Art. 18. Disposizioni generali

1. Gli usi insediati o insediabili sul territorio sono quelli elencati al successivo articolo in forma indicativa e non esaustiva ma esemplificativo intendendo assimilabili a tali usi le attività complementari e accessorie strettamente connesse. La definizione delle funzioni di cui al presente articolo ha quindi rilevanza rispetto al computo dei prelievi del P.O. rispetto ai dimensionamenti del Piano Strutturale e alla ammissibilità nei confronti dei diversi morfotipi o ambiti territoriali. Non rileva nei confronti dei procedimenti per il conseguimento del titolo abilitativo.

2. Si definisce destinazione d'uso in atto quella risultante dalla documentazione in possesso della Pubblica Amministrazione alla data anteriore a quella di adozione del presente P.O., ovvero, in mancanza, dalla classificazione catastale quale risulta alla data medesima.

3. La destinazione d'uso di una Unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile della medesima unità. Si considera prevalente la destinazione d'uso che supera il 50% della superficie edificata o edificabile complessiva dell'unità immobiliare.

4. Attività commerciali in grandi strutture di vendita non sono consentite su tutto il territorio comunale di Collesalvetti.

5. Si considera mutamento della destinazione d'uso il passaggio dall'una all'altra categoria funzionale ammessa, così come definite al successivo articolo. È sempre consentito il passaggio dall'una all'altra destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale. Sono fatte salve le norme relative ai requisiti di carattere igienico-sanitario necessario per la specifica attività e le specifiche norme di settore.

6. È comunque escluso il cambio di destinazione d'uso verso la residenza e il turistico - ricettivo, così come definite al successivo articolo, di cisterne e di vani tecnici, nonché il loro utilizzo ai fini "abitativi /turistico -ricettivi", mantenendone pertanto la sola funzione accessoria.

Art. 19. Categorie funzionali e loro articolazioni

1. Le destinazioni d'uso ammissibili sul territorio comunale sono desunte da quelle di cui al comma 1 dell'art. 99 della l.r. 65/2014 come di seguito articolate:

  1. a) "R" - residenza, comprensiva di:
    1. I. Abitazioni singole permanenti e temporanee
    2. II. Co-housing - abitazioni private corredate da spazi e servizi comuni
    3. III. Affittacamere professionali e non professionali
    4. IV. Bed & Breakfast professionali e non professionali
    5. V. Case e appartamenti vacanza
    6. VI. Case studio con destinazione prevalente abitativa
    7. VII. Edilizia sociale non pubblica
    8. VIII. Collegi, pensionati e residenze sociali, foresterie.
  2. b) "I" - Industriale e artigianale, comprensiva a titolo esemplificativo di:
    1. I. Sedi per la produzione industriale di beni o servizi, oppure trasformazione di beni, anche alimentari, agricoli e zootecnici;
    2. II. Laboratori per attività artigianali artistiche e per la produzione di beni o servizi compresa la produzione di cibi e bevande, servizi alla persona, alla casa, all'auto;
    3. III. Magazzinaggio, spedizione e logistica;
  3. c) "C" - Commerciale all'ingrosso e depositi, comprensiva a titolo esemplificativo di:
    1. I. Commercio all'ingrosso;
    2. II. Deposito e stoccaggio commerciale a cielo aperto di materiali e merci
  4. d) "CD" - Commerciale al dettaglio, comprensiva a titolo esemplificativo di:
    1. I. Commercio in esercizi di vicinato con superficie di vendita non superiore a 300 mq e medie strutture di vendita nei limiti definiti da Testo Unico del Commercio per la Toscana
    2. II. Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande: ristoranti, trattorie, pizzerie, enoteche, fast-food e locali consimili, bar, birrerie, pub e locali consimili
    3. III. Distribuzione di carburanti (stazioni di servizio)
  5. e) "CS" - Commerciale speciale, comprensiva a titolo esemplificativo di:
    1. I. Sala del Commiato, ovvero strutture nell'ambito delle quali, su istanza del familiare del defunto, possono svolgersi riti per il commiato nonché la custodia e l'esposizione delle salme per il commiato.
      Queste strutture possono essere realizzate e gestite da soggetti pubblici e privati, previa approvazione espressa con Delibera del Consiglio Comunale, proposta dall'Ufficio Edilizia Privata e Suap, previa conferenza dei servizi interna.
      Tali strutture devono essere in possesso delle caratteristiche igienico-sanitarie previste per i servizi mortuari sanitari, collocate al piano terra in edifici terra-tetto e ubicate in zone provviste di adeguati spazi di sosta privati e/o pubblici disposti nelle immediate vicinanze della struttura e comunque facilmente raggiungibili a piedi. Ulteriori prescrizioni potranno essere previste nel Regolamento Edilizio comunale.
      Le presenti strutture non sono ammesse in edifici a destinazione residenziale.
  6. f) "T" Turistico - ricettivo, comprensivo a titolo esemplificativo di:
    1. I. Accoglienza di tipo alberghiero ed extra-alberghiero come definite dalla normativa Regionale sul turismo quali:
      • - alberghi, residenze turistico alberghiere, alberghi diffusi, campeggi, e quant'altro indicato nella normativa di settore;
      • - case per ferie, ostelli e quant'altro indicato nella normativa di settore;
      • - rifugi e bivacchi a servizio degli itinerari turistici ambientali.
  7. g) "D" - Direzionale e servizi privati, comprensiva a titolo esemplificativo di:
    1. I. "D.1 - Servizi privati
      • - sedi gestionali di aziende private
      • - fiere ed esposizioni merceologiche
      • - centri congressuali e di ricerca
      • - centri di formazione e simili
      • - parchi scientifici e/o tecnologici
    2. II. "D.2" - Attività svolte in singole unità immobiliari:
      • - studi professionali
      • - agenzie varie
      • - attività di servizio alla persona e alla residenza
      • - attività ricreative private
      • - servizi amministrativi, bancari, assicurativi, finanziari, di ricerca, uffici di informazione turistica
    3. III. "D.3" - Servizi privati di interesse pubblico:
      • - servizi sociali e ricreativi: centri civici e sociali, centri culturali e ricreativi, centri polivalenti
      • - sedi di associazioni: sindacali, politiche, di categoria, culturali, sportive
      • - servizi sportivi quali: palestre, piscine, centri sportivi polivalenti, campi sportivi
      • - servizi per la cultura e lo spettacolo quali: musei, spazi espositivi,
      • - sale convegni e mostre
      • - servizi di assistenza sociosanitaria, quali: centri di assistenza, case di riposo e case di cura, residenze protette, cliniche private, centri medici polispecialistici, ambulatori, poliambulatori e laboratori di analisi, cliniche veterinarie
      • - servizi privati per la formazione e/o per servizi a carattere educativo
  8. h) "A" agricolo e funzioni connesse e complementari, comprensive a titolo esemplificativo di:
    1. I. "A.1" Produzione agricola aziendale, comprendente:
      • - colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti)
      • - colture non permanenti (orticoltura, floricoltura, cereali legumi, piante da foraggi),
      • - selvicoltura (e relativi impianti e attrezzature)
      • - allevamento di bovini, equidi (anche addestramento e custodia di cavalli), suini, ovini, caprini, pollame, conigli e altri animali da cortile
      • - allevamenti zootecnici minori quali api, chiocciole e lombrichi
      • - allevamento di fauna selvatica
      • - pascolo
      • - acquacoltura in acque dolci e servizi connessi
      • - attività di supporto all'agricoltura quali: attività successive alla raccolta, lavorazione delle sementi, servizi di supporto alla selvicoltura e altre attività forestali connesse, lavorazioni tipiche legate al governo del bosco e allo sfruttamento delle risorse forestali
    2. II. "A.2" Attività faunistico-venatorie aziendali quali:
      • - caccia, cattura di animali e servizi connessi
      • - cinotecnica
      • - pesca in acque dolci e servizi connessi
    3. III. "A.3" Attività connesse alla produzione agricola aziendale quali:
      • - agriturismo e turismo rurale (centri rurali di ristoro e degustazione, centri didattici, centri di organizzazione del tempo libero - parchi avventura a gestone aziendale - e centri culturali in territorio rurale)
      • - attività integrative commerciali: vendita di prodotti legati alle tradizioni locali e più in generale all'attività agricola
      • - attività integrative artigianali e mestieri tradizionali
      • - attività integrative di servizio: allevamento per animali domestici a scopo commerciale.

Art. 20. Dotazioni di parcheggio per la sosta stanziale

1. Il reperimento di dotazioni di parcheggio ad uso privato per la sosta stanziale è prescritto in tutto il territorio comunale in relazione ai seguenti interventi:

  1. a) nuova edificazione;
  2. b) ristrutturazione urbanistica;
  3. c) ristrutturazione edilizia ricostruttiva;
  4. d) ampliamenti volumetrici di edifici esistenti comportanti incremento di superficie edificabile (SE), ad eccezione di quanto previsto al successivo comma 3;
  5. e) ristrutturazione edilizia quando comportante incremento del carico urbanistico;
  6. f) ogni altro intervento che preveda l'incremento del carico urbanistico.

