Art. 26 Mosaici agroforestali collinari, con caratteristiche ramificazioni delle fasce boscate degli impluvi - Mosaico colturale boscato
1. Tra il corso del Malena e quello dell'Ombrone, da San Piero a ovest, a Castelnuovo Berardenga fino a Sestano e Castel Monastero a est, il paesaggio rurale appare decisamente caratterizzato da un peculiare alternarsi di coltivi e di lingue boscate, più o meno strette, in corrispondenza di altrettanti corsi d'acqua. Prevalgono le colture erbacee, a maglia medio-grande, rispetto ai vigneti e agli oliveti, a maglia media.
Gli elementi del paesaggio agrario sono abbastanza ben distribuiti, seppure costituiti prevalentemente da siepi e da filari alberati, mentre gli alberi camporili sono molto rari e localizzati.
2. Per le reti ecologiche comunali il morfotipo è in gran parte compreso nella Rete degli agroecosistemi, in particolare nella "matrice di media idoneità a prevalenza di vigneti e oliveti" e nella "matrice di media idoneità a prevalenza di seminativi"; secondariamente e con aree frammentate sono presenti "agroecosistemi intensivi isolati" e "agroecosistemi frammentati attivi"; le lingue boscate costituiscono una "matrice forestale di connettività" della Rete degli ecosistemi forestali, mentre due cerrete nella valle dell'Ombrone sono "nuclei di connessione" della medesima Rete; in contiguità con le fasce boscate sono presenti in modo discontinuo "elementi isolati di connessione degli arbusteti" della Rete degli arbusteti; l'Ombrone è un "nodo" della Rete dei corsi d'acqua, mentre fosso Malena e borro Bicornia-Coggia sono individuati come "corsi d'acqua da riqualificare" della medesima Rete; sono infine presenti due "nuclei di connessione" della Rete degli invasi artificiali e altri "invasi artificiali" dell'omonima Rete.
3. Le criticità per il morfotipo sono rappresentate dalla semplificazione del paesaggio agrario per la realizzazione di nuovi vigneti specializzati o di grandi appezzamenti monocolturali erbacei, dalla perdita di stabilità dei suoli e dai conseguenti fenomeni erosivi (problematiche accentuate nei grandi impianti a rittochino privi di interruzione della continuità della pendenza), dal rischio di consumo di suolo agricolo per processi di espansione urbana, dalla gestione selvicolturale, laddove la gestione del ceduo preveda utilizzazioni più frequenti e intense, dal rischio di incendi, più elevato dove sono presenti boschi misti di latifoglie e conifere, dalla diffusione della robinia, soprattutto nei boschi ripariali, che può essere diffusa e favorita da inidonee pratiche selvicolturali e di gestione della vegetazione ripariale.
4. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:
- - il mantenimento e l'incremento degli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.);
- - l'ostacolo a ulteriori sviluppi del vigneto specializzato o di grandi appezzamenti monocolturali erbacei ai danni di paesaggi agricoli più tradizionali e mosaicati con fasce boscate;
- - il contenimento dei fenomeni di erosione del suolo agricolo;
- - l'ostacolo ai processi di consumo di suolo;
- - il mantenimento degli invasi artificiali immersi nella matrice agricola;
- - la riduzione e il controllo degli incendi;
- - il controllo della diffusione di specie aliene invasive nelle comunità vegetali forestali (in particolare di ailanto e di robinia nelle fasce ripariali);
- - la gestione sostenibile delle utilizzazioni forestali negli impluvi e lungo i corsi d'acqua.
5. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:
- - contrastare nuove espansioni del vigneto specializzato;
- - per i vigneti di nuova realizzazione e per i reimpianti prevedere l'interruzione della continuità della pendenza nelle sistemazioni a rittochino tramite l'introduzione di scarpate, muri a secco o altri assetti di versante, valutando ove possibile l'orientamento dei filari secondo giaciture che assecondino le curve di livello o che minimizzino la pendenza;
- - rispettare il paesaggio agricolo tradizionale, mantenendo quote diversificate di coltivazioni erbacee ed arboree ed evitando l'eliminazione delle sistemazioni idraulico agrarie;
- - utilizzare le opportunità di nuovi Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale per la mitigazione dell'erosione del suolo e la realizzazione di nuovi elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, alberi camporili), per il miglioramento dei soprassuoli forestali e per il controllo o l'eradicazione delle specie forestali aliene invasive;
- - mantenere le siepi e gli altri elementi vegetazionali di corredo della maglia agraria e ricostituirli nei punti che ne sono maggiormente sprovvisti;
- - impedire l'eliminazione di nuclei boscati, filari alberati, siepi ed alberi camporili;
- - riqualificare e ricostruire le aree di rinaturalizzazione lungo il fosso Malena, il borro Bicornia-Coggia e i corsi d'acqua minori;
- - migliorare la gestione selvicolturale attraverso la promozione di tecniche sostenibili;
- - tutelare le cenosi forestali ripariali e gli impluvi.