Art. 11.1 I sistemi morfogenetici: descrizione e indirizzi
1. I sistemi morfogenetici di "Pianura e fondovalle"
- a) Descrizione. Sono le parti di territorio caratterizzate dai depositi alluvionali, con forme morfologiche tipiche quali i "terrazzi" e le conoidi, sopra cui si è instaurato il reticolo idrografico secondario delle "acque basse", che svolge l'importante funzione regolatoria per il deflusso e il recapito delle acque di precipitazione meteorica. La caratteristica delle conoidi della pianura pistoiese è la ricca copertura in limo, che ha creato le condizioni ottimali per fare attecchire e sviluppare l'attività vivaistica. La pianura pistoiese risulta un paesaggio fortemente antropizzato; il reticolo idraulico ha subito nel tempo una forte artificializzazione che implica costanti manutenzione e adattamento agli insediamenti e comporta aumento del rischio idraulico. La forte e progressiva urbanizzazione, la pressione insediativa e l'attività vivaistica diffusa, determinano l'aumento della impermeabilizzazione del suolo, una attenuazione delle funzioni idrogeologiche, ostacolando la ricarica delle falde acquifere e l'assorbimento delle acque meteoriche, nonché l'inquinamento delle falde.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - limitare il consumo di suolo per ridurre l'esposizione al rischio idraulico e salvaguardare i caratteri qualitativi e quantitativi delle risorse idriche;
- IN.2 - legare la eventuale nuova impermeabilizzazione dei terreni alle adeguate misure compensative, che assicurino l'invarianza idraulica rispetto al deflusso delle acque di scorrimento superficiale;
- IN.3 - promuovere il recupero della permeabilità del suolo ed il miglioramento della qualità ambientale all'interno del territorio urbanizzato, mediante la creazione di spazi per la connessione delle aree verdi;
2. I sistemi morfogenetici della "Collina"
- a) Descrizione. Sono i terreni costituenti la base al fronte montano caratterizzati da versanti prevalentemente dolci a ovest e ripidi nella parte nord e nord est del territorio. Una ristretta plaga di Collina a versanti dolci sulle Unità Liguri forma la primissima fascia collinare attorno a Pistoia. La copertura vegetale, varia e continua, prevalentemente caratterizzata dalla coltura tradizionale dell'oliveto, svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della stabilità dei versanti che hanno permesso lo sviluppo di paesaggi naturali e agrari e degli insediamenti. Il crescente fenomeno di abbandono dei coltivi e delle sistemazioni idraulico-agrarie costituisce elemento di criticità per la stabilità dei versanti, con aumento dei fenomeni franosi sulle coltri mobili create dalle sistemazioni idraulico-agrarie, anche se coperte dalla prima generazione di bosco.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - evitare interventi di trasformazione e di recupero che comportino alterazioni del reticolo di deflusso delle acque superficiali e della stabilità dei versanti, al fine della prevenzione del rischio idrogeomorfologico;
- IN.2 - favorire interventi di recupero delle opere di sistemazione idraulico-agraria, con particolare riferimento alle aree caratterizzate da abbandono rurale;
- IN.3 - limitare l'impermeabilizzazione del suolo e, comunque, gli interventi che riducano l'infiltrazione dell'acqua e comportino la riduzione prolungata della copertura vegetale;
- IN.4 - evitare interventi sulla viabilità minore che destabilizzino i versanti.
3. I sistemi morfogenetici della "Montagna" e della "Dorsale"
- a) Descrizione. Sono le aree che costituiscono la corona della parte collinare. La fascia della Montagna silicoclastica è interrotta a ovest dal "colle" di San Marcello Pistoiese, che rientra nel sistema della Montagna su Unità da argillitiche a calcareo-marnose (MOL) e si attesta sul confine occidentale del comune, ricadendo per intero nel comune contiguo di San Marcello-Piteglio. La Montagna silicoclastica è dunque un sistema non calcareo, caratterizzato da depositi detritici di tipo periglaciale sui pendii e corpi di frana, particolarmente concentrati nell'area di S. Marcello Pistoiese. Per la natura dei suoli e per l'elevata pendenza che la caratterizza, questa parte di territorio si distingue per un limitato sviluppo degli insediamenti e la scarsa fertilità dei suoli, aspetto che in passato orientò alla coltivazione del castagneto da frutto, che ha costituito per decenni la principale fonte alimentare per la popolazione montana. L'abbandono progressivo di questa coltura, dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, ha determinato la trasformazione dei versanti montani con fenomeni quali, ad esempio, la massiccia infestazione della robinia e, unito all'azione erosiva dei corsi d'acqua, ha dato luogo a eventi di instabilità e franosità. Le attività turistiche nella Montagna comportano interventi sui versanti che rischiano di aumentare instabilità, erosione del suolo e deflussi.
- b) Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - salvaguardare i caratteri qualitativi e quantitativi delle risorse idriche anche limitando l'impermeabilizzazione del suolo e l'espansione degli insediamenti;
- IN.2 - conservare i caratteri geomorfologici del sistema che sostiene paesaggi di elevata naturalità e valore paesaggistico, sia epigei che ipogei;
- IN.3 - garantire e migliorare l'infiltrazione delle acque di scorrimento superficiale nelle zone di ricarica delle sorgenti e della falda;
- IN.4 - favorire la realizzazione ed il mantenimento delle sistemazioni di versante atte a limitare la velocità di scorrimento delle acque di precipitazione meteorica.
- IN.5 - evitare interventi di trasformazione che comportino aumento del deflusso superficiale e alterazione della stabilità dei versanti;
- IN.6 -evitare interventi sulla viabilità minore che destabilizzino i versanti.