Capo I Dimensionamento e standard urbanistici
Art. 53 Il territorio urbanizzato e le UTOE
1. Il POiC-MM recepisce ed articola ad una scala urbanistica di dettaglio il perimetro del territorio urbanizzato, così come individuato dal PSi-CM ai sensi dell'Art.4, commi 3 e 4, della L.R.n.65/2014 e che coincide con il perimetro delle seguenti UTOE:
- 1) Comune di Monterotondo M.Mo
- UTOE di Monterotondo M.Mo
- UTOE di Frassine
- 2) Comune di Montieri
- UTOE di Montieri
- UTOE di Boccheggiano
- UTOE di Gerfalco
- UTOE di Travale
Art. 54 Il dimensionamento quinquennale delle UTOE
1. Per le UTOE individuate dal precedente Art.53 ed in coerenza con le quantità complessive del dimensionamento delle singole UTOE effettuato dal PSi-CM, il POiC-MM prevede, nelle apposite schede redatte ai sensi della D.G.R.n.682 del 26.06.2017 inserite come Allegato 1 alle presenti norme, un dimensionamento delle stesse UTOE con validità quinquennale, prevedendo altresì, in tale paragrafo, eventuali norme di dettaglio da applicarsi nelle suddette UTOE.
Art. 55 Standard urbanistici
1. Il POiC-MM, all'interno di ogni singolo territorio urbanizzato individuato al precedente Art.53, verifica gli standard urbanistici previsti dal D.M.n.1444/1968, inseriti come Allegato alle presenti Norme e come individuato nelle Tavv.U03.2-A/B_int-2, costituiti da:
- - attrezzature di interesse pubblico "AP" (si veda il successivo Art.61);
- - parcheggi pubblici "PP" (si veda il successivo Art.65);
- - verde pubblico "V1", "V3" e "V4" (si vedano i successivi Art.69, 70 e 71).
Art. 56 Vincolo preordinato all'esproprio
1. Il POiC-MM assoggetta al vincolo preordinato all'esproprio le aree costituenti standard urbanistici di progetto e le aree destinate a nuove funzioni di interesse pubblico quali quelle destinate a nuova viabilità, aree PEEP o PIP, come perimetrate nelle U03-A/B_int-2 ed individuate nelle "ARDS" dell'Appendice 1 al Titolo II, negli ambiti di trasformazione "AT" e negli ambiti di rigenerazione urbana "ARU" dell'Appendice 2 al presente Titolo III.
Art. 57 Efficacia delle previsioni nel territorio urbanizzato
1. Il POiC-MM, ai sensi dell'Art.95 della L.R.n.65/2014, in merito all'efficacia delle previsioni nel territorio urbanizzato, dispone quanto segue:
- - le previsioni che si realizzano mediante piani attuativi, o progetti unitari convenzionati di iniziativa pubblica, comunque denominati, o mediante interventi di rigenerazione urbana, perdono efficacia nel caso in cui alla scadenza del quinquennio di efficacia del piano operativo o della modifica sostanziale che li contempla, i piani o i progetti non siano stati approvati; la perdita di efficacia si verifica qualora entro cinque anni non sia stata stipulata la relativa convenzione oppure i proponenti non abbiano formato un valido atto unilaterale d'obbligo a favore del comune che corrisponda nei contenuti allo schema di convenzione approvato con il piano o progetto;
- - gli interventi di nuova edificazione consentiti all'interno del perimetro del territorio urbanizzato, diversi da quelli di cui al precedente capoverso, perdono efficacia nel caso in cui alla scadenza del quinquennio di efficacia del piano operativo o della modifica sostanziale che li contempla non sia stato rilasciato il relativo titolo edilizio;
- - i vincoli preordinati all'esproprio perdono efficacia se entro il suddetto termine quinquennale non è stato approvato il progetto definitivo dell'opera pubblica; qualora sia previsto che l'opera possa essere realizzata anche su iniziativa privata, alla decadenza del vincolo non consegue la perdita di efficacia della relativa previsione.
Capo II Tessuti urbani
Art. 58 Definizione, classificazione e finalità degli interventi ammissibili
1. Le UTOE, anche in relazione all'Art.25 del PSi-CM, sono articolate in componenti definite "tessuti urbani", ovvero parti di città distinguibili dal resto in base a caratteri di omogeneità per destinazione prevalente, tipologie edilizie e loro aggregazioni, individuati a seguito della elaborazione condotta dal PSi-CM tenendo conto di quanto stabilito dalla invariante III del PIT-PPR "I sistemi insediativi e i tessuti della città contemporanea".
2. Il POiC-MM, in coerenza con l'Allegato 2 del PIT-PPR "Linee guida per la riqualificazione paesaggistica dei tessuti urbanizzati", classifica i tessuti insediativi con la seguente articolazione:
- a) Tessuto della città storica, che rappresenta la parte di maggiore pregio del sistema insediativo per la permanenza dei valori identitari e insediativi, per la qualità dell'impianto tipologico e delle caratteristiche formali ed architettoniche del patrimonio edilizio esistente, per il loro ruolo nella riconoscibilità e nell'identità paesaggistica del territorio; in tale tessuto, gli interventi ammissibili devono essere rivolti a preservare il patrimonio edilizio e urbanistico nonché a mantenere la popolazione residente e le attività culturali e tradizionali, migliorando le condizioni abitative e la dotazione di servizi pubblici e privati;
- b) Tessuti della città contemporanea, ovvero quelli di impianto recente e successivo alla seconda metà del novecento, che il POiC-MM classifica in ragione dell'organizzazione morfologica degli isolati, del rapporto tra l'edificato e gli spazi pubblici e la viabilità, della tipologia edilizia e della presenza di funzioni diverse oltre quella residenziale; in tali tessuti, gli interventi ammissibili devono avere l'obiettivo di qualificare l'immagine urbana, di incentivare la trasformazione del patrimonio edilizio verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici, di recuperare le zone soggette a degrado e di migliorare l'accessibilità, favorirne la pedonalizzazione e la qualità degli spazi pubblici;
- c) Tessuti della città produttiva, che rappresentano le porzioni del territorio urbanizzato ove sono localizzate le attività economiche di tipo industriale-artigianale, commerciale o turistico-ricettivo di dimensioni tali da configurarsi luoghi a destinazione funzionale specialistica; nelle UTOE individuate dal POiC-MM, per la destinazione urbanistica prevalente delle aree urbanizzate in esse contenute, nel presente piano non vengono individuati tessuti della città produttiva, equivalenti alle zone territoriali omogenee "D" del D.M.n.1444/1968.
