Art. 58 Definizione, classificazione e finalità degli interventi ammissibili
1. Le UTOE, anche in relazione all'Art.25 del PSi-CM, sono articolate in componenti definite "tessuti urbani", ovvero parti di città distinguibili dal resto in base a caratteri di omogeneità per destinazione prevalente, tipologie edilizie e loro aggregazioni, individuati a seguito della elaborazione condotta dal PSi-CM tenendo conto di quanto stabilito dalla invariante III del PIT-PPR "I sistemi insediativi e i tessuti della città contemporanea".
2. Il POiC-MM, in coerenza con l'Allegato 2 del PIT-PPR "Linee guida per la riqualificazione paesaggistica dei tessuti urbanizzati", classifica i tessuti insediativi con la seguente articolazione:
- a) Tessuto della città storica, che rappresenta la parte di maggiore pregio del sistema insediativo per la permanenza dei valori identitari e insediativi, per la qualità dell'impianto tipologico e delle caratteristiche formali ed architettoniche del patrimonio edilizio esistente, per il loro ruolo nella riconoscibilità e nell'identità paesaggistica del territorio; in tale tessuto, gli interventi ammissibili devono essere rivolti a preservare il patrimonio edilizio e urbanistico nonché a mantenere la popolazione residente e le attività culturali e tradizionali, migliorando le condizioni abitative e la dotazione di servizi pubblici e privati;
- b) Tessuti della città contemporanea, ovvero quelli di impianto recente e successivo alla seconda metà del novecento, che il POiC-MM classifica in ragione dell'organizzazione morfologica degli isolati, del rapporto tra l'edificato e gli spazi pubblici e la viabilità, della tipologia edilizia e della presenza di funzioni diverse oltre quella residenziale; in tali tessuti, gli interventi ammissibili devono avere l'obiettivo di qualificare l'immagine urbana, di incentivare la trasformazione del patrimonio edilizio verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici, di recuperare le zone soggette a degrado e di migliorare l'accessibilità, favorirne la pedonalizzazione e la qualità degli spazi pubblici;
- c) Tessuti della città produttiva, che rappresentano le porzioni del territorio urbanizzato ove sono localizzate le attività economiche di tipo industriale-artigianale, commerciale o turistico-ricettivo di dimensioni tali da configurarsi luoghi a destinazione funzionale specialistica; nelle UTOE individuate dal POiC-MM, per la destinazione urbanistica prevalente delle aree urbanizzate in esse contenute, nel presente piano non vengono individuati tessuti della città produttiva, equivalenti alle zone territoriali omogenee "D" del D.M.n.1444/1968.
Art. 59 Il tessuto della città storica (TCS)
1. Il tessuto della città storica (TCS), che equivale alla zona territoriale omogenea "A" di cui al D.M.n.1444/1968, è la parte del territorio urbanizzato di antica formazione ed esprime qualità storico-testimoniali, architettoniche e ambientali sia per le caratteristiche proprie dell'edificato, sia per la morfologia dell'impianto insediativo, nei suoi rapporti con la trama viaria, con lo spazio pubblico e nelle relazioni funzionali e percettive con il territorio rurale.
2. Il POiC-MM, anche in relazione all'Art.26 del PSi-CM, disciplina il tessuto della città storica nelle norme di dettaglio inserite in allegato alle presenti norme, operando una schedatura degli edifici che compongono tale tessuto nell'Allegato 1-A per il Comune di Monterotondo M.Mo e nell'Allegato 1-B per il Comune di Montieri, in cui possono essere previste ulteriori disposizioni normative.
3. Al fine di dettagliare gli interventi ammissibili nelle resedi o nelle pertinenze dei fabbricati privati, all'interno del TCS il POiC-MM individua e disciplina le "Aree Private Scoperte - APS" all'Art.19 c.4 della normativa di all' allegato alle presenti norme al presente titolo.
4. Nel rispetto del contesto paesaggistico di riferimento e delle normative sovraordinate, in specifico della L.R.n.39/2005, con le eventuali limitazioni di cui all'Art.16 dell' allegato alle presenti norme al presente Titolo, nel tessuto della città storica ed esclusivamente per autoconsumo o scambio sul posto è ammissibile l'installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili.
Art. 60 I tessuti della città contemporanea e la relativa disciplina
1. I tessuti della città contemporanea, che equivalgono alle zone territoriali omogenee "B" -oppure zone "C" già edificate- di cui al D.M.n.1444/1968, sono le parti del territorio urbanizzato di formazione recente nelle quali sono riconoscibili assetti insediativi consolidati, spesso caratterizzate da carenza di un disegno urbano compiuto, da eterogeneità tipologica e funzionale e dall'insufficiente relazione con il contesto.
