Articolo 18 ambienti aperti naturali

1. Definizione

1.1. Sono ambienti naturali e seminaturali (gariga, prateria e ambienti rupestri) che derivano dalla degradazione dei boschi preesistenti e che non sono classificabili come "boschi" ai sensi della normativa regionale vigente. Comprendono gli ambienti rupestri propriamente detti.
In coerenza con quanto previsto dal PS, gli ambienti aperti naturali costituiscono serbatoi di naturalità a carattere locale e svolgono un ruolo preminente nel sistema ecologico del territorio comunale.

1.2. Sono caratterizzati da una vegetazione erbacea o basso arbustiva discontinua, intervallata da frequenti affioramenti rocciosi. Presentano una notevole ricchezza floristica di insieme, con numerose emergenze floristiche e faunistiche (specie rare e minacciate).

1.3. A differenza dei boschi, possono richiedere una gestione attiva, atta a garantirne la conservazione e a evitarne l'evoluzione verso gli arbusteti, soprattutto là dove abbiano cessato di operare i fattori che hanno concorso alla loro creazione.

2. Usi

2.1. Sono da conservare quali componenti essenziali del patrimonio ambientale e delle funzionalità ecologica.

2.2. Al loro interno. ove non specificatamente vietato dalle presenti norme, è consentito:

  1. a. il recupero dei terrazzamenti esistenti. Nelle aree individuate con pericolosità geomorfologica molto elevata, è consentita la nuova realizzazione di terrazzamenti esclusivamente ai fini della messa in sicurezza del versante;
  2. b. il pascolo brado, o semibrado, nonché, la realizzazione recinzioni, punti di abbeverata e ricoveri necessari allo svolgimento di tali attività;
  3. c. la realizzazione di nuove costruzioni ad uso agricolo negli ambiti territoriali classificati a prevalente carattere naturale e a prevalente carattere agricolo ai sensi delle disposizioni contenute nella Parte Quarta,Titolo II, delle presenti norme;
  4. d. interventi di riforestazione, purché sottoposti preventivamente a valutazione di incidenza e realizzati entro una fascia di 50 ml dalle strade e dagli insediamenti urbani;
  5. e. la manutenzione e l'adeguamento della viabilità esistente;

2.3. Sono invece espressamente vietati:

  1. a. gli interventi di riforestazione con conifere e/o con latifoglie appartenenti a specie non autoctone nel territorio comunale;
  2. b. la realizzazione di nuove strade, fatta eccezione per quelle che si rendessero necessarie ai fini della prevenzione incendi e della protezione civile;
  3. c. la realizzazione di nuove costruzioni, con l'eccezione delle costruzioni agricole consentite ai sensi delle disposizioni contenute nella parte Quarta,Titolo II, delle presenti norme.

3. Edifici esistenti

3.1. Sugli edifici esistenti sono consentiti interventi di manutenzione, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia RE1 e RE2, quale definita dall'Articolo 7, punto 5.2 delle presenti norme. Sugli edifici esistenti con destinazione d'uso agricola sono altresì consentiti interventi di ristrutturazione edilizia RE3, quale definita dall'Articolo 7, punto 5.2, delle presenti norme. I locali tecnici, quali definiti dall'Articolo 7, punto 5.4, delle presenti norme sono consentiti esclusivamente fuori terra, senza possibilità di locali interrati o seminterrati.

4. Ambienti aperti naturali di particolare valore naturalistico: grandi sistemi di ambienti aperti naturali

4.1. Le aree elencate al successivo punto 4.3 corrispondono alle maggiori estensioni di vegetazione rada, erbacea o basso-arbustiva pressoché continua, su suoli poveri e acclivi. Costituiscono ambienti di eccezionale valore floristico e faunistico, in quanto ospitano una notevole quantità di specie rare e a rischio di estinzione.

4.2. In tali aree il recupero dei vecchi terrazzamenti ai fini agricoli e qualsiasi progetto di riutilizzazione a questi stessi fini di ex coltivi, nonché qualsiasi intervento edilizio che comporti maggiore consumo di suolo, deve essere sottoposto alla valutazione di incidenza con specifica valutazione dei caratteri naturali indicati al successivo punto 4.3. Onde evitare l'evoluzione verso formazioni a maggiore copertura del suolo, inoltre, i programmi aziendali o i progetti che interesseranno tali aree devono prevedere specifiche azioni volte a contrastare l'espansione naturale dei rimboschimento di conifere (pino d'Aleppo, pino domestico, ecc.).

4.3. Nei promontori di Torre Ciana e dell'Avvoltore è vietato l'impianto di alberature lungo la viabilità esistente, mentre può essere ammesso l'impianto di specie arbustive autoctone con ricorso alle specie indicate dal RE.

  1. a. Costa dei Ronconali (aan1)
    Formazioni vegetali, a prevalenza di gariga e di macchia bassa e rada, localizzate su un piccolo crinale roccioso di grande valore paesaggistico e di grande importanza per la presenza di emergenze faunistiche.
  2. b. Promontorio di Capo d'Uomo (aan2)
    Promontorio roccioso di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico. È caratterizzato dalla presenza di formazioni a gariga, macchia mediterranea, affioramenti rocciosi e ghiaioni, ricchi di specie floristiche rare o endemiche. Importante anche come sito di riproduzione di specie faunistiche rare o minacciate (soprattutto rapaci).
  3. c. Valle delle Lupaiole (aan3)
    Formazioni a prateria, a dominanza di ampelodesma e secondariamente a gariga e macchia massa, di grande interesse per la presenza di specie floristiche rare.
  4. d. Valle dei Pozzoni (aan4)
    Principale sistema di praterie ad ampelodesma dell'Argentario. Importante per la presenza di specie rare di flora e fauna.
  5. e. Alta Valle dei Mulini (aan5)
    Sono le valli tributarie della Valle dei Molini, occupate da praterie, garighe, affioramenti rocciosi, macchie basse e medie. Presenta vecchi terrazzamenti in stato di abbandono e aree a tratti coltivate. Riveste notevole importanza faunistica per la presenza di specie rare e/o minacciate.
  6. f. Valle Lunga e Valle delle Ficaie (aan6)
    Presenta ampie superfici a gariga, ben conservate e ricche di emergenze floristiche.
  7. g. Promontorio di Torre Ciana (aan7)
    Promontorio roccioso di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico, interessato da ambienti rupestri (pareti verticali e ghiaioni), garighe e macchie basse. Le formazioni vegetali annoverano diverse specie rare di flora; tra queste Misopates calycinum, che in Toscana è presente solo in questo sito.
  8. h. Promontorio dell'Avvoltore (aan8)
    Promontorio roccioso di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico, interessato da ambienti rupestri (pareti verticali e ghiaioni) e garighe. Importante per la nidificazione di rapaci e altri uccelli rupicoli.

5. Evidenza negli atti

5.1. I progetti edilizi, i programmi aziendali e i PA evidenziano i casi in cui gli interventi previsti interessano gli ambienti aperti naturali di cui al presente Articolo; evidenziano altresì la coerenza degli interventi previsti con le disposizioni che regolano tali aree.