Articolo 41 servizi pubblici di interesse locale
1. Definizione
1.1 Sono le aree che ospitano le attrezzature e i servizi pubblici di rilevanza locale, esistenti o di progetto, e che soddisfano gli standard urbanistici di cui all'Articolo 3 del D.M. n. 1444/1968.
1.2. Sono individuate con apposita campitura e apposita sigla dagli elaborati grafici del R.U.
1.3. L'Amministrazione Comunale provvede a catalogare tali aree in un apposito elaborato, denominato "Catasto delle aree per servizi pubblici o di interesse comune" e contenente:
- - la distinzione tra previsioni del Regolamento urbanistico "attuate" e "da attuare", con relativa contabilizzazione;
- - la contabilizzazione delle previsioni attuate, distinte secondo le tipologie di cui al successivo punto 1.4. del presente Articolo.
1.4 Il Catasto, che potrà essere redatto ed approvato anche per singoli settori funzionali, catalogherà le aree, individuando quelle soggette ad esproprio, e quelle attuabili anche ad iniziativa privata, ai sensi del successivo punto 4.
1.5 Il Catasto delle aree per servizi pubblici o di interesse comune, o gli eventuali stralci funzionali, saranno approvati con specifico atto di consiglio comunale, che - ove disponga l'apposizione di vincolo preespropriativo - avrà valore di adozione della variante semplificata al presente RU, ai sensi degli artt. 10, comma 2, e 19, comma 2 e seguenti, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.
Nelle more di redazione del Catasto nelle aree di cui al presenteArticolo sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
1.4. Sono articolate nelle seguenti categorie:
- a. Aree per le attrezzature scolastiche di base (Asb): sono le aree per gli asili nido, le scuole dell'infanzia e le scuole dell'obbligo per l'istruzione primaria e secondaria di primo grado.
- b. Aree per le attrezzature di interesse comune (Ac): sono le aree per attrezzature pubbliche o di uso pubblico di rilevanza locale che perseguono prioritariamente finalità sociali. Comprendono le aree per attrezzature assistenziali, sanitarie, sociali, culturali, religiose, tecnico-amministrative e per pubblici servizi quali uffici postali, protezione civile, volontariato, servizi antincendio, servizi tecnologici, servizi cinofili, cimiteri, ecc.
- c. Aree per il verde attrezzato (V): sono gli spazi pubblici attrezzati a parco, per la ricreazione, per il gioco e per lo sport. Comprendono i giardini pubblici, i parchi di quartiere, i parchi lineari di corredo stradale, le passeggiate urbane attrezzate, le piazze alberate, le aree attrezzate per il gioco, lo sport, gli orti sociali.
- d. Aree per i parcheggi (P): comprendono i parcheggi a raso, ovvero quelli ubicati nel sottosuolo e/o all'interno di edifici multipiano fuori terra che sono aperti al pubblico senza soluzione di continuità; comprendono altresì le aree per parcheggi di uso pubblico ricavate sulle coperture di edifici privati realizzati su terreni in pendio.
2. Prestazioni qualitative
2.1. Le attrezzature e i servizi pubblici o di interesse comune incrementano la dotazione delle aree per standards, contribuendo alla qualificazione strutturale e funzionale degli ambiti urbani e, all'interno di questi, delle vecchie e nuove centralità urbane.
2.2. In particolare l'articolazione tipologica delle aree verdi persegue specifiche prestazioni qualitative, di carattere ecologico e formale, mentre la distribuzione e l'articolazione delle aree per la sosta veicolare contribuisce al recupero strutturale, figurativo e funzionale delle strade e delle piazze quali spazi di relazione sociale.
3. Caratteri costruttivi degli edifici e degli spazi aperti
3.1. Ferme restando le disposizioni di maggior dettaglio dettate dalle presenti norme, i caratteri costruttivi degli edifici e degli spazi aperti si conformano alle disposizioni che seguono.
3.2. Aree per le attrezzature scolastiche di base (Asb)
3.2.1. Gli elaborati grafici del RU individuano le attrezzature scolastiche di base pubbliche con le seguenti sigle: asilo nido (Asbn), suola dell'infanzia (Asbi), scuola primaria (Asbp), scuola secondaria di primo grado (Asbs)
3.2.2. Territorio rurale: si conformano alle disposizioni sui caratteri costruttivi che regolano gli ambiti territoriali di appartenenza.