2. Il POiC-MM, in coerenza con il PIT-PPR, in specifico con l'Allegato 2 "Linee guida per la riqualificazione paesaggistica dei tessuti urbanizzati" e con l'Abaco delle invarianti strutturali, definisce per ciascuna UTOE un diverso tessuto della città contemporanea, ovvero:
- 1) Comune di Monterotondo M.Mo
- UTOE di Monterotondo M.Mo: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- UTOE di Frassine: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- 2) Comune di Montieri
- UTOE di Montieri: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- UTOE di Boccheggiano: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- UTOE di Gerfalco: TR1 - Tessuto ad isolati chiusi
- UTOE di Travale: TR1 - Tessuto ad isolati chiusi
3. Il POiC-MM, anche in relazione all'Art.27 c.3 delle Norme del PSi-CM, disciplina ciascun tessuto della città contemporanea al comma 5 e seguenti del presente articolo, prevedendo interventi per il raggiungimento degli obiettivi di qualità individuati nell'"Abaco dei morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee" allegato al PIT-PPR.
4. Nel rispetto del contesto paesaggistico di riferimento e delle normative sovraordinate, in specifico della L.R.n.39/2005, nei tessuti della città contemporanea ed esclusivamente per autoconsumo o scambio sul posto è ammissibile l'installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili.
5. In coerenza con i tessuti urbani della città contemporanea individuati dal PSi-CM ed a seguito di una analisi più puntuale dall'Abaco dei morfotipi del PIT-PPR, viene stabilita la normativa del POiC-MM relativa ai tali tessuti, i cui ambiti di applicazione sono perimetrati nelle Tavv.U03-A/B_int-2.
6. Nel Comune di Monterotondo M.mo, sia per l'UTOE di Monterotondo M.mo, sia per quella di Frassine, è stato individuato il tessuto "TR7 - Tessuto sfrangiato di margine", di cui viene riportato l'estratto dall'Abaco dei morfotipi del PIT-PPR e che ha la funzione di indirizzo della disciplina di seguito elaborata.
TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
descrizione
Tessuti insediativi a bassa densità con cui gli insediamenti si innescano disordinatamente nel territorio rurale, caratterizzati da una crescita incrementale per singoli lotti, prevalentemente localizzati e dipendenti da un asse viario preesistente sul quale sono strutturati percorsi a pettine di accesso dedicati, sovente inseriti nella trama agraria preesistente. La caratteristica saliente è la frammentarietà ed incompletezza di tali espansioni, tanto da non essere percepite come tessuti, ma come sfrangiamenti della città nel territorio aperto.
Rapporto con la strada e grado di complessità funzionale:
rapporto con la strada spesso non definito, talvolta diretto talvolta mediato dagli spazi di pertinenza prevalentemente privati e recintati. Destinazione prevalentemente residenziale e quasi ovunque impianto non completo e casuale ed assenza di spazi pubblici e servizi.
Tipo edilizio prevalente:
difici mono e bifamiliari ed edifici pluripiano di modeste altezze isolati su lotto. Raramente edifici a blocco o stecche.
Collocazione e margini:
tale tessuto è collocato ai margini delle espansioni urbane più compatte dei centri maggiori o delle espansioni insediative dei centri minori. Assenza di margine urbano.
valori/opportUnità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto
Affacci e visuali diretti sul territorio aperto.
spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate
Presenza di spazi aperti non costruiti interclusi ai lotti edificati, che rappresentano una potenziale risorsa nella riorganizzazione paesaggistica del margine e nella organizzazione di cunei verdi. Persistenza di caratteri rurali/naturali sui margini e in alcune aree intercluse nel tessuto.
spazio pubblico e servizi
Viabilità principale leggibile, connessa spesso a spazi aperti non costruiti interclusi ai lotti edificati, che rappresentano una potenziale risorsa per la strutturazione di un progetto di "spazio pubblico" integrato con gli altri tessuti della città e con lo spazio aperto periurbano.
qualità urbana e dell'architettura
Possibilità di completare e rendere continue le maglie frammentate del costruito per dare unitarietà al tessuto verso la città e verso il territorio aperto.
criticità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto Assenza di margine urbano e tendenza alla dispersione insediativa nel tessuto rurale, con alto consumo di suolo agricolo. Assente o debole definizione di relazioni con i tessuti urbani limitrofi. Bassa o assente qualità dei retri urbani e dei fronti di servizio sugli spazi aperti. spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate Scarsa qualità o manutenzione degli spazi aperti interclusi e rischio di saturazione edilizia. spazio pubblico e servizi Assenza di spazi pubblici, tessuto connettivo ciclo-pedonale e servizi. qualità urbana e dell'architettura Incompletezza, frammentarietà e bassa qualità del tessuto urbano. Mancanza di un progetto ordinatore chiaro in termini di "forma urbana". Omologazione delle architetture con l'impiego di tipologie edilizie, elementi costruttivi e materiali standardizzati e decontestualizzati.
obiettivi specifici
Attivare progetti di paesaggio con interventi sul margine urbano, sugli spazi pubblici, sulle relazioni con la città da un lato ed il territorio aperto dall'altro, finalizzando gli interventi alla trasformazione di un tessuto amorfo di case in un quartiere a bassa densità in stretta relazione con il territorio aperto adiacente. Bloccare i processi di dispersione insediativa. Riprogettare il "bordo costruito" con azioni di qualificazione paesaggistica e insediativa, anche tramite l'istituzione di una "cintura verde" periurbana che qualifichi in senso multifunzionale (orti, frutteti, giardini, percorsi fruitivi, parchi agricoli) il passaggio dalla città alla campagna. Migliorare i fronti urbani verso lo spazio agricolo, completando e rendendo continue alcune maglie frammentate per dare unitarietà all'edificato. Progettare il complesso degli spazi aperti interni alla frangia periurbana, come strategia per il miglioramento dello spazio aperto urbano periferico, creando spazi in continuità e connessioni in chiave paesaggistica e ambientale con gli spazi verdi della "cintura" e dell'aperta campagna e con la città compatta. Riprogettare e valorizzare le aree intercluse o libere come spazi pubblici integrati, flessibili e multiuso, destinandoli ad attività agricolo/ricreative, orti urbani, parchi, giardini, ecc. connettendoli con percorsi di mobilità dolce alla "cintura verde" periurbana. Dotare lo spazio periferico di servizi alla scala di quartiere.
7. Nel Comune di Montieri, per l'UTOE di Montieri e per quella di Boccheggiano, è stato individuato il tessuto "TR7 - Tessuto sfrangiato di margine" (vedi estratto al precedente punto a), mentre per quelle di Gerfalco e Travale è stato individuato il tessuto "TR1 - Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi" di cui viene riportato l'estratto dall'Abaco dei morfotipi del PIT-PPR e che ha anch'esso la funzione di indirizzo della disciplina di seguito elaborata.
TR1 - Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi
descrizione
Tessuti a medio/alta densità, spesso di matrice storica otto-novecentesca, organizzati prevalentemente in isolati, chiusi o semichiusi, ordinati secondo un reticolo geometrico con chiara gerarchizzazione dei tracciati viari e ritmo piuttosto costante di assi di attraversamento e percorsi di distribuzione interna. Gli isolati sono edificati lungo il perimetro con cortina edilizia prevalentemente continua ed edifici allineati al fronte stradale ed impianto prevalente a corte.
Rapporto con la strada e grado di complessità funzionale:
forte rapporto diretto con la strada e presenza di "mixitè" funzionale adeguata, con collocazione di servizi ai piani terra degli edifici. Presenza di edifici con funzioni specialistiche.
Tipo edilizio prevalente:
omogeneo, con prevalenza di edifici pluripiano in linea di differenti altezze.
Collocazione e margini:
tali tessuti sono posizionati in continuità alla città storica dei centri urbani principali, mentre è raro riscontrarli nei centri di minori dimensioni con espansioni residenziali a partire dagli anni '50/'60. Il margine è ben definito ed è in contatto da un lato con la città storica, dall'altro con le aree di espansione successive. Non vi è alcun rapporto con il territorio aperto.
valori/opportunità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto Continuità dell'impianto urbano di matrice storica otto/novecentesca, organizzato in isolati chiusi e semichiusi. spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate Presenza di corti interne agli edifici, chiuse o semichiuse, adibite a corti private o a spazi ad uso collettivo, talvolta sistemate a verde talvolta pavimentate. spazio pubblico e servizi Adeguata presenza di funzioni e servizi alla scala di quartiere, collocate prevalentemente ai piani terra degli edifici, integrate nel contesto urbano. qualità urbana e dell'architettura Tessuto riconoscibile strutturato in isolati chiusi e semichiusi, con cortina edilizia continua allineata al fronte stradale.
criticità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto Mancanza di continuità visiva e percettiva del centro storico. Bassa o assente permeabilità ambientale, salvo i casi di affaccio su fiume. spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate Deficit di insolazione e ventilazione delle corti interne, soprattutto nel caso di costruzioni perimetrali chiuse. Tendenza alla saturazione/congestione delle corti interne con interventi di nuova edificazione. spazio pubblico e servizi Dotazione di spazi pubblici non sempre adeguata, considerando anche la destinazione a spazi privati delle corti interne degli edifici. Carenza di tessuto connettivo ciclo/pedonale. Prevalentemente assenza di una "rete di spazi pubblici". qualità urbana e dell'architettura Scarsa manutenzione del patrimonio edilizio. Omologazione delle architetture con l'impiego di tipologie edilizie, elementi costruttivi e materiali standardizzati e decontestualizzati. Negli interventi di trasformazione urbana inserimento di edifici o elementi di recente costruzione disomogenei o addirittura contrastanti, per dimensioni e collocazione all'interno del tessuto ad isolati regolari, compromettenti l'omogeneità percettiva d'insieme (centri commerciali, edifici direzionali, ecc.).
obiettivi specifici
Tutelare la struttura ad isolati, chiusi o semichiusi, incrementando nel contempo la dotazione e la qualità dei servizi, della rete di spazi pubblici e del verde urbano. Evitare la saturazione delle corti interne con interventi di nuova edificazione. Evitare l'inserimento di architetture contemporanee fuori scala e monofunzionali. Mantenere e creare dei varchi nella cortina edilizia per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, ecc.). Progettare la "rete degli spazi pubblici", in connessione ai servizi a scala di quartiere localizzati ai piani terra degli edifici, prevedendo la trasformazione delle aree aperte presenti (marciapiedi, slarghi, parcheggi, ecc.) in occasioni per incrementare la dotazione e la qualità della rete dello spazio pubblico e del tessuto connettivo ciclo-pedonale.
8. Gli interventi ammissibili nel tessuto urbano TR-1 devono rispettare o conformarsi agli obiettivi specifici che il PIT-PPR elenca nella scheda descrittiva inserita nel presente paragrafo. Le destinazioni d'uso consentite sono le seguenti:
- - residenziale;
- - artigianale, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - commerciale al dettaglio, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - turistico-ricettiva;
- - direzionale e di servizio.
Gli interventi edilizi ammessi sono i seguenti:
- a) manutenzione ordinaria;
- b) manutenzione straordinaria;
- c) restauro e risanamento conservativo;
- d) ristrutturazione edilizia conservativa, ivi incluso recupero dei sottotetti a fini abitativi di cui alla L.R.n.5/2010;
- e) ristrutturazione edilizia ricostruttiva, limitata alla demolizione con fedele ricostruzione ed esclusivamente nel caso in cui l'intervento sia finalizzato ad un miglioramento delle condizioni di rischio geomorfologico, idraulico o sismico del fabbricato esistente;
- f) realizzazione, in aree private, di adeguamenti igienico-sanitari o volumi tecnici, unicamente per fabbricati non sottoposti a vincolo storico-artistico di cui all'Art.10 del D.Lgs.n.42/2004 e non computati ai fini della superficie edificabile, da realizzarsi con superfici strettamente necessarie al loro utilizzo ed in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente;
- g) addizioni volumetriche a edifici pubblici o di interesse pubblico, da realizzarsi in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione strettamente necessarie alla loro necessità (esclusivamente pubbliche o di interesse pubblico) e tali da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente.
- h) senza costituire superficie edificabile, realizzazione di parcheggi, sia interrati che fuori-terra, da destinare a pertinenza di singole Unità immobiliari che ne siano sprovviste, di tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti del fabbricato principale; tali fabbricati devono essere costituiti, per ogni singola Unità immobiliare e ad essa legate da vincolo pertinenziale ed esclusivo, da un solo piano avente superficie calpestabile massima di 20,00 mq con altezza massima di m.2,40, con eventuali aperture finestrate aventi altezza di imposta di almeno m.1,60 da terra.
In riferimento agli interventi edilizi ammessi dal presente comma, i parametri di cui all'Art.7 c.2 delle Norme di piano e gli allineamenti stradali sono desunti dalla legittima consistenza dello stato attuale dei fabbricati esistenti.
Gli interventi edilizi previsti alle precedenti lett.e), f), g) ed h) sono ammessi a condizione che siano rispettati i seguenti indici e parametri:
- - distanza minima dai confini "DC" pari a 5,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore mediante stipula di apposito atto pubblico che regoli in tal senso i rapporti tra confinanti;
- - distanza minima tra edifici fronteggianti con pareti finestrate "DE" pari a 10,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore sino a m.3,00, o l'edificazione in aderenza, unicamente tra pareti di edifici fronteggianti non finestrate;
- - distanza dal filo stradale "DS" pari 3,00 m;
- - indice di permeabilità "IP" ≥ 25%.