Art. 59 Il tessuto della città storica (TCS)
1. Il tessuto della città storica (TCS), che equivale alla zona territoriale omogenea "A" di cui al D.M.n.1444/1968, è la parte del territorio urbanizzato di antica formazione ed esprime qualità storico-testimoniali, architettoniche e ambientali sia per le caratteristiche proprie dell'edificato, sia per la morfologia dell'impianto insediativo, nei suoi rapporti con la trama viaria, con lo spazio pubblico e nelle relazioni funzionali e percettive con il territorio rurale.
2. Il POiC-MM, anche in relazione all'Art.26 del PSi-CM, disciplina il tessuto della città storica nelle norme di dettaglio inserite in allegato alle presenti norme, operando una schedatura degli edifici che compongono tale tessuto nell'Allegato 1-A per il Comune di Monterotondo M.Mo e nell'Allegato 1-B per il Comune di Montieri, in cui possono essere previste ulteriori disposizioni normative.
3. Al fine di dettagliare gli interventi ammissibili nelle resedi o nelle pertinenze dei fabbricati privati, all'interno del TCS il POiC-MM individua e disciplina le "Aree Private Scoperte - APS" all'Art.19 c.4 della normativa di all' allegato alle presenti norme al presente titolo.
4. Nel rispetto del contesto paesaggistico di riferimento e delle normative sovraordinate, in specifico della L.R.n.39/2005, con le eventuali limitazioni di cui all'Art.16 dell' allegato alle presenti norme al presente Titolo, nel tessuto della città storica ed esclusivamente per autoconsumo o scambio sul posto è ammissibile l'installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili.
Art. 60 I tessuti della città contemporanea e la relativa disciplina
1. I tessuti della città contemporanea, che equivalgono alle zone territoriali omogenee "B" -oppure zone "C" già edificate- di cui al D.M.n.1444/1968, sono le parti del territorio urbanizzato di formazione recente nelle quali sono riconoscibili assetti insediativi consolidati, spesso caratterizzate da carenza di un disegno urbano compiuto, da eterogeneità tipologica e funzionale e dall'insufficiente relazione con il contesto.
2. Il POiC-MM, in coerenza con il PIT-PPR, in specifico con l'Allegato 2 "Linee guida per la riqualificazione paesaggistica dei tessuti urbanizzati" e con l'Abaco delle invarianti strutturali, definisce per ciascuna UTOE un diverso tessuto della città contemporanea, ovvero:
- 1) Comune di Monterotondo M.Mo
- UTOE di Monterotondo M.Mo: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- UTOE di Frassine: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- 2) Comune di Montieri
- UTOE di Montieri: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- UTOE di Boccheggiano: TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
- UTOE di Gerfalco: TR1 - Tessuto ad isolati chiusi
- UTOE di Travale: TR1 - Tessuto ad isolati chiusi
3. Il POiC-MM, anche in relazione all'Art.27 c.3 delle Norme del PSi-CM, disciplina ciascun tessuto della città contemporanea al comma 5 e seguenti del presente articolo, prevedendo interventi per il raggiungimento degli obiettivi di qualità individuati nell'"Abaco dei morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee" allegato al PIT-PPR.
4. Nel rispetto del contesto paesaggistico di riferimento e delle normative sovraordinate, in specifico della L.R.n.39/2005, nei tessuti della città contemporanea ed esclusivamente per autoconsumo o scambio sul posto è ammissibile l'installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili.
5. In coerenza con i tessuti urbani della città contemporanea individuati dal PSi-CM ed a seguito di una analisi più puntuale dall'Abaco dei morfotipi del PIT-PPR, viene stabilita la normativa del POiC-MM relativa ai tali tessuti, i cui ambiti di applicazione sono perimetrati nelle Tavv.U03-A/B_int-2.
6. Nel Comune di Monterotondo M.mo, sia per l'UTOE di Monterotondo M.mo, sia per quella di Frassine, è stato individuato il tessuto "TR7 - Tessuto sfrangiato di margine", di cui viene riportato l'estratto dall'Abaco dei morfotipi del PIT-PPR e che ha la funzione di indirizzo della disciplina di seguito elaborata.
TR7 - Tessuto sfrangiato di margine
descrizione
Tessuti insediativi a bassa densità con cui gli insediamenti si innescano disordinatamente nel territorio rurale, caratterizzati da una crescita incrementale per singoli lotti, prevalentemente localizzati e dipendenti da un asse viario preesistente sul quale sono strutturati percorsi a pettine di accesso dedicati, sovente inseriti nella trama agraria preesistente. La caratteristica saliente è la frammentarietà ed incompletezza di tali espansioni, tanto da non essere percepite come tessuti, ma come sfrangiamenti della città nel territorio aperto.
Rapporto con la strada e grado di complessità funzionale:
rapporto con la strada spesso non definito, talvolta diretto talvolta mediato dagli spazi di pertinenza prevalentemente privati e recintati. Destinazione prevalentemente residenziale e quasi ovunque impianto non completo e casuale ed assenza di spazi pubblici e servizi.
Tipo edilizio prevalente:
difici mono e bifamiliari ed edifici pluripiano di modeste altezze isolati su lotto. Raramente edifici a blocco o stecche.
