conseguente abbassamento complessivo della loro qualità ecologica, a causa dei prodotti utilizzati (diserbanti, antiparassitari, fertilizzanti...).
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 - tutelare e conservare i varchi agricoli e naturali non costruiti e non impermeabilizzati per il loro valore paesaggistico, ecologico e ambientale, incentivandone la messa a rete, mediante, ad esempio, la realizzazione di fasce di vegetazione non colturale e di percorsi di fruizione lenta (pedonali, ciclabili) che ne potenzino l'accessibilità;
    2. IN.2 - realizzare aree o fasce di verde soprattutto nei contesti più artificializzati o a corredo dei corsi d'acqua che li attraversano, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
    3. IN.3 - tutelare le permanenze storiche della rete infrastrutturale (viabilità secondaria, rete scolante storica, vegetazione di corredo) e promuovere forme di incentivo finalizzate alla ricomposizione della sua continuità;
    4. IN.4 - tutelare le permanenze storiche dell'edificato rurale per conservarne il rapporto con il contesto rurale, limitando i processi di deruralizzazione dell'edilizia storica;
    5. IN.5 - incentivare progetti volti a riqualificare il margine, sia rurale sia urbano, delle aree contigue ai vivai, per creare aree verdi cuscinetto e quindi un passaggio graduale e sfumato tra le diverse realtà territoriali;
    6. IN.6 - incentivare forme di vivaismo sostenibili che prevedano il contenimento dell'uso di risorse idriche e di prodotti di sintesi (diserbanti, antiparassitari, ecc.);
    7. IN.7 - attivare un processo graduale di incentivazione verso un miglioramento della biodiversità nella pianificazione dell'attività vivaistica collettiva e di ciascun vivaio, attraverso la realizzazione di progetti integrati che riqualifichino e valorizzino il ruolo ecologico delle masse di piante presenti.