3.2.3. Ambiti urbani: si conformano alle disposizioni sui caratteri costruttivi definite dalle prestazioni qualitative dei tessuti urbani di appartenenza.
3.3. Aree per le attrezzature di interesse comune (Ac)
3.3.1. Gli elaborati grafici del RU individuano le attrezzature pubbliche di interesse comune con le seguenti sigle: attrezzature e servizi assistenziali, sanitari e sociali (Acs), attrezzature e servizi per la cultura (Acc), attrezzature religiose (Acr), attrezzature e servizi tecnologici (Act), attrezzature e servizi tecnico-amministrativi (Aca), attrezzature sportive coperte (Acsp), attrezzature e servizi cimiteriali (Acci).
3.3.2. Territorio rurale: si conformano alle disposizioni sui caratteri costruttivi che regolano gli ambiti territoriali di appartenenza.
3.3.3. Ambiti urbani: si conformano alle disposizioni sui caratteri costruttivi definite dalle prestazioni qualitative dei tessuti urbani di appartenenza.
3.4. Aree per il verde attrezzato (V)
3.4.1. Gli elaborati grafici del RU individuano le aree per il verde pubblico attrezzato con le seguenti sigle: varchi (Va), parchi lineari di corredo stradale (Vs), aree di rigenerazione dei tessuti urbani (Vr), piazze alberate e aree attrezzate per il passeggio (Vp), aree verdi per il gioco e lo sport (Vsp).
3.4.2. Territorio rurale.
3.4.2.1. Aree verdi per il gioco e lo sport (Vsp)
3.4.2.1.1. Sono le aree verdi che ospitano attrezzature per le attività motorie e sportive all'aperto. Possono ospitare costruzioni di servizio e/o per attività sportive in ambienti chiusi
3.4.2.1.2. Assolvono funzioni sociali legate alla attività motorie e, in particolare, alle attività sportive di carattere agonistico.
3.4.2.1.3. I percorsi e le aree di sosta sono realizzati con fondo bianco o con terre stabilizzate. Le specie vegetali utilizzabili, costituite preferenzialmente da alberi di alto fusto a foglia caduca, sono definite dal RE.
3.4.2.1.4. Le costruzioni di qualsiasi tipo, compresi gli eventuali muri di contenimento, devono essere realizzate con finitura in pietra faccia vista. Sono vietate le finiture con cemento faccia vista.
3.4.2.1.5. Le recinzioni sono realizzate con muri in pietra faccia vista, ringhiere metalliche di forme semplici o siepi sempreverdi abbinate o meno a reti a maglia sciolta.
3.4.2.1.6. I parcheggi si conformano alle disposizioni di cui al punto 3.5.2.1. del presenteArticolo 3.4.2.1.7. L'illuminazione dei campi di gioco è concepita per limitare l'inquinamento luminoso verso l'alto. L'illuminazione dei percorsi, dei parcheggi e delle aree di sosta è realizzata con corpi illuminanti segnavia, a luce radente, ovvero schermati nella parte superiore.
3.4.3. Ambiti urbani.
Negli ambiti urbani si distinguono cinque tipologie di aree verdi, contrassegnate con apposito simbolo sugli elaborati grafici del RU, che assolvono funzioni diversificate di qualificazione ambientale, formale e/o sociale:
3.4.3.1. Varchi (Va)
3.4.3.1.1. Sono porzioni di territorio inedificato, adiacenti ai corsi d'acqua minori e interne al perimetro degli ambiti urbani. Comprendono aree di possibile esondazione dei torrenti.
3.4.3.1.2. Garantiscono la continuità ambientale e paesaggistica tra gli ambiti urbani e il territorio rurale attraverso la conservazione degli elementi di naturalità presenti o ricostituibili lungo il corso terminale dei torrenti.
3.4.3.1.3. Svolgono funzioni di presidio idrogeologico, di mitigazione del clima e di igiene atmosferica attraverso la presenza della vegetazione ripariale; assicurano il mantenimento di aree inondabili prive di edificazioni; accrescono la varietà e la qualità del paesaggio urbano sottolineando, al suo interno, la presenza dei corsi d'acqua; garantiscono la fruizione sociale attraverso percorsi pedonali e aree pubbliche attrezzate ricavabili al loro interno, compatibilmente con le disposizioni delle presenti norme che regolano l'integrità fisica del territorio.
3.4.3.1.4. Al loro interno devono essere conservate e riqualificate le fasce di vegetazione ripariale, così come tutte le altre coperture boschive eventualmente presenti.
3.4.3.1.5. La sistemazione delle aree deve evitare l'alterazione del profilo morfologico dei versanti, se non per migliorare la stabilità dei terreni e/o la regimazione delle acque ovvero, se compatibile con le disposizioni delle presenti norme che regolano l'integrità fisica del territorio, per favorire l'utilizzazione dei terreni ai fini ricreativi.
3.4.3.1.6. I nuovi impianti vegetali devono prevedere, se in prossimità dei corsi d'acqua, l'utilizzo di specie igrofile indicate dal RE e valorizzare le condizioni di naturalità presenti.
3.4.3.1.7. Al loro interno sono previsti giardini e parchi a carattere estensivo. Non vi sono consentite nuove costruzioni.
3.4.3.1.8. Gli eventuali attraversamenti pedonali e/o ciclabili, consentiti ancorché non individuati specificatamente dalle tavole grafiche del RU se compatibili con le disposizioni delle presenti norme che regolano l'integrità fisica del territorio, devono essere realizzati con ponticelli in legno.
3.4.3.2. Parchi lineari di corredo stradale (Vs)
3.4.3.2.1. Sono parchi lineari attrezzati, previsti a corredo della viabilità principali. Sono composti da fasce verdi con filari alberati, semplici o plurimi, disposti parallelamente alla carreggiata, da percorsi pedonali e/o ciclabili che ne seguono il tragitto e da aree attrezzate per la sosta e il passeggio.
3.4.3.2.1. Svolgono funzioni di ombreggiamento, di igiene atmosferica, di qualificazione formale, di delimitazione dell'ambito urbano, di spazio attrezzato per gli spostamenti pedonali e ciclabili.
3.4.3.2.2. Le specie vegetali, scelte tra quelle specificatamente previste dal RE, devono essere di alto fusto e con radici profonde.
3.4.3.2.3. Al loro interno sono previsti spazi attrezzati per il passeggio e la ricreazione. Non vi sono consentite nuove costruzioni.
3.4.3.2.4. Le panchine ubicate lungo i percorsi pedonali e/o le piste ciclabili devono poggiare su superfici pavimentate e non devono ostacolare gli spostamenti dei pedoni e dei ciclisti.
3.4.3.2.5. Nelle aree con larghezza fino a 10,00 ml, di norma, deve essere piantato un solo filare di alberi; nelle aree con larghezza superiore a 10,00 ml. devono essere piantati più filari paralleli, nella misura di 1 filare/10,00 ml o frazione di 10,00 ml.
3.4.3.2.6. Di norma si deve piantare un primo filare alberato in aiole di larghezza pari ad almeno 2,50 ml adiacenti la carreggiata stradale; oltre queste si deve realizzare il percorso pedonale e/o la pista ciclabile, delimitandoli all'esterno con un ulteriore filare alberato ubicato in apposite aiole.
3.4.3.2.7. Vi sono consentiti, qualora non diversamente ubicabili, attraversamenti puntuali atti a garantire gli accessi pedonali e carrabili a lotti privati altrimenti interclusi.
3.4.3.3. Aree di rigenerazione dei tessuti urbani (Vr)
3.4.3.3.1. Sono aree verdi che svolgono funzioni di compensazione ambientale nei confronti dei vecchi e nuovi tessuti edificati, contribuendo a migliorare l'igiene atmosferica, a mitigare il clima, a garantire la permeabilità dei terreni;
3.4.3.3.2. Concorrono ad elevare la qualità formale del paesaggio urbano, attraverso un sistema di spazi verdi che rompe la monotonia dei tessuti edificati e ne mitiga gli impatti visuali, introducendo masse consistenti e diffuse di vegetazione arborea. In ogni caso è possibile dietro presentazione di un progetto con finalità pubbliche e/o di interesse pubblico, la realizzazione di opere ai sensi dell' art. 78 comma 2 della L.R. 1/2005.
3.4.3.3.3. Al loro interno sono previsti giardini, parchi di quartiere, spazi attrezzati per la ricreazione, gli incontri sociali e il relax. Vi sono consentite costruzioni di servizio secondo i parametri di cui al successivo punto 5 del presente Articolo.
3.4.3.3.4. Le eventuali recinzioni sono realizzate con muri in pietra faccia vista o con finitura a intonaco civile tinteggiato, ringhiere metalliche di forme semplici, siepi sempreverdi abbinate o meno a reti a maglia sciolta.
3.4.3.3.5. L'eventuale illuminazione è concepita per limitare l'inquinamento luminoso verso l'alto.
3.4.3.3.6. Le sistemazioni a verde possono essere integrate con attrezzature per il gioco, il passeggio e la sosta, nonché con piste ciclabili e parcheggi per le biciclette.
3.4.3.3.7. Le specie vegetali sono scelte tra quelle specificatamente previste dal RE
3.4.3.4. Piazza alberate e aree attrezzate per il passeggio (Vp)
3.4.3.4.1. Sono i grandi spazi aperti urbani attrezzati per il passeggio e per le manifestazioni pubbliche (feste popolari, attività ricreative, ritrovi, mercati all'aperto, ecc.).
3.4.3.4.2. Consentono l'incontro, la socializzazione, il passeggio, l'organizzazione di eventi che comportano grande affluenza di persone. Concorrono, soprattutto con le passeggiate di lungo mare, al decoro urbano e alla qualificazione formale dei centri abitati.
3.4.3.4.3. La pavimentazione delle aree rispetta le specifiche disposizioni sui caratteri costruttivi degli spazi di relazione definite dalle prestazioni qualitative dei tessuti urbani di appartenenza.
3.4.3.4.4. Per l'equipaggiamento vegetale si ricorre, preferibilmente, ad alberi di alto fusto a foglia persistente. In presenza di superfici pavimentate gli alberi sono collocati in aiole con griglie salva radice di diametro non inferiore a 1,20 ml. Le specie vegetali, come le componenti di arredo, sono definite dal RE
3.4.3.4.5. Al loro interno sono previsti spazi per il passeggio, gli incontri sociali, le feste popolari, le iniziative pubbliche che presuppongono spazi aperti di qualità. Vi è consentita l'installazione dei chioschi e delle strutture amovibili per il ristoro e il commercio di cui all'Articolo 91, delle presenti norme, secondo i parametri di cui al successivo punto 5 del presente Articolo.
3.4.3.4.6. L'illuminazione è concepita per limitare l'inquinamento luminoso verso l'alto.
3.4.3.4.7. Nei water front di Porto Santo Stefano e di Porto Ercole gli interventi sono soggetti alla preventiva approvazione di progetti unitari da parte del Consiglio Comunale. Tali progetti, che possono essere attuati anche per stralci funzionali, definiscono, tra l'altro, la disciplina del traffico veicolare e i raccordi strutturali, formali e funzionali tra le passeggiate esistenti e i pubblici esercizi della zona.
3.4.3.5. Aree verdi per il gioco e lo sport (Vsp)
3.4.3.5.1. Sono le aree verdi che ospitano attrezzature per le attività motorie e sportive all'aperto. Possono ospitare costruzioni di servizio e/o per attività sportive in ambienti chiusi, purché nel rispetto dei parametri del punto 5 del presente Articolo.
3.4.3.5.2. Se a carattere estensivo, integrano le aree di rigenerazione dei tessuti urbani per le funzioni di compensazione ambientale e di qualità formale. Assolvono comunque funzioni sociali legate alla attività motorie e, in particolare, alle attività sportive di carattere agonistico
3.4.3.5.3. I percorsi e le aree di sosta sono realizzati con fondo bianco o con terre stabilizzate.
3.4.3.5.4. Le specie vegetali utilizzabili, costituite preferenzialmente da alberi di alto fusto a foglia caduca, sono definite dal RE.
3.4.3.5.5. Le costruzioni di qualsiasi tipo, compresi gli eventuali muri di contenimento, devono essere realizzate con finitura in pietra faccia vista o con intonaco civile tinteggiato; sono vietate le finiture con cemento faccia vista.