Collocazione e margini:
tale tessuto è collocato ai margini delle espansioni urbane più compatte dei centri maggiori o delle espansioni insediative dei centri minori. Assenza di margine urbano.
valori/opportUnità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto
Affacci e visuali diretti sul territorio aperto.
spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate
Presenza di spazi aperti non costruiti interclusi ai lotti edificati, che rappresentano una potenziale risorsa nella riorganizzazione paesaggistica del margine e nella organizzazione di cunei verdi. Persistenza di caratteri rurali/naturali sui margini e in alcune aree intercluse nel tessuto.
spazio pubblico e servizi
Viabilità principale leggibile, connessa spesso a spazi aperti non costruiti interclusi ai lotti edificati, che rappresentano una potenziale risorsa per la strutturazione di un progetto di "spazio pubblico" integrato con gli altri tessuti della città e con lo spazio aperto periurbano.
qualità urbana e dell'architettura
Possibilità di completare e rendere continue le maglie frammentate del costruito per dare unitarietà al tessuto verso la città e verso il territorio aperto.
criticità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto Assenza di margine urbano e tendenza alla dispersione insediativa nel tessuto rurale, con alto consumo di suolo agricolo. Assente o debole definizione di relazioni con i tessuti urbani limitrofi. Bassa o assente qualità dei retri urbani e dei fronti di servizio sugli spazi aperti. spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate Scarsa qualità o manutenzione degli spazi aperti interclusi e rischio di saturazione edilizia. spazio pubblico e servizi Assenza di spazi pubblici, tessuto connettivo ciclo-pedonale e servizi. qualità urbana e dell'architettura Incompletezza, frammentarietà e bassa qualità del tessuto urbano. Mancanza di un progetto ordinatore chiaro in termini di "forma urbana". Omologazione delle architetture con l'impiego di tipologie edilizie, elementi costruttivi e materiali standardizzati e decontestualizzati.
obiettivi specifici
Attivare progetti di paesaggio con interventi sul margine urbano, sugli spazi pubblici, sulle relazioni con la città da un lato ed il territorio aperto dall'altro, finalizzando gli interventi alla trasformazione di un tessuto amorfo di case in un quartiere a bassa densità in stretta relazione con il territorio aperto adiacente. Bloccare i processi di dispersione insediativa. Riprogettare il "bordo costruito" con azioni di qualificazione paesaggistica e insediativa, anche tramite l'istituzione di una "cintura verde" periurbana che qualifichi in senso multifunzionale (orti, frutteti, giardini, percorsi fruitivi, parchi agricoli) il passaggio dalla città alla campagna. Migliorare i fronti urbani verso lo spazio agricolo, completando e rendendo continue alcune maglie frammentate per dare unitarietà all'edificato. Progettare il complesso degli spazi aperti interni alla frangia periurbana, come strategia per il miglioramento dello spazio aperto urbano periferico, creando spazi in continuità e connessioni in chiave paesaggistica e ambientale con gli spazi verdi della "cintura" e dell'aperta campagna e con la città compatta. Riprogettare e valorizzare le aree intercluse o libere come spazi pubblici integrati, flessibili e multiuso, destinandoli ad attività agricolo/ricreative, orti urbani, parchi, giardini, ecc. connettendoli con percorsi di mobilità dolce alla "cintura verde" periurbana. Dotare lo spazio periferico di servizi alla scala di quartiere.
7. Nel Comune di Montieri, per l'UTOE di Montieri e per quella di Boccheggiano, è stato individuato il tessuto "TR7 - Tessuto sfrangiato di margine" (vedi estratto al precedente punto a), mentre per quelle di Gerfalco e Travale è stato individuato il tessuto "TR1 - Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi" di cui viene riportato l'estratto dall'Abaco dei morfotipi del PIT-PPR e che ha anch'esso la funzione di indirizzo della disciplina di seguito elaborata.
TR1 - Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi
descrizione
Tessuti a medio/alta densità, spesso di matrice storica otto-novecentesca, organizzati prevalentemente in isolati, chiusi o semichiusi, ordinati secondo un reticolo geometrico con chiara gerarchizzazione dei tracciati viari e ritmo piuttosto costante di assi di attraversamento e percorsi di distribuzione interna. Gli isolati sono edificati lungo il perimetro con cortina edilizia prevalentemente continua ed edifici allineati al fronte stradale ed impianto prevalente a corte.
Rapporto con la strada e grado di complessità funzionale:
forte rapporto diretto con la strada e presenza di "mixitè" funzionale adeguata, con collocazione di servizi ai piani terra degli edifici. Presenza di edifici con funzioni specialistiche.
Tipo edilizio prevalente:
omogeneo, con prevalenza di edifici pluripiano in linea di differenti altezze.
Collocazione e margini:
tali tessuti sono posizionati in continuità alla città storica dei centri urbani principali, mentre è raro riscontrarli nei centri di minori dimensioni con espansioni residenziali a partire dagli anni '50/'60. Il margine è ben definito ed è in contatto da un lato con la città storica, dall'altro con le aree di espansione successive. Non vi è alcun rapporto con il territorio aperto.
valori/opportunità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto Continuità dell'impianto urbano di matrice storica otto/novecentesca, organizzato in isolati chiusi e semichiusi. spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate Presenza di corti interne agli edifici, chiuse o semichiuse, adibite a corti private o a spazi ad uso collettivo, talvolta sistemate a verde talvolta pavimentate. spazio pubblico e servizi Adeguata presenza di funzioni e servizi alla scala di quartiere, collocate prevalentemente ai piani terra degli edifici, integrate nel contesto urbano. qualità urbana e dell'architettura Tessuto riconoscibile strutturato in isolati chiusi e semichiusi, con cortina edilizia continua allineata al fronte stradale.
criticità
affacci e relazioni con la città storica ed il territorio aperto Mancanza di continuità visiva e percettiva del centro storico. Bassa o assente permeabilità ambientale, salvo i casi di affaccio su fiume. spazi aperti interclusi e aree dismesse e/o degradate Deficit di insolazione e ventilazione delle corti interne, soprattutto nel caso di costruzioni perimetrali chiuse. Tendenza alla saturazione/congestione delle corti interne con interventi di nuova edificazione. spazio pubblico e servizi Dotazione di spazi pubblici non sempre adeguata, considerando anche la destinazione a spazi privati delle corti interne degli edifici. Carenza di tessuto connettivo ciclo/pedonale. Prevalentemente assenza di una "rete di spazi pubblici". qualità urbana e dell'architettura Scarsa manutenzione del patrimonio edilizio. Omologazione delle architetture con l'impiego di tipologie edilizie, elementi costruttivi e materiali standardizzati e decontestualizzati. Negli interventi di trasformazione urbana inserimento di edifici o elementi di recente costruzione disomogenei o addirittura contrastanti, per dimensioni e collocazione all'interno del tessuto ad isolati regolari, compromettenti l'omogeneità percettiva d'insieme (centri commerciali, edifici direzionali, ecc.).
obiettivi specifici
Tutelare la struttura ad isolati, chiusi o semichiusi, incrementando nel contempo la dotazione e la qualità dei servizi, della rete di spazi pubblici e del verde urbano. Evitare la saturazione delle corti interne con interventi di nuova edificazione. Evitare l'inserimento di architetture contemporanee fuori scala e monofunzionali. Mantenere e creare dei varchi nella cortina edilizia per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, ecc.). Progettare la "rete degli spazi pubblici", in connessione ai servizi a scala di quartiere localizzati ai piani terra degli edifici, prevedendo la trasformazione delle aree aperte presenti (marciapiedi, slarghi, parcheggi, ecc.) in occasioni per incrementare la dotazione e la qualità della rete dello spazio pubblico e del tessuto connettivo ciclo-pedonale.
