Art. 9.2.4 Nuclei e aggregati rurali
1. In riferimento all'art. 10 della Disciplina di Piano del PIT-PPR, nonché alle disposizioni discendenti dalla LR 65/2014, dal D.P.G.R n. 32/R/2017 e dalle Linee guida di cui alla Delibera n. 682/2017, all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato, il PS riconosce quali elementi caratterizzanti il sistema insediativo diffuso i nuclei e gli aggregati rurali.
2. I nuclei e gli aggregati rurali rappresentano luoghi di rilevante valore identitario e, pur non ospitando funzioni agricole, sono fortemente relazionati con il contesto rurale. Sono essenziali i rapporti instaurati con la montagna, la collina, i fondovalle, la viabilità storica di collegamento e la presenza di questa rete di insediamenti costituisce una delle peculiarità più significative del territorio pistoiese, anche per il contributo storicamente apportato nella costruzione del paesaggio.
3. Nuclei e aggregati si fondano per lo più su insediamenti di matrice storica o storicizzata, variamente configurati anche in rapporto alla differente collocazione geografica e al ruolo originario. Pertanto nell'ambito della loro perimetrazione è riconosciuto il tessuto storico fondativo quale centralità dell'insediamento, congiuntamente al patrimonio edilizio storico di cui al precedente art. 9.2.2. Alcuni nuclei hanno poi subito processi di espansione edilizia recente e contemporanea, che hanno portato alla formazione di tessuti con carattere suburbano giustapposti alle parti di antica formazione.
4. Il riconoscimento effettuato dal PS è fondato su una scala di livelli che opera la gradazione dei numerosi insediamenti che costellano il territorio rurale, così definita e articolata:
- a) livello 2 - nuclei
presidio "protourbano": si riconoscono varie giaciture insediative impostate sulla morfologia dei siti: di pianura, di fondovalle, pedecollinare, di versante, di crinale o sommitale. La ragione fondativa, rispetto agli aggregati ed alle case sparse, va rintracciata nella originaria capacità di immagazzinare le risorse ed attivare una economia di comunità, seppur modesta. Il tipo insediativo "protourbano" asseconda la morfologia dei luoghi, la trama connettiva è data dalla viabilità e dagli spazi aperti, siano essi pubblici o privati. E' difatti quasi una costante vedere attribuita al sistema delle pertinenze, prive di recinzioni, anche la funzione di spazio collettivo a servizio della comunità. E' rintracciabile il rapporto di mutua necessità, che tiene assieme e consolida il patrimonio del costruito. Fatta eccezione per edifici minori ed accessori, di matrice rurale (fienili, magazzini, ricoveri ecc..), il patrimonio edilizio storico è costituito da varianti, talvolta molto articolate, di tipi di base a matrice urbana: schiere, pseudolinee, linee o palazzine. Si ha la presenza quindi di un vero tessuto edilizio, mutuato dai processi di formazione urbana, alla cui origine fanno capo percorsi matrice (spesso gemmati in montagna e collina) e, nei nuclei più grandi, si possono distinguere anche percorsi d'impianto e di collegamento. Lo stretto intorno areale, ricompreso all'interno del perimetro del nucleo, partecipa alla definizione ed alla lettura del nucleo, quale attinenza inedificata che rilega le masse costruite qualificando il tipo insediativo ed il peculiare principio fondativo. Sono caratterizzati da un forte spirito di comunità, hanno sempre un toponimo generalmente riconosciuto e un numero di abitanti da 20/30 fino a centinaia. - b) livello 1 - aggregati
presidio a minima struttura: mutuato dalle case sparse, giustapposizione di più corpi edilizi, talvolta uno dei quali specialistico (mulino, frantoio o ferriera), organizzati attorno a uno spazio aperto o su un percorso. Spesso in luoghi di interesse: crocevia, guado, ponte, al termine di un percorso, su collegamenti tra i nuclei o in prossimità ad essi. Hanno sempre un toponimo e un numero di abitanti fino a 20/30; - c) livello 0 - case sparse/isolate
presidio puntuale: in alta collina o montagna riferito alla coltivazione del bosco e/o di modesti coltivi, in media e bassa collina alle coltivazioni collinari (aree strappate ai boschi, uliveti, vigneti), in pianura segue logiche di appoderamenti sette/ottocenteschi (l'alberata) e la pratica della mezzadria;
5. Il PS riconosce complessivamente n. 55 nuclei rurali e n. 67 aggregati rurali, cosi suddivisi:
