Art. 39 Urbanizzazioni contemporanee

1. Nel Territorio Urbanizzato il Piano Strutturale riconosce, oltre alle parti di matrice storica non appartenenti all'urbanizzazione contemporanea, i seguenti morfotipi, così come individuati nella Tavola ST7:

  • - Tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista
    • - T.R.2 Tessuto ad isolati aperti e lotti residenziali isolati;
    • - T.R.3 Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali;
    • - T.R.4 Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente residenziali di edilizia pianificata;
    • - T.R.5 Tessuto pavillonaire;
    • - T.R.6 Tessuto a tipologie miste;
    • - T.R.7 Tessuto sfrangiato di margine;
  • - Tessuti urbani o extraurbani a prevalente funzione residenziale e mista - frange periurbane e città diffusa
    • - T.R.8 Tessuto lineare;
  • - Tessuti extraurbani a prevalente funzione residenziale e mista
    • - T.R.12 Piccoli agglomerati isolati extraurbani;
  • - Tessuti della città produttiva e specialistica
    • - T.P.S.1 Tessuto a proliferazione produttiva lineare.

2. Obiettivi specifici per i tessuti urbani a prevalente funzione residenziale e mista sono:

  • - tutelare la struttura consolidata e conferire dimensione urbana incrementando nel contempo la dotazione e la qualità dei servizi, della rete degli spazi pubblici e del verde urbano;
  • - riqualificare i fronti urbani verso l'esterno e definire un margine urbano-rurale capace di dare luogo a nuove relazioni con il territorio aperto;
  • - definire un disegno urbano compiuto, realizzare una migliore integrazione tra i tessuti e i singoli comparti attraverso il progetto di suolo e lo spazio aperto pubblico e collettivo e completare gli interventi rimasti interrotti;
  • - eliminare i fenomeni di degrado urbanistico e architettonico.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - progettare la rete degli spazi pubblici in connessione ai servizi a scala di quartiere, prevedendo la trasformazione delle aree aperte presenti per migliorare le connessioni ciclo-pedonali;
  • - realizzare nuove centralità, recuperando l'edilizia e lo spazio pubblico o aree degradate e/o dismesse o sottoutilizzate o brandelli di aree agricole intercluse, individuando aree attrezzate accessibili dalla città e dallo spazio periurbano;
  • - riprogettare il margine urbano con interventi di qualificazione paesaggistica, creando permeabilità tra spazio urbano e spazio aperto, con percorsi, fasce alberate e elementi verdi in genere, e valorizzando i varchi visivi.

Per il morfotipo T.R.2 (Colombaio, Poggiarello, Ponte a Bozzone, Quercegrossa), qui caratterizzato da tessuti mediamente densi con lotti piuttosto regolari e uniformi ma con tipologie diversificate nei diversi centri abitati (prevalentemente pluripiano e plurifamiliari in quelli di dimensione maggiore) si dovrà in particolare:

  • - rafforzare il ruolo dello spazio pubblico anche come connettivo tra le diverse parti;
  • - riqualificare i fronti verso l'esterno, anche attraverso le sistemazioni delle aree di pertinenza degli edifici.

Per il morfotipo T.R.3 (Casetta, Castelnuovo, Monteaperti, Pianella, Ponte a Bozzone, Quercegrossa, Vagliagli), con densità medio-bassa e generalmente connotato da una certa disomogeneità nelle forme dei lotti e nelle tipologie, si dovrà in particolare:

  • - mantenere o riordinare gli allineamenti lungo i fronti principali e in relazione alla rete degli spazi aperti;
  • - rafforzare gli spazi pubblici e collettivi anche con interventi di demolizione e ricostruzione e di densificazione edilizia;
  • - valorizzare gli interventi dotati di caratteri unitari.

Per il morfotipo T.R.4 (Castelnuovo, Pianella, Quercegrossa) si dovrà in particolare:

  • - attivare progetti orientati a favorire la qualità e la riconoscibilità dell'architettura contemporanea e la qualità degli spazi aperti urbani congiuntamente alla realizzazione di nuove relazioni funzionali, ambientali e paesaggistiche con i tessuti adiacenti e con la campagna;
  • - valorizzare e recuperare le aree attrezzate quali centralità urbane.

Per il morfotipo T.R.5 (Castelnuovo, La Ripa, Quercegrossa) si dovrà in particolare:

  • - tutelare e valorizzare la porosità del tessuto a bassa densità anche ai fini della qualità ambientale;
  • - utilizzare lo spazio della campagna periurbana come risorsa per il miglioramento dello spazio aperto pubblico creando continuità e connessioni.

Per il morfotipo T.R.6 (Casetta, Castelnuovo, Pianella) si dovrà in particolare:

  • - attivare progetti di rigenerazione urbana nelle aree dismesse o sottoutilizzate, privilegiando interventi indirizzati alla sostenibilità ambientale, energetica e sociale e ad un coerente disegno urbanistico complessivo, centrato sulla continuità dello spazio pubblico e collettivo e delle connessioni verdi;
  • - ridurre l'impermeabilizzazione del suolo e l'indice di copertura, anche ai fini di una migliore qualità ambientale;
  • - favorire la permanenza di una mescolanza di usi, con presenza di funzioni destinate alla collettività e mantenimento di attività anche produttive compatibili.

Per il morfotipo T.R.7 (Castelnuovo, San Giovanni a Cerreto, San Gusmè, Vagliagli) si dovrà in particolare:

  • - bloccare i processi di dispersione insediativa;
  • - finalizzare gli interventi alla caratterizzazione come tessuto a bassa densità in stretta relazione con il territorio aperto adiacente e rendere continue alcune maglie frammentate per dare unitarietà all'edificato;
  • - riprogettare e valorizzare le aree intercluse o libere come spazi pubblici e collettivi integrati e multifunzionali, anche per attività agricolo/ricreative.

3. Obiettivi specifici per i tessuti urbani o extraurbani a prevalente funzione residenziale e mista - morfotipo T.R.8 (Castelnuovo, La Ripa, Pievasciata, Poggiarello, Quercegrossa, San Piero, Stazione, Vagliagli) - sono riqualificare le relazioni funzionali, visive e paesaggistiche tra città e campagna, mantenere i varchi verso il territorio aperto e ricostruire una polarizzazione lineare policentrica.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - contenere i processi di dispersione insediativa impedendo ulteriori edificazioni lungo gli assi stradali e sul retro dell'edificato esistente;
  • - riprogettare il bordo costruito con azioni di qualificazione paesaggistica, anche con elementi verdi di filtro per rendere permeabile il passaggio dalla città alla campagna, e migliorare i fronti urbani verso lo spazio rurale;
  • - migliorare lo spazio aperto urbano creando spazi di continuità e connessione in chiave paesaggistica con la campagna;
  • - arricchire lo spazio pubblico lungo l'asse stradale migliorando le dotazioni e i servizi di uso collettivo.

4. Obiettivi specifici per i tessuti extraurbani a prevalente funzione residenziale e mista sono arrestare il processo di dispersione insediativa e bloccare il consumo di suolo agricolo.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - sviluppare progetti di riqualificazione dei "margini urbani", integrati tra attività urbane e rurali, che sia da un lato elemento riqualificante per la forma e le funzioni (attrezzature) urbane e dall'altro elemento di mediazione nel passaggio tra città e campagna.

Per il morfotipo T.R.12 (lottizzazioni di Via del Bosco e Pievasciata) si dovrà in particolare:

  • - dotare di spazi pubblici e servizi gli agglomerati residenziali esistenti nel rispetto dei caratteri paesaggistici e della ruralità del contesto.

5. Obiettivi specifici per i tessuti della città produttiva e specialistica sono riqualificare e integrare gli insediamenti ricostruendo le relazioni urbanistiche, ambientali e paesaggistiche tra il tessuto produttivo/terziario, la città e il territorio rurale, e impedire ulteriori processi di edificazione, in particolare lungo strade e fiumi.

Le direttive per il Piano Operativo sono:

  • - qualificare il margine verso il territorio rurale anche con la predisposizione di schermature e impianti vegetali di ambientazione, di mitigazione e di compensazione;
  • - incrementare la superficie a verde disimpermeabilizzando il suolo soprattutto in corrispondenza delle aree di parcheggio e privilegiando, compatibilmente con l'uso degli spazi, i materiali trattati e movimentati e i tipo di traffico carrabile, l'impiego di pavimentazioni filtranti;
  • - sfruttare le grandi dimensioni delle superfici pavimentate e delle coperture di edifici e manufatti per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la sperimentazione di strategie di ecosostenibilità.

Per il morfotipo T.P.S.1 (Casetta, Colonna del Grillo, Pianella) si dovrà in particolare:

  • - migliorare le prestazioni della viabilità in termini di sicurezza, soprattutto attraverso l'organizzazione delle intersezioni, tenendo conto delle diverse componenti di traffico;
  • - riutilizzare eventuali edifici dismessi per la riqualificazione urbanistica, ambientale e architettonica.