8. Gli interventi ammissibili nel tessuto urbano TR-1 devono rispettare o conformarsi agli obiettivi specifici che il PIT-PPR elenca nella scheda descrittiva inserita nel presente paragrafo. Le destinazioni d'uso consentite sono le seguenti:
- - residenziale;
- - artigianale, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - commerciale al dettaglio, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - turistico-ricettiva;
- - direzionale e di servizio.
Gli interventi edilizi ammessi sono i seguenti:
- a) manutenzione ordinaria;
- b) manutenzione straordinaria;
- c) restauro e risanamento conservativo;
- d) ristrutturazione edilizia conservativa, ivi incluso recupero dei sottotetti a fini abitativi di cui alla L.R.n.5/2010;
- e) ristrutturazione edilizia ricostruttiva, limitata alla demolizione con fedele ricostruzione ed esclusivamente nel caso in cui l'intervento sia finalizzato ad un miglioramento delle condizioni di rischio geomorfologico, idraulico o sismico del fabbricato esistente;
- f) realizzazione, in aree private, di adeguamenti igienico-sanitari o volumi tecnici, unicamente per fabbricati non sottoposti a vincolo storico-artistico di cui all'Art.10 del D.Lgs.n.42/2004 e non computati ai fini della superficie edificabile, da realizzarsi con superfici strettamente necessarie al loro utilizzo ed in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente;
- g) addizioni volumetriche a edifici pubblici o di interesse pubblico, da realizzarsi in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione strettamente necessarie alla loro necessità (esclusivamente pubbliche o di interesse pubblico) e tali da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente.
- h) senza costituire superficie edificabile, realizzazione di parcheggi, sia interrati che fuori-terra, da destinare a pertinenza di singole Unità immobiliari che ne siano sprovviste, di tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti del fabbricato principale; tali fabbricati devono essere costituiti, per ogni singola Unità immobiliare e ad essa legate da vincolo pertinenziale ed esclusivo, da un solo piano avente superficie calpestabile massima di 20,00 mq con altezza massima di m.2,40, con eventuali aperture finestrate aventi altezza di imposta di almeno m.1,60 da terra.
In riferimento agli interventi edilizi ammessi dal presente comma, i parametri di cui all'Art.7 c.2 delle Norme di piano e gli allineamenti stradali sono desunti dalla legittima consistenza dello stato attuale dei fabbricati esistenti.
Gli interventi edilizi previsti alle precedenti lett.e), f), g) ed h) sono ammessi a condizione che siano rispettati i seguenti indici e parametri:
- - distanza minima dai confini "DC" pari a 5,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore mediante stipula di apposito atto pubblico che regoli in tal senso i rapporti tra confinanti;
- - distanza minima tra edifici fronteggianti con pareti finestrate "DE" pari a 10,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore sino a m.3,00, o l'edificazione in aderenza, unicamente tra pareti di edifici fronteggianti non finestrate;
- - distanza dal filo stradale "DS" pari 3,00 m;
- - indice di permeabilità "IP" ≥ 25%.
Inoltre tali interventi, per quanto possibile, devono essere realizzati al fine di mantenere o creare dei varchi nella cortina edilizia al fine di favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, ecc.).
9. Gli interventi ammissibili nel tessuto urbano TR-7 devono rispettare o conformarsi agli obiettivi specifici che il PIT-PPR elenca nella scheda descrittiva inserita nel presente paragrafo. Le destinazioni d'uso consentite sono le seguenti:
- - residenziale;
- - artigianale, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - commerciale al dettaglio, limitata ad attività localizzate al piano terreno degli edifici e compatibili con la prevalente funzione residenziale dell'area; sono vietate le attività che superano i limiti acustici del vigente PCCA, o comunque contrastanti con la destinazione residenziale o il decoro architettonico ed ambientale dell'area;
- - turistico-ricettiva;
- - direzionale e di servizio.
Gli interventi edilizi ammessi sono i seguenti:
- a) manutenzione ordinaria;
- b) manutenzione straordinaria;
- c) restauro e risanamento conservativo;
- d) ristrutturazione edilizia conservativa, ivi incluso recupero dei sottotetti a fini abitativi di cui alla L.R.n.5/2010;
- e) ristrutturazione edilizia ricostruttiva;
- f) realizzazione, in aree private, di adeguamenti igienico-sanitari o volumi tecnici, unicamente per fabbricati non sottoposti a vincolo storico-artistico di cui all'Art.10 del D.Lgs.n.42/2004 e non computati ai fini della superficie edificabile, da realizzarsi con superfici strettamente necessarie al loro utilizzo ed in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente;
- g) realizzazione di addizioni volumetriche:
- 1) a edifici pubblici o di interesse pubblico, da realizzarsi in aderenza ai fabbricati esistenti mediante addizione orizzontale o verticale in misura, tipologia e posizione strettamente necessarie alla loro necessità (esclusivamente pubbliche o di interesse pubblico) e tali da rimanere coerenti con i prospetti dello stesso fabbricato esistente;
- 2) a edifici diversi -o per necessità diverse- di quelli di cui al precedente punto 1), in misura massima del 20% della superficie edificabile legittima del fabbricato esistente, da realizzarsi in aderenza allo stesso fabbricato mediante addizione orizzontale o verticale, con tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti di tale fabbricato;
- h) interventi pertinenziali, potendo realizzare volumetrie aggiuntive al 20% della volumetria complessiva dell'edificio esclusivamente entro il limite del 20% della superficie edificabile legittima del fabbricato esistente;
- i) sostituzione edilizia, con aumento di volume entro il limite del 20% della superficie edificabile legittima del fabbricato esistente;
- k) senza costituire superficie edificabile, realizzazione di parcheggi, sia interrati che fuori-terra, da destinare a pertinenza di singole Unità immobiliari che ne siano sprovviste, di tipologia e posizione tale da rimanere coerenti con i prospetti del fabbricato principale; tali fabbricati devono essere costituiti, per ogni singola Unità immobiliare e ad essa legate da vincolo pertinenziale ed esclusivo, da un solo piano avente superficie calpestabile massima di 20,00 mq con altezza massima di m.2,40, con eventuali aperture finestrate aventi altezza di imposta di almeno m.1,60 da terra.
In riferimento agli interventi edilizi ammessi dal presente comma, i parametri di cui all'Art.7 c.2 delle Norme di piano e gli allineamenti stradali sono desunti dalla legittima consistenza dello stato attuale dei fabbricati esistenti.
Gli interventi edilizi previsti alle precedenti lett.e), f), g), h), i) e k) sono ammessi a condizione che siano rispettati i seguenti indici e parametri:
- - distanza minima dai confini "DC" pari a 5,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore mediante stipula di apposito atto pubblico che regoli in tal senso i rapporti tra confinanti;
- - distanza minima tra edifici fronteggianti con pareti finestrate "DE" pari a 10,00 m, ammettendone la riduzione ad una distanza inferiore sino a m.3,00, o l'edificazione in aderenza, unicamente tra pareti di edifici fronteggianti non finestrate;
- - distanza dal filo stradale "DS" pari 3,00 m;
- - indice di permeabilità "IP" ≥ 25%.
Inoltre l'attuazione di tali interventi deve essere integrata con azioni di qualificazione paesaggistica e insediativa mediante la realizzazione di orti, frutteti, giardini nelle aree residuali dell'intervento edilizio. Le nuove superfici edificabili consentite dagli interventi edilizi di cui alla precedente lett. g) punto 2), lett. h) e lett. i) non sono cumulabili e possono essere complessivamente realizzate solo entro il limite del 20% della superficie edificata legittima del fabbricato esistente, non ammettendosi ulteriori interventi di tale tipologia una volta superato tale limite, anche con singoli interventi.
Capo III Servizi di interesse pubblico
Art. 61 Attrezzature di interesse pubblico (AP)
1. Il POiC-MM individua le aree ove insistono -o possono essere realizzate- le attrezzature di interesse pubblico necessarie al soddisfacimento delle esigenze sociali, culturali, sanitarie, educative, religiose, ricreative, amministrative e per la protezione civile dei cittadini residenti.
2. Le aree di cui al precedente comma 1, che equivalgono alle zone territoriali omogenee "F" di cui al D.M.n.1444/1968, ai fini del dimensionamento complessivo degli standard urbanistici sono articolate nelle seguenti categorie:
- - Attrezzature comunali: AP1
- - Attrezzature sanitarie e di protezione civile: AP2
- - Attrezzature scolastiche: AP3
- - Attrezzature religiose: AP4
- - Attrezzature sportive: AP5
- - Altre attrezzature di interesse pubblico: AP6 (con funzione specificata nella Tav.U03)
3. Ferme restando le limitazioni previste dal POiC-MM per gli immobili di cui ai precedenti Artt.11 e 13 delle presenti norme, per le attrezzature esistenti nelle aree "AP" di cui al comma 2, ad eccezione di quanto ulteriormente disciplinato in eventuali schedature relative alle stesse "AP", sono sempre ammessi i seguenti interventi:
- - manutenzione ordinaria;
- - manutenzione straordinaria;
- - restauro e risanamento conservativo;
- - ristrutturazione edilizia conservativa e ricostruttiva.
4. All'interno della AP-5 relativa all'area del Palazzetto dello Sport di Monterotondo M.mo è ammessa la realizzazione di una palestra avente superficie coperta massima di 80 mq e di un "bike center" avente superficie coperta massima di 100 mq.
5. La realizzazione di nuove dotazioni di attrezzature comunali, in ragione del miglioramento dei livelli prestazionali dei servizi pubblici, è disciplinata dal POiC-MM all'interno degli ambiti di trasformazione di cui alCapo VI del presente Titolo.
Capo IV Viabilità e parcheggi
Art. 62 Gli spazi urbanizzati
1. Gli spazi inedificati ad urbanizzazione consolidata sono rappresentati dagli spazi interclusi nelle aree trattate nei precedentiCapo II eCapo III del presente Titolo e dotati di opere di urbanizzazione primaria, in specifico costituiti dalla viabilità stradale e pedonale (di cui al successivo Art.63) e dai parcheggi pubblici (di cui al successivo Art.65).
Art. 63 Strade, vie e piazze (SVP)
1. Il POiC-MM individua le aree pubbliche, ad uso pubblico o a destinazione pubblica che compongono la rete della viabilità comunale, ovvero Strade, Vie e Piazze (SVP), in esse ricomprendendo gli spazi accessori nonché quelli necessari a consentire scambi e relazioni tra i diversi mezzi di trasporto pubblici e privati.
2. Nell'area di pertinenza delle sedi stradali esistenti, in aggiunta alle carreggiate viarie e nel rispetto della normativa del Codice della Strada, è ammessa la realizzazione di ogni altro servizio connesso alla viabilità o al trasporto pubblico, nello specifico:
- - parcheggi pubblici;
- - spazi di sosta o parcheggio riservati ai mezzi di trasporto pubblico;
- - servizi o attrezzature di uso pubblico quali percorsi pedonali, piste ciclabili, arredo urbano, sistemazioni a verde, raccolta e smaltimento rifiuti, ecc.;
- - strutture in materiale leggero semplicemente appoggiate al suolo per rivendite o somministrazione di alimenti;
- - colonnine per la ricarica di auto elettriche.
3. Le sedi stradali di progetto, funzionali agli interventi previsti dal POiC-MM, sono definite all'interno degli ambiti di trasformazione di cui alCapo VI del presente Titolo e la loro realizzazione è consentita anche a soggetti privati, previa sottoscrizione di apposita convenzione che disciplini le modalità, i tempi di esecuzione e le adeguate garanzie finanziarie riferite alle opere, nonché il regime giuridico del suolo, ferma restando la destinazione pubblica delle stesse opere.
Art. 64 Viabilità minore e percorsi ciclopedonali
1. Il POiC-MM individua la rete della viabilità minore costituita dalle strade comunali e dai percorsi ciclopedonali quali elementi di relazione funzionale interna al territorio urbanizzato e tra i centri abitati e il territorio rurale.
2. Sulle strade comunali e sui percorsi ciclopedonali esistenti sono ammessi interventi di manutenzione e di adeguamento in funzione degli standard dimensionali e prestazionali richiesti dalle normative di settore ed essere realizzati con tecniche costruttive e materiali coerenti con il contesto paesaggistico di riferimento, salvaguardando le formazioni arboree e gli arredi vegetazionali.
3. I percorsi ciclopedonali dovranno garantire il passaggio e la sosta di persone nonché l'accessibilità e la fruizione dei portatori di handicap.
4. Nella realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali dovranno essere preferite pavimentazioni realizzate in terra o inerti stabilizzati con canalette laterali naturalizzate, con la posa in opera di corpi illuminanti a terra opportunamente schermati per il contenimento dell'inquinamento luminoso e a basso consumo energetico.
Art. 65 Parcheggi pubblici (PP)
1. I parcheggi pubblici, ai sensi del D.M.n.1444/1968, concorrono alle dotazioni collettive e agli standard urbanistici e possono essere corredati da piantumazioni arboree e vegetali, da elementi di arredo urbano, da marciapiedi e percorsi pedonali e da colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
2. I parcheggi pubblici di progetto, funzionali agli interventi previsti dal POiC-MM, sono definiti all'interno degli ambiti di trasformazione di cui alCapo VI del presente Titolo e la loro realizzazione è consentita anche a soggetti privati, previa sottoscrizione di apposita convenzione che disciplini le modalità, i tempi di esecuzione e le adeguate garanzie finanziarie riferite alle opere, nonché il regime giuridico del suolo, ferma restando la destinazione pubblica delle stesse opere.
3. Gli interventi di realizzazione di nuovi parcheggi pubblici, oltre ad assicurare il rispetto delle norme del Codice della Strada e di quelle in materia di prevenzione incendi e di superamento delle barriere architettoniche, devono essere previsti in funzione del contenimento dell'impatto paesaggistico ed ambientale mediante una progettazione plano-altimetrica che preveda minimi sbancamenti o riporti di terreno e la piantumazione di essenze tipiche della cenosi locale; nella loro realizzazione devono essere utilizzate soluzioni tecniche che riducano l'impermeabilizzazione dei suoli ed utilizzando, per quanto possibile, materiali a minimo impatto visivo.
Capo V Il sistema del verde e l'arredo urbano
Art. 66 Il "sistema del verde"
1. Il POiC-MM promuove, all'interno del territorio urbanizzato, la conservazione e la valorizzazione del "sistema del verde" che assolve, oltre alla funzione ecologica e ornamentale, alle funzioni di svago e sosta di relazione dei residenti e che, ai fini del dimensionamento complessivo degli standard urbanistici di cui al D.M.n.1444/1968, risulta così articolato:
- - verde urbano (V), costituito dall'insieme delle componenti vegetali interne al perimetro del territorio urbanizzato, pubbliche o private, che concorrono a garantire l'equilibrio ecologico e che sono indispensabili a compensare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalle attività dell'uomo; esso comprende i parchi pubblici e le aree verdi naturali ad uso pubblico (V1), le aree a verde privato (V2), le aree a verde attrezzato (V3), costituito dalle aree adibite a verde pubblico dotate di infrastrutture per le attività sportive e legate al tempo libero, di allestimenti fissi o predisposizioni temporanee per spettacoli all'aperto, di infrastrutture per l'intrattenimento ed il gioco o di attrezzature per gli animali domestici ed il verde di connettività urbana (V4), costituito dal verde pubblico, interno al tessuto insediativo, avente la funzione di mantenere o stabilire collegamenti fra le aree verdi presenti o previste negli insediamenti urbani, nello specifico costituito dai percorsi pedonali o ciclabili caratterizzati dalla presenza di verde ed alberi, dal verde e dalle alberature adiacenti alle strade ed agli spazi verdi e dalle aree agricole residuali presenti ai margini del centro abitato; queste ultime, definite "aree di margine", risultano di prioritaria importanza sia per le azioni di ridefinizione e qualificazione in esse previste dal PIT-PPR, sia per la loro funzione essenziale di contenimento dell'espansione urbana.
Art. 67 Misure di conservazione del "sistema del verde"
1. Il POIC-MM persegue la conservazione e la salvaguardia dell'assetto esistente del "sistema del verde", costituito dalle aree V1, V2, V3 e V4, tutelando le sue funzioni ecologiche e paesaggistiche interne ai sistemi insediativi, nonché la valorizzazione dei collegamenti funzionali tra le diverse aree verdi e tra queste con i tessuti insediativi.
2. Al fine di conservare il corretto rapporto tra gli elementi della rete ecologica urbana e i tessuti edificati, i proprietari -o chiunque ne abbia titolo- devono effettuare la manutenzione di tali aree mediante la pulizia delle stesse, il taglio periodico dell'erba, la potatura delle piante, l'incremento o la sostituzione delle essenze ammalorate con altre autoctone e tutte le altre pratiche di corretta gestione che si rendano necessarie.
Art. 68 Interventi ammissibili all'interno del "sistema del verde"
1. All'interno delle aree V1, V2, V3 e V4 è sempre consentito qualsiasi intervento di realizzazione di opere di pubblica utilità, ad eccezione di interventi di nuova edificazione, che dovranno essere subordinati alla approvazione di specifica variante al presente POiC-MM.
2. Per i fabbricati esistenti inseriti nelle aree V1, V2, V3 e V4 sono consentiti i seguenti interventi:
- - manutenzione ordinaria;
- - manutenzione straordinaria;
- - restauro e risanamento conservativo;
- - ristrutturazione edilizia conservativa e ricostruttiva.
Art. 69 Verde urbano (V), parchi pubblici ed aree verdi naturali ad uso pubblico (V1) e verde privato (V2)
1. Il POiC-MM suddivide le aree a verde urbano (V) in quelle esistenti o destinate a parchi pubblici ed aree verdi naturali ad uso pubblico (V1) e in quelle a verde privato (V2).
2. Il POiC-MM classifica le aree naturali e i boschi interni al perimetro del territorio urbanizzato come "Parchi pubblici ed aree verdi naturali ad uso pubblico - V1", da ritenere elementi essenziali per l'equilibrio degli assetti dei tessuti insediativi.
Nelle aree V1, esistenti o costituenti standard urbanistici di progetto, il POiC-MM prescrive:
- - la conservazione degli assetti forestali, delle formazione arboree e degli arredi vegetazionali;
- - la conservazione e il mantenimento in efficienza del reticolo idrografico superficiale e del sistema di scolo delle acque meteoriche;
- - la manutenzione della viabilità minore e dei percorsi ciclopedonali esistenti in tali aree;
- - la conservazione ed il mantenimento delle formazioni arboree d'argine e di altri elementi di particolare interesse paesaggistico quali conformazioni boschive, filari di alberi, cespugli, muri a secco, e simili.
3. Il POiC-MM classifica le aree a verde urbano non destinate a parchi pubblici ed aree verdi naturali ad uso pubblico come "Aree a verde privato - V2", costituite da aree di proprietà privata non edificate e non destinate a interventi di trasformazione, con esclusione delle aree di pertinenza di fabbricati esistenti.
Nelle aree V2, oltre a prescriversi quanto genericamente stabilito al precedente Art.67, nonché al comma precedente per le aree V1, il POiC-MM ammette l'utilizzazione orticola e l'attività di agricoltura urbana, con possibilità di installare manufatti in materiale leggero semplicemente appoggiati al suolo, finalizzati all'attività agricola non professionale, in ragione di uno per ogni fondo esclusivo e delle dimensioni massime di:
- - 10,00 mq di superficie calpestabile per fondi la cui superficie è compresa tra 50 mq e 100 mq.;
- - 20,00 mq di superficie calpestabile per fondi la cui superficie è compresa tra 100 mq e 200 mq.;
- - 30,00 mq di superficie calpestabile per fondi la cui superficie è maggiore di 200 mq;
Per un loro corretto inserimento paesaggistico, non dovranno interferire con le visuali panoramiche di pregio verso il centro storico, dovranno essere realizzati in legno, di colorazione marrone o legno naturale, copertura di stesso colore marrone o color cotto toscano.
Art. 70 Verde pubblico attrezzato (V3)
1. Il POiC-MM inserisce nel "Verde pubblico attrezzato - V3" le aree urbane, esistenti o costituenti standard urbanistici di progetto, che sviluppano il loro ruolo di connessione, con attrezzature di vario genere, fra le aree costruite.
2. Nelle aree V3 sono ammessi interventi di nuova edificazione mediante approvazione di specifica variante al presente POiC-MM, o ampliamento di attrezzature e manufatti per lo svolgimento di attività ludico-ricreative, per il gioco e lo sport agonistico e non agonistico, per spettacoli e manifestazioni all'area aperta, nonché di adeguamento delle strutture e degli impianti esistenti funzionali all'ottimizzazione e alla qualificazione delle attività sportive, anche in relazione ai requisiti e agli standard dimensionali e prestazionali richiesti dalle normative di settore, senza incidere sugli assetti vegetazionali e arborei o ridurre le aree piantumate a verde.
3. Nelle aree V3 è altresì ammessa la realizzazione di percorsi pedonali o ciclabili, con tipologia di pavimentazione tale da non pregiudicare la capacità filtrante dei suoli e il deflusso naturale delle acque meteoriche.
Art. 71 Verde di connettività urbana (V4)
1. Il POiC-MM, in conformità al perimetro del territorio urbanizzato individuato nel PSi-CM, inserisce nel "Verde di connettività urbana - V4" le aree pubbliche, esistenti o incluse negli standard urbanistici di progetto, costituite da spazi non urbanizzati che, per le caratteristiche morfologiche o di utilizzazione, sono da ritenere comunque localizzabili internamente al suddetto perimetro.
2. Il POiC-MM promuove la riqualificazione delle aree V4 sia come spazi di relazione fra il territorio urbano sotto il profilo paesaggistico, ambientale e funzionale, sia come aree preferenziali per la costituzione di parchi urbani e per il rafforzamento della dotazione di servizi degli insediamenti contermini.
3. Il POiC-MM dispone la conservazione e la tutela delle aree V4 finalizzata al perseguimento di future politiche insediative tese:
- - alla qualificazione e ridefinizione dei margini urbani;
- - all'incentivazione di interventi di rigenerazione urbana;
- - alla valorizzazione delle relazioni funzionali e paesaggistica tra il territorio urbanizzato e quello rurale;
- - alla salvaguardia delle visuali consolidate dei panorami da e verso il territorio urbanizzato.
4. In particolare è vietata ogni forma di utilizzazione delle aree V4 che comporti:
- - alterazioni significative alla morfologia dei suoli;
- - realizzazioni di consistenze edilizie;
- - depositi di merci e materiali a cielo libero;
- - realizzazioni di muri di cinta.
5. Nelle aree V4 è prescritta:
- - la conservazione delle formazione arboree e degli arredi vegetazionali esistenti;
- - la conservazione e il mantenimento in efficienza del reticolo idrografico superficiale e del sistema di scolo delle acque meteoriche;
- - la manutenzione della viabilità minore e dei percorsi ciclopedonali esistenti in tali aree.
6. Nelle aree V4 è ammessa l'utilizzazione orticola e l'attività di agricoltura urbana, con possibilità di installare manufatti in materiale leggero semplicemente appoggiati al suolo, finalizzati all'attività agricola non professionale, in ragione di uno per ogni fondo esclusivo e delle dimensioni massime di:
- - 10,00 mq di superficie calpestabile per fondi la cui superficie è compresa tra 50 mq e 100 mq.;
- - 20,00 mq di superficie calpestabile per fondi la cui superficie è compresa tra 100 mq e 200 mq.;
- - 30,00 mq di superficie calpestabile per fondi la cui superficie è maggiore di 200 mq.
Per un loro corretto inserimento paesaggistico, non dovranno interferire con le visuali panoramiche di pregio verso il centro storico, dovranno essere realizzati in legno, di colorazione marrone o legno naturale, copertura di stesso colore marrone o color cotto toscano.
7. Nelle aree V4 il POiC-MM prevede, laddove possibile, interventi per il raggiungimento degli obiettivi di qualità relativi ai morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee ubicati in adiacenza a tali aree, nonché rispettare quanto previsto dalle "Indicazioni per le azioni" di cui alle schede del PIT-PPR relative ai morfotipi rurali di contatto con le stesse aree.
Art. 72 L'arredo urbano
1. Il POiC-MM prevede la conservazione, il recupero e la riqualificazione dell'arredo urbano, formato dal complesso delle opere strutturali, formali e funzionali atte a garantire la fruibilità ed il decoro dello spazio urbano e costituito:
- - dalle opere di allestimento utili alla fruizione delle strade, delle piazze, degli spazi pubblici o di uso pubblico da parte dei veicoli e dei pedoni;
- - dalle alberature, dalle aiuole e dalle sistemazioni a verde delle aree di pertinenza o prossime alla sede stradale;
- - dagli elementi per il decoro e la qualificazione esteriore del tessuto insediativo, con particolare riferimento al prospetto del piano terra degli edifici;
- - dalle insegne commerciali e la segnaletica di informazione o indicazione;
- - dalle attrezzature ecologiche per la raccolta dei rifiuti.
2. Il POiC-MM attribuisce all'arredo urbano fondamentale importanza per il mantenimento ed il miglioramento delle condizioni di salubrità, vivibilità ed accessibilità dell'ambito urbano, al riguardo ponendosi i seguenti criteri generali:
- - miglioramento dell'aspetto esteriore dei tessuti edilizi e degli spazi pubblici e di relazione;
- - la progettazione degli interventi pubblici e privati sia indirizzata a più elevati livelli tecnici e qualitativi;
- - siano privilegiati interventi in grado di incrementare la qualità degli assetti insediativi e dello spazio pubblico sotto il profilo urbanistico, architettonico, funzionale, paesaggistico e ambientale.
3. Il POiC-MM, nello specifico, detta le seguenti disposizioni:
- a) i nuovi elementi di arredo, quali panchine, cestini per i rifiuti, corpi illuminanti, fioriere, rastrelliere per biciclette, ecc., dovranno essere scelti facendo attenzione al luogo di intervento e dovranno avere caratteristiche uguali per materiali, colori e tipo di finitura; in particolare nei centri storici, gli elementi di arredo dovranno essere scelti in coerenza con quelli eventualmente esistenti e che costituiscono testimonianza della cultura locale;
- b) per le pavimentazioni siano utilizzati materiali a basso impatto ambientale e tali da garantire, una volta messi in opera, il maggior grado di permeabilità alle acque meteoriche;
- c) è consentita la messa a dimora di essenze arboree autoctone, mentre le essenze arboree non autoctone ed avulse dal contesto locale dovranno essere progressivamente eliminate;
- d) la segnaletica stradale dovrà essere posizionata in modo tale da non disturbare la percezione corretta di edifici e spazi pubblici, preferibilmente accorpando più segnali su di un unico palo.
Capo VI Ambiti di trasformazione e di rigenerazione urbana
Art. 73 Ambiti di trasformazione (AT)
1. Le aree interne al perimetro del territorio urbanizzato per le quali il POiC-MM stabilisce interventi di trasformazione sono definite "Ambiti di trasformazione - AT" e localizzate nelle Tavv.U03-A/B_int-2, prevedendo in esse interventi per il raggiungimento degli obiettivi di qualità relativi ai morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee ubicati in adiacenza alle stesse aree a trasformazione.
2. Per gli interventi localizzati in ambiti di trasformazione nelle zone di margine urbano, il POiC-MM verifica il rispetto di quanto previsto dalle "Indicazioni per le azioni" di cui alle schede del PIT-PPR relative ai morfotipi rurali di contatto con tali aree.
3. Il POiC-MM, individua e disciplina gli ambiti di trasformazione, di iniziativa pubblica o privata, nelle schede contenute all'Appendice 2, aventi valore prescrittivo, ivi riportando e definendo:
- - i tessuti urbani di contatto con l'ambito di trasformazione;
- - i vincoli sovraordinati;
- - le utilizzazioni ammesse;
- - le modalità di attuazione;
- - il dimensionamento specifico mediante i parametri urbanistici ed edilizi;
- - le prescrizioni generali;
- - le aree assoggettate al vincolo preordinato all'esproprio;
- - le prescrizioni di natura geologica ed idrogeologica sulle previsioni di trasformazione;
- - le eventuali prescrizioni paesaggistiche;
- - le eventuali opere e le attrezzature pubbliche da realizzare contestualmente alle previsioni dei nuovi assetti insediativi.
Art. 74 Ambiti di rigenerazione urbana (ARU)
1. Le aree che presentano un assetto incompiuto o incongruo rispetto al contesto urbano per le quali il POiC-MM stabilisce gli interventi di cui all'Art.125 della L.R.n.65/2014 sono definite "Ambiti di rigenerazione urbana - ARU" e localizzate nelle Tavv.U03-A/B_int-2, prevedendo in esse interventi di riorganizzazione complessiva volti ad ottenere una migliore connessione fisica e funzionale con le altre componenti del sistema insediativo.
2. Il POiC-MM, individua e disciplina gli ambiti di rigenerazione urbana, di iniziativa pubblica o privata, nelle schede contenute all'Appendice 2, aventi valore prescrittivo, ivi definendo:
- - la descrizione dell'area individuata da cui risultino le condizioni di degrado presenti, in coerenza con quanto espresso all'Art.123, comma 1, lettere a) e b) della L.R.n.65/2014;
- - gli obiettivi di riqualificazione che si intendono conseguire attraverso gli interventi di rigenerazione urbana, in coerenza con le finalità di cui all'Art.122 della L.R.n.65/2014;
- - i vincoli sovraordinati;
- - le utilizzazioni ammesse;
- - le modalità di attuazione;
- - il dimensionamento specifico mediante i parametri urbanistici ed edilizi, con indicazione delle eventuali premialità edificatorie in attuazione degli Artt.124 c.1, 125 c.3 lett.b) punto 4), e 127 della L.R.n.65/2014;
- - le prescrizioni generali;
- - le aree assoggettate al vincolo preordinato all'esproprio;
- - le prescrizioni di natura geologica ed idrogeologica sulle previsioni di trasformazione;
- - le eventuali prescrizioni paesaggistiche;
- - le eventuali opere e le attrezzature pubbliche da realizzare contestualmente alle previsioni dei nuovi assetti insediativi;
- - le misure di salvaguardia relative agli ambiti oggetto di rigenerazione urbana da rispettare fino alla approvazione del piano di intervento di cui all'articolo 126, aventi la finalità di non compromettere la futura trasformazione dell'area secondo quanto previsto dalla normativa specifica dell'ARU.