1. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare è ubicato a Castelnuovo Berardenga, via del Paradiso. Esso è ricompreso nel comparto misto n.4 Zona C2/Zona T previsto dal RU, contenente sia la funzione residenziale che quella turistico-ricettiva. Gli immobili sono censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.540 e n.778.

    Attualmente gli immobili esistenti sono adibiti a struttura turistico-ricettiva con servizi di ristorazione.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare l'attività turistico-ricettiva già presente nel complesso immobiliare tramite la dotazione di nuovi posti letto e servizi nell'ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente a struttura ricettiva di qualità, in considerazione della forte vocazione turistico e ricettiva dell'area in relazione alla sua ubicazione in prossimità della Villa Chigi Saracini.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenziale per le parti già destinate, ovvero per la gestione delle funzioni principali, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano attuativo convenzionato di iniziativa privata ai sensi dell'art.12.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max di ampliamento = 640 mq fino ad un max. di 16 PL compreso i servizi.

    H max = 2 piani

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Gli standard pubblici sono definiti negli elaborati grafici in scala 1:2.000 e nelle tabelle parametriche contenute nelle NTA di RU.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto del contesto architettonico del Centro Storico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Nelle nuove costruzioni, quand'anche in ampliamento degli edifici esistenti, si dovranno utilizzare materiali tradizionali tipici, evitando materiali e colori paesaggisticamente dissonanti con il contesto circostante. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA. Particolare attenzione dovrà essere posta nella realizzazione delle nuove opere di urbanizzazione primaria per quanto concerne gli arredi, l'illuminazione pubblica, i materiali per le pavimentazioni e cordonati e gli assetti vegetazionali. Gli interventi relativi alla funzione turistico-ricettiva di cui alla presente scheda dovranno coordinarsi con gli interventi a carattere residenziale previsti all'interno del comparto misto n.4 Zona C2.

    - Complesso immobiliare in Castelnuovo Berardenga, Via del Paradiso
  2. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare di "Villa Curina" è situato ad ovest del Capoluogo ed è raggiungibile dalla strada provinciale di Castelnuovo Berardenga. Esso è costituito dalla villa padronale di alto pregio storico e architettonico attualmente adibita a struttura turistico-ricettiva di qualità e da altri edifici di minore pregio censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.187.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare e integrare l'attività turistico-ricettiva già presente nel complesso immobiliare tramite la dotazione di nuovi posti letto e servizi nell'ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente a struttura ricettiva alberghiera di qualità, tramite la riconversione di alcuni casali alla funzione turistico-ricettiva e il recupero di parte dei magazzini alla funzione residenziale.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenziale per le parti già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (mq.2.800) fino ad un max. di 70 PL compreso i servizi. E’ consentito il recupero dei magazzini per la funzione residenziale nei limiti di quanto previsto all'art.24.10.1.2 d), per una SUL pari a 485 mq.

    H max = H esistente

    È possibile realizzare le pertinenze così come definite all'art. 15.12 della NTA oltre ad una SUL aggiuntiva come incentivo finalizzato al risparmio energetico di cui all'art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Villa Curina"
  3. Descrizione dell'area:

    Il complesso immobiliare "Molino di Capraia" è posto ad est del territorio comunale, lungo la valle del torrente Ambra, raggiungibile dalla strada vicinale del Borrone. Esso è costituito da due edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.988.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della ripresa dell'attività di recupero già avviata dalla proprietà, della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (650 mq)
    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. L'intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all'art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Molino di Capraia"
  4. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare si trova a sud di Quercegrossa in località Arginano, lungo la strada regionale Chiantigiana. E'sede di una azienda agricola della quale fanno parte alcuni edifici di tipo rurale e un manufatto per il ricovero dei cavalli. Il complesso è censito all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.365.

    Obiettivi da perseguire:

    Consentire la realizzazione di manufatti per il ricovero e l'addestramento dei cavalli già presenti nell'azienda agricola, al fine di sviluppare e migliorare l'attività complementare a quella agricola di tipo agrituristico. Tra gli obiettivi vi è quello di incentivare le attività didattiche in collegamento con gli istituti scolastici e terapeutiche quali l'ippoterapia per soggetti disabili.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenziale per le parti già destinate, ovvero per la gestione delle funzioni principali, esercizi di vicinato, pubblici esercizi, commerciale all'ingrosso e depositi limitatamente ai prodotti di trasformazione agricola, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private; agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto ai sensi dell'art.10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max. = 1.000 mq
    H max. = 6,00 ml

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. La ristrutturazione urbanistica è possibile solo con il Piano di Recupero secondo le procedure previste dalle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, ovvero vi sia l'esigenza di utilizzare le attività previste anche per scopi di interesse sociale, è possibile per l'Amministrazione Comunale subordinare l'Intervento diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare in località Arginano
  5. Ed - Attività produttive e/o estrattive nel territorio aperto
  6. Descrizione dell'area:

    L'area è ubicata nella parte nord del centro abitato di Castelnuovo Berardenga lungo la strada del Chianti.

    Il precedente strumento urbanistico definiva l'area a destinazione produttiva e artigianale. Attualmente il complesso immobiliare è costituito da due edifici a destinazione produttiva che presentano elementi di criticità ambientale rispetto agli insediamenti circostanti; è volontà dei titolari dell'azienda trasferirsi in zona produttiva più idonea anche dal punto di vista funzionale. Gli edifici sono censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio produttivo n.30.

    Obiettivi da perseguire:

    Riqualificare l'area a destinazione produttiva e artigianale verso una destinazione residenziale e servizi nell'ottica del trasferimento dell'attuale attività artigianale dal Capoluogo ad altre aree del territorio comunale destinate ad attività produttive.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, produttiva in assenza di intervento di recupero.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 1.500 mq

    RC = SC/SF = 35%
    H max = 3 piani

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA. Gli standard pubblici saranno pari a 1.000 mq, di cui 600 mq destinati a parcheggi pubblici e 250 mq destinati a verde di arredo urbano.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    La nuova edificazione dovrà tenere di conto del contesto urbano esistente con particolare attenzione alla presenza della Fattoria di Felsina. I parcheggi pubblici dovranno essere ubicati nella parte prospiciente la strada principale (Strada del Chianti), al fine di migliorare la sosta pubblica su questo asse, mentre il verde di arredo urbano dovrà essere collocato lungo la via Porcellotti e all'interno del parcheggio pubblico, anche con funzioni di mitigazione paesaggistica verso la Fattoria di Felsina; essi dovranno essere coordinati progettualmente con le aree pubbliche adiacenti, che dovranno essere completate a cura del soggetto proponente il Piano di Recupero. Nelle nuove costruzioni si dovranno utilizzare materiali tradizionali tipici anche se in forme architettoniche contemporanee, evitando materiali e colori paesaggisticamente dissonanti con il contesto urbano circostante. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde pubblico e del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all'art. 20.5 delle NTA. In assenza di recupero potranno permanere le attuali destinazioni d'uso e gli interventi ammissibili sono quelli di cui all'art. 18 delle NTA fino alla ristrutturazione edilizia senza cambio di destinazione d'uso. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA. Le opere di urbanizzazione previste dovranno essere eseguite dai privati attraverso una convenzione garantita da apposita fideiussione ai sensi dell'art. 12.3 delle NTA.

    - Complesso immobiliare in Castelnuovo Berardenga, Via del Chianti
  7. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare "Podere Ambra I" è posto ad est del territorio comunale in prossimità del confine, lungo la valle del torrente Ambra, raggiungibile dalla strada vicinale del Borrone. Esso è costituito da due edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.989.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della ripresa dell'attività di recupero già avviata dalla proprietà, della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (850 mq)
    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. L'intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all'art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Ambra I"
  8. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare "Molino di Canonica" si trova ad est dell'abitato di La Ripa, a destra del torrente Bozzone, raggiungibile dalla strada vicinale di Molino di Canonica. Il complesso è costituito da edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.398.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare accanto alle attività agricole anche l'attività di addestramento cavalli che consente di integrare l'attività agricola con servizi turistico-ricettivi e nuovi posti letto, tramite la realizzazione di una struttura che permetta l'allevamento e il ricovero dei cavalli da corsa, con appositi spazi per lo stoccaggio del mangime, il lavaggio, l'infermeria ed altri servizi complementari.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenziale per le parti già destinate, ovvero per la gestione delle funzioni principali, esercizi di vicinato, pubblici esercizi, commerciale all'ingrosso e depositi limitatamente ai prodotti di trasformazione agricola, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private; agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto ai sensi dell'art.10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max. = 700 mq
    H max. = 5,00 ml

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. La ristrutturazione urbanistica è possibile solo con il Piano di Recupero secondo le procedure previste dalle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, ovvero vi sia l'esigenza di utilizzare le attività previste anche per scopi di interesse sociale, è possibile per l'Amministrazione Comunale subordinare l'Intervento diretto ad apposito convenzionamento.

    - Area addestramento cavalli "Molino di Canonica"
  9. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare Acqua Borra e l'adiacente area che ricomprende il lago si trovano a nord di Casetta, raggiungibile dalla strada dell'Acqua Borra. L'edificio di proprietà pubblica è adibito a struttura turistico-ricettiva con servizi di ristorazione ed è censito all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.111. Il lago di pesca sportiva poco distante è di proprietà privata.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare l'attività turistico-ricettiva già presente nel complesso immobiliare tramite la dotazione di nuovi servizi nell'ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, in considerazione della forte vocazione turistica dell'area in relazione alla risorsa termale e alla presenza del lago dell'Acqua Borra che ben si presta all'attività sportiva di pesca dilettantistica e ad altre attività per il tempo libero.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    pubblici esercizi, turistico-ricettiva relativamente alle parti già destinate, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    È' consentita una SUL aggiuntiva per la creazione di servizi all'attività sportiva-ricreativa sino ad un massimo di 500 mq di SUL, ovvero 100 mq a disposizione delle attività legate alla pesca sportiva e 400 mq a disposizione della struttura turistico-ricettiva esistente. È possibile nel resede allestire un'area per la sosta di 20 posti camper.

    H max = 1 piano

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali. Sono consentite strutture in legno che per composizione architettonica e ubicazionale siano correttamente inserite nel paesaggio delle Crete Senesi. A tale scopo è necessario produrre contestualmente agli interventi previsti uno studio planivolumetrico e di sistemazione di tutta l'area, in modo da coordinare non solo le nuove costruzioni, ma anche la sistemazione degli spazi a terra, dei parcheggi e della viabilità di accesso.

    Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Al fine di realizzare o adeguare opere di urbanizzazione, ovvero introdurre forme di uso sociale delle strutture, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare gli interventi diretti a forme di convenzionamento. Per quanto concerne l’area di sosta camper, essa deve essere attrezzata con punti di adduzione di acqua e con punti di scarico dei liquami. Al fine di mitigare l’impatto paesaggistico, l’area che accoglierà le piazzole dovrà essere dotata di idonei strumenti di occultamento, quali perimetrazioni verdi realizzate con specie vegetali autoctone, da definire alla luce della morfologia del luogo con l’obiettivo di rendere non visibile dall’esterno gli automezzi ospiti.

    - Complesso immobiliare "Podere Acqua Borra"
  10. R - Aree e/o immobili soggetti a recupero urbanistico interne agli ambiti urbani
  11. Descrizione dell'area:

    L'area corrisponde alla zona di recupero interessata dal complesso immobiliare denominato "La Vigna" e da una porzione di area antistante la nuova RSA e posta lungo la strada delle Crete Senesi. Il complesso è già stato oggetto di Piano di Recupero in corso di attuazione e interessato da una variante urbanistica allo stesso solo adottata. Gli edifici sono censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.821.

    Obiettivi da perseguire:

    Completare il Piano di Recupero approvato e la Variante adottata consentendo per le singole unità minime di intervento destinazioni d’uso diverse da quelle già previste, adeguando lo stesso piano per quanto riguarda gli standard pubblici.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, medie strutture di vendita, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    Parametri urbanistici del Piano di Recupero approvato e variante allo stesso adottata.

    Sono consentiti gli ecoincentivi di cui all’art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA, senza deroghe anche se il complesso è definito Zona A.

    Standard pubblici = cessione dell'area di 1.250 mq destinati dal RU a verde pubblico, parcheggi pubblici e nuova viabilità pubblica posta tra la nuova RSA e la strada delle Crete Senesi, come individuata nella Tav.05 di RU.

