Art. 12.1 Rete degli ecosistemi forestali: descrizione e indirizzi

1. "Nodo primario forestale" e "matrice forestale ad elevata connettività":

  1. a) Descrizione. Per nodo primario forestale si intende una formazione continua di boschi di latifoglie con prevalenza di faggete, abetine, castagneti, interrotta sporadicamente da piccole isole di coltivi o prati-pascoli. Questi ultimi, un tempo assai diffusi e sfruttati come unico veicolo di sussistenza alimentare per le popolazioni montane, ad oggi sono difficilmente identificabili, poiché il minor presidio del territorio e la mancanza di periodica manutenzione ne provocano la rinaturalizzazione compromettendone l'immediata riconoscibilità. Il nodo primario forestale ricade in parte all'interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Tre Limentre - Reno (codice IT5130009). Il morfotipo si caratterizza per la presenza di diversi habitat di interesse comunitario, che costituiscono un serbatoio di biodiversità, naturalità e servizi ecosistemici per il territorio comunale, e di un ricco sistema di impluvi e torrenti. Il morfotipo si colloca nella parte settentrionale del territorio comunale. Per matrice forestale ad elevata connettività si intende una formazione forestale di latifoglie termofile e rimboschimenti, percorsa da un ricco reticolo idrografico. La matrice, costituita da querceti, ostrieti, castagneti, faggete, boschi misti e rimboschimenti di conifere è disposta a corona attorno alla cintura collinare coltivata e si attesta ai margini del sistema insediativo montano e pedemontano, interrotta dalle isole degli agroecosistemi montani limitrofe agli abitati. La matrice forestale ad alta connettività ricade in parte all'interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Tre Limentre - Reno (codice IT5130009).
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 - tutelare il paesaggio forestale, gli habitat e le specie animali e vegetali di interesse comunitario, anche attraverso il controllo e il contenimento della fauna selvatica dannosa;
    2. IN.2 - mantenere la qualità e la maturità delle formazioni forestali, anche attraverso l'attuazione di una gestione selvicolturale naturalistica, con allungamento del turno nei cedui, agevolando la ricolonizzazione spontanea da parte delle specie arboree autoctone in sostituzione delle specie invasive alloctone;
    3. IN.3 - tutelare gli ecosistemi forestali presenti lungo il reticolo idrografico minore, evitando interventi selvicolturali sulle sponde;
    4. IN.4 - gestire le superfici forestali coerentemente con i Piani di gestione e le Misure di conservazione dei Siti Natura 2000 presenti;
    5. IN.5 - mantenere i rapporti figurativi consolidati dei paesaggi forestali e dei valori storico-culturali ed estetico-percettivi, disincentivando interventi di trasformazione e artificializzazione delle aree e delle formazioni boschive e recuperando e mantenere le sistemazioni idraulico-agrarie e forestali;
    6. IN.6 - realizzare interventi di prevenzione degli incendi estivi;
    7. IN.7 - tutelare il paesaggio rurale relittuale, recuperandolo in caso di abbandono;
    8. IN.8 - conservare, al fine di una gestione attiva, gli habitat di prateria, delle specie vegetali e animali a essi collegate, attraverso azioni quali il recupero di idonei carichi pascolivi, la realizzazione di attività periodiche di decespugliamento;
    9. IN.9 - mantenere e riqualificare la trama della sentieristica, per incentivare la fruizione sostenibile del patrimonio forestale e le attività di didattica ambientale.

2. "Nuclei di connessione ed elementi forestali isolati"

  1. a) Descrizione. Si tratta di formazioni boschive ripariali, spesso costituiti da boschi di neoformazione a robinia, o degli sfrangiamenti della copertura compatta che determina la matrice forestale che si insinuano nella fascia della collina coltivata a oliveto, spesso formatisi in conseguenza dell'abbandono delle colture.
  2. b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
    1. IN.1 -tutelare il paesaggio rurale, recuperandolo in caso di abbandono, attraverso, ad esempio, attività periodiche di decespugliamento;
    2. IN.2 -tutelare gli ecosistemi degli impluvi del reticolo idrografico, promuovendo la rinaturalizzazione delle fasce ripariali con specie arboree autoctone, garantendo il minimo deflusso vitale del corso d'acqua, mantenendo e migliorando i livelli qualitativi delle acque;
    3. IN.3 -controllare e ridurre la presenza di specie aliene o di specie invasive.