Art. 22 Agroecosistemi a dominanza di seminativi di pianura in aree a media pressione insediativa - Seminativi semplificati di pianura o fondovalle
1. Il morfotipo si estende dall'estremità comunale a sud-ovest (Taverne d'Arbia), nel fondovalle dell'Arbia, verso nord fino a Pianella.
Anche in questo morfotipo è evidente l'estrema riduzione degli elementi del paesaggio agrario; porzioni non coltivate sono rappresentate dalle strette fasce boscate ripariali dei corsi d'acqua principali e, molto più localizzate, dalle fasce vegetate di alcuni fossi del reticolo idrografico minore. Nella porzione sud-orientale ai seminativi e ai prati da sfalcio dominanti si affiancano significative porzioni di vigneti.
2. Per le reti ecologiche comunali il morfotipo è in gran parte individuato come "matrice di media idoneità a prevalenza di seminativi" della Rete degli agroecosistemi; l'Arbia è individuato come "nodo" della Rete dei corsi d'acqua mentre il torrente Malena è individuato come "corso d'acqua da riqualificare"; le fasce ripariali lungo l'Arbia, che penetrano in alcuni tratti con strette fasce boscate nel territorio agricolo, sono individuate come "matrice forestale di connettività" della Rete degli ecosistemi forestali; tre invasi artificiali sono individuati come "nuclei di connessione", i restanti come "invasi artificiali" della Rete degli invasi artificiali.
3. Le maggiori criticità per il morfotipo sono rappresentate dalla semplificazione ecologica e paesaggistica, accentuata dalla scarsità degli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.), e dal rischio di ulteriore consumo di suolo agricolo per processi di urbanizzazione.
4. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:
- - il mantenimento e l'incremento degli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.);
- - l'ostacolo ai processi di consumo di suolo agricolo;
- - il mantenimento degli assetti agricoli e l'ostacolo ai processi di abbandono dei coltivi e di ricolonizzazione arbustiva ed arborea;
- - il controllo degli effetti di riduzione e frammentazione delle formazioni ripariali operato dalle attività agricole;
- - il mantenimento degli invasi artificiali immersi nella matrice agricola.
5. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:
- - contrastare i processi di saldatura delle aree produttive e commerciali e la realizzazione di nuovi assi infrastrutturali;
- - utilizzare le opportunità di nuovi Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale per il mantenimento degli assetti agricoli e la realizzazione di nuovi elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, alberi camporili);
- - mantenere le siepi e gli altri elementi vegetazionali di corredo della maglia agraria e ricostituirli nei punti che ne sono maggiormente sprovvisti;
- - impedire l'eliminazione di nuclei boscati, filari alberati, siepi ed alberi camporili;
- - tutelare gli ecosistemi ripariali;
- - riqualificare e ricostruire aree di rinaturalizzazione lungo il torrente Malena, anche attraverso l'individuazione di fasce non coltivate di tutela degli ambiti ripariali o comunque escluse dalle attività agricole intensive.