Articolo 91 rete viaria

1. Definizione

1.1. Per rete viaria del territorio comunale si intende il sistema infrastrutturale composto da:

  1. a. viabilità extraurbana di interconnessione sovra comunale, quale corridoio multimodale Porto Santo Stefano - Santa Liberata - Terra Rossa - Porto Ercole composto dalle strade provinciali n. 161 "Porto Santo Stefano" e n. 2 "Porto Ercole" (esistenti), nonché dal sedime recuperato della ex ferrovia Orbetello - Porto Santo Stefano nel tratto compreso tra Terra Rossa e Porto Santo Stefano;
  2. b. viabilità extraurbana di penetrazione comunale (esistente): strade provinciali n.65 "Panoramica di Porto Santo Stefano", n.66 "Panoramica di Porto Ercole" e n.77 "Convento"; strada comunale Campone - Maddalena; Via di Forte Stella;
  3. c. viabilità di distribuzione urbana:
    1. c.1. esistente:
      • - Porto Santo Stefano: asse est-ovest Via Discesa del Valle-Via della Vittoria/Via Roma-Via Baschieri-Via Panoramica e asse nord-sud Via degli Aviatori-Via del Campone a Porto Santo Stefano;
      • - Pozzarello: Via C. Colombo;
      • - Porto Ercole: Via Caravaggio a Porto Ercole.
    2. c.2. nuova previsione:
      • - Porto Santo Stefano: viabilità di gronda;
      • - Porto Ercole: viabilità di gronda, strada di accesso area ex Cirio.
  4. d. viabilità di distribuzione locale (urbana, esistente o di nuova previsione; extraurbana esistente).

1.2. Le schede dell'Elaborato F del RU definiscono la classificazione delle nuove strade previste nelle aree di nuovo impianto ai sensi delle presenti norme.

1.3. Per "fasce di rispetto" stradali si intendono le porzioni di territorio suscettibili di utilizzo per l'adeguamento dei tracciati infrastrutturali e/o per la realizzazione di opere di mitigazione degli impatti generati dalle infrastrutture sull'ambiente e sul paesaggio. La loro larghezza è definita sulla base del Nuovo codice della strada.

2. Rappresentazione e classificazione

2.1. L'Amministrazione Comunale provvede a rappresentare le strade che compongono la rete viaria comunale, classificandole ai sensi del Nuovo codice della strada, in una apposito elaborato grafico denominato "Rete della viabilità comunale". Detto elaborato è aggiornato ogni qual volta ciò si renda necessario in virtù dell'evolversi degli assetti insediativi e infrastrutturali e comunque con cadenza quanto meno quinquennale. L'aggiornamento è oggetto di una apposita deliberazione del Consiglio Comunale.

2.2. I tracciati dei nuovi tratti viari o di quelli previsti in variante alla viabilità esistente, ovvero a sua integrazione, sono rappresentati sugli elaborati grafici del RU. Tali tracciati sono più compiutamente definiti dal progetto definitivo dell'opera, fermo restando l'obbligo della loro inclusione nelle fasce di rispetto stradali, così come definite dagli elaborati grafici del RU.

2.3. I tracciati della viabilità carrabile prevista nelle aree di nuovo impianto, di cui all'Articolo 78 delle presenti norme, sono più compiutamente definiti dai relativi PA fermo restando che essi:

  1. a. devono obbligatoriamente congiungere i punti estremi di ciascun tratto viario, così come rappresentato nelle schede raccolte nell'Elaborato F del RU;
  2. b. non devono pregiudicare l'attuazione del comparto e, in particolar modo, delle opere pubbliche ivi previste;
  3. c. non devono provocare frantumazione e/ marginalizzazione degli spazi pubblici.

2.4. L'ampiezza delle fasce di rispetto stradali deriva dalle disposizioni di legge e dalla evoluzione degli assetti insediativi e infrastrutturali. Per la viabilità extraurbana di interconnessione sovra comunale e per la viabilità extraurbana di penetrazione comunale essa è rappresentata sugli elaborati grafici del RU in funzione della categoria assegnata dal RU alla suddetta viabilità. Le fasce di rispetto della viabilità minore trovano invece specifica definizione grafica nella "Rete della viabilità comunale" di cui al precedente punto 2.1. del presenteArticolo in funzione della classificazione ai sensi del Nuovo codice della strada. Al loro interno valgono le disposizioni di cui al successivo punto 5 del presente Articolo.