Inoltre tali interventi, per quanto possibile, devono essere realizzati al fine di mantenere o creare dei varchi nella cortina edilizia al fine di favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, ecc.).
9. Gli interventi ammissibili nel tessuto urbano TR-7 devono rispettare o conformarsi agli obiettivi specifici che il PIT-PPR elenca nella scheda descrittiva inserita nel presente paragrafo. Le destinazioni d'uso consentite sono le seguenti:
- - residenziale;
- - artigianale, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - commerciale al dettaglio, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - turistico-ricettiva;
- - direzionale e di servizio.
Gli interventi edilizi ammessi sono i seguenti:
- a) manutenzione ordinaria;
- b) manutenzione straordinaria;
- c) restauro e risanamento conservativo;
- d) ristrutturazione edilizia conservativa, ivi incluso recupero dei sottotetti a fini abitativi di cui alla L.R.n.5/2010;
- e) ristrutturazione edilizia ricostruttiva;
- f) realizzazione, in aree private, di adeguamenti igienico-sanitari o volumi tecnici, unicamente per fabbricati non sottoposti a vincolo storico-artistico di cui all'Art.10 del D.Lgs.n.42/2004 e non computati ai fini della superficie edificabile, da realizzarsi con superfici strettamente necessarie al loro utilizzo ed in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente;
- g) realizzazione di addizioni volumetriche:
- 1) a edifici pubblici o di interesse pubblico, da realizzarsi in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione strettamente necessarie alla loro necessità (esclusivamente pubbliche o di interesse pubblico) e tali da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente;
- 2) a edifici diversi -o per necessità diverse- di quelli di cui al precedente punto 1), in misura massima del 20% della superficie edificabile legittima del fabbricato esistente, da realizzarsi in aderenza allo stesso fabbricato mediante addizione orizzontale o verticale, con tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti di tale fabbricato;
- h) interventi pertinenziali, potendo realizzare volumetrie aggiuntive al 20% della volumetria complessiva dell'edificio esclusivamente entro il limite del 20% della superficie edificabile legittima del fabbricato esistente;
- i) sostituzione edilizia, con aumento di volume entro il limite del 20% della superficie edificabile legittima del fabbricato esistente;
- k) senza costituire superficie edificabile, realizzazione di parcheggi, sia interrati che fuori-terra, da destinare a pertinenza di singole Unità immobiliari che ne siano sprovviste, di tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti del fabbricato principale; tali fabbricati devono essere costituiti, per ogni singola Unità immobiliare e ad essa legate da vincolo pertinenziale ed esclusivo, da un solo piano avente superficie calpestabile massima di 20,00 mq con altezza massima di m.2,40, con eventuali aperture finestrate aventi altezza di imposta di almeno m.1,60 da terra.
In riferimento agli interventi edilizi ammessi dal presente comma, i parametri di cui all'Art.7 c.2 delle Norme di piano e gli allineamenti stradali sono desunti dalla legittima consistenza dello stato attuale dei fabbricati esistenti.
Gli interventi edilizi previsti alle precedenti lett.e), f), g), h), i) e k) sono ammessi a condizione che siano rispettati i seguenti indici e parametri:
- - distanza minima dai confini "DC" pari a 5,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore mediante stipula di apposito atto pubblico che regoli in tal senso i rapporti tra confinanti;
- - distanza minima tra edifici fronteggianti con pareti finestrate "DE" pari a 10,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore sino a m.3,00, o l'edificazione in aderenza, unicamente tra pareti di edifici fronteggianti non finestrate;
- - distanza dal filo stradale "DS" pari 3,00 m;
- - indice di permeabilità "IP" ≥ 25%.
Inoltre l'attuazione di tali interventi deve essere integrata con azioni di qualificazione paesaggistica e insediativa mediante la realizzazione di orti, frutteti, giardini nelle aree residuali dell'intervento edilizio. Le nuove superfici edificabili consentite dagli interventi edilizi di cui alla precedente lett. g) punto 2), lett. h) e lett. i) non sono cumulabili e possono essere complessivamente realizzate solo entro il limite del 20% della superficie edificata legittima del fabbricato esistente, non ammettendosi ulteriori interventi di tale tipologia una volta superato tale limite, anche con singoli interventi.