- a) i nuclei rurali
- - con giacitura di pianura: Badia a Pacciana, Piuvica, Castel dei Fedi, Canapale, Castel del Vescovo, Ramini, Chiesina Montalese;
- - con giacitura di fondovalle: Bussotto La Torre, Castagno di Pieve a Celle, Mattia, Santomoro, Spedaletto,Torbecchia;
- - con giacitura pedecollinare: Piestro, Ponzano;
- - con giacitura di versante: Borghetto, Campiglio, Camporipano, Castagno, Celle, Fiano, Fontana, Germinaia, Orsigna, Pupigliana, Saturnana, Statigliana, Stazzana, Villa di Cireglio, Villa di Sopra;
- - con giacitura di crinale: Cignano, Castello di Piazza,, Piazza, Le Pozze, Arcigliano, Capannacce, Sarripoli, Villa di Baggio, Iano, Casa del Gabba, Corbezzi, Villa di Piteccio, La Cugna, Le Grazie, Pitornecca, Castello di Cireglio, Cassarese, Casa Marconi, Passo della Collina Vecchia;
- - con giacitura sommitale: Baggio, Castel dei Gai, Fabbiana, Lizzanello, Lupicciano, Monte;
- b) gli aggregati rurali: Castello, Castellare, Le Case vecchie, Casone dei Giacomelli, Alle Case Vecchie, Al Castello, Campalti, Santa Maria a Chiazzano. Maggiatica, Fornacette, Il Borghetto, Bargi, San Pantaleo, Alla Palazzina, San Piero in Vincio, San Piero in Vincio (via Pieve a Celle), La Mora, San Piero in Vincio via P. Celle, Le Fabbriche, La Valle, Laschetta, La Fabbrica, Buresi, Rotone, Corsini Neri, Gragnanella, Corsini Bianchi, Gagliorana, Forra al Pitta, Mengarone, Barontino, Pian di Stazzana, Castellare II, Villa di Sotto, Pianella, Cucciano, Prombialla, Campopiano, Salvanaccio, Cerchiaio, Aia Vecchia, Vezzosi, Casciano, Carraia, Colle e Doccia, Campiglio di Sammommè, Valdi, Case Geri, Piano di Giuliano I, Piano di Giuliano II, Volte, La Casa, Bionzana, Pianaccio, Le Forri, Casino, Lavacchini, Vivaio, Botro, Casa Fagnoni, Casa Sandrella, Il Casone, Casa Corrieri, Lago, Casa al Moretto, Casa Aldria.
6. Sono obiettivi del PS per i nuclei rurali:
- OB.1 - rendere riconoscibile il complesso insediativo dei nuclei, da valorizzare assieme al sistema delle connessioni (viabilità storica, viabilità di valore paesaggistico, linea ferroviaria Porrettana), in accordo alle strategie sulla mobilità definite al successivo art. 28.1;
- OB.2 - promuovere il turismo sostenibile, sviluppando le relazioni tra i nuclei in modo da valorizzare la rete policentrica e la formazione di sinergie;
- OB.3 - dotare ciascun nucleo di una porta di accesso riconoscibile e che costituisca punto di riferimento anche per visitatori e turisti;
- OB.4 - mantenere e rafforzare la residenzialità, approntando condizioni e dotazioni di servizi adeguate all'abitare e a svolgere attività economiche compatibili con una localizzazione decentrata;
- OB.5 - tutelare il patrimonio storico di ciascun nucleo, conservare la morfologia insediativa originaria, conservare la configurazione degli elementi costitutivi qualificanti gli spazi pubblici di valenza identitaria, valorizzare e riqualificare i rapporti del patrimonio costruito con l'intorno territoriale e rurale;
- OB.6 - consolidare il ruolo di riferimento e di aggregazione, potenziando le dotazioni pubbliche e di interesse collettivo, a servizio anche degli insediamenti più diffusi (case sparse e aggregati rurali);
7.Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - per ciascun nucleo in relazione alla propria specificità e consistenza:
- - classificare e disciplinare i tessuti interni al nucleo (storici e non) e il patrimonio edilizio, individuando gli edifici di valore tipologico/architettonico e/o storico testimoniale;
- - stabilire le regole per la trasformazione e l'ampliamento dei nuclei rurali;
- - individuare la porta di accesso dotandola ove possibile di un adeguato parcheggio - da inserirsi nel rispetto degli elementi di tutela paesaggistica - e di servizi e attrezzature alla persona e per i visitatori;
- - prevedere l'introduzione di nuove attrezzature e il rafforzamento di quelle esistenti, privilegiando il riuso degli edifici;
- - individuare eventuali aree degradate e edifici avulsi al contesto;
- - classificare e disciplinare gli spazi inedificati, tutelando i valori ambientali e le funzioni ecologiche, gli assetti paesaggistici e percettivi e le sistemazioni agrarie tradizionali e di valore storico;