3.4.3.5.6. Sono consentite recinzioni realizzate con muri in pietra faccia vista o con finitura a intonaco civile tinteggiato, ringhiere metalliche di forme semplici, siepi sempreverdi abbinate o meno a reti a maglia sciolta.
3.4.3.5.7. L'illuminazione dei campi di gioco è concepita per limitare l'inquinamento luminoso verso l'alto. L'illuminazione dei percorsi, dei parcheggi e delle aree di sosta è realizzata con corpi illuminanti segnavia, a luce radente, ovvero schermati nella parte superiore.
3.5. Aree per i parcheggi (P)
3.5.1. Gli elaborati grafici del RU individuano le aree per i parcheggi pubblici con le seguenti sigle: parcheggi a raso (Pr), parcheggi multipiano (Pm), parcheggi su copertura di edifici privati (Pc).
3.5.2. Territorio rurale:
3.5.2.1. Parcheggi a raso (Pr e PrS - p.scambiatore di Santa Liberata)
3.5.2.1.1. Di norma si adattano alla morfologia del terreno. In presenza di situazioni morfologiche sfavorevoli è consentita la realizzazione di parcheggi a raso su terrazzamenti di ampiezza non inferiore a 10,00 ml, retti da muri in pietra faccia vista, o comunque rivestiti con pietra faccia vista, di altezza non superiore a 1,20 ml.
3.5.2.1.2. La distanza minima dei parcheggi dal ciglio di sponda o dal piede esterno dell'argine del reticolo idrografico superficiale non può essere inferiore a 10,00 ml.
3.5.2.1.3. Al loro interno devono essere collocate rastrelliere per la sosta delle biciclette, assicurando a queste ultime un numero di posti pari a 1/5 degli stalli per la sosta delle automobili.
3.5.2.1.4. Gli stalli e/o le aree di manovra devono avere il fondo bianco, pavimentato con materiale lapideo, ovvero realizzato con terre stabilizzate che utilizzino l'inerte locale.
3.5.2.1.5. L'ombreggiamento può essere ottenuto attraverso gruppi di alberi di alto fusto a disposizione irregolare, evitando, di norma, l'impianto di filari alberati ad andamento geometrico. 3.5.2.1.6.Le specie vegetali utilizzabili, costituite preferenzialmente da alberi di alto fusto a foglia caduca, sono definite dal RE.
3.5.2.1.7. L'eventuale illuminazione è realizzata con corpi illuminanti segnavia o a luce radente.
3.5.2.2. Parcheggi multipiano (Pm)
3.5.2.2.1. Non previsti dal RU.
3.5.2.3. Parcheggi interrati o seminterrati
3.5.2.3.1. Non previsti dal RU.
3.5.3. Ambiti urbani:
I parcheggi urbani sono aree, anche attrezzate, che garantiscono la sosta dei mezzi di trasporto veicolare e/o ciclabile. Favoriscono l'accesso ai luoghi di pubblico interesse, soprattutto se ubicate nelle aree centrali, e limitano la sosta spontanea lungo i bordi delle strade. Al loro interno è consentito realizzare strutture di servizio nel rispetto dei parametri di cui al successivo punto 5 del presente Articolo. Si articolano nelle tipologie che seguono
3.5.3.1. Parcheggi a raso (Pr)
3.5.3.1.1. Di norma si adattano alla morfologia del terreno. In presenza di situazioni morfologiche sfavorevoli è consentita la realizzazione di parcheggi a raso su terrazzamenti di ampiezza non inferiore a 10,00 ml, retti da muri in pietra faccia vista, o comunque rivestiti con pietra faccia vista, di altezza non superiore a 1,20 ml.
3.5.3.1.2. La distanza minima dei parcheggi dal ciglio di sponda o dal piede esterno dell'argine del reticolo idrografico superficiale non può essere inferiore a 10,00 ml.
3.5.3.1.3. Gli spazi di accesso e di manovra possono avere il fondo asfaltato, mentre gli stalli di sosta devono essere realizzati con fondo permeabile o semipermeabile (ghiaia, grigliato erboso, masselli autobloccanti in cls, ecc.). Nei tessuti urbani di vecchio impianto e nei tessuti urbani consolidati la pavimentazione degli stalli di sosta deve essere realizzata con materiale lapideo.
3.5.3.1.4. Per minimizzare l'impatto visuale dei veicoli in sosta, soprattutto dalla lunga distanza, i nuovi parcheggi possono essere:
- - delimitati con muri in pietra faccia vista (o rivestiti con pietra faccia vista o con finitura a intonaco civile tinteggiato), con siepi sempreverdi e/o dossi inverditi;
- - ombreggiati con specie arboree di alto fusto, indicate dal RE, collocate in aiole di larghezza pari ad almeno 1,50 ml., ovvero, in presenza di superfici pavimentate, in aiole con griglie salva radice con diametro non inferiore a 1,20 ml;
- - ombreggiati con rampicanti su pergolati di legno o metallo, privi di copertura atta ad impedire il passaggio della pioggia e realizzati secondo le modalità definite dal RE.
3.5.3.1.5. A tale scopo i progetti sono accompagnati da apposite carte della visibilità, assoluta e relativa, e dalla attenta verifica delle principali visuali (dalla breve, media e lunga distanza) che interessano le aree destinate a ospitare i parcheggi, nonché dalla descrizione del sistema di contenimento visuale prescelto.
L'efficacia e la coerenza paesaggistica di tali sistemi sono dimostrate, attraverso fotomontaggi, rendering o altre modalità capaci di simulare preventivamente lo stato dei luoghi dopo l'intervento.
3.5.3.1.6. Al loro interno devono essere realizzati posti per la sosta di:
- - biciclette, in apposite rastrelliere, nella misura di 1 posto bicicletta/5 stalli per automobili;
- - motocicli, nella misura di 1 posto motociclo/5 stalli per automobili.
3.5.3.1.7. I progetti prevedono stalli per le automobili non inferiori a 2,50 x 5,00 ml/cad e stalli per i motocicli e le biciclette non inferiori a 1,00 x 2,00 ml/cad; dimensionano tuttavia il parcheggio in modo da assegnare ad ogni posto auto non meno di 25 mq e a ogni posto motociclo o bicicletta non meno di 4,50 mq di superficie, comprensiva delle aiole verdi e degli spazi di manovra.
3.5.3.1.8. L'illuminazione è realizzata con corpi illuminanti segnavia o a luce radente, limitando al massimo il ricorso ad altri corpi illuminanti, che devono comunque avere la parte superiore schermata.
3.5.3.2. Parcheggi multipiano (Pm) 3.5.3.2.1. Sono previsti nell'ambito urbano di Porto Santo Stefano, nell'attuale campo sportivo e, specificatamente disciplinato dalle schede raccolte nell'Elaborato F del RU, "Aree di nuovo impianto", nell'ex capannone Varoli.
3.5.3.2.2. I progetti dimensionano l'edificio multipiano in modo da assegnare ad ogni posto auto non meno di 27 mq di superficie, comprensiva degli spazi di manovra.
3.5.3.2.3. I fronti esterni dell'edificio hanno finiture in materiale lapideo, vetro, metallo verniciato, legno, intonaco civile tinteggiato, evitando parti in cemento armato faccia vista.
3.5.3.2.4. La copertura piana dell'edificio può essere concepita per accogliere un ulteriore livello di parcheggio scoperto, ombreggiato con rampicanti su pergolati di legno o metallo, privi di copertura atta ad impedire il passaggio della pioggia.
3.5.3.2.5. L'edificio deve essere perimetrato, con l'unica eccezione del fronte principale, da aiole alberate di larghezza non inferiore a 5,00 ml. Al fine di ridurne l'impatto visivo, lungo il perimetro del comparto dovrà essere prevista una fascia a verde arredata con siepi ed alberature autoctone. Non sono ammesse recinzioni che separino il limite del comparto.
3.5.3.2.6. Gli alberi da mettere a dimora nelle aiole perimetrali, sempreverdi e di alto fusto, devono essere disposti in quiconce ovvero, se a portamento piramidale, in quadrato. Il sesto di impianto deve essere ravvicinato, in modo da garantire una sufficiente copertura visuale del manufatto. La sistemazione degli spazi esterni dovrà essere oggetto di uno specifico elaborato progettuale che contribuisca alla caratterizzazione qualitativa dell'assetto dell'area.
3.5.3.2.7. Gli spazi esterni pertinenziali, non occupati dalle aiole o dalla viabilità di accesso, devono essere pavimentati con materiali lapidei, ovvero con masselli autobloccanti in cls.
