Art. 27 Agroecosistemi collinari tradizionali, isolati entro la matrice forestale - Mosaico colturale e particellare complesso di assetto tradizionale di collina e di montagna

1. Sui versanti collinari boscati in sinistra idrografica del Borro Coggia, al confine orientale, la continuità della matrice boscata è interrotta da cinque evidenti "isole" coltivate. Nelle tre aree coltivate di maggiori dimensioni, tutte collegate da strade bianche alla S.S. 73 di Val d'Ambra, prevalgono gli oliveti. Le due aree di minori dimensioni, collegate solo da campestri alla viabilità rurale, sono prive di fabbricati e utilizzate come prati da sfalcio.

2. Per le reti ecologiche comunali il morfotipo è in gran parte compreso in una "matrice forestale di connettività" della Rete degli ecosistemi forestali; le "isole" coltivate sono individuate come "agroecosistemi frammentati attivi", ad eccezione del prato da sfalcio, incluso nella "matrice di media idoneità a prevalenza di seminativi" della Rete degli agroecosistemi.

3. La maggior criticità per il morfotipo è rappresentata dai rischi di abbandono con conseguenti fenomeni di rinaturalizzazione ed espansione del bosco e la conseguente riduzione dei livelli di diversificazione paesistica ed ecologica. Strettamente collegata a questa criticità è la scarsa redditività dell'attività agricola in questi contesti marginali e la conseguente difficoltà di insediamento di nuove aziende.

4. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:

  • - il mantenimento degli assetti agricoli, con prevalenza di oliveti e prati da sfalcio, e l'ostacolo ai processi di abbandono dei coltivi e di ricolonizzazione arbustiva ed arborea;
  • - il mantenimento e il lieve incremento degli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.);
  • - il contenimento delle popolazioni di ungulati e dei danni provocati alle colture;
  • - la riduzione e il controllo degli incendi;
  • - il controllo della diffusione di specie aliene invasive nelle comunità vegetali forestali (in particolare di ailanto e di robinia nelle fasce ripariali)

5. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:

  • - contenere i processi di abbandono del territorio agricolo e ostacolare i processi di chiusura della vegetazione arborea;
  • - valorizzare, recuperare e promuovere le attività agricole tradizionali, anche mediante adeguati incentivi che migliorino le attuali locali condizioni socio-economiche o attraverso la sperimentazione di forme di agricoltura multifunzionale;
  • - mantenere le siepi e gli altri elementi vegetazionali di corredo della maglia agraria e ricostituirli nei punti che ne sono maggiormente sprovvisti;
  • - utilizzare le opportunità di nuovi Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale per il mantenimento degli assetti agricoli, per l'impianto di nuovi elementi del paesaggio agrario (alberi camporili), per il miglioramento dei soprassuoli forestali, per il contenimento degli ungulati e per il controllo o l'eradicazione delle specie forestali aliene invasive;
  • - migliorare la gestione selvicolturale attraverso la promozione di tecniche sostenibili.