Art. 18 Boschi collinari termofili a prevalenza di roverella, cerro e carpino nero

1. La matrice forestale, che caratterizza le porzioni centro-settentrionali del territorio comunale, risulta più continua solo nella porzione nord-orientale. È costituita prevalentemente da querceti, in particolare da boschi a dominanza di cerro; nella parte centro-settentrionale del morfotipo prevalgono i boschi a dominanza di roverella, mentre i boschi a dominanza di leccio sono presenti prevalentemente nella porzione occidentale; boschi a dominanza di castagno si ritrovano su versanti esposti a nord e a quote alto-collinari; localizzati sono i rimboschimenti di conifere e i boschi misti di conifere e latifoglie.

Oltre a caratterizzare paesaggisticamente il territorio comunale e a contribuire alla locale eterogeneità ambientale, il morfotipo svolge un importante ruolo di connessione con le aree forestali limitrofe, di maggior valore, quali i Monti del Chianti a Gaiole e i rilievi collinari boscati di Bucine.

2. Per le reti ecologiche comunali il morfotipo è individuato come "nodo secondario" della Rete dei boschi; l'alto corso dell'Ombrone è individuato come "nodo" della Rete ecologica comunale dei corsi d'acqua; l'alto corso del torrente Malena e il borro Bicornia-Coggia sono individuati come "corsi d'acqua da riqualificare" della Rete dei corsi d'acqua; sono infine presenti sei "invasi artificiali" dell'omonima Rete.

3. Le maggiori criticità per il morfotipo sono rappresentate dalla gestione selvicolturale, laddove la gestione del ceduo preveda utilizzazioni più frequenti e intense, e il rischio di incendi, più elevato dove sono presenti rimboschimenti di conifere e boschi misti di latifoglie e conifere.

A tali criticità si aggiungono i danni dovuti al carico di ungulati e la diffusione della robinia, soprattutto nei boschi a dominanza di castagno, che può essere diffusa e favorita da inidonee pratiche selvicolturali.

4. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:

  • - il mantenimento e miglioramento della qualità, della continuità e della maturità delle formazioni forestali;
  • - la riduzione e il controllo degli incendi;
  • - il contenimento delle popolazioni di ungulati e dei danni provocati agli habitat e alle specie animali e vegetali;
  • - il controllo della diffusione di specie aliene invasive nelle comunità vegetali forestali (in particolare dei robinieti);
  • - la valorizzazione dei servizi ecosistemici offerti dai paesaggi forestali;
  • - la riduzione delle utilizzazioni forestali negli impluvi e lungo i corsi d'acqua.

5. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:

  • - migliorare la gestione selvicolturale attraverso la promozione delle tecniche di gestione forestale sostenibile;
  • - tutelare le cenosi forestali degli impluvi;
  • - tutelare gli esemplari arborei vetusti e di maggiori dimensioni (alberi habitat);
  • - individuare e tutelare eventuali esemplari arborei monumentali di cui alla D.C.R. 8/2019 e D.M. 757 del 19/04/2019;
  • - utilizzare le opportunità di nuovi Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale per il miglioramento dei soprassuoli forestali, per il contenimento degli ungulati e per il controllo o l'eradicazione delle specie forestali aliene invasive;
  • - individuare fasce non coltivate di tutela dei margini forestali o comunque escluse dalle attività agricole intensive;
  • - promuovere forme di tutela e gestione attiva degli habitat di interesse comunitario.