Art. 25 Agroecosistemi collinari a prevalenza di oliveti e vigneti, con significative estensioni di fasce boscate - Mosaico collinare a oliveto e vigneto prevalenti
1. Questo morfotipo rappresenta il paesaggio rurale dominante. Tra i due settori comunali si notano differenze nell'estensione della copertura boscata, a dominanza di querce, prevalente nel settore occidentale, e nella dimensione degli appezzamenti, a maglia più fitta nel settore orientale.
Tra le colture prevalgono vigneti e oliveti, più localizzati i seminativi. Gli oliveti sono prevalentemente disposti in posizioni più elevate, attorno ai crinali collinari, con i vigneti ad occupare in prevalenza i versanti.
Sufficiente la presenza di elementi del paesaggio agrario, soprattutto per la presenza di siepi arbustivo-arboree, seppure associate in prevalenza a oliveti e seminativi e solo raramente ai vigneti. Significativa la diffusione di piccoli nuclei rurali e di manufatti dell'edilizia rurale, collegati da una fitta rete viaria prevalentemente secondaria e rurale.
2. Per le reti ecologiche comunali il morfotipo è in gran parte compreso nella "matrice forestale di connettività" della Rete degli ecosistemi forestali e nella Rete degli agroecosistemi, in particolare nella "matrice di media idoneità a prevalenza di vigneti e oliveti" e, secondariamente e con aree frammentate, nella "matrice di media idoneità a prevalenza di seminativi", nella "matrice degli agroecosistemi intensivi a prevalenza di vigneti", nell'"agroecosistema intensivo isolato", nell'"agroecosistema frammentato attivo" e nell'"agroecosistema frammentato in abbandono"; sono inclusi anche "elementi isolati di connessione degli arbusteti" della Rete degli arbusteti; l'Arbia e l'Ombrone sono "nodi" della Rete dei corsi d'acqua, mentre Bozzone, Scheggiolla e torrente Malena sono "corsi d'acqua da riqualificare" della medesima Rete; sono infine presenti "invasi artificiali" dell'omonima Rete.
3. Le criticità per il morfotipo sono rappresentate dalla scarsità degli elementi del paesaggio agrario, in particolare nei vigneti, dalla perdita di stabilità dei suoli e dai conseguenti fenomeni erosivi (problematiche accentuate nei grandi impianti a rittochino privi di interruzione della continuità della pendenza), dalla semplificazione del paesaggio agrario per la realizzazione di nuovi vigneti specializzati o di grandi appezzamenti monocolturali erbacei, dalla gestione selvicolturale, laddove la gestione del ceduo preveda utilizzazioni più frequenti e intense, dal rischio di incendi, più elevato dove sono presenti rimboschimenti di conifere e boschi misti di latifoglie e conifere, dal rischio di consumo di suolo agricolo per processi di espansione urbana, dai danni dovuti al carico di ungulati e dalla diffusione della robinia, soprattutto nei boschi a dominanza di castagno e nei boschi ripariali, che può essere diffusa e favorita da inidonee pratiche selvicolturali e di gestione della vegetazione ripariale.
4. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:
- - il mantenimento e l'incremento degli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.);
- - l'ostacolo a ulteriori sviluppi del vigneto specializzato o di grandi appezzamenti monocolturali erbacei ai danni di paesaggi agricoli più tradizionali e mosaicati con fasce boscate;
- - il contenimento dei fenomeni di erosione del suolo agricolo;
- - l'ostacolo ai processi di consumo di suolo;
- - il mantenimento degli invasi artificiali immersi nella matrice agricola;
- - il mantenimento e il miglioramento della qualità, della continuità e della maturità delle formazioni forestali;
- - la riduzione e il controllo degli incendi;
- - il contenimento delle popolazioni di ungulati e dei danni provocati alle colture agrarie;
- - il controllo della diffusione di specie aliene invasive nelle comunità vegetali forestali (in particolare di ailanto e di robinia nelle fasce ripariali);
- - la gestione sostenibile delle utilizzazioni forestali negli impluvi e lungo i corsi d'acqua.
5. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:
- - contrastare nuove espansioni del vigneto specializzato;
- - per i vigneti di nuova realizzazione e per i reimpianti prevedere l'interruzione della continuità della pendenza nelle sistemazioni a rittochino tramite l'introduzione di scarpate, muri a secco o altri assetti di versante, valutando ove possibile l'orientamento dei filari secondo giaciture che assecondino le curve di livello o che minimizzino la pendenza;
- - rispettare il paesaggio agricolo tradizionale, mantenendo quote diversificate di coltivazioni erbacee ed arboree ed evitando l'eliminazione delle sistemazioni idraulico agrarie;
- - utilizzare le opportunità di nuovi Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale per la mitigazione dell'erosione del suolo e la realizzazione di nuovi elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, alberi camporili), per il miglioramento dei soprassuoli forestali, per il contenimento degli ungulati e per il controllo o l'eradicazione delle specie forestali aliene invasive;
- - mantenere le siepi e gli altri elementi vegetazionali di corredo della maglia agraria e ricostituirli nei punti che ne sono maggiormente sprovvisti;
- - impedire l'eliminazione di nuclei boscati, filari alberati, siepi ed alberi camporili;
- - riqualificare e ricostruire le aree di rinaturalizzazione lungo il Bozzone, lo Scheggiolla, il Malena e i corsi d'acqua minori;
- - migliorare la gestione selvicolturale attraverso la promozione di tecniche sostenibili;
- - tutelare le cenosi forestali ripariali e gli impluvi;
- - tutelare gli esemplari arborei vetusti e di maggiori dimensioni (alberi habitat);
- - individuare fasce non coltivate di tutela dei margini forestali o comunque escluse dalle attività agricole intensive;
- - promuovere forme di tutela e gestione attiva degli habitat di interesse comunitario.