Articolo 21 reticolo idrografico superficiale
1. Definizione
1.1. Il reticolo idrografico superficiale è costituito da "tutti" i corsi d'acqua (o parte di essi), ancorché minori e/o a regime torrentizio, presenti nel territorio comunale. Comprende il microreticolo di scolo delle acque meteoriche ed è individuato dalle tavole grafiche del RU.
1.2. Per tutto quanto non specificamente disposto nel presenteArticolo si fa diretto riferimento al supporto geologico - tecnico del RU, di cui all'Articolo 14 delle presenti norme, alle vigenti norme di settore ed alle specifiche competenze degli enti preposti.
2. Funzioni
2.1. Il reticolo idrografico superficiale costituisce uno dei principali elementi direttori delle modalità di utilizzazione storica del territorio comunale. Esso garantisce il drenaggio dei terreni, concorre alla configurazione ambientale e paesaggistica, assicura relazioni ecologiche tra le aree di monte e di valle.
3. Interventi
3.1. Il reticolo idrografico superficiale è tutelato ai fini idraulici, ecologici e paesaggistici. È fatto pertanto divieto di deviare o coprire i corsi d'acqua, di interromperne o impedirne il deflusso superficiale, di impermeabilizzarne le sponde. È vietato, in particolare, modificare le linee naturali di impluvio e diminuire le sezioni trasversali degli alvei. Possono comunque essere autorizzati interventi finalizzati al ripristino delle condizioni naturali di efficienza del sistema drenante naturale.
3.2. Nelle aree di pianura possono essere autorizzati interventi puntuali di modifica del reticolo idrografico superficiale solo per comprovate esigenze tecnico-funzionali e a condizione che sia comunque dimostrato, attraverso studi estesi a un congruo intorno territoriale, il mantenimento o il miglioramento delle condizioni di efficienza idraulica esistenti.
3.3. Non sono ammessi interventi di manomissione o di modifica degli alvei e delle sponde se non finalizzati alla regimazione idraulica, al contenimento dell'erosione e alla qualificazione biologica (da sottoporre comunque a valutazione di incidenza ai sensi della normativa vigente in materia).
3.4. L'attraversamento dei corsi d'acqua con tratti di viabilità e/o infrastrutture di trasporto è consentito, per i tratti minimi indispensabili, solo a seguito di studi idraulici e morfologici estesi all'intero bacino o sottobacino interessato. Tali studi devono comunque determinare la sezione idraulica adeguata a far defluire le portate di massima piena.
3.5. Per gli interventi di regimazione e/o di sistemazione degli alvei e delle sponde si deve fare ricorso, preferibilmente, ai metodi e ai materiali dell'ingegneria naturalistica. Per le opere di rinverdimento o di riqualificazione naturalistica, in particolare, devono essere utilizzate le specie vegetali appositamente indicate dal RE.
3.6. Onde contenere la riduzione delle portate e i conseguenti danni alle emergenze faunistiche presenti, dal Fosso di S.Antonio (Le Piane), dal Fosso degli Acquastrini, dalla Valle dei Mulini e dal Fosso del Campone (Valle del Campone), nonché dai relativi affluenti, possono essere effettuati prelievi di acqua solo se finalizzati a scopi idropotabili pubblici. L'autorizzazione ad effettuare tali prelievi deve comunque essere sottosposta a valutazione d'incidenza ai sensi della normativa vigente in materia.
4. Sistemi idrografici di particolare valore naturalistico:
4.1. Nel territorio comunale assumono particolare rilevanza naturalistica i seguenti sistemi idrografici. Al loro interno la valutazione di incidenza, ove prevista, considera in particolare i caratteri naturali sotto indicati.
- a) Sistema idrografico de Le Piane (ri1)
Sistema di corsi d'acqua importante per diverse specie di anfibi, rettili e uccelli.
Presenza accertata del Discoglosso sardo, specie di anfibio endemica dell'area tirrenica presente in Toscana solo nell'isola del Giglio, nell'isola di Montecristo e all'Argentario. - b) Sistema idrografico della Valle dei Mulini e Acquastrini (ri2)
Sistema di corsi d'acqua importante per diverse specie di anfibi, rettili e uccelli. - c) Sistema idrografico del Campone (ri3)
Sistema di corsi d'acqua importante per diverse specie di anfibi, rettili e uccelli.
Presenza accertata del Discoglosso sardo.
5. Evidenza negli atti
5.1. I progetti edilizi, i programmi aziendali e i PA evidenziano la presenza del reticolo idrografico superficiale nelle aree di competenza e, se del caso, definiscono con le procedure di legge gli interventi atti a garantirne la tutela e la manutenzione ai fini idraulici, ecologici e paesaggistici.