Art. 21 Agroecosistemi intensivi delle monocolture cerealicole su colline plioceniche a bassa permeabilità ecologica - Seminativi semplici a maglia medio-ampia di impronta tradizionale
1. Questo paesaggio rurale, caratteristico delle crete senesi, si estende nella parte sud-orientale del territorio comunale, in evidente connessione, paesaggistica ed ecologica, con analoghi paesaggi presenti nel territorio di Asciano. Dominano i seminativi ed i prati da sfalcio. Le lievi ondulazioni della locale morfologia collinare, i colori cangianti delle colture e delle lavorazioni dei campi, le macchie boscate sparse per l'intera area e le strette fasce ripariali arbustive ed arboree creano un paesaggio rurale di grande e riconosciuta bellezza.
2. Per le reti ecologiche comunali il morfotipo è individuato in gran parte come "nodo" della Rete degli agroecosistemi; al suo interno ricadono gran parte degli elementi della Rete degli ecosistemi forestali ("matrice forestale di connettività", "nucleo di connessione" e "elemento isolato di connessione"); quattro invasi artificiali di maggiori dimensioni sono individuati come "nuclei di connessione", i restanti come "invasi artificiali" della Rete degli invasi artificiali; una fascia arbustata è un "nucleo di connessione" della Rete degli arbusteti; il torrente Malena, il fosso della Malena e il Borro Sorrione sono individuati come "corsi d'acqua da riqualificare" della Rete dei corsi d'acqua.
3. La maggior criticità per il morfotipo è rappresentata dalla progressiva compromissione degli elementi geomorfologici caratterizzanti il paesaggio agrario (calanchi, biancane, balze) dovuta alle crescenti esigenze dell'agricoltura meccanizzata. I nuclei boscati, i corsi d'acqua e gli invasi collinari incrementano la diversità ambientale, ma gli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.) sono molto ridotti.
4. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:
- - il mantenimento degli elementi geomorfologici relitti, caratterizzanti il paesaggio agrario (calanchi, biancane, balze);
- - il mantenimento degli assetti agricoli e l'ostacolo ai processi di abbandono dei coltivi e di ricolonizzazione arbustiva ed arborea;
- - il mantenimento e l'incremento degli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, ecc.);
- - il controllo degli effetti di riduzione e frammentazione delle formazioni ripariali operato dalle attività agricole;
- - il mantenimento degli invasi artificiali immersi nella matrice agricola.
5. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:
- - utilizzare le opportunità di nuovi Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale per il mantenimento degli assetti agricoli e la realizzazione di nuovi elementi del paesaggio agrario (siepi, filari alberati, alberi camporili);
- - mantenere le siepi e gli altri elementi vegetazionali di corredo della maglia agraria e ricostituirli nei punti che ne sono maggiormente sprovvisti;
- - impedire l'eliminazione di nuclei boscati, filari alberati, siepi ed alberi camporili;
- - tutelare gli ecosistemi ripariali;
- - riqualificare e ricostruire aree di rinaturalizzazione lungo il torrente Malena, il fosso della Malena e il Borro Sorrione, anche attraverso l'individuazione di fasce non coltivate di tutela degli ambiti ripariali o comunque escluse dalle attività agricole intensive.