3. Caratteri costruttivi

3.1. I caratteri costruttivi delle nuove strade rispettano le norme funzionali e geometriche emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Gli interventi riguardanti le strade esistenti e la realizzazione di nuove strade sono improntati alla sicurezza della circolazione di tutti gli utenti, con specifico riguardo ai pedoni e ai ciclisti, alla minimizzazione e alla compensazione degli impatti ambientali e visuali, alla coerenza e alla valorizzazione paesaggistica.

3.2. La realizzazione di nuovi tracciati stradali e/o l'adeguamento non puntuale di quelli esistenti, in particolare, è sempre preceduta da uno specifico studio che consenta di concepire l'infrastruttura come una componente integrata nell'ambiente e nel paesaggio e non come una mera sovrapposizione ad essi. A tale scopo, oltre ai caratteri orografici, devono essere esplicitamente considerati gli aspetti geologici, morfologici e idraulici, gli assetti vegetazionali e faunistici, gli aspetti storico-culturali, gli aspetti visuali. Qualora l'esito dello studio evidenzi impatti problematici, si devono definire adeguate opere di mitigazione e di compensazione, ovvero considerare soluzioni progettuali diverse, ivi inclusi tracciati alternativi, che, se esterni alle fasce di rispetto stradale, sono approvati in variante al presente RU.

3.3. Ferme restando le disposizioni dettate dalle presenti norme in relazione a specifici interventi viari:

  1. a. la nuova viabilità interna agli ambiti urbani è sempre dotata di un sistema fognario di raccolta delle acque meteoriche e di almeno un marciapiede di dimensioni regolamentari. Ove presenti, le aiole alberate hanno una larghezza non inferiore a 1,50 ml. L'illuminazione stradale è realizzata con corpi illuminanti schermati, che evitano la diffusione della luce verso l'alto.
  2. b. la nuova viabilità del territorio rurale è sempre affiancata da un percorso pedonale o da una pista ciclabile realizzati in sede protetta. Di norma l'illuminazione stradale non è presente. Se del caso, i percorsi pedonali e le piste ciclabili sono dotati di sistemi di illuminazione segnavia con lampade incassate a terra e schermate nella parte superiore.

3.4. Capitolato prestazionale

3.4.1. Entro sei mesi dalla entrata in vigore delle presenti norme, l'Amministrazione Comunale predispone un capitolato prestazionale che indica i requisiti qualitativi da rispettare nella realizzazione delle nuove strade.

3.4.2. Il suddetto capitolato prestazionale definisce, in particolare, le stratigrafie e le sezioni tipo delle strade, comprensive dei marciapiedi, delle piste ciclabili e delle aiole verdi, i materiali, gli arredi e le specie vegetali da utilizzare in coerenza con le presenti norme, le verifiche da effettuare in sede di collaudo.

3.4.3. Le strade previste nelle aree di nuovo impianto, così come tutti i tratti di nuova viabilità comunque previsti dal RU, si uniformano ai requisiti qualitativi del suddetto capitolato prestazionale.

4. Interventi viari

4.1. Viabilità extraurbana esistente

4.1.1. Sulla viabilità extraurbana esistente, per migliorare la sicurezza degli spostamenti veicolari e la fluidità dei traffici, sono consentiti interventi di adeguamento della sede carrabile a:

  • * categoria C per la viabilità di interconnessione sovracomunale di cui al punto 1.1 del presente Articolo e in particolare:
    • - SP n. 2 "Porto Ercole": categoria C1 (larghezza corsie pari a 3,75 ml/cad);
    • - SP n. 161 "Porto Santo Stefano: categoria C2 (larghezza corsie pari a 3,50 ml/cad);
  • * categoria F per le strade extraurbane di penetrazione comunale di cui al punto 1.1 del presente Articolo.

Tali interventi non devono comportare modifiche del tracciato viario se non per comprovate esigenze localizzate.

4.1.2. Lungo i tratti panoramici che consentono la vista sulla costa e sul mare è vietato creare impedimenti permanenti che impediscano le visuali. In coerenza con il Piano strutturale è altresì vietato creare impedimenti permanenti che ostruiscano le visuali verso le seguenti località: Porto s. Stefano, Torre Lividonia, Torre Cacciarella, Torre di Cala Grande, Torre di Cala Moresca, Torre di Cala Piccola, Torre di Capo d'Uomo, Torre Argentiera, Torre della Maddalena, Torre delle Cannelle, Torre Ciana, Torre dell'Avvoltore, Porto Ercole, Forte Stella, Forte Filippo, Batteria di S. Caterina, La Rocca.

4.1.3. Le eventuali componenti di arredo devono essere costituite da materiali tradizionali: pietra fv, legno, vetro, metallo verniciato, ecc.

4.1.4. L'eventuale apposizione di corpi illuminanti deve evitare l'inquinamento luminoso, facendo ricorso a schermature che impediscano la diffusione della luce verso l'alto.

4.1.5. Strada panoramica

4.1.5.1. In coerenza con quanto previsto dal PS, la Strada panoramica, nei tratti esterni agli ambiti urbani, può essere oggetto di interventi di messa in sicurezza, con particolare riferimento alle frane, agli smottamenti, al drenaggio delle acque meteoriche e alle altre problematiche geomorfologiche e idrogeologiche.

4.1.5.2. Il fondo stradale può essere oggetto di interventi di miglioramento. Tutti gli interventi non devono comunque comportare la saldatura dell'anello del promontorio, così come indicato nella scheda di paesaggio del PIT, Ambito 26 "Argentario".

4.1.5.3. Stante il valore panoramico della strada, sono vietati gli interventi che ostruiscano in modo permanente le visuali verso il mare. È invece consentita la realizzazione, ai lati della strada, di piccoli slarghi non strutturati con funzione di belvedere. Tali slarghi devono avere il fondo bianco e, se del caso, staccionate di protezione in legno.

4.2. Corridoio multimodale

4.2.1. Il corridoio multimodale rappresenta la principale opera infrastrutturale prevista dal Piano strutturale per razionalizzare l'accesso ai porti e ai centri abitati del territorio comunale, per favorire il trasporto pubblico e per consentire gli spostamenti ciclabili.

4.2.2. Esso è costituito:

  • * dalle strade provinciali n. 2, "Porto Ercole", e n. 161, "Porto Santo Stefano", così come classificate e disciplinate nel presente Articolo;
  • * dal sedime della vecchia ferrovia Orbetello - Porto Santo Stefano opportunamente recuperato a sede viaria secondo le disposizioni del presente Articolo.

4.2.3. Il corridoio multimodale è un sistema stradale complesso a uso di autovetture private, bus navetta per il trasporto pubblico e biciclette.

4.2.4. L'intervento è subordinato alla predisposizione di un progetto unitario, approvato dal Consiglio Comunale, che deve prevedere:

  1. a. il recupero del sedime della ex ferrovia Orbetello - Porto Santo Stefano a sede viaria nel tratto compreso tra Val di Prato e Porto Santo Stefano, evitando le intersezioni a raso con la viabilità provinciale e riattivando le gallerie esistenti e in disuso;
  2. b. un percorso dei bus navetta diretti verso Porto Santo Stefano che, tra Val di Prato e Pozzarello, utilizza una corsia della viabilità provinciale in promiscuità con il traffico automobilistico, mentre tra Pozzarello e il porto del Valle utilizza il sedime della ex ferrovia in promiscuità con la pista ciclabile. Un percorso dei bus navetta provenienti da Porto Santo Stefano che, tra il porto del Valle e Pozzarello, utilizza una corsia della viabilità provinciale in promiscuità con il traffico automobilistico, nell'abitato di Pozzarello (tra la nuova viabilità di connessione con Via dell'Orto e Via C. Colombo) utilizza una corsia della strada ricavata sul sedime della ex ferrovia in promiscuità con il traffico automobilistico locale e con la pista ciclabile, mentre tra Pozzarello e Val di Prato utilizza il sedime della ex ferrovia in promiscuità con la sola pista ciclabile. Tutto ciò al fine di evitare l'incrocio a raso tra la viabilità principale e la ex ferrovia all'altezza di Pozzarello
  3. c. fermate dei bus navetta ricavate in sede propria, in appositi slarghi attrezzati ai lati del percorso e all'interno della relativa fascia di rispetto;
  4. d. una pista ciclabile in sede protetta, ricavata nel sedime della ex ferrovia in affiancamento al percorso dei bus navetta nel tratto compreso tra Porto Santo Stefano e Val di Prato e in affiancamento alla viabilità provinciale nel tratto compreso tra Val di Prato e Porto Ercole;
  5. e. l'utilizzazione da parte degli autoveicoli dell'attuale viabilità provinciale nei due sensi di marcia.

4.2.5. Il progetto unitario deve essere corredato da uno specifico studio di inserimento paesaggistico finalizzato a definire:

  1. a. i raccordi morfologici, architettonici e formali con le strutture paesaggistiche esistenti;
  2. b. le misure per limitare gli effetti di frammentazione ecologica, soprattutto nelle aree a più alto valore ambientale;
  3. c. le misure per conservare e valorizzare le visuali aperte verso la costa e il mare;
  4. d. le misure per contenere e compensare gli impatti visuali prodotti dall'opera;
  5. e. le modalità di cantierizzazione atte a minimizzare gli impatti sui paesaggi limitrofi, direttamente o indirettamente coinvolti nella realizzazione dell'opera.

4.2.6. In presenza di appurata impossibilità a utilizzare il sedime della ex ferrovia, il progetto dell'opera può prevedere varianti localizzate che, se esterne alla fascia di rispetto indicata sugli elaborati grafici del RU, comportano variante urbanistica.

4.2.7. Ove necessario, per esigenze di spazio, o opportuno, per qualità di tracciato e/o presenza di viabilità minore all'uopo utilizzabile, la pista ciclabile può distaccarsi dalla carreggiata stradale e seguire un percorso autonomo, ferma restando la necessità di mantenere la stessa origine e la stessa destinazione del tracciato stradale.

4.2.8. Le opere d'arte della strada, che non devono presentare parti in cemento f. v., hanno finiture consone ai caratteri tradizionali delle costruzioni locali, con preferenza per le finiture in pietra.

4.2.9. Le piazzole per le fermate dei bus navetta, che hanno il fondo pavimentato con materiale lapideo antiscivolo, possono essere attrezzate con sedute in legno e ombreggiate con pergolati in legno o metallo.

4.2.10. I caratteri costruttivi della pista ciclabile si conformano alle disposizioni di cui all'Articolo 88 delle presenti norme. Il tracciato della pista può essere segnalato, nelle ore notturne, attraverso sistemi segnavia con luce radente e bassa potenza di impianto. Sono vietati i sistemi di illuminazione che diffondono la luce verso l'alto.

4.3. Viabilità di distribuzione urbana

4.3.1. Viabilità esistente

4.3.1.1. La viabilità di distribuzione urbana esistente, di cui al punto 1.1 del presente Articolo, è suscettibile di interventi di adeguamento alla categoria E (strada urbana di quartiere) ai sensi del Nuovo codice della strada.

4.3.1.2. In corrispondenza degli ingressi urbani, lungo i lati della strada sono messi a dimora filari di alberi di alto fusto, con specie scelte tra quelle indicate dal RE. Le intersezioni stradali sono preferibilmente risolte attraverso rotatorie adeguatamente arredate.

4.3.2. Nuova viabilità

4.3.2.1.La nuova viabilità di gronda prevista dal RU a ridosso dei centri abitati, garantisce i collegamenti tra i settori urbani evitando l'attraversamento delle aree centrali e ha le caratteristiche delle strade di categoria E (strada urbana di quartiere) ai sensi del Nuovo codice della strada.

4.3.2.2. Ove indicato dagli elaborati grafici del RU, essa è affiancata da due aiole alberate di larghezza minima pari a 3,00 ml, con una densità arborea di 10 piante di alto fusto/100 ml scelte tra quelle indicate dal RE.

4.3.2.3. Le schede raccolte nell'Elaborato F del RU e relative alla aree di nuovo impianto definiscono specificatamente, se del caso, le caratteristiche costruttive delle nuove strade, con particolare riferimento ai raccordi morfologici e agli impatti visuali.

4.4. Viabilità di distribuzione locale

4.4.1. Gli interventi sulla viabilità di distribuzione locale, allorché coincidente con la viabilità minore di interesse storico, seguono le disposizioni di cui all'Articolo 30 delle presenti norme.

4.4.2. Nel territorio rurale, ove presente, va comunque conservato il fondo bianco. Solo in presenza di comprovate ragioni è consentito il ricorso terre stabilizzate che utilizzino l'inerte locale.

5. Interventi nelle fasce di rispetto

5.1. Freme restando le disposizioni del nuovo Codice della strada e del relativo regolamento di attuazione, nelle fasce di rispetto stradale si applicano le disposizioni che seguono.

5.2. Al loro interno non sono consentite nuove costruzioni, né ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali.

5.3. Sugli edifici esistenti sono ammessi interventi fino alla ristrutturazione edilizia, con esclusione della demolizione con fedele ricostruzione, della demolizione e ricostruzione dei volumi secondari e delle addizioni funzionali.

5.4. La realizzazione dei muri di cinta o di altre recinzioni ai lati della strada, così come la messa a dimora di alberi o siepi, anche a carattere stagionale, è subordinata al rispetto delle disposizioni contenute nel nuovo Codice della strada.

5.5. Nelle fasce di rispetto sono consentite le pratiche agricole, le sistemazioni a verde e, previo nulla osta dell'ente gestore, la realizzazione di impianti per la distribuzione di carburante, marciapiedi, percorsi pedonali, percorsi ciclabili, parcheggi, impianti tecnologici e simili.