    Per quanto riguarda la dotazione dei parcheggi pubblici e del verde pubblico di cui al DM 1464/68, questi non vengono realizzati in quanto deve essere garantito l’uso pubblico permanente dei parcheggi di relazione di cui all’art.17.4 e in quanto devono essere cedute gratuitamente le aree poste a destra della viabilità per la risistemazione urbanistica dell’area posta tra la nuova RSA e la strada delle Crete Senesi e per realizzare la nuova viabilità, il verde pubblico e il parcheggio pubblico così come definito dalle carte di RU.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli spazi di relazione e i relativi spazi di manovra per le attività commerciali e assimilate di cui all'art. 17.4 delle NTA dovranno essere sempre aperti al pubblico. Nella parte ad est del complesso architettonico lungo la viabilità pubblica dovrà essere garantito un percorso pedonale di uso pubblico, come definito nella Tav. 05 di RU, protetto da idonea vegetazione che colleghi la parte a sud dell'insediamento con il centro storico. Gli interventi previsti dovranno rispettare le categorie di intervento e gli indirizzi contenuti agli artt. 18 e 19 delle NTA; particolare attenzione dovrà essere posta nell'uso dei nuovi materiali da utilizzare nel recupero architettonico degli immobili esistenti. Gli spazi aperti del complesso non destinati a parcheggi privati dovranno costituire spazi di relazione aperti al pubblico al fine di favorire forme di aggregazione e socializzazione in continuità con il centro storico.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    La convenzione già stipulata in occasione del Piano di Recupero vigente continuerà la sua validità fino alla Variante al Piano di Recupero che dovrà contenere le prescrizioni di cui alla presente scheda con la stipula di una nuova convenzione.

    - Complesso immobiliare "La Vigna" in Castelnuovo Berardenga
  12. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    L'area dell'ex cava San Carlo si trova in prossimità dell'abitato di Villa a Sesta, lungo la strada del Castello di Brolio. Sull'area restano dell'originario impianto di escavazione alcuni manufatti minori a carattere precario (tettoie e depositi) censiti all'interno del SIT comunale con le schede del patrimonio rurale n.785 e 786.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare l'area ed i manufatti precari esistenti e appartenenti alla originaria attività di escavazione inerti ad oggi dismessa, ai fini della riqualificazione ambientale della stessa area tramite l'inserimento di un insediamento di tipo turistico-ricettivo.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenza per la gestione delle attività principali, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano attuativo di iniziativa privata in corso di attuazione.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 800 mq fino ad un max. di 20 PL compreso i servizi.

    H max = 2 piani

    È possibile realizzare le pertinenze così come definite all'art. 15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    La nuova edificazione dovrà tenere di conto del contesto ambientale e morfologico esistente.

    Nelle nuove costruzioni si dovranno utilizzare materiali tradizionali tipici anche se in forme architettoniche contemporanee, evitando materiali e colori paesaggisticamente dissonanti con il contesto circostante e tipologie tipiche degli ambiti urbani. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde pubblico e del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all'art. 20.5 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt. 20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U., in particolare l'area dovrà essere oggetto di apposita bonifica da concordare con gli enti preposti alla tutela ambientale e secondo le procedure previste dalle disposizioni normative vigenti. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui il Piano Attuativo debba subire varianti o proroghe motivate, esso dovrà essere adeguato alle NTA del nuovo RU e alle prescrizioni della presente scheda norma. In tal caso è necessario adeguare il piano con interventi di sistemazione ambientale al contorno con la modifica delle tipologie in modo da renderle più compatibili con l'ambiente rurale, modificando la sistemazione plani volumetrica già prevista e adottando soluzioni tipiche dei borghi rurali presenti nel territorio comunale. In particolare l’organizzazione planivolumetrica dei nuovi volumi deve riproporre, senza false imitazioni, le modalità di aggregazione tipiche dei borghi rurali della campagna senese, ricreando spazi di vicinato comuni, e utilizzando tipologie tipiche dei luoghi, almeno per quanto concerne le finiture esterne e i materiali, quand’anche riprogettate con caratteri di contemporaneità. Anche i materiali di pavimentazione esterna e di arredo devono avere un carattere di semplicità, quand’anche realizzati in forme contemporanee con l’uso di materiali tradizionali; inoltre le pavimentazioni esterne devono mantenere un elevato grado di permeabilità del suolo. In questo caso il Piano Attuativo dovrà essere subordinato alla stipula di una convenzione anche ai fini di un adeguamento delle opere di urbanizzazione primaria.

    - Ex cava San Carlo
  13. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare, ubicato all'interno dell'ambito urbano di Monteaperti con la caratteristica di tessuto storico che si sviluppa attorno alla Piazza Violante di Baviera, è costituito da edifici di pregio storico e architettonico, quali la villa padronale, la cappella privata e l'ex granaio, oltre che da edifici di carattere rurali di minore pregio; gli immobili sono censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.895.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenziale per le parti già destinate, ovvero per la gestione delle funzioni principali, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (2.800 mq) fino ad un max. di 70 PL compreso i servizi.

    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Al fine di realizzare o adeguare opere di urbanizzazione, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di recupero a forme di convenzionamento.

    - Complesso immobiliare in Monteaperti, Piazza Violante di Baviera
  14. ER - Aree e/o immobili soggetti a recupero ambientale e/o urbanistico nel territorio aperto
  15. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare dell’Azienda denominata “Scuderia Andy Capp” si trova ad est dell’abitato di San Piero, in località San Piero in Barca-Casino ed è raggiungibile dalla strada provinciale di Castelnuovo Berardenga. Di esso fanno parte alcuni edifici che ospitano al proprio interno il centro aziendale e gli impianti per le attività di allevamento cavalli. Il complesso è censito all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.923.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare le attività di allevamento e riabilitazione dei cavalli già presente nell’azienda in modo integrato con l’attività turistico-ricettiva tramite interventi di Ristrutturazione e Sostituzione Edilizia di parte dei manufatti esistente, in modo da garantire una corretta gestione dell’impianto produttivo aziendale e di qualificare il livello di ospitalità dell’azienda.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art.16 delle NTA:
    residenziale per le parti già destinate e per il personale addetto alle attività previste, esercizi di vicinato, pubblici esercizi, commerciale all’ingrosso e depositi limitatamente ai prodotti di trasformazione agricola, turisticoricettiva, di servizio pubbliche e private; agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Nuovo Piano di Recupero per le trasformazioni previste dalla presente scheda norma oggetto di Sostituzione edilizia; Intervento Diretto così come definito all’art. 10.2 delle NTA per gli interventi già previsti dal Piano Attuativo vigente, anche in caso di cambio di destinazione d’uso (mq 100 ex-clinica da destinare ad abitazione e mq 150 da destinare a residenza per la conduzione dell’azienda).

    Parametri urbanistici:

    SUL assentita dal Piano Attuativo in corso di attuazione così ridefinita:

    375 mq pari al 20% della SUL assentita con Piano Attuativo in corso di attuazione da destinare alla funzione turistico-ricettiva;

    1.125 mq derivanti dall’intervento di Sostituzione edilizia di parte dei volumi del centro aziendale da destinare alla funzione turistico-ricettiva;

    650 mq già destinati alla funzione produttiva del centro aziendale;

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l’attuale complesso architettonico. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA. E’ possibile trasformare la piscina per i cavalli già assentita in piscina per le nuove attività turistico-ricettive.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.
    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, ovvero vi sia l’esigenza di utilizzare le attività previste anche per scopi di interesse sociale, è possibile per l’Amministrazione Comunale subordinare l’Intervento diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Scuderia Andy Capp" in località San Piero in Barca
  16. Descrizione dell'area:

    L'area è ubicata nella parte nord del centro abitato di Monteaperti, lungo la Via dei Ghibellini. In tale comparto era già operante una Variante al PRG finalizzata al recupero urbanistico dell'area e degli immobili. Il complesso costituisce uno degli aggregati originariamente agricoli intorno ai quali si è sviluppato l'insediamento di Monteaperti. Gli edifici sono censiti all'interno del SIT comunale con le schede del patrimonio urbano n. 584, 587, 588, 590 e 940.

    Obiettivi da perseguire:

    Riqualificare l'area e gli immobili al fine di inserire il complesso in buona parte di valore storico e architettonico, nell'ambito del nuovo contesto urbano.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, produttiva in assenza di intervento di recupero.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente
    RC = SC/SF = non superiore a quella esistente anche a seguito della demolizione dei manufatti di minore valore.
    H max = H esistente

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.
    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Il recupero, da attuare attraverso il P. di R., dovrà essere finalizzato a riorganizzare il tessuto edilizio e urbanistico per ricontestualizzarlo con gli isolati circostanti; esso avverrà prevalentemente con la demolizione e ricostruzione degli edifici di minore pregio, quand'anche antecedenti il 1954 e rientranti nelle classi di valore di cui all'art.19 delle NTA. Gli interventi previsti dovranno rispettare le categorie di intervento e gli indirizzi contenuti agli artt. 18 e 19 delle NTA; particolare attenzione dovrà essere posta nell'uso dei nuovi materiali da utilizzare nel recupero architettonico degli immobili esistenti. Lo spazio, attualmente libero da edifici e da giardini privati posto a sud e a sud-ovest del comparto, dovrà essere destinato a spazio pubblico (parcheggi, verde pubblico, piazza) raggiungibile pedonalmente da Via dei Ghibellini, tale da costituire una centralità per il borgo di Monteaperti, collegato ad eventuali funzioni di servizio poste ai piani terra dei fabbricati da recuperare. Nelle nuove costruzioni si dovranno utilizzare materiali tradizionali tipici anche se in forme architettoniche contemporanee, evitando materiali e colori paesaggisticamente dissonanti con il contesto urbano circostante. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde pubblico e del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all'art. 20.5 delle NTA. In assenza di recupero potranno permanere le attuali destinazioni d'uso e gli interventi ammissibili sono quelli di cui all'art. 18 delle NTA fino alla ristrutturazione edilizia senza cambio di destinazione d'uso. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA. Le opere di urbanizzazione primaria e gli standard saranno valutati e quantificati in sede di progettazione di Piano Attuativo e dovranno essere compatibili con lo stato dei luoghi anche in relazione alla struttura storica dell'insediamento. Ai fini dell'adeguamento delle urbanizzazioni l'A.C. potrà subordinare il Piano di Recupero alla stipula di apposita convenzione supportata da fideiussione.

    - Complesso immobiliare in Monteaperti, Via dei Ghibellini
  17. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare "Podere Il Burrone" è posto ad est del territorio comunale in prossimità del confine, lungo la valle del torrente Ambra, raggiungibile dalla strada vicinale del Borrone. Esso è costituito da due edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.991.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della ripresa dell'attività di recupero già avviata dalla proprietà, della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (930 mq)
    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. L'intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all'art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt. 20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Il Burrone"
  18. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il terreno agricolo della Società Agricola San Felice Spa si trova ad est dell'ambito urbano di San Felice edè raggiungibile dalla strada comunale di San Laurentino. L'area attualmenteè caratterizzata da terreni coltivati ad olivo.

    Obiettivi da perseguire:

    Destinare il terreno agricolo suddetto come area a servizio di persone con disabilità, anziani, e delle scuole del territorio circostante, al fine di potere attuare il progetto socio assistenziale denominato "L'orto e l'Aia del Borgo" e contestualmente prevedere l'allestimento dell'area per la coltivazione dei prodotti locali come produzione agricola da utilizzare dalle attività di ristorazione e turistico-ricettive del Borgo; inoltreè prevista la realizzazione di strutture a servizio dell'attività agricola e dello stesso orto sociale.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA: funzione di servizio pubbliche e private; agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto ai sensi dell'art.10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max. = 50 mq da destinare in parte per la realizzazione di una serra e in parte per la costruzione di un annesso agricolo.
    H max. = 3,50 ml

    Sono consentite le pertinenze, compreso i pergolati, così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, nel rispetto del contesto rurale in modo da valorizzare il territorio e il borgo adiacente;è consentito l'uso di materiali leggeri e trasparenti (legno, ferro e vetro) per la realizzazione delle strutture coperte. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.
    Nel caso vi sia l'esigenza di utilizzare le attività previste anche per scopi di interesse pubblico,è possibile per l'Amministrazione Comunale subordinare l'Intervento diretto ad apposito convenzionamento.

    - Orto sociale di San Felice
  19. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare, posto a sud di Quercegrossa in località Maciallina, è raggiungibile dalla strada Chiantigiana. Esso è costituito da un'immobile già destinato ad albergo e da altri edifici di carattere rurale, censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.374.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare e integrare l'attività turistico-ricettiva già presente nel complesso immobiliare tramite la dotazione di nuovi posti letto e servizi nell'ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente a struttura ricettiva di qualità, tramite la riconversione di alcuni manufatti rurali alla funzione turistico-ricettiva.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenza per le parte già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 2.800 mq fino ad un max. di 70 PL compreso i servizi.

    H max = 2 piani

    È possibile realizzare le pertinenze così come definite all'art. 15.12 della NTA oltre ad una SUL aggiuntiva come incentivo finalizzato al risparmio energetico di cui all'art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati o privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di Recupero ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare in località "Maciallina"
  20. T - Aree destinate a servizi turistico-ricettivi interne agli ambiti urbani
  21. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare "Podere Ambra II" è posto ad est del territorio comunale in prossimità del confine, lungo la valle del torrente Ambra, raggiungibile dalla strada vicinale del Borrone. Esso è costituito da due edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.990.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della ripresa dell'attività di recupero già avviata dalla proprietà, della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (680 mq)
    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. L'intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all'art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt. 20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Ambra II"
  22. Descrizione dell'area:

    L'area è ubicata fra il Torrente Arbia e il soprastante abitato di Monteaperti, raggiungibile dalla strada comunale delle Quattro Torri. Essa è prevista dal PAERP (codice 906 III 0) e inserita nel RU come Prescrizione Localizzativa con estensione di 9,67 Ha. L'area è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004 lettera a), pertanto il progetto di coltivazione e recupero ambientale dovrà contenere misure di mitigazione basate sulla tutela dei valori paesaggistici, ambientali e territoriali dell'area interessata.