2. Per quanto riportato al comma 1, lett d) si precisa che è consentita la monetizzazione delle quote di parcheggio di cui al presente articolo per le ipotesi di dimostrata impossibilità di reperimento delle aree in relazione alla concreta situazione dei luoghi.

3. All'interno dei morfotipi produttivi TPS.1 e TPS.2 di cui al Titolo 1 Parte 4, nel rispetto di quanto ivi specificato negli articoli riferiti alle diverse tipologie di tessuti, il reperimento di dotazioni di parcheggio ad uso privato per la sosta stanziale è altresì prescritto anche in relazione ad interventi quali:

  1. a) demolizione e ricostruzione (parziale o totale) delle consistenze edilizie esistenti;
  2. b) incremento del numero di unità immobiliari;
  3. c) ristrutturazione edilizia con realizzazione superficie edificabile (SE) aggiuntiva;
  4. d) modifica della destinazione d'uso.

4. Le dotazioni minime di parcheggio ad uso privato per la sosta stanziale sono differenziate in funzione delle diverse destinazioni d'uso nel modo seguente:

  1. a) residenza: la dotazione dei parcheggi deve rispettare la normativa nazionale (Legge n.122/1989) garantendo comunque almeno 2 posti auto effettivi e indipendentemente accessibili per ogni unità immobiliare di nuova edificazione ed 1 posto auto effettivo per ogni unità immobiliare conseguente a frazionamento. In caso di mutamento della destinazione d'uso, per il reperimento dei parcheggi dovranno essere rispettate le indicazioni del DPR 380/2001 e ss.mm.ii. o normativa sovraordinata. L'area di parcheggio può essere ricavata preferibilmente nel piano interrato; quando particolari condizioni impediscono tale realizzazione, è consentito reperire l'area di parcheggio nel resede del fabbricato. Nei morfotipi TS1 e TS2 e nei nuclei storici di cui ai successivi artt. 41, 42 e 55, qualora sia dimostrata l'impossibilità di localizzare la quantità minima di posti auto richiesta a compensazione delle dotazioni di parcheggio per la sosta stanziale eventualmente non reperite, tali quantità potranno essere monetizzate secondo modalità e disposizioni concordate con gli uffici tecnici, nelle more dell'approvazione di uno specifico atto comunale.
  2. b) produttivo (industriale - artigianale), comprensivo dell'attività commerciale all'ingrosso e relativi depositi: la dotazione dei parcheggi deve rispettare la normativa nazionale (Legge n.122/1989 e le relative normative di settore);
  3. c) commerciale e artigianale di vicinato: la dotazione dei parcheggi deve rispettare la normativa nazionale (Legge n.122/1989 e le relative normative di settore); Per le destinazioni di cui trattasi alle dotazioni di parcheggio per la sosta stanziale vanno aggiunte quelle per la sosta di relazione di cui all'art. 21;
  4. d) commerciale relativo a medie di strutture di vendita e commerciale grande distribuzione: la dotazione dei parcheggi deve rispettare la normativa nazionale (Legge n.122/1989 e le relative normative di settore); Per la destinazione di cui trattasi alle dotazioni di parcheggio per la sosta stanziale vanno aggiunte quelle per la sosta di relazione di cui all'art. 21;
  5. e) attività direzionali e terziario: la dotazione dei parcheggi deve rispettare la normativa nazionale (Legge n.122/1989 e le relative normative di settore);
  6. f) attività turistico-ricettive: la dotazione dei parcheggi deve rispettare la normativa nazionale (Legge n.122/1989 e le relative normative di settore), garantendo comunque almeno un posto auto effettivo per ogni camera. Ove il locale ristorante non sia riservato ai clienti interni della struttura turistico-ricettiva, esso viene equiparato ai pubblici esercizi e al commerciale ai fini delle dotazioni di parcheggio per la sosta stanziale e di relazione;

5. Il numero di posti auto effettivi che deve essere individuato in rapporto alla dotazione minima di parcheggio per la sosta stanziale non può essere inferiore ad un posto auto effettivo ogni 25 mq di superficie di parcheggio.

6. Non è consentita la collocazione delle dotazioni di parcheggio per la sosta stanziale su aree pubbliche o ad uso pubblico.

7. Nei parcheggi realizzati in applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo devono essere riservati posti auto destinati ai veicoli al servizio di persone disabili, nella misura minima di legge. Tali posti auto, opportunamente segnalati, devono essere ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell'accesso all'edificio o complesso edilizio.

8. In tutti i parcheggi di pertinenza di strutture commerciali, devono essere previsti appositi spazi, attrezzati con rastrelliere, per la sosta delle biciclette. Tali spazi sono dimensionati sulla base dei seguenti parametri:

  1. a) esercizi di vicinato: almeno 1 posto bicicletta ogni posto auto per sosta stanziale;
  2. b) medie strutture di vendita: almeno 1 posto bicicletta ogni 4 posti auto per sosta stanziale;

9. Per le altre destinazioni d'uso gli spazi per la sosta delle biciclette sono dimensionati nella misura di 1 posto bicicletta ogni 4 posti auto per sosta stanziale.

10. Fatte salve particolari esigenze di tutela dei beni culturali e paesaggistici, le aree a parcheggio esterne localizzate in superficie devono essere dotate di alberature di alto fusto nella misura minima di un albero ogni 80 mq di superficie netta dei posti auto, al netto degli spazi di accesso e manovra. Tale disposizione non è comunque prescrittiva:

  1. a) per le aree a parcheggio di pertinenza di edifici residenziali;
  2. b) per le aree a parcheggio da realizzarsi nelle aree di trasformazione di cui all'elaborato DIS03 la dotazione di alberature di alto fusto è definita in sede di elaborazione del Piano attuativo o del Progetto Unitario Convenzionato.

11. Per gli impianti arborei e arbustivi devono essere impiegate le specie autoctone e/o tipiche del paesaggio locale seguendo il "Regolamento comunale per la tutela del verde pubblico e privato del territorio" e secondo l'indice di piantumazione, da applicare all'interno della stessa area, secondo la seguente proporzione: Ip (indice di piantumazione) = 1 albero e 2 arbusti / 100 mq di superficie fondiaria. Nel caso di parcheggi soprastanti a parcheggi interrati possono essere utilizzate alberature, arbusti o siepi ornamentali.

12. Nel caso di cambio di destinazione d'uso e frazionamento con la creazione di nuova unità immobiliare con destinazione d'uso di esercizio commerciale, artigianale di vicinato e residenziale gli spazi per la sosta stanziale possono essere reperiti anche su aree private diverse purché si trovino ad una distanza idonea ad assicurare un rapido collegamento con l'esercizio commerciale stesso. Si intende idoneo un percorso pedonale non più lungo di ml 350 per la destinazione commerciale e artigianale e 100 m per la destinazione residenziale e che unisca senza soluzione di continuità il punto di parcheggio e la nuova unità immobiliare, prevedendo un atto di pertinenzialità che leghi l'area a parcheggio con l'unità immobiliare interessata dall'intervento.

Art. 21. Dotazioni di parcheggio per la sosta di relazione

1. Il reperimento di dotazioni di parcheggio ad uso privato per la sosta di relazione è prescritto in tutto il territorio comunale per gli esercizi commerciali al dettaglio e all'ingrosso derivanti dai seguenti interventi:

  1. a) nuova edificazione;
  2. b) ristrutturazione urbanistica;
  3. c) ristrutturazione edilizia quando comportante incremento del carico urbanistico;
  4. d) qualunque intervento che comporti aumento del carico urbanistico.

2. Il reperimento di dotazioni di parcheggio ad uso privato per la sosta di relazione è altresì prescritto in caso di:

  1. a) mutamento parziale o totale della destinazione d'uso di edifici esistenti con introduzione della destinazione commerciale;
  2. b) ampliamento della superficie di vendita (Sv) di esercizi commerciali esistenti.

3. Ai fini del reperimento delle dotazioni di parcheggio di cui al presente articolo sono assimilati agli esercizi commerciali al dettaglio:

  1. a) i pubblici esercizi;
  2. b) le attività artigianali di servizio alla residenza e/o alla persona.

4. Le dotazioni minime di parcheggio ad uso privato per la sosta di relazione - da intendersi aggiuntive rispetto a quelle relative alla sosta stanziale di cui all'art. 20 - sono definite, nel rispetto delle vigenti norme statali e regionali in materia, in funzione:

  1. a) delle varie tipologie di esercizi commerciali (esercizi di vicinato, medie strutture, grandi strutture di vendita);
  2. b) della superficie di vendita (Sv).

5. Il numero di posti auto effettivi che deve essere individuato in rapporto alla dotazione minima di parcheggio per la sosta di relazione non può essere inferiore ad un posto auto ogni 25 mq di superficie di parcheggio comprensiva degli spazi di manovra.