- - graduare la classificazione e la disciplina degli spazi di cui al punto precedente, identificando: le parti prettamente organiche al tessuto edilizio; gli spazi a più diretto contatto con le pertinenze edilizie e da qualificarsi come verde privato; le aree libere da salvaguardare (in funzione della propria della matrice agricola ed ecologica e/o per la suscettibilità a concorrere sotto il profilo strategico ad innalzare la qualità degli insediamenti, potendo per parte accogliere spazi fruibili, servizi ed attrezzature); le aree libere di maggior tutela per la rilevanza ambientale, paesaggistica e percettiva (rilevanti per la comprensione del nucleo come entità definita e aventi funzione di filtro con il resto del territorio rurale e con le eventuali contermini pertinenze paesaggistiche, che hanno invece rango territoriale);
- - valorizzare e tutelare la trama connettiva interna al nucleo, conservando le originarie pavimentazioni dei percorsi, delle piazze, delle scale e delle gradonate;
- - migliorare l'integrazione tra i tessuti di matrice storica e le aggiunte recenti adeguando e incrementando le connessioni di percorsi e spazi collettivi;
- - integrare le dotazioni di spazi di sosta a servizio dei residenti attraverso la previsione di un sistema di attrezzature che non comporti necessità di significativi rimodellamenti del suolo e di realizzazione di nuovi tratti stradali;
- IN.2 - disciplinare, compatibilmente con gli obiettivi ed indirizzi di tutela sopra richiamati, la realizzazione di manufatti aziendali, abitazioni rurali ed annessi agricoli;
- IN.3 - disciplinare, compatibilmente con gli obiettivi ed indirizzi di tutela sopra richiamati, la realizzazione di recinzioni, opere e manufatti pertinenziali e non, di qualsiasi natura, ivi compresi quelli privi di rilevanza edilizia e quelli per l'agricoltura amatoriale;
- IN.4 - definire gli usi compatibili, incentivando il turismo, gli esercizi di vicinato ed i servizi alla persona, anche in riferimento alla possibilità di derogare alle dotazioni di parcheggi di relazione data dall'art.9 co. 2 e dall'art. 10 co. 4, del DPGR n. 23/R/2020;
- IN.5 - definire i criteri di compatibilità urbanistica e paesaggistica per l'installazione di impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili.
8.Sono obiettivi del PS per gli aggregati rurali:
- OB.1 - salvaguardare principio morfotipologico di aggregazione e le sue varianti, il punto di interesse su cui si insediano, i rapporti tra le masse costruite e gli spazi aperti, i rapporti con la campagna e con i percorsi storici a cui afferiscono;
- OB.2 - tutelare i caratteri tipologici e architettonici, conservando in particolare gli elementi di pregio architettonico e storico-documentale;
- OB.3 - mantenere e promuovere il presidio residenziale e la presenza di funzioni compatibili e complementari a quella residenziale;
9.Il PO e gli altri strumenti della pianificazione urbanistica assumono i seguenti indirizzi:
- IN.1 - classificare e disciplinare il patrimonio edilizio ricompreso nell'aggregato, individuare gli edifici di valore tipologico/architettonico e/o storico testimoniale e stabilire le destinazioni d'uso compatibili, incentivando il turismo, gli esercizi di vicinato ed i servizi alla persona, anche in riferimento alla possibilità di derogare alle dotazioni di parcheggi di relazione data dall'art.9 co. 2 e dall'art. 10 co. 4, del DPGR n. 23/R/2020;
- IN.2 - tutelare con la disciplina gli impianti planivolumetrici e gli elementi fondanti dei tipi: coperture, assetto delle bucature, finiture e conservare le relazioni storicamente consolidate tra edificato e spazi scoperti, tutelando in particolare gli spazi aperti di uso collettivo, da mantenere inedificati e fruibili, oltreché conservare le originarie pavimentazioni e sistemazioni dei suoli;
- IN.3 - disciplinare, compatibilmente con gli obiettivi ed indirizzi di tutela sopra richiamati, la realizzazione di manufatti aziendali, abitazioni rurali ed annessi agricoli;
- IN.4 - disciplinare, compatibilmente con gli obiettivi ed indirizzi di tutela sopra richiamati, la realizzazione di recinzioni, opere e manufatti pertinenziali e non, di qualsiasi natura, ivi compresi quelli privi di rilevanza edilizia e quelli per l'agricoltura amatoriale;
- c) IN.5 - definire i criteri di compatibilità urbanistica e paesaggistica per l'installazione di impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili.