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Unità Territoriali Organiche Elementari nel territorio urbanizzato - Definizioni
Il Piano Strutturale 2 individua come Unità territoriali organiche elementari (UTOE) le parti del territorio comunale, , con caratteristiche di impianto storico, con tessuto morfologico, caratteri fisici - funzionali e paesaggistici comuni. La varietà di condizioni morfologiche, paesaggistiche, ambientali riscontrate nel territorio rurale hanno altresì determinato da parte del Piano Strutturale l'individuazione di specifiche UTOE.
All'interno delle UTOE il Piano Strutturale individua gli interventi generali, particolarmente rispondenti allo sviluppo degli obiettivi specifici del Piano Strutturale e del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) con valenza di Piano paesaggistico.
Le schede di piano relative alle UTOE del territorio urbanizzato e del territorio rurale forniscono gli obiettivi generali di indirizzo e quelli specifici del Piano Strutturale.
Rispetto alle dimensioni massime sostenibili degli insediamenti, è stato verificato che la dotazione procapite di aree per servizi pubblici esistenti e previsti è, a livello comunale, tale da soddisfare i fabbisogni quantitativi esistenti e quelli conseguenti alle previsioni insediative del Piano Strutturale/2 in misura notevolmente superiore alla quota minima di legge.
Attraverso il Piano Operativo sarà possibile determinare, all'interno del territorio urbanizzato e delle Unità Territoriali Organiche Elementari interne al territorio urbanizzato, la localizzazione geografica e le modalità di tali possibili incrementi.
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L'insieme delle unità territoriali organiche elementari è graficamente rappresentato alla tavola 02 Parti di città - UTOE in scala 1:15.000, esse sono di seguito elencate:
UTOE ricomprese nel territorio urbanizzato
- 1. Pentagono - Venezia
- 2. Borghi - Spianate
- 3. Città otto-novecentesca
- 4. Tra la circonvallazione e la ferrovia (4a e 4b)
- 5. Grandi quartieri (Porta a Terra, La Rosa, Coteto, Salviano, Scopaia-Leccia e Nuovo Centro)
- 6. Ardenza
- 7. Antignano
- 8. Banditella alta
- 9. Montenero - Castellaccio
- 10. Attività
- 11. Porto
- 12. Sistema porto-città (Stazione marittima - Porto mediceo - Porta a mare - Bellana)
- 13. Costa urbana
- 14. Quercianella
- 15. Grandi parchi (15a, 15b e 15c)
- 16. Area paesaggistica (16a e 16b)
- 17. Agricoltura
- 18. Aree con prevalenza di agricoltura amatoriale
- 19. Aree tutela dei Monti livornesi
- 20. Aree di speciale valore naturalistico e paesaggistico
- 21. Costa di Calafuria
- 22. Isola di Gorgona
- 23. Secche della Meloria.
N.B. l'UTOE 16 si estende in parte nel territorio urbanizzato ed in parte nel territorio rurale.
UTOE interamente ricomprese nel Territorio rurale:
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Per ogni singola UTOE il Piano Strutturale specifica le categorie di intervento prevalenti con la finalità di orientare l'elaborazione della disciplina dell'attività urbanistica ed edilizia in sede di formazione del Piano Operativo, come disposto dall'art. 95 della L.R. 10 novembre 2014. n.65.
Conservazione
Tale categoria di intervento è finalizzata:
- 1. alla tutela conservativa dei caratteri del paesaggio naturale, agrario e delle caratteristiche di valore storico-ambientale nel tessuto edificato;
- 2. alla difesa e al ripristino ambientale di quelle parti dell'area in cui sono evidenti i segni di manomissioni e alterazioni apportate da trasformazioni e da dissesti naturali;
- 3. alla ricostruzione e al ripristino di sistemi ambientali e con valore storico ambientale compromessi;
- 4. interventi di salvaguardia idraulica, interventi idraulico-forestali.
Recupero
Tale categoria di intervento è finalizzata:
- 1. al miglioramento e al ripristino della qualità urbana e architettonica (nel caso di manufatti isolati) e/o ambientale, nel rispetto della capacità insediativa e degli insediamenti esistenti;
- 2. al ripristino e alla ricostruzione di organismi edilizi gravemente danneggiati o distrutti da eventi bellici di cui sia possibile documentare la configurazione individuale o il tipo originario;
- 3. realizzazione e completamento di scavi archeologici.
Riqualificazione
Tale categoria di intervento è finalizzata:
- 1. al miglioramento della residenzialità, delle strutture turistico-ricettive anche ai fini del loro adeguamento agli standard di legge, dello spazio pubblico;
- 2. alla creazione di nuovi servizi;
- 3. al recupero della residenza pubblica degradata, alla introduzione nei quartieri residenziali di funzioni miste complementari alla residenza.
Completamento
Tale categoria di intervento è finalizzata alla riqualificazione degli spazi liberi e al completamento e alla riqualificazione degli insediamenti esistenti e delle attività. Gli interventi sono rivolti alla realizzazione di nuovi organismi edilizi e nuove opere, su porzioni di territorio già parzialmente edificate da disciplinare con specifiche prescrizioni, che debbono essere redatte riferendosi anche ad eventuali invarianti strutturali individuate dal Piano Strutturale, relative agli allineamenti, alle altezze massime, nonché alla tipologia e alle caratteristiche planivolumetriche degli edifici.
Ristrutturazione
Tale categoria di intervento è finalizzata alla riqualificazione dell'impianto edilizio e urbanistico (es. adeguamento degli standard di legge) anche attraverso la demolizione e successiva riedificazione, anche con modificazioni, dell'impianto urbanistico preesistente.
Trasformazione
Tale categoria di intervento è finalizzata alla creazione di nuovi insediamenti e servizi. Ulteriori categorie di intervento sono quelle di seguito definite per le aree di intervento individuate dal Piano Strutturale all'interno delle singole UTOE.
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La struttura generale richiede di sviluppare in modo finalizzato, da osservare con la redazione del Piano Operativo, le caratteristiche degli interventi su aree già individuate nel tessuto urbano.
Gli interventi, già individuati, appartengono alle seguenti categorie:
- - rigenerazione;
- - riqualificazione urbana;
- - riqualificazione ambientale.
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1. Interventi di rigenerazione
Tale tipo di interventi comprende aree inserite nel contesto urbano dove si registrano condizioni di degrado del patrimonio edilizio ovvero di usi impropri del medesimo, ovvero attività in contrasto con gli usi residenziali delle aree limitrofe, ovvero aree dismesse, spesso caratterizzate da un assetto complesso delle proprietà dei suoli e degli edifici.
Gli interventi di rigenerazione sono una combinazione di interventi edilizi, urbanistici, ambientali, infrastrutturali e funzionali diretti a migliorare la qualità urbana di parti della città che presentano condizioni di degrado, di inadeguatezza funzionale delle residenze, spazi pubblici insufficienti o degradati, attraverso un insieme sistematico di opere consistenti in:
- - riorganizzazione del patrimonio edilizio esistente;
- - riqualificazione delle aree degradate;
- - riorganizzazione funzionale delle aree dismesse;
- - recupero e riqualificazione degli edifici di grandi dimensioni o complessi edilizi dismessi;
- - riqualificazione delle connessioni con il sistema urbano;
- - favorire la diversità sociale, prevedendo differenti tipologie abitative ed incrementando la disponibilità di servizi pubblici e privati di prossimità;
- - favorire la delocalizzazione di attività non compatibili con la residenza in aree idonee.
2. Interventi di riqualificazione urbana
Interventi interessanti aree di notevole estensione. All'interno di tali aree sono compresi complessi od organismi edilizi da riqualificare funzionalmente per ospitare le funzioni originarie o nuove funzioni di interesse urbano e territoriale. Gli interventi di riqualificazione possono comprendere il potenziamento delle funzioni originarie o l'inserimento di nuove funzioni, il miglioramento della dotazione di servizi alle funzioni insediate, anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica. Negli ambiti di riqualificazione è prestata particolare attenzione allo sviluppo delle connessioni tra essi e le aree contigue con particolare riferimento agli altri tipi di ambito di intervento.
3. Interventi di riqualificazione ambientale
Interventi interessanti ambiti di elevato valore paesaggistico e ambientale prossimi alle aree urbanizzate. Gli interventi sono diretti alla conservazione degli elementi di pregio paesaggistico e naturalistico, alla riqualificazione ambientale e paesaggistica delle aree compromesse, alla fruizione pubblica dei luoghi.
Di seguito l'elenco delle aree intervento, graficamente rappresentate alla tavola STS 02 "Aree di intervento", scala 1:15.000 e descritte nel documento "Aree intervento":
Aree di rigenerazione
- 1. Luogo Pio
- 2. Forte San Pietro
- 3. Depuratore - Rivellino
- 4. via Solferino
- 5. via S. Andrea
- 6. via Bandi- via Zola
- 7. Borgo Cappuccini
- 8. "Abitare sociale Garibaldi" - mercato ortofrutticolo
- 9. Caserme viale Marconi
- 10. via Lamarmora nord
- 11. Quartieri nord
- 12. via Masi
- 13. via dei Fabbri
- 14. Stazione S. Marco
- 15. deposito ATL via Meyer
- 16. ex Fornaci Canaccini
Aree di riqualificazione urbana
- 17. Ospedale
- 18. villa Salvatore Orlando
- 19. ville urbane
- 20. depositi comunali
- 21. Terme della Salute
- 22. Stazione Marittima
- 23. Porto Mediceo
- 24. Porta a Mare
- 25. ex Ceramica industriale
- 26. via Aurelia nord
- 27. Livorno Nord
- 28. via Firenze
Aree di riqualificazione ambientale
- 29. Antignano Nord
- 30. Livorno Sud
- 31. Falesie di Antignano
- 32. Monte Burrone
- 33. Cava costiera di Calignaia
- 34. Cava costiera Telegrafo - Punta Combara.
- 35. Tiro al volo.
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Il territorio rurale corrisponde alle parti del territorio comunale esterne al perimetro del territorio urbanizzato individuato dal Piano Strutturale alla tavola ST 03 "Individuazione del perimetro del territorio urbanizzato", scala 1:15.000. Il Piano Strutturale articola, in relazione ai differenti caratteri del territorio rurale e al fine del conseguimento dei propri obiettivi e di quelli del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico Regionale, il territorio rurale in sei UTOE. All'interno di alcune UTOE del territorio rurale il Piano Strutturale individua ulteriori aree che, pur ospitando funzioni non agricole, non costituiscono territorio urbanizzato. Tali ambiti corrispondono ai nuclei abitati di Limoncino, Valle Benedetta e Condotti vecchi, al complesso del carcere sito in località Le Sughere, ad aree a destinazione produttiva- artigianale già individuate dal Regolamento urbanistico e sulle quali sono insediate attività. Tale insieme di aree è individuato graficamente alla tavola STS02 "Parti di città - UTOE", scala 1:15.000. Le UTOE del territorio rurale individuati dal Piano Strutturale sono graficamente rappresentati alla tavola STS 01 "Parti di città - UTOE", in scala 1:15.000, e descritte nelle schede contenute nel presente documento sono le seguenti:
- 17. Agricoltura
- 18. Aree con prevalenza di agricoltura amatoriale
- 19. Aree tutela dei Monti livornesi
- 20. Aree di speciale valore naturalistico e paesaggistico
- 21. Costa di Calafuria
- 22. Isola di Gorgona
- 23. Secche della Meloria.
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Nel comune di Livorno sono presenti otto stabilimenti a rischio di incidente rilevante, sei sono ubicati nella zona del porto industriale, posta a nord, uno è posto in zona est e l'ultimo è localizzato a sud del comune.
Definite le aree di danno per le aree incluse nel massimo inviluppo delle aree di danno individuate su cartografia CTR dall'allegato al documento "Elaborato tecnico Rischio di Incidente Rilevante (R.I.R.) del comune di Livorno" e riportate alla tavola del Piano strutturale QC 10 "Fasce di rispetto e vincoli derivanti da normativa sovraordinata" (scala 1: 15.000) si specifica che:
- - Gli inviluppi delle aree di danno sopra richiamate corrispondono a quelle valutate dalle aziende che rientrano nella disciplina delle attività a rischio d'incidente rilevante ricadenti nel Comune di Livorno;
- - È demandata alla predisposizione del Piano Operativo la specifica regolamentazione dell'attività edilizia relativa alle aree interessabili dagli scenari incidentali rappresentati dagli inviluppi delle aree di danno;
- - In attesa della predisposizione del Piano Operativo, la valutazione della compatibilità edilizia all'interno degli inviluppi delle aree di danno, avverrà con riferimento ai criteri esposti nel paragrafo "Valutazione della compatibilità" contenuto nell'"Elaborato tecnico rischio di incidente rilevante del comune di Livorno" allegato al Piano strutturale e al D.M. 09/05/2001.
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Descrizione
L'UTOE n. 1 Pentagono- Venezia include: le aree dell'originario villaggio di Livorno; il nucleo di fondazione, limitrofo al porto, come oggi delimitato dal Fosso Reale e dalle Darsene Vecchia e Nuova corrispondente al Pentagono; la prima espansione urbana realizzata su parte delle primitive fortificazioni, a partire dalla prima metà del '600, corrispondente alla Venezia, il Forte San Pietro.
Dell'antico villaggio restano, oltre ad alcune significative opere militari, poche tracce: alcuni tracciati stradali, la configurazione medievale dei lotti, con un lato estremamente ridotto rivolto verso la viabilità ed il lato più lungo che si sviluppa verso le aree interne. Lo stesso può dirsi della città di fondazione, già oggetto di interventi di ristrutturazione urbanistica agli inizi dell'800 e prima della II Guerra mondiale e nel dopoguerra quasi completamente ricostruita: di quest'ultima, oltre a pochi edifici superstiti, le tracce più consistenti sono evidenti nella maglia stradale. Diverso quanto si rileva nella Venezia, dove malgrado le distruzioni belliche e gli interventi della ricostruzione, sono tuttora percepibili, per la presenza delle vie d'acqua, per l'epoca di costruzione di gran parte del patrimonio edilizio e monumentale, i caratteri originari dell'area. Dal punto di vista funzionale nell'UTOE, sono accentrate le funzioni di rilievo urbano e territoriale tipiche di un capoluogo di provincia, pubbliche e private, mentre si riscontra una densità abitativa non particolarmente elevata (144 abitanti/ettaro). Per Pentagono e Venezia le indagini sul sistema dei servizi pubblici hanno rivelato una dotazione di aree per servizi inferiore al minimo di legge, soprattutto in riferimento a verde pubblico, parcheggi e attrezzature scolastiche, ed una dotazione, in misura notevolmente superiore ai minimi di legge, delle aree per attrezzature di interesse comune, religiose, culturali, sociali, assistenziali, amministrative e per pubblici servizi. Ciò sembra corrispondere da un lato alle caratteristiche morfologiche di questa parte di città (l'unico spazio verde di dimensione considerevole è il giardino ricavato nell'ambito della Fortezza nuova) e, dall'altro, al fatto che le funzioni di servizio con valenza urbana e territoriale (Prefettura, tribunali, gran parte degli uffici comunali) sono collocate in questa area. In conseguenza di ciò, data la morfologia dei luoghi, un possibile incremento della dotazione di servizi procapite, anche in riferimento alle singole specializzazioni, può essere ricercata nella riorganizzazione degli usi delle aree a servizi esistenti così come negli interventi di recupero e riqualificazione di aree degradate, quali Forte San Pietro.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare (prescrizione del Piano paesaggistico regionale);
- - Salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano e delle aree di interfaccia fra la città e l'area portuale industriale- commerciale;
- - Salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico- identitario.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Valorizzare il patrimonio storico-ambientale;
- - Tutelare l'impianto urbanistico storico pianificato, riconoscere i valori storici e valorizzare le strutture insediative;
- - Conservare l'impianto urbanistico storico con particolare riferimento alla viabilità di impianto storico, alle piazze ed alla rete dei fossi e relativi sistemi di accesso dal mare e da terra;
- - Valorizzazione dei fossi nel loro insieme (superfici acquee e qualità ecologica delle medesime, banchine, scalandroni, muri di sostegno, ponti e altri manufatti), dei rapporti tra la rete delle vie d'acqua e la città (banchine, scalandroni, cantine, edifici, rete stradale), riapertura dei canali interrati;
- - razionalizzazione degli usi per la nautica con particolare riferimento alla regolamentazione degli ormeggi ed al trasferimento in aree idonee di attività non compatibili con la qualità ecologica delle acque dei fossi;
- - conservazione, recupero, anche a nuovi usi (culturali, commerciali) compatibili con il valore storico dei luoghi, del sistema delle cantine prospiciente la rete dei fossi;
- - Valorizzare gli edifici di interesse storico;
- - Conservare l'edilizia storica;
- - Recuperare l'immagine storica degli edifici monumentali e del loro contesto con particolare riferimento a Forte San Pietro e al Fosso Reale;
- - Conservare le regole storiche di impianto edilizio e gli antichi caratteri costruttivi ove presenti;
- - Consentire la sostituzione degli edifici recenti privi di valore storico;
- - Migliorare le connessioni pedonali, attraverso interventi di riduzione del traffico automobilistico e miglioramento dello spazio pubblico, tra questa parte di città, il Porto Mediceo e la Stazione Marittima;
- - Favorire la pedonalizzazione;
- - Disincentivare il traffico veicolare secondo gli indirizzi del PUMS;
- - Incremento della dotazione di parcheggi pubblici e privati anche interrati.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione e recupero con le seguenti precisazioni:
- - valorizzare l'immagine urbana verso lo spazio pubblico fissando i caratteri dell'immagine urbana da mantenere e linee guida per il Piano del colore ed altri piani di settore che assumono rilevanza per la valorizzazione dell'immagine storica della città (quali, a titolo d'esempio: il piano delle insegne, il piano dell'illuminazione, il piano del traffico);
- - trasferire le funzioni incompatibili con i caratteri storico ambientali;
- - favorire il recupero residenziale di edifici occupati da attività terziarie;
- - valorizzare gli edifici storici;
- - recuperare gli ambienti, incluse le cantine, e le banchine lungo i fossi all'uso culturale -commerciale razionalizzando l'uso per la nautica (ormeggi, attività di rimessaggio e manutenzione);
- - caratterizzare l'ambiente storico anche attraverso il colore;
- - completare la ricostruzione degli isolati danneggiati dagli eventi bellici
- - valorizzare l'uso dello spazio pubblico migliorandone la qualità ambientale;
- - valorizzare l'impianto della Venezia anche attraverso il recupero di antichi percorsi e il completamento della riapertura dei canali interrati;
- - confermare la destinazione per usi pubblici o per attività private di particolare interesse per il centro (come ad esempio cinema, sale per spettacoli, biblioteca, spazi associativi, attività turistico- ricettive, etc.) dei grandi edifici e manufatti edilizi di proprietà pubblica o con funzioni di interesse pubblico (quali: mercato ittico, Mercato centrale, Palazzo Grande, Palazzo dei Portuali, complesso edilizio del Palazzo del Governo-Questura-Archivio di Stato, Palazzo del Picchetto, Cisternino di città);
- - correlare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ai valori storico-architettonici dei singoli edifici e in rapporto alle relazioni tra essi e l'ambiente urbano.
Incrementi ammessi
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, da definirsi in primo luogo sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio; eventuali interventi di sostituzione edilizia, ove consentiti dal Piano Operativo, dovranno comunque rispettare gli allineamenti alla rete viaria di impianto storico;
- - interventi, i cui caratteri saranno oggetto di più approfondita definizione a cura del Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS 02;
- - promuovere la progressiva delocalizzazione degli impianti di distribuzione carburanti esistenti qualora incompatibili/incoerenti con gli obbiettivi di tutela dei beni di particolare valore storico- culturale e testimoniale.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: la rete delle vie d'acqua con relativi accessi, banchine, rete stradale, cantine e organismi edilizi di impianto storico su di essa prospicienti
- 2) Invariante strutturale: la configurazione d'insieme dei bacini del porto antico (darsena vecchia, darsena nuova, porto mediceo) e delle fortificazioni.
- 3) Invariante strutturale: la continuità delle cortine edilizie lungo la rete delle vie d'acqua e la maglia stradale, nel rapporto tra le altezze di tali cortine e le dimensioni dello spazio pubblico (strade e vie d'acqua), che in complesso costituiscono il valore d'insieme della Venezia, di parte del Pentagono e della fascia dei borghi
- 4) Invariante strutturale: gli edifici e manufatti, prevalentemente pubblici, in diretto rapporto con il mare o le vie d'acqua: mura e fortezze, Mercato centrale.
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: le mura e le tracce di esse ancora riconoscibili
- 2) Invariante strutturale: l'acquedotto Leopoldino e relativi manufatti di servizio: nella UTOE è ricompreso il Cisternino di città.
Insieme città- strade- colline
- 1) Invariante strutturale: nelle aree di impianto storico (Venezia, Pentagono, borghi): l'edificazione generalmente a filo strada e continua; il permanere di parti notevoli della maglia stradale della città di fondazione e derivante dagli interventi di espansione urbanistica ottocenteschi conseguenti alla rettificazione del Fosso Reale (c.d. "Città leopolda", realizzata secondo i piani di Bettarini e Cambrai-Digny); l'allineamento dell'edificazione nei borghi alle radiali extraurbane, alla linea degli spalti dismessi e delle servitù militari decadute nel '700; la permanenza dei tracciati delle radiali extraurbane sia nell'area urbana sia all'esterno di essa (via San Giovanni).
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. luoghi di culto non cattolici (sinagoga, chiesa greco- cattolica);
- b. edifici polifunzionali della metà del '900, edifici specialistici ottocenteschi (teatri, mercato centrale, etc.)
Vincoli sovraordinati
- - Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
- - Rispetto sanitario del depuratore del Rivellino.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Non si riscontrano morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee in quanto gli interventi di ristrutturazione urbanistica condotti nel periodo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale nel Pentagono non sono riconducibili ai morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee individuati dal Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano paesaggistico. Al tempo stesso la ricostruzione post bellica del Pentagono, come evidenziato dal Quadro conoscitivo del Piano Strutturale, ha in gran parte seguito le regole di impianto originarie anche se non senza alcune alterazioni quali: la profonda riconfigurazione di Piazza Grande che ha dato luogo alla creazione di due piazze; l'assetto di Piazza Benamozegh, della zona del Mercato centrale e di via degli Avvalorati, l'introduzione di portici su via Grande. Quanto esposto in merito al Pentagono può estendersi anche alla Venezia dove, tra gli interventi previsti dal Piano Strutturale è ricompresa anche la ricostruzione dell'immagine storica del quartiere attraverso il completamento della riapertura di vie d'acqua interrate, la ricostruzione di parte dell'isolato del Luogo Pio, incluse operazioni nelle aree di intervento del Piano Strutturale.
- UTOE 1 - Pentagono VeneziaDescrizione
Parte di città compresa tra il Fosso Reale, il lato nord del Forte San Pietro, le mura lorenesi fino a Porta San Marco, via della Cinta esterna, via Galilei, corso Amedeo e corso Mazzini (queste ultime strade corrispondono alla c.d. strada delle Spianate che segnava il limite meridionale dell'area soggetta alle servitù militari), Piazza Mazzini, gli Scali Novi Lena. L'impianto urbanistico è caratterizzato dal tracciato del canale dei Navicelli e del Fosso Reale che in parte ne segna il limite occidentale, delle radiali che dalla città di fondazione si dirigono verso il cimitero (via San Marco), Pisa (via Garibaldi), la stazione centrale (via De Larderel, tratto urbano di via degli Acquedotti, oggi viale Carducci), i centri suburbani, le fortificazioni esterne, la campagna e i Monti livornesi (via Mentana, primo tratto della via di Salviano, via S. Carlo, Borgo Cappuccini ed altre radiali minori), dal circuito stradale aderente alla linea degli spalti e dagli interventi di raccordo, stradali ed urbanistici, tra questa parte di città e la città di fondazione realizzati nei primi decenni dell'Ottocento (Piazza del Voltone, ora della Repubblica, aree a sud del fosso Reale, lungo l'asse Piazza Cavour- via Ricasoli) secondo i piani del Cambrai-Digny e del Bettarini. Tale parte di città è stata edificata prevalentemente a partire dalla fine del XVIII secolo, a seguito del venir meno delle servitù militari che fino ad allora ne avevano impedito l'edificazione ricalcando il tracciato della vecchia linea di difesa della città.
Essa è quella in cui è maggiormente conservata l'immagine sette- ottocentesca sia degli edifici sia dello spazio pubblico, in riferimento alla maglia stradale, alla conformazione degli isolati, spesso caratterizzati da grandi spazi interni non edificati, alle piazze, alla distribuzione degli edifici aventi rilevanza urbana. L'edificazione lungo le strade radiali e quelle corrispondenti alla linea degli spalti è inoltre caratterizzata da edifici costruiti a filo strada, di altezze generalmente uniformi.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Evitare la saturazione delle corti interne con interventi di nuova edificazione;
- - Mantenere e creare dei varchi nelle cortine edilizie per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, etc.);
- - Evitare l'inserimento di architetture contemporanee fuori scala e monofunzionali;
- - Tutelare le radiali storiche che caratterizzano questa parte di città, riconosciute dal PPR come parte dell'invariante IV.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Valorizzare il patrimonio storico-ambientale;
- - Tutelare l'impianto urbanistico storico pianificato, riconoscere i valori storici e valorizzare le strutture insediative;
- - Conservare l'impianto urbanistico storico (strade, fossi) con particolare riferimento alle radiali storiche e alla viabilità realizzata in corrispondenza della linea degli spalti;
- - Valorizzazione dei fossi nel loro insieme (superfici acquee e qualità ecologica delle medesime, banchine, scalandroni, muri di sostegno, ponti e altri manufatti), dei rapporti tra la rete delle vie d'acqua e la città (banchine, scalandroni, cantine, edifici, rete stradale), riapertura dei canali e bacini interrati;
- - razionalizzazione degli usi per la nautica con particolare riferimento alla regolamentazione degli ormeggi ed al trasferimento in aree idonee di attività non compatibili con la qualità ecologica delle acque dei fossi;
- - conservazione, recupero, anche a nuovi usi (culturali, commerciali) compatibili con il valore storico dei luoghi, del sistema delle cantine prospiciente la rete dei fossi;
- - Recuperare l'immagine storica degli edifici monumentali e del loro contesto con particolare riferimento a Forte San Pietro e mura lorenesi e al Fosso Reale anche attraverso la delocalizzazione di funzioni contrastanti con la qualità urbana, quali l'impianto di depurazione cittadino;
- - Valorizzare gli edifici di interesse storico;
- - Conservare l'edilizia storica;
- - Conservare le regole storiche di impianto edilizio e gli antichi caratteri costruttivi ove presenti;
- - Consentire la sostituzione degli edifici recenti privi di valore storico;
- - Disincentivare il traffico veicolare secondo gli indirizzi del Piano del traffico;
- - Realizzare parcheggi pubblici sui limiti esterni di tale parte di città;
- - Sviluppare le relazioni e la connettività tra questa parte di città, i quartieri nord, la Stazione marittima, la Porta a Mare;
- - riqualificazione dell'isolato ricompreso tra via S. Andrea, Piazza del Cisternone, via F. Magagnini, via De Larderel;
- - Incremento della dotazione di parcheggi pubblici e privati anche interrati.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
- - Promuovere la progressiva delocalizzazione degli impianti di distribuzione carburanti esistenti qualora incompatibili/incoerenti con gli obbiettivi di tutela dei beni di particolare valore storico- culturale e testimoniale.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalentemente: conservazione e recupero con le seguenti precisazioni:
- - valorizzare l'immagine urbana verso lo spazio pubblico fissando i caratteri dell'immagine urbana da mantenere;
- - trasferire le funzioni incompatibili, quali il depuratore del Rivellino, con i caratteri storico ambientali riqualificando le aree rese disponibili in relazione alla fruizione degli spazi monumentali, al recupero dell'immagine storica della città;
- - favorire il recupero residenziale di edifici occupati da attività terziarie;
- - valorizzare gli edifici storici;
- - recuperare gli ambienti e le banchine lungo i fossi all'uso culturale - commerciale razionalizzando l'uso per la nautica (ormeggi, attività di rimessaggio e manutenzione);;
- - tutelare l'impianto urbanistico ottocentesco;
- - completare le cortine edilizie lungo le strade storiche;
- - caratterizzare l'ambiente storico anche attraverso il colore;
- - caratterizzare le strade commerciali, in particolare il percorso delle guglie;
- - tutelare l'impianto urbanistico ed il carattere dell'edilizia borghese ottocentesca;
- - valorizzare l'uso dello spazio pubblico migliorandone la qualità ambientale;
- - valorizzare l'impianto urbano, specie in corrispondenza delle aree prospicienti Forte San Pietro limitrofe alla Dogana d'Acqua, anche attraverso il recupero ed il ripristino delle vie d'acqua;
- - riqualificare le aree interne dei grandi isolati.
Incrementi ammessi
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio; eventuali interventi di sostituzione edilizia dovranno comunque rispettare gli allineamenti alla rete viaria di impianto storico secondo quanto stabilito per le singole UTOE;
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal PS alla tavola STS 02.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: la rete delle vie d'acqua con relativi accessi, banchine, rete stradale, cantine e organismi edilizi di impianto storico su di essa prospicienti
- 2) Invariante strutturale: la configurazione d'insieme delle fortificazioni.
- 3) Invariante strutturale: la continuità delle cortine edilizie lungo la rete delle vie d'acqua e la maglia stradale, nel rapporto tra le altezze di tali cortine e le dimensioni dello spazio pubblico (strade e vie d'acqua), che in complesso costituiscono il valore d'insieme della Venezia, di parte del Pentagono e della fascia dei borghi
- 4) Invariante strutturale: gli edifici e manufatti, prevalentemente pubblici, in diretto rapporto con il mare o le vie d'acqua: mura e fortezze.
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: le mura e le tracce di esse ancora riconoscibili
- 2) Invariante strutturale: l'acquedotto Leopoldino e relativi manufatti di servizio: nella UTOE è ricompresa via De Larderel, già denominata via dei Condotti in quanto tratto inziale del grande viale degli Acquedotti parallelo al tracciato dell'acquedotto leopoldino.
Insieme città-strade-colline
- 1) Invariante strutturale: nelle aree di impianto storico (Venezia, Pentagono, borghi): l'edificazione generalmente a filo strada e continua; il permanere di parti notevoli della maglia stradale della città di fondazione e derivante dagli interventi di espansione urbanistica ottocenteschi conseguenti alla rettificazione del Fosso Reale (c.d. "Città leopolda", realizzata secondo i piani di Bettarini e Cambrai-Digny); l'allineamento dell'edificazione nei borghi alle radiali extraurbane, alla linea degli spalti dismessi e delle servitù militari decadute nel '700; la permanenza dei tracciati delle radiali extraurbane sia nell'area urbana sia all'esterno di essa.
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 2) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. luoghi di culto non cattolici (chiese protestanti, ancorché sconsacrate);
- b. edifici polifunzionali della metà del '900, edifici specialistici ottocenteschi (teatri, etc.);
- c. cimiteri (cimitero inglese di via Verdi);
- d. mura lorenesi e relativi manufatti (Dogana d'Acqua, Porta San Marco).
Vincoli sovraordinati
- - Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro Conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
- - Rispetto sanitario del depuratore del Rivellino.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Il tessuto urbano di questa parte di città è quello che meglio rappresenta i caratteri della città sette-ottocentesca non essendo stato interessato né nel '900 né in età contemporanea da interventi significativi di ristrutturazione urbanistica. All'interno della UTOE, pertanto, non si riscontra la presenza di morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee. Si segnalano tuttavia interventi puntuali di saturazione di alcuni grandi isolati come nel caso dell'isolato in cui è ricompreso il cimitero inglese di via Verdi o di ristrutturazione urbanistica (isolato della ex Peroni, tra Piazza XX Settembre e via De Larderel), degli interventi di ristrutturazione urbanistica realizzati in attuazione del Regolamento urbanistico (scali delle Cantine, via Lamarmora) che hanno però ripreso le regole di impianto ottocentesco (costruzione a filo strada, mantenimento degli spazi aperti all'interno degli isolati), la realizzazione (Anni Settanta del '900) dell'impianto di depurazione cittadino del Rivellino che ha comportato l'interramento del tratto settentrionale del fosso Reale.
- UTOE 2 - Borghi - SpianateDescrizione
Parte di città esterna rispetto alla linea delle Spianate, compresa tra il tratto delle mura lorenesi da Porta San Marco a Barriera Fiorentina, la parte interna alla seconda cinta daziaria, ovvero la vecchia circonvallazione, da Barriera Fiorentina a Barriera Margherita e il viale Italia fino a Piazza Mazzini, includendo il borgo di San Jacopo. L'UTOE comprende inoltre le aree edificate nel dopoguerra tra viale Nazario Sauro e gli impianti sportivi dell'Ardenza, il quartiere di villini, di impianto novecentesco, prospiciente Barriera Margherita e l'Accademia Navale.
La morfologia di questa parte di città presenta caratteri particolarmente eterogenei, più densa nella parte nord e fortemente influenzata dalle preesistenti ville suburbane e dalle colture orticole, di cui rimangono significative tracce, nei quadranti orientali e meridionali, eterogeneità correlata anche al lungo arco di tempo in cui è stata urbanizzata. Essa è infatti costituita dal proseguimento del modello di edificazione aderente al filo strada lungo le radiali extraurbane, già presente nella parte di città Borghi-Spianate, e che costituisce la parte di impianto urbanistico risalente a fine'700 - inizi '800; da un significativo intervento leopoldino, ovvero dal quartiere borghese sorto attorno alla chiesa di S.M. del Soccorso; dall'insieme di interventi di edificazione, a densità più elevata nella porzione nord dell'area e minore nelle zone centrali meridionali, delle aree ricomprese tra le radiali e, infine, da significativi quartieri novecenteschi il cui impianto risale agli anni antecedenti la II Guerra mondiale (il popolare quartiere di Barriera Fiorentina, il Quartiere Fabbricotti, la cui tipologia edilizia originariamente prevista era quella del villino, sostituita nel 1939 dalla palazzina). Elementi che caratterizzano questa parte di città sono, inoltre, i grandi servizi della città otto-novecentesca che venivano realizzati ai margini della medesima, preferibilmente in zone suburbane quali: il Cisternone e il grande parco cittadino del Parterre, il mercato ortofrutticolo all'ingrosso, le grandi attrezzature militari (caserma di viale Marconi, Ospedale militare) e civili quali la Pia casa di Lavoro, oggi complesso della Gherardesca, divenuto sede di istituti di istruzione superiore, l'Ospedale civile ed altri servizi sanitari, il deposito dei tram di via Meyer, il complesso del cimitero della Misericordia. Ulteriori importanti edifici rappresentativi, oltre alle grandi ville suburbane superstiti, sono: la chiesa leopoldina di San Giuseppe e, sul lungomare, Palazzo Caprilli e l'albergo Palazzo.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Mantenere e creare dei varchi nelle cortine edilizie per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, etc.);
- - Evitare la saturazione delle corti interne con interventi di nuova edificazione;
- - Conferire dimensione urbana a partire dalla dotazione e dalla qualità dei servizi e della rete degli spazi pubblici;
- - Ridefinire la struttura "ordinatrice" ed il ruolo dello spazio pubblico e del connettivo aumentandone la dotazione e la funzionalità;
- - Integrare le aree specializzate per grandi attrezzature e funzioni specialistiche/servizi di interesse territoriale autonome e separate dal contesto urbano creando relazioni con i contesti urbani di riferimento.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Tutela dell'impianto storico e delle antiche strade radiali extraurbane e locali;
- - Qualificazione dei fronti edilizi e dello spazio pubblico della vecchia circonvallazione;
- - Valorizzare i nuclei storici;
- - Organizzare e valorizzare il verde e gli spazi costruiti;
- - Consentire il completamento dei piani attuativi vigenti;
- - Consentire il completamento secondo le capacità insediative già approvate;
- - Individuare le aree per la nuova residenza che dovrà essere realizzata con particolare attenzione alla qualità ambientale e urbana, anche attraverso interventi di trasformazione urbanistica, ristrutturazione urbanistica e/o sostituzione edilizia finalizzata a migliorare la densità edilizia degli isolati;
- - Privilegiare l'utilizzo di immobili pubblici esistenti da destinare all'ERP, previa specifica ricognizione delle strutture compatibili a soddisfare tale esigenza;
- - Migliorare la qualità e la dotazione dei servizi;
- - Migliorare le dotazioni di supporto alla fruizione di servizi e funzioni di livello territoriale;
- - Favorire forme di mobilità ciclo-pedonale;
- - Promuovere la progressiva delocalizzazione degli impianti di distribuzione carburanti esistenti qualora incompatibili/incoerenti con gli obbiettivi di tutela dei beni di particolare valore storico- culturale e testimoniale;
- - Incremento della dotazione di parcheggi pubblici e privati anche interrati.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: Conservazione, recupero, riqualificazione, completamento.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio; non potranno superare la misura del 2%; eventuali interventi di sostituzione edilizia dovranno comunque rispettare gli allineamenti alla rete viaria di impianto storico secondo quanto stabilito per le singole Unità territoriali organiche elementari;
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS 02.
Insiemi e Invarianti ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: la continuità delle cortine edilizie lungo la rete delle vie d'acqua e la maglia stradale, nel rapporto tra le altezze di tali cortine e le dimensioni dello spazio pubblico (strade e vie d'acqua), che in complesso costituiscono il valore d'insieme della Venezia, di parte del Pentagono e della fascia dei borghi
- 2) Invariante strutturale: la continuità della cortina edilizia- salvo nel caso di edifici "speciali"- dell'edificazione prospiciente viale Italia nel tratto dal Cantiere a Barriera Margherita componente della "città turistica" di impianto otto-novecentesco
- 3) Invariante strutturale: i quartieri di ville con giardino di impianto ottocentesco (Ardenza) e novecentesco (Stadio-Accademia) anch'essi componenti della "città turistica" otto-novecentesca
Insieme città murata-boschi
- 1) Invariante strutturale: le mura e le tracce di esse ancora riconoscibili (mura lorenesi, Barriera Margherita)
- 2) Invariante strutturale: l'acquedotto Leopoldino e relativi manufatti di servizio (Cisternone)
- 3) Invariante strutturale: parchi pubblici
- 4) Invariante strutturale: parchi di ville storiche pubbliche e private
Insieme città-strade-colline
- 1) Invariante strutturale: nelle aree di impianto storico (Venezia, Pentagono, borghi): l'edificazione generalmente a filo strada e continua;
- - il permanere di parti notevoli della maglia stradale della città di fondazione e derivante dagli interventi di espansione urbanistica ottocenteschi conseguenti alla rettificazione del Fosso Reale (c.d. "Città leopolda", realizzata secondo i piani di Bettarini e Cambrai-Digny);
- - l'allineamento dell'edificazione nei borghi alle radiali extraurbane, alla linea degli spalti dismessi e delle servitù militari decadute nel '700; la permanenza dei tracciati delle radiali extraurbane sia nell'area urbana sia all'esterno di essa.
- 2) Invariante strutturale: i cimiteri spesso posti lungo le radiali extraurbane o punto di arrivo di alcune di esse (complesso cimiteriale della Misericordia, Purificazione, cimitero di Ardenza)
- 3) Invariante strutturale: il sistema di ville, case di borgo, residui del paesaggio agrario suburbano (muri di cinta, portali) allineati lungo il percorso di collegamento tra radiali corrispondente a via dell'Ambrogiana.
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese: luoghi di culto isolati (eremi, santuari, cappelle votive) o monumenti funerari isolati.
Vincoli sovraordinati
- - Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
- - Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 3 dicembre 1948, G.U. n.294, 18 dicembre 1948, codice regionale 9049203, codice ministeriale: 90157 "Zona litoranea nel comune di Livorno nel tratto cantiere navale O.T.O. - rio Ardenza con esclusione della parte costiera dell'Accademia navale"
- - Fascia di rispetto sanitaria (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art. 57, DPR 285/1990): cimiteri della Misericordia e della Purificazione, cimitero di Ardenza.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT: Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista:
- - TR 1 Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi;
- - TR2 Tessuti ad isolati aperti e edifici residenziali isolati sul lotto.
Descrizione
UTOE ricompresa tra le mura lorenesi, i viali di circonvallazione (V.le Ippolito Nievo, viale Alfieri, viale Petrarca), il quartiere Coteto, la ferrovia Roma-Pisa tra il sottopasso di via Sicilia ed il ponte sul T. Ugione, il tracciato dell'ex raccordo ferroviario tra la ferrovia Roma-Pisa e la linea Livorno Calambrone- Livorno stazione. Marittima, la Dogana d'Acqua e via della Cinta esterna. Nell'UTOE sono ricompresi inoltre: il quartiere La Cigna, l'edificazione lungo via Provinciale Pisana al di là del passaggio a livello, i cimiteri posti al limite nord della città, la stazione San Marco e relativo scalo, l'isolato di "Stringi-Stringi".
L'UTOE è distinta in due settori: la 4a) prevalentemente costituita da quartieri di impianto unitario e da grandi servizi urbani; la 4b) caratterizzata in gran parte da grandi impianti infrastrutturali in parte dismessi.
Il settore 4a) dell'UTOE è in misura notevole caratterizzata da quartieri realizzati, a partire dagli inizi del '900 (1910, costruzione del quartiere stazione) fino agli Anni Cinquanta, secondo piani particolareggiati e una progettazione unitaria degli edifici e dello spazio pubblico. La genesi di questi quartieri ne determina il grado di problematicità urbanistica e sociale: se il quartiere Stazione, similmente ad altri quartieri coevi nel resto d'Italia, è esito di un processo di riforma sociale che caratterizza l'Italia giolittiana che ne caratterizza la qualità complessiva, non altrettanto può dirsi per Shangai, isolato dal resto della città, ad alta densità, con tipi abitativi minimi così come, nell'immediato dopoguerra le caratteristiche costruttive e di intervento emergenziale hanno determinato la scarsa qualità edilizia ed urbanistica del quartiere Corea (ad oggi quasi integralmente ricostruito). Accanto a una parte di città costituita da quartieri caratterizzati da una propria compiutezza si estendono le ultime fila di case disposte lungo le radiali storiche (via di Salviano e via Provinciale Pisana) ed altre strade minori (ad esempio: via del Vigna). Nell'UTOE sono collocate ulteriori attrezzature di servizio, ma che, per tipo di servizio o condizioni di accessibilità come i cimiteri oppure le stazioni ferroviarie, devono essere distanti dagli abitati. Le condizioni di perifericità rispetto alla cinta daziaria e all'abitato, la vicinanza agli impianti ferroviari e portuali e alle zone industriali portuali propriamente dette, hanno determinato, prevalentemente nel settore 4b), l'impianto di attività produttive- artigianali o di deposito nella fascia compresa tra il quartiere Shangai, la stazione San Marco e la Stazione Marittima oggi in parte sottoutilizzate oppure oggetto di interventi di trasformazione urbanistica. Lo spazio pubblico di questa parte della città è caratterizzato da una scarsa dotazione di piazze, che in genere sono luoghi formatisi in corrispondenza dei varchi nella cinta daziaria (Piazza Bartelloni, in corrispondenza di Porta San Marco, Piazza D. Chiesa in corrispondenza della demolita Porta alle Colline prospiciente l'ospedale): le uniche piazze concepite come tali- ma realizzate solo negli ultimi anni - sono collocate nei quartieri Shangai e Corea. Infine è da segnalare come in questa UTOE si registra la presenza di parchi e giardini pubblici concepiti come tali, e non derivanti dall'acquisizione al demanio comunale di ville private, come in altre parti della città, quali: i giardini novecenteschi di Piazza Dante ed i recenti parchi Baden - Powell, di via Sicilia e di via Torino. Tale dotazione sarà integrata dal completamento del recupero all'uso pubblico del Parco delle Terme della Salute e dal completamento del Parco delle Mura lorenesi e del verde di connessione tra i quartieri di Shangai e Corea nell'ambito del completamento dei Piani di recupero e dei Contratti di quartiere di Shangai e Corea.
Il settore 4b) dell'UTOE comprende aree finora connesse a due tipi di attività differenti. Nel settore più a nord le aree sono state destinate a funzioni produttive. Nel settore più meridionale l'area include la stazione San Marco e le funzioni intorno ad essa sviluppate. Per entrambi i settori dell'UTOE sono previsti interventi di rigenerazione (settore 4a) e di riqualificazione urbana (settore 4b) che consentono di ampliare l'area urbana fino al tracciato ferroviario della linea ferroviaria Livorno-Pisa.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Mantenere e creare dei varchi nelle cortine edilizie per favorire l'utilizzo pubblico e semipubblico delle corti interne creando una rete continua di spazi fruibili (percorsi ciclo-pedonali, piazze, giardini, orti urbani, etc.);
- - Conferire dimensione urbana a partire dalla dotazione e dalla qualità dei servizi e della rete degli spazi pubblici;
- - Progettare la rete degli spazi pubblici in connessione ai servizi a scala di quartiere;
- - Conferire dimensione urbana ai tessuti insediativi realizzando nuove centralità, recuperando l'edilizia e lo spazio pubblico.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Tutela dell'impianto storico e delle antiche strade radiali extraurbane e locali;
- - Qualificazione dei fronti edilizi e dello spazio pubblico della vecchia circonvallazione;
- - Valorizzare i nuclei storici (edilizia di borgo lungo le radiali storiche) e gli edifici o manufatti di interesse storico e loro pertinenze (cimiteri, le aree prospicienti le mura lorenesi, le Terme della Salute);
- - Organizzare e valorizzare il verde e gli spazi costruiti;
- - Consentire il completamento dei piani attuativi vigenti;
- - Consentire il completamento secondo le capacità insediative già approvate;
- - Individuare le aree per la nuova residenza che dovrà essere realizzata con particolare attenzione alla qualità ambientale e urbana;
- - Privilegiare l'utilizzo di immobili pubblici esistenti da destinare all'ERP, previa specifica ricognizione delle strutture compatibili a soddisfare tale esigenza;
- - Promuovere la progressiva delocalizzazione degli impianti di distribuzione carburanti esistenti qualora incompatibili/incoerenti con gli obbiettivi di tutela dei beni di particolare valore storico- culturale e testimoniale.
- - Migliorare la qualità dei servizi;
- - Aumentare la dotazione di servizi anche di livello territoriale;
- - Promuovere interventi di rigenerazione nelle aree caratterizzate da notevole frazionamento fondiario e presenza di funzioni non compatibili con la residenza, comprese tra i grandi quartieri pubblici e importanti aree individuate dal Piano Strutturale, nell'ambito delle "aree di intervento", per interventi di trasformazione o riqualificazione di valenza urbana o territoriale.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico
- - adottare iniziative per la messa in sicurezza idraulica anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali., prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione della stabilità complessiva
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
UTOE 4b
- - individuare aree destinate a funzioni di supporto alle attività portuali
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti:
conservazione, recupero, riqualificazione, completamento, trasformazione.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio; non potranno superare la misura del 1%; eventuali interventi di sostituzione edilizia dovranno comunque rispettare gli allineamenti alla rete viaria di impianto storico secondo quanto stabilito per le singole Unità territoriali organiche elementari;
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS 01.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: la rete delle vie d'acqua con relativi accessi, banchine, rete stradale, cantine e organismi edilizi di impianto storico su di essa prospicienti: nell'UTOE è compreso un tratto del canale dei Navicelli
- 2) Invariante strutturale: gli edifici e manufatti, prevalentemente pubblici, in diretto rapporto con il mare o le vie d'acqua: mura e fortezze, Dogana d'acqua (in parte oggetto di un recentissimo intervento di ricostruzione)
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: le mura e le tracce di esse ancora riconoscibili;
- 2) Invariante strutturale: l'acquedotto Leopoldino e relativi manufatti di servizio (nella fattispecie viale Carducci, realizzato a complemento dell'acquedotto)
- 3) Invariante strutturale: parchi pubblici
Insieme città-strade-colline
- 1) Invariante strutturale: l'allineamento dell'edificazione nei borghi alle radiali extraurbane; la permanenza dei tracciati delle radiali extraurbane sia nell'area urbana sia all'esterno di essa
- 2) Invariante strutturale: i cimiteri spesso posti lungo le radiali extraurbane o punto di arrivo di alcune di esse (complesso cimiteriale comunale ai Lupi). Nell'UTOE sono ricompresi, oltre al cimitero comunale, importanti cimiteri storici: inglese di via Pera, Olandese -Alemanno e greco-ortodosso, di S. Giulia, antico cimitero ebraico di viale Ippolito Nievo, nuovo cimitero ebraico.
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, tra cui i cimiteri inclusi nell'Insieme città- strade- colline, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. edifici speciali: complessi termali (Terme della Salute), edifici polifunzionali della metà del '900, aree di interesse archeologico;
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
Invariante strutturale: rete idrografica (T.Ugione, R. La Cigna).
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Fascia di rispetto sanitaria cimiteriale (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art. 57, DPR 285/1990): cimitero inglese di via Pera, cimitero di S. Giulia, cimitero comunale ai Lupi, cimitero israelitico;
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada Variante Aurelia.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: TR 1 Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi;
TR4 Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali
TR6 Tessuto a tipologie miste
TPS3 Insule specializzate (cimiteri)
Oltre a questi morfotipi lungo le strade radiali di antico impianto (via Provinciale Pisana, via di Salviano, parte di via delle Sorgenti e di via Mastacchi) si sviluppa l'edificazione di borgo caratterizzata da allineamenti continui all'asse stradale, in questa UTOE con altezze inferiori a quelle che si registrano nella UTOE n.3, non sempre caratterizzati da continuità degli organismi edilizi ma dove, anche in assenza di tale continuità, gli allineamenti dei fronti edificati rispetto al filo stradale sono omogenei.
- UTOE 4 - Tra la circonvallazione e la ferrovia (04A-4B)Descrizione
L'UTOE comprende i grandi insediamenti con funzioni di rilievo urbano e territoriale (Porta a Terra e Nuovo centro) e i grandi quartieri residenziali di iniziativa pubblica (La Rosa, Coteto, Salviano, Scopaia-Leccia) o privata (Salviano 2) realizzati negli ultimi decenni, alcuni dei quali in corso di completamento. L'UTOE comprende inoltre insediamenti sorti precedentemente quali i borghi di Salviano e di Collinaia, il grande parco di Villa Corridi ed il complesso di aree che estende verso ovest tra quest'ultima e la ferrovia Roma-Pisa.
Nell'UTOE sono compresi il completamento del Piano particolareggiato Porta a Terra, del Piano particolareggiato del Nuovo centro, del Piano particolareggiato Borgo di Magrignano (Salviano 2) e le previsioni della variante "Abitare Sociale-Coteto".
Obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) - Piano paesaggistico regionale
- - Attivare progetti di rigenerazione orientati a valorizzare e favorire la qualità e riconoscibilità dell'architettura contemporanea e la qualità degli spazi aperti urbani, congiuntamente alla realizzazione di nuove relazioni, funzionali, ambientali e paesaggistiche tra tessuti ad isolati e blocchi aperti prevalentemente di edilizia pianificata e i tessuti adiacenti, la città lo spazio aperto;
- - sfruttare le superfici pavimentate e le coperture di edifici, tettoie, etc. per la produzione di energie alternative;
- - riqualificare le piattaforme produttive - commerciali-direzionali ricostruendo le relazioni urbanistiche con il contesto urbano di riferimento;
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Completamento dell'assetto morfologico e funzionale previsto dai vigenti Piani particolareggiati;
- - miglioramento dei collegamenti stradali con le aree centrali della città.
- - migliorare la qualità urbana dei quartieri recenti;
- - organizzare e valorizzare verde e gli spazi costruiti;
- - consentire il completamento dei piani attuativi vigenti;
- - consentire il completamento secondo le capacità insediative approvate;
- - individuare le aree per la nuova residenza, che dovrà essere realizzata con particolare attenzione alla qualità ambientale e urbana;
- - privilegiare l'utilizzo di immobili pubblici esistenti da destinare all'ERP, previa specifica ricognizione delle strutture compatibili a soddisfare tale esigenza;
- - migliorare la qualità dei servizi;
- - aumentare la dotazione dei servizi anche di livello territoriale;
- - incrementare e migliorare il grado di connettività con i quartieri circostanti anche mediante interventi di completamento e riammagliamento dei tessuti edilizi e della trama viaria;
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali;
- - attivare interventi per la messa in sicurezza idraulica del reticolo principale anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva
- - attivare interventi per la messa in sicurezza idraulica del reticolo principale.
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area e tenendo conto dei tratti tombati dei corsi d'acqua principali.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: riqualificazione, completamento, trasformazione.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS02;
- - interventi di trasformazione previsti da piani particolareggiati vigenti.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi pubblici
- 2) Invariante strutturale: parchi di ville storiche pubbliche e private
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. aree di interesse archeologico;
- b. monumenti funerari isolati;
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invarianti strutturali: rete idrografica (rio Maggiore, rio La Cigna e altri corsi d'acqua individuati dal Quadro conoscitivo tav. IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
Vincoli sovraordinati
Aree archeologiche: si veda Allegato A Elenco delle aree di interesse archeologico e delle aree sottoposte a vincolo archeologico ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Fascia di rispetto sanitaria cimiteriale (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art.57, DPR 285/1990): cimitero della Misericordia e Purificazione, cimitero di Ardenza, cimitero di Salviano;
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada Variante Aurelia;
Rispetto Aree a Rischio di Incidente Rilevante: stabilimento Cheddite.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista:
TR4 Tessuti ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali di edilizia pianificata
TPS2 Tessuti a piattaforme produttive-commerciali e direzionali
TPS3 Insule specializzate (caserme, cimiteri).
- UTOE 5 - Grandi quartieri (Porta a Terra, La Rosa, Coteto, Salviano, Scopaia, Leccia, Nuovo Centro)Descrizione
UTOE compresa tra la ferrovia Roma-Pisa, gli impianti sportivi di rilievo cittadino che si estendono tra la via Aurelia ed il mare, il tratto di viale Italia da v. G. Silvestri al rio Ardenza, il corso del Rio Ardenza dalla foce fino al ponte della ferrovia Roma-Pisa. In essa sono ricompresi quartieri residenziali realizzati tra gli Anni Cinquanta e Sessanta del '900, il nucleo di Ardenza terra posto lungo l'Aurelia in corrispondenza dell'incrocio delle vecchie direttrici dal mare verso la collina, l'insediamento turistico di impianto ottocentesco di Ardenza mare, che si estende dalla riva del mare, per un fronte che và dall'incrocio con via Giovanni Silvestri al corso del rio Ardenza (Tre Ponti), verso l'interno fino confondersi con il borgo allineato lungo la via Aurelia, caratterizzato dal complesso destinato alla villeggiatura dei Casini di Ardenza, da ville con giardino di impianto ottocentesco. In questa parte di città è infine compresa la caserma Vannucci, a ridosso del limite meridionale del quartiere La Rosa.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano;
- - promuovere iniziative volte a salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico-identitario.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Tutela dell'impianto urbanistico storico;
- - valorizzare i nuclei storici;
- - migliorare la qualità urbana dei quartieri recenti;
- - organizzare e valorizzare verde e gli spazi costruiti;
- - consentire il completamento secondo le capacità insediative approvate;
- - migliorare la qualità dei servizi;
- - aumentare la dotazione dei servizi;
- - promuovere interventi diretti a favorire la mobilità ciclo-pedonale e l'integrazione tra percorsi ciclo-pedonali esistenti;
- - tutela del verde privato;
- - tutela e valorizzazione degli edifici e manufatti storici;
- - privilegiare l'utilizzo di immobili pubblici esistenti da destinare all'ERP, previa specifica ricognizione delle strutture compatibili a soddisfare tale esigenza;
- - miglioramento dei collegamenti stradali con le aree centrali della città;
- - miglioramento e potenziamento del sistema del trasporto pubblico.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area e tenendo conto dei tratti tombati dei corsi d'acqua
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: conservazione, recupero, riqualificazione, completamento.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - interventi di completamento del tessuto urbano da definirsi da parte del Piano Operativo nel rispetto dei contenuti della presente scheda normativa;
- - interventi di rigenerazione urbana con premialità da attribuire alla realizzazione di edifici altamente sostenibili (Nzeb).
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: i quartieri di ville con giardino di impianto ottocentesco (Ardenza) anch'essi componenti della "città turistica" otto-novecentesca
- 2) Invariante strutturale: la costa
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi pubblici
- 2) Invariante strutturale: parchi di ville storiche pubbliche e private
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 3 dicembre 1948, G.U. n.294, 18 dicembre 1948, codice regionale 9049203, codice ministeriale: 90157: "Zona litoranea nel comune di Livorno nel tratto cantiere navale O.T.O. - rio Ardenza con esclusione della parte costiera dell'Accademia navale";
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva, al di fuori delle aree di impianto storico corrispondenti città della villeggiatura ottocentesca e al borgo formatisi lungo la via Aurelia (Ardenza terra), la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista:
TR2 Tessuti ad isolati aperti e edifici residenziali isolati sul lotto
TR4 Tessuti ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali di edilizia pianificata;
TPS 3 Insule specializzate (caserme).>
- UTOE 6 - ArdenzaDescrizione
Parte di città comprendente il borgo di Antignano, di antica origine e sviluppatosi attorno al forte mediceo, il quartiere residenziale di Banditella realizzato, in base all'omonimo piano di lottizzazione, a partire dagli Anni Settanta del '900, l'espansione di impianto novecentesco caratterizzato prevalentemente da ville con giardino sviluppatosi lungo la costa a sud del borgo originario.
Il borgo di Antignano costituisce nel suo insieme una centralità urbana costituita da piazza Bartolomei, in corrispondenza dell'incrocio tra le strade del borgo e la direttrice verso la collina con la via Aurelia; dalle due strade che dalla suddetta piazza conducono verso il mare, dal Moletto di Antignano (ancorché ricompreso nella parte di città denominata "UTOE 13 - costa urbana"). Banditella ha invece il suo luogo centrale in corrispondenza del centro commerciale Marilia.
Obiettivi del Piano paesaggistico regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano;
- - promuovere iniziative volte a salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico-identitario con particolare riferimento al complesso delle fortificazioni costiere, delle torri di avvistamento e delle discese a mare che caratterizzano il litorale tra Antignano e Castiglioncello;
- - riprogettare lo spazio urbano e pubblico esplorando le potenzialità esistenti (direttrici viarie principali, slarghi, parcheggi, marciapiedi, aree non costruite, brandelli di tessuto agricolo interclusi) per creare connessioni funzionali e percettive nel quartiere, con la città e con il territorio aperto.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Tutelare l'impianto storico,
- - valorizzare i nuclei storici;
- - migliorare la qualità urbana dei quartieri recenti;
- - organizzare e valorizzare verde e gli spazi costruiti;
- - consentire il completamento dei piani attuativi vigenti e il completamento secondo le capacità insediative approvate;
- - individuare le aree per la nuova residenza, che dovrà essere realizzata con particolare attenzione alla qualità ambientale e urbana;
- - privilegiare l'utilizzo di immobili pubblici esistenti da destinare all'ERP, previa specifica ricognizione delle strutture compatibili a soddisfare tale esigenza;
- - migliorare la qualità dei servizi;
- - promuovere interventi diretti a favorire la mobilità ciclo-pedonale e l'integrazione tra i percorsi ciclo-pedonali esistenti;
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali.
- - adottare iniziative per la messa in sicurezza idraulica anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva (particolare attenzione al Fosso della Banditella)
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area e tenendo conto dei tratti tombati dei corsi d'acqua (es. Fosso Pianacce)
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: conservazione, recupero, riqualificazione, completamento.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal P. O., sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - interventi di completamento del tessuto urbano da definirsi da parte del Piano Operativo nel rispetto dei contenuti della presente scheda normativa;
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di P.O., previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS 02;
- - interventi di rigenerazione urbana con premialità da attribuire alla realizzazione di edifici altamente sostenibili (Nzeb).
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: i quartieri di ville con giardino di impianto ottocentesco anch'essi componenti della "città turistica" otto-novecentesca
- 2) Invariante strutturale: la costa
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi pubblici
- 2) Invariante strutturale: parchi di ville storiche pubbliche e private
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. sistemi fortificati (torri costiere, Forte di Antignano) e percorsi di collegamento tra le fortificazioni costiere (tracciato della Strada dei Cavalleggeri).
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati dal alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
Vincoli sovraordinati
Per edifici manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n.29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197 "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della S.S. 1 Variante Aurelia.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee, esterni alle aree di impianto storico, definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista:
TR2 Tessuti ad isolati aperti e edifici residenziali isolati sul lotto;
TR3 Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali;
TR5 Tessuto puntiforme.
- UTOE 7 - AntignanoDescrizione
L'UTOE si estende ad est del tratto della ferrovia Roma-Pisa compreso tra il ponte sul rio Ardenza e il sovrappasso stradale di via Mondolfi, a nord di via delle Carmelitane e di una linea ideale che dal cimitero di Montenero raggiunge le pendici occidentali di Monte Rotondo, a sud del podere di pertinenza di villa Morazzana e di una linea tra questo e bivio dell'Apparizione. Nell'UTOE sono inoltre incluse: a sud alcune aree edificate poste nel tratto iniziale di viale del Tirreno; a nord nuclei edificati posto lungo via di Collinet e via della Fontanella.
L'UTOE comprende gli insediamenti formatisi lungo il tratto iniziale di via di Montenero, tra l'Apparizione e Piazza delle Carrozze, lungo alcune direttrici della viabilità rurale e di accesso alle grandi ville sette-ottocentesche e la vasta area pianeggiante a carattere residenziale ed a bassa densità edilizia (tipologie edilizie prevalenti: ville con giardino, isolate o a schiera) realizzata a seguito del PRG del 1977 attraverso piani di lottizzazione o singoli interventi edilizi, priva di servizi alle persone e di spazi pubblici di aggregazione.
In tale UTOE è ricompresa anche la vasta area di forma triangolare ed in posizione leggermente elevata rispetto alle aree su cui è sorto il quartiere di Banditella, quasi a formare un terrazzo rivolto al mare e alla valle dell'Ardenza, è delimitata da via U. Mondolfi a ovest, ovvero il tratto della via Aurelia tra il bivio dell'Apparizione e la ferrovia Roma-Pisa fino al bivio di viale del Tirreno (strada panoramica di Montenero), il tratto di via di Montenero dal sopraccitato bivio a via di Campo al Lupo e via delle Carmelitane. In essa sono compresi ville storiche (Villa S. Giorgio e villa del Buffone) ed i complessi, che ospitano strutture sanitarie - assistenziali private e pubbliche, tra cui Villa Serena e il Pascoli (RSA) nonché aree di trasformazione per servizi, già pervenute al demanio comunale, di significativa estensione.
Obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) - Piano paesaggistico regionale
- - Preservare la riconoscibilità delle relazioni strutturanti tra sistema insediativo storico e territorio rurale;
- - favorire iniziative volte a salvaguardare e riqualificare le relazioni visuali storicamente consolidate tra la città, il mare e le colline livornesi, che rappresentano una quinta scenica di grande valore paesaggistico, anche operando una riqualificazione della dispersione insediativa recente;
- - favorire la creazione di una rete della mobilità dolce per la fruizione paesaggistica del territorio dell'ambito di paesaggio "Piana Livorno-Pisa- Pontedera", che integri viabilità storica, rete viaria campestre, percorsi perifluviali;
- - definire e riqualificare i margini urbani attraverso interventi di riordino dei tessuti costruiti e della viabilità, di riorganizzazione degli spazi pubblici, di mitigazione degli aspetti di disomogeneità e d'integrazione con il tessuto agricolo periurbano sia in termini visuali che fruitivi.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Salvaguardia e valorizzazione della rete viaria di impianto storico;
- - miglioramento e incremento della dotazione di servizi pubblici;
- - creazione di servizi con alta valenza ambientale;
- - salvaguardia e valorizzazione delle qualità paesaggistiche ed ambientali, anche attraverso la realizzazione di nuovi parchi;
- - realizzazione di percorsi ciclo-pedonali di connessione tra parchi esistenti e previsti, il sistema urbano e i Monti livornesi;
- - realizzazione del Parco di Montenero;
- - interventi di completamento del tessuto urbano, coerenti con il morfotipo TR5 a bassa densità che caratterizza l'UTOE, finalizzati alla realizzazione del Parco di Montenero, costituito da aree appartenenti al demanio comunale ed altre da acquisire attraverso meccanismi perequativi da definirsi da parte del Piano Operativo nel rispetto dei contenuti della presente scheda normativa;
- - interventi di completamento del tessuto urbano in relazione all'acquisizione, con meccanismi perequativi, di aree per la realizzazione del Parco di Montenero incluse nella UTOE 9. Montenero-Castellaccio;
- - privilegiare l'utilizzo di immobili pubblici esistenti da destinare all'ERP, previa specifica ricognizione delle strutture compatibili a soddisfare tale esigenza;
- - realizzazione di un Polo scolastico nelle aree del demanio comunale poste tra via di Montenero e via Umberto Mondolfi;
- - realizzazione del parco di Montenero e miglioramento del collegamento fra l'area di Banditella (UTOE15) e l'area ad ovest della ferrovia, anche tramite un percorso ciclopedonale, per dare continuità al percorso ambientale previsto nell'UTOE 16;
- - realizzazione di un polo scientifico- tecnologico.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali
- - riqualificare i terreni collinari a monte per la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - adottare iniziative per la messa in sicurezza idraulica anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva
- - riqualificare e consolidare i settori dell'UTOE e i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti:
conservazione, recupero, riqualificazione, completamento.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - interventi di rigenerazione urbana con premialità da attribuire alla realizzazione di edifici altamente sostenibili (Nzeb).
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città murata-verde-boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi di ville storiche pubbliche e private
Insieme città-strade-colline
- 1) Invariante strutturale: la permanenza dei tracciati delle radiali extraurbane sia nell'area urbana, sia all'esterno di essa.
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n.29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197:
"Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Fascia di rispetto sanitaria cimiteriale (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art. 57, DPR 285/1990): cimitero di Montenero
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada S.S. n.1 Variante Aurelia
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista:
TR 4 Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi;
TR5 Tessuti ad isolati aperti e edifici residenziali isolati sul lotto
TR7 Tessuto sfrangiato di margine.
- UTOE 8 - Banditella altaDescrizione
L'UTOE comprende i nuclei di Montenero Basso formatisi attorno a Piazza delle Carrozze, lungo la strada che da essa conduce al Santuario, il nucleo di Savolano, posto mezzacosta lungo la strada panoramica che conduce al Castellaccio, il nucleo formatosi attorno al santuario nonché il santuario medesimo e, infine, il nucleo di Castellaccio. In questa UTOE l'edificazione ha un carattere prevalentemente suburbano già dalla fine dell'800 (ville storiche, piccole ville con giardino, case di villeggiatura), presentando in alcuni luoghi i caratteri dell'edilizia di borgo (case allineate lungo le direttrici stradali, di altezza e caratteri architettonici spesso omogenei). Costituiscono centralità di questa parte di città la piazza delle Carrozze, la piazza del Santuario, entrambe capilinea della funicolare di Montenero. Sono compresi nell'UTOE anche i nuclei edificati posti in prossimità del tratto iniziale di viale del Tirreno, primo tratto della strada panoramica di collegamento tra Antignano ed il Santuario di Montenero.
Il nucleo di Castellaccio è caratterizzato da una edificazione a bassa densità, in parte di impianto storico, attestata lungo il tratto di crinale della via del Castellaccio (quest'ultimo è ricompreso all'interno di una villa in cui è racchiusa l'omonima altura) che in questo tratto corre sullo spartiacque tra i bacini interni e il versante costiero di Calafuria.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Favorire iniziative volte a salvaguardare e riqualificare le relazioni visuali storicamente consolidate tra la città di Livorno e le colline livornesi che rappresentano una quinta scenica di grande valore paesaggistico, anche operando una riqualificazione della dispersione insediativa recente.
- - tutela delle visuali verso la costa e l'orizzonte del mare;
- - promuovere interventi diretti a favorire la mobilità ciclo-pedonale e l'integrazione tra percorsi ciclo-pedonali esistenti con particolare attenzione ai percorsi tra la costa e i Monti livornesi;
- - progettare il margine urbano con azioni di mitigazione paesaggistica, mantenimento e valorizzazione di varchi visivi e ridefinizione dei retri urbani.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Valorizzare i nuclei storici;
- - tutelare i valori ambientali e paesaggistici;
- - migliorare l'accessibilità (stradale, miglioramento della funicolare, miglioramento della dotazione di parcheggi);
- - favorire interventi di riqualificazione delle strutture ricettive;
- - tutela delle ville storiche;
- - promuovere interventi diretti a favorire la mobilità ciclo-pedonale e l'integrazione tra percorsi ciclo-pedonali esistenti;
- - realizzazione del Parco di Montenero;
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali;
- - riqualificare i terreni collinari a monte per la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - adottare iniziative per la messa in sicurezza idraulica anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva
- - riqualificare e consolidare i settori dell'UTOE e i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: conservazione, riqualificazione, completamento.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - possibilità di realizzare nuovi interventi edilizi con trasferimento della SUL (superfice utile lorda) nella UTOE 8 attraverso meccanismi perequativi l'UTOE, finalizzati alla realizzazione del Parco di Montenero, costituito da aree appartenenti al demanio comunale ed altre da acquisire attraverso meccanismi perequativi da definirsi da parte del Piano Operativo nel rispetto dei contenuti della presente scheda normativa;
- - interventi di rigenerazione urbana con premialità da attribuire alla realizzazione di edifici altamente sostenibili (Nzeb).
Insieme e invarianti ricompresi nell'UTOE
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi di ville storiche pubbliche e private;
Insieme città-strade-colline
- 1) Invariante strutturale: la permanenza dei tracciati delle radiali extraurbane sia nell'area urbana sia all'esterno di essa;
- 2) Invariante strutturale nelle aree di impianto storico: l'edificazione generalmente a filo strada e continua;
- 3) Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio: santuari, luoghi di culto;
- 4) Cimiteri lungo le radiali storiche (cimitero di Montenero).
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
Vincoli sovraordinati
Aree archeologiche: si veda Allegato A Elenco delle aree di interesse archeologico e delle aree sottoposte a vincolo archeologico ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n.29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197.
"Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Fascia di rispetto sanitaria cimiteriale (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art. 57, DPR 285/1990): cimitero di Montenero.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista: TR 7 tessuto sfrangiato di margine;
Frange periurbane e città diffusa: TR8 tessuto lineare;
TPS3 Insule specializzate (cimiteri).
- UTOE 9 - Montenero CastellaccioDescrizione
UTOE costituita dalle aree industriali poste tra la ferrovia Livorno-Pisa, caratterizzate da unità locali di notevole estensione, e la via Aurelia nord; dai nuclei per attività produttive ed artigianali poste oltre la variante Aurelia tra il corso del T. Ugione e via Pian di Rota; dall'area compresa nel Piano per insediamenti produttivi Picchianti; dalle aree ex Officine San Marco - via Sicilia; dallo stabilimento Cheddite posto a oriente del quartiere di Salviano, ai piedi delle pendici dei Monti Livornesi.
Tale parte di città presenta una significativa varietà di impianto e differenti gradi di specializzazione ed è in parte ricompresa nei siti inquinati di interesse nazionale (SIN) e regionale (SIR) di Livorno come delimitati a seguito del D.M. 22 maggio 2014.
Le aree a ovest della via Aurelia nord sono infatti caratterizzate dalla presenza della raffineria ENI (totalmente inclusa nel SIN) e da unità locali estese su superfici fondiarie rilevanti, a loro volta incluse nel SIR, e in alcuni casi corrispondenti a siti industriali di recente dismissione; l'area posta tra il torrente Ugione e via di Pian di Rota è invece caratterizzata da attività attinenti il ciclo dei rifiuti industriali; il gruppo di aree poste ad est della via Aurelia nord, ricomprese nel Piano per insediamenti produttivi Picchianti, nell'ambito delle ex officine San Marco (via Sicilia) presenta invece una notevole varietà di funzioni, non solo produttive- artigianali ma anche commerciali o relative a servizi tecnologici (termovalorizzatore). Per quest'ultimo insieme di aree, estremamente prossime al tessuto residenziale, occorrerà individuare, con il livello di dettaglio che caratterizza il Piano Operativo, la compatibilità tra attività insediate o insediabili e funzioni urbane limitrofe.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Indirizzare la pianificazione delle grandi piattaforme produttive e logistiche in modo da assicurare la coerenza anche paesaggistica evitando la dispersione incrementale di ulteriori lotti, favorendo processi di riconversione, riqualificazione e riuso delle strutture industriali dismesse o in via di dismissione. Tale indirizzo è prioritario per il porto, il retroporto e l'interporto di Livorno;
- - Riqualificare le piattaforme produttive ricostruendo le relazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche tra il tessuto produttivo, il territorio aperto, la città ;
- - Prevedere piani e interventi di inserimento paesaggistico;
- - Attrezzare ecologicamente le aree produttivo-commerciali-direzionali (caratterizzandole come APEA - aree produttive ecologicamente attrezzate) e riqualificare lo spazio aperto interno al tessuto produttivo.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Migliorare l'accessibilità al sistema da e verso le reti lunghe (ferrovie, autostrade, Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI);
- - migliorare l'accessibilità al sistema da e verso il litorale pisano, tenendo conto delle intersezioni con le vie d'acqua (Canale dei Navicelli) e delle interferenze con il traffico pesante e turistico da e verso il porto;
- - Potenziare i collegamenti con l'Interporto di Guasticce;
- - Messa in sicurezza delle zone ad alta concentrazione industriale e degli impianti a rischio di incidente rilevante;
- - Sviluppo e potenziamento dei traffici marittimi commerciali e crocieristici e delle attività logistiche;
- - Migliorare e potenziare l'assetto infrastrutturale e viario e ferroviario di accesso al porto;
- - Migliorare i collegamenti tra le aree portuali e retroportuali;
- - Contenimento degli effetti ambientali negativi delle attività industriali e portuali;
- - Recupero e valorizzazione delle emergenze storiche presenti all'interno del sistema;
- - Favorire la localizzazione di servizi alle attività produttive;
- - Incentivare l'insediamento di nuove attività escludendo quelle a rischio di incidente rilevante e più in generale gli impianti considerati come insalubri per le aree a sud dell'Ugione;
- - Incentivare la localizzazione di nuove attività produttive;
- - Realizzare servizi di interesse generale;
- - favorire l'insediamento di attività nelle aree dismesse o sottoutilizzate anche attraverso l'utilizzo di energie rinnovabili;
- - completamento piani attuativi vigenti;
- - Individuazione puntuale, in corrispondenza delle aree prospicienti via Enriques (località Paduletta), da parte del Piano Operativo dell'area idonea al trasferimento dell'impianto di depurazione del Rivellino.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali;
- - riqualificare i terreni collinari a monte per la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - adottare iniziative per la messa in sicurezza idraulica anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva
- - riqualificare e consolidare i settori dell'UTOE e i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio ed adottare iniziative per la messa in sicurezza;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Realizzazione della bonifica dei siti inquinati ricompresi nella UTOE e riportati dal Quadro conoscitivo del Piano Strutturale alla tavola QC 08 Carta delle aree potenzialmente contaminate":
- - Sito di interesse nazionale (SIN Livorno DM 22 maggio 2014);
- - Sito di Interesse Regionale (D.M. 22 maggio 2014).
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti:
riqualificazione, completamento, trasformazione.
Il Piano Operativo nella definizione degli interventi edilizi, di trasformazione del territorio, della realizzazione di infrastrutture ricadenti nella aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e degli stabilimenti medesimi, identificati dal Quadro conoscitivo del Piano Strutturale alla tavola QC 13 "Fasce di rispetto e vincoli derivati da normativa sovraordinata" ed elencati nella relazione "Quadro conoscitivo- Relazione ambientale" , suscettibili di aggiornamento a seguito degli aggiornamenti dell' "Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti" redatto dal Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, è subordinato alle disposizioni contenute nell'" Elaborato Rischi di Incidente Rilevante" redatto ai sensi del D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - interventi relativi ad attività ed impianti industriali e per attività artigianali e di deposito esistenti la cui disciplina sarà definita dal Piano Operativo in conformità alle specifiche disposizioni di settore in materia di attività a rischio di incidente rilevante (RIR), agli esiti dei piani di bonifica ed alle norme di settore in materia di attività produttive e artigianali;
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS 02.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme porto-infrastrutture-retroterra
- 1) Invariante strutturale: porto, con particolare riferimento alle connessioni ferroviarie e stradali con l'entroterra e le reti di interesse nazionale.
Vincoli sovraordinati
Aree archeologiche si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo -Allegato A Elenco delle aree di interesse archeologico e delle aree sottoposte a vincolo archeologico ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Fascia di rispetto sanitaria cimiteriale (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art. 57, DPR 285/1990): cimitero comunale ai Lupi.
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto codice della Strada Variante Aurelia e SGC FI-PI-LI.
Stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR): ENI, Cheddite
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti della città produttiva e specialistica: TPS1Tessuto proliferazione produttiva lineare
TPS3 Insule specializzate (grandi complessi produttivi).
- UTOE 10 - AttivitàDescrizione
Parte della città corrispondente all'insieme delle aree del porto commerciale e delle aree portuali industriali comprendente l'insieme di espansioni a mare delle strutture portuali previsti dal PRG del porto, approvato con Deliberazione del Consiglio regionale della Toscana n. 36 del 25 marzo
2015. In tale UTOE sono state inoltre incluse le aree comprese tra via Salvatore Orlando e via della Cateratte, che, seppur esterne all'ambito portuale, sono funzionalmente caratterizzate da attività in stretta relazione con il porto. In tale parte di città sono incluse oltre alle attività portuali propriamente dette anche attività di magazzinaggio, deposito e attività produttive, tra le quali anche attività a rischio di incidente rilevante (RIR), queste ultime elencate nella relazione "Quadro conoscitivo- Relazione ambientale" e puntualmente identificate alla tavola QC 13 "Fasce di rispetto e vincoli derivanti da normativa sovraordinata".
L'UTOE è stata parzialmente inclusa nel sito inquinato di interesse nazionale (SIN) Livorno (D.M. 24 febbraio 2003); tuttavia i livelli di inquinamento evidenziati dal piano di caratterizzazione hanno determinato la riduzione dell'estensione del sito di interesse nazionale (D.M. 22 maggio 2014), ricompreso in tale parte di città, allo specchio acqueo antistante le dighe foranee ed ai siti ENEL ed ENI come riportato dal Quadro conoscitivo del Piano Strutturale alla tavola QC 08 "Carta delle aree sottoposte a bonifica" includendo le restanti aree incluse originariamente nel SIN nel Sito di interesse regionale (SIR).
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Indirizzare la pianificazione delle grandi piattaforme produttive e logistiche in modo da assicurare la coerenza anche paesaggistica evitando la dispersione incrementale di ulteriori lotti, favorendo processi di riconversione, riqualificazione e riuso delle strutture industriali dismesse o in via di dismissione. Tale indirizzo è prioritario per il porto, il retroporto e l'interporto di Livorno.
- - Salvaguardare, tutelare e riqualificare, ove compromesse, le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - Salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano;
- - salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico- identitario.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Realizzazione degli interventi previsti dal PRG del porto approvato con DCRT n. 36 del 25 marzo 2015;
- - Sviluppo e potenziamento dei traffici marittimi commerciali e crocieristici e delle attività logistiche;
- - migliorare l'accessibilità marittima al sistema;
- - migliorare e potenziare l'assetto infrastrutturale e viario e ferroviario di accesso al porto;
- - migliorare l'accessibilità al sistema da e verso il litorale pisano, tenendo conto delle intersezioni con le vie d'acqua (Canale dei Navicelli) e delle interferenze con il traffico pesante e turistico da e verso il porto;
- - Migliorare i collegamenti tra le aree portuali e retroportuali e con l'Interporto di Guasticce;
- - Messa in sicurezza delle zone ad alta concentrazione industriale;
- - Incentivare l'insediamento di nuove attività;
- - Contenimento degli effetti ambientali negativi delle attività industriali e portuali;
- - Migliorare la sicurezza ambientale in ambito portuale;
- - Sviluppare le attività di riparazione e costruzione navale;
- - Attuare la bonifica del sito inquinato di interesse nazionale (SIN Livorno) e dei siti interesse regionale (SIR) individuati dal D.M. 22 maggio 2014;
- - Realizzazione degli interventi di ampliamento a mare del porto, di razionalizzazione dei collegamenti tra il porto e il sistema delle vie d'acqua interne previsti dal PRG del porto approvato con DCRT 25 marzo 2015;
- - ristrutturazione della Darsena Morosini;
- - individuare modalità per favorire il trasferimento delle imbarcazioni presenti nei Fossi destinate alla nautica sociale;
- - realizzare servizi di interesse generale.
- - recupero e valorizzazione delle emergenze storiche presenti all'interno dell'ambito anche attraverso il recupero dell'acquaticità delle medesime con particolare riferimento alla Fortezza vecchia ed alla Torre del Marzocco;
- - attuazione degli interventi interessanti le aree del sistema porto città secondo progetti d'insieme approvati da Comune di Livorno ed Autorità portuale nonché dagli organi periferici del Ministero per i Beni culturali e Ambientali e per il turismo qualora essi includano anche interventi inerenti il patrimonio archeologico e storico-monumentale.
- - valorizzazione della fruizione turistica del "Fanale" attraverso il miglioramento dell'accessibilità pubblica via terra e via mare.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio per appurare gli spessori e le caratteristiche litologiche dei sedimenti alluvionali-costieri che in questa sede possono dar luogo a potenziali cedimenti indotti in ragione del variabile stato di addensamento e della genesi formazionale. Necessario quindi uno studio particolarmente accurato, preliminare alle opere previste.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: riqualificazione, completamento, trasformazione.
Il Piano Operativo nella definizione degli interventi edilizi, di trasformazione del territorio, della realizzazione di infrastrutture ricadenti nella aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e degli stabilimenti medesimi, identificati dal Quadro conoscitivo del Piano Strutturale alla tavola QC 10 "Fasce di rispetto e vincoli derivati da normativa sovraordinata" e suscettibili di aggiornamento a seguito degli aggiornamenti dell'"Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti" redatto dal Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, è subordinato alle disposizioni contenute nell'"Elaborato Rischi di Incidente Rilevante" redatto ai sensi del D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105.
Incrementi ammissibili
L'assetto complessivo del porto, le caratteristiche e le destinazioni funzionali delle aree portuali all'interno della delimitazione dell'ambito portuale, i regimi di uso e trasformazione nonché le opere infrastrutturali e le dotazioni di servizi necessari per lo svolgimento ottimale delle attività portuali nel rispetto dei requisiti normativi di sostenibilità ambientale e socio-economica sono definiti dal PRG del porto. Il PRG del porto, inoltre, organizza e definisce le destinazioni d'uso degli specchi acquei e la puntale destinazione d'uso delle aree a terra demandando la disciplina degli interventi urbanistici ed edilizi alla pianificazione urbanistica. Il PRG del porto articola la propria disciplina distinguendo due sotto ambiti territoriali: sotto ambito porto operativo, interamente ricompreso nella UTOE11 "Porto" e sotto ambito interazione città-porto, interamente ricompreso nella UTOE 12 "Porto città".
Rispetto alla disciplina delle trasformazioni dei suoli nel sotto ambito porto operativo il Piano Strutturale conferma i contenuti del PRG del porto approvato con DCRT n. 36 del 25 marzo 2015 e del Piano Strutturale e del Regolamento urbanistico variati in conseguenza di tale deliberazione.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme porto-infrastrutture-retroterra
Invariante strutturale: porto
Tutela e restauro dei manufatti di valore storico monumentale; attuazione degli interventi previsti dal PRG del Porto e delle connessioni tra il porto e le infrastrutture della rete nazionale.
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese: sistemi fortificati.
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada: Strada di Grande Comunicazione Firenze-Pisa/Livorno Porto;
Stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR): Depositi Costieri D'Alesio, Depositi Costieri del Tirreno, Deposito costiero Gas,ENEL- centrale termoelettrica, Masol Continental biofuel, Neri depositi costieri, Styron.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti della città produttiva e specialistica: TPS3 Insule specializzate.
- UTOE 11 - Il PortoDescrizione
Aree e bacini del porto a diretto contatto con il tessuto urbano dove sono previsti interventi di razionalizzazione e potenziamento del porto passeggeri, con specifico riferimento al traffico crocieristico, di potenziamento della portualità turistica e diportistica, di rigenerazione di aree industriali dismesse, di recupero, tutela e valorizzazione degli elementi costitutivi della matrice storica ed identitaria della città.
L'UTOE corrisponde alle aree che il PRG del porto individua altresì come "aree cerniera" porto - città, sotto ambito di interazione città-porto, dove l'attuazione degli interventi è subordinata all'approvazione di singoli progetti d'insieme, coerenti con il PRG comunale, da parte di Autorità Portuale e comune di Livorno nonché delle Soprintendenze competenti per le aree archeologiche, comprendenti anche il patrimonio monumentale del porto.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - Salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano;
- - salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico- identitario.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Conferma del ruolo strategico del territorio ricompreso nella UTOE, incluso dal PRG del porto approvato con DCRT n. 36 del 25 marzo 2015 nel sotto ambito interazione città-porto, attraverso le seguenti azioni:
- - Recupero e riqualificazione della vecchia stazione ferroviaria marittima per funzioni commerciali, terziarie e turistico- ricettive: tali interventi dovranno essere finalizzati alla creazione di un'offerta di servizi adeguati ai nuovi flussi crocieristici mediante al realizzazione di strutture progettate e dimensionate tenendo conto degli obiettivi di recupero e valorizzazione della Fortezza Vecchia e delle fortificazioni esistenti anche attraverso il ripristino dell'acquaticità;
- - Conferma del porto turistico Mediceo secondo la variante al PRP approvata dal consiglio regionale con deliberazione n. 85 del 23 novembre 2010 con definizione del dimensionamento delle attività in esso consentite, oltre al recupero e valorizzazione delle fortificazioni esistenti nonché il ripristino dei percorsi storici e dell'acquaticità del bastione della Regina e riqualificazione delle aree circostanti la Darsena Nuova;
- - Completamento del piano attuativo convenzionato denominato "Porta a Mare", salvo eventuali revisioni per la parte ancora da realizzare e riqualificazione delle aree circostanti la Darsena Nuova.
- - Tutela, riqualificazione, messa in valore rispetto al contesto paesaggistico, portuale ed urbano dei monumenti e manufatti di interesse architettonico e storico-documentale;
- - attuazione degli interventi interessanti le aree del sistema porto città secondo progetti d'insieme approvati da Comune di Livorno ed Autorità portuale nonché dagli organi periferici del Ministero per i Beni culturali e Ambientali e per il turismo qualora essi includano anche interventi inerenti il patrimonio archeologico e storico-monumentale;
- - individuare modalità per favorire il trasferimento delle imbarcazioni presenti nei Fossi destinate alla nautica sociale;
- - gli interventi si attuano previa approvazione congiunta da parte dell'Autorità Portuale di Livorno e del comune di Livorno di specifico piano attuativo.
- - ridurre le superfici impermeabili ed il carico idraulico nelle reti di drenaggio anche attraverso invasi e stoccaggi temporanei e con opportuni accorgimenti per la gestione delle acque e separazione della acque di scarico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio per appurare gli spessori e le caratteristiche litologiche dei sedimenti alluvionali-costieri che in questa sede possono dar luogo a potenziali cedimenti indotti in ragione del variabile stato di addensamento e della genesi formazionale. Necessario quindi uno studio particolarmente accurato, preliminare alle opere previste.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: riqualificazione, completamento, trasformazione.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS 02.
È ammessa, secondo gli indirizzi ad esito del Tavolo tecnico per il "Protocollo integrativo all'Accordo di pianificazione sottoscritto tra il comune di Livorno, la Provincia di Livorno, la Regione Toscana e l'Autorità portuale di Livorno relativo alla variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico del comune di Livorno, alla definizione del Piano Regolatore Portuale nonché per la definizione del PIT Master Plan dei porti toscani del 12 marzo 2015 tra comune di Livorno, Autorità Portuale di Livorno, Regione Toscana, Provincia di Livorno" del 30 marzo 2016 la revisione di quanto disposto dal PRG del porto per le UTOE 5-C-1 Stazione marittima - corrispondente all'area di intervento del Piano Strutturale "Stazione marittima"-, 5-C-2 Porto Mediceo - corrispondente all'area di intervento del Piano Strutturale "Porto Mediceo" -, 5-C-3 Porta a Mare - corrispondente alla area di intervento del Piano Strutturale "Porta a Mare" -5-C-4 Bellana - corrispondente all'area di intervento del Piano Strutturale "Bellana"- secondo quanto di seguito specificato.
Area di intervento "Stazione marittima": riduzione generale delle superfici insediabili complessive con riduzione delle superfici destiante a funzioni commerciali (con esclusione di quelle accessorie a funzioni portuali), con particolare riferimento a medie e grandi strutture di vendita, privilegiando pertanto esercizi di vicinato; potenziamento di funzioni direzionali, servizi e/ o turistico ricettive (escludendo tipologie riconducibili alla residenza turistico-alberghiera). In sede di pianificazione attuativa sarà redatto un masterplan esteso anche all'area Alto fondale, calata Orlando e calata Carrara di competenza dell'Autorità Portuale. Gli interventi dovranno inoltre assicurare la possibilità di utilizzo dell'area operativa del terminal anche per eventi manifestazioni e fruizione pubblica dei luoghi nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti; la riorganizzazione della viabilità di accesso correlata agli obiettivi del PS e del PUMS; il potenziamento dell'area della stazione marittima in connessione con la stazione ferroviaria e la creazione di un'area polifunzionale di snodo in relazione con il quartiere della Venezia ed il Luogo Pio; lo sviluppo di un servizio navetta con l'aeroporto di Pisa; la valutazione dei recenti studi sulla rigenerazione del Silos Granai; particolare attenzione alla localizzazione dei nuovi volumi sull'area posta a nord della fortezza vecchia al fine di non interferire con i coni visuali da e verso il mare; possibilità di risagomatura dello specchio acqueo intorno alla fortezza vecchia finalizzata ad un maggiore equilibrio dello stesso con l'area a verde intorno alla Fortezza vecchia; valorizzazione di un percorso pedonale introno alle Mura lorenesi attraverso l'individuazione di un'idonea fascia di rispetto delle stesse.
Area di intervento del Piano Strutturale "Porto Mediceo": potenziamento del percorso pedonale di collegamento della città con il Molo Mediceo; conferma delle limitazioni all'altezza dei fabbricati prospicienti il Molo Mediceo; riduzione delle superfici destinate a funzioni terziarie e commerciali, limitando queste ultime ad esercizi di vicinato; potenziamento di funzioni, servizi e/o attività turistico ricettive (escludendo tipologie riconducibili alla residenza turistico- alberghiera).
Area di intervento del Piano Strutturale "Porta a Mare" : revisione del dimensionamento previsto dal PRG del porto e relativa variante al Piano Strutturale del 1997 e Regolamento urbanistico del 1999; riduzione della Slp con destinazione d'uso commercio dati i possibili effetti negativi sul traffico e sulle politiche di rilancio dell'attività commerciale del centro città all'interno del Pentagono; potenziamento di funzioni, servizi e/o attività turistico ricettive (escludendo tipologie riconducibili alla residenza turistico-alberghiera); miglioramento e riqualificazione dell'accessibilità da terra all'area dei bacini di carenaggio.
Area di intervento del Piano Strutturale "Bellana": individuazione di un percorso autorizzatorio del nuovo approdo, attraverso idoneo procedimento pubblico che garantisca la concertazione con il comune in coerenza con le altre UTOE ed aree di intervento del presente Piano Strutturale sopra menzionate; verifica della sostenibilità degli interventi previsti nell'area di intervento "Bellana" sulla città e in particolare sui quartieri retrostanti (Borgo Cappuccini Borgo San Jacopo); recepimento delle indicazioni emerse nell'ambito del percorso partecipativo riferito all'ambito della Porta a Mare; eventuale rivalutazione della localizzazione dei parcheggi in grado di assorbire il carico urbanistico ingenerato dall'intervento rispetto a quella indicata in sede di approvazione del PRG del porto; salvaguardia della spiaggia e dell'attuale arenile.
Prescrizioni e obiettivi da perseguire per l'area di intervento Bellana Approfondire lo studio della configurazione delle opere di protezione previste nell'area di intervento Bellana (UTOE 5C4 del PRG del Porto) al fine di ottimizzare l'utilizzo dello specchio acqueo protetto ai fini dell'insediamento di infrastrutture di ormeggio della nautica sociale. Sono ammesse modifiche al progetto di assetto dell'area da concordare con Regione Toscana e Autorità Portuale di Livorno.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: la configurazione d'insieme dei bacini del porto antico (Darsena vecchia, Darsena nuova, Porto mediceo) e delle fortificazioni.
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 3 dicembre 1948, G.U. n.294, 18 dicembre 1948, codice regionale 9049203, codice ministeriale: 90157: "Zona litoranea nel comune di Livorno nel tratto cantiere navale O.T.O. - rio Ardenza con esclusione della parte costiera dell'Accademia navale".
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti della città produttiva e specialistica: TPS3 Insule specializzate.
- UTOE 12 - Sistema porto - cittàDescrizione
L'UTOE si estende dalle aree immediatamente a ridosso del Cantiere navale fino al Maroccone e, in corrispondenza dell'abitato di Quercianella, dal Rogiolo alla foce del fiume Chioma. Nell'UTOE sono comprese aree e attività pubbliche (verde pubblico, tratti di costa non attrezzati, porticcioli, attrezzature culturali), attività concesse a privati (stabilimenti balneari con annessi impianti sportivi), residenze (ville) con accesso diretto al mare, attività ricettive alberghiere ed extralberghiere (campeggio al Maroccone e altre attività), aree ove permangono tracce del paesaggio costiero originario tratto di viale Italia antistante l'Ippodromo, lungomare di Antignano e Falesie di Antignano, Cala del Rogiolo presso villa Jana a Quercianella. Lungo la costa urbana si aprono visuali libere di particolare pregio verso il mare e l'arcipelago in corrispondenza della Terrazza Mascagni, di S. Jacopo in Acquaviva, tra il tratto prospiciente l'Ippodromo e l'inizio dei giardini della passeggiata di Ardenza, dalla Rotonda di Ardenza alle residenze private poste tra il viale di Antignano e la riva del mare. A Quercianella invece sono rari gli scorci verso il mare dalla viabilità mentre la costa, anche nella sua parte rocciosa, caratterizzata da fenomeni di erosione, è parzialmente percorribile tramite appositi percorsi pedonali.
Il tratto di litorale compreso nella costa urbana è costituito prevalentemente da una costa rocciosa, ad eccezione della Bellana, della foce del rio Ardenza e di pochi altri brevi tratti - bassa nel tratto fino alla foce del rio Ardenza, e che tende ad elevarsi gradualmente di quota poco dopo i Tre Ponti, caratterizzandosi per un tratto di falesia nel tratto tra l'hotel Rex ed il cimitero di Antignano, fino al limite del territorio urbanizzato in corrispondeva del Maroccone. Il successivo tratto di costa urbana, dal Rogiolo alla foce del Chioma è anch'esso roccioso, salvo brevissimi tratti di spiaggia presso le foci dei brevi corsi d'acqua provenienti dalla collina.
Nella costa urbana sono compresi i porticcioli turistici, riconosciuti dal Piano regionale dei porti e degli approdi turistici, Nazario Sauro, Ardenza, Antignano, Quercianella, Chioma.
Ulteriore particolarità della costa urbana è data dalla significativa presenza di edifici e spazi pubblici "speciali" che costituiscono parte del patrimonio identitario della città: lo Scoglio della Regina, recentemente integrato dall'edificio destinato al Centro di ricerca sulla robotica marina, la Terrazza Mascagni con l'Acquario comunale, i Bagni Pancaldi, l'Accademia Navale.
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - Salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano;
- - Favorire la creazione di una rete della mobilità dolce per la fruizione paesaggistica del territorio dell'ambito di paesaggio "Piana Livorno-Pisa- Pontedera" , che integri viabilità storica, rete viaria campestre, percorsi perifluviali;
Obiettivi - prescrizioni del Piano Strutturale
- - Migliorare le attrezzature destinate al tempo libero (strutture di servizio alla nautica e alla balneazione, verde pubblico);
- - Limitare gli interventi relativi all'edilizia residenziale esistente alla riqualificazione;
- - Riqualificare l'asse stradale e il sistema degli spazi pubblici e del verde formato da viale Italia, la Rotonda di Ardenza, viale di Antignano, via T. Pendola, via Pigafetta e via del Litorale la conservazione dello stato dei luoghi, in considerazione del particolare valore che gli stessi assumono rispetto alla matrice storico-culturale della città, con particolare riferimento alle opere della scuola pittorica dei "Macchiaioli";
- - Salvaguardare le caratteristiche paesaggistiche delle aree inedificate;
- - Attuare il Piano regionale per i porti e gli approdi turistici anche attraverso integrazioni alle localizzazioni da esso previste, secondo le modalità previste dal Piano di Indirizzo Territoriale e dalla L.R. 65/2014;
- - Tutela e riqualificazione delle Falesie di Antignano;
- - Riqualificare le strutture ricettive e per la balneazione;
- - Realizzazione di servizi principalmente dedicati alla balneazione libera con particolare riferimento al tratto di costa urbana a sud della rotonda di Ardenza, ad esclusione del tratto costiero denominato dei "Macchiaioli";
- - potenziare la funzione turistica e commerciale della costa nella frazione di Quercianella;
- - Messa in sicurezza dei percorsi pubblici lungo la costa;
- - Favorire l'accessibilità pubblica alla riva del mare;
- - Salvaguardare le visuali verso il mare dagli spazi pubblici;
- - Individuare modalità di mitigazione/riduzione del traffico automobilistico sulla viabilità lungomare sia attraverso gli strumenti urbanistici sia attraverso la pianificazione di settore con particolare riferimento al Piano del traffico;
- - consolidamento del polo scientifico Scoglio della Regina;
- - riqualificazione degli spazi verdi che caratterizzano la costa urbana;
- - potenziamento dei collegamenti ciclo- pedonali lungo tutta la costa con particolare riferimento al tratto fra la Bellana ed il Maroccone;
- - difesa del sistema costiero dai fenomeni erosivi;
- - messa in sicurezza delle spiagge, delle falesie e della costa rocciosa per la mitigazione del rischio indotto dai fenomeni attivi a valori accettabili;
- - miglioramento e razionalizzazione dell'accessibilità al mare;
- - promuovere la progressiva delocalizzazione degli impianti di distribuzione carburanti esistenti qualora incompatibili/incoerenti con gli obbiettivi di tutela dei beni di particolare valore storico- culturale e paesaggistico o con le previsioni di riqualificazione della viabilità lungomare;
- - riqualificazione ed eventuale ampliamento, valorizzazione del sistema degli approdi turistici di Ardenza, Antignano e Quercianella al fine di garantire l'integrazione funzionale e visuale fra le retrostanti strutture urbane, le attrezzature portuali e il mare;
- - conservazione degli elevati valori naturalistici ed estetico-percettivi della linea di costa;
- - limitazione di nuovi carichi insediativi sul fronte litoraneo;
- - tutela della visibilità della linea di costa sia dall'entroterra che dal mare, ovvero individuazione delle aree in cui persiste la permeabilità visiva tra la linea di costa e le aree retrostanti al fine di definire regole che ne conservino la qualità delle relazioni visuali esistenti;
- - tutela e conservazione del patrimonio storico-architettonico avendo cura che la progettazione degli assetti urbani sia coerente con la matrice e le regole insediative storiche;
- - tutela del valore panoramico dei principali assi viari per la qualità estetico-percettiva delle visuali che vi si aprono;
- - predisporre un'adeguata disciplina per l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità di tali contesti;
- - riqualificazione degli stabilimenti balneari esistenti finalizzata anche alla completa apertura invernale delle strutture;
- - promozione di interventi sull'assetto idrogeologico finalizzati alla riduzione del rischio idraulico e azioni volte a tutelare gli equilibri ambientali costieri;
- - tutela della qualità ambientale e delle risorse naturalistiche dell'area della costa attraverso azioni di mitigazione degli effetti delle attività antropiche (riduzione delle emissioni di gas, di agenti inquinanti e ad elevato impatto ambientale);
- - promozione di interventi riguardanti la riqualificazione funzionale ed ambientale delle infrastrutture esistenti realizzando le necessarie opere di manutenzione ordinaria e straordinaria e gli interventi connessi (rifacimento degli scivoli pubblici, adeguamenti agli standard nautici ed alle norme sull'accessibilità dei disabili);
- - rilancio dell'economia del turismo e promozione di modelli di fruizione sostenibile del patrimonio naturale e culturale del sistema della costa;
- - individuazione di interventi per la promozione dell'uso sostenibile delle risorse naturali quali a) interventi di tutela e conservazione della risorsa idrica in termini di raccolta, stoccaggio ed efficientamento b) interventi di promozione del sistema di raccolta differenziata, di riduzione del volume di rifiuti prodotti per il conferimento in discarica;
- - favorire la delocalizzazione dei manufatti esistenti negli alvei dei corsi d'acqua e nelle zone soggette ad inondazione ed esondazione;
- - migliorare le conoscenze sugli scenari di criticità idraulica ed idrogeologica al fine di migliorare le analisi di vulnerabilità e rischio della costa;
- - valorizzare, controllare e migliorare l'accesso alla linea di battigia mediante interventi minimi che non alterino in maniera irreversibile lo stato dei luoghi e mediante eventuale inserimento di materiali lapidei tipici dei luoghi;
- - garantire in ogni caso la conservazione e la valorizzazione dell'integrità fisica e patrimoniale dei beni demaniali e considerare in via primaria il soddisfacimento degli interessi pubblici e di uso pubblico.
- - Adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio adeguati alla classe di pericolosità dell'area, con particolare attenzione alle aree prossime al ciglio di falesia, rispetto alle quali di manterrà un adeguata fascia di rispetto.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie d'intervento prevalenti: conservazione, riqualificazione.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - gli interventi di riqualificazione funzionale ammissibili sono finalizzati alla trasformazione dell'ormeggio in porto turistico in ottemperanza alle disposizioni di cui all'art. 6 comma 1 lettera b) della disciplina del Masterplan regionale, ovvero a garantire la dotazione dei servizi essenzialidello scalo marittimo e il soddisfacimento degli standard;
- - Gli interventi per la trasformazione da ormeggi a "porto turistico" si attua previa approvazione del PRP di cui all'art. 86 della LR 65/2014 ed in conformità con il PRP medesimo.
- - per l'ormeggio di Antignano con l'intervento di riqualificazione sarà prevista anche una modifica alla configurazione morfologica attuale al fine di superare le criticità già accertate in merito alle questioni di sicurezza della navigazione e protezione del bacino portuale.
- - Per gli ormeggi di Nazario Sauro, Castel Sonnino e Chioma sono ammissibili interventi limitati alla manutenzione di opere, attrezzature ed impianti esistenti al fine di garantire la piena efficienza funzionale ed assicurare la corretta gestione ambientale di tutti i punti di ormeggio.
- - interventi, da definire ulteriormente in sede di Piano Operativo, previsti nelle aree di intervento individuate dal Piano Strutturale alla tavola STS02;
- - dimensionamento dei servizi a terra per i porti turistici secondo gli standard definiti dalla normativa regionale in materia.
Ormeggi presenti nell'UTOE 13 - Costa urbana
Per gli ormeggi presenti nel territorio comunale di Livorno il criterio base che dovrà essere seguito è quello di non stravolgere, nei limiti del possibile, le infrastrutture esistenti, ma piuttosto di adeguarle alle indicazioni e prescrizioni del Piano di Indirizzo Territoriale e dalla L.R. 65/2014, integrando il livello dei servizi esistenti, senza modificare l'estensione degli specchi acquei e delle opere di difesa, se presenti.
Per i porticcioli di Antignano, Ardenza e Quercianella, nell'ambito degli interventi necessari per attuare la loro trasformazione in porti turistici o il miglioramento degli attuali approdi, ai sensi del Piano di Indirizzo Territoriale, è ammesso un ampliamento a mare nel rispetto dei limiti indicati nelle relative schede grafiche. Comunque la destinazione prevalente di queste strutture dovrà rimanere quella a servizio della nautica sociale. È ammesso che una quota massima del 15% del n° di posti barca possa essere destinato alle imbarcazioni da diporto di dimensioni superiori di quello limite della nautica sociale.
Gli interventi di potenziamento dei porticcioli di Antignano, Ardenza e Quercianella sono subordinati alla garanzia della dotazione minima dei servizi a terra previsti dalla normativa regionale per i porti e gli approdi turistici nell'ambito del Master Plan dei porti della Toscana con particolare riferimento al documento "Disciplina di Piano" ed al capo IV del medesimo "Standard per i servizi a terra".
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
- 1) Invariante strutturale: gli edifici e manufatti, prevalentemente pubblici,in diretto rapporto con il mare o le vie d'acqua: mura e fortezze, Scoglio della Regina e Bagni Pancaldi, Acquario.
- 2) Invariante strutturale: la costa
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi pubblici
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Sistemi infrastrutturali (Strada dei Cavalleggeri).
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012") con particolare riferimento alle foci a mare.
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 3 dicembre 1948, G.U. n.294, 18 dicembre 1948, codice regionale 9049203, codice ministeriale 90157: "Zona litoranea nel comune di Livorno nel tratto cantiere navale O.T.O. - rio Ardenza con esclusione della parte costiera dell'Accademia navale".
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n. 29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197 "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Fascia di rispetto sanitaria cimiteriale (art. 338 T.U. leggi sanitarie e art. 57, DPR 285/1990): cimitero di Antignano;
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980).
- UTOE 13 - Costa urbanaDescrizione
Parte di città corrispondente alla omonima località di villeggiatura balneare, formatasi a partire dalla fine dell'800 comprendente il nucleo originario tra la via Aurelia, la ferrovia ed il limite della costa urbana nonché le espansioni lungo le pendici dei rilievi contigui.
L'abitato è prevalentemente costituito da villini con giardino; si distinguono altresì alcuni ex conventi (uno, di impianto sette-ottocentesco, trasformato in abitazioni private) adibiti a centri di vacanze o colonie estive. L'unica villa signorile con parco è invece ricompresa nella parte di città "costa urbana".
Il Quadro conoscitivo ambientale del PS/2 ha inoltre evidenziato le condizioni di pericolosità geomorfologica da frana riscontrata nelle aree urbanizzate poste a est della via Aurelia, lungo le pendici dei Monti livornesi.
Obiettivi del Piano paesaggistico regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - Salvaguardare la riconoscibilità, l'integrità storica e visuale di Livorno, valorizzare le relazioni storicamente consolidate tra la città e il mare, attraverso la riqualificazione degli ingressi, del waterfront urbano;
- - salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico-identitario
Obiettivi Piano Strutturale
- - Tutelare i valori ambientali;
- - qualificare lo spazio pubblico;
- - migliorare l'accessibilità stradale, miglioramento della dotazione di parcheggi, in modo da rendere più coerente il sistema della mobilità con la residenza e le attrezzature turistico ricettive;
- - potenziare la vocazione turistica della frazione attraverso il miglioramento e l'incremento delle strutture esistenti;
- - favorire interventi di riqualificazione delle strutture ricettive;
- - tutela delle ville storiche e del verde privato;
- - promuovere interventi diretti a favorire la mobilità ciclo-pedonale e l'integrazione tra percorsi ciclo-pedonali esistenti con particolare attenzione ai percorsi tra la costa e i Monti livornesi, verso la stazione ferroviaria e alla prevista pista ciclabile della costa mediterranea italo-franco-spagnola;
- - completamento della Variante Aurelia con la realizzazione del lotto zero Maroccone -Quercianella;
- - riqualificare gli alvei dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva;
- - riqualificare i terreni collinari a monte per la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - adottare iniziative per la messa in sicurezza idraulica anche con adeguamento del patrimonio edilizio ed infrastrutturale
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti: conservazione, riqualificazione.
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio;
- - interventi di completamento del tessuto urbano con destinazione residenziale, turistica-ricettiva, attività commerciali (esercizi di vicinato).
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città sul mare
Invariante strutturale: la costa
Insieme città murata - verde - boschi
Invariante strutturale: parchi pubblici
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012") con particolare riferimento alle foci a mare.
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n. 29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197 "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada S.S. 1 Via Aurelia.
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Nell'UTOE si rileva la presenza dei seguenti morfotipi definiti dal PIT:
Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista:
TR2 Tessuti ad isolati aperti e edifici residenziali isolati sul lotto
TR5 Tessuto puntiforme.
- UTOE 14 - QuercianellaDescrizione
Il grande spazio sportivo centrato sull'ippodromo Caprilli si è evoluto e non ha cessato di crescere nelle dimensioni. Il cantiere Orlandi, l'Accademia navale ed il turismo ottocentesco hanno insieme generato la città moderna di Livorno e quindi la città sportiva.
La pratica dello sport attraverso molte delle sue facce è diventata una consuetudine nel tempo e si è consolidata con l'apprezzamento nazionale ed olimpico. Si è così ampliata la cittadella dello sport fino a qualificare parti intere di città.
Oggi si contano quattro settori di territorio dedicati integralmente allo sport e così definiti:
- 15a) area storica cresciuta con l'evoluzione novecentesca della città. Annovera attività sportive di vario ordine come l'ippodromo Caprilli, lo stadio per il calcio e molte altre attrezzature. In prossimità sono sorte le attrezzature sportive realizzate per l'Accademia.
- 15b) area di recente attrezzatura, parallela alla costa, caratterizzata dal campo da golf e dal campo per il baseball insieme al campo velico ed altre attrezzature.
- 15c) area in prospettiva di allestimento per un grande percorso ciclo- pedonale nella Conca di Montenero rivolto a soddisfare la componente più diffusa di attività ludico- sportiva.
Un grande viale alberato con un tracciato ad anello può esaltare l'immagine paesaggistica della Conca e della città e legare ulteriormente la città con il Santuario.
Il complesso di aree poste lungo il fosso di Banditella costituisce invece un elemento di connessione fra la costa e la vasta area della Conca di Montenero, delimitata dalle pendici collinari, dal rilievo di Monte Rotondo e dalla corona di ville storiche pubbliche e private che si estende sui suoi contorni.
- 15d) Un ulteriore gruppo di parchi è costituito dall'area nella quale sono presenti alcune importanti testimonianze del fenomeno, iniziato nel '700, della localizzazione delle residenze delle famiglie benestanti della città nella campagna ed oggi di proprietà pubblica.
Nello specifico le ville incluse in questa parte di città si caratterizzano non tanto per l'architettura dei singoli edifici, quanto per il contributo che la loro costruzione ha dato alla caratterizzazione del paesaggio, non soltanto nella distinzione tra parco di pertinenza della residenza e poderi di proprietà, ma anche nell'ordinamento del paesaggio e della viabilità dato dai lunghi viali rettilinei ed alberati di adduzione alle residenze.
Obiettivi del Piano paesaggistico regionale
- - Tutelare le visuali storicamente consolidate tra la città e il mare;
- - Creare relazioni con il contesto urbano di riferimento;
- - Favorire la creazione di una rete della mobilità dolce per la fruizione paesaggistica del territorio dell'ambito di paesaggio "Piana Livorno-Pisa- Pontedera" , che integri viabilità storica, rete viaria campestre, percorsi perifluviali;
- - In riferimento al complesso di strutture sportive coperte presenti nell'UTOE: sfruttare le superfici pavimentate e le coperture di edifici, tettoie, etc. per la produzione di energie alternative.
Obiettivi Piano Strutturale
Potenziamento delle strutture sportive e dello spazio pubblico esistenti finalizzato alla realizzazione di una "cittadella dello sport".
- - Istituire percorsi finalizzati al collegamento tra la costa urbana, il sistema territoriale insediativo, il sistema territoriale di tutela ambientale, alla valorizzazione degli edifici e dei manufatti di valore storico ambientale, dei complessi sportivi e, al tempo stesso, al rafforzamento delle relazioni entro il sistema insediativo;
- - Promuovere interventi diretti a favorire la mobilità ciclo-pedonale e l'integrazione tra percorsi ciclo-pedonali esistenti, con particolare attenzione ai percorsi tra la costa e i Monti livornesi.
- - Tutela e valorizzazione degli edifici e dei manufatti storici;
- - Tutela e valorizzazione del verde pubblico;
- - Tutela del verde privato;
- - Mantenere la visuale libera verso il mare in corrispondenza dell'affaccio al mare dei parchi;
- - Migliorare o realizzare connessioni ciclo-pedonali tra gli affacci a mare di tali parti di città, le aree verdi del Nuovo centro, i quartieri circostanti i percorsi di accesso alle grandi ville storiche suburbane di proprietà pubblica (Villa Morazzana, Villa Rodocanacchi, Villa Maurogordato), alla Conca di Montenero e ai Monti livornesi lungo le direttrici del rio Maggiore (S.P. di Valle Benedetta) e del rio Ardenza (S.P. di Popogna);
- - Tutelare i viali di adduzione alle ville storiche in tutte le loro componenti (tracciati, sezioni stradali, alberature, visuali laterali e prospettiche);
- - creare le relazioni con il contesto urbano di riferimento;
- - realizzazione del percorso ciclo-pedonale "anello di Montenero";
- - prevedere accorgimenti per la gestione delle acque di prima pioggia da strade parcheggi e piazzali;
- - favorire il recupero delle acque da tetti per usi irrigui;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e le verifiche di stabilità, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
UTOE 15-a
Nell'area urbana 15a gli obiettivi si indirizzano in due direzioni principali.
La prima riguarda gli impianti sportivi che possono essere valorizzati ed aggiornati anche con modifiche e rifacimenti alla condizione che ne tutelino i valori storici.
Si può realizzare così un settore urbano di grandi servizi per l'intera città.
In questo ambito è possibile inoltre inserire anche nuovi servizi ed anche funzioni legate alla attività universitaria, turistica ed a carattere ludico-sportivo con limitazioni che tendono a valorizzare la vegetazione da includere nel piano operativo.
La seconda direzione riguarda il carattere dello spazio aperto non utilizzato per la pratica sportiva.
L'area è da considerare prevalentemente pedonale con parcheggio delle auto preferibilmente sotterraneo. In superficie la cittadella dello sport si può trasformare in una grande area ricca di alberi, una pausa nella città costruita attraversata da via dei Pensieri, dove la vegetazione esistente e la nuova si estendono fino a raggiungere la vegetazione sul bordo del mare.
Inoltre è opportuna la creazione di un collegamento con l'antistante costa tramite la realizzazione di un sottopasso che non alteri né la vegetazione esistente né la naturale conformazione della panchina geologica.
Riqualificazione e conferma dello storico parco pubblico della Ceschina.
UTOE 15-b
Nell'area a sud del rio Ardenza 15b dove sono già insediati numerosi impianti sportivi sono da favorire le connessioni con il sistema urbano anche sovrapassando la ferrovia e la viabilità in connessione con l'area urbana meridionale.
UTOE 15-c
Il parco consiste attualmente in una porzione di collina diventata di proprietà pubblica.
- - Realizzazione del percorso "anello di Montenero" conforme alla parte da realizzare nell'UTOE 15-d.
UTOE 15-d
Il parco è esistente in quanto si tratta di aree di uso pubblico un tempo appartenente a ville private.
- - Adeguamento di parti dei percorsi pubblici esistenti in parti dell'anello di Montenero, uniformandoli nel percorso ciclo- pedonale e nei punti di servizio per gli utenti;
- - uniformare la qualità e la disposizione della vegetazione lungo "l'anello" pedonale così da evidenziare la qualità paesaggistica della Conca di Montenero.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie di intervento prevalenti:
Conservazione (UTOE 15a e d); completamento (UTOE 15a, b e c).
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme città murata - verde - boschi
- 1) Invariante strutturale: parchi pubblici
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 3 dicembre 1948, G.U. n.294, 18 dicembre 1948, codice regionale 9049203, codice ministeriale: 90157 "Zona litoranea nel comune di Livorno nel tratto cantiere navale O.T.O. - rio Ardenza con esclusione della parte costiera dell'Accademia navale".
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n.29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197 "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella"
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Morfotipi delle urbanizzazioni contemporanee
Tessuti della città produttiva e specialistica
TPS 3 (impianti sportivi).
- UTOE 15 - Grandi Parchi (15A-15B-15C-15D)Descrizione
La bassa valle dell'Ardenza, segnata dall'incisione del rio omonimo e di un suo affluente, è caratterizzata da particolari valori paesaggistici: tracce importanti della struttura poderale e delle ville storiche suburbane, presenza di attività agricole e orticole, ambiti, per quanto di dimensioni ridotte, caratterizzati da una notevole continuità, quali gli ambienti fluviali, che costituiscono dei veri e propri corridoi naturali tra la costa e le aree collinari interne. Quest'ultimo aspetto incide sulla sicurezza idraulica di tale tratto della valle dell'Ardenza, tanto da limitarne fortemente, come rilevato dalle indagini idrauliche svolte nel corso dell'elaborazione del Quadro conoscitivo del PS/2, il grado di trasformabilità. Date queste premesse il Piano Strutturale propone per questa parte di città, oltre alla conservazione della Struttura paesaggistica, interventi di mitigazione degli attraversamenti infrastrutturali (via Aurelia, ferrovia Roma-Pisa, variante Aurelia) anche al fine di poterla inserire come parte dei percorsi ciclo-pedonali costa-campagna-collina e la conferma degli attuali usi agricoli ed orticoli dei suoli.
L'UTOE 16 comprende due diverse aree con caratteri e autonomi.
La prima (16a) è costituita dalla valle del fiume Ardenza nella quale l'omonimo rio scorre dalle sommità delle colline fino al mare. Nella parte alta si insinua tra urbanizzazioni e colture agricole separando nettamente l'area delle urbanizzazioni recenti da quelle degli insediamenti di ville nella conca ai piedi di Montenero.
Lo stacco prodotto dalla valle nella struttura paesaggistica è molto forte e merita di essere conservata come tale.
È compresa nell'UTOE una vasta area (16b), di particolare pregio paesaggistico, delimitata dalle pendici collinari, dal rilievo di Monte Rotondo e dalla corona di ville storiche pubbliche e private che si estende sui suoi contorni.
Il Piano Strutturale individua come fulcro di un nuovo sistema di parchi pubblici, costituito dai parchi ricompresi nell'UTOE 15, di connessione tra la costa, gli insediamenti esistenti e i Monti livornesi tra loro collegati da un circuito ciclo-pedonale (denominato "anello di Montenero"). Tale circuito è da realizzarsi tramite l'acquisizione al demanio comunale delle aree necessarie, per realizzare il percorso pedonale e ciclabile di tipo pubblico, una lunga passeggiata alberata ed attrezzata con piccole aree di servizio, di sosta e di ristoro.
Obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) - Piano Paesaggistico Regionale
- - Riqualificare e valorizzare in chiave multifunzionale gli spazi aperti perifluviali residui e assicurarne la continuità;
- - Tutelare i valori storico-testimoniali del sistema fluviale anche attraverso progetti di recupero e valorizzazione dei manufatti legati alla risorsa idrica (mulini, opifici, sistemazioni idrauliche, etc.);
- - Favorire la creazione di una rete della mobilità dolce per la fruizione paesaggistica del territorio dell'ambito di paesaggio "Piana Livorno-Pisa- Pontedera" , che integri viabilità storica, rete viaria campestre, percorsi perifluviali.
Obiettivi Piano Strutturale
- - Tutela delle colture specializzate;
- - tutelare i valori ambientali, naturalistici e paesaggistici del sistema fluviale;
- - ridurre il rischio idraulico;
- - salvaguardia e valorizzazione della rete viaria di impianto storico;
- - miglioramento e incremento della dotazione di servizi pubblici;
- - creazione di servizi con alta valenza ambientale lungo l'anello pedonale e ciclabile del parco paesaggistico;
- - salvaguardia e valorizzazione delle qualità paesaggistiche ed ambientali attraverso la realizzazione del parco paesaggistico di Montenero;
- - realizzazione di percorsi ciclo-pedonali di connessione tra parchi esistenti e previsti, il sistema urbano e i Monti livornesi. La saldatura dei parchi esistenti (Rodocanachi e Banditella) con un percorso a parco consente la creazione di un anello nel quale si trovano spazi per servizi. Il completamento dell'anello riccamente alberato, esalta la forma concentrica della conca di Montenero e dà luogo ad una rilevante forma paesistica dell'ambiente;
- - evitare la realizzazione di orti, conservare la struttura del paesaggio agricolo;
- - favorire la fusione fondiaria per lo sviluppo di attività agricole professionali;
- - verificare il corretto funzionamento della rete di acque nere ed adeguarla se necessario;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva
- - riqualificare e consolidare i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio ed-adottare iniziative per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua e delle aree soggette a criticità gravitative al fine di ridurre il rischio idraulico e geomorfologico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area;
- - adeguare il patrimonio edilizio ed infrastrutturale alle necessità di protezione di persone e beni.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione
Incrementi ammissibili
All'interno dell'UTOE gli incrementi ammessi sono riconducibili a:
- - interventi sul patrimonio edilizio esistente, che verranno disciplinati puntualmente dal Piano Operativo, sulla base del valore storico, documentale ed architettonico, di relazioni con il contesto urbano del singolo organismo edilizio.
La acquisizione al demanio comunale delle aree necessarie alla realizzazione dell'"anello di Montenero" può avvenire anche attraverso operazioni di tipo perequativo da realizzarsi all'interno del perimetro del territorio urbanizzato.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. edifici e manufatti paleoindustriali, spesso connessi all'economia agraria, o ruderi dei medesimi: fornaci, mulini, ghiacciaie, miniere, manufatti funzionali all'agricoltura ed all'allevamento di impianto storico;
- b. fattorie di impianto storico e relative pertinenze agrarie (aree coltive);
- c. sistemi infrastrutturali: mulattiere, antichi percorsi di attraversamento delle colline e relativi manufatti).
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n. 29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197: "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella";
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada: Variante SS. 1 Aurelia.
- UTOE 16 - Area paesaggistica (16A-16B)Descrizione
Il "Territorio rurale" comprende tutte le aree esterne al perimetro del territorio urbanizzato nella parte continentale del territorio comunale.
Nel sistema è compresa la parte dei Monti livornesi ricadenti nel territorio comunale. Essa comprende aree di valore paesaggistico e naturalistico oggetto sia di tutele sovraordinate sia di tutele riconosciute dal PS/2 ad esito delle indagini conoscitive compiute nonché aree degradate (discariche, cave), aree a rischio idraulico e geomorfologico, piccoli insediamenti, nuclei rurali e manufatti di valore archeologico, storico, documentale ed individuate puntualmente dal Quadro conoscitivo del Piano Strutturale. Inoltre il territorio rurale comprende le parti non continentali del territorio comunale, ovvero gli isolotti della Meloria, in corrispondenza delle omonime secche, e l'Isola di Gorgona, interamente facente parte del territorio comunale e posta a circa 30 chilometri dalla costa livornese.
Il Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano paesaggistico regionale ha incluso tali parti del territorio comunale nello stesso ambito in cui è inclusa la parte continentale del territorio comunale, ovvero nell'ambito 08 "Piana Livorno-Pisa-Pontedera" mentre una specifica disciplina per tali aree costiere è contenuta nella scheda, riferita alla disciplina del Piano paesaggistico per le "aree tutelate per legge ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio" n.11 "Elba e isole minori".
Il Piano Strutturale articola i propri obiettivi per il "territorio rurale" in più UTOE, come specificato dall'art. 64 della L.R. 65/2014 e a seguito dell'entrata in vigore del Regolamento regionale 32 / R (BURT 14 luglio 2017), di seguito elencate:
- 17. Agricoltura
- 18. Aree con prevalenza di agricoltura amatoriale
- 19. Aree di tutelate dei colli livornesi
- 20. Aree di speciale valore naturalistico e paesaggistico
- 21. Costa di Calafuria
- 22. Isola di Gorgona
- 23. Secche della Meloria
Obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale
- - Evitare ulteriori fenomeni di dispersione insediativa nel territorio rurale, definire e riqualificare i margini urbani attraverso interventi di riordino dei tessuti costruiti e della viabilità, di riorganizzazione degli spazi pubblici, di mitigazione degli aspetti di disomogeneità e di integrazione con il tessuto agricolo perturbano sia in termini visuali, sia fruitivi;
- - tutelare la leggibilità del sistema agrario insediativo storico (fattorie storiche, luoghi e manufatti di valore archeologico o storico- documentale legati all'economia del mondo rurale);
- - mantenere l'equilibrio idrogeologico e la stabilità dei versanti;
- - favorire il mantenimento delle attività agro-pastorali tradizionali dei Monti Livornesi, finalizzate alla conservazione dei paesaggi di alto valore naturalistico;
- - migliorare la qualità ecosistemica complessiva degli habitat forestali;
- - tutelare i valori storico-testimoniali del sistema fluviale anche attraverso progetti di recupero e valorizzazione dei manufatti legati alla risorsa idrica (mulini, opifici, sistemazioni idrauliche, etc.);
- - favorire, in riferimento all'intero ambito di paesaggio "Piana Pisa-Livorno-Pontedera", la creazione di una rete di mobilità dolce per la fruizione paesaggistica del territorio, che integri viabilità storica, rete viaria campestre, percorsi perifluviali, tracciati delle ferrovie storiche dismesse (il riuso di questi tracciati ai fini della rete territoriale d'ambito della mobilità dolce può diventare oggetto di intese con il comune di Pisa in merito alla ex ferrovia Livorno-Calambrone-Tirrenia-Pisa);
- - tutelare gli elementi di eccellenza naturalistica del territorio;
- - salvaguardare l'elevato valore paesaggistico, geomorfologico ed ecosistemico dell'isola di Gorgona tutelando le coste rocciose ricche di forme rilevanti derivanti dall'azione erosiva, aree caratterizzate da macchie, garighe e prati;
- - evitare ulteriori processi di urbanizzazione, contrastando la frammentazione del territorio agricolo e la perdita di aree terrazzate di versante, nonché la diffusione di specie animali e vegetali aliene.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Messa in sicurezza del territorio con azioni preventive e correttive;
- - recupero delle aree degradate;
- - interventi volti a prevenire eventi catastrofici;
- - conseguire condizioni di stabilità ecologica;
- - recupero delle aree percorse dal fuoco;
- - tutela delle aree boscate,
- - tutela delle aree costiere;
- - favorire l'uso pubblico del territorio rurale;
- - recuperare e valorizzare gli edifici e i manufatti storici rurali, militari e civili (complessi paleoindustriali, miniere, etc.), le reti tecnologiche storiche (acquedotti di Colognole e di Limone, tracce di acquedotti romani, cisterne, ghiacciaie);
- - tutela dei manufatti archeologici e dei percorsi antichi che attraversano la collina, con particolare riferimento a quelli di collegamento tra la costa e la via Emilia;
- - incentivazione dell'uso turistico e per il tempo libero;
- - definizione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente, da compiersi in sede di Piano Operativo, basata sulle caratteristiche di impianto degli edifici e del contesto paesaggistico e naturalistico in cui essi sono collocati;
- - riqualificazione della viabilità di accesso, con particolare riferimento alle strade provinciali di Valle Benedetta e di Popogna, anche al fine di permetterne l'utilizzo attraverso forme di mobilità non automobilistica; realizzazione di punti di sosta e di accesso alla rete ciclopedonale, dei sentieri e delle ippovie dei Monti livornesi;
- - ripristino e recupero ambientale delle cave dismesse in relazione al Piano regionale delle attività estrattive (PRAE) anche attraverso la preventiva messa in sicurezza da criticità gravitative;
- - cave dismesse costiere: recupero verso funzioni di servizio per la balneazione e per la fruizione dell'area protetta, parcheggi, anche attraverso la preventiva messa in sicurezza da criticità gravitative;
- - recupero dell'edilizia esistente a fini turistico-ricettivi, preferibilmente mediante la promozione di attività agrituristiche;
- - promuovere la conservazione ed il recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della comunità e alla qualità della vita;
- - conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale;
- - difesa delle risorse naturali dall'inquinamento;
- - conservazione delle specie animali e vegetali;
- - applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale al fine di integrare le attività umane con l'ambiente naturale;
- - promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva
- - riqualificare e consolidare i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempola regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e gemorfologica del territorio ed-adottare iniziative per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua al fine di ridurre il rischio idraulico.
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti.
Insiemi e invarianti comuni a tutto il territorio rurale
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura eco sistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
- a) Collina
- 1) Invariante strutturale: Rete idrografica (corsi d'acqua individuati alla tavola IDR T2 "Quadro conoscitivo idraulico - PGRA e reticolo di gestione ex LR 79/2012").
- 2) Invariante strutturale: Boschi
- 3) Invariante strutturale: Aree coltive
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
- 1) Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- a. edifici speciali: complessi termali (Terme della Salute, Bagnetti dell'Acqua Puzzolente), edifici polifunzionali della metà del '900, edifici specialistici ottocenteschi (teatri, mercato centrale, etc.)
- b. edifici e manufatti paleoindustriali, spesso connessi all'economia agra ria, o ruderi dei medesimi: fornaci, mulini, ghiacciaie, miniere, manufatti funzionali all'agricoltura ed all'allevamento di impianto storico;
- c. fattorie di impianto storico e relative pertinenze agrarie (aree coltive);
- d. aree di interesse archeologico;
- e. sistemi infrastrutturali: mulattiere, antichi percorsi di attraversamento delle colline e relativi manufatti, antichi acquedotti (acquedotto del Limone), resti di infrastrutture a fune (teleferiche per il trasporto di materiali di cava), strada dei Cavalleggeri;
- f. luoghi di culto isolati (eremi, santuari, cappelle votive) o monumenti funerari isolati;
- g. sistemi fortificati (torri costiere, torri di Gorgona e Secche della Meloria) e percorsi di collegamento tra le fortificazioni costiere (Strada dei Cavalleggeri).
Insiemi e invarianti comuni a tutto il territorio rurale
Per tutte le UTOE gli interventi dovranno essere attuati nel rispetto e nella compatibilità con le caratteristiche geologico-tecniche, idrogeologiche e sismiche delle aree, accertate mediante idonee indagini geognostiche e sismiche estese ad un conveniente intorno dei luoghi, al volume di sottosuolo significativo ed adeguate alla classe di pericolosità delle aree. Inoltre, nei settori classificati in pericolosità geomorfologica molto elevata (G4 e/o P.F.M.E del P.A.I), gli interventi dovranno essere preceduti dalla realizzazione di opere di messa in sicurezza ai sensi art. 13 delle NTA del P.A.I vigente e da successive indagini geognostiche; nei settori classificati in pericolosità geomorfologica elevata (G3 e/o P.F.E. del P.A.I.) gli interventi dovranno essere preceduti dalla verifica di stabilità dell'area e da idonei accertamenti geognostici e sismici . In tutti i casi le eventuali opere di messa in sicurezza non dovranno pregiudicare le condizioni di stabilità delle aree adiacenti, la manutenzione delle opere esistenti e la definitiva stabilizzazione dei settori. Sono integralmente richiamate le prescrizioni elencate nella relazione Geologico-Tecnica del presente PS.
Salvaguardie
Fino all'approvazione degli atti che concludono i procedimenti di verifica dei parchi provinciali e delle aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) istituite ai sensi della L.R. 49/1995 sulle aree incluse nel Parco provinciale dei Monti livornesi e su quelle incluse nelle ANPIL si applica la disciplina prevista dalla L.R. 30/2015.
Descrizione
Aree coltivate, pertinenza di fattorie organizzate di impianto storico, di notevole estensione e che costituiscono una rilevante componente del paesaggio tra la città ed il piede dei Monti livornesi e delle aree più interne e distanti dalla città del complesso dei Monti livornesi (quali, a titolo di esempio: la fattoria di Popogna, il complesso di poderi sulla destra idrografica del corso del fiume Chioma ai confini orientali del territorio comunale).
Nella UTOE sono ricomprese, ed individuate alla tavola STS 01 Parti di città- UTOE, ulteriori aree, riconosciute dall'art.64 "Il territorio rurale" della L.R. 65/2014, che, pur ospitando funzioni non agricole non sono ricomprese nel territorio urbanizzato, denominate dal Piano strutturale "aree speciali nel territorio rurale".
Le "aree speciali nel territorio rurale" incluse nella UTOE 17 - Agricoltura sono:
- 17b - le aree contigue al nucleo di Condotti vecchi su cui sono insediate attività produttive come tali classificate dal Regolamento urbanistico del 1999;
- 17c - L'area su cui è insediata un'attività produttiva ad alto contenuto scientifico tecnologico lungo la S.P. di Popogna, già individuata dal Regolamento urbanistico del 1999;
- 17d - Area su cui sono insediate attività artigianali in prossimità del Cisternino di Pian di Rota.
Inoltre è presente il nucleo rurale 17a - Condotti vecchi.
Il nucleo di Condotti vecchi sorge lungo l'omonima via, parallela e in parte sovrapposta al percorso del seicentesco acquedotto del Limone, e si è formato attorno all'originario casale posto all'incrocio con la strada di collegamento tra via dei Condotti vecchi e la strada delle Sorgenti, parallela al tracciato dell'ottocentesco Acquedotto leopoldino proveniente dalle sorgenti di Colognole. Ad oggi all'originario nucleo rurale si sono aggregati piccoli insediamenti per attività di deposito e artigianali.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Tutela della integrità dei poderi;
- - conservare e recuperare gli edifici ed i manufatti di valore storico testimoniale anche per usi complementari all'attività aziendale ai sensi delle leggi vigenti (agriturismo, educazione ambientale, etc.);
- - integrare le aziende agricole ai circuiti di fruizione della collina livornese e ad iniziative di educazione ambientale;
- - esercizio dell'attività agricola professionale;
- - valorizzazione funzionale dei nuclei rurali rispetto ai circuiti di fruizione del territorio rurale e delle colline livornesi.
- - riqualificare e consolidare i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo per la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio ed-adottare iniziative per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua al fine di ridurre il rischio idraulico.
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Per le aree situate nel bacino del Torrente Chioma e nel bacino del rio Popogna:
- - tutelare i valori ambientali, naturalistici e paesaggistici del sistema fluviale;
- - conservare e valorizzare il patrimonio naturale e il paesaggio.
Nucleo rurale 17a Condotti vecchi
- - Riqualificazione e recupero del patrimonio edilizio esistente.
Area speciale 17b Aree contigue al nucleo di Condotti vecchi su cui insistono attività produttive
- - Incentivo alla delocalizzazione dell'attività considerata insalubre e rilocalizzazione in area compatibile ad ospitare tale funzione, da individuare nel Piano Operativo preferibilmente nell'UTOE10 e conseguente bonifica e riconversione dell'area verso funzioni compatibili.
Area speciale 17c Area lungo via di Popogna su cui insiste un attività produttiva ad elevato contenuto scientifico-tecnologico
- - Consolidamento, riqualificazione ed ampliamento dell'attività esistente ad alto contenuto scientifico e tecnologico;
Area speciale 17d Aree su cui insistono attività artigianali in prossimità del Cisternino di Pian di Rota
- - Riqualificazione dell'area anche attraverso la rifunzionalizzazione con attività compatibili con i caratteri storico- paesaggistici presenti nel contesto (Acquedotto e Cisternino).
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione.
Categorie di intervento prevalenti per le Aree speciali nel territorio rurale: conservazione, recupero, completamento
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - edifici speciali: complessi termali (Terme della Salute, Bagnetti dell'Acqua Puzzolente), edifici polifunzionali della metà del '900, edifici specialistici ottocenteschi (teatri, mercato centrale, etc.)
- - edifici e manufatti paleoindustriali, spesso connessi all'economia agraria, o ruderi dei medesimi: fornaci, mulini, ghiacciaie, miniere, manufatti funzionali all'agricoltura ed all'allevamento di impianto storico;
- - fattorie di impianto storico e relative pertinenze agrarie (aree coltive);
- - aree di interesse archeologico;
- - sistemi infrastrutturali: mulattiere, antichi percorsi di attraversamento delle colline e relativi manufatti, antichi acquedotti (acquedotto del Limone), resti di infrastrutture a fune (teleferiche per il trasporto di materiali di cava);
Vincoli sovraordinati
Aree archeologiche si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo -Allegato A Elenco delle aree di interesse archeologico e delle aree sottoposte a vincolo archeologico ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo -Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo idrogeologico R.D. 3267/1923
Fascia di rispetto Codice della Strada: Variante Aurelia
Fascia di rispetto RIR stabilimento Cheddite.
- UTOE 17 - AgricolturaDescrizione
Parte di città esterna al perimetro del territorio urbanizzato, che interessa aree non necessariamente contigue tra il territorio urbanizzato e le prime pendici dei colli livornesi.
Sono comprese in questa UTOE aree già utilizzate per l'esercizio di ordinarie attività agricole, aree già frazionate in orti, in parte oggetto di interventi illegittimi in contrasto con la disciplina urbanistica vigente negli orti stessi, e infine aree, che possono essere ritenute idonee alla creazione di nuovi orti, dando così risposta ad istanze di agricoltura amatoriale.
In estrema sintesi, pur con caratteristiche differenti, tali aree costituiscono dei veri e propri "paesaggi di transizione" tra territorio urbanizzato e territorio rurale.
Nella UTOE sono ricomprese, ed individuate alla tavola STS 01 Parti di città- UTOE, ulteriori aree, riconosciute dall'art.64 "Il territorio rurale" della L.R. 65/2014, che, pur ospitando funzioni non agricole non sono ricomprese nel territorio urbanizzato, denominate dal Piano strutturale "aree speciali nel territorio rurale".
Le "aree speciali nel territorio rurale" incluse nella UTOE 18 - Aree con prevalenza di agricoltura amatoriale sono:
18a - Il complesso delle carceri in località Le Sughere e le contigue aree su cui sono insediate attività produttive riconosciute dal Regolamento urbanistico del 1999;
Inoltre è presente il nucleo rurale 18b - centro abitato di Limoncino, posto lungo la S.P. di Valle Benedetta.
Il piccolo nucleo di Limoncino si è invece formato in corrispondenza di un importante nodo di distribuzione della strada di Valle Benedetta rispetto ad altri tracciati pedecollinari di antica origine e degli insediamenti di origine colonica sparsi, il più importante dei quali è la villa del Limone, sulla sinistra e sulla destra idrografica del rio Maggiore.
Obiettivi del Piano Strutturale- - Superamento della condizione di degrado ambientale e riqualificazione delle aree interessate da micro lottizzazioni agricole, attraverso l'incentivazione della ricomposizione fondiaria tesa a valorizzare la funzione agricola, anche amatoriale di presidio territoriale;
- - Istituzione di aree da adibire ad orti urbani: il Piano Operativo dovrà fornire la o le tipologie per gli annessi agricoli, le caratteristiche delle recinzioni, le dimensioni minime e massime delle aree da destinare ad orto, l'individuazione della rete infrastrutturale. I servizi dovranno essere previsti accentrati e in comune. Le colture specializzate devono essere tutelate.
- - Possibilità di esercizio dell'agricoltura professionale;
- - Tutela delle colture specializzate in essere;
- - Tutela delle ville storiche pubbliche e private e i poderi;
- - Tutelare e salvaguardare i valori ambientali, naturalistici e paesaggistici;
- - Ridurre il rischio idraulico;
- - Valorizzazione funzionale dei nuclei rurali rispetto ai circuiti di fruizione del territorio rurale e delle colline livornesi;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali; riqualificare gli alvei dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva;
- - riqualificare e consolidare i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio ed-adottare iniziative per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua al fine di ridurre il rischio idraulico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Area speciale 18a: Le Sughere
- - conferma della localizzazione della Casa circondariale;
- - riqualificazione delle restanti aree anche attraverso interventi di demolizione, ricostruzione e rifunzionalizzazione degli edifici esistenti.
Area speciale 18b: Limoncino
- - riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categorie d'intervento prevalenti: conservazione; recupero della qualità ambientale; completamento (impianto di nuovi orti)
Categorie di intervento prevalenti per le Aree speciali nel territorio rurale: conservazione, recupero, completamento.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - sistemi infrastrutturali: mulattiere, antichi percorsi di attraversamento delle colline e relativi manufatti, antichi acquedotti (acquedotto del Limone), resti di infrastrutture a fune (teleferiche per il trasporto di materiali di cava);
- - fattorie di impianto storico e relative pertinenze.
Insieme città-strade-colline
Ville storiche.
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
Invariante strutturale: Rete idrografica
Vincoli sovraordinati
Vincolo idrogeologico R.D. 3267/1923;
Aree incluse nell'area di danno dello stabilimento a Rischio di incidente rilevante (RIR): Cheddite s.r.l.;
Fascia di rispetto carceraria.
- UTOE 18 - Aree con prevalenza di agricoltura amatorialeDescrizione
UTOE comprendente aree boscate, le aree incluse nel Parco provinciale dei Monti livornesi, le Aree Naturali Interesse Locale (ANPIL), il cui sistema di tutela è in corso di revisione a seguito di quanto disposto dalla L.R. 30/2015, nonché aree destinate a interventi di recupero ambientale, censite dal Quadro conoscitivo, quali cave, la discarica di Vallin dell'Aquila e altre aree da sottoporre a interventi di riqualificazione ambientale.
Nella UTOE sono ricomprese, ed individuate alla tavola STS 01 Parti di città- UTOE, il nucleo rurale 19a- Valle Benedetta.
Valle Benedetta nato alla fine del '600 (1697) come monastero benedettino. Come si conviene a tale ordine la fondazione del monastero coincise con un'opera di colonizzazione di un luogo fino ad allora desolato anche attraverso l'aiuto di un benestante che aveva le sue attività in Livorno (Huigens), il quale vi eresse una propria villa e un podere, caratterizzato da un mulino a venti di cui ancora oggi è possibile scorgere le tracce. Ad oggi il nucleo conserva la sua dimensione appartata ed è stato integrato da un piccolissimo insediamento residenziale.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Messa in sicurezza del territorio con azioni preventive e correttive;
- - recupero delle aree degradate;
- - interventi volti a prevenire eventi catastrofici;
- - conseguire condizioni di stabilità ecologica;
- - recupero delle aree percorse dal fuoco;
- - tutela delle aree boscate;
- - tutela e salvaguardia dei valori naturalistici, ambientali e paesaggistici;
- - tutela delle risorse naturalistiche;
- - tutela dei valori ambientali naturalistici e paesaggistici del sistema fluviale;
- - conservazione delle specie animali e vegetali;
- - nell'ottica di tutela delle matrici ambientali, sono comunque consentiti gli interventi finalizzati al mantenimento e adeguamento funzionale degli impianti esistenti connessi alla gestione dei rifiuti urbani;
- - favorire l'uso pubblico del territorio rurale;
- - recuperare e valorizzare gli edifici e i manufatti storici rurali, militari e civili (complessi paleoindustriali, miniere, etc.), le reti tecnologiche storiche (acquedotti di Colognole e di Limone, tracce di acquedotti romani, cisterne, ghiacciaie);
- - tutela dei manufatti archeologici e dei percorsi antichi che attraversano la collina, con particolare riferimento a quelli di collegamento tra la costa e l'antica via Emilia;
- - incentivazione dell'uso turistico e per il tempo libero del territorio collinare, attraverso anche la realizzazione di un centro per la pesca sportiva con canna;
- - definizione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente, da compiersi in sede di Piano Operativo, basata sulle caratteristiche di impianto degli edifici e del contesto paesaggistico e naturalistico in cui essi sono collocati;
- - riqualificazione della viabilità di accesso, con particolare riferimento alle strade provinciali di Valle Benedetta e di Popogna, anche al fine di permetterne l'utilizzo attraverso forme di mobilità non automobilistica; realizzazione di punti di sosta e di accesso alla rete ciclopedonale, dei sentieri e delle ippovie dei Monti livornesi;
- - valorizzazione funzionale dei nuclei rurali rispetto ai circuiti di fruizione del territorio rurale e delle colline livornesi;
- - ripristino e recupero ambientale delle cave dismesse in relazione al Piano regionale delle attività estrattive (PRAE);
- - favorire la fusione fondiaria per lo svolgimento di attività agricola professionale;
- - completamento della Variante Aurelia con la realizzazione del lotto zero Maroccone -Quercianella;
- - recupero delle cave dismesse costiere per la realizzazione di servizi per la fruizione della costa;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva;
- - riqualificare e consolidare i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio ed-adottare iniziative per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua al fine di ridurre il rischio idraulico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Nucleo rurale 19a: Valle Benedetta
- - Tutela e conservazione del patrimonio edilizio esistente anche attraverso l''implementazione dei servizi esistenti.
Salvaguardie
Fino all'approvazione degli atti che concludono i procedimenti di verifica dei parchi provinciali e delle aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) istituite ai sensi della L.R. 49/1995 sulle aree incluse nel Parco provinciale dei Monti livornesi e su quelle incluse nelle ANPIL si applica la disciplina prevista dalla L.R. 30/2015.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione.
Categorie di intervento prevalenti per le Aree speciali nel territorio rurale:
Conservazione, recupero, completamento
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
Invariante strutturale: Parco dei Monti livornesi, Aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) la cui definizione gestionale è in corso di revisione in attuazione della L.R. 30/2015: il Piano Operativo dovrà recepire i contenuti del Piano del Parco previgente.
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - Mulattiere, antichi percorsi dia traversamento delle colline e relativi manufatti; edifici e manufatti paleoindustriali, spesso connessi all'economia agraria (mulini, etc.)
- - luoghi di culto isolati (eremi, santuari, cappelle votive) o monumenti funerari isolati.
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo -Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n.29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197
"Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980).
Fascia di rispetto Codice della Strada: SS1 via Aurelia.
Fascia di rispetto RIR stabilimento Cheddite e Pravisani.
- UTOE 19 - Aree tutelate dei colli livornesiDescrizione
L'UTOE comprende le aree incluse nel Parco dei Monti livornesi, nelle aree ANPIL. ed il SIR. di Calafuria per le quali il Piano Strutturale conferma il particolare valore naturalistico, ambientale e paesaggistico e di cui a seguito della L.R. 30/2015 è prevista la revisione della gestione di tali ambiti territoriali.
Obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) - Piano Paesaggistico Regionale
- - Tutela, conservazione, qualificazione, mantenere e migliorare il livello della biodiversità, riqualificazione ambientale delle aree degradate anche in relazione agli interventi previsti nelle aree protette limitrofe al territorio continentale livornese (Parco di Migliarino-S. Rossore-Massaciuccoli, Parco nazionale dell'Arcipelago toscano).
- - Conservazione delle formazioni forestali autoctone, interventi di prevenzione degli incendi. Non sono ammessi interventi che possano comportare l'impermeabilizzazione del suolo e l'aumento dei livelli artificializzazione, alterare l'equilibrio geomorfologico.
- - Tutela degli habitat faunistici.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - completamento della Variante Aurelia con la realizzazione del lotto zero Maroccone -Quercianella;
- - conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e del paesaggio;
- - difesa delle risorse naturali dall'inquinamento;
- - conservazione delle specie animali e vegetali;
- - tutela e salvaguardia dei valori naturalistici, ambientali e paesaggistici;
- - tutela delle risorse naturalistiche;
- - tutela dei valori ambientali naturalistici e paesaggistici del sistema fluviale;
- - potenziare l'attività astronomica anche con l'eventuale localizzazione di una adeguata sede/osservatorio;
- - riqualificare le fasce ripariali dei corsi d'acqua naturali; riqualificare gli alvei dei corsi d'acqua naturali, prevedendo i necessari rinforzi e consolidamenti in funzione dei fenomeni d'erosione e della stabilità complessiva;
- - riqualificare e consolidare i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
- - non incrementare il livello di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio ed-adottare iniziative per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua al fine di ridurre il rischio idraulico;
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione.
Salvaguardie
Fino all'approvazione degli atti che concludono i procedimenti di verifica dei parchi provinciali e delle aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) istituite ai sensi della L.R. 49/1995 sulle aree incluse nel Parco provinciale dei Monti livornesi e su quelle incluse nelle ANPIL si applica la disciplina prevista dalla L.R. 30/2015.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
Invariante strutturale: Parco dei Monti livornesi, Aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) la cui definizione gestionale è in corso di revisione in attuazione della L.R. 30/2015: il Piano Operativo dovrà recepire i contenuti del Piano del Parco previgente.
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - Mulattiere, antichi percorsi dia traversamento delle colline e relativi manufatti; edifici e manufatti paleoindustriali, spesso connessi all'economia agraria (mulini, etc.);
- - Luoghi di culto isolati.
Vincoli sovraordinati
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n. 29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale: 904197 "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella".
Vincolo idrogeologico RD 2367/1923.
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980).
Aree incluse nell'area di danno dello stabilimento a rischio di incidente Rilevante: stabilimento Pravisani.
- UTOE 20 - Aree di speciale valore naturalistico e paesaggisticoDescrizione
La costa tra il Boccale e il Rogiolo è il luogo ove avviene, senza l'intermediazione dei terreni semipianeggianti o pianeggianti che si riscontra in corrispondenza del piano di Livorno, l'incontro tra il sistema montuoso della collina con il mare. Osservando lo stato dei luoghi, confrontandolo con le analisi geologiche e naturalistiche, emerge la particolarità di questo tratto di costa rispetto al territorio comunale e alla maggior parte della costa continentale toscana, data dalla morfologia, da particolarità geologiche immediatamente percepibili, dalla vegetazione, dall'esposizione e dall'acclività dei versanti, dal complesso di fortificazioni e visuali verso il mare che la contraddistinguono rispetto ai tratti di costa che la precedono e le succedono.
Tale complesso di condizioni ne fanno uno degli elementi che contribuiscono a definire l'identità ed il patrimonio territoriale della città.
La particolarità di tale tratto di costa è stata inoltre sancita, oltre che dall'apposizione del vincolo paesistico nell'immediato dopoguerra (D.M.29/1949), dalla istituzione della riserva naturale statale di Calafuria e dal Sito di Interesse regionale SIR B09 Calafuria.
Obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) - Piano paesaggistico regionale
- - Salvaguardare il patrimonio insediativo costiero di valore storico- identitario;
- - Salvaguardare le aree di valore naturalistico costituito dal sistema di coste rocciose, falesie, piccole calette dei Monti Livornesi, con importanti emergenze geomorfologiche ed ecosistemiche, in particolare nel tratto tra Calafuria e Castiglioncello.
Obiettivi del Piano Strutturale
- - Conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e del paesaggio;
- - tutela e salvaguardia dei valori naturalistici, ambientali e paesaggistici;
- - tutela delle risorse naturalistiche;
- - tutela dei valori ambientali naturalistici e paesaggistici del sistema fluviale;
- - difesa delle risorse naturali dall'inquinamento;
- - conservazione delle specie animali e vegetali;
- - recupero delle cave dismesse costiere per la realizzazione di servizi per la fruizione della costa con prevalenza della funzione a parcheggi;
- - progressiva riduzione della sosta veicolare lungo la vecchia Aurelia;
- - potenziamento dei collegamenti ciclo- pedonali;
- - affermazione del brand della "Costa dei Cavalleggeri";
- - completamento della Variante Aurelia con la realizzazione del lotto zero Maroccone -Quercianella;
- - conservazione del grado di naturalità delle aree boscate lungo la costa extraurbana e della vegetazione pioniera;
- - difesa del sistema costiero dai fenomeni erosivi dal ruscellamento incontrollato delle acque
- - messa in sicurezza delle spiagge, delle falesie e della costa rocciosa per la mitigazione del rischio indotto dai fenomeni attivi a valori accettabili;
- - conservazione degli elevati valori naturalistici ed estetico-percettivi della linea di costa;
- - tutela della visibilità della linea di costa sia dall'entroterra che dal mare, ovvero individuazione delle aree in cui persiste la permeabilità visiva tra la linea di costa e le aree retrostanti al fine di definire regole che ne conservino la qualità delle relazioni visuali esistenti;
- - tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, con particolare riferimento al ripristino della Via dei Cavalleggeri ed ai rinvenimenti limitrofi;
- - tutela e conservazione del patrimonio storico-architettonico e del sistema delle torri di avvistamento avendo cura che la progettazione degli assetti urbani sia coerente con la matrice e le regole insediative storiche;
- - tutela del valore panoramico dei principali assi viari per la qualità estetico-percettiva delle visuali che vi si aprono;
- - predisposizione di un'adeguata disciplina per l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità di tali contesti;
- - promozione di interventi sull'assetto idrogeologico finalizzati alla riduzione del rischio idraulico e azioni volte a tutelare gli equilibri ambientali costieri;
- - tutela della qualità ambientale e delle risorse naturalistiche dell'area della costa attraverso azioni di mitigazione degli effetti delle attività antropiche (riduzione delle emissioni di gas, di agenti inquinanti e ad elevato impatto ambientale);
- - rilancio dell'economia del turismo e promozione di modelli di fruizione sostenibile del patrimonio naturale e culturale del sistema della costa;
- - promozione di interventi sulla dinamica degli equilibri costieri per la tutela e la valorizzazione della biodiversità e dell'ambiente marino, compresi gli interventi di contrasto all'erosione costiera;
- - favorire la delocalizzazione dei manufatti esistenti negli alvei dei corsi d'acqua e nelle zone soggette ad inondazione ed esondazione;
- - migliorare le conoscenze sugli scenari di criticità idraulica ed idrogeologica al fine di migliorare le analisi di vulnerabilità e rischio della costa;
- - riqualificare e rinaturalizzate i luoghi delle ex cave costiere per la creazione di nuovi servizi (diversificati in funzione della cava) quali parcheggi (in via prevalente), verde, punti di ristoro e chioschi, legati alla fruizione della costa e della sentieristica del Parco dei Monti Livornesi (attualmente in corso di definizione in seguito all'entrata in vigore della L.R. 30/15);
- - garantire in ogni caso la conservazione e la valorizzazione dell'integrità fisica e patrimoniale dei beni demaniali e considerare in via primaria il soddisfacimento degli interessi pubblici e di uso pubblico;
- - riqualificare gli sbocchi a mare dei corsi d'acqua;
- - riqualificare e consolidare i settori dell'UTOE e i terreni collinari a monte interessati da criticità gravitative, favorendo nel contempo la regimazione delle acque e del materiale trasportato;
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione; riqualificazione ambientale (cave costiere incluse dal Piano Strutturale nelle "aree di intervento").
Salvaguardie
Fino all'approvazione degli atti che concludono i procedimenti di verifica dei parchi provinciali e delle aree naturali protette di interesse locale (ANPIL) istituite ai sensi della L.R. 49/1995 sulle aree incluse nel Parco provinciale dei Monti livornesi e su quelle incluse nelle ANPIL si applica la disciplina prevista dalla L.R. 30/2015.
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - aree di interesse archeologico;
- - sistemi infrastrutturali: mulattiere, antichi percorsi di attraversamento delle colline e relativi manufatti, antichi acquedotti (acquedotto del Limone), resti di infrastrutture a fune (teleferiche per il trasporto di materiali di cava), strada dei Cavalleggeri;
- - sistemi fortificati (torri costiere, torri di Gorgona e Secche della Meloria) e percorsi di collegamento tra le fortificazioni costiere (Strada dei Cavalleggeri).
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
Costa rocciosa dal Boccale al Rogiolo
Tratto di costa esterno al perimetro del territorio urbanizzato, tra la riva del mare ed i tracciati della via Aurelia e della ferrovia Roma-Pisa.
Invarianti strutturali
- - Fascia costiera
- - Boschi e macchia mediterranea
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 28 gennaio 1949 G.U. n. 29, 5 febbraio 1949, codice regionale 9049197, codice ministeriale 904197: "Zona situata nel comune di Livorno comprensiva delle frazioni di Antignano, Montenero e Quercianella";
Fascia di rispetto ferroviario (DPR 753/1980);
Fascia di rispetto Codice della Strada: Variante Aurelia.
- UTOE 21 - Costa di CalafuriaDescrizione
Isola interamente montuosa, con versanti marittimi dirupati e degradanti con minore acclività, coperti da boschi, macchia mediterranea e coltivazioni terrazzate, sul lato orientale dello spartiacque - su cui è collocata la Torre vecchia di Gorgona - ai piedi del quale si trova, unico punto di approdo, il piccolo villaggio di origine settecentesca. L'isola, il cui accentuato profilo montuoso caratterizza le visuali dalla costa continentale da cui dista circa30 chilometri, è stata interessata da insediamenti umani già in epoca etrusca e certamente in epoca romana, di cui si ha testimonianza dai ritrovamenti archeologici, nonché nelle epoche successive come luogo fortificato e sede di conventi.
Dal 1869 l'isola è sede di colonia penale agricola, uso che ne condiziona accessibilità e fruizione pubblica, ma che ha conseguito una discreta conservazione, pur riscontrandosi su tutta l'isola condizioni di rischio idrogeologico, degli equilibri tra attività antropiche e salvaguardia degli elementi del paesaggio agrario e naturalistico e del patrimonio archeologico ed architettonico di valore storico e monumentale.
Il valore paesaggistico, storico e naturalistico dell'isola ha fatto sì che essa sia oggetto di particolari forme di tutela in quanto soggetta nella sua interezza a vincolo paesaggistico (DM pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1971), ricompresa nella sua totalità nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano che suddivide il territorio dell'isola in tre zone di tutela (A,B,C) e fascia marina circostante in due zone (zona 1 e zona 2), nei Siti di interesse regionale - Siti di interesse comunitario - Zona di Protezione speciale n. 48.
Obiettivi del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) - Piano Paesaggistico Regionale
- - Assicurare la conservazione del patrimonio insediativo di valore storico;
- - incentivare gli interventi diretti alla riqualificazione paesaggistica, geomorfologica naturalistica delle zone di criticità, anche attraverso l'eventuale delocalizzazione di manufatti, strutture e impianti ricadenti nelle aree di particolare valenza paesaggistica o naturalistica, non compatibili con la conservazione dei valori e con la naturale dinamica costiera;
- - conservare e tutelare le formazioni forestali autoctone.
Obiettivi del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano
Il Piano del Parco nazionale classifica l'isola nelle seguenti zone:
- - zona B riserva naturale orientata estesa al versante occidentale dell'isola;
- - zona C di protezione estesa nel versante orientale e comprendente l'abitato di Gorgona.
Obiettivi per la zona B:
- - potenziare la funzionalità ecosistemica e conservarne il ruolo per il mantenimento della biodiversità;
- - usi ed attività: usi di tipo naturalistico comprendenti la fruizione, oltre che per scopi scientifici e didattici, anche per attività di carattere sportivo o ricreativo, limitatamente alle attività che non richiedono l'uso di mezzi meccanici a motore, salvo quelli previsti per la pulizia degli arenili, o di attrezzature fisse e che non comportano comunque apprezzabili interferenze sulle biocenosi in atto o trasformazioni d'uso infrastrutturali o edilizie o modificazioni sostanziali della morfologia dei suoli. Sono ammesse le attività agricole tradizionali e di pascolo che assicurino il mantenimento della funzionalità ecosistemica e dei paesaggi esistenti, nonché le azioni di governo del bosco ad esclusivi fini protettivi, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio per la gestione del patrimonio agrosilvo- pastorale delle aree protette. Gli interventi e le azioni consentiti e necessari sono quelli conservativi, che possono essere accompagnati da interventi manutentivi e di riqualificazione della funzionalità ecologica, anche con il controllo delle specie alloctone o sovrabbondanti. Sono ammessi pure gli interventi e le azioni di manutenzione e di restituzione sul paesaggio e sulle forme di utilizzazione agro-silvo- pastorale tradizionale. Sono invece esclusi gli interventi edilizi che eccedano quanto previsto dalle NTA del Piano del Parco e gli interventi infrastrutturali non esclusivamente e strettamente necessari per il mantenimento delle attività agrosilvo- pastorali o per la difesa del suolo e gli interventi connessi alle attività e servizi dell'Ente Parco nonché del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare per uso governativo.
Obiettivi per la zona C:
- - Gli usi e le attività compatibili sono quelli coerenti con le finalità di manutenzione, di ripristino e di riqualificazione delle attività agricole e forestali, degli elementi e dei segni fondamentali del paesaggio naturale ed agrario, di conservazione della biodiversità e delle componenti naturali in esse presenti. Sono ammessi, oltre agli usi e alle attività di carattere naturalistico, gli usi e le attività agro-silvopastorali e quelli relativi alla funzione insediativa presente;
- - gli interventi e le azioni consentiti e necessari sono quelli di manutenzione e di riqualificazione del territorio agricolo e del patrimonio edilizio, di restituzione delle aree degradate e di conservazione delle risorse naturali. Compatibilmente con le finalità ed i limiti suddetti, sono ammessi gli interventi e le azioni volti a migliorare la fruibilità turistica, ricreativa, sportiva, didattica e culturale che richiedano, al più, modeste modificazioni del suolo ed opere edilizie non eccedenti quanto previsto dalle NTA del Piano del Parco per le zone C. i commi successivi del presente articolo.
Obiettivi del Piano Strutturale (stralcio art. 20 "Isola di Gorgona" delle NT)
Su tutto il territorio del Comune di Livorno, Isola di Gorgona, ricompreso nel Perimetro del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, valgono esclusivamente le previsioni previste nel Piano del Parco nazionale Arcipelago Toscano, approvato definitivamente con Delibera di Consiglio Regionale della Regione Toscana n. 87 del 23/12/2009 e pubblicato sul BURT n. 4 del 27/01/2010 e sulla Gazzetta Ufficiale n. 20 del 26/01/2010 e modificato con variante del Piano del Parco approvata con D.C.R. n. 47 del 11/07/2017 e pubblicata sul BURT parte seconda n. 30 del 26/07/2017 supplemento n. 104 e sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 222 del 22/09/2017. In coerenza con le previsioni di cui sopra di seguito vengono indicati da perseguire anche i seguenti obiettivi:
- - conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale e del paesaggio;
- - difesa delle risorse naturali dall'inquinamento;
- - tutela delle acque dolci che consentono l'autosufficienza idrica dell'isola;
- - conservazione delle specie animali e vegetali;
- - applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale al fine di integrare le attività umane con l'ambiente naturale;
- - promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica;
- - incentivare la funzione turistica, in accordo con il Ministero di Grazia e Giustizia e compatibilmente con la disciplina del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente;
- - difesa e ricostruzione degli equilibri idraulici e idrogeologici;
- - messa in sicurezza della struttura fisica del territorio con azioni preventive e correttive nei settori a maggiore pericolosità geomorfologica, idraulica, sismica
- - recupero delle aree degradate;
- - conseguire condizioni di stabilità ecologica;
- - tutela della fascia costiera,
- - migliorare le condizioni degli insediamenti con valore storico- ambientale;
- - tutela e valorizzazione delle aree archeologiche e degli edifici e manufatti di valore storico;
- - interventi di salvaguardia del patrimonio forestale e della macchia mediterranea;
- - interventi di salvaguardia idraulico - forestale;
- - interventi di ripristino ambientale delle cave e discariche esistenti rilevate dal QC del PS/2;
- - Definizione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente, da compiersi in sede di Piano Operativo, basata sulle caratteristiche di impianto degli edifici e del contesto paesaggistico e naturalistico in cui essi sono collocati.
- - adeguare gli interventi alle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del sottosuolo, prevedendo i necessari studi di dettaglio e la verifica di stabilità dei versanti, adeguati alla classe di pericolosità dell'area.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - sistemi fortificati (torri costiere, torri di Gorgona e Secche della Meloria) e percorsi di collegamento tra le fortificazioni costiere (Strada dei Cavalleggeri).
Insiemi riconducibili prevalentemente alla struttura idrogeomorfologica, alla struttura ecosistemica ed alla struttura agroforestale del patrimonio territoriale
Invarianti strutturali
- - Costa rocciosa
- - Rete idrografica
- - Boschi e macchia mediterranea
- - SIR/SIC/ZPS Area terrestre e marina
Vincoli sovraordinati
Aree archeologiche si veda: Allegato A Elenco delle aree di interesse archeologico e delle aree sottoposte a vincolo archeologico ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Vincolo paesistico ex lege 1497/ 1939, D.M. 31 marzo 1971 G.U. n.150 16 giugno 1971, codice regionale 9049077, codice ministeriale: 90159 Z Intero territorio dell'isola della Gorgona, compresi scogli ed isolotti ed una fascia circostante il mare di metri 100.
Territorio ricompreso nel Parco nazionale dell'arcipelago toscano.
Siti di interesse regionale - Siti di interesse comunitario - Zona di Protezione speciale n. 48.
- UTOE 22 - Isola di GorgonaDescrizione
Barriera naturale di sabbia e scogli formanti un basso fondale che si estende per circa 6 km di lunghezza in senso nord sud a circa 7 km dalla costa, estese circa 40 kmq. ,di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, caratterizzate dalla presenza di due isolotti, parte del comune di Livorno, che si scorgono dalla costa. Le Secche della Meloria, per la loro posizione prossima allo sbocco di importanti fiumi, costituiscono non solo un'area marina di notevole interesse biologico e naturalistico ma anche di rilievo archeologico poiché la loro posizione rispetto alle rotte marittime e ai punti di approdo, già in età antica, ne fanno un tipico "luogo di naufragi", come testimoniato da importanti ritrovamenti avvenuti fin dal XVIII secolo. La condizione di estrema pericolosità per la navigazione, nonché di luogo strategico per il controllo e la difesa degli accessi al "sinus pisanus" ha fatto sì che le Secche della Meloria venissero fortificate e segnalate dalla Repubblica di Pisa fin dal Medioevo, cosicché, ancora oggi fari, segnalazioni ed opere ricostruite nei secoli successivi per segnalare le Secche costituiscono elementi significativi dell'orizzonte marino. Infine ricordiamo che questo insieme di luoghi è un luogo di primaria importanza nella storia d'Italia, e in particolare di quella delle repubbliche marinare, in quanto l'ultima battaglia fra pisani e genovesi che vi si svolse (6 agosto 1284) segnò la fine della Repubblica di Pisa come potenza marinara.
Le particolarità naturalistiche del sito hanno fatto sì che esso, già individuato come "area marina di reperimento" dalla legge 979/1982, sia stato classificato Area Marina Protetta, estesa 9.372 ettari parte dei quali in comune di Livorno, con D.M. 21 ottobre 2009.
Obiettivi del Piano Strutturale (stralcio art. 21 "Secche della Meloria" delle NT)
- - Tutelare il sistema ambientale delle Secche della Meloria, ricompreso nell'omonima area Marina protetta (D.M. del 21.10.2009) che individua tre Zone (A, B,C) a differente tutela e la cui gestione è affidata all'ente Parco regionale di Migliarino - S. Rossore - Massaciuccoli;
- - Favorire l'attività di ricerca scientifica sull'ambiente marino, tutela dei manufatti di interesse storico secondo il Regolamento di esecuzione e di organizzazione dell'area marina protetta "Secche della Meloria" approvato con D.M. 18 aprile 2014;
- - Favorire la fruizione pubblica in relazione alle modalità stabilite dal Regolamento dell'area marina protetta "Secche della Meloria" approvato con D.M. 18 aprile 2014.
Prescrizioni vincolanti per il Piano Operativo
Categoria di intervento prevalente: conservazione
Insiemi e invarianti strutturali ricompresi nell'UTOE
Insieme di testimonianze storiche presenti nel territorio
Invariante strutturale: testimonianze di periodi storici, di specificità connesse al carattere cosmopolita della città di fondazione, del rapporto, anche economico, tra la città e le aree collinari e pedecollinari tali da costituire specificità del patrimonio territoriale livornese:
- - sistemi fortificati (Secche e Torre della Meloria).
Vincoli sovraordinati
Per edifici e manufatti vincolati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio si veda il documento: Piano Strutturale - Quadro conoscitivo - Allegato B Elenco degli edifici, dei palazzi e delle ville di interesse storico;
Area Marina Protetta, estesa 9.372 ettari parte dei quali in comune di Livorno, con D.M. 21 ottobre 2009.
- UTOE 23 - Secche della Meloria