    Inquadramento geologico:

    Pericolosità geologica: G3
    Pericolosità idraulica: I2, I3, PIE, I4, PIME
    Acquiferi: aree sensibili di classe 2
    Fattibilità geologica: 3
    Fattibilità idraulica: 3

    Non possono essere previste infrastrutture né edifici anche provvisori nelle seguenti aree:
    aree in pericolosità geologica G4 - PFME
    aree in pericolosità idraulica I3 - PIE
    aree in pericolosità idraulica I4 – PIME; per queste aree si applica anche quanto previsto dal punto m art. 3.2.2.1 del DPGR 53/R 2011 “possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per le persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purchè siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità.

    Per quanto concerne le prescrizioni relative a garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, nelle aree sensibili di classe 2 di cui al PTCP 2010, adottato con DCP n. 18 del 17.03.2010 ed in quelle relative ai corpi idrici sotterranei significativi di cui al Piano di tutela delle acque della Toscana, approvato con DCRT n. 6 del 25.01.2005 si applicano le procedure di cui al successivo art. 10 comma 12. Nei siti estrattivi ricadenti nelle aree di cui al precedente art. 9 comma 3 al fine di garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, non dovrà essere modificata la geometria degli spessori di depositi inerti naturali che ospitino una falda acquifera permanente o comunque rilevante per l'ambiente e gli habitat, per tutto lo spessore dell'escursione freatica. A tutela della potenzialità di accumulo idrico e della qualità chimico-fisica della risorsa sotterranea, il franco tra la superficie di massima escavazione ed il livello freatico medio calcolato sulla base di misurazioni mensili eseguite per almeno un anno solare della falda, ove presente, dovrà essere di almeno mezzo metro, salvo quanto diversamente indicato negli indirizzi specifici, riferiti a singola area estrattiva individuata, così come riportati nella Carta delle Prescrizioni localizzative delle aree estrattive. La quota del livello piezometrico verrà registrata prima dell'approvazione del progetto di coltivazione e dovrà essere costantemente monitorata da tecnici del comune.

    Obiettivi da perseguire:

    Attuare le previsioni del PAERP attraverso l'escavazione di inerti per gli usi consentiti e nei limiti previsti dal Piano Cave provinciale. È possibile l’inserimento all’interno dell’area di impianti temporanei per il recupero di rifiuti non pericolosi all'interno delle aree di cava, fatte salve le prescrizioni relative alla pericolosità idraulica e geologica.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    Attività estrattive, agricole e attività connesse.

    Strumenti attuativi:

    Strumenti attuativi previsti dal PAERP, autorizzazione comunale ai sensi degli articolo 12 e 13 della L.R.78/98.

    Parametri urbanistici:

    Per quanto concerne la quantità da scavare si fa riferimento agli indirizzi del PAERP e alle indagini geologiche di dettaglio da allegare al Progetto di Cava. Per i manufatti di servizio si prevede una SUL max. di 300 mq. Essi saranno realizzati in legno o comunque con materiali leggeri e facilmente rimovibili per una durata temporanea commisurata alla vita della cava.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    L'escavazione di inerti dovrà essere eseguita nel rispetto delle prescrizioni provinciali, di quelle contenute agli artt.20, 22 e 27 delle NTA e contenute nel progetto di escavazione.

    Il piano di coltivazione prevederà preferibilmente l'escavazione per spianamenti orizzontali su livelli i spessore di 2 metri e comunque tale da essere compatibile con lo spessore del giacimento sfruttabile.

    L'escavazione dovrà avvenire per trance di dimensioni tali da garantire scoperchia menti di giacimento di dimensione limitata e di durata dell'ordine di un anno, possibilmente disposti in direzione ortogonale rispetto all'andamento delle isopieze. Tra le singole trance sono da prevedere aree di non escavazione al fine di garantire il drenaggio delle acque meteoriche e di quelle eventualmente provenienti dai rilievi al contorno e quindi l'infiltrazione nel sottosuolo. Preventivamente alla fase di coltivazione (almeno un anno prima) dovranno essere istallati appositi piezometri di monitoraggio del livello di falda al fine di evitare interferenze tra scavi e acque sotterranee e monitorare gli effetti quali-quantitativi dell'attività di coltivazione sulla eventuale risorsa idrica sotterranea.

    Al fine di ricondurre l'area, al termine della coltivazione, all'uso originario di terreno agricolo, particolare attenzione e cura dovrà essere posta nella conservazione del terreno che dovrà avvenire all'interno dell'area di cava. Gli eventuali impianti di lavorazione, e/o impianti di recupero rifiuti non pericolosi, dovranno essere collocati il più lontano possibile dal Fiume Arbia sia per motivi di sicurezza idraulica, previo parere favorevole espresso dall'Autorità di Bacino competente, sia di tutela ambientale. Nell'area non potranno essere installati impianti di recupero dei rifiuti speciali non pericolosi. Per l'attuazione della previsione è previsto un tempo massimo di anni 6, compreso i tempi per il ripristino ambientale finale.

    Indirizzi specifici per il recupero ambientale dell'area:

    Per quanto concerne il recupero ambientale della cava, l'area potrà essere ricondotta all'uso del suolo agricolo originario e solo dopo avere valutato i possibili effetti sul regime idrogeologico superficiale e sotterraneo, potrà essere presa in considerazione la possibilità di realizzare eventuali invasi che tuttavia non potranno essere in collegamento con la falda acquifera. Per quanto non diversamente specificato si rimanda alle NTA del PAERP.

    - Cava Pancole
  23. Descrizione dell'area e dell’immobile:

    L’area e l’immobile sono ubicati nella parte nord ovest del centro abitato di San Gusmè con accesso da Via Martiri del Palazzaccio. L’edificio scolastico è censito all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.560.

    Obiettivi da perseguire:

    Riqualificare l’area tramite il recupero dell’edificio scolastico nell’ambito del contesto urbano, dotandola di spazi a verde e parcheggi pubblici. Nel caso di ampliamento della scuola, le aree al contorno dovranno essere utilizzate anche per la riqualificazione dell’immobile ed il criterio di ampliamento sarà quello definito all’art.31.15 delle NTA. Nell’ipotesi che il suddetto immobile dovesse essere alienato con destinazioni diverse in quanto non più necessario all’uso scolastico, i parametri da utilizzare sono quelli specificati nella presente scheda norma.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA: di servizio pubbliche e private, residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA nel caso del mantenimento della funzione scolastica; Piano di Recupero cosi come definito all’art. 12.3 delle NTA nel caso di cambio di destinazione d’uso.

    Parametri urbanistici:

    SUL max: nel caso di intervento ai sensi dell’art.31.15 delle NTA la SUL è determinata in base ai criteri e alle norme di legge vigenti, nonché alle caratteristiche paesaggistiche e ambientali dell’area. Nel caso di cambio di destinazione d’uso per funzioni diverse da quella scolastica, la SUL consentita è pari a quella esistente (420 mq) incrementata del 40%, per un totale di S.U.L. pari a 600 mq.

    RC= SC/SF = 30%

    H max = 2 piani

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA e gli ecoincentivi di cui all’art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Per quanto riguarda gli standard pubblici si dovrà rispettare quanto previsto all’art.12.3 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Eventuali ampliamenti della scuola dovranno essere realizzati nel rispetto della tipologia esistente e nel rispetto del contesto paesaggistico e urbanistico storicizzato. Gli interventi previsti dovranno rispettare le categorie di intervento e gli indirizzi contenuti agli artt. 18 e 19 delle NTA. Nel caso di Piano di Recupero determinato da cambio di destinazione d’uso, gli standard da reperire dovranno essere ubicati in continuità con la zona F2 in cessione contenuta nel comparto zona C2 n.1 in modo tale da avere maggiore organicità nelle aree a destinazione pubblica. A tale scopo sarà anche possibile, in alternativa, ricollocare in modo unitario e lungo la viabilità pubblica nell’ambito del Piano di Recupero tutte le aree a destinazione pubblica, sia quelle del comparto zona C2 n.1 che quelle della presente scheda, per renderle maggiormente accessibili.

    Particolare attenzione dovrà essere posta nell’uso dei nuovi materiali da utilizzare nel recupero architettonico degli immobili esistenti e nella costruzione di nuovi volumi. In particolare nelle nuove costruzioni si dovranno utilizzare materiali tradizionali tipici anche se in forme architettoniche contemporanee, evitando materiali e colori paesaggisticamente dissonanti con il contesto urbano circostante.

    Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde pubblico e del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all’art. 20.5 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    - Scuola di San Gusmè
  24. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare "Molino di Canonica" si trova a sud est dell'abitato di La Ripa, a destra del torrente Bozzone, raggiungibile dalla strada vicinale di Molino di Canonica. Il complesso è costituito da edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.398.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare accanto alle attività produttiva di allevamento e addestramento cavalli da corsa anche un'attività di tipo turistico-ricettivo, nell'ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente nel territorio aperto.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenza per le parte già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (800 mq) fino ad un max. di 20 PL compreso i servizi.

    H max = H esistente

    È possibile realizzare le pertinenze così come definite all'art. 15.12 della NTA oltre ad una SUL aggiuntiva come incentivo finalizzato al risparmio energetico di cui all'art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati o privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Molino di Canonica"
  25. ET - Attività turistico-ricettive nel territorio aperto
  26. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare di Villa Arceno è posto a sud est di San Gusmè ed è raggiungibile dalla strada comunale dell’Ambra. Esso è costituito da villa padronale e da altri edifici rurali e depositi agricoli censiti all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.347. Il complesso immobiliare è oggetto di Piano di Recupero approvato con D.C.C. n.242 del 07.11.2006 le cui previsioni sono confermate dalla presente scheda norma.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare e integrare l’attività turistica presente tramite la dotazione di nuovi posti letto nell’ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, tramite la riconversione di alcuni manufatti non più utilizzati a fini agricoli, alla funzione residenziale di tipo extra-alberghiero integrata, ove necessario, con i servizi dell’albergo.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenza per le parti già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse. Ad esclusione dell’edificio di tipo alberghiero della Villa, per i restanti manufatti è consentita la destinazione residenziale di tipo extra-alberghiero integrata, ove necessario, con i servizi dell’albergo.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA, ovvero preventiva pianificazione attuativa in caso di modificazione dell’assetto urbanistico previsto dal P.d.R, unicamente per gli immobili privi di valore storico architettonico. E’ fatto salvo quanto previsto all’art.12.3 comma 10.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL assentita dal Piano di Recupero convenzionato in corso di attuazione così ridefinita: mq. 2.205,80 per la funzione turistico-ricettiva alberghiera esistente, mq.1.060 per la funzione residenziale preesistente e mq. 940,15 per la funzione residenziale riconvertita secondo il criterio di cui all’art.24.10 lettera d). La SUL residua pari a mq. 1.610,44 potrà essere utilizzata per funzioni turistico-ricettive in loco, ovvero con trasferimento in altra parte del territorio attraverso apposita variante al RU.
    H max = 2 piani in caso di demolizione e ricostruzione, ovvero l’altezza del manufatto esistente in caso di recupero del fabbricato nella sua consistenza.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l’attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA. L’intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all’art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA. Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l’Amministrazione Comunale potrà subordinare l’Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Villa Arceno"
  27. Descrizione dell'area e dell’immobile:

    L’area è ubicata nella parte nord del centro abitato di Pianella lungo Via delle Fonti. Attualmente il complesso immobiliare è costituito da un edificio censito all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.214, in parte utilizzato con destinazione ricreativa (Circolo della Società Filarmonica di Pianella) ed in parte ad attività direzionale, pubblici esercizi e di servizio pubblico e privato.

    Obiettivi da perseguire:

    Valorizzare l’immobile anche per funzioni diverse da quelle attuali.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA: residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto convenzionato cosi come definito all’art. 13 delle NTA

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (800 mq)

    RC = SC/SF = RC esistente

    H max = 2 piani

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi previsti dovranno rispettare le categorie di intervento e gli indirizzi contenuti agli artt. 18 e 19 delle NTA; particolare attenzione dovrà essere posta nell’uso dei nuovi materiali da utilizzare nel recupero architettonico degli immobili esistenti e nella costruzione di nuovi volumi pertinenziali. E’ fatto obbligo mantenere il piano terra a destinazioni collettive, quand’anche di tipo privato (esercizi pubblici, auditorium). Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde pubblico e del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all’art. 20.5 delle NTA. In assenza di cambio di destinazione d’uso potranno permanere le attuali destinazioni d’uso e gli interventi ammissibili sono quelli di cui all’art. 18 e 19 delle NTA fino alla ristrutturazione edilizia. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    - Circolo Filarmonica di Pianella
  28. Descrizione dell'area:

    L'area è ubicata ad est dell'abitato di Stazione a confine con il territorio comunale di Asciano. Sorge a nord dell'impianto della Fornace ed è raggiungibile dalla strada vicinale della Casanuova e dalla viabilità di collegamento con la Fornace. Essa è prevista dal PAERP (codice 906 II) e inserita nel RU come Prescrizione Localizzativa con estensione di 52,84 Ha.

    L'area è interessata dal vincolo idrogeologico ai sensi della LR 39/2000 e dal vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs.42/2004, pertanto il progetto di coltivazione e recupero ambientale dovrà contenere misure di mitigazione basate sulla tutela dei valori paesaggistici, ambientali e territoriali dell'area interessata.

    Inquadramento geologico:

    Pericolosità geologica: G3 – PFE, G4 - PFME
    Pericolosità idraulica: I2, I3 - PIE
    Acquiferi: NC
    Fattibilità geologica: 3
    Fattibilità idraulica: 2

    Non possono essere previste infrastrutture né edifici anche provvisori nelle seguenti aree:
    aree in pericolosità geologica G4 - PFME
    aree in pericolosità idraulica I3 - PIE
    aree in pericolosità idraulica I4 – PIME; per queste aree si applica anche quanto previsto dal punto m art. 3.2.2.1 del DPGR 53/R 2011 “possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per le persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purchè siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità.

    Obiettivi da perseguire:

    Attuare le previsioni del PAERP attraverso l'escavazione di inerti per gli usi consentiti e nei limiti previsti dal Piano Cave provinciale.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    Attività estrattive, agricole e attività connesse.

    Strumenti attuativi:

    Strumenti attuativi previsti dal PAERP, autorizzazione comunale ai sensi degli articolo 12 e 13 della L.R.78/98.

    Parametri urbanistici:

    Per quanto concerne la quantità da scavare si fa riferimento agli indirizzi del PAERP e alle indagini geologiche di dettaglio da allegare al Progetto di Cava. Per i manufatti di servizio si prevede una SUL max. di 300 mq. Essi saranno realizzati in legno o comunque con materiali leggeri e facilmente rimovibili per una durata temporanea commisurata alla vita della cava.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    L'escavazione di inerti dovrà essere eseguita nel rispetto delle prescrizioni provinciali, di quelle contenute agli artt.20, 22 e 27 delle NTA e di quelle contenute nel progetto di escavazione.

    Il piano di coltivazione prevederà preferibilmente l'escavazione per spianamenti orizzontali. L'attività di escavazione dovrà essere accompagnata da un'attenta gestione della rete di smaltimento delle acque, in quanto, per la naturale permeabilità dei terreni oggetto di sfruttamento, il deflusso superficiale assume notevole valenza rispetto all'infiltrazione nel sottosuolo che risulta praticamente nulla. Al fine di ricondurre l'area al termine della coltivazione all'uso originario di terreno agricolo, particolare attenzione e cura dovrà essere posta nella conservazione del terreno originario, in quanto già allo stato naturale si presenta di limitato spessore e scarsamente evoluto; inoltre essendo la cava collegata all'impianto della fornace, il terreno potrà essere conservato anche al di fuori dell'area di cava, nell'ambito dei piazzali di stoccaggio della fornace stessa. L'area non si presta all'istallazione di impianti di recupero dei rifiuti speciali non pericolosi.

    Vanno messe in atto tutte le misure per prevenire contaminazioni di polveri e materiali di cava con le acque del corso d'acqua vicino. Lo strumento attuativo deve essere dotato di Relazione di Incidenza ai sensi del DPR 357/1997 e s.m.e i. e della L.R. 56/2000, che tenga di conto anche delle fasi di lavorazione vista la presenza del SIR "Crete di Camposodo e Crete di Leonina".

    Il progetto di cava sarà articolato in lotti parziali successivi da evidenziare in sede di progetto; i lotti di escavazione dovranno essere recuperati gradualmente prima dell'avvio del lotto successivo in modo da limitare l'impatto ambientale sul territorio circostante, è prevista una sovrapposizione tra il ripristino e la nuova autorizzazione, di due lotti adiacenti, di massimo anni uno. In caso di mancato rispetto dei tempi indicati è prevista la sospensione della autorizzazione fino al collaudo del ripristino e l'attivazione delle polizze fideiussorie dei lotti interessati, in caso l'esercente non concluda i lavori entro un anno dall'ordinanza. Per l'attuazione della previsione è previsto un tempo massimo di anni 15 compreso il ripristino ambientale finale.

    La Tav.04b di RU contiene la previsione di massima definita attraverso un corridoio infrastrutturale che collega la cava con lo svincolo di Castelnuovo Berardenga sulla S.S. Siena-Bettolle, corrente in riva sinistra del torrente Marinello. Tale corridoio ha lo scopo di eliminare il traffico pesante legato all'attività della fornace dall'abitato di Castelnuovo Scalo. Saranno gli accordi fra i Comuni di Castelnuovo Berardenga e di Asciano a definire il progetto esecutivo dell'opera, i tempi di esecuzione e l'attribuzione degli oneri relativi.

    Indirizzi specifici per il recupero ambientale dell'area:

    La morfologia dell'area e la tipologia del materiale oggetto di coltivazione si prestano ad un recupero morfologico che prevede la realizzazione di versanti uniformemente inclinati. L'area potrà essere ricondotta all'uso originario del suolo ed eventualmente all'istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, fermo restando la necessità di verificare le interferenze con gli aspetti paesaggistici. Per quanto non diversamente specificato si rimanda alle NTA del PAERP.

    - Cava Castelnuovo Scalo
  29. Descrizione dell'area e dell’immobile:

    L’area e l’immobile sono ubicati a sud del centro abitato di Pievasciata con accesso da Via dell’Ischia. L’edificio ex scolastico è censito all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.391.

    Obiettivi da perseguire:

    Valorizzare l’edificio e l’area tramite il recupero dell’edificio scolastico per destinazioni d’uso diversa da quella scolastica.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA: residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 305 mq (SUL esistente) oltre a 100 mq (SUL in ampliamento)

    RC= SC/SF = 30%

    H max = 2 piani

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA e gli ecoincentivi di cui all’art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Nel caso di mantenimento del fabbricato esistente l’ampliamento e la ristrutturazione dello stesso per le nuove destinazioni dovrà inserirsi dal punto di vista architettonico nel contesto urbano esistente, sia in termini delle tipologie edilizie che di materiali, colori e finiture esterne.

    Analoghe considerazioni valgono nel caso in cui l’edificio venga demolito, e si ricostruisca ex novo la SUL prevista. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all’art. 20.5 delle NTA.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA. Ai fini dell’adeguamento delle urbanizzazioni l’A.C. potrà subordinare l’Intervento Diretto alla stipula di apposita convenzione supportata da fideiussione.

    - Ex scuola di Pievasciata
  30. Descrizione dell'area:

    L’area si trova a nord di Vagliagli nei pressi della località Cignano, raggiungibile dalla strada comunale di Cignano. L’area attualmente risulta già occupata da antenne e da ripetitori, nell’ambito delle previsioni del PRG vigente - sottozona EP (I) 11.

    Obiettivi da perseguire:

    Potenziare e adeguare gli impianti alle nuove esigenze di carattere tecnologico e dotare l’area di un manufatto adibito ad alloggio del custode e magazzini.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art.16 delle NTA: residenziale per il personale addetto alle attività impiantistiche previste, di servizio pubbliche e private.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto ai sensi dell’art.10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max. = 100 mq (corrispondenti a 300 mc previsti nel PRG vigente).
    H max. = 2 piani

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, nel rispetto del contesto rurale adiacente. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, è possibile per l’Amministrazione Comunale subordinare l’Intervento diretto ad apposito convenzionamento.

    - Area antenne in località Cignano
  31. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare di Sant'Ansano a Dofana si trova a sud di Monteaperti ed è raggiungibile dalla strada provinciale di Monteaperti. In esso è presente una azienda agricola; il complesso ricomprende la villa padronale, la una cappella privata e da altri edifici di tipo residenziale e rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.100.

    Obiettivi da perseguire:

    Integrare le attività dell'azienda agricola esistente con la funzione residenziale nell'immobile della villa, nell'ottica del recupero e della valorizzazione del patrimonio architettonico storicizzato.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente della villa padronale (1.500 mq)
    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt. 20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA. Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di Recupero ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Sant'Ansano a Dofana"
  32. Et6 - Complesso immobiliare "Podere Monteropoli"
  33. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare si trova in località San Piero in Barca-Casino ed è raggiungibile dalla strada provinciale di Castelnuovo Berardenga. Esso è costituito da un edificio di tipo produttivo censito all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio produttivo n.38 e due edifici ex agricoli censiti con la scheda del patrimonio rurale n.922.

    Obiettivi da perseguire:

    Riconvertire il fabbricato produttivo e artigianale esistente alla funzione turistico-ricettiva nell'ottica della riqualificazione ambientale e urbanistica dell'area. L'obiettivo è quello di realizzare una struttura ricettiva di alta qualità.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art.16 delle NTA:

    residenza per le parte già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (3.200 mq) fino ad un max. di 80 PL compreso i servizi.

    H max = H esistente

    È possibile realizzare le pertinenze così come definite all'art. 15.12 della NTA oltre ad una SUL aggiuntiva come incentivo finalizzato al risparmio energetico di cui all'art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati o privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all'art. 20.5 delle NTA.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di Recupero ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare in località San Piero in Barca
  34. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare di "Podere Bagnaccio" si trova a sud di Monteaperti ed è raggiungibile dalla strada provinciale di Monteaperti. Esso è costituito da un edificio di tipo rurale e da un fabbricato di tipo commerciale/produttivo, censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.101 e con la scheda del patrimonio produttivo n. 20.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare e valorizzare il patrimonio architettonico storicizzato tramite la riconversione della parte più antica del complesso immobiliare dalla funzione commerciale a quella residenziale.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all'art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (1.140 mq)
    H max = H esistente

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt. 20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare l'Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Bagnaccio"
  35. R7 - Ex bocciodromo in Castelnuovo Berardenga
  36. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    L'area è ubicata in sinistra idraulica del torrente Arbia, posta a sud est di Pianella e a confine con il Comune di Siena. Essa è raggiungibile attraverso una strada bianca poderale che si dirama dalla S.P. Monteluco.

    L'area è una ex cava antecedente gli anni 80 e si presenta interessata da numerosi avvallamenti ed in parte ricondotta all'uso agricolo. L'area è stata già oggetto di una "VARIANTE AL PRG PER LA PERIMETRAZIONE DI UN'AREA DI CAVA DISMESSA IN LOC. PIANELLA - SAN PAOLO, INTERESSATA AL RECUPERO AMBIENTALE E FUNZIONALE DEI TERRENI" approvata in data 09.07.2008 con D.C.C. n.93 e la stessa area è inserita nel nuovo RU, nel rispetto delle NTA del PAERP art. 6, come area di Recupero ambientale con una estensione di circa 25 Ha.

    L'area è interessata da vincolo idrogeologico ai sensi della LR 39/2000 e a vincolo paesaggistico ai sensi del D. lgs. 42/2004. Il progetto di coltivazione e recupero ambientale sarà impostato e dovrà contenere misure di mitigazione basate sulla tutela dei valori paesaggistici, ambientali e territoriali dell'area interessata

    Inquadramento geologico:

    Pericolosità geologica: G3
    Pericolosità idraulica: I3 – PIE, I4 - PIME
    Acquiferi: aree sensibili di classe 2
    Fattibilità geologica: 3
    Fattibilità idraulica: 3

    Non possono essere previste infrastrutture né edifici anche provvisori nelle seguenti aree:
    aree in pericolosità geologica G4 - PFME
    aree in pericolosità idraulica I3 - PIE
    aree in pericolosità idraulica I4 – PIME; per queste aree si applica anche quanto previsto dal punto m art. 3.2.2.1 del DPGR 53/R 2011 “possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per le persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purchè siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità.

    Per quanto concerne le prescrizioni relative a garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, nelle aree sensibili di classe 2 di cui al PTCP 2010, adottato con DCP n. 18 del 17.03.2010 ed in quelle relative ai corpi idrici sotterranei significativi di cui al Piano di tutela delle acque della Toscana, approvato con DCRT n. 6 del 25.01.2005 si applicano le procedure di cui al successivo art. 10 comma 12. Nei siti estrattivi ricadenti nelle aree di cui al precedente art. 9 comma 3 al fine di garantire l'assenza di trasformazioni irreversibili dell'assetto idrogeologico e delle falde idriche ed il mantenimento dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque di falda preesistenti agli interventi di escavazione, non dovrà essere modificata la geometria degli spessori di depositi inerti naturali che ospitino una falda acquifera permanente o comunque rilevante per l'ambiente e gli habitat, per tutto lo spessore dell'escursione freatica. A tutela della potenzialità di accumulo idrico e della qualità chimico-fisica della risorsa sotterranea, il franco tra la superficie di massima escavazione ed il livello freatico medio calcolato sulla base di misurazioni mensili eseguite per almeno un anno solare della falda, ove presente, dovrà essere di almeno mezzo metro, salvo quanto diversamente indicato negli indirizzi specifici, riferiti a singola area estrattiva individuata, così come riportati nella Carta delle Prescrizioni localizzative delle aree estrattive. La quota del livello piezometrico verrà registrata prima dell'approvazione del progetto di coltivazione e dovrà essere costantemente monitorata da tecnici del comune.

    Obiettivi da perseguire:

    Attuare le previsioni del PAERP attraverso il recupero ambientale dell'area ex estrattiva per ricondurla agli usi agricoli senza asportazione di materiali, anche attraverso l'utilizzo di "bonifiche per colmata" a seguito della realizzazione di vasche di decantazione in terra per la sedimentazione delle acque di lavaggio della Ditta Inerti Scavi Srl provenienti dal confinate impianto di lavorazione ubicato nel Comune di Siena; in questo caso il progetto dovrà essere corredato delle autorizzazioni secondo le normative nazionali e regionali vigenti per la gestione dei rifiuti provenienti dall'attività estrattiva collocata nel Comune di Siena. Qualora il Comune di Castelnuovo Berardenga non venga direttamente coinvolto nel rilascio delle autorizzazioni suddette si riserva di autorizzare o meno quanto proposto dal progetto di recupero ambientale.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    Agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Strumenti attuativi previsti dal PAERP, autorizzazione comunale ai sensi degli articoli 12 e 13 della L. R. 78/98.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Il progetto sarà articolato in tre lotti parziali successivi da evidenziare in sede di progetto; i lotti già oggetto di escavazione dovranno essere recuperati gradualmente per singoli lotti, in modo da limitare l'impatto ambientale sul territorio circostante; è prevista una sovrapposizione tra il ripristino e la nuova autorizzazione di due lotti adiacenti, di massimo anni uno. In caso di mancato rispetto dei tempi indicati è prevista la sospensione della autorizzazione fino al collaudo del ripristino e l'attivazione delle polizze fideiussorie dei lotti interessati, in caso l'esercente non concluda i lavori entro un anno dall'ordinanza.

    Al fine di limitare interferenze tra le attività e regime idrologico delle acque di infiltrazione, il progetto dovrà prevedere l'utilizzo di lotti organizzati in modo da mantenere delle "aree di non escavazione" tra lotti distinti e, laddove la qualità del terreno naturale sia tale da non garantire una adeguata permeabilità, la realizzazione di setti drenanti formati con materiale naturale, al fine di garantire il drenaggio delle acque e l'infiltrazione nel sottosuolo.

    La durata dell'esercizio su tutti e tre i lotti e di massimo 10 anni complessivi.

    Non è ammessa l'asportazione del materiale, il progetto di coltivazione dovrà riportare l'area alle condizioni di quota originarie o comunque al "pari"; non è prevista la realizzazione di invasi e/o laghetti. Non è prevista la realizzazione di manufatti di servizio.

    Indirizzi specifici per il recupero ambientale dell'area:

    La morfologia dell'area e la tipologia del materiale oggetto di coltivazione si prestano ad un recupero morfologico che prevede la realizzazione di versanti uniformemente inclinati. L'area potrà essere ricondotta all'uso originario del suolo ed eventualmente all'istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, fermo restando la necessità di verificare le interferenze con gli aspetti paesaggistici. Per quanto riguarda le prescrizioni relative all’istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili si deve fare riferimento all’art.20.3 delle NTA. Per quanto non diversamente specificato si rimanda alle NTA del PAERP.

    - Ex Cava Pianella
  37. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare denominato "Podere Le Fontanelle" è posto a sud-est del centro abitato di Pievasciata, raggiungibile dalla strada provinciale di Pievasciata n.9. Il complesso è costituito da due complessi l'uno denominato Podere Le Fontanelle e l'altro più a sud Casa al Mandorlo. Il primo e già destinato ad attività turistico-alberghiera mentre il secondo, attualmente a destinazione residenziale, costituisce l'ampliamento della struttura esistente; il primo complesso è censito nel SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.479, il secondo con la scheda del patrimonio rurale n. 482.

    Obiettivi da perseguire:

    Ampliare l'attività turistico-ricettiva già presente nel Podere Le Fontanelle, integrando l’attività turistica anche in sinergia con il vicino Podere Monteropoli, di cui alla scheda norma Et 6, tramite la dotazione di nuovi posti letto, nell’ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, tramite la riconversione a funzioni turistico ricettive del complesso immobiliare Casa al Mandorlo posto a c. 300 metri dalla struttura principale. L'obbiettivo è quello di ampliare l'offerta di posti letto da 62 a 74, di cui 12 nel nuovo complesso integrativo di Casa al Mandorlo e di dotare questa struttura anche di nuovi servizi. La valorizzazione turistico-ricettiva del patrimonio immobiliare non utilizzato a fini rurali deve costituisce un modo per integrare le attività agricole con altre attività compatibili che sinergicamente possano incentivare sia un'agricoltura di qualità valorizzando il paesaggio chiantigiano e l'ambiente.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:

    • residenziale ( per lo svolgimento delle funzioni principali);
    • artigianale (artigianato di servizio);
    • commerciale ( esercizi di vicinato e pubblici esercizi);
    • turistico- ricettiva (attività ricettive alberghiere, attività culturali finalizzate alla promozione turistica del territorio);
    • di servizio pubblico e privato (attrezzature sociali e culturali a servizio della struttura ricettiva, attrezzature sportive a servizio della struttura ricettiva, attrezzature tecnologiche a servizio della struttura ricettiva, mobilità meccanizzata a servizio della struttura ricettiva);
    • agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici e categorie di intervento sul patrimonio edilizio esistente:

    Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi secondo quanto stabilito agli artt. 18 e secondo le modalità previste all'art. 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA.

    La SUL max consentita è pari a quella esistente. Il numero massimo dei PL consentiti è 74, compreso i servizi singoli e collettivi.

    H max = pari a quella esistente

    E' consentita una SUL aggiuntiva come incentivo finalizzato al risparmio energetico di cui all’art. 21 delle NTA del RU.

    E' possibile realizzare le pertinenze così come definite all’art. 15.12 delle NTA.

    Gli eventuali ampliamenti configurabili come addizioni funzionali previsti dalle categorie di intervento di cui all'art. 18, non sono computabili ai fini del dimensionamento di cui sopra.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati o privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    A-Prescrizioni paesaggistiche (derivate dal PIT/PPR: la numerazione fa riferimento a quella della Disciplina d'uso della scheda di paesaggio 10 Chianti del PIT/PPR riportata nel Documento di Avvio ):

    • 1.2-Negli interventi di recupero dei due complessi devono essere tutelati i valori morfologici e architettonici degli edifici di valore storico-testimoniale e il loro rapporto con il contesto agricolo circostante.
    • 1.3 - Nella ridefinizione dell'area di pertinenza dei due complessi che andranno a far parte della struttura turistico-ricettiva di "Il podere Le Fontanelle" si deve tenere di conto dello stato dei luoghi e eventuali strade di collegamento fra il complesso di Le Fontanelle e il complesso Casa al Mandorlo devono essere realizzate nel rispetto del supporto geomorfologico e attraverso il recupero di eventuali tracciati preesistenti;
    • 1.5-2.2 Gli interventi di recupero previsti dovranno essere coerenti per materiali, colori e tipologie con il contesto paesaggistico circostante, nel rispetto delle classi di valore attribuite e delle relative categorie d'intervento previste nella schedatura del PEE inserita nel SIT comunale.
    • 1.6 -Gli interventi nelle aree al contorno della struttura ricettiva dovranno essere realizzati nel rispetto della morfologia dei luoghi e dell'assetto idrogeologico del territorio interessato.
    • 1.7 -Nella sistemazione delle aree al contorno della struttura ricettiva si dovrà favorire la viabilità minore e i tracciati esistenti e favorire la percorribilità pedonale in collegamento con tracciati colleganti la struttura con il territorio circostante nel suo complesso nell'ottica di una fruizione lenta del territorio e delle sue risorse paesaggistiche.
    • 2.1- Le attività economiche complementari alle attività agricole, quali il turismo rurale, devono essere finalizzate al mantenimento e alla valorizzazione del paesaggio chiantigiano, favorendo il mantenimento di un’agricoltura innovativa che coniughi competitività economica con ambiente e paesaggio:
    • 2.3 - 2.5 - Nella ridefinizione/ampliamento dell'area di pertinenza del complesso immobiliare Le Fontanelle sino al complesso immobiliare Casa al Mandorlo si dovrà tenere di conto dello stato dei luoghi migliorando la permeabilità dei suoli e garantendo connessioni ecologiche fra le aree di pertinenza e le aree esterne.
    • 2.6 - Negli interventi sul terreno circostante i complessi immobiliari e nelle aree agricole coltivate dovrà essere garantito l’equilibrio idrogeologico valutando, nel caso di colture agrarie, in particolare vigneti, modalità di impianto che assecondino la morfologia del suolo e prevedendo, ove necessario, l’interruzione delle pendenze più lunghe anche al fine di contenere i fenomeni erosivi.

    B-Prescrizioni ambientali ( derivate dal Rapporto Ambientale VAS: la numerazione fa riferimento a quella del Rapporto Ambientale VAS )

    • 1.1,1.2,1.3 Pericolosità idraulica, geologica , sismica.
      Per quanto concerne la Pericolosità idraulica, geologica, sismica negli interventi di trasformazione devono essere rispettate le prescrizioni contenute nella Relazione geologica di supporto alla Variante al RU e quelle contenute nelle NTA del RU art. 22, e recepite nel Rapporto Ambientale VAS come condizioni alla trasformabilità.
    • 1.4 Vulnerabilità idrogeologica-
      Per quanto concerne la Vulnerabilità idrogeologica , le indagini di supporto alla Variante non hanno evidenziato la presenza di particolari criticità , in ogni caso devono essere rispettate le direttive contenute nell'art. 20.1 delle NTA del RU per la tutela della risorsa idrica del sottosuolo. Nel rispetto del Parere Motivato dell'Autorità competente VAS , per l'approvvigionamento idrico dal pozzo esistente e dall'eventuale nuovo pozzo devono essere rispettate le prescrizioni di cui all' 94 del Dlgs n. 152/2006, come richiesto dall'Azienda USL Toscana Sud nell'ambito della consultazione per la VAS.
    • 2.1. Acque superficiali -
      Nella sistemazione delle aree di connessione fra il podere Le Fontanelle e il podere Casa al Mandorlo e nelle aree esterne deve essere garantito un elevato livello di permeabilità anche con la ricostituzione di un efficiente reticolo idraulico minore: si prescrive il rispetto del RD 523/1904 e dalla L.R. 21/2012 , secondo quanto richiesto nel contributo del Genio Civile post adozione.
    • 2.2. Acquedotto -
      Per quanto concerne l'approvvigionamento idrico, questo dovrà avvenire attraverso la realizzazione a carico dell'operatore privato di pozzo, se insufficiente l'attuale. Qualora l’aumento di posti letto comporti un aumento del fabbisogno idrico rispetto all’attuale, deve essere presentata richiesta di parere per interventi edilizi idroesigenti all'ente gestore, come richiesto nel contributo dell'Acquedotto del Fiora nella fase delle consultazioni VAS.
      Nella gestione dei pozzi esistenti e nell'allestimento di nuovi pozzi per gli usi potabili devono essere rispettate tutte le prescrizioni di legge, in particolare l'art. 94 D.lgs 152/2006, circa la tutela degli acquiferi e la qualità delle acque prelevate, come richiesto dall'Azienda USL Toscana Sud nelle fasi della consultazione per la VAS.
      Per quanto concerne le acque per usi non domestici, irrigazione , lavaggio spazi esterni, devono essere recuperate le acque pluviali e di risulta dalla depurazione, come previsto dal RU vigente (art. 20.1. delle NTA ),attraverso l'allestimento di cisterne di accumulo.
      Si prescrive di adottare anche durante l'attività di cantiere tutti gli accorgimenti finalizzati a impedire o ridurre molestie e inconvenienti per l'igiene degli insediamenti limitrofi, nel rispetto delle indicazioni del contributo del Azienda USL Toscana Sud nelle fasi delle consultazioni VAS.
    • 2.3- Smaltimento liquami Per quanto concerne lo smaltimento dei liquami questo deve avvenire tramite la realizzazione a carico dell'operatore privato di un sistema di smaltimento dei liquami autonomo fornito di impianto di depurazione possibilmente munito anche di fitodepurazione ai fini della successiva immissione dei liquami nelle fosse di campagna.
      Per quanto concerne le acque pluviali e quelle depurate, queste devono essere recuperate per usi non potabili quali l'irrigazione degli spazi esterni a verde attraverso la realizzazione di cisterne interrate per il deposito delle stesse, come previsto dalle NTA del RU art. 20.1.
      Si prescrive di adottare anche durante l'attività di cantiere tutti gli accorgimenti finalizzati a impedire o ridurre molestie e inconvenienti per l'igiene degli insediamenti limitrofi, nel rispetto delle indicazioni del contributo del Azienda USL Toscana Sud nelle fasi delle consultazioni VAS.
    • 3.1-Inquinamento atmosferico -
      Per quanto concerne le problematiche relative alle emissioni in atmosfera devono essere rispettate tutte le norme vigenti al momento dell'intervento affinché siano ridotte al minimo le emissioni in atmosfera frutto delle nuove attività da insediare.
      Si prescrive di adottare anche durante l'attività di cantiere tutti gli accorgimenti finalizzati a impedire o ridurre molestie e inconvenienti per l'igiene degli insediamenti limitrofi, nel rispetto delle indicazioni del contributo del Azienda USL Toscana Sud nelle fasi delle consultazioni VAS.
    • 4.1-Fabbisogno energetico -
      Per quanto concerne il soddisfacimento del fabbisogno energetico , devono essere adottate tutte le misure atte all'perseguimento del risparmio energetico, anche in considerazione degli incentivi previsti dalle NTA del RU, art. 21 .
      Per quanto concerne la produzione di energia da fonti rinnovabili ,è possibile l'utilizzo di tali fonti, a condizione che siano rispettate le direttive paesaggistiche del PIT/PPR per le varie tipologie di fonti rinnovabili.
      Si prescrive di adottare anche durante l'attività di cantiere tutti gli accorgimenti finalizzati a impedire o ridurre molestie e inconvenienti per l'igiene degli insediamenti limitrofi, nel rispetto delle indicazioni del contributo del Azienda USL Toscana Sud nelle fasi delle consultazioni VAS.
    • 5.1-Inquinamento acustico -
      Negli interventi di trasformazione devono essere rispettati i parametri già previsti dalla classe attribuita all'area dal PCCA approvato con Del. C.C. n.85 il 15 giugno 2005. La Variante al RU prescrive e incentiva soluzioni costruttive nel recupero degli immobili tese al mantenimento di un buon clima acustico in considerazione anche della destinazione alberghiera da realizzate di elevata qualità.
      Si prescrive di adottare anche durante l'attività di cantiere tutti gli accorgimenti finalizzati a impedire o ridurre molestie e inconvenienti per l'igiene degli insediamenti limitrofi, nel rispetto delle indicazioni del contributo del Azienda USL Toscana Sud nelle fasi delle consultazioni VAS.
    • 6.1-Produzione e smaltimento di rifiuti urbani -
      La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti deve essere effettuato in maniera differenziata secondo le regole presenti nel Comune al momento dell'intervento, ovvero con modalità autonome, tuttavia nell'ottica della differenziata e del recupero.
      Si prescrive di adottare anche durante l'attività di cantiere tutti gli accorgimenti finalizzati a impedire o ridurre molestie e inconvenienti per l'igiene degli insediamenti limitrofi, nel rispetto delle indicazioni del contributo del Azienda USL Toscana Sud nelle fasi delle consultazioni VAS.
    • 7.1- Accessibilità e parcheggi di sosta-
      Deve essere garantita una efficiente accessibilità all'area e un numero sufficiente di posti auto così come previsto dalle norme del RU: trattandosi di territorio rurale è opportuno che i posti auto pertinenziali siano opportunamente mimetizzati dal punto di vista paesaggistico. La variante prescrive l'adeguamento degli stessi in funzione dell'ampliamento della struttura sia dei posti letto che dei nuovi servizi. Inoltre gli stessi devono trovare forme di mitigazione paesaggistica.
    • 8.1- Impatto paesaggistico e tutela del paesaggio.
      Per quanto concerne la tutela della risorsa paesaggio si fa riferimento alle prescrizioni paesaggistiche di cui al punto A della presente scheda.
      Per quanto concerne la tutela architettonica degli immobili si fa riferimento oltre che alle prescrizioni di cuial punto A anche prescrizioni desunte dal PTCP e contenute nelle NTA del RU art. 19 .
      Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde privato si fa riferimento oltre che alle prescrizioni di cui al punto A anche agli indirizzi di cui all’art. 20.5 delle NTA.
      Per quanto riguarda gli aspetti archeologici , pur essendo l'area non interessata da vincoli né da rinvenimenti archeologici pregressi, qualora si verificassero durante il corso dei lavori scoperte archeologiche è fatto obbligo di rispettare le procedure previste dalle vigenti disposizioni di legge (art. 90 D.Lgs 42/2004, art. 822, 823, 826 del Codice Civile, art. 733 del Codice Penale), così come richiesto dalla Soprintendenza Archeologia, Beni Culturali e Paesaggio nelle fasi delle consultazioni VAS.
      Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA del RU.

    - Complesso immobiliare "Podere Le Fontanelle"
  38. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    L’immobile della ex fornace – ex impianto di bitume attualmente dismesso sorge a nord di Ponte a Bozzone in località Scheggiolla sulla sponda sinistra dell’omonimo fosso, raggiungibile dalla strada vicinale di Misciano. Esso è costituito da edifici di tipo produttivo attualmente inutilizzati e censiti all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.490.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare l’area e gli immobili della originaria attività di produzione bitume ai fini della riqualificazione ambientale della stessa area tramite l’inserimento di un insediamento a carattere residenziale con il recupero dei volumi esistenti.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero cosi come definito all’art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente pari a mq 1.310, di cui il 40% da destinare a residenza (mq.524), il 20% a servizi e il 40% a turistico-ricettivo (mq.786).

    H max = 2 piani

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    La nuova edificazione dovrà tenere di conto della conformazione orografica dell’area. Nelle nuove costruzioni si dovranno utilizzare materiali tradizionali tipici (legno, pietra, mattoni, ferro corten, vetro, finiture e colori in Terra di Siena) anche se in forme architettoniche contemporanee, evitando materiali e colori paesaggisticamente dissonanti con il contesto circostante e tipologie e aggregati di tipo urbano. La SUL frutto di sostituzione edilizia dovrà preferibilmente essere ubicata in prossimità delle strutture esistenti in modo da creare un piccolo borgo. In particolare, il fronte della ex cava dovrà essere rimodellato in modo naturale attraverso la ricostituzione di gradoni inerbiti, anche con la possibilità di inserire all’interno delle scarpate più basse parte della SUL per servizi sottoforma di locali seminterrati, al fine di ridurre l’edificato di superficie. Le pavimentazioni esterne dovranno essere realizzate con materiali drenanti e, ove possibile, con l’inserimento di prato verde. Dovrà essere adeguata la viabilità di accesso all’insediamento di recupero con dimensioni sufficienti allo scambio di due autovetture; inoltre dovrà essere garantito un percorso pedonale e ciclabile protetto lungo la stessa. Le caratteristiche della strada dovranno comunque discendere dalla tipica strada di campagna. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all’art.20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.
    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l’Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di recupero ad apposito convenzionamento.

    - Ex fornace in località Scheggiolla
  39. Descrizione dell'area:

    Il complesso immobiliare formato dal "Podere Carnano" e dal "Podere Santa Cecilia" è posto a sud ovest del Capoluogo lungo la Strada comunale Antica della Malena che da Castelnuovo Berardenga conduce a Monteaperti. Esso è costituito da due nuclei poderali ricuciti da alcuni capannoni agricoli (stalle, fienili) realizzati in epoca più recente rispetto ai vicini edifici rurali e facenti parte dell'ex-centro zootecnico attualmente non funzionali all'attività aziendale e quindi inutilizzati.

    Gli edifici rurali sono censiti all'interno del SIT comunale con le schede del patrimonio rurale n. 328 e n.331, mentre gli altri annessi agricoli sono censiti con le schede del patrimonio produttivo n.50.

    Obiettivi da perseguire:

    Recuperare il patrimonio edilizio esistente, quand'anche di pregio storico-architettonico, ai fini della rifunzionalizzazione degli organismi edilizi in stato di abbandono non più utilizzati a fini agricoli e zootecnici.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell'art. 16 delle NTA:

    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Piano di Recupero così come definito all'art. 12.3 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente calcolata secondo il criterio di cui all’art.24.10 lettera d) delle NTA, corrispondente a 2.975 mq. La SUL rimanente verrà trasferita nel Capoluogo, in particolare nel comparto n.1b - Zona D2m con funzioni aziendali di produzione agricola.

    H max = H esistente

    Sono consentite le pertinenze così come definite all'art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all'art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero, compreso le opere pertinenziali, devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l'attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all'art. 18 delle NTA. L'intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all'art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l'Amministrazione Comunale potrà subordinare il Piano di Recupero ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Carnano"-"Podere Santa Cecilia"
  40. Descrizione dell'area e dell’immobile:

    L’area è posta nelle vicinanze del “Podere Scandelaia” a nord del centro abitato di Villa a Sesta, raggiungibile dalla strada vicinale che si dirama dalla S.P. di Monteluco. Essa ricomprende un manufatto in pietra attualmente visibile allo stato di rudere, per questo motivo non censito nella schedatura del SIT comunale. Tale manufatto è rappresentato nelle carte del Catasto Leopoldino a dimostrazione della sua datazione anteriore al 1954.

    Obiettivi da perseguire:

    Ricostruire l’edificio nella consistenza originaria, al fine della rifunzionalizzazione dell’organismo edilizio in stato di abbandono.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (361 mq)

    H max = 1 piano

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di ricostruzione, compreso le opere pertinenziali, devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, reimpiegando il materiale lapideo del rudere disponibile in loco e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l’area. L’intervento di ricostruzione dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all’art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt. 20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l’Amministrazione Comunale potrà subordinare l’Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Scandelaia"
  41. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare denominato “Podere Valdipicciola” è posto a sud-est del centro abitato di Pievasciata, raggiungibile dalla strada provinciale di Pievasciata. Il complesso architettonico è costituito dall’edificio della Villa cinquecentesca, dalla cappella religiosa e da altri edifici ex agricoli censiti all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.76.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare l’attività turistica tramite la dotazione di nuovi posti letto, nell’ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente con la riconversione di alcuni manufatti non più utilizzati a fini agricoli alla funzione residenziale, turistico-ricettiva di qualità, con la possibilità di realizzare anche residenza specialistica.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    Residenziale, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente dei due manufatti ex-rurali pari a 860 mq., di cui 430 mq. da destinare alla funzione residenziale quand’anche di supporto alla attività turistica extra-alberghiera presente, e 430 mq. di SUL da utilizzare per finalità aziendali, anche con trasferimento nell’ambito dell’azienda.

    H max = 2 piani.

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA oltre ad una SUL aggiuntiva come incentivo finalizzato al risparmio energetico di cui all’art.21 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, eliminando superfetazioni e creando un contesto di tipo rurale in modo da mantenere e migliorare complessivamente l’attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde privato essi dovranno fare riferimento agli indirizzi di cui all’art. 20.5 delle NTA.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA. Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l’Amministrazione Comunale potrà subordinare l’Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    Per quanto riguarda la cappella della villa fattoria censita nella schedatura degli edifici con classe 2, sono consentiti gli interventi di cui all’art.19 delle NTA; tuttavia per la rifunzionalizzazione della stessa è possibile attraverso l’intervento di Restauro e di Risanamento Conservativo creare nella adiacenza della stessa cappella volumi interrati, quand’anche seminterrati, come l’esistente, e al fine di un suo adeguamento ed utilizzazione per usi aziendali, secondo quanto consentito dalle norme di R.U., ovvero con recupero di S.U.L. frutto della demolizione dei manufatti di cui alla presente scheda destinati alla funzione aziendale, a condizione che vengano salvaguardate le parti fuori terra architettonicamente più rilevanti (fronte principale e parte dei fronti laterali).

    - Complesso immobiliare "Podere Valdipicciola"
  42. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare di tipo turistico-ricettivo è posto a sud-est di Colonna del Grillo ed è raggiungibile dalla strada Senese Aretina. Esso è costituito da un’immobile già destinato ad albergo e da altri edifici censiti all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.281.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare e integrare l’attività turistico-ricettiva già presente nel complesso immobiliare tramite la dotazione di nuovi posti letto e servizi nell’ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente a struttura ricettiva, tramite la riconversione di alcuni manufatti rurali alla funzione turistico-ricettiva.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    residenza per le parte già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 400 mq fino ad un max. di 10 PL compreso i servizi.

    H max = 2/3 piani

    Le superfici da destinare a parcheggi privati o privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero e di ampliamento attraverso Sostituzione Edilizia, devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali e dell’attuale complesso architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA. L’ampliamento con il recupero del manufatto posto oltre la strada pubblica, dovrà avvenire attraverso la sopraelevazione della struttura esistente, in particolare delle parti ad un piano al fine di completare l’impianto plani volumetrico esistente, nel rispetto dei caratteri architettonici consolidati.

    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA. Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l’Amministrazione Comunale potrà subordinare l’Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso turistico-ricettivo in località Colonna del Grillo
  43. Descrizione dell'area:

    Il complesso immobiliare “Podere Arceno di Sopra” è posto a sud est del centro abitato di San Gusmè, nelle adiacenze di Villa Arceno. Esso è costituito da un edificio censito all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.358.

    Obiettivi da perseguire:

    Riqualificare l’area e recuperare il patrimonio edilizio esistente ex agricolo di alto valore storico-architettonico verso la funzione residenziale nel rispetto del contesto rurale e paesaggistico circostante.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    residenziale, artigianale di servizio, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, direzionale, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (800 mq)

    H max = H esistente

    Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di recupero devono essere eseguiti nel rispetto della struttura architettonica, eliminando superfetazioni in modo da mantenere e migliorare complessivamente l’attuale complesso architettonico di alto valore storico e architettonico. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. L’intervento di recupero dovrà prevedere un corretto inserimento paesaggistico del complesso con la messa a dimora di nuova vegetazione di tipo autoctono così come previsto all’art. 20.5 delle NTA. Dovranno essere rispettate le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica di cui agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Per quanto non specificato si fa riferimento alle norme di carattere generale contenute nelle NTA.
    Nel caso in cui vi siano opere di urbanizzazione da realizzare o adeguare, l’Amministrazione Comunale potrà subordinare l’Intervento Diretto ad apposito convenzionamento.

    - Complesso immobiliare "Podere Arceno di Sopra"
  44. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    L’area è ubicata a sud del centro abitato di Vagliagli, in località Lodoline lungo la strada provinciale di Vagliagli. La stessa area già identificata nel P.R.G. vigente come sottozona EP(T)15, ricomprende un edificio con servizi di ristorazione, censito all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.1029.

    Obiettivi da perseguire:

    Identificare l’attività turistico-ricettiva già presente nell’area nell’ottica della valorizzazione e riqualificazione del territorio, in considerazione della forte vocazione turistica della zona.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    pubblici esercizi, turistico-ricettiva relativamente alle parti già destinate, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = SUL esistente (170 mq)

    H max = 1 piano

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Sono consentite strutture di arredo esterno in legno che per composizione architettonica e ubicazionale siano correttamente inserite nel paesaggio rurale. Particolare attenzione dovrà essere posta negli interventi di sistemazione degli spazi a terra, dei parcheggi e della viabilità di accesso al fine di salvaguardare le piante di alto fusto. Sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    - Area di sosta e ristoro in località Lodoline
  45. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    L’area è posta a nord del centro abitato di Pievasciata, lungo la strada provinciale di Pievasciata. Tale ambito è caratterizzato dalla presenza di un parco privato d’Arte di uso pubblico che si sviluppa all’interno dell’area boscata, già identificato nel P.R.G. vigente con la “sottozona agricola speciale a destinazione Parco d’Arte”.

    Obiettivi da perseguire:

    Censire l’attività culturale e ricreativa di interesse collettivo presente nell’ottica della valorizzazione e della riqualificazione della struttura e delle iniziative in essere, anche in considerazione della forte vocazione turistica dell’area in relazione alla risorsa ambientale del bosco e alla vicinanza di Pievasciata.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    pubblici esercizi, turistico-ricettiva relativamente alle parti già destinate, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 300 mq. oltre le strutture esistenti.

    H max = 1 piano

    Sono consentite le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA.

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali. Sono consentite strutture in legno che per composizione architettonica e ubicazionale siano correttamente inserite nel paesaggio rurale e boscato. Particolare attenzione dovrà essere posta negli interventi di sistemazione degli spazi a terra, dei parcheggi e della viabilità di accesso al fine di salvaguardare l’alto valore ambientale dell’area boscata.
    Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6 sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art.18 delle NTA. Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    - Parco d’Arte in località Pievasciata
  46. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso di tipo turistico-ricettivo, ludico e sportivo è posto in località Mulino di Quercegrossa ed è raggiungibile dalla strada statale Chiantigiana. Esso è costituito da un’immobile già destinato a struttura turistico-ricettiva e da altri edifici censiti all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio urbano n.966.

    Obiettivi da perseguire:

    Valorizzare l’attività turistico-ricettiva e ludico-sportiva già presente nel complesso immobiliare tramite la realizzazione di piccole strutture di servizio all’impianto natatorio esistente.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:
    residenza per le parte già destinate, ovvero per la gestione delle attività principali, commerciale di vicinato, pubblici esercizi, turistico-ricettiva, di servizio pubbliche e private, agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto cosi come definito all’art. 10.2 delle NTA.

    Parametri urbanistici:

    SUL max = 30 mq.

    H max = 1 piano

    Le superfici da destinare a parcheggi privati e privati di uso pubblico devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Gli interventi di nuova realizzazione devono essere eseguiti nel rispetto delle tipologie costruttive tradizionali e locali, nel rispetto dell’attuale complesso architettonico ricreativo. Per gli edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, sono possibili gli interventi di cui agli artt. 18 e 19 delle NTA. Per il patrimonio edilizio esistente privo di valore storico e architettonico sono previsti tutti gli interventi di cui all’art. 18 delle NTA.
    Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si fa riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.9 del R.U.. Sono comunque fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA.

    - Complesso turistico-ricreativo in località Mulino di Quercegrossa
  47. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il complesso immobiliare “Castel Monastero” è posto ad est dell’abitato di Castelnuovo Berardenga ed è raggiungibile dalla S.P. 540 Via di Val d’Ambra che collega Colonna del Grillo con Bucine. In esso sono presenti una struttura ricettiva extra-alberghiera con caratteristiche di civile abitazione, reception, ristorante, bar, spazi congressuali, magazzini, pertinenze, impianti, arredi, attrezzature, stigliature, e accessori censiti all’interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n.327.

    Obiettivi da perseguire:

    Ampliare le destinazioni d'uso del complesso immobiliare Castel Monastero anche alla destinazione turistico-ricettiva di tipo alberghiero, definendo in maniera puntuale tutte le destinazioni d'uso consentite secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni di legge regionali e dalle NTA del RU vigente.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA:

    • a) residenziale;
    • b) artigianale:
      • artigianato di servizio;
    • c) commerciale:
      • esercizi di vicinato;
      • pubblici esercizi;
    • e) turistico-ricettiva:
      • attività ricettive alberghiere;
      • attività culturali finalizzate alla promozione turistica del territorio, attività culturali;
    • d) di servizio pubbliche e private:
    • h) agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto Convenzionato

    Parametri urbanistici:

    -SUL max: SUL esistente (mq.7400 ) fino ad un massimo di 154 PL compreso i servizi ed altre funzioni consentite di cui al paragrafo C)

    -H max = H esistente.

    -Trattandosi di edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, le categorie di intervento consentite sono quelle di cui all'art.18 da attuare secondo le modalità di cui all'art. 19.

    -E' possibile realizzare, se consentite dalle disposizioni di cui all'art.19 delle NTA:

    -gli incentivi energetici di cui all’art.21 delle NTA;

    -le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA del RU;

    -Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    Direttive PIT/PPR:

    • - Eventuali aggiunte di carattere pertinenziale o funzionale agli edifici in classe 4 dovranno essere coerenti per tipologia, materiali e coloriture con la struttura storicizzata principale e opportunamente inserite nel contesto paesaggistico; è altresì opportuno predisporre forme di riqualificazione degli interventi edilizi non correttamente inseriti nel contesto o dissonanti rispetto ai valori storici di riferimento (1.2-1.9-2.1).
    • - Ogni intervento dovrà garantire l'integrità morfologica e percettiva del borgo e la sua relazione con il supporto geomorfologico e il contesto territoriale, salvaguardando le visuali panoramiche e i rapporti di reciproca intervisibilità (1.4-1.5-2.1-2.2).
    • -Devono essere mantenute le relazioni fra viabilità storica e supporto geomorfologico e tutelate le relazioni fra viabilità storica e territorio agricolo al contorno conservando e ricostituendo, laddove carente, il corredo arboreo con essenze tipiche dei luoghi (1.6-1.12).
    • -L'inserimento delle funzioni previste di elevata qualità deve favorire anche il mantenimento della struttura e delle attività agrarie che costituiscono lo scenario paesaggistico del complesso immobiliare (1.7).
    • -In caso di rimodellamento dei suoli agricoli, trattandosi di aree inserite nel vincolo idrogeologico,si dovranno adottare soluzioni funzionali coerenti con il contesto paesaggistico prevedendo adeguate dotazioni ecologiche in grado di migliorare i livelli di permeabilità dei suoli e di mantenere e recuperare le direttrici di connettività ecologica. In ogni caso deve essere mantenuto in efficienza il reticolo idraulico minore all'interno e all'esterno del borgo. (1.8-1.10).
    • -In caso di modifica o reimpianto di vigneti tali da assecondare la morfologia del suolo è necessario prevedere l’interruzione delle pendenze più lunghe anche al fine di contenere i fenomeni erosivi (1.11-2.5)

    Prescrizioni Rapporto Ambientale V.A.S.

    • -L'approvvigionamento idrico per usi potabili e non potabili dovrà essere garantito autonomamente con prelievo di acqua da falde profonde, così definito in accordo con l'ente gestore della risorsa idrica competente. Per quanto concerne gli usi non potabili è fatto obbligo di recuperare le acque pluviali di risulta attraverso accumulo in cisterne interrate
    • -Lo smaltimento dei liquami dovrà essere garantito attraverso sistemi di depurazione autonomi in accordo con l'ente gestore della risorsa idrica. Dove possibile le acque di risulta della depurazione dovranno essere recuperate per usi irrigui.
    • -Per quanto concerne le emissioni in atmosfera frutto delle attività insediate dovranno essere rispettate tutte le disposizioni di legge vigenti al momento dell'insediamento delle attività.
    • -Dovranno essere adottate tutte le misure che favoriscano il risparmio energetico e la riduzione del consumo di energia anche con l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili, compatibilmente con la tutela del paesaggio, e l'introduzione di soluzioni tecnologiche atte alla migliore qualità dell'aria all'interno dei locali sotto il profilo termo-igronomico.
    • -Dovranno essere adottate tutte le misure atte alla riduzione di fonti di rumore nel rispetto dei livelli del clima acustico della zona identificato dal P.C.C.A. vigente.
    • -Per quanto concerne la raccolta dei rifiuti provenienti dalle attività insediate si dovrà fare riferimento alle disposizioni vigenti nel Comune in accordo con l'Ente gestore della risorsa al momento dell'insediamento delle attività.
    • -L'accessibilità al borgo dovrà essere garantita dalla presenza nelle adiacenze di parcheggi pertinenziali in numero sufficiente, come indicato al punto e), ubicati in posizione di agevole accesso dalla viabilità principale e mitigati paesaggisticamente.
    • -Per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali del verde privato si deve fare riferimento agli indirizzi di cui all’art. 20.5 delle NTA.
    • -Per quanto riguarda le direttive ambientali e la fattibilità geologica, idraulica e sismica si deve fare riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e agli elaborati contenuti nella Tav.13.8 del R.U.
    • -Sono fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA del RU.

    Prescrizioni speciali

    Nell’ottica di integrare ed ampliare l’offerta turistica di qualità e, contestualmente, di preservare un patrimonio storico e culturale di assoluto valore per il territorio quale quello della viabilità secondaria viene prescritta la partecipazione una tantum alla manutenzione di un percorso escursionistico ad anello della lunghezza di circa 11 km che ricomprenda emergenze di carattere storico, architettonico, culturale, paesaggistico e naturalistico di eccezionale valore quali Monastero d’Ombrone, il Castello di Montalto e Badia a Monastero.

    Gli interventi di sistemazione specifici da attuare sui singoli tratti e le modalità di partecipazione alla manutenzione dell’anello escursionistico suddetto saranno oggetto di convenzione con l’Amministrazione Comunale in fase di rilascio di Permesso Diretto Convenzionato.

    Il percorso individuato nella cartografia allegata si sviluppa su tracciati inseriti nella cartografia delle Strade Vicinali ed è così articolato:

    • – Da Monastero a Podere Le Mura di Sopra
    • – Da Podere Le Mura di Sopra a Castello di Montalto
    • – Da Castello di Montalto a Podere
    • – Da Podere Casalbosco a Badia a Monastero
    • – Da Badia a Monastero a Monastero d’Ombrone
    - Complesso immobiliare di "Monastero d'Ombrone"
  48. Descrizione dell'area e dell'immobile:

    Il Complesso Immobiliare di Dievole è situato ad est dell'abitato di Vagliagli, raggiungibile dalla strada provinciale 102 di Vagliagli per poi proseguire sulla Strada di Carpineto poco prima dell'abitato del paese.
    Il complesso è costituito da edifici di tipo rurale censiti all'interno del SIT comunale con la scheda del patrimonio rurale n. 467.

    Obiettivi da perseguire:

    Sviluppare accanto alle attività agricole e di trasformazione di prodotti agricoli, quali olio e vino, e alle attività agrituristiche, anche servizi di carattere turistico-ricettivo, estranei alle tipologie agrituristiche, al fine di migliorare l'offerta turistica nel suo insieme e nell'ottica della valorizzazione del patrimonio edilizio esistente nel territorio aperto.

    Funzioni e destinazioni d'uso:

    Ai sensi dell’art. 16 delle NTA sono consentite le destinazioni:

    • a) commerciale al dettaglio:
      • esercizi di vicinato;
      • pubblici esercizi;
    • b) turistico-ricettiva:
      • attività ricettive alberghiere;
      • attività culturali finalizzate alla promozione turistica del territorio, attività culturali;
    • c) attrezzature/infrastrutture
    • d) agricola ed altre attività ad essa connesse.

    Strumenti attuativi:

    Intervento Diretto Convenzionato

    Parametri urbanistici:

    Il Complesso Immobiliare di Dievole è costituito da terreni e da una pluralità di edifici per un totale di circa 7.970 mq di SUL. All'interno dell'area della presente scheda si trovano immobili con destinazione rurale per lo svolgimento dell'attività agricola e di agriturismo (circa 6.859 mq) ed immobili esistenti che saranno trasformati/ampliati per la realizzazione di nuovi servizi turistico-ricettivi.

    Pertanto i parametri urbanistici risultano così articolati:

    • - SUL esistente con mantenimento della destinazione rurale = 6.859 mq
    • - SUL per servizi turistico ricettivi (2.905 mq):
      • - SUL esistente con cambio d'uso da rurale a turistico-ricettivo = 1.110 mq
      • - Nuova SUL con destinazione turistico-ricettiva = 1.795 mq di cui:
        • - 1.000 mq di SUL per realizzazione di volume interrato destinato a parcheggi, locali accessori per deposito e lavanderia*
        • - 795 mq di SUL per ampliamenti delle strutture esistenti
    • - Nell'ambito della funzione ricettiva alberghiera è possibile la realizzazione di un massimo di 18 P.L.
    • - H max = H esistente

    * non computabili ai sensi dell'art.10 comma 3 del DPGR 64/R

    -Trattandosi di edifici facenti parte del patrimonio edilizio di pregio storico e architettonico identificati nel SIT comunale con classi di valore da 1 a 6, le categorie di intervento consentite sono quelle di cui all'art.18 da attuare secondo le modalità di cui all'art. 19.

    -È possibile realizzare, se consentite dalle disposizioni di cui all'art.19 delle NTA:

    • -gli incentivi energetici di cui all’art.21 delle NTA;
    • -le pertinenze così come definite all’art.15.12 delle NTA del RU;

    -Le superfici da destinare a parcheggi privati devono rispettare i minimi previsti all’art.17.4 delle NTA.

    - Eventuali addizioni funzionali previste e consentite dalle categorie d'intervento sul patrimonio edilizio esistente devono essere conteggiate nell'ambito della SUL massima consentita.

    Prescrizioni e indirizzi progettuali:

    (Rif. PIT/PPR: il primo numero si riferisce all'obbiettivo di qualità, il secondo numero alla direttiva correlata della Disciplina d'uso della Scheda d'Ambito n.10 Chianti):

    1.1.-2.3-2.4- Gli ampliamenti previsti dovranno mantenere la leggibilità della struttura insediativa storica, senza alterare l'integrità morfologica e percettiva del complesso immobiliare storicizzato in relazione al territorio circostante salvaguardando le visuali panoramiche, secondo le indicazioni scaturite dalla Conferenza di Copianificazione.

    1.2-2.3-2.4- Attraverso gli ampliamenti previsti dovranno essere tutelate l'integrità morfologica e architettonica della Villa fattoria e delle case coloniche che compongono il complesso di Dievole, mantenendo l'unitarietà fra insediamento e fondo agricolo, secondo le indicazioni scaturite dalla Conferenza di Copianificazione.

    1-3- Nell'ambito degli interventi di ampliamento e trasformazione finalizzati al miglioramento dell'offerta turistica con prevedibile aumento dei flussi di traffico dovrà essere migliorata la viabilità storica di accesso al complesso conservando e ricostituendo un corredo arboreo paesaggisticamente coerente con il contesto anche dal punto di vista ecosistemico: sono da escludere specie vegetali alloctone o autoctone invasive quali Ailanthus altissima, Carpobrotus, Opuntia ficus indica, Amorpha fruticosa, Robinia pseudoacacia e Eucalyptus). Negli interventi di consolidamento delle aree esterne con l'utilizzo di interventi di ingegneria naturalistica devono essere utilizzati ecotopi locali.

    1-5- 2.3- 2.4- Gli ampliamenti previsti dovranno essere coerenti per tipologia edilizia, colori e altezze con il complesso edilizio storicizzato esistente, dovranno rispettare le regole insediative e architettoniche storiche e garantire le visuali panoramiche, secondo le indicazioni scaturite dalla Conferenza di Copianificazione.

    1-7- Gli interventi di ampliamento e trasformazione dovranno favorire la manutenzione della rete dei percorsi di campagna esistenti per lo sviluppo della mobilità lenta finalizzata alla fruizione delle risorse paesaggistiche secondo le indicazioni scaturite dalla Conferenza di Copianificazione.

    2.1- Gli interventi di trasformazione/ampliamento delle strutture agrituristiche con servizi di turismo rurale dovranno migliorare complessivamente l'offerta agrituristica senza snaturare il carattere agricolo principale dell'attività, anzi favorire in tal modo la qualità e la competitività economica aziendale, quale garanzia della tutela del territorio e del paesaggio.

    2.5 -Gli interventi di trasformazione/ampliamento non dovranno incidere negativamente sugli ecosistemi presenti nell'area: i corridoi di connettività ecologica quali i corsi d'acqua Arbia, Campeta e Ragnaia, dove sono presenti specie di fauna (pesci e anfibi) tutelate, devono essere salvaguardate dalla immissione diretta o indiretta si scarichi non depurati provenienti dal complesso agrituristico e turistico ricettivo; nelle aree agricole limitrofe e negli immobili rurali sono presenti e nidificano specie tutelate (rettili, chirotteri e uccelli) che devono essere salvaguardate anche a seguito degli interventi previsti; per quanto riguarda le sistemazioni a verde sono da evitare specie alloctone o specie autoctone invasive quali quelle citate alla prescrizione 1.2; negli interventi di consolidamento con l'utilizzo di interventi di ingegneria naturalistica devono essere utilizzati ecotopi locali.

    2.6 - Pur non essendo presente nell'area beni di interesse archeologico sottoposti a provvedimenti dichiarativi (artt.12 e 13 D.lgs. 42/2004), tuttavia a seguito del contributo della Sovrintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio si prescrive il rispetto di quanto previsto dall'art.19.9.4 delle NTA del RU: "Per le aree e i siti semplicemente segnalati di interesse archeologico, per qualunque tipo di intervento su aree e/o immobili dovranno essere prese le necessarie precauzioni e in caso di ritrovamento di eventuali reperti dovranno essere informate le autorità competenti e richieste le eventuali autorizzazioni a procedere. I suddetti beni, ancorché non sottoposti a vincolo di legge, sono soggetti a tutela nella loro consistenza materiale e nelle tracce e sistemazioni del suolo e sottosuolo e alla loro valorizzazione culturale".

    Prescrizioni e indirizzi progettuali derivanti dalla disciplina del PTCP:

    Si riportano di seguito le prescrizioni progettuali della Commissione provinciale BSA:

    • - Per la realizzazione della SPA localizzata in prossimità dei due volumi attualmente destinati a rimessa attrezzature agricole vengono si prescrive:
      • - Il recupero del fabbricato a est dell'area pertinenziale, caratterizzato da struttura in muratura mista e copertura a doppia falda, quale elemento storico-testimoniale del nucleo storico di Dievole secondo quanto indicato in Disciplina del PTCP di cui agli artt. 13, 14 comma 6;
      • La progettazione della struttura dovrà dimostrarsi coerente con i principi di cui alla Disciplina del PTCP di cui agli artt. 13, 14 comma 6 e art 13.24 comma 9 tale che "sia indotta una percezione armonica, di completamento e di evoluzione, secondo approcci mimetici positivi, che permettano il rafforzamento dei rapporti esistenti";
    • - Per la realizzazione del nuovo parcheggio interrato la progettazione dovrà completarsi con uno studio paesaggistico delle aree esterne secondo i principi della Disciplina del PTCP di cui agli artt. 13.14 comma 6 e art. 13.24 comma 7 proponendo adeguate soluzioni e recependo le prescrizioni e gli indirizzi ambientali del punto seguente H).

    Prescrizioni e indirizzi ambientali:

    (Rif. Rapporto Ambientale VAS)

    Pericolosità Idraulica: per quanto riguarda la fattibilità idraulica si deve fare riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e alle indagini di supporto alla presente scheda norma.

    Pericolosità Geologica: per quanto riguarda la fattibilità geologica si deve fare riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e alle indagini di supporto alla presente scheda norma.

    Pericolosità sismica: per quanto riguarda la fattibilità sismica si deve fare riferimento agli artt.20 e 22 delle NTA e alle indagini di supporto alla presente scheda norma.

    Vulnerabilità idrogeologica: per quanto riguarda la vulnerabilità idrogeologica dovranno essere approntate e richieste le relative autorizzazioni trattandosi di area soggetta a vincolo idrogeologico. Nelle sistemazioni a terra delle aree scoperte si dovrà rispettare un efficiente grado di permeabilità delle aree scoperte.

    Acque Superficiali: durante e dopo gli interventi di trasformazione si dovrà ripristinare e mantenere in efficienza il reticolo idraulico minore all'interno e all'esterno della resede del complesso garantendo altresì un elevato grado di qualità delle acque di scarico provenienti dal complesso.

    Acquedotto: l'approvvigionamento idrico per usi potabili avviene tramite la rete acquedottistica comunale; al momento dell'attuazione degli interventi dovrà essere dimostrata l'autonomia e la sostenibilità degli stessi e gli interventi edilizi saranno subordinati a tale condizione prescrittiva; qualora fosse ravvisata la necessità di realizzare un pozzo privato per la captazione di acqua destinata al consumo umano questo dovrà essere collocato in un'area nel rispetto di quanto previsto nel D.Lgs n.152 del 30/04/2006 art. 94 in merito alla zona di tutela e alle distanze dal punto di intercettazione della risorsa. In questo caso l'approvvigionamento in falda non dovrà produrre od aumentare criticità sui corridoi fluviali rappresentati dai fossi della Campeta e della Ragnaia e dal torrente Arbia garantendo la sostenibilità del prelievo, attuale e futuro, rispetto alle esigenze ecologiche delle specie che utilizzano detti corsi d'acqua. Per quanto concerne gli usi non potabili (irrigazione, lavaggio piazzali...) è fatto obbligo utilizzare anche le acque pluviali e le eventuali acque depurate attraverso accumulo in cisterne interrate.

    Smaltimento liquami: lo smaltimento dei liquami dovrà essere garantito attraverso sistemi di depurazione autonomi, dotati di fitodepurazione, in accordo con l'ente gestore della risorsa idrica. Lo scarico non dovrà produrre od aumentare criticità sui corridoi fluviali rappresentati dai fossi della Campeta e della Ragnaia e dal torrente Arbia garantendo un livello di efficienza depurativo massimo tale da conservare la qualità ecosistemica dei corsi d'acqua recettori. Dove possibile le acque di risulta della depurazione dovranno essere recuperate per usi irrigui.

    Inquinamento atmosferico: per quanto concerne le emissioni in atmosfera frutto delle attività insediate e da insediare dovranno essere rispettate tutte le disposizioni di legge vigenti in materia e introdotte soluzioni tecnologiche atte alla migliore qualità dell'aria all'interno dei locali sotto il profilo termo-igronomico.

    Fabbisogno energetico: dovranno essere adottate tutte le misure che favoriscano il risparmio energetico e la riduzione del consumo di energia anche con l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili, compatibilmente con la tutela del paesaggio.

    Inquinamento acustico: dovranno essere adottate tutte le misure atte alla riduzione di fonti di rumore nel rispetto dei livelli del clima acustico della zona identificato dal P.C.C.A. vigente.

    Produzione e smaltimento di rifiuti: per quanto concerne la raccolta dei rifiuti provenienti dalle attività insediate si dovrà fare riferimento alle disposizioni vigenti nel Comune in accordo con l'Ente gestore della risorsa al momento dell'insediamento delle attività. È possibile, trattandosi di territorio agricolo, prevedere sistemi di raccolta e smaltimento RSU in ambito agricolo.

    Natura e biodiversità: l'area, pur non essendo identificata come sito Natura 2000, è interessata da ecosistemi della fauna tutelati dalla L.R.30/2015, specie di pesci, anfibi, rettili, chirotteri e uccelli, oltre che da ecosistemi della flora. Negli interventi di trasformazione si dovrà pertanto fare attenzione a non danneggiare tali ecosistemi approntando tutte le misure per mantenere la qualità dell'acqua nei corridoi fluviali, per salvaguardare la vegetazione presente nelle aree agricole, reintrodurre specie vegetali autoctone e non invasive nelle aree di pertinenza del complesso: per quanto riguarda la sistemazione del verde e delle piantumazioni all'interno dell'area di pertinenza si deve fare riferimento agli indirizzi di cui all'art. 20.5 delle NTA e a quanto indicato nei contributi del Settore Natura della Regione.

    Accesso e mobilità interna: l'accessibilità al borgo dovrà essere garantita dalla presenza all'interno dell'area di pertinenza di parcheggi pertinenziali in relazione alle funzioni e destinazioni previste al punto E), ubicati in posizione di agevole accesso dalla viabilità principale e mitigati paesaggisticamente in considerazione anche dell'interramento del parcheggio di nuova previsione e della conseguente rinaturalizzazione del suolo.

    Norme generali: Sono fatte salve le norme di carattere generale contenute nelle NTA del RU.

    - Complesso Immobiliare in località Dievole