3.5.3.2.7. Condizione all'attuazione del comparto è l'adeguamento di Via IV Novembre, come individuata nello schema grafico della scheda Tn. 1.1, le cui dimensioni dovranno essere concordate in fase di P.A. con gli uffici dell' Amministrazione comunale. Il P.A. deve essere corredato da specifici studi di inserimento dal punto di vista paesaggistico.
3.5.3.3. Parcheggi interrati o seminterrati
3.5.3.3.1. Non sono previsti dal RU come specifica tipologia.
3.5.3.4. Parcheggi su copertura di edifici privati (Pc)
3.5.3.4.1. Sono i parcheggi di uso pubblico ricavati sulla copertura di edifici privati in presenza di terreni in pendio. Hanno accesso diretto dalla strada. Gli edifici sottostanti sono, di norma, destinati a garages privati.
3.5.3.4.2. Il RU non prevede la realizzazione di nuovi parcheggi di uso pubblico sulla copertura di edifici privati.
3.5.3.4.3. I parcheggi di uso pubblico esistenti sono regolati dalle convenzioni o dagli atti unilaterali d'obbligo stipulati al momento della costruzione dell'edificio privato sottostante. Alla scadenza dei suddetti atti convenzionali è fatto obbligo di procedere al loro rinnovo, confermando l'utilizzazione della copertura come parcheggio pubblico, ovvero di procedere, a cura e spese del proprietario, alla demolizione dell'edificio e al recupero dell'area di sedime quale area di verde privato.
3.5.3.4.4. La pavimentazione del parcheggio è asfaltata, ovvero rifinita con materiale lapideo.
3.5.3.4.5. La delimitazione del parcheggio è realizzata con la prosecuzione dei muri perimetrali dell'edificio sottostante, per una altezza non superiore a 1,00 ml e con le finiture definite dalle presenti norme in relazione ai tessuti urbani di appartenenza, ovvero con ringhiera metallica.
3.5.3.4.6. Per limitare gli impatti visuali è consentito realizzare pergolati in legno o metallo con piante rampicanti scelte tra quelle appositamente indicate dal RE. Detti pergolati sono privi di copertura atta ad impedire il passaggio della pioggia e realizzati secondo le modalità definite dal RE.
3.5.3.4.7. L'illuminazione è realizzata con corpi illuminanti segnavia o a luce radente, con la parte superiore schermata.
4. Modalità di attuazione
4.1. Il Catasto delle aree per servizi pubblici o di interesse comune, o gli eventuali stralci funzionali del medesimo, disciplineranno le modalità di attuazione degli intereventi di cui al presente Articolo, prevedendo in ipotesi di interventi da realizzarsi su aree di proprietà privata:
- a) l'acquisizione dell'area al patrimonio dell'Ente attraverso procedure espropriative, ai sensi del punto 1.5 del presente Articolo;
- b) ovvero la fruizione pubblica dell'area, di titolarità privata, attraverso convenzionamento con il proprietario a garanzia della destinazione pubblicistica.
4.2 Nell'ipotesi di cui al precedente punto 4.1.b), in sede di convenzionamento saranno individuate le strutture anche di carattere precario atte a consentire l'iniziativa economica privata compatibile con la natura del luogo(chioschi, edicole, gelaterie, giostre, ecc.).
5. Interventi consentiti
5.1. I progetti attestano l'appartenenza delle opere alle diverse categorie di spazi pubblici indicate al punto 1, così come articolate nelle tipologie di cui al punto 3 del presente Articolo, e si conformano alle relative disposizioni, evidenziando la coerenza delle previsioni con i caratteri costruttivi e gli interventi consentiti.
5.2. Ferme restando le disposizioni di cui alle Parti Seconda e Terza delle presenti norme e le eventuali, ulteriori disposizioni di dettaglio dettate con riferimento a specifiche aree dalle schede raccolte nell'Elaborato F del RU, l'edificabilità nelle singole aree è regolata sulla base delle esigenze funzionali atte a garantire la qualità prestazionale delle attrezzature e dei servizi purché nel rispetto dei seguenti parametri (gli interventi che riguardano attrezzature e servizi esistenti devono rispettare, quanto meno, le disposizioni di cui ai successivi punti "a" e "b", evitando comunque il peggioramento delle condizioni esistenti in relazione ai parametri indicati negli altri punti):
- a. norme regionali e statali che regolano le singole attività;
- b. coerenze e raccordi paesaggistici, ambientali e urbanistici con il contesto.
