Art. 60. Aree agricole
1. Nel territorio rurale sono riconosciute diverse aree agricole differenziate in relazione ai caratteri della produzione agricola, alle specificità socioeconomiche, ambientali e paesaggistiche dei luoghi, alle caratteristiche pedologiche, climatiche, di acclività e giacitura del suolo.
2. Il P.O. articola il territorio comunale in aree agricole e rappresenta le stesse negli elaborati cartografici DIS01.A, DIS01.B e DIS01.C in scala 1: 10.000:
- - E1- Aree agricole della bonifica;
- - E2 - Aree agricole dei seminativi di pianura;
- - E3 - aree agricole dei campi chiusi del rilievo di Collesalvetti;
- - E4 - Aree del mosaico colturale e boscato;
- - E5 - Aree prevalentemente boscate;
- - E6 - Aree agricole dei seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale;
- - E7 - Aree agricole dei seminativi e degli oliveti di crinale.
3. Le aree agricole sono definite in coerenza con gli ambiti di paesaggio individuati dal P.S. e in conformità con i morfotipi del PIT-PPR, come illustrato nella tabella che segue:
| AMBITO DI PAESAGGIO | MORFOTIPO RURALE | AREA AGRICOLA | SIGLA PO |
|---|---|---|---|
| Paesaggio delle aree di bonifica (tav. B8_b; art. 84 disciplina PS) | 8. Morfotipo dei seminativi delle aree di bonifica | Aree agricole della bonifica | E1 |
| Paesaggio dei seminativi e degli insediamenti di pianura (tav. B8_c; art. 85 disciplina PS) | 6. Morfotipo dei seminativi semplificati di pianura o fondovalle | Aree agricole dei seminativi di pianura | E2 |
| 15. Morfotipo dell'associazione tra seminativo e vigneto | |||
| Paesaggio a campi chiusi del rilievo di Collesalvetti (tav. B8_e; art. 87 disciplina PS) | 10. Morfotipo dei campi chiusi a seminativo e a prato di pianura e delle prime pendici collinari | Aree agricole dei campi chiusi del rilievo di Collesalvetti | E3 |
| Paesaggio del mosaico colturale e boscato (tav. B8_f; art. 88 disciplina PS) | 19. Morfotipo del mosaico colturale e boscato | Aree del mosaico colturale e boscato | E4 |
| Paesaggio dei rilievi boscati(tav. B8_h; art. 90 disciplina PS) | Aree prevalentemente boscate | E5 | |
| Paesaggio dei seminativi su bassi sistemi collinari (tav. B8_d; art. 86 disciplina PS) | 5. Morfotipo dei seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale | Aree agricole dei seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale | E6 |
| Paesaggio degli insediamenti di crinale con uso agricolo prevalente di seminativi e oliveti (tav. B8_g; art. 89 disciplina PS) | 3. Morfotipo dei seminativi tendenti alla rinaturalizzazione in contesti marginali | Aree agricole dei seminativi e degli oliveti di crinale | E7 |
| 16. Morfotipo del seminativo e oliveto prevalenti di collina |
4. Il P.O. individua gli obiettivi da perseguire per ciascuna area agricola nei seguenti commi.
5. Le aree rurali sono assimilate alle zone E di cui al D.M. 1444/68 e su di esse si applicano le disposizioni del Titolo IV, Capo III della LR 65/2014 e del relativo regolamento attuativo (D.P.G.R. n. 63/R/2016, d'ora in poi Regolamento 63R/2016), nonché del regolamento attuativo del Titolo V della stessa legge (D.P.G.R. n. 32/R/2017, d'ora in poi Regolamento 32R/2017) nei limiti ed alle condizioni indicate nelle presenti NTA.
6. E1 - Aree agricole della bonifica
- a) Si tratta di aree che si collocano tra il canale scolmatore del fiume Arno e il fiume Isola, nella parte settentrionale del territorio comunale. Si caratterizzano per la presenza di appezzamenti regolari a colture irrigue e non irrigue a maglia medio-ampia, di un fitto sistema di fossi e scoline per la regimazione delle acque superficiali, di zone palustri o aree di ristagno, particolarmente importanti per la biodiversità. Assieme alle aree agricole e naturali coesistono consistenti zone fortemente antropizzate, come grandi infrastrutture e piattaforme produttive-commerciali, quali l'Interporto e l'autoparco Faldo.
- b) Nelle aree E1 il PO persegue:
- - la limitazione di ulteriore consumo di suolo in relazione alle problematiche idrauliche del contesto territoriale di riferimento;
- - la tutela e la conservazione degli spazi non costruiti e non impermeabilizzati agricoli e naturali per il loro valore paesaggistico e ambientale;
- - la conservazione della struttura della maglia agraria e la manutenzione della regimazione delle acque, per scongiurarne la frammentazione;
- - l'implementazione della dotazione ecologica infrastrutturale a supporto delle matrici di connessione dei nodi delle aree umide e dei nodi degli agroecosistemi;
- - la realizzazione di aree di buffer di rinaturalizzazione in adiacenza alle aree umide o ai corsi d'acqua, quali elementi strategici per la ricostituzione della rete ecologica;
- - la schermatura visiva delle aree industriali e produttive, incentivando progetti e azioni volti alla sostenibilità degli insediamenti e dei fabbricati;
- - la creazione di itinerari per la mobilità lenta anche in relazione alle sponde dello Scolmatore dell'Arno come elemento di attraversamento dell'intero territorio;
- - la valorizzazione della Riserva Naturale Regionale Oasi della Contessa, del Sito Natura 2000 Padule di Suese e Biscottino, in coerenza all'art. 53 delle presenti norme;
- - la valorizzazione di forme di agricoltura ad alta sostenibilità ambientale, privilegiando l'agricoltura biologica o biodinamica.
- c) All'interno delle aree agricole della bonifica E1 non sono ammessi:
- - la realizzazione di discariche di qualsiasi tipo;
- - la formazione di depositi all'aperto, se non destinati ai mezzi meccanici necessari alla conduzione del fondo agricolo;
- - la conduzione di attività inquinanti;
- - gli interventi di natura gestionale o infrastrutturale che comportino la frammentazione della maglia agraria;
- - interventi che, alterando la morfologia dei luoghi, possano comportare modifiche ai sistemi di drenaggio e delle sistemazioni agrarie preesistenti;
- - la trasformazione del territorio con interventi che costituiscano detrattori alla continuità ecologica lungo i corsi acqua;
- - interventi di devegetazione spinta (gli interventi di sfalcio della vegetazione dovranno essere condotti a sponde alterne, evitando il periodo compreso tra marzo e luglio);
- - interventi di artificializzazione degli alvei.
7. E2 - Aree agricole dei seminativi di pianura
- a) Si tratta di aree di pianura, che si collocano nella parte settentrionale del territorio comunale tra i fiumi Tora e Isola. Sono caratterizzate dalla presenza di colture intensive non irrigue a maglia ampia in cui si riconoscono alcune tracce dell'antico sistema poderale, come evidenziato negli elaborati del Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale.
- b) nelle aree E2 il P.O. persegue:
- - la conservazione degli elementi caratterizzanti il paesaggio agrario (siepi, filari arborei e arbustivi, alberi isolati e alberi e camporili, gli itinerari culturali ed escursionistici), laddove presenti;
- - la ricostituzione di fasce di vegetazione riparia o aree di rinaturalizzazione lungo i corsi d'acqua;
- - il contrasto dei fenomeni di saldatura lineare dei centri abitati;
- - il contrasto dei fenomeni di erosione del territorio rurale, attraverso politiche di pianificazione orientate al riordino degli insediamenti e delle aree di pertinenza, della viabilità e degli annessi, della riqualificazione dei margini urbani;
- - la conservazione degli spazi agricoli residui presenti come varchi inedificati nelle parti di territorio a maggiore pressione insediativa;
- - il contrasto alla frammentazione delle superfici agricole a opera di infrastrutture o di altri interventi di urbanizzazione.
- - il rafforzamento delle relazioni di scambio e di reciprocità tra ambiente urbano e rurale valorizzando l'attività agricola come servizio fondamentale per la città e potenziando il legame tra mercato urbano e produzione agricola della cintura periurbana;
- - il recupero funzionale del vecchio tracciato ferroviario Collesalvetti - Stagno come occasione per incentivare la mobilità lenta e la fruizione del territorio rurale e agroforestale.
- c) All'interno delle agricole dei seminativi di pianura E2 non sono ammessi:
- - l'escavazione di inerti;
- - la realizzazione di discariche di qualsiasi tipo;
- - la formazione di depositi all'aperto, se non destinati ai mezzi meccanici necessari alla conduzione del fondo agricolo;
- - la conduzione di attività inquinanti;
- - interventi di natura gestionale o infrastrutturale che comportino la frammentazione della maglia agraria;
- - interventi che, alterando la morfologia dei luoghi, possano comportare modifiche ai sistemi di drenaggio e delle sistemazioni agrarie preesistenti.
8. E3 - Aree agricole dei campi chiusi del rilievo di Collesalvetti
- a) Si tratta di aree pedecollinari che coprono una modesta superficie a est del Capoluogo, caratterizzate da un paesaggio variegato fatto di sistemi colturali e particellari complessi misti a prati naturali e da una ricca infrastrutturazione ecologica (boschetti, siepi e filari, alberi isolati). In questo contesto si collocano due importanti ville, Villa Celesia e Villa Carmignani.
- b) Nelle aree E3 il P.O. persegue:
- - azioni che concilino la conservazione dell'alto livello di infrastrutturazione ecologica con un'agricoltura innovativa;
- - la tutela della continuità della rete di infrastrutturazione ecologica e paesaggistica (siepi, filari arborei e arbustivi, macchie e lingue di bosco);
- - specifiche azioni per favorire la permanenza di un'attività agricola vitale, mediante nuove forme di commercializzazione e rapporto con l'insediamento;
- - la salvaguardia delle emergenze architettoniche e i manufatti di valore storico-testimoniale;
- - la promozione di politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità (agricoltura multifunzionale e biologica).
- c) All'interno delle aree agricole dei campi chiusi del rilievo di Collesalvetti E3 non sono ammessi:
- - l'escavazione di inerti;
- - la realizzazione di discariche di qualsiasi tipo;
- - la conduzione di attività inquinanti;
- - interventi di natura gestionale o infrastrutturale che comportino la frammentazione della maglia agraria;
- - interventi che, alterando la morfologia dei luoghi, possano comportare modifiche ai sistemi di drenaggio e delle sistemazioni agrarie preesistenti;
- - le recinzioni in muratura e di altezze superiori a ml 1 fuori terra;
- - il ricorso a siepi realizzate con essenze non autoctone;
9. E4 - Aree del mosaico colturale e boscato
- a) Si tratta di aree pedecollinari che coprono una modesta superficie a est del Capoluogo, caratterizzate da un paesaggio variegato fatto di sistemi colturali e particellari complessi misti a prati naturali e da una ricca infrastrutturazione ecologica (boschetti, siepi e filari, alberi isolati).
- b) nelle aree E4 il P.O. persegue:
- - le azioni e gli interventi rispettosi della struttura insediativa storica e del rapporto tra insediamento e il contesto agricolo;
- - la conservazione della diversificazione colturale data dall'alternanza tra oliveti, vigneti, seminativi semplici o arborati, pioppeti;
- - la conservazione degli elementi vegetazionali non colturali presenti nel mosaico agrario, con finalità di natura testimoniale, ecologica e percettiva;
- - la conservazione della qualità visiva e percettiva del territorio, con particolare attenzione ai punti panoramici;
- - la conservazione e la gestione attiva dei residuali habitat di prateria e delle specie vegetali e animali ad essi collegate, anche attraverso il recupero di idonei carichi pascolivi;
- - la promozione di politiche che coniughino la finalità produttiva con forme di conduzione sostenibile e attività complementari, per garantire il rispetto dei valori paesaggistici, delle risorse e della biodiversità (agricoltura multifunzionale e biologica);
- - la valorizzazione degli gli invasi artificiali a fini naturalistici e ricreativi.
- c) All'interno delle aree agricole del mosaico colturale e boscato E4 non sono ammessi:
- - l'escavazione di inerti;
- - la realizzazione di discariche di qualsiasi tipo;
- - la conduzione di attività inquinanti;
- - interventi di natura gestionale o infrastrutturale che comportino la frammentazione della maglia agraria;
- - interventi che, alterando la morfologia dei luoghi, possano comportare modifiche ai sistemi di drenaggio e delle sistemazioni agrarie preesistenti;
- - le recinzioni in muratura e di altezze superiori a ml 1 fuori terra;
- - il ricorso a siepi realizzate con essenze non autoctone;
10. E5 - Aree prevalentemente boscate
- a) Si tratta di aree con funzione di connessione naturalistica e paesaggistica, caratterizzate dalla presenza di boschi di latifoglie, misti di conifere e latifoglie e macchia alta e bassa, e di un fitto reticolo idrico, sul quale in passato si è sviluppato un sistema di mulini e di opere idrauliche e da cui nasce l'acquedotto leopoldino. Tali aree, non necessariamente corrispondenti alle aree boscate perimetrate ai sensi della L.R. n. 39/2000, occupano la parte sud-occidentale del territorio comunale, caratterizzata da un sistema di rilievi con pendenze anche molto accentuate appartenente al sistema dei Monti Livornesi. Da un punto di vista ecosistemico le aree "E5" comprendono una piccola estensione del "nodo forestale primario" nonché una importante porzione della "matrice forestale a elevata connettività" (tav. B1_2 del PS).
Sono assimilate alle aree boscate le aree temporaneamente prive di vegetazione, ovvero le aree di interesse agro-forestale che, alla data del rilevamento della base cartografica utilizzata, sono risultate prive di soprassuolo o per cause relative all'utilizzo o perché percorse da incendi o altre cause. Restano fermi i divieti di cui all'Art. 76 della L.R. n. 39/2000 nonché i criteri di definizione di area boscata come bene paesaggistico ai sensi dell'Art. 142 del Dlgs n. 42/2004. Le previsioni ricadenti in aree boscate soggette a vincolo dovranno essere coerenti con la disciplina di cui all'art. 12 dell'Elaborato 8B del PIT/PPR, con particolare riferimento alle direttive e alle prescrizioni. - b) Nelle aree E5 il PO persegue:
- - la valorizzazione della risorsa forestale e dei servizi ecosistemici da essa forniti alla collettività (produzione di ossigeno, assorbimento del carbonio, riduzione del rischio idro-geomorfologico, ecc.);
- - la valorizzazione della rete escursionistica per incentivare lo sviluppo di tipo turistico, ricreativo, naturalistico e per promuovere una fruizione sostenibile del patrimonio forestale, nonché le attività di didattica ambientale;
- - la valorizzazione della Riserva Naturale Regionale "Monti Livornesi" e del Sito Natura 2000 SIC "Monti Livornesi" in coerenza all'art. 53 delle presenti norme;
- - lo sviluppo di progetti integrati per la produzione di energie rinnovabili;
- - la tutela delle specie vegetali e animali di interesse conservazionistico, e in particolare di quelle di cui agli artt. 78, 79, 80 della LR 30/2015;
- - il riutilizzo delle aree a pascolo, il mantenimento delle aree aperte e il contrasto dei processi di abbandono dei coltivi nelle aree di margine, anche al fine della tutela delle risorse naturalistiche;
- - la tutela ambientale e paesaggistica;
- - la salvaguardia delle emergenze architettoniche e i manufatti di valore storico-testimoniale, laddove presenti;
- - il sostegno delle attività selvicolturali;
- - la realizzazione di interventi selvicolturali finalizzati alla rinaturalizzazione dei rimboschimenti, agevolando la ricolonizzazione spontanea delle specie arboree autoctone e migliorando la qualità e maturità delle formazioni forestali.
- - la tutela degli ecosistemi degli impluvi del reticolo idrografico, promuovendo la rinaturalizzazione delle fasce ripariali, garantendo il minimo deflusso vitale del corso d'acqua, mantenendo e migliorando i livelli qualitativi delle acque;
- - la tutela del livello di naturalità degli ecosistemi, nonché dei rapporti figurativi consolidati dei paesaggi forestali e dei valori storico-culturali ed estetico-percettivi, disincentivando interventi di trasformazione e artificializzazione delle aree e delle formazioni boschive.
- c) Nelle aree E5 non sono ammessi:
- - le alterazioni morfologiche del suolo, se non finalizzate allo svolgimento dell'attività selvicolturale, alla realizzazione di opere pubbliche, alla riduzione del rischio idrogeologico;
- - le discariche, i depositi all'aperto di mezzi meccanici, se non necessari allo svolgimento dell'attività selvicolturale o agricola;
- - la realizzazione di nuove strade, se non quelle non pavimentate, a carreggiata ridotta, necessarie allo svolgimento delle attività selvicolturali;
- - nuove infrastrutture a rete se non realizzate sui tracciati della viabilità esistente o comunque nel pieno rispetto del contesto paesaggistico e ambientale.
