Art. 12 Aree critiche per processi di artificializzazione

1. Le aree critiche per processi di artificializzazione sono individuate nell'ambito Taverne d'Arbia–Casetta e in corrispondenza delle aree urbane del Capoluogo, di Pianella e di Ponte a Bozzone.

Le criticità per la funzionalità della rete ecologica sono legate alla pressione dell'edificato residenziale e commerciale dei centri urbani citati, compresi gli abitati esterni al territorio comunale di Taverne d'Arbia e Arbia, e alle barriere infrastrutturali rappresentate dalla S.S. 715 Siena-Bettolle, dalla S.P. 408 di Montevarchi, dalla S.P. 484 del Castello di Brolio e dalla linea ferroviaria, nonché all'alterazione quantitativa e qualitativa della vegetazione ripariale dei torrenti Arbia, Malena e Bozzone e del fosso Scheggiolla.

2. Sono individuati quali obiettivi specifici del Piano Strutturale:

  • - la forte limitazione di previsioni di ulteriore consumo di suolo ovvero il contrasto alla nuova edificazione e più in generale alle trasformazioni antropiche, anche attraverso il mantenimento dei varchi inedificati e di sufficienti livelli di permeabilità ecologica;
  • - la tutela delle funzioni svolte dalla matrice di media idoneità a prevalenza di seminativi della Rete degli agroecosistemi, dai nuclei di connessione e dalla matrice forestale di connettività della Rete degli ecosistemi forestali e dai nuclei di connessione delle Reti dei corsi d'acqua e degli invasi;
  • - la riqualificazione ecologica e paesaggistica delle aree degradate;
  • - il miglioramento della qualità ecosistemica complessiva degli ambienti fluviali, degli ecosistemi ripariali e dei loro livelli di maturità, complessità strutturale e continuità longitudinale e trasversale ai corsi d'acqua.

3. Le direttive per il Piano Operativo, per i piani di settore e per le politiche sono:

  • - valorizzare e recuperare le attività agricole, favorendo forme di conduzione secondo i principi dell'agricoltura biologica o integrata e orientamenti colturali provinciali tipici, anche mediante la sperimentazione di forme di agricoltura multifunzionale;
  • - individuare modalità di realizzazione di interventi di ricostituzione della vegetazione ripariale attraverso l'utilizzo di specie arboree e arbustive autoctone ed ecotipi locali;
  • - mitigare gli impatti legati alla diffusione di specie aliene invasive attraverso idonee tecniche di gestione selvicolturale o di gestione delle fasce ripariali.