- c. attrezzature scolastiche di base (Asb):
- - altezza: 3 piani fuori terra, oltre interrato;
- - rapporto di copertura: 50% della superficie fondiaria;
- - indice di permeabilità: 30% della superficie fondiaria;
- - densità arborea: 50 alberi di alto fusto/ettaro, fatta comunque salva una superficie di 100 mq/lotto;
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968.
- d. attrezzature di interesse comune (Ac):
- - altezza: 3 piani fuori terra, oltre interrato;
- - rapporto di copertura: 50% della superficie fondiaria;
- - indice di permeabilità: 30% della superficie fondiaria;
- - densità arborea: 50 alberi di alto fusto/ettaro, fatta comunque salva una superficie di 100 mq/lotto;
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968.
- e. verde attrezzato (V):
- e.1. varchi (Va)
- - non vi sono consentite nuove costruzioni, ancorché precarie
- - densità arborea: 50 alberi di alto fusto/ettaro
- e.2. parchi lineari di corredo stradale (Vs)
- - non vi sono consentite nuove costruzioni, ancorché precarie
- - densità arborea: 10 alberi di alto fusto/filare/100 ml
- e.3. aree di rigenerazione dei tessuti urbani (Vr)
- - tipologia delle costruzioni: chioschi, rimessaggio attrezzi
- - altezza: 3,50 ml;
- - rapporto di copertura: 1%, fino a un massimo di 30 mq di superficie coperta (sono comunque consentiti 10 mq di superficie coperta nelle aree con superficie almeno pari a 500 mq);
- - densità arborea: 100 alberi di alto fusto/ettaro
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968
- e.4. piazze alberate e aree attrezzate per il passeggio (Vp)
- - tipologia delle costruzioni: chioschi e strutture amovibili per il ristoro e il commercio, con i caratteri costruttivi e secondo le quantità di cui all'Articolo 92 delle presenti norme;
- - altezza: 3,50 ml;
- - densità arborea: 50 alberi di alto fusto/ettaro
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968
- e.5. aree verdi per il gioco e lo sport (Vsp)
- - altezza: 4,00 ml fuori terra, oltre interrato;
- - rapporto di copertura: 20%
- - densità arborea: 25 alberi di alto fusto/ettaro
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968
- e.1. varchi (Va)
- f. parcheggi (P)
- f.1. parcheggi a raso (Pr)
- - tipologia delle costruzioni: chioschi
- - altezza: 3,5 ml;
- - densità arborea: 50 alberi di alto fusto/ettaro
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968
- f.2. parcheggi multipiano (Pm)
- - altezza: 2 piani fuori terra con utilizzo della copertura per tre livelli complessivi di parcamento, oltre interrato;
- - rapporto di copertura: 70% della superficie fondiaria;
- - indice di permeabilità: 25% della superficie fondiaria;
- - densità arborea: 50 alberi di alto fusto/ettaro;
- - distanze dai confini: come da D.M. n. 1444/1968.
- f.1. parcheggi a raso (Pr)
6. Accesso a lotti privati
6.1. A seguito dell'attuazione delle previsioni di cui al presente Articolo, i passaggi esistenti che garantiscono accesso ai lotti privati, altrimenti interclusi, possono essere mantenuti nella ubicazione esistente ovvero in altra ritenuta più idonea dalle parti, previa stipula di apposita convenzione (o atto unilaterale d'obbligo), registrata e trascritta a cura e spese del soggetto interessato, che regoli il regime giuridico del suolo, le modalità di manutenzione e, se del caso, la realizzazione delle opere.
7. Funzioni in contrasto con le destinazioni di zona
7.1. Le funzioni esistenti, ma diverse da quelle di cui al presente Articolo, possono permanere nella consistenza attuale fino alla attuazione delle previsioni del RU. Gli edifici (o le parti di essi) che le ospitano, nelle more di tale attuazione, sono oggetto dei soli interventi di manutenzione, restauro e risanamento conservativo, con esclusione di qualsiasi incremento di superficie e/o di volumetria.