11. E6 - Aree agricole dei seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale
- a) Si tratta di aree collinari che si collocano lungo una fascia longitudinale a est del territorio comunale, caratterizzate da una trama agraria ampia, risultato della matrice del sistema poderale storico.
- b) nelle aree E6 il P.O. persegue:
- - la tutela del rapporto tra sistema insediativo rurale storico e il contesto agrario circostante;
- - la manutenzione dei caratteri strutturanti il mosaico agroforestale;
- - la promozione di una agricoltura innovativa, che coniughi vitalità economica con la tutela e la valorizzazione di ambiente e paesaggio;
- - la conservazione del seminativo tradizionale, al fine di limitare i processi di intensificazione colturale e di semplificazione della maglia agraria;
- - la conservazione degli elementi dell'infrastrutturazione ecologica (siepi, alberature, lingue e macchie boscate);
- - la promozione di interventi e di politiche che limitino i processi di abbandono colturale;
- - la mitigazione visiva dell'infrastruttura autostradale con soluzioni progettuali volte anche alla permeabilità ecologica;
- - la valorizzazione della qualità percettiva e visiva del territorio, con particolare attenzione ai fulcri visivi, tratti di percorsi con elevata panoramicità e fasce di attenzione;
- - la valorizzazione e la tutela dell'area di "Poggio Belvedere", per una sua valorizzazione turistica oltre che agronomica.
- c) All'interno delle aree agricole dei seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale E6 non sono ammessi:
- - l'escavazione di inerti;
- - la realizzazione di discariche di qualsiasi tipo;
- - la formazione di depositi all'aperto, se non destinati ai mezzi meccanici necessari alla conduzione del fondo agricolo;
- - la conduzione di attività inquinanti;
- - interventi di natura gestionale o infrastrutturale che comportino la frammentazione della maglia agraria;
- - interventi che, alterando la morfologia dei luoghi, possano comportare modifiche ai sistemi di drenaggio e delle sistemazioni agrarie preesistenti.
12. E7 - Aree agricole dei seminativi e degli oliveti di crinale
- a) Si tratta di aree di crinale, che si collocano prevalentemente nella parte centro-meridionale, in adiacenza al sistema dei Monti Livornesi e, in misura minore, nella parte nord-orientale del territorio comunale. Sono caratterizzate da un sistema misto di seminativi, colture promiscue e oliveti, risultato del vecchio sistema poderale, con insediamenti posti sul crinale o a mezza costa, serviti da una viabilità che si dirama a pettine dagli assi viari principali.
- b) nelle aree E7 il P.O. persegue:
- - la conservazione della relazione morfologica, dimensionale, percettiva e funzionale tra i nuclei rurali e il contesto dei coltivi;
- - la conservazione dell'alternanza tra oliveti e seminativi;
- - la conservazione e la manutenzione del sistema di regimazione idraulico-agraria, anche in funzione della stabilità dei versanti;
- - la valorizzazione della qualità percettiva e visiva del territorio, con particolare attenzione ai punti panoramici;
- - la valorizzazione della Riserva Naturale Regionale "Monti Livornesi" e del Sito Natura 2000 SIC "Monti Livornesi" in coerenza all'art. 53 delle presenti norme;
- - la tutela degli insediamenti storici, disciplinando l'attività agricola degli ambiti di pertinenza, in modo da non compromettere l'identità dell'insediamento stesso;
- - la formazione di una rete di itinerari turistici, che recuperi e implementi la sentieristica esistente, per una fruizione ecosostenibile del paesaggio agrario, in cui si trovano anche i manufatti dell'Acquedotto Leopoldino;
- - la conservazione della infrastrutturazione ecologica.
- c) All'interno delle aree agricole dei seminativi e degli oliveti di crinale E7 non sono ammessi:
- - l'escavazione di inerti;
- - la realizzazione di discariche di qualsiasi tipo;
- - la conduzione di attività inquinanti;
- - le recinzioni in muratura e di altezze superiori a ml 1 fuori terra;
- - il ricorso a siepi realizzate